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Tecnica alternativa, atto estremo e radicale, danza e lotta tra artista e opera d’arte. Potente, violenta azione d’unificazione catartica, la pittura con il corpo celebra l’arte primigenia che senza filtri e censure parla dell’animalesco e dell’istinto che muove l’artista.

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AL MUSEO GARDA DI IVREA LA MOSTRA INTERNAZIONALE “OLTRE”
A CURA DI SABINO MARIA FRASSA'

Sabato 20 febbraio alle ore 16,00, presso il Museo Civico Pier Alessandro Garda di Ivrea - Piazza Ottinetti - il Comune di Ivrea, il Museo Civico Garda di Ivrea e la Fondazione Guelpa presentano la Mostra Internazionale “OLTRE” a cura di Sabino Maria Frassà e organizzata dall’associazione cramum e dalla Fondazione Giorgio Pardi.

Quella di Ivrea è la prima tappa italiana della Mostra OLTRE, presentata a Budapest l’8 Ottobre 2015 e frutto della collaborazione con la Farnesina - Istituto di Cultura Italiano a Budapest - e con il Ludwig Muzeum di Budapest. Per la Mostra di Ivrea però si aggiungono diverse opere, che verranno svelate durante l'inaugurazione e che si aggiungono alle 40 opere esposte a Budapest. Le opere in mostra sono state realizzate da 16 artisti italiani e ungheresi di diverse generazioni, in un allestimento che permetterà di porre a confronto artisti affermati con giovani talenti emergenti.

Gli artisti ungheresi in mostra sono: Szilárd Cseke, artista a cui è dedicato il Padiglione Ungheria dell’attuale Biennale di Venezia, Andi Kacziba, scultrice tessile a cui Milano ha appena dedicato una personale, Zoltán Tombor, fotografo di fama internazionale. Con loro, i giovani talenti David Merényi , Beáta Székely e KamiliaKard. Sono italiani, invece, Eva Sorensen, artista a cui è stato dedicato il Padiglione della Biennale di Venezia del 1981 e che dal 1961 decise di vivere in Italia, Alberto di Fabio, a cui nel 2015 è stata dedicata una mostra personale al Macro di Roma, Elisabeth Scherffig (in Italia dal 1978) e Daniele Salvalai, artisti a cui Milano ha dedicato recenti monografie, HH LIM, presente anche alla Biennale di Venezia 2013 che decise di vivere in Italia dal 1976, Franco Mazzucchelli, già alla Biennale di Venezia 1976, Raffaele Penna, tra i più noti fiber-artist italiani; in mostra, anche i giovani talenti Paolo Peroni, vincitore premio cramum 2014, Francesca Piovesan, vincitrice premio cramum 2015, ed Eracle Dartizio protagonista a gennaio di una mostra site-specific allo Studio Museo Francesco Messina di Milano).

 
SUL PROGETTO HANNO AFFERMATO:

Riguardo la Mostra OLTRE, il Segretario Generale della Fondazione Giorgio Pardi e curatore della mostra, Sabino Maria Frassà, ricorda: “Oggi più che mai è importante fare l’Europa. Dopo decenni di regole, è tempo di lavorare alla creazione di una cultura europea, che valorizzi le peculiarità di ogni Paese, senza appiattirle: OLTRE si muove in tale direzione. Dietro OLTRE c’è quindi la ferma volontà di far conoscere e condividere nuove idee e riflessioni: visitare OLTRE significherà percorrere un percorso OLTRE l’apparenza, per conoscere - grazie all’arte - nuovi mondi/realtà, per riflettere su noi stessi ed essere più consapevoli: lo spettatore si troverà ad esempio di fronte alla riflessione sulla forza delle donne Andi Kacziba e Kamilia Kard, sull’universo che è dentro noi di Alberto di Fabio e Eracle Dartizio, potrà pensare al rapporto uomo-natura di Daniele Salvalai e Paolo Peroni, alla rappresentazione di sé con gli autoritratti di Francesca Piovesan ed Elisabeth Scherffig, e alla relatività e difficoltà della comunicazione di H.H. Lim e Franco Mazzucchelli”

