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Dall’8 al 12 giugno l’Elfo Puccini ospita i Motus con TOO LATE! (ANTIGONE) CONTEST#2,  drammaturgia Daniela Nicolò, ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic. Un confronto/scontro/dialogo fra due soli attori - sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d'oggi. Una performance fisica, complessa e poliedrica, sul conflitto tra legge e sentimento per uno dei gruppi "anni '90" che più si è saputo rinnovare.

Prosegue la ricerca avviata in X(Ics) sulle relazioni/conflitti fra generazioni in una formula-altra di costruzione in divenire: informali performance intese come contest, ovvero confronti/scontri/dialoghi fra due soli attori, sulle ipotetiche rappresentazioni di una splendente Antigone d’oggi.

 

Nella dilagante “malinconia della sfera pubblica” la sua contestazione a Creonte si fonda sul rifiuto a dissociare l’atto dalla persona. E questo ci piace. È uno dei motivi per cui, in questi anni di opachi conservatorismi e pallide prese di posizione, abbiamo scelto un’(Antigone) fra parentesi, come immagine-guida del nuovo itinerario fra le rivolte del contemporaneo. È possibile un teatro che è anche proposta d’azione, arma di “terrorismo poetico”, che serva fra i pensieri, macina l’accadere, sempre nell’irriducibile desiderio di sommuovere il senso d’impotenza che abita noi e le generazioni che ci seguono?  L’Antigone è stata rinominata da Biner “tragedia del troppo tardi” perché tutte le figure paiono agire o ravvedersi solo dopo l’irreparabile: è troppo tardi anche per noi?

 

Too late! è il secondo contest dove Silvia/Antigone/Emone si confronta con Vladimir/Creonte, secondo un crudo meccanismo di esposizioni e sfide che amplificano, in modo subdolo, i giochi di potere fra padri e figli, ma anche quelli dei “Nuovi Dittatori” d’oggi.

 

Mentre il contest#1 era focalizzato sulle relazioni di fratellanza, tanto che Polinice/Benno Steinegger, in dissidio fra l’essere pacifista o terrorista, accoglieva le ambivalenze delle varie esegesi, qui sono le relazioni di potere al centro del confronto, dalle micro intolleranze quotidiane alla perversione dei “Padri Mediatici” che agiscono “per il bene” dei figli: si entra nella sfera dell’intimo, per colpire al cuore l’intoccabile famiglia italiana.

I dialoghi sono generati dalla povertà del campo scenico, secondo un percorso drammaturgico quasi situazionista, che induce gli attori a partecipare attivamente al contraddittorio teorico-pratico sulla tentata messa in scena.

 

E lo spettatore, che inusualmente condivide con gli attori lo spazio scenico, diviene attore/testimone di una rappresentazione che “anarchicamente” deborda dai limiti convenzionali, fugge il teatro per sporcarsi con le incertezze e povertà del quotidiano, in strada con un’Antigone mai stanca, che ci piace immaginare "armata di gioia".

 

8 - 12 giugno| sala Fassbinder, ore 21:30 TOO LATE! (ANTIGONE) CONTEST#2 ideazione e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Silvia Calderoni e Vladimir Aleksic drammaturgia Daniela Nicolò ambito sonoro Enrico Casagrande fonica Andrea Comandini Motus

 

ELFO PUCCINI, SALA FASSBINDER

corso Buenos Aires 33, Milano Tutti i giorni ore 21.30 Intero: 30.50 € Ridotto giovani/anziani: 16€ Martedì. 20€

Info e prenotazioni:

tel. 02/0066.06.06 www.elfo.org

 

 

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In occasione del suo 25esimo anniversario, la Galleria Carla Sozzani presenta dal 10 giugno al 1 novembre 2015 la mostra «Fotografia Futurista» a cura di Giovanni Lista.

