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E' morto Maurizio Arcieri

Pubblicato in Tête-à-tête
Sabato, 23 Marzo 2013 10:00

Il ritorno dei Selton con "Saudade"

Originari di Porto Alegre, formatisi a Barcellona nel 2005 e adottati ormai da diversi anni dalla capitale lombarda, i Selton tornano a regalarci il loro immaginario di storie ed esperienze esotiche con il loro ultimo album: “Saudade”, in uscita per il prossimo 26 Marzo.

 

Sono trascorsi ben sei anni da quando i quattro amici brasiliani, che risiedevano nella capitale spagnola e suonavano per le strade di Parco Guell, erano stati notati in un programma italo-spagnolo di MTV, e da lì molte cose sono cambiate.

 

Il gruppo nel 2006 aveva deciso di trasferirsi a Milano per incidere il loro primo album: “Banana à milanesa”, pubblicato nel 2008 e del quale forse molti di voi si ricordano anche per le importanti collaborazioni con Enzo Jannacci e Cochi e Renato.

 

A poco più di due anni dal secondo disco, (“Selton”, 2010), la band si lascia alle spalle un intenso periodo di live in giro per l'Italia e collaborazioni con importanti artisti nazionali come Daniele Silvestri.

 

L'ultimo album, che è stato registrato grazie al contributo dei fan attraverso il crowdfunding su Indiegogo.com, propone una serie di canzoni scritte in portoghese, inglese ed italiano, tre lingue che rappresentano bene i trascorsi personali di questi giovani artisti divisi tra le storie e i ricordi di diverse città.

Le tracks dell'album fanno emergere il mix di lingue, culture, stili di vita e storie che li rappresentano.

 

Il disco è stato anticipato il 12 marzo scorso dalla pubblicazione su youtube del singolo “Piccola sbronza”, realizzato in collaborazione con Giuseppe Peveri, (in arte Dente), che ha curato inoltre la revisione dei testi dell'album scritti in italiano.

 

L'album, edito per Ghost records e distribuito da Self, sarà in vendita dal prossimo 26 Marzo; per il momento vi consigliamo l'ascolto..”Saudade, o meu remédio é cantar!”

Pubblicato in Musica

Lo scorso 7 dicembre 2012 è uscito in tutta Italia il settimo disco dei Tre allegri ragazzi morti: “Nel giardino dei fantasmi”, edito per “La tempesta dischi”, l'etichetta indipendente creata nel 2000 dal bassista della band Enrico Molteni.

 

Negli scorsi mesi, in contemporanea alla pubblicazione dell'album, il trio di Pordenone ha da subito annunciato le date del nuovo tour che ha toccato e toccherà moltissime città italiane, tra cui Mezzago il prossimo venerdì 8 marzo.

 

Confermando live dopo live quello che fino adesso si è rivelato un lavoro ricco di novità, la band ha cercato in ogni data di creare un’ architettura visiva e musicale capace di far incontrare la poesia dei testi e le scenografie del palco per dare origine ad un leitmotiv dove le immagini dei sogni sono protagoniste.

 

L'ultimo lavoro del gruppetto mascherato, che da ormai quasi venti anni svetta tra le band alternative rock più ascoltate in Italia, prosegue il cammino intrapreso con “Primitivi del futuro” (“La tempesta dischi”, 2010), sottolineando la svolta musicale reggae-dub, che ha caratterizzato il precedente lavoro, e dona ancora una volta un'affascinante colonna sonora ai paesaggi onirici che vivono dentro e fuori di noi.

 

L'album trascina gli ascoltatori all'interno di un mondo altro, popolato da strani personaggi che grazie alle illustrazioni del leader della band, il famoso fumettista Davide Tuffolo, riescono a prendere vita creando un immaginario fantastico dove i fantasmi divengono i protagonisti delle canzoni, giocano con gli errori del passato, si trasformano nei mostri che vivono il presente e cercano risposte disilluse ai dubbi del futuro.

 

“Nel giardino dei fantasmi”, con le sue undici tracks dal sapore caraibico e le sue sfumature etniche, guarda verso mondi lontani, caldi e assolati, dove non vengono dimenticate  le coinvolgenti influenze blues e i graffianti riff punk-rock che da sempre hanno caratterizzato il gruppo, regalando come sempre al pubblico dei live un “incredibile spettaculo de la vida/(un) incredibile spettaculo de la muerte”.