Parole che puntano alla dimensione europea anche per il Sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa, che osserva come "in un momento storico in cui l’Europa sembra tornare all’idea di confini e divisioni, il Comune di Ivrea è onorato di ospitare una mostra che promuove il dialogo tra Paesi e tra diverse generazioni di artisti"Il Direttore del Museo, Paola Mantovani, aggiunge che "il Museo, in questi primi due anni di attività, ha cercato di offrire mostre di livello internazionale, ricercando la collaborazione di istituzioni culturali prestigiose: in passato, con la Galleria Sabauda e Palazzo Madama. Ora, grazie alla lungimiranza della Fondazione Giorgio Pardi e dell'associazione cramum, il museo eporediese si apre all'arte contemporanea, ospitando artisti che dialogano con le collezioni permanenti del museo".L'Assessore alla Cultura e al Turismo, Laura Salvetti, sottolinea invece "l'importanza di ospitare sul territorio eporediese mostre ed eventi che con il loro respiro internazionale connettono la Città di Ivrea con nuove tipologie di visitatori, contribuendo a quel lavoro di promozione e apertura alla dimensione turistica e culturale che contraddistinguono l'impegno e la programmazione dell'assessorato".
Il Presidente della Fondazione Guelpa, Daniele Lupo Jallà, nel confermare il sostegno economico al Museo e alle sue attività, afferma: “L’attenzione per il contemporaneo rappresenta per un museo come il Garda di Ivrea un’importante apertura da sviluppare in una dimensione di rete con il polo torinese e gli altri centri del Piemonte attivi in questo ambito”.
Grazie al lavoro di Emiliano Biondelli e Sabino Maria Frassà, la mostra è stata arricchita dalla realizzazione di un libro di artista in 300 copie, lungo oltre 5 metri, che ripercorre l’allestimento originario della Mostra a Budapest. Anche questa pregiata pubblicazione sarà esposta nella Mostra.Il progetto OLTRE è un progetto Fondazione Giorgio Pardi & associazione cramum Partner istituzionali: Museo Garda, Comune di Ivrea e Fondazione Guelpa, Istituto Italiano di Cultura a Budapest. Con il Patrocinio di: Ludwig Museum di Budapest, Accademia di Ungheria a Roma, Studio Museo Francesco Messina. Si ringraziano per il supporto e lavoro: Antonio Frassà, Emiliano Biondelli, Ani Molnár Gallery, ACB Gallery, Galleria Raffaella de Chirico, Galleria Renata Bianconi, Edicola Notte, ZooZone, Ari Kupsus Gallery. Info: 20 febbraio– 29 aprile 2016 Museo Civico Garda - Piazza Ottinetti - Ivrea (TO) Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì: dalle ore 9 alle ore 13 Giovedì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14,30 alle ore 18,30 Aperture il primo week end di ogni mese (sabato e domenica) dalle ore 15 alle 19 Vernice 20 febbraio 2016 ore 16,00 Per informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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L'inverno 2015-2016 ha registrato in tutta Italia temperature sopra la media, e chi sperava in un'abbondante nevicata natalizia, è rimasto con l'amaro in bocca.

Milano ha trovato la soluzione perfetta per tutti gli amanti del freddo: fino al 30 aprile Piazza Liberty ospita l'Ibar Cubetto, un suggestivo locale completamente di ghiaccio in cui sorseggiare drink (o una cioccolata calda per i più freddolosi) a una temperatura di -10 gradi.

 

ibar - gallery - nerospinto

 

Dopo l'esperienza a Expo 2015, Alessandro Rosso Group, in collaborazione con Townhouse Hotel, ripropone nel capoluogo lombardo l'incredibile progetto dell'ice bar, portando temperature polari nel cuore della città.

Per vivere un'indimenticabile esperienza fra i ghiacci, non serve il passaporto: basta indossare l'elegante mantella termica e scegliere uno dei deliziosi cocktail serviti naturalmente in bicchieri di ghiaccio.

L'appuntamento è in pieno centro a Milano: l'Ibar Cubetto vi aspetta dalle 10 alle 21 fino al 30 aprile.

