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Al teatro Franco Parenti va in scena il dramma sulla prostituzione nello spettacolo di Elena CotugnoMedea per strada”.

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In scena il 28 febbraio e l'1 marzo al Teatro dell'Arte un originale quanto tradizionale spettacolo: "Arlecchino malato d'amore". Una performance che rispecchia in modo rigoroso i caratteri salienti della tradizione burattinaia. Burattini finemente intagliati nel legno e animati in una grande “baracca". Protagoniste della vicenda sono le più note e amate maschere della commedia dell’arte, coinvolte in una serie di avventure e disavventure. Il marchese d’Almaviva è assediato da numerosi creditori e, per salvarsi, è costretto a seguire il consiglio del cinico servo Brighella: chiedere la mano della figlia del ricco Pantalone e, con la dote della bella Smeraldina, saldare tutti i debiti accumulati. La notizia delle prossime nozze dell’amata Smeraldina getta Arlecchino nella più nera disperazione. Ma l’amico Gioppino Zuccalunga cercherà di aiutare in ogni modo il povero Arlecchino. Dopo tante peripezie e divertenti trovate, tutto si risolverà nel migliore dei modi, con il classico ballo delle maschere. Spettacolo selezionato dalla Regione Lombardia tra le migliori proposte del Teatro per i Ragazzi.

Garden/Foyer del Teatro dell’Arte

28 febbraio, ore 16 – 1 marzo 2015, ore 11 e ore 15

28 febbraio e 1 marzo ARLECCHINO MALATO D'AMORE // Daniele Cortesi 7 e 8 IL MIRACOLO DELLA MULA // Laborincolo 14 e 15 GIOPPINO E IL MISTERO DEL CASTELLO // Daniele Cortesi 14 e 15 GIOPPINO E IL MISTERO DEL CASTELLO // Daniele Cortesi 21 e 22 IL MANTELLO FATATO // Daniele Cortesi 28-29 …E VISSERO FELICI E CONTENTI // Daniele Cortesi

TEATRO DELL'ARTE

viale Alemagna, 6 – 20121 Milano

tram 1, 19, 27 – autobus 57, 61, 94

M 1 e 2 Cadorna Triennale

BikeMi 33

la sede è accessibile alle persone con disabilità

Biglietti

€ 5 posto unico

biglietteria Teatro dell’Arte

tel. 02 72434258

orari di apertura: dal martedì al venerdì 14.30>19.30 sabato 10.30>18.30 domenica 10.30 >15.00

lunedì chiuso

info www.crtmilano.it www.triennale.org

facebook.com/CRTMilano

twitter.com/CRT_milano

Indira Fassioni

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Il 26 gennaio e il 2 febbraio saranno le due ultime occasioni per assistere ad uno spettacolo entusiasmante e coinvolgente, in cui è il pubblico a fare da protagonista.

All'Out Off va in scena Discoteque Machine, il primo show interattivo ideato da Gianmarco Pozzoli (Zelig, Colorado, Un passo dal cielo) e Alice Mangione (Mai dire Martedì, La prova dell'otto, Glob-diversamente italiani) in collaborazione con Morphsuits.

Uno spettacolo in cui la scena è prevalentemente affidata alle 3 Creature, ovvero Gianmarco Pozzoli, Alice Mangione e David Labanca. I tre attori rappresentano un nucleo famigliare muto e senza volto, indossando per tutto lo spettacolo delle Morphsuits, vale a dire delle tute aderenti che li coprono interamente (volto compreso) e che riescono a  spersonalizzare completamente il trio, come fossero maschere antiche.

Ma l'aspetto più importante ed innovativo di questo show è la partecipazione degli spettatori, che a gruppi di 6 persone sono invitati a vincere la propria timidezza ballando all'interno di postazioni fluorescenti disegnate per terra. Il pubblico collabora e diventa una parte fondamentale dello spettacolo, senza inventarsi nulla, però: tutto, infatti, è alimentato dall'entusiasmo stesso ed è guidato dalla Voce che dirige e dà le regole dei round.

Ogni esibizione di Discoteque Machine si trasforma, quindi, in una serata unica, proprio perché i protagonisti cambiano sempre, e la playlist tutta da ballare è molto ricca e varia, tra cui risalta la sigla originale scritta da Gianni Resta.

Uno spettacolo liberatorio, divertente e coinvolgente, dove le persone possono esprimersi e svagarsi come preferiscono. Una serata pop, insomma, adatta sia agli spettatori più esperti che a chi non ha mai messo piede a teatro.

DISCOTEQUE MACHINE - The Morphsuits Show

con Gianmarco Pozzoli, Alice Mangione, David Labanca, Eros Ryan Fusco

Regia di Gianmarco Pozzoli

Scritto da Gianmarco Pozzoli e Alice Mangione

Coreografie Mauro Marchese

Sigla Originale Gianni Resta

Music Designer Andrea Giomi

Props Designer Nadia Baiardi

Costumi Morphsuits®

Disegno Luci Pietro Bardelli

Foto Carlo Furgeri Gilbert

26 gennaio e 2 febbraio

TEATRO OUT OFF

Via Mac Mahon 16 – Milano

Prevendite: https://www.mioticket.it/teatrooutoff/default.asp

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Carnevale è alle porte e state cercando il modo migliore per festeggiarlo? Ecco a voi il party più esclusivo di Milano, pronto a intrattenervi nella notte più mascherata dell’anno!