 

Sono oltre cento le fotografie originali provenienti da collezioni private e da fondi storici nazionali come i Fratelli Alinari, il Museo del Cinema e di Fotografia di Torino, il Museo Archivio di fotografia Storica di Roma e gli archivi del MART di Trento e Rovereto.

 

La mostra è articolata in quattro sezioni che vanno dalla distruzione della mimesi come illusione naturalista, alle ricerche innovatrici degli anni Venti-Trenta.

 

La prima sezione documenta le direzioni intraprese all'inizio del XX secolo dalla fotografia per distruggere l'illusione di una mimesi naturalista e rivelarsi come immagine artificiale. Non più un riflesso della realtà ma una costruzione artificiale in studio. Si tratta della cosiddetta foto spiritica che spesso è volutamente ironica e ludica. L’immagine doppia o sdoppiata cattura la sequenza del movimento e il fotomontaggio ha sovente fini fantastici e umoristici. In questi Boccioni intravede subito un’immagine della molteplicità ontologica e pirandelliana dell’essere.

 

La seconda sezione è dedicata all’invenzione del fotodinamismo, o fotografia del movimento come energia in atto ad opera dei fratelli Anton Giulio e Arturo Bragaglia. Il loro è uno dei contributi più significativi del futurismo nella storia della fotografia. I fratelli intuiscono la possibilità di coglierne una scia luminosa che interpretano come verifica di una realtà spirituale, come manifestazione della forza vitale che abita la materia.

 

Il fotoritratto che i futuristi hanno usato come veicolo di comunicazione ma anche come possibilità di restituire l’immagine emblematica di se stessi come artisti d’avanguardia è il tema del terzo approfondimento. Compensando la registrazione passiva della realtà da parte dello strumento fotografico, hanno inventato la foto-performance in cui l’artista consegna all’obbiettivo un’immagine autoironica di sé come figura istrionica e clownesca.

 

La quarta sezione è dedicata alle ricerche degli anni Venti e Trenta in cui i futuristi, in totale sintonia con le migliori avanguardie europee e ponendosi come corpo estraneo alla cosiddetta cultura fascista, hanno praticato il fotomontaggio, il foto-collage, la composizione d’oggetti, i giochi di luci o di specchi, il teatrino d’ombre, le simbologie magiche, misteriose o allusive delle cose sorprese in chiave di natura morta, la metafora dei valori luminosi, la posa in costume come paradosso allegorico, sguardi che si pongono al di fuori dell'iconografia del regime.

 

In poche parole, la mostra indaga il modo in cui i futuristi si sono impossessati del linguaggio fotografico per fissare l'invisibile della pulsione vitale e per trascrivere la realtà come creazione e divenire. Una magnifica e suggestiva occasione per viaggiare nel tempo e nella storia dell’arte della fotografia.

 

Fotografia Futurista

Inaugurazione mercoledì 10 giugno 2015 dalle ore 18

Aperta da giovedì 11 giugno a domenica 1 novembre 2015

Tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 21

 

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10 – 20154, MI

Tel: +39 02 653531

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito Web: http://www.galleriacarlasozzani.org/#/home/

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Carmen, l’opera lirica in quattro atti di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy ispirato alla novella omonima di Prosper Mérimée, dopo il successo dello scorso anno, torna al Teatro Carlo Felice dall’ 8 al 17 maggio.

 

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, Philippe Auguin, uno tra i più richiesti direttori della sua generazione, che vanta una straordinaria carriera dirigendo capolavori nei più prestigiosi teatri d’opera e con le più importanti orchestre del mondo. E’ direttore Musicale sia della Washinton National Opera che dell’Orchestre Philarmonique de Nice, è stato premiato con la Croce al Merito Federale della Repubblica Tedesca nel 2005 e nominato nel 2002 Console della Repubblica Francese.