INFO I prezzi dei cocktail variano da 10 a 15 euro. Piazza Liberty (Via San Paolo angolo Via Agnello) Milano

 

 

Beatrice Bellano

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La bellezza di una città come Milano è che ti offre infinite possibilità per passare la serata in mille modi differenti. C’è spazio per tutti e si riesce ad appagare i desideri di ognuno. Lunedì sera, per esempio, siamo andati a vedere l’ultimo spettacolo della compagnia Lost Movement, fondata e diretta dal giovane e talentuoso Nicolò Abbatista. “Vissi D’Arte – Balletto per concerto” è stata una piacevolissima sorpresa: gli otto componenti della compagnia, infatti, hanno danzato su musica dal vivo - cosa che, ahimè, in Italia si riesce a vedere molto poco - e sulle possenti corde vocali del soprano Antonella D’Amico e del tenore Damiano Lombardo, che hanno fatto tappa a Milano direttamente dall’Arena di Verona. Sette arie liriche, accompagnate dal pianoforte di Vittoria Primavera, hanno messo in luce il tema centrale di tutta la serata: l’Amore.

Facendo due chiacchere con Nicolò, è emerso che il centro delle sue creazioni è proprio la DONNA, vista come figura portante all’interno di questa frenetica società. Riflessione intensa e interessante, confermata poi da quel che abbiamo visto sul palco.

Le sette arie di opera lirica interpretate dagli artisti avevano come filo conduttore proprio questa approfondita visione della vita. Passando da una romantica “Tu che m’hai preso il cor” e dall’emozionante “O let me weep forever weep” – in cui ho particolarmente apprezzato l’utilizzo scenografico del “filo rosso” che andava a enfatizzare il legame tra tutti i danzatori, rendendolo ancora più forte e dinamico – fino ad arrivare all’intramontabile “Casta Diva”, interpretata egregiamente sia da Antonella D’Amico che dalle danzatrici, brillanti fluide e perfettamente in sintonia tra di loro.

Ogni passaggio era intervallato dal silenzio, in cui si riusciva a sentire il respiro dei danzatori, cosa che rendeva ogni coreografia particolarmente intensa ed emozionante. Il teatro danza incontra la danza contemporanea più tecnica, creando un movimento fluido ed espressivo che racchiude in sé tutto un particolare significato.

L’ultimo quadro è il meraviglioso “Libiamo ne’ lieti calici” dalla Traviata di Giuseppe Verdi: ironica sia nelle espressioni che nei movimenti, così da restare in tema perfettamente con l’ebrezza del brano, questa coreografia giocava moltissimo sulle dinamiche e sui cambi di livello e direzione, cosa che personalmente amo moltissimo.

Uno spettacolo non lunghissimo e decisamente ben riuscito, che con poco – senza grandissime luci, scenografie mozzafiato e costumi da cirque du soleil – è comunque riuscito a tenere alta l’attenzione del pubblico per tutto il tempo, senza pretendere troppo, né annoiare, cosa che di questi tempi è rara.

I Lost Movement, nonostante abbiano soltanto 4 anni di attività alle spalle, vantano già di 2 produzioni affermate che hanno fatto il giro d'Italia (Rossophilia e PopOff) e che a breve torneranno a calcare i nostri palcoscenici.

Lost Movement

Direzione artistica: Nicolo Abbatista

Danzatori: Chiara Borghini, Susanna Pieri, Samuele Arisci, Eleonora Mongitore, Mirta Boschetti, Christian Consalvo, Manuela Colleoni, Giorgia Varano.

www.lostmovement.it

Adele Di Giovanni

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Ha inaugurato, giovedì 28 gennaio, la stagione lirica 2016 presso il Pavarotti Milano Restaurant Museum, sito nella spettacolare cornice di Galleria Vittorio Emanuele II. Una serie di concerti, che si terranno ogni giovedì sera dalle ore 22, nei quali si esibiranno tenori, soprani e musicisti della Fondazione Luciano Pavarotti sul palco della Sala Big Luciano.

Cominciate lo scorso anno, le cene con concerto hanno reso questo ristorante-museo un polo del panorama enogastronomico milanese, ma soprattutto di quello culturale. Le serate del giovedì perseguono la missione promossa dallo stesso Pavarotti già con l’evento musicale “Pavarotti and friends”: restituire la lirica al bagaglio culturale di molti e non limitarla unicamente ad un’elite ristretta.

