CHIAMACI +39 333 8864490

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa Cookie Policy

Utilizziamo i cookie per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo. I dati raccolti grazie ai cookie servono per rendere l'esperienza di navigazione più piacevole e più efficiente in futuro.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.

Tipologia dei cookie

I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.

Natura dei cookie

Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:

Cookie tecnici

I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

Cookie di profilazione

I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".

Cookie installati su questo sito

Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.

Elenco dei cookie presenti sul sito NEROSPINTO

Cookie di sistema Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti. Facebook Facebook utilizza cookie per offrire all'utente funzionalità di condivisione e di “like” sulla propria bacheca. Per maggiori informazioni, consultare la pagina https://www.facebook.com/about/privacy Twitter Twitter utilizza cookie per offrire all'utente funzionalità di condivisione sulla propria bacheca. Per maggiori informazioni, consultare le pagine: https://support.twitter.com/articles/20170519-uso-dei-cookie-e-di-altre-tecnologie-simili-da-parte-di-twitter e https://twitter.com/privacy?lang=it Google+ Google+ utilizza cookie per offrire all'utente funzionalità di condivisione sulla propria bacheca. Per maggiori informazioni, consultare la pagina http://www.google.com/policies/technologies/cookies/ Pinterest Pinterest utilizza cookie per offrire all'utente funzionalità di condivisione sulla propria bacheca. Per maggiori informazioni, consultare la pagina https://about.pinterest.com/it/privacy-policy Durata dei cookie I cookie hanno una durata dettata dalla data di scadenza (o da un'azione specifica come la chiusura del browser) impostata al momento dell'installazione. I cookie possono essere: • temporanei o di sessione (session cookie): sono utilizzati per archiviare informazioni temporanee, consentono di collegare le azioni eseguite durante una sessione specifica e vengono rimossi dal computer alla chiusura del browser; • permanenti (persistent cookie): sono utilizzati per archiviare informazioni, ad esempio il nome e la password di accesso, in modo da evitare che l'utente debba digitarli nuovamente ogni volta che visita un sito specifico. Questi rimangono memorizzati nel computer anche dopo aver chiuso il browser. NEROSPINTO terrà opportuna traccia del/dei consenso/i dell’Utente attraverso un apposito cookie tecnico, considerato dal Garante Privacy uno strumento “non particolarmente invasivo”. L’Utente può negare il suo consenso e/o modificare in ogni momento le proprie opzioni relative all’uso dei cookie da parte del presente Sito Web, tramite accesso alla presente Informativa Privacy che è “linkabile” da ogni pagina del presente Sito. L’Utente ha la facoltá in qualsiasi momento di esercitare i diritti riconosciuti dall'art. 7 del D.Lgs. 196/2003 ed, in particolare, tra gli altri, di ottenere copia dei dati trattati, il loro aggiornamento, la loro origine, la finalità e la modalità del trattamento, la loro rettifica o integrazione, la loro cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco per i trattamenti in violazione di legge e di opporsi per motivi legittimi al trattamento. Per esercitare tali diritti, scrivere a NEROSPINTO . Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

Come disabilitare/cancellare i cookie mediante configurazione del browser

Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet • Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) • Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti. Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.

Segnatevi questa data: Sabato 20 Aprile 2013.

 

Come ogni anno si festeggia il Record Store Day e l'ambasciatore del 2013 è il vecchio e caro Jack White dei White Stripes. Siamo al settimo anno consecutivo e la giornata mondiale dedicata ai negozi di musica indipendente (CD e LP) vuole celebrare gli store in tutto il mondo e conservare l'unicità di questi luoghi dove l'ascoltatore interagisce, ascolta e accumula cultura nel senso più generale possibile.

 

Per la serie “meglio tardi che mai” a questa settima edizione partecipa anche l'Italia mettendosi in gioco in diverse città: Milano (al Teatro Dal Verme), Torino (al club Astoria), Bologna (alla Cineteca), Firenze (all'Auditorium Flog), Roma (al C.S. Brancaleone) e Napoli (Palazzo delle Arti - PAN). Nella nostra Milano al Teatro Dal Verme, dalle 19:00, ci sarà una “piazza musicale” dove si potrà acquistare e scambiare musica indipendente seguita dall’incontro condotto dal giornalista e critico musicale  Enzo Gentile con il cantautore/presentatore Enrico Ruggeri, lo scrittore Aldo Nove e il giornalista/dj/autore Luca De Gennaro.