Per l’occasione apre i battenti The Room, il nuovo ed esclusivo club di Milano situato nel cuore di Porta Romana, con un party inusuale in collaborazione con il collettivo Modalità Demodè. Non un ennesimo locale, ma una nuova concezione di spazio creativo, sapientemente curato dall’architetto, scenografo e designer Maurizio Lai. Immerso in atmosfere newyorkesi, con una superficie di 350 mq e caratterizzato da uno stile post industriale, The Room propone una serata d’esordio davvero speciale, il Carnival party con un dress code inedito: WearArt. Sarà necessario, quindi, diventare un artista o meglio ancora un'opera d'arte per essere ammessi all'inaugurazione. Dalle ore 20, solo su prenotazione, sarà possibile gustare la cena in pieno stile StreetFood, reinterpretato in chiave elegante e raffinata. Ristorante, Lounge Bar e Club: la triplice anima di The Room, che si presenta come  hub di giovani talenti del fashion, del design e della musica, grazie ad un’attenta selezione di eventi culturali e artistici, nonché di Dj di fama internazionale. Durante la notte in consolle si alterneranno: -Famous in Front Stanislav e Michaela sono i due volti del progetto F.I.F, in arrivo direttamente dalla Bulgaria con il loro sound House e Deep. La loro musica è un viaggio emozionale con armonie suggestive . L'underground Bulgaro arriva a Milano. -Luca Zato Una lunga storia di passione per la musica caratterizza la personalità eclettica di Luca Zato. Attento alle contaminazioni, ordinato ricercatore, Luca predilige suoni sintetici, nu disco, techno, deep house ricalcando la tendenza dei nuovi movimenti europei. -Lost and Found Asso Spades e Phunktek System sono le due facce della medaglia del progetto Deep House Lost and Found. Da un lato Asso, dj che ha domato i palchi di mezza Europa prima di catapultarsi a New York a dare un morso alla grande mela, col suo sound "Deep Groove"; dall'altra Phunktek, anche lui un giramondo, tra Londra, Miami, New York e Ibiza, ha sposato la causa di Lost and Found e ne accresce l'importanza con le sue produzioni Deep House, Deep Techno e Nu Disco.

L'esperienza di questo carnevale sarà ancora di più emozionante e sorprendente con il progetto LiberiDi e la loro speciale performance live di Physical Theatre. Il soffitto di The Room diventerà un cielo in cui gli artisti si libreranno in volo come rondini, tra acrobazie e danza sospesa. The Room propone un vero e proprio percorso sensoriale dal Brunch Domenicale, in collaborazione con Milano Music Consulting che presenterà ogni settimana un artista della propria “scuderia”, fino al Lounge Bar, regno del dopocena con la proposta di cocktails internazionali, passando per il Club, irriverente e provocatorio come lo Studio 54 della New York  che fu.

La nuova meta della notte meneghina si chiama The Room: finalmente, uno spazio creativo dove gusto, arte e talento si incontrano per dare vita ad un nuovo modo di vivere la città

Info e Prenotazioni: 3343951406 / 0258319839

Sabato 8 Marzo Inaugurazione The Room + Carnival Party StreetFood, Gallery, Club

Via Giulio Romano, 8 - Milano Ore 20 - Cena streetfood solo su prenotazione Ore 22 - Royale Ouverture In collaborazione con Modalità Demodè Prima consumazione obbligatoria: 15€

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Mercoledì, 22 Maggio 2013 11:25

Il cinema d'autore di Paolo Sorrentino

Coppia vincente non si cambia.

Ritorna Paolo Sorrentino e per protagonista del suo ultimo film sceglie e si affida al bravissimo e versatile Toni Servillo. I due sanno come lavorare insieme.

Il regista lascia libera espressione alle superbe doti mimiche di Servillo, che lo ricambia impersonando ogni volta “maschere” del nostro tempo tanto realistiche quanto emozionali nelle loro luci e nelle ombre.

 

L’ultima pellicola di Sorrentino non fa eccezione e si merita completamente di rappresentare l’Italia all’ultimo Festival di Cannes, non solo perché il film è girato con sapienza e forza autoriale, ma perché mostra al mondo come sono gli italiani oggi, così come i grandi maestri del cinema di casa nostra facevano o si sforzavano di fare nelle pellicole degli anni ’50 e ’60.

 

Non a caso La grande bellezza ha come location dell’intera storia la città di Roma, la capitale eterna dove la politica si intreccia con le passioni individuali e pruriginose, il potere con la corruzione e il nichilismo, la carriera con il servilismo, l’inganno e il ricatto.

