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Diretto da Susanna Nicchiarelli, "Miss Marx" è il secondo film italiano in lizza per il Leone d'Oro alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: la lotta in termini di missione, la ricerca della verità come una virtù, invece, da perseguire e proteggere.

Pubblicato in 16mm

Dal 3 al 6 aprile Fondazione Cineteca Italiana presenta allo Spazio Oberdan CINEMA E GRANDE MUSICA: JOHANN SEBASTIAN BACH, una rassegna dedicata a uno dei più acclamati compositori del mondo.

Bach è stato un compositore e musicista tedesco tutt'ora considerato il genio della storia della musica e l'autore di opere di grande spessore e complessità strutturale.

La rassegna a lui dedicata comincerà venerdì 3 aprile alle ore 19 con la proiezione del film Il mio nome è Bach, una storia che narra un episodio particolare della vita del compositore che lo ha portato alla creazione del capolavoro “L’offerta musicale”; Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga, film caleidoscopico del regista e musicista Francesco Leprino con rielaborazioni dei contrappunti per 50 strumenti e 5 improvvisazioni di Stefano Bollani; e ancora Solaris di Andrej Tarkowskij ed infine il racconto emozionante da parte della coppia di registi Straube-Huillet della donna che è stata accanto tutta la vita al musicista e che lui ha amato profondamente, Cronaca di Anna Magdalena Bach.

 

SCHEDE FILM E CALENDARIO:
venerdì 3 aprile ore 19 - Il mio nome è Bach (anteprima)

sabato 4 aprile ore 14.30 - Il mio nome è Bach

ore 20.30 Solaris

domenica 5 aprile ore 17 - Il mio nome è Bach

ore 21 Cronaca di Anna Magdalena Bach

lunedì 6 aprile ore 17 - Sul nome B.A.C.H. – Contrappunti con l’Arte della fuga

PREZZI:

biglietto intero € 7 - ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 5,50

Primo spettacolo pomeridiano (giorni feriali): intero € 5,50, ridotto € 3,50

INFO: 

tel. 02.87242114

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www.cinetecamilano.it

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Pubblicato in Cultura
Lunedì, 23 Marzo 2015 13:04

"Testa di Basso" il libro di Saturnino

I musicisti si sa che hanno un innato bisogno di esprimersi, ma soltanto i migliori riescono a farlo attraverso espedienti diversissimi tra loro. Saturnino lo sa bene, e dopo aver condotto un programma tv e disegnato una linea di occhiali ora l'eclettico bassista si dedica anche alla letteratura.

"Saturnino è il più grande bassista dopo il Big Bang! E mio amico anche da prima del Big Bang. Anzi il Big Bang l’abbiamo fatto insieme". Questa frase di Jovanotti (storico amico e collega di Saturnino, che suona il basso per lui dal 1991) compare nella fascetta gialla che avvolge in parte la copertina di "Testa di Basso", il libro di Saturnino scritto a quattro mani assieme a Massimo Poggini ed edito da Salani, pubblicato il 12 marzo.

"Testa di Basso" è una sorta di autobiografia di episodi passati, un diario fatto di viaggi, incontri, scambi di instanti. Da Pavarotti a Kanye West, da Sting a Nile Rodgers, in "Testa di Basso" si susseguono una serie di aneddoti molto interessanti e a tratti divertenti. Un libro che prende il titolo dall'omonimo album di Saturnino uscito nel 1995, prima fatica solista discografica di un artista eclettico e considerato sia a livello nazionale che internazionale uno dei migliori musicisti viventi. Una nuova avventura per una personalità continuamente alla ricerca di nuovi mezzi d'espressione. Saturnino è un musicista eclettico, creativo, capace di creare identità musicali inedite. Ha suonato per alcuni dei più illustri artisti italiani tra cui: Jovanotti, come già accennato, Battiato, Piero Pelù, Zucchero, Pino Daniele, Ramazzotti, Ligabue…

Saturnino in "Testa di Basso" racconta se stesso, l'amore per la musica intesa come una passione divorante in grado di far conoscere e avvicinare le persone, dando vita anche ad aneddoti di vita divertenti e importanti.