 

Una cosa che accomunerà tutte e sei le città italiane c'è: la proiezione di 'Last Shop Standing - The Rise, Fall and Rebirth of the Independent Record Shop' di Pip Piper ispirato dal libro omonimo di Graham Jones. Nella pellicola viene raccontata l'ascesa dei negozi di dischi (dagli anni '60 agli '80), la nascita del rock'n'roll, del punk, delle influenze delle charts musicali sulle vendite fino alla nascita di un supporto che ben conosciamo: il Compact Disc. Paul Weller, Billy Bragg, John Marr e il noto produttore della EMI Tony Wadsworth sono alcuni dei protagonisti che potrete ammirare durante il film.

 

Cosa state aspettando? Cercate il negozio più vinico a casa vostra (vi consiglio di guardare QUI nella pagina ufficiale dell'evento), controllate se  i vostri cantanti/musicisti preferiti hanno in serbo qualche ristampa o un nuovo disco/split e godetevi il 20 Aprile. Se amate la musica e il concetto di cultura, non mettetevi a fare i rozzi pirati senza scopo se non quello di arricchire il vostro hard disk, godetevela ma contribuite anche voi.

 

Andrea Facchinetti

 

I Depeche Mode saranno di scena il 18 Luglio allo Stadio San Siro di Milano e il 20 Luglio allo Stadio Olimpico di Roma per due imperdibili concerti.

 

 

In una recente intervista Dave Gahan, cantante e frontman dei Depeche Mode, ha affermato: “Quando salgo sul palco sono consapevole del fatto che sto giocando con me stesso, divento un’altra persona. E quella persona è pronta ad accettare la sfida, a dare il meglio di sé, a far divertire il pubblico”. E Mister Gahan, sempre in compagnia della “mente” della band Martin Gore e del fedelissimo Andrew Fletcher, ci darà modo di vedere e godere di “quell’altra persona” il prossimo Luglio, in due date che toccheranno il nostro paese.

 

A Maggio la band dell’Essex sbarcherà nel vecchio continente con il suo tour mondiale che coinvolgerà quasi tutti gli stati europei, compresa l’Italia, per far vibrare nelle nostri menti e nelle nostre ossa le note della loro ultima fatica in studio, Delta Machine, tredicesimo album di una band che ha vissuto molte vite e che è riuscita sempre a risorgere dalle proprie ceneri più forte e unita di prima.

Quella che la rivista musicale Q ha definito “la band elettronica più popolare e longeva che il mondo abbia mai conosciuto”, in più di trent’anni di carriera ha attraversato varie stagioni e generi musicali, diventando uno dei gruppi più amati del pianeta. Dopo l’esordio synth-pop dei primi anni ottanta (chi di voi non ha mai ballato sulle note di

).

Dopo un memorabile concerto tenuto a Pasadena nel Giugno del 1988, la consacrazione definitiva giunge negli anni novanta con i tre album da antologia Violator, Songs of Faith and Devotion e Ultra. I Depeche stupiscono ancora con una netta svolta verso sonorità industrial ed estetiche rock, con canzoni che sono entrate nell’olimpo della musica moderna:

.

 

Con un successo così ampio e travolgente, lo spettro della crisi appariva quasi fisiologico: la stanchezza dovuta alla vita vissuta perennemente in tour, la tossicodipendenza di Gahan e la depressione di Flecher lasciavano presagire la fine della band. Ma la riabilitazione del cantante e l’infinita ispirazione di Gore hanno traghettato i Depeche Mode negli anni duemila. I suoni decisamente più dance e minimalisti degli album di questo decennio (Exciter, Playing the Angel e Sounds of the Universe) hanno fatto un po’ storcere il naso ai fan della vecchia guardia, me compreso, ma non sono stati un motivo sufficiente per abbandonare l’amore per una band che nel corso degli anni ha saputo dare voce alla parte più cupa e fragile delle nostre anime.

 

Ora abbiamo un nuovo album da ascoltare e da amare; canzoni che sanno coniugare la vecchia e adorata malinconia con l’aggressività di ritmi techno, la voce calda e sensuale di Gahan e gli accenni blues della chitarra di Gore. E tra qualche mese avremo la possibilità di ascoltare queste nuove tracce con le perle che i Depeche Mode ci hanno donato in circa trent’anni di onorata carriera; avremo la possibilità di incontrare il nostro “Personal Jesus: someone to hear your prayers, someone who cares”.