 

Regia, scene e luci portano la firma di Davide Livermore, considerato uno dei registi più talentuosi a livello internazionale, fornito di una profonda preparazione non solo teatrale, ma anche musicale, da sempre aperto all’innovazione e alla sperimentazione; è Direttore artistico del “Cineteatro Baretti” di Torino, Regista Residente al Teatro Carlo Felice per il prossimo biennio e dal febbraio 2013 è stato nominato direttore artistico del “Centro di perfezionamento Placido Domingo” del Palau de les Arts di Valencia. Dopo il recente successo di uno straordinario Billy Budd, ripropone per il lirico genovese l’allestimento di Carmen con un’ambientazione nella Cuba dei giorni della caduta del dittatore Batista e dell’ascesa al potere di Fidel Castro, dove la tematica rivoluzionaria e le scene di guerriglia molto forti sono un pretesto per raccontare personaggi in conflitto con se stessi e con le istituzioni del potere.

 

I bellissimi costumi, dai colori sgargianti ed eleganti, che soltanto alla fine del 4° atto assumeranno colori meno accesi, sono stati realizzati da Gianluca Falaschi.

 

L’opera si avvale di due cast prestigiosi che si alternano nelle recite: la figura femminile di Carmen sarà interpretata da Sonia Ganassi e Anna Malavasi, la dolce ma ferma Micaëla da Serena Gamberoni e Maria Katzarava, gli altri personaggi femminili da Daria Kovalenko (Frasquita), Marina Ogii (Mercédès); Francesco Meli, dopo il debutto dello scorso anno, interpreterà nuovamente il violento ed emotivo Don José in alternanza con Francesco Anile, Mattia Olivieri e Valdis Jansons saranno il torero Escamillo; il cast maschile è completato da Roberto Maietta (Le Dancaïre), Manuel Pierattelli (Le Remendado), John Paul Huckle (Zuniga), Ricardo Crampton (Moralés). La parte coreografica è affidata al Danse Ensemble Opera Studio. Il Coro è diretto da Pablo Assante, con la partecipazione del Coro di Voci Bianche guidato da Gino Tanasini.

 

In occasione della prima rappresentazione e delle successive due repliche, sarà presente una delegazione della Croce Rossa Italiana per la raccolta di fondi da destinare alle prime esigenze di soccorso per i terremotati del Nepal.

 

Carmen

 Georges Bizet

 Dall’8 al 17 maggio 2015

 Direttore Philippe Auguin

 Regia, scene e luci Davide Livermore

 Allestimento del Teatro Carlo Felice Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice Maestro del Coro Pablo Assante Maestro del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini

Fondazione Carlo Felice

Passo Eugenio Montale, 4 16121 Genova 0105381.1 www.carlofelicegenova.it

 

Biglietteria

010/58.93.29  010 59.16.97 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Venerdì 5 giugno alle ore 20.00, presso l’Apollo spazioCinema, il regista Peter Greenaway presenta il suo nuovo film: EISENSTEIN IN MESSICO.

Il film, accolto al Festival di Berlino con entusiasmo, segna il ritorno di Greenaway all’energia delle sue migliori opere.

Nel 1931, il regista sovietico al vertice della carriera Sergei Eisenstein si trova in Messico per girare un film. Richiamato in patria al più presto dal regime stalinista, Eisenstein passa gli ultimi dieci giorni del suo viaggio nella cittadina di Guanajuato, dove con la complicità della guida Palomino Cañedo scoprirà molte cose sul Messico, sulla propria sessualità e sull’identità di artista.

Greenaway firma un ritratto originale del grande regista russo con uno stile visionario che non ha eguali nel cinema contemporaneo, legandolo ad una riflessione sul cinema, il sesso e la morte che affascina e sconvolge.

 

Apollo spazioCinema Galleria de Cristoforis, 3, 20122 Milano

Prezzi: Intero € 8.00 Ridotto € 6.00 Ridotto Amici del Cinema € 4.50

Per informazioni: 0243912769 www.spaziocinema.info

 

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Visto il grande successo ottenuto, 12 repliche straordinarie di “Favola”, lo spettacolo di e con Filippo Timi, al Teatro Franco Parenti, dal 5 al 17 maggio 2015.