Pavarotti Milano Restaurant Museum nasce da un’idea della moglie Nicoletta Mantovani e Alessandro Rosso (noto per l’ambizioso progetto “Seven Stars Galleria Italia”), con l’obbiettivo di ricordare la gloriosa vita del tenore modenese.

All’interno di un incantevole edificio storico in Galleria Vittorie Emanuele II, a cui si accede tramite gli ingressi in Piazza Duomo 21 e da Via Silvio Pellico 2, le pareti del ristorante ricordano quelle di un museo vero e proprio: citazioni, oggetti, disegni e anche alcuni abiti appartenuti al Maestro, un percorso lungo tutta la sua carriera artistica, accompagnato da un’altra delle sue passioni, la cucina.

Una cena alla carta, elaborata dallo chef Luca Marchini, accompagnata in sottofondo dalle arie più famose cantate da Pavarotti, che propone eccellenti piatti della tradizione emiliana abbinati ad una fine e ricercata cantina di vini.

A dare il via alla stagione concertistica, il 28 gennaio, è stata Elena D’angelo, soprano, sulle note della pianista Claudia Mariano. La cantante lirica, soubrette dal 2004 della Compagnia Italiana D’Operetta, padroneggia un vasto repertorio che comprende, tra le altre, canzoni che vanno dagli inizi del 900 fino agli anni ’50, ma anche musica sacra e musical.

Elena D’Angelo, insieme a Claudia Mariano e Ettore Leccese (tromba), sarà di nuovo sul palco della Sala Big Luciano 31 marzo preceduta, nelle altre serate, da egregi soprani e tenori quali Elisa Maffi, Giuseppe Riveras, Oreste Cosimo, Spero Bongiolatti, Elisa Balbo e Monica Mariani.

Francesca Bottin

 

Pavarotti Milano Restaurant Museum Piazza Duomo 21, Milano http://www.pavarottimilano.com/ La prenotazione è consigliata specialmente per le cene del giovedì

Primavera 2016

04 febbraio – Elisa Maffi. Soprano

11 febbraio – Giuseppe Riveras. Tenore

18 febbraio – Oreste Cosimo. Tenore

25 febbraio – Spero Bongiolatti. Tenore

03 marzo – Elisa Balbo. Soprano

10 marzo – Elisa Maffi. Soprano

17 marzo – Monica Mariani. Soprano

24 marzo – Elisa Maffi. Soprano

31 marzo – Elena D’Angelo. Soprano, Claudia Mariano. Pianoforte, Ettore Leccese. Tromba

 

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Il trend che ha ormai conquistato il capoluogo meneghino è un delizioso mix di cucina giapponese e brasiliana, e Bomaki, l'uramakeria di Milano, ha deciso di triplicare la sua presenza in città.

Si fa in tre e conquista le zone più alla moda di Milano: corso Sempione, Garibaldi e Marghera. Tante sono le novità per gli affezionati e per i curiosi, senza dimenticare il must di Bomaki: il burrito rivisitato in chiave orientale.

 

Bomaki di Via Sanzio Bomaki di Via Sanzio

 

Il menù è ricco, sa combinare due gustose culture conquistando i palati senza far piangere il portafogli: per otto squisiti roll bastano una decina di euro e la scelta include salmone, tonno, gamberi in tempura, branzino, granchio, astice, gamberi rossi di Sicilia, capesante e c'è anche una proposta vegetariana. Per chi volesse accompagnare gli ottimi piatti dall'anima nippo-brasiliana con un drink colorato, una birra o un frullato, i prezzi vanno dai 4 ai 7 euro.

L'ideatore di questo incredibile mix di successo è lo chef Jeric Bautista, che sa abbinare delizie in costante evoluzione alla cortesia dello staff.

Il nome del locale deriva da una combinazione di due termini: uno portoghese (bom, che significa buono) e uno giapponese (maki, il tipico roll della cucina nipponica). Bomaki ricorda uno dei ristobar in stile giapponese che si possono trovare nelle grandi città brasiliane, da Rio de Janeiro a Sao Paulo e la sua proposta culinaria fa venire l'acquolina in bocca solo sfogliando il menù.