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=stTcBHDp4Ls

Da qualsiasi punto di vista lo si osservi, Juan Francisco Casas è un artista che stupisce.

Delle sue opere colpiscono l’irriverenza  e la freschezza;  il forte contrasto, voluto e ricercato, tra la banalità dei soggetti e le enormi dimensioni dei quadri, riservate al tema storico o religioso, come ci insegna il mondo accademico; stupiscono la maestria della tecnica e l’iper-realismo con cui sono realizzate.

Tuttavia sono sicura che la cosa che vi colpirà di più sarà scoprire di quale strumento si serve per realizzarle; dimenticate Photoshop e programmi di grafica, scordatevi tavolozza e pennello, carboncino e matita: nell’astuccio di Juan Francisco Casas c’è solo una penna bic, rigorosamente blu.

 

Avete presente quegli scarabocchi che disegnavamo durante le ore di lezione, al liceo? Le caricature della professoressa o qualche presa in giro al compagno di banco? Ecco, Casas ha a disposizione quello stesso piccolo, sottovalutato strumento.

E in fondo anche lui scarabocchia, solo che lo fa su pannelli due metri per due, solo che il risultato è del tutto identico ad una fotografia.

 

Juan Francisco Casas nasce nel 1976 a La Carolina, nel sud della Spagna. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Granada nel 1999 e con una borsa di studio si trasferisce a Roma. Già dal 2002 arrivano il successo e le esposizioni in siti importanti, dalla rinomata galleria Fernando Pradilla di Madrid a El Museo di Bogotà. Negli anni successivi porta la sua arte scanzonata in giro per l’Europa e per il mondo intero, attirando l’attenzione positiva della critica e di numerosi artisti, tra cui anche gli stimati Maurizio Cattelan, Damien Hirst e Neo Rauch.

 

La tecnica di Casas consiste nell’immortalare il suo soggetto in momenti del tutto ordinari, per poi riprodurre la fotografia con le biro blu; ne esaurisce almeno tre o quattro per ogni quadro, dichiara.

Le sue Madonne sono ragazze divertite e divertenti, belle e senza schemi, che ammiccano e provocano l'osservatore con l’affascinante freschezza della gioventù. Uomini anche, pochi c’è da dire, ma sempre leggeri e spensierati.

 

A guardare le opere una di seguito all’altra sembra quasi di curiosare nell’album dei ricordi di un ragazzo che ama fotografare i momenti belli della vita, nella loro semplicità. Sono attimi e situazioni che ognuno di noi potrebbe aver vissuto, nulla di straordinario; gli  amici, le serate, le donne che ama, anche solo per una notte. Ciò che tuttavia le rende speciali sono la frizzante gioia di vivere e la totale libertà d'espressione che trasmettono, che insieme scacciano ogni rischio di banalità.

Ogni personaggio ritratto sprigiona un’energia e una vitalità che spiazzano e sfidano chi li osserva a lasciarsi andare, a non prendersi troppo sul serio. A chi coglie la sfida, riescono facilmente a strappare un sorriso, per gli altri..beh, è un peccato perché ridere allunga la vita e lo sguardo corrucciato fa venire le rughe!

 

 