 

Un mondo onirico dalle tinte pastello, che ricrea perfettamente l’ambientazione casalinga degli anni ’50; tutto è curato nei minimi dettagli tant’è che sembra di ritrovarci in un film o meglio telefilm americano. Un salottino accuratamente arredato, uno scintillante albero di natale, un immenso bambù senza nome, l’immancabile carrellino degli alcolici, moquette rosa, la cagnetta Lady impagliata, mobili originali disposti con una simmetria perfetta, canzonette da Nat King Cole a Doris Day, costumi realizzati ad hoc dall’Atelier Miu Miu: ecco l’accurata ricostruzione di uno stucchevole interno americano borghese anni Cinquanta.

 

Ricco di riferimenti all’immaginario del secondo dopoguerra  – da certi stereotipi femminili ai modelli di consumo, musiche, abiti e arredi, i film alla Douglas Sirk e i noir di Hitchcock –, in «Favola» Timi indossa gli strizzati abiti (disegnati da Miu Miu) e i tacchi a spillo di Mrs. Fairytale: dalla vita apparentemente perfetta e realizzata, dietro a una facciata impeccabile e a un matrimonio idilliaco, nasconde però il dolore di un mondo incrinato che si rivela poco per volta e violentemente implode.

 

Giorno per giorno lo condivide con l’amica del cuore Mrs Emerald, la “mamma imperfetta” Lucia Mascino: insieme si sostengono e sostengono la finzione, si proteggono contro quell’oggetto dei desideri eternamente deludente che è l’uomo (nello spettacolo rappresentato dall’irrompere del ragazzotto Luca Pignagnoli).

 

Una favola grottesca, senza nessuna sbavatura, in cui la leggerezza e la spensieratezza fanno da leitmotiv, dietro cui però si nasconde l’intento di analizzare la condizione e il ruolo della donna e la sua forza e volontà verso la trasformazione. Il sottotitolo è indicativo “C’era una volta una bambina, e dico c’era perché ora non c’è più”.

 

12 REPLICHE STRAORDINARIE

FAVOLA

Uno spettacolo di Filippo Timi

Con Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Pignagnoli

 Produzione Teatro franco Parenti

 

 

 

PREZZO INTERO €40/32;  OVER60 €18; UNDER25 €15

ORARI mart h21.15; merc h19.30; giov h21.15; ven. h19.30; sab h20.30; dom h17.30

 

INFO

Tel : 02 59 99 52 06 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Sito : http://www.teatrofrancoparenti.it

 

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Per la Museum Week 2015 sono stati realizzati, da Bright e Variable, una serie di artwork che traducono i dati dei musei in forme colorate e dinamiche.

Queste innovative opere d’arte digitale combinano i dati inerenti al museo a quelli delle conversazioni online che li riguardano. Il movimento a cui danno vita in Rete viene rappresentato sotto forma di figure e sagome colorate.

Si rimane ipnotizzati e divertiti nell’ammirare questi artwork. L'idea è nata per celebrare i musei e per cercare di  attirare un numero maggiore di visitatori in un modo rivoluzionario, coinvolgente e creativo.

La tecnologia diventa arte, l'arte diventa tecnologia e i dati dei musei non sono più pagine di noiosi e fitti dati incomprensibili, ma meravigliose e coloratissime opere digitali.

Qui di seguito la legenda per interpretare gli artwork:

  • i colori derivano da quelli delle foto profilo
  • le sfera rappresentano i tweet del museo
  • le linee i tweet della Museumweek
  • i giro corrispondono a un anno del museo su Twitter

Sito Web: http://museumweek2015.org/en/

Martina Destro

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Dal 30 aprile al 13 settembre 2015 torna a Roma dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano David LaChapelle con una delle più importanti e vaste retrospettive a lui dedicate: “Dopo il Diluvio”.

