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Quel giorno d’estate: l’ultimo film di Mikhaël Hers|||

Parigi, una torrida giornata estiva sconvolge una situazione familiare già labile. La causa: un attacco terroristico.

Il racconto di un anno scolastico dal punto di vista di un prof precario.

Un professore che tutti vorremmo avere incontrato, uno che ama il suo lavoro, che ama i suoi ragazzi e vive ancora nella speranza di lasciare loro un segno, un insegnamento, una scintilla che li guidi e li conduca nel loro cammino verso la vita.

Alessandro Roccatello ci parla di un anno particolare, in cui, a causa dei ritardi nell'assegnazione delle supplenze, si è visto costretto a lasciare il vecchio Istituto dopo due mesi dall'inizio della scuola, salutando da un giorno all'altro tutti i suoi studenti

La tristezza dell’abbandono e la fatica di ricominciare da zero in una nuova sede, molto più lontana da casa e con tutte le difficoltà legate alla conoscenza di classi nuove, equilibri ed abitudini diverse. Questo racconto è anche un'occasione per parlare del lavoro degli  insegnanti, spesso trascurati o demonizzati, e delle tante soddisfazioni che regalano i ragazzi nonostante i numerosi ostacoli. Legati anche al fatto che la classe dirigente di questo paese ha quasi azzerato il prestigio e la considerazione per chi svolge questo lavoro.

Un libro scritto con il cuore che manifesta i reali disagi di ssere un insegnante di scuola pubblica ancora agli inizi del suo lavoro, ancora mosso dalla passione della gioventù e del piacere nel fare il proprio lavoro. Un aiuto a capire che dietro questo lavoro,uno dei più sottovalutati, ma sempre uno nobile che ci possano essere, ci siano persone la cui voglia di far bene viene mortificata ogni giorno da difficoltà strutturali e non di un sistema che va avanti per inerzia e di cui nessuno prende davvero in mano le redini. Traspare tutta l'intensità del voler bene ad una classe di studenti, del volere per loro il meglio e della rabbia quando si capisce che per quanto ci si sforzi a volte certe battaglie non si possono che perdere. Da leggere tutto d'un fiato e felici di averlo fatto..

“Mi farebbe piacere che molti lo leggessero anche se il problema che vedo è di un racconto che sembrerebbe dedicato solo a colleghi e studenti: io vorrei che lo leggessero proprio quegli italiani che considerano la scuola e l'insegnamento come un sinonimo di sprechi, privilegi, superficialità, inutilità.” sono le sentite parole dell’autore.

 

Non ci resta che augurargli un sincero in bocca al lupo, e sperare che faccia breccia in molti cuori.

 

Il libro è disponibile su Amazon

http://www.amazon.it/Quarantamila-prof-precario-nella-scuola-ebook/dp/B00GTZP8AM/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1385881627&sr=1-1

E su piattaforma Google Play Books

http://books.google.it/books?id=Sv0lAgAAQBAJ&pg=PP1&lpg=PP1&dq=quarantamila+km+al+prof&source=bl&ots=8Wnq0QDgyI&sig=Js1hC2cuSK2up2SO7YxWtRLTM8o&hl=it&sa=X&ei=2uCaUvjgOe6Y0AXLs4CgAQ&ved=0CD8Q6AEwAg#v=onepage&q=quarantamila%20km%20al%20prof&f=false

 

 

Per molti riconoscere la propria passione è difficile, un lavoro di anni; altri invece già da piccolissimi riescono a vedere oltre, trovano, tra i mille stimoli della vita, quell’attività che non li stanca mai, un mondo in cui trovare ispirazione e verso il quale saranno sempre curiosi, appunto, come bambini.

 

Per Marika Guida è stato così: fin da piccola sviluppa la passione per il disegno e per il lavoro artigiano mentre osserva il padre e la nonna alle prese con questa attività spesso dura, ma in grado di dare moltissime soddisfazioni.

Così Marika si indirizza verso gli studi creativi e, una volta laureata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino in scenografia e costume, dirige le sue attenzioni artistiche verso il mondo del design frequentando un master presso lo IED di Torino.

 

Completata la sua formazione Marika comincia a produrre quelle che è lei stessa a definire “sculture tessili”; si tratta di capi d’abbigliamento per la vita di tutti i giorni, accessori, costumi per lo spettacolo e gioielli.

Il tratto distintivo delle sue creazioni è l’unicità, nel modello e nel materiale, in un tentativo di distacco dalla produzione in serie, noiosa agli occhi della stilista.

La sua ultima recentissima collezione è uscita a marzo 2013 e vanta dei pezzi esclusivi dal sapore primaverile e un po’ retrò: elegantissimi cappelli, orecchini grandi e colorati, pantaloni con cuciture a cannone e splendidi vestiti.

 

Dopo aver ricevuto nel 2012 l’onorificenza  “Eccellenza Artigiana” e aver poi continuato a disegnare tra l’Italia e l’America, la designer diffonde le sue creazioni grazie ad internet e ai social network: Twitter, Facebook ed Etsy sono tra i metodi più veloci per entrare in contatto con lei.

 

La possibilità di toccare con mano ed indossare un abito o un accessorio sognando di essere la donna pensata appositamente per loro tuttavia non batterà mai nessun sito di e-commerce, ed è per questo che Marika invita chiunque lo volesse a visitare il suo Atelier nel cuore di Torino e noi di Nerospinto vi suggeriamo di venire a conoscerla Sabato 13 aprile all’aperitivo organizzato allo spazio Giulio Romano 8, in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.

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