Quando l'amore è stato folle, esclusivo e drammatico non può finire. Neppure a distanza di anni e con la scomparsa di uno dei due protagonisti. Jane Birkin è Serge Gainsbourg si conobbero alla fine degli anni '60 sul set del film Slogan e fu subito amore folle e repulsione caratteriale. Lei era bellissima e di grande fascino, aveva già fatto innamorare mezzo mondo con la scena di nudo nel film di Antonioni del 1966 e aveva una carriera di modella, cantante e attrice già consolidata. Lui era il dannato, tenebroso, arrogante e geniale attore e cantante icona della musica sofisticata, poetica e impegnata degli anni cinquanta e sessanta del Novecento. L'attrazione tra i due fu immediata e travolgente. Così come il declino successivo. Jane e Serge alla fine erano troppo diversi. Lui, affatto bello ma dal fascino fatale, si divertiva a ignorare quasi tutte le donne, le snobbava e non le considerava quasi mai alla sua altezza. La Bardot lo aveva lasciato proprio per questo, stufa di essere considerata una bambolina bionda e basta. Jane, però, era diversa. Non solo era caparbia e molto bella ma anche una straordinaria artista, versatile e brillante, che garantiva successo e fortuna a tutto quello in cui si impegnava. Jane sfilava indossando semplici magliette con coulisse e dopo qualche ora tutte le ragazze di Londra ne volevano una; i fan rubavo spezzoni dei suoi film per poterli rivedere a casa in maniera ossessiva, la sua voce sensuale faceva vendere migliaia di copie di dischi in pochi giorni. Serge Gainsbourg era un intellettuale snob e scorbutico ma non era stupido e capì che con la bellissima Jane avrebbe potuto condividere la vita privata ma anche quella artistica. I due entrarono in sala di incisione e ne uscirono con la canzone scandalo degli anni '70 Je t'aime...moi non plus. Il loro sodalizio, finché durò, fu perfetto. Pellicole, dischi, vita mondana e artistica spinta al massimo e nel 1971 la nascita della loro figlia, Charlotte, oggi tra le attrici più sofisticate e brave della sua generazione. Intanto Jane all'apice della sua carriera gira con i maggiori attori del suo tempo come Hills, Schneider, Delon, Belmondo. Diventa una icona di nome e di fatto perché Hermes, dopo aver dedicato la Kelly alla principessa di Monaco, disegna una borsa tutta per lei, la Birkin ( oggi la borsa più amata dalle attrici di Hollywood), insomma è il periodo d'oro di Jane. Proprio in questo momento, però, tra lei e Gainsbourg qualcosa si rompe. Lui diventa geloso e più aggressivo del solito. Si chiude in se stesso e fa un uso massiccio di alcol. La Birkin capisce che il rapporto non è più recuperabile e che gli alcolici hanno preso nella vita di Serge il posto di lei e della sua arte. Perciò lo lascia e continua la sua vita, sposando e frequentando altri uomini. Fino a che Gainsbourg non la richiama e non le regala tre bellissimi e intensi album, tutti nuovi e da cantare sulla loro storia d'amore e sul loro legame. Jane e Serge così ritornano a loro modo uno nella vita dell'altra, fino al 1991, anno della morte di Gainsbourg. Jane continua la sua carriera di attrice e cantante e nel 2011 decide di omaggiare il grande amore della sua vita (l'uomo del suo destino) con una tournée nei maggiori teatri del mondo dove canta solo le canzoni scritte da Serge. In Italia Jane Birkin si è esibita il 7 e 8 marzo a Roma e Milano, incantando tutti con la sua sofistica voce e con il suo immutato fascino ma soprattutto con i testi di Serge Gainsbourg. E questo è ancora amore.

Sono passati ormai più di 5 di mesi dall'ultima esibizione live dei Ministri, che hanno partecipato lo scorso agosto allo Sziget, noto festival ungherese, e quasi un anno di dall'uscita di “Fuori” il terzo disco della band milanese che torna finalmente a far parlare di sé annunciando il lancio del loro quarto album previsto per il 12 marzo 2013.

Il gruppo già da settembre aveva iniziato a far girare voci sul web sulla pubblicazione di un nuovo lavoro pronto “non prima di aprile 2013”, come aveva dichiarato Davide Autelitano, il cantante della band, accompagnando la notizia con uno screenshot dell'elaborazione di uno dei nuovi pezzi. Ma per la gioia dei fan l'attesa del progetto inedito sembra essere stata ridotta.

“Per un passato migliore” è il titolo del prossimo disco realizzato per Godzillamarket in licenza con Warner Music, al contrario dei precedenti lavori pubblicati sotto l' etichetta discografica Universal Music (“Tempi bui” 2009, e “Fuori” 2010). L'album è stato anticipato dal singolo “Comunque”, già in circolazione nelle radio dal 31 gennaio 2013.

Per la registrazione il trio milanese si è affidato a Tommaso Colliva, già produttore di noti nomi del panorama rock nazionale e internazionale come Muse, Afterhours e Calibro 35, mentre la copertina del disco è stata realizzata dal Collettivo 84, un gruppo di sei giovani artisti milanesi.

Il primo estratto è stato accompagnato dalla pubblicazione del video, diretto da Marco Proserpio e Jacopo Farina per Sterven Jonger. Il lavoro, come dichiarato da Sterven, intende raccontare i Ministri come sono realmente, lontano dai riflettori e dalle luci del palco; al contrario del set scelto per la realizzazione di “Noi fuori”, l'ultimo video del precedente album, che vedeva il cantante della band circondato da un trionfo di oggetti kitsch, emblema di un mondo costruito da mode di plastica passeggere. Il video è stato girato con quattro camcorder VHS amatoriali che rendono le immagini distorte, sfuocate, rumorose ed uniche grazie agli effetti usati che sono interni alle macchine stesse.

