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Martedì 28 e mercoledì 29 aprile presso le sale spazioCinema verrà proiettato l'atteso "Cobain - Montage of Heck" diretto dall'acclamato Brett Morgen, il primo documentario sull'icona rock Kurt Cobain interamente autorizzato.

In questo film-documentario il leader dei Nirvana viene ritratto in modo autentico e graffiante, attraverso un archivio personale dell'artista per la maggior parte sconosciuto al pubblico. Arte, parole, musica, fumetti, filmati amatoriali e interviste ai famigliari e agli amici di Kurt sono i diversi elementi che compongono "Cobain - Montage of Heck", avvicinando sempre più gli spettatori alla profonda sensibilità del musicista.

Il documentario si estende nella vita di Cobain dai primi anni ad Aberdeen (Washington) seguendo tutto il suo percorso musicale con aspetti finora ignoti della personalità del frontman. Co-prodotto dalla figlia di Kurt e Courtney Love, Frances Bean Cobain, "Cobain - Montage of Heck" rappresenta l'intensa storia di uno spirito tanto creativo quanto inquieto, sempre a metà tra l'odio e l'amore per quelle bellissime e pericolosissime trappole che la notorietà lascia dietro di sé.

Un'icona immortale, qual è Cobain, che finalmente viene portata sul grande schermo in modo intimo e risoluto, dimostrando chi era davvero.

"Cobain - Montage of Heck" prende il nome da un collage musicale creato dallo stesso Cobain con 4 tracce nel 1988.

spazioCinema

via Revere 16, Milano

Apollo spazioCinema 28 aprile ore 21.30 - 29 aprile ore 20.00 Metropol spazioCinema 28-29 aprile ore 21.15 spazioCinema Cremona Po 28 Aprile ore 20.00 - 29 aprile 22.30

Biglietti:

12€ intero, 10€ ridotto

Info:

sito

e-mail

tel: 0243912769

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A partire da sabato 13 giugno fino al 30 agosto torna, nella splendida cornice della Villa Reale di Monza all'interno del Cortile dell'Istituto Statale d'Arte, "CINEMA SOTTO LE STELLE". Una rassegna cinematografica all'aperto davvero imperdibile organizzata da spazioCinema in collaborazione con Assessorato al Turismo e Spettacolo del Comune di Monza.
Innumerevoli sono gli appuntamenti con anteprime e proiezioni di successo che si sono succeduti in questa stagione. Più di 70 sono i titoli in programma tra film premiati durante i festival, meravigliose proiezioni e prime visioni come Teneramente folle, la sorprendente storia di una famiglia fuori dalle righe, sullo schermo mercoledì 17 giugno; Giovani si diventa, una coppia di artisti newyorkesi interpretati da Ben Stiller e Naomi Watts, visibile mercoledì 8 luglio e gli imperdibili classici arcade games degli anni ’80 con il film Pixels, sabato 25 luglio.
Assolutamente consigliato l’evento speciale che si terrà mercoledì 22 luglio, Cobain: Montage of Heck, primo documentario interamente autorizzato sulla vita di Kurt Cobain, leader del gruppo musicale dei Nirvana. Una rassegna che terrà tutti incollati al grande schermo ma con la particolarità che le pellicole si potranno godere al chiaro di luna. E non solo, alcune proiezioni saranno introdotte da concerti di musica che spazieranno da quella classica (venerdì 19 giugno con il concerto realizzato dall’Orchesta I Pomeriggi Musicali); classica contemporanea (lunedì 22 giugno con il musicista Francesco Moretti alla fisarmonica) e musica jazz (giovedì 16 luglio a cura del Quartetto jazztet).
Indira Fassioni
INFO: Cinema sotto le stelle - Villa Reale - Viale Regina Margherita di Savoia, Monza SpazioCinema: 02.43912769 int. 3 - www.spaziocinema.info Ufficio Turismo e Spettacolo Comune di Monza: 039.2372222
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.comune.monza.it
Prezzi: intero € 6.50 / ridotto € 4.50 / tessera abbonamento a 10 spettacoli da utilizzare fino a due persone € 38 / ingresso ridotto : ragazzi fino a 12 anni; da lunedì a venerdì over 65; Amici del CinemaPrezzi per la serata del 19 giugno: biglietto per concerto e proiezione € 8 / biglietto solo concerto € 5
in caso di pioggia il concerto e la proiezione del 19 giugno si terranno al Metropol spazioCinema, via Cavallotti 124, Monza[gallery type="rectangular" ids="44056,44053"]

In occasione dei vent'anni dalla morte di Kurt Cobain, fino al 25 gennaio 2015 Fabbrica del Vapore e ONO Arte Contemporanea presentano "Nirvana: Punk to the people", una mostra dedicata ai Nirvana, inserita nel progetto “Inside Music, Outside Art”, serie di iniziative che attraverso la musica, la fotografia e l’artigianalità intendono diffondere presso i più giovani i valori della creatività. Le immagini di Charles Peterson, Kevin Mazur e Kirk Weddle ripercorrono la storia di una delle band più influenti degli anni Novanta, nella musica ma anche nell'abbigliamento. La mostra è suddivisa in diverse sessioni/ambienti: Nirvana on stage, che comprende le foto di diversi concerti della band, dai primi a quelli più importanti; Shooting pool, che ritrae il backstage per la produzione della cover di “Nevermind”, album simbolo della band; Nirvana on tour/backstage, con i momenti off stage della band. A completare l'esposizione, immagini di Cobain in famiglia, con Courtney Love e la figlia Francis Bean e quelle della scena musicale di Seattle, con band altrettanto fondamentali per la scena grunge come Sonic Youth, Pearl Jam o Sound Garden. I Nirvana nascono a opera di Kurt Cobain e Krist Novoselic nel 1987 e nel 1989 pubblicano, con l'etichetta Sub Pop, il primo album Bleach, che presenta sonorità aggressive influenzate dal Punk e dall'Heavy Metal; in seguito i Nirvana troveranno un loro stile che troverà la massima espressione in Nevermind del 1991. Ma Kurt Cobain rappresenta anche la figura più importante del grunge: con jeans strappati, camicie di flanella, capelli lunghi è il non plus ultra dell’anti-fashion o del do-it-yourself (imperativo per la moda del periodo).