 

Cosa è cambiato da La dolce vita di Fellini? In apparenza nulla, in realtà tutto.

I personaggi di Sorrentino fingono solamente di divertirsi, recitano la loro “commedia umana” a vantaggio e privilegio degli stranieri che arrivano a Roma con il sogno della capitale italiana dove per le strade si respira l’arte e la cultura di una nazione in realtà impoverita e spenta nei valori e nelle azioni.

 

Toni Servillo è ancora una volta superbo perché ha imparato a non filtrare i tic e vizi dell’italiano tipo, ha capito che non serve nascondere sotto la recitazione le ombre e quelle piccole depravazioni che ogni giorno accompagnano politici, personaggi mondani e comparse del sottobosco della società italiana. È bene invece che tanto gli stranieri, quanto gli stessi italiani, guardino davvero in faccia la realtà.

Che fuori dall'Italia ci vedano per quello che veramente siamo e che da noi si capisca che non basta una camicia firmata e un locale alla moda per fare finta di essere migliori degli altri.

 

Servillo interpreta Jep Gambardella, giornalista della Roma che conta. A sessantacinque anni compiuti il suo fascino, la sua dialettica e i suoi rapporti con le persone più in vista lo rendono ancora un protagonista indiscusso dei salotti e dei locali più glamour in città.  È un professionista affermato che si muove tra cultura e mondanità in una delle location più affascinanti e magiche del mondo. Roma è colta e brillante, segreta e misteriosa, meretrice e mamma. È un circo di nani e ballerine perennemente alla ricerca delle luci della ribalta, che ambiscono a conquistare la città eterna anche attraverso sotterfugi e squallidi compromessi.

I valori non esistono, o meglio, non sono importanti: quello che conta è l’apparenza del potere, dei privilegi per pochi, della bella vita condotta senza scrupoli o principi morali.

 

Accanto a Sorrentino, un cast di numeri uno che affiancano in modo mirabile e verosimile le gesta e il credo del protagonista. Bravissimi Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, ma anche Giorgio Pasotti e la sempre sensuale Isabella Ferrari.

 

La grande bellezza merita di rappresentare l’Italia a Cannes perché non fa altro che narrare proprio noi italiani nel luogo capitale e principe di tutti i vizi e le bellezze nazionali.

Paolo Sorrentino, il regista commerciale più autoriale che si sia mai visto negli ultimi decenni.

 

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‘’Dipingo responsabilmente maschere di uomini irresponsabili. Ne consacro il volto all'inferno e il cuore al paradiso.’’

Centro della riflessione l’uomo. L’uomo nella sua complessità, nel suo tentativo affannoso alla ricerca di un fantomatico equilibrio, sfida tra paura e assenza. Passato e attesa. Lo spunto da cui partire il divenire della sua essenza piú profonda, il prodotto finale delle sue sfide vissute, quelle subíte o quelle vinte nel grigio di una metropoli dove puoi notare tutti, ma non essere notato e che permette alla tua maschera di prendere forma esteriore. Indagine sulle complessità e le lacerazioni dell’interiorità dell’io che il mondo moderno mai come ora rende sempre più evidenti. Un uomo condannato a vestire la sua maschera e a evitare quella sbagliata : il futuro è ‘’Sottovetro’’. Ma l’uomo anche nella vita di tutti i giorni, incrina la sua maschera e ne rivela il fondo: il magma caotico, che altro non è se non la realtà a lungo celata, “mascherata”, appunto. Così l’uomo si accorge della condizione in cui vive, il relativismo, vale a dire il contrasto vita-forma.  Dopo aver acquisito consapevolezza del suo essere forma, l’uomo ha tre possibilità: o accetta passivamente la maschera che lui stesso ha indossato oppure con cui gli altri tendono a identificarlo, perché incapace di ribellarsi, o accetta il suo ruolo con atteggiamento ironico-umoristico, pur non rassegnandosi, o reagisce con disperazione. Questo è il dissidio e l’agonia pur sempre pregna di vita che Cosimo cattura nell’Apocalisse delle sue tele. Forma per forma, colore per colore. Lui non giudica i suoi protagonisti ma ne mostra l’essenza in tutta la sua tensione espressiva senza filtri , in piena energia pulsante delle sue tele che vibrano, nell’insieme magmatico di idee brillanti e follie, nel suo tripudio di forme geometriche e colori accesi che rendono vivace la fauna delle sue anime smarrite che scelgono di vivere e di essere mostrate senza mai abbassarsi a compromessi. In onore di quella che Cosimo definisce l'Insostenibile amarezza dell'essere.

DIMENSIONI OPERE: o’ Priatore: 80x100, olio su tela La Ragione Persuade L’amore: 100x70, olio su tela L’Uomo Nero: 50x709, olio su tela Sottovetro: 100x150, olio su tela"

 

Ab-Sinth 2° ART-Xperiment : Cosimo Carola Painter

 

Mercoledì  9/01 ore 22:30 to 2:30 ZoOM Bar  Via Panfilo Castaldi 26 Milano Info-contacts 345/2418801

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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