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Pubblicato in Tête-à-tête
Lunedì, 08 Luglio 2013 14:10

Rosantique e la rivoluzione ElectroSwing

Rosantique non è una semplice artista polivalente, dj, cantante, musicista. Rosantique è un'idea. Incarna in sè un intero mondo fatto di sogni, musica, vinili, grammofoni, collane di perle, martini e champagne. E' inutile provare a resistere, un solo sguardo, un tuffo nei suoi occhi o nel suo sorriso e si viene risucchiati in un'altra dimensione. Gli anni sono i primi del novecento, quando il jazz veniva suonato nelle cantine quasi in modo clandestino, le buick sfrecciavano veloci tra le luci frenetiche della città e le feste brillavano sempre di un'aura di sfarzo ed eccesso. Un vortice di musica, voci celestiali, chitarre gipsy e sassofoni. Un intero immaginario racchiuso nel cuore di una ragazza che non riesce a fare a meno di cantare, dell'arte una necessità, l'unico modo di vivere.

Non stupisce che oggi sia lei l'alfiere Italiano del movimento ElectroSwing.

GOD SAVE THE SWING! - Live set at Candy Bar - Le Banque (MILAN) by Rosantique on Mixcloud

 

Qualche anno fa, però, la nostra giovane di provincia (Magenta per l'esattezza), non aveva che i suoi sogni in mano. Come in una favola la pazienza, gli errori, lo studio, la pratica, l'hanno trasformata in una principessa, la principessa dell'electroswing. E' stata la sua insaziabile curiosità e la sua vocazione per il canto a farle amare sempre di più un campo tanto affascinante come quello musicale. Con le migliori insegnanti e compagne di training come Giusy Ferreri (vicina di casa), il suo diamante grezzo ha preso forma, si è raffinato e Rosantique è riuscita a trovare il suo modo di comunicare.

Attratta dalla teoria del canto più puro la sua educazione si è soffermata sulle teorie più olistiche della disciplina. Una teoria del canto come rappresentazione dell'io interiore, dell'anima, in una visione quasi esoterica dell'arte più soave. Non è un caso forse che riesca a toccare così da vicino le corde sensibili di uno spettatore anche disattento. Ovviamente questa elevazione concettuale l'ha spinta a ricercare i suoi riferimenti in un altrettanto nobile pantheon di artisti.

Il soul jazz di Nina Simone, forse l'esempio più calzante, o di Ella Fitzgerald , una classe inconfondibile e così raffinata da mettere in discussione il concetto stesso di fruizione dell'opera. Come se esistesse un altro modo di sentire la musica e solo loro a poterlo svelare.152

Con questi presupposti nasce il primo gruppo della nostra giovane artista, Mise En Jazz, un progetto semplice, un gruppo cover di pezzi classici jazz. Ma subito è stato chiaro che non sarebbe stato quello il destino di Rosantique. La voglia di sperimentare era tanta e il jazz non bastava più. Pian piano il gruppo è diventato un laboratorio fumante di novità, tra arrangiamenti di pezzi pop e elettronica in chiave retrò. Amy Winehouse, Lady Gaga, e pezzi di altri artisti contemporanei venivano riarrangiati in una chiave più frizzante. E finalmente la rivelazione: la scoperta dell'electroswing.

E' stata con la scoperta del genere che si è trovato un equilibrio nell'animo inquieto della giovane. Il passo da cantante a dj è stato breve, sempre spinta da una fortissima voglia di sperimentare. Così il progetto è diventato più complicato, più personale, mutando in un dj set pieno di sorprese e interventi canori live.

In breve tempo la sua abilità e le sue doti innate l'hanno resa l'indimenticabile star che conosciamo adesso. Il circuito electroswing l'ha subito accolta come madrina della scena italiana. Primi tra tutti gli Swingrowers, con un sorprendente rapporto di lavoro e amicizia sfociato in breve tempo nella prima serata ElectroSwing, nell'aprile 2012, ospitata dal lungimirante Dynamo Club di Milano. Attori della prima assoluta in territorio menenghino furono gli Swingrowers,  Rita Lynch (burlesquer di fama internazionale) e una Rosantique che ormai acquisiva la padronanza del genere e dei mezzi. Nasceva così l'electroswing a milano e di lì a poco anche electroswing italia, il portale dedicato al movimento della New Swing Generation.

 

rosantique per nerospinto

La strada sembra tutta in discesa per una donna dal talento infinito e in meno di un anno riceve parecchie attenzioni dai media e diversi riconoscimenti anche in settori collaterali come Miss Pin Up 2012 alla Fiera dei Motori, ritrovandosi di lì a breve ritratta dai maggiori fotografi per le riviste nazionali di custom, fino ad approdare alla Ludwig Sound, agenzia di booking di Carmela Senfett, visionaria imprenditrice che ha colto per prima l'importanza di un genere troppo sottovalutato in Italia.