Il video, innovativo e di grande impatto visivo, si annuncia essere ancora una volta, come il primo singolo estratto, il manifesto di un gruppo senza peli sulla lingua, che vanno dritti al sodo e che non hanno paura di denunciare, anche attraverso i loro testi “politically uncorrect”, la crisi sociale che caratterizza i nostri tempi ed in particolar modo il nostro Paese.

A distanza ravvicinata dalle elezioni può farci sorridere il fatto che almeno questi Ministri, un gruppo di tre giovani ragazzi di Milano, si diano da fare con la loro passione per la musica per portare a riflettere le nuove generazioni sul bisogno e la volontà di continuare a provarci per dare il meglio sempre e comunque.

 

Per chi deciderà ascoltarli e acquistare il loro quarto disco, l’album sarà disponibile:”..in tutti i negozi di dischi rimasti. Non necessariamente i migliori”, come ha dichiarato irriverentemente il gruppo sulla pagina facebook ufficiale.

La promozione dell'album inizierà in concomitanza con le date del nuovo tour che partirà dal Blackout di Roma il 15 marzo e toccherà l'Alcatraz di Milano il 21 marzo, data che si annuncia essere prossima al sold out.

 

 

Qui di seguito la tracklist di “Per un passato migliore”:

 

1. Mammut

2. Comunque

3. Le Nostre Condizioni

4. La Pista Anarchica

5. Stare Dove Sono

6. Spingere

7. Se Si Prendono Te

8. Caso Umano

9. Mille Settimane

10. I Tuoi Weekend Mi Distruggono

11. I Giorni Che Restano

12. La Nostra Buona Stella

13. Una Palude

 

Quando si parla di dive e di divine il cliché che viene in mente è sempre lo stesso: donne bellissime e sofisticate in pellicce bianche e abiti di seta, tacchi alti e capelli vaporosi e sensuali.

La filmografia internazionale le ha presentate tutte così fino alla fine degli anni ’60, poi i costumi e la società sono mutati e le star internazionali hanno cominciato a girare film in jeans e magliette di cotone. Le divine però sono rimaste tali e il ricordo che si ha di loro non può essere scalfito dal tempo.

L’ultima diva del cinema dei “telefoni bianchi” è stata Alida Valli.

La sua è una bellezza fuori dal comune, figlia di un barone del Trentino Alto Adige, studia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma e debutta al cinema molto giovane. Antifascista convinta, negli anni ’40 si rifiuta di trasferirsi nel Cinevillaggio di regime a Venezia e resta a Roma, protetta e nascosta da amici fidati.

Alida non è solo molto bella, è sofistica e brava. Sembra essere nata per i ruoli drammatici, per i film intensi dove interpreta solo il ruolo delle donne tormentate.

La sua intensità interpretativa e il suo aspetto fanno sì che Alida venga notata e apprezzata da tutti i maggiori registi dell’epoca, Matarazzo, Mattoli, Soldati, Gallone che la fanno recitare in un film di successo dopo l’altro. E così nasce la diva, non soltanto l’attrice, ma l’icona di un certo cinema del ‘900 che porterà Alida a Hollywood.

A Los Angeles cambia il suo nome in Valli e gira con registi come Hitchcock e Reed e con attori come Gregory Peck e Orson Welles, memorabile la sua interpretazione della bellissima moglie italiana ne Il caso Paradine. Come tutte le dive però anche la Valli è capricciosa e indipendente e quando l’aria che si respira negli Studios inizia a soffocarla torna in Italia e si impone nuovamente con pellicole come Senso di Visconti e Il grido di Antonioni.

In Italia sono tutti innamorati di lei. I registi con i quali lavora la corteggiano in maniera quasi ossessiva, fanno pazzie, come nascondersi per spiarla o accompagnarla fino al treno per scoprire se parte da sola o no. Riceve decine di lettere al giorno, non solo da uomini che dichiarano amore e passione per lei ma anche da donne che le chiedono consigli o la insultano confondendo i ruoli cinematografici da donna perduta e fatale con la sua vita reale.

In effetti, qualche scandalo da cronaca nera e qualche ombra la toccano alla fine degli anni ’50, senza comunque coinvolgerla personalmente e soprattutto senza scalfire la sua carriera cinematografica che prosegue ad altissimi livelli anche nei decenni successivi nei quali lavora con registi del calibro di Pasolini, Pontecorvo, Bertolucci e Dario Argento. E poi nessuno sa che in realtà la splendida attrice continua ad avere nel cuore solo il suo primo amore, Carlo Cugnasca, aviatore caduto il Libia e primo fidanzato di Alida.