Crepes di soia al salmone, pollo o picanha grigliata con guacamole, jalapeno o cheddar cheese sono solo alcune delle delizie che prepara lo chef Jeric Bautista. Ma anche inediti temaki con tonno maracuja (tartare di tonno, insalata e salsa maracuja), salmone e tartufo (salmone, avocado, Philadelphia e carpaccio di tartufo) o salmone al mango (cubetti di salmone, avocado, insalata, mango e salsa al mango). I palati più fini saranno conquistati dalla tartare ceviche, una fresca variante di crudi da lasciare a bocca aperta (polipo, branzino, gambero rosso di Sicilia, pomodoro, mango, cipolla rossa e coriandolo). Ma fra le righe del menù è possibile scovare ogni sorta di roll: dal tonno teriyaki (con carpaccio di tonno scottato, gamberi in tempura, spicy cream, avocado, teriyaki) al salmone tobiko (tartare di salmone, insalata, mango, avocado e crema di mango), dal branzino ceviche (con dadolata di branzino marinato, lime, zenzero, coriandolo, cipolla rossa, gambero in tempura) al granchio e tonno (granchio intero fritto, carpaccio di tonno e maionese), fino agli speciali come l’astice gratinato (astice alla fiamma, gambero in tempura, avocado, tobiko, salsa teriyaki, maionese).

Mix di uramaki Mix di uramaki

 

Burrito spicy salmon Burrito spicy salmon

Inoltre molti di questi curiosi mix possono essere gustati anche sotto forma di temaki (a partire da 6€), mentre ai più esigenti Bomaki propone il sashimi exotic (dodici pezzi di pesce misto con salsa di gazpacho al mango e passion fruit), il carpaccio flambè (tonno, branzino o salmone scottato con salsa ponzu, olio d’oliva e sesamo) o il mix di involtini di gamberi (in salsa dolce, piccante e curry).

Per i più golosi anche qualche dolce tipico brasiliano come il tris di brigadeiros (cioccolato fondente, bianco e al latte), il quindim (crème caramel al cocco) o le cheesecake al mango o al maracuja. Il coperto a 1€ comprende anche acqua naturale o frizzante in brocca gratuita.

Panna cotta al mango Panna cotta al mango

 

Bomaki è l'ideale per degustare innovativi uramaki, ma anche per un veloce aperitivo o per una cena leggera in compagnia di un sorso di favolosi cocktail (caipirinha, caipiroska e speciali mojito al limone, alla papaya, all’ananas, ai frutti di bosco, alla fragola, al maracuja, al mango e alla goyaba). Le pareti con ceramiche azulejos e le colorate carte da parati che ricordano la vegetazione brasiliana sanno creare l'atmosfera perfetta prima di avventurarsi nella movida milanese.

Ognuno dei tre locali ha una sua peculiarità: se in Largo la Foppa si trova un intimo soppalco e un dehors per cenare sotto gli archi che si affacciano sulla movimentata nightlife della zona, in via Sanzio è possibile ammirare uno splendido murales, opera dell’artista poliedrico Riccardo Poli.

La deliziosa e innovativa cucina di Bomaki è aperta dalle 12:30 alle 15 e dalle 19:30 a mezzanotte e aspetta solamente di essere assaggiata.

INFO: www.bomaki.it Servizio wi-fi disponibile. E' caldamente consigliata la prenotazione.

BOMAKI SEMPIONE: C.so Sempione 10 20154 – Milano Tel. 02 33603346

BOMAKI FOPPA: Largo la Foppa 1 20121– Milano Tel. 02 39663308

BOMAKI SANZIO: Via Raffaello Sanzio 24 20149 – Milano Tel. 02 39563318

 

Beatrice Bellano

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Dopo l'incredibile successo della scorsa stagione, Il Ballo di Sonia Bergamasco torna al teatro Franco Parenti a partire dal 9 febbraio.