 

"Nirvana: Punk to people"

Dal 05 Dicembre 2014 al 25 Gennaio 2015

Fabbrica del Vapore

Milano

Costo: € 10

Telefono per informazioni: +39 02 88464102

E-Mail info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Ci sono divi che non possono invecchiare e muoiono giovani. Basta pensare alla cosiddetta “maledizione dei 27 anni” che prende il nome dall'età in cui si sono spente stelle della musica come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain, Amy Winehouse e tante altre, o al terribile schianto che nel '55 si porta via il 24enne James Dean. In tutti questi casi la morte precoce è l'ultimo atto di vite spremute all'eccesso.

Marilyn è una storia a parte. Per quanto tragica, la sua fine a 36 anni non è l'epilogo di un'esistenza inquieta (che pure ha avuto), ma l'evento che rende la sua immagine eternamente giovane: un'icona di sensualità ingenua penetrata nella memoria visiva di tutti e per questo immortale.

Lo intuisce per primo Andy Warhol: proprio nel '62 comincia ad utilizzare la tecnica della serigrafia, e la scomparsa della diva nell'agosto di quell'anno lo induce a riprodurne il volto, tratto da una foto di scena del film Niagara, con infinite variazioni cromatiche (alcune esposte nell'agosto di quest'anno a Rimini).

La testa biondo platino è onnipresente, si separa dal corpo e dalla sua esistenza terrena, diviene uno dei simboli della Pop art, arte della gente comune; icona a disposizione di tutti, che vive al di là della Marilyn reale, come dice, un po' sprezzante, Warhol stesso: “Per me la Monroe non è altro che una persona fra tante altre. E riguardo alla questione se dipingere l’attrice in toni di colore così vivaci rappresenti un atto simbolico, posso soltanto rispondere che a me interessava la bellezza: e la Monroe è bella”.

Possiamo aggiungere: Marilyn è un'incarnazione della bellezza senza tempo. La pensa così Bertrand Lorquin, esperto d'arte, che nel catalogo della mostra con l'ultimo servizio fotografico della diva, “The last sitting”, con gli scatti di Bern Stern, da poco conclusasi al Forte di Bard, ha evocato i nudi di Botticelli, Rubens, Velazquez, Goya, Ingres e Manet, per attribuire alle plastiche curve della Monroe un posto nella storia dell’arte”.

La bellezza deve mostrarsi, mettersi a disposizione degli occhi della gente, ha bisogno dello sguardo del pubblico; e nel Novecento Hollywood fabbrica le immagini in cui ognuno può proiettare i propri desideri e vederli prendere forma. Marilyn è perfetta per questo meccanismo, come nessun'altra è mai stata o sarà dopo di lei, anche se, paradossalmente, ha il terrore del palcoscenico.

Per entrare nel mondo del cinema si schiarisce i capelli e si ritocca leggermente il viso, accentuando la morbidezza dei tratti. Il ruolo iniziale non può che essere quello stereotipato e diffuso della dumb blond, la bionda svampita: il suo modo di interpretarlo diventa unico, con quel mix di sensualità e dolcezza che raggiunge l'apice con “Sugar Kane”, la cantante capace di far girare la testa a Tony Curtis in A qualcuno piace caldo.

Ma sin dai primi successi quella parte le sta troppo stretta. Sogna personaggi drammatici, che le diano la possibilità di esprimere le proprie capacità di recitazione. La sua evoluzione invece non consiste nel diventare una grande interprete, ma qualcosa di più: supera lo stereotipo per trasformarsi in un simbolo incarnato.

Sulla scena è in grado di impadronirsi dello sguardo maschile. Il critico Laura Mulvey, nell'analizzare una celebre sequenza di ballo all'inizio de Gli uomini preferiscono le bionde, coglie l'essenza della sua performance: nel primo piano, benché in movimento, riesce a essere perfettamente in posa, come immortalata da un obiettivo fotografico. Questa capacità di esporre la propria bellezza con tale studiata naturalezza resta inimitabile: lo spettatore sogna che Marilyn sia lì solo per lui, dolce e sensuale allo stesso tempo.

Possiamo cogliere questa sensazione nello sguardo di Tom Ewell, rapito dal sollevarsi della gonna dell'attrice nella scena celeberrima di Quando la moglie è in vacanza. Possiamo immaginarla anche in John F. Kennedy, quando gli viene dedicata un'indimenticabile Happy Birthday, Mister President cantata con voce ammiccante in un abito color carne.

Anche Hugh Hefner, padre di Playboy, intuisce da subito l'unicità del suo sex-appeal e acquista i diritti di una foto senza veli dell'attrice, non ancora famosa, per la primissima copia della sua rivista. Poche parole le bastano per evocare intense fantasie: “La notte mi vesto solo di due gocce di Chanel numero 5”.

Questa è Marilyn, immortale al di là della sua vita reale. Sex-symbol nel senso più pieno del termine e consapevole di esserlo: “La gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l’incarnazione”.

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