Nell'ambiente si è subito sparsa la voce e ciò le ha fruttato il fondamentale  intervento nel progetto di Dj Pony Montana come testimonial e dj supporter: Buonasera Signorina, la compilation firmata dal più importante dj italiano del genere. E così tra una release, una tournée e addirittura un'ospitata in anteprima allo Spring Break croato, si ha avuto anche il tempo di organizzare un programma radiofonico su una web radio di ragazzi italiani all'estero: The Great Complotto Radio. Un'emittente che le dà carta bianca su un programma a base di Electroswing. Un appuntamento settimanale, il lunedì alle 21.00, che funge da bollettino internazionale del genere, con una visione globale del movimento e un'ottica cosmopolita nel presentare il tutto.

La vita sembra un film per Rosantique e proprio quando dovrebbe arrivare il colpo di scena a stravolgere le carte in tavola, la nostra eroina batte il sistema della struttura narrativa e parte per un fortunatissimo tour in Germania, toccando Berlino, Dresda e Lipsia. Un viaggio di affermazione di un'artista nazionale. Inutile dire che l'accoglienza del già navigato popolo tedesco è stata eccezionale. Forse proprio perchè già abituati a un tipo di spettacolo di genere, hanno saputo meglio apprezzare un talento unico.rosantique 3

Adesso Rosantique lavora al suo show, un ritorno alle dinamiche di gruppo in un live show tra strumenti dal vivo, campioni, sinth e tanto spettacolo, tra lustrini e paillettes.

In attesa del suo primo lavoro di produzione, preventivato per il 2014, si potrà godere del talento di Rosantique alle serate de La Nuit ElectroSwing. Neonata organizzazione di eventi a tema che sembra ormai essersi affermata come leader sul territorio menenghino.

Il prossimo appuntamento con La Nuit sarà il 12 luglio alla terrazza con vista al numero 15 di Via Ventura, il 4th floor. In programmazione un live set, un duetto, un piccolo showcase, Rosantique e il sassofono dal vivo di Alex Rice. Sicuramente uno spettacolo da non perdere, godiamoci un'artista di altissimo livello nella sua salita alle stelle.

 

Pubblicato in Onstage

Difficile definire in una sola parola chi era Gordon Parks. E' stato fotografo, regista (The Learing Tree 1969, Shaft 1971), musicista, poeta e scrittore. Sicuramente fu un narratore in grado di raccontare il mondo tramite le sue foto sulla rivista Life.

Nacque nel Kansas del 1912 dove per lui, un bambino nero, povertà e segregazione erano all'ordine del giorno. Nel 1937 acquistò una macchina fotografica al banco dei pegni e, da autodidatta, imparò a usarla. Dopo un paio di anni di gavetta diventò freelance e cominciò le collaborazioni con importanti testate di moda come Vogue. La fama raggiunta gli consentì di diventare nel 1948 il primo collaboratore afroamericano di Life.

I suoi articoli, accompagnati da fotografie che da sole raccontano meglio delle parole, descrivono le pessime condizioni di vita dei neri d'America in quel periodo. Un bianco e nero che riesce a scavare nelle pieghe (e nelle piaghe) di una società razzista americana che, proprio in quegli anni, cominciava lentamente a cambiare.

Arrivò a narrare le storie dei primi afroamericani che iniziavano a distinguersi all'interno della società, come Muhammed Alì, Malcolm X, Adam Clayton Powell Jr. e Stokely Carmichael. Numerosi furono i riconoscimenti e i premi al suo lavoro, tra questi, nel 1988, la National Medal of Arts statunitense. Una mostra presso la Fondazione Forma per la Fotografia di Milano, a cura di Alessandra Mauro, ne celebra il lavoro e l'impegno.

 

“Those people who want to use a camera should have something in mind, there's something they want to show, something they want to say”. Gordon Parks

 

Una storia americana. Fotografie di Gordon Parks Dal 25 aprile al 23 giugno 2013 Tutti i giorni dalle 10 alle 20 Giovedì dalle 10 alle 22. Chiuso il Lunedì

Costo biglietto: 7.50€

Per informazioni: 02 58118067 www.formafoto.it

 

Fondazione Forma per la Fotografia Piazza Tito Lucrezio Caro, 1 Milano

Pubblicato in Cultura

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