La storia di Antoniette, tratta dal romanzo breve di Irène Némirovsky, è riletta e interpretata da Sonia Bergamasco, attrice e musicista che ha iniziato la sua carriera con Giorgio Strehler, nell'Arlecchino dei Giovani. Ha in seguito lavorato con Carmelo Bene, Theodoros Terzopoulos e Massimo Castri. Due anni fa ha conquistato il prestigioso Premio Eleonora Duse. La sua esperienza non si ferma al palcoscenico teatrale: Sonia Bergamasco ha infatti collaborato con Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci e Marco Tullio Giordana in televisione e dal 1° gennaio è in tutte le sale cinematografiche d'Italia nel film record di incassi Quo Vado, al fianco di Checco Zalone.

Il Ballo narra le vicende di Antoniette, figlia quattordicenne di una coppia di ebrei arricchiti. Antoniette ha un rapporto burrascoso con la madre, che la sottopone a continue umiliazioni, fino al giorno in cui la giovane saprà colpirla nel suo punto più debole: la brama di affermazione sociale.

Sonia Bergamasco, in un candido abito, interpreta tutti i ruoli: la madre crudele che maltratta le governanti e la figlia, il padre che cerca rivalsa a Parigi e Antoinette, autrice di una sublime vendetta che infrangerà per sempre i sogni di rimonta sociale dei suoi genitori. L'elegante abito bianco si abbina al candore della bambina, mentre è in contrasto col nero, tinta che colora lo stridìo di classe che domina le sperande della madre.

Per scoprire i dettagli di questa avvincente e moderna favola di Cenerentola, l'appuntamento è nella Sala Tre del Teatro Franco Parenti dal 9 febbraio al 6 marzo. E nell'attesa di andare a teatro, ecco una piccola anticipazione Il Ballo di Sonia Bergamasco.

ORARI Lunedì: riposo Martedì: ore 20 Mercoledì; ore 19:15 Giovedì: ore 20:30 Venerdì: ore 19:15 Sabato: ore 21 Domenica: ore 16

BIGLIETTI Intero 32€ Under26/Over60 18€ Prevendita 1,50€

TEATRO FRANCO PARENTI Via Pier Lombardo 14 20135 Milano T 02 59995206

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Il mondo della ristorazione è in lutto: Benoit Violier, lo chef del ristorante migliore del mondo, si è tolto la vita ieri, nella sua casa a Losanna.

Nessuno era meglio di lui e del suo ristorante all'interno dell'Hotel de la Ville Crissier: Benoit Violier aveva infatti raggiunto l'apice e da tre anni era il numero uno dela classifica parigina degli chef dei migliori ristoranti al mondo, La Liste.

Eppure ieri lo chef ha impugnato uno dei suoi fucili da caccia e si è sparato.

Il Ville Crissier vanta dal 1998 tre stelle Michelin, e da tre anni ormai Philippe Rochat, mito della gastronomia transalpina, aveva messo proprio Benoit Violier a capo della sua cucina.

Le cause del tragico gesto sono ancora ignote. Qualcuno crede che il suicidio sia ricollegabile alla scomparsa di Philippe Rochat avvenuta un anno fa: c'è chi ipotizza che Benoit Violier non si sia mai ripreso dall'improvvisa morte causata da un malore del suo mentore, che per sedici anni gli aveva fatto da maestro aiutandolo a diventare uno degli chef migliori del mondo.

Ma nessuno sa davvero perchè Benoit Violier, 44 anni, ieri abbia deciso di puntare quel fucile contro se stesso: fucile con cui era solito cacciare quella selvaggina che solo lui sapeva trasformare in sontuose prelibatezze e che lo aveva fatto diventare il più grande.

Nel 2003 la Francia era già stata colpita da una tragedia simile: in quell'anno infatti lo chef Bernard Loiseau si tolse la vita. Il suicidio mise in discussione l'intero sistema di giudizio che incrementa incredibilmente il livello di stress dei grandi cuochi.

Il triste caso di Benoit Violier sembra diverso, però: lo chef dell'Hotel de la Ville Crissier era sulla cresta dell'onda, aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera.

Tanti sono i dubbi sul perchè del folle gesto e la polizia francese non ha ancora saputo chiarire le dinamiche della morte. Certo è che la vita di uno chef non è come la si vede in televisione.