 

Roma omaggia David LaChapelle (Connecticut, Usa, 1963) con una mostra monumentale, allestita tra le sale del Palazzo delle Esposizioni, per celebrare un autore eclettico, che da circa vent’anni si muove sulla scena internazionale con l’agilità, la genialità e lo smalto di un eccentrico maestro dell’immagine contemporanea.

 

Dopo il Diluvio”, recita il suggestivo titolo, riferendosi al corpus di opere che la mostra sceglie di evidenziare, costruendovi intorno un ritratto definito: sono tutte opere successive alla serie “The Deluge” (2006) – ispirata al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina – che fu pietra miliare nel percorso di ricerca dell’artista. Da lì in poi il suo lavoro avrebbe imboccato strade meno commerciali e più autenticamente, esteticamente, concettualmente autonome. Non più produzioni pensate per pubblicità, videoclip, fashion magazine, ma opere “pure”, destinate a musei e gallerie.

 

Così, sul filo di metafore e citazioni, dopo il diluvio di composizioni patinate, sexy e stylish, la rigenerazione artistica è passata per l’approdo ad una terra nuova, in cui architetture, nature morte, rifacimenti di capolavori della storia dell’arte, paesaggi, scene d’interni, incontrano il suo sguardo allucinato, in cui convivono manierismi pop, atmosfere fantasy, straniamenti onirici, allucinazioni notturne e scintillanti skyline industriali.

 

La mostra, curata da Gianni Mercurio, ha raccolto oltre centocinquanta opere prodotte dal 2006 a oggi, accostandovi, per dovere di ricostruzione storica e per un opportuno raffronto, alcuni pezzi celebri risalenti al primo periodo (1995-2005). A completare il tutto una selezione di video di backstage in cui si svela il processo di realizzazione che sta dietro agli allestimenti dei barocchi set fotografici. E poi l’indispensabile catalogo antologico, edito da Giunti e curato da Mercurio insieme a Ida Parlavecchio. Su Artribune arriva una carrellata di immagini, a poche ore dall’opening. Un assaggio dell’allestimento, in esclusiva.

 

 

David LaChapelle, After the Deluge a cura di Gianni Mercurio dal 30 aprile al 13 settembre 2015

 

Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale 194, Roma 06 39967500

Orario

Martedì, mercoledì, giovedì: 10.00 - 20.00 Venerdì, sabato: 10.00 - 22.30 Domenica: 10.00 - 20.00

Biglietti

Intero € 12,50 - ridotto € 10,00 ridotto 7/18 anni € 6,00 – gratuito fino a 6 anni scuole € 4,00 per studente con prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole

 

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 Traffic Gallery è felice di annunciare Terzo movimento in scala di Nero, doppia personale del duo Corpicrudi e dell'artista Mustafa Sabbagh, dal 15 Maggio al 30 Giugno.

Al rientro dall'importante esperienza americana a Los Angeles di Corpicrudi e al rientro dalla Masterclass presso il MAXXI di Roma da parte di Mustafa Sabbagh, gli artisti metteranno in scena negli spazi di Traffic Gallery un confronto-incontro incentrato sull'uso fotografico, installativo, performativo e musicale del concetto del Nero, vero e proprio denominatore comune tra le ricerche degli artisti. Si tratta di un viaggio simbolico tra passato e presente dove scultura, fotografia, musica e performance affrontano il perenne conflitto tra caducità e immortalità, sviluppando una dialettica ricca di citazioni, consce o inconsce, affrontate secondo i personali stili che caratterizzano la poetica e l'immaginario degli artisti.