 

Dunque per chi ancora pensa che i Tre allegri ragazzi morti sono realmente deceduti per lasciare spazio ad un qualcosa di nuovo, ancora scomodo da digerire dopo il primo ascolto da parte di un orecchio ormai abituato ai cupi mondi naif del passato, si potrebbe rispondere: si, qualcosa è cambiato, forse qualcosa si è evoluto. Come suggerisce “La fine del giorno”, sesta canzone dell'album: ”Non voglio fingere che sia così, non dirmi che non l'hai ancora capito, anche il colore del cielo lo dice, si rincomincia da qui.”

 

Il primo febbraio 2013 il tour che, come data zero, ha toccato la città di Cortemaggiore esibendosi presso l'ex teatro Fillmore, arriva nei pressi di Milano a Mezzago questo venerdì, e proseguirà in tutta Italia fino alla fine di maggio per poi riprendere dopo una breve pausa nei mesi estivi.

 

Qui di sotto le tutte le prossime date del tour:

 

08 Marzo 2013

BLOOM LIVE

Mezzago, MB

 

 

09 Marzo 2013

URBAN CLUB

Sant’Andrea delle Fratte, PG

 

22 Marzo 2013

MERCATI GENERALI

Catania

 

23 Marzo 2013

CANDELAI

Palermo

 

28 Marzo 2013

BLACK OUT ROCKCLUB

Roma

 

29 Marzo 2013

TIPOGRAFIA

Pescara

 

31 Marzo 2013

VIDIA CLUB

Cesena, FC

 

06 Aprile 2013

ETNOBLOG

Trieste

 

12 Aprile 2013

SONAR

Colle di Val d'Elsa, SI

 

13 Aprile 2013

AUDITORIUM COMUNALE

Salerno

 

19 Aprile 2013

LOCOMOTIV CLUB

Bologna

 

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Martedì, 22 Gennaio 2013 02:28

Santo Barbaro - Navi (Cosabeat, 2012)

Santo Barbaro non è uno straniero crudele e incivile, in relazione con qualche divinità non meglio (ri)conosciuta; piuttosto per via della ripetizione in barbaro (il doppio bar) potremmo rappresentarcelo come un suono rozzo ma divino. Diciamo che come definizione può anche starci. I Santo Barbaro sicuramente sono un gruppo, capitanato da Pieralberto Valli (voce, basso) e sostenuto da Franco Naddei (synth e manipolazione sonora), Davide Fabbri (synth) e Enrico Mao Bocchini (batteria).

“Navi” è il terzo disco, preceduto da “Mare Morto” (autoprodotto nel 2008) e “Lorna” (Ribess Records, 2010), prodotto dallo stesso Naddei sotto il nome della Cosabeat Studio mentre le illustrazioni che impreziosiscono l’artwork sono di Toni Demuro. Questa volta sembra proprio che i ragazzi abbiano centrato l’obbiettivo: i versi sono delle reali fitte al cuore, il cantanto è un sussurro vicino alle declamazioni teatrali, che si appoggia perfettamente a un bordone frastagliato e che a volte parte in crescendo emozionali.

Non c’è più una ricerca al riferimento, non si deve più pensare a chi potremmo accostare i Santo Barbaro (El Muniria & Brusaschetto in salsa elettronica di Fabio Orsi? Tanto per rimanere in Italia) perchè quello che adesso si deve fare è poter affermare: questi sono i Santo Barbaro, punto.

Sicuramente non sarà stato un lavoro semplice per il gruppo: questi equilibri sono difficili da trovare ma soprattutto risultano complicati da collocare, sia a livello musicale che discografico.

Veniamo però alle canzoni (finalmente). “Urania” è un gioco di contrasti, musicali e visivi, ben posizionato come apripista. “Terzo Paesaggio” è il primo singolo estratto e con un ritmo ipnotico ci sostiene nella pianura arida resa più ospitale da un semplice respiro/ricordo. “Prendi me” inizia con un piano, qualche rumorino e poi archi, così una semplice preghiera prende il volo a pieno ritmo. “Tempesta” è semplicemente perfetta, la voce cresce con la musica stessa in pulsioni electro ben assestate. “Nove Navi” chiude questi viaggi sonori con un trip-hop, lievemente destrutturato, e con queste parole “...portami altrove, se il cuore non fosse così poco visibile, se il vento non fosse così difficile da spingere altrove, altrove, altrove...”.

Un ottimo album, tanto da posizionarsi automaticamente nelle mie preferenze musicali per l’anno che si è appena concluso: ricco di parole, di visioni e di suoni che riescono a interagire perfettamente, portando grande interesse e coinvolgimento in chi ascolta.

 

Tracklist:

01. Urania

02. Quercia

03. Terzo passaggio

04. Transit

05. Non sei tu

06. Prendi me

07. Il corpo della pioggia

08. Tempesta

09. Io non ricordo

10. Nove navi

 

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Andrea Facchinetti

 

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