 

Beatrice Bellano

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MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

Viale Fulvio Testi 121, Milano

RENOIR

Dal 16 al 28 febbraio

Dal 16 al 28 febbraio presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta RENOIR, in occasione della riedizione al romanzo Renoir, mio padre (2015, Adelphi Edizioni), una rassegna dedicata al grande pittore impressionista Auguste e a suo figlio, il regista Jean.

Apre la rassegna il film Renoir, del regista francese Gilles Bourdos, presentato alla 65ª edizione del Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard: ambientato nel 1915, è un grandioso omaggio alla vita e all’arte di Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), uno dei più grandi pittori dell’Impressionismo, meravigliosamente descritto partendo dai suoi ultimi anni di vita trascorsi in una casa di campagna in Costa Azzurra, circondato da una premurosa servitù che si prende cura di lui. Lì, un giorno, arriva la giovane e bella Andrée Heuchling, che riuscirà a infondere nuovo estro creativo in Auguste, divenendone l’ultima modella. Di lei, Jean, il secondogenito del Maestro, appena ritornato dal fronte della Prima guerra mondiale, ben presto s’innamorerà, sposandola nel 1920. Spiccano nel film le interpretazioni di Michel Bouquet, che interpreta il grande pittore, e della giovanissima Christa Théret, nella parte della Hessling.

E proprio intorno a questa figura femminile, che fu “il mezzo di un tortuoso flusso di desideri amorosi e artistici, di volta in volta modella e attrice, punto di unione tra pittura e cinema”, ruotano altri due film in rassegna, perché Jean Renoir fece di lei l’attrice protagonista delle sue prime opere con il nome d’arte di Catherine Hessling: Fille de l’eau (La ragazza dell’acqua), primo lungometraggio del grande regista francese, e La Petite marchande d’allumettes (La piccola fiammiferaia), dall’omonimo racconto di Hans Christian Andersen.

Non poteva certo mancare uno dei suoi più grandi capolavori, Une Partie de Campagne (Una gita in campagna), tratto da una novella di Guy de Maupassant, dove l’ironia della commedia viene stemperata da una impietosa critica dei costumi sociali, a cui è stato associato il corto d’avanguardia Sur un air de Charlestone (Charlestone) ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028.

A completare la rassegna il documentario Da Renoir a Picasso che racconta la vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat.

Il libro Renoir, mio padre sarà presentato domenica 21 febbraio alle ore 17.15 alla presenza dell’editor Matteo Codignola.

Schede dei film e calendario

Martedì 16 febbraio h 17.00 Incontro Ciak l’ambiente Presentazione della rassegna cinematografica dedicata alle scuole sui temi dell’ambiente e dell’energia, organizzata in collaborazione con AEM. Prenotazione obbligatoria al numero 0287242114.

A seguire

Renoir (Gilles Bourdos, Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Nel 1915, il pittore Auguste Renoir vive i suoi ultimi anni in una casa di campagna in Costa Azzurra. Grazie ad Andrée, una giovane ragazza che sarà la sua ultima modella, ritroverà la vitalità e la voglia di dipingere.

Giovedì 18 gennaio h 17.00 Partie de campagne (La scampagnata) (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. it. con Sylvia Bataille e Alain Renoir) Renoir adatta il racconto omonimo di Guy de Maupassant e ne trae uno dei suoi capi d'opera.

A seguire Sur un air de Charlestone (Charlestone) (Jean Renoir, Francia, 1927, b/n, 17’ con Catherine Hessling e Jean Renoir) Film d’avanguardia ambientato in un’Europa deserta e selvaggia del 2028.

Sabato 20 febbraio h 16.00 Da Renoir a Picasso (Paul Haesaerts, Belgio, 1948, 29’, v.o.) La vita e le poetiche di Renoir, Picasso e Seurat.

A seguire La Petite marchande d'allumettes (La piccola fiammiferaia) (Jean Renoir, Francia, 1928, b/n, 32’, muto, sonorizzato, v.o. sott. it. con Catherine Hessling e Manuel Raabi) Dall’omonima fiaba di Christian Andersen.