CORPICRUDI Sinfonia in Nero

L’installazione Sinfonia in Nero si basa concettualmente su due citazioni e ai relativi rimandi: la scultura neoclassica di Bertel Thorvaldsen nell’eternità concessa dalla giovane dea greca Hebe che serviva il nettare dell’immortalità agli dei dell’Olimpo (1815), e la performance pianistica del 1962 di Arturo Benedetti Michelangeli che propone l’opera del noto compositore Fryderyk Chopin, con particolare omaggio alla caducità espressa nella Marcia Funebre del 1839. Le suggestioni musicali e visive si fondono negli scatti fotografici in piccole dimensioni realizzati in bianco e nero dove bianchi fiori, sebbene fotografati nel loro contesto naturale di vita, ricordano l’immaginario di una natura morta, suggestione ampliata dall’immagine capovolta proposta dagli artisti, a compiere un simbolico ribaltamento tra vita e morte. Le note della Sinfonia in Nero abitano un luogo di rimandi visivi e sonori dove eternità e caducità si incontrano quasi a compenetrarsi l’una nell’altra. I confini si fanno labili, il tempo si contrae e dilata in un unico respiro. La stessa divinità simbolo di immortalità sembra iniziare a sfaldare i suoi contorni. Il progetto comprende anche una sezione live in collaborazione con il coreografo Matteo Levaggi intitolata Preludio per una Sinfonia in Nero, dove lo stesso Levaggi, Samantha Stella e Sergio Frazzingaro di Corpicrudi sono in scena, con debutti nel 2014 al Teatro Elfo Puccini di Milano insieme alla band noise-rock The Death of Anna Karina (con estratti inseriti nel nuovo film Sexxx del regista Davide Ferrario), e all'Ace Museum di Los Angeles insieme alla band post-punk Von Haze (in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e Concept Shows) in occasione della Los Angeles Fashion Week. Il video di Corpicrudi con l'intera pièce performata al Teatro Elfo Puccini nell'aprile 2014 viene presentato in anteprima a Bergamo in occasione di Terzo movimento in scala di Nero.

 

MUSTAFA SABBAGH Risen from the dead

Risen from the dead parla di morte tra passato e presente, parla di frammenti di vita bloccati in istanti dati - e come in toto la produzione dell’artista - parla e instaura automaticamente dialoghi nel tempo. Dialoghi espliciti e dialoghi accennati con i grandi pittori e scultori del Quattrocento, del Cinquecento, del Seicento, del Settecento, e dell’Ottocento. Sabbagh che viaggia e lavora in tutte le grandi capitali del mondo, geograficamente parlando, viaggia senza sosta anche nel tempo facendo risorgere in noi l’intera educazione visiva e visuale presente nei molteplici immaginari collettivi delle varie culture del globo. Dario da Pordenone, Michelangelo Buonarroti, Lorenzo Lotto, Giovanni Battista Moroni, Giuseppe Sanmartino ed infiniti ancora appaiono talvolta evidenti e al più accennati nelle elaborazioni fotografiche di Sabbagh dove l’uomo, soggetto e oggetto, viene protetto e coperto dalla testa ai piedi con neri oggetti feticcio della quotidianità, oppure lasciato quasi del tutto nudo ed inerme al suo destino di sofferenza interiore e fisica. La produzione fotografica di Risen from the dead in particolare punta al nero come metafora classicamente sensuale, e poi al bianco come momento chiarificatore e catartico; un nero contrastato, lucente, ammiccante, un nero che nasconde i corpi degli uomini ritratti creando una composizione sovrapposta e stratificata che modifica senza alterazioni di sostanza le figure e i profili umani; un bianco che avvolge e rimarca i confini tra ciò che misero perirà sotto la forza caduca del tempo e ciò che bloccato dall’istante atemporale dello scatto fotografico risorgerà per sempre negli occhi dello spettatore. Perché risorgere è un po’ come vivere in uno stato infinito di innamoramento alla vita, di innamoramento verso il prossimo, e di innamoramento verso la bellezza inanimata delle cose.

 

TRAFFIC GALLERY