Sempre algida, meravigliosa e aristocratica Alida Valli riceve nel 1997 il Leone d’Oro alla carriera. Una carriera lunga e piena di successi negli anni più glamour del cinema italiano.

Alida Valli è la nostra ultima diva, le altre sono solo delle brave attrici.

Se il cinema è finzione, sarebbe stato allora l’anticinema a rappresentare l’Italia davanti al mondo in occasione della prossima edizione dei Premi Oscar, il 24 febbraio a Los Angeles. “Cesare deve morire”, firmato da Paolo e Vittorio Taviani, dopo aver conquistato l’Orso d’oro al Festival di Berlino, è stato scelto dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) per essere inserito nella rosa delle pellicole in lizza per la statuetta assegnata al “Miglior film straniero”, sbaragliando concorrenti come “Reality” di Matteo Garrone e “Bella addormentata” di Marco Bellocchio. Nonostante l’esclusione dalla cinquina delle nomination annunciata dall’Academy - è dal 2006, con la “Bestia nel cuore” di Cristina Comencini, che l’Italia non compare più tra i finalisti – la decisione dell’organo cinematografico italiano non può passare inosservata. La storia di “Cesare deve morire” inizia con due fratelli che amano il cinema, e in un piccolo paese di provincia trovano ogni mezzo per inseguire le immagini e scoprire la magia della verità raccontata dai grandi maestri, da Ejzenštejn a De Sica passando per Rossellini e Dreyer. Sullo sfondo la colonna sonora di un’Italia attraversata dalle contraddizioni storico-culturali di metà Novecento, sulle note di Verdi e con la continua incursione nel teatro e nella letteratura europea. Le parole non rimangono mai orfane per i due fratelli rapiti dalle pagine di Shakespeare e Tolstoj, trascinati nel racconto senza possibilità di disincanto. Sull’onda di quest’emozione per la vita, per il racconto della vita, arrivano a Roma e per mezzo secolo continuano a parlare della realtà dietro la macchina da presa, costretti nel confine asfissiante delle definizioni di genere, viaggiando tra storia e antistoria con la voglia di andare oltre quel confine, di oltrepassare il limite della realtà per dire quello che solo in un film può essere detto. Sono novantenni, quei due fratelli, quando gli si richiudono dietro le spalle i cancelli del carcere di Rebibbia. Sono lì per assistere ad uno spettacolo teatrale – finzione, come al cinema – ma quando Shakespeare torna a parlargli con la passione della gioventù dalla bocca sbarrata di un condannato all’ergastolo, capiscono che quella storia deve essere raccontata. Il dramma del tradimento – Giulio Cesare e i congiurati che lo uccideranno – diventa materia viva tra le celle, il teatro e i cortili della prigione romana, sfiorato dallo sguardo dei fratelli insieme registi e spettatori, pienamente travolti dal pathos tragico. E’ quella stessa emozione a raggiungere il pubblico in sala, i critici che hanno pluripremiato la pellicola, dai David di Donatello ala vittoria di Berlino, e ancora in promozione in giro per il mondo con Paolo e Vittorio Taviani a rappresentare l’intero cast di attori detenuti. Un racconto attraversato dalla vita, presente e imperitura in carcere, e passata, laddove il passato assume i contorni dell’infinito, dilatandosi nell’universalità della tragedia. Non è più storia dell’antica Roma, non è il teatro di Shakespeare e non è più un film, i confini ancora una volta oltrepassano le sbarre della vera prigione, quella della forma, per aprire nell’arte uno sconfinato squarcio di realtà. Non c’è un fotogramma che lo mostri, non c’è l’artificio di scena, ma di sangue ne scorre tantissimo in “Cesare deve morire”, in un flusso ininterrotto tra personaggi e attori, nella morte che racconta della vita. A noi di Nerospinto, Paolo e Vittorio Taviani piacciono per l’instancabile fame di verità che non li abbandona da quasi un secolo, per l’entusiasmo dei vent’anni mai perso e sempre rinnovato in una tra le più belle vecchiaie del cinema italiano, per la voglia di rischiare con un film difficile da produrre e distribuire che ha inaspettatamente trionfato in Europa.
Pagina 6 di 6

Instagram

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.