Domenica 21 febbraio

h 17.15 Presentazione del libro “Renoir, mio padre” (2015, Adelphi Edizioni). Sarà presente in sala Matteo Codignola, editor Adelphi.

A seguire Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica

Martedì 23 febbraio h 17 La Fille de l’eau (La ragazza dell’acqua) (Jean Renoir, Francia, 1924, b/n, 80’, muto, sonorizzato, v.o. sott. it. con Catherine Hessling e Pierre Philippe) Opera prima del cineasta francese.

A seguire Da Renoir a Picasso (Paul Haesaerts, Belgio, 1948, 29’, v.o.) Replica

Giovedì 25 febbraio h 15.00 Partie de campagne (La scampagnata) (Jean Renoir, Francia, 1936, b/n, 40’, v.o. sott. it., con Sylvia Bataille e Alain Renoir) Replica

A seguire

Sur un air de Charlestone (Charlestone) (Jean Renoir, Francia, 1927, b/n, 17’, muto, sonorizzato con Catherine Hessling e Jean Renoir) Replica

Venerdì 26 febbraio h 17.15 Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica

Domenica 28 febbraio

19.00 Renoir (Gilles Bourdos , Francia, 2012, 111’, v.o. sott. it. con Michel Bouquet e Christa Théret) Replica

Info:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it T 02 87242114 Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

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In uno degli angoli più suggestivi di Milano, a due passi dall'Arco della Pace, si trova La Posteria di Nonna Papera, un locale rustico ed elegante che propone una cucina tipica regionale.

Il nome deriva dalle posterie, tipici punti di ritrovo dove acquistare salumi e mangiare saporiti e stuzzicanti panini, affettati e piatti del giorno, il tutto accompagnato da un calice di buon vino.

Il titolare si chiama Lamberto Frugoni, e accoglie i suoi ospiti in un ambiente raffinato. Il camino, le pietre a vista e un invitate banco dei salumi fanno sentire gli ospiti immediatamente a casa. L'atmosfera è semplice e calda e Lamberto cattura piacevolmente tutti con la sua simpatia ma soprattutto con i suoi prodotti artigianali e l'eccellente offerta di vini made in Italy.

Il ricco menù de La Posteria di Nonna Papera attraversa tutte le regioni del Bel Paese, con un occhio di riguardo verso la tradizione culinaria meneghina. La cucina classica lombarda sa soddisfare tutti i desideri del palato: l'offerta dei piatti spazia dalla tipica e sempre buona casseula, fino all'ossobuco e alla classica cotoletta alla milanese, senza dimenticare l'immancabile risotto allo zafferano. Per chi preferisse invece sperimentare i piatti di altre regioni italiane, basta curiosare fra le righe del menù per trovare delle deliziose pennette all'amatriciana, dei gustosi rigatoni vegetariani oppure al polpo o uno squisito controfiletto; ma anche un fresco tagliere di salumi e formaggi accompagnati da un ottimo miele al tartufo o colorate marmellate gourmet. Insomma, tutti i palati, dai più raffinati ai più esigenti rimarranno piacevolmente appagati.

La lista dei dessert è tanto appetitosa quanto varia: è un trionfo di dolci tradizionali, direttamente dal libro di ricette di Nonna Papera.

Lamberto Frugoni è sempre alla ricerca dei migliori produttori sul territorio e tutti prodotti dai sapori genuini possono essere acquistati in loco, pronti per essere gustati a casa.

La Posteria di Nonna Papera organizza inoltre alcune serate speciali: i prossimi appuntamenti sono il 3 e il 17 febbraio.

3 FEBBRAIO: SERATA CASSEULA 40 EURO (sorbetto, coperto, acqua e caffè compresi) Antipasti di salumi della bassa e nervetti alla milanese Grappino preparato secondo la tradizione Piatto unico di polenta e casseula a volontà Una bottiglia di Bonarda ogni 3 coperti

17 FEBBRAIO: SERATA BOLLITI MISTI 40 EURO

LA POSTERIA DI NONNA PAPERA Via G. Francesco Piermarini 4 20145 Milano www.laposteriadinonnapapera.it T 02 3310 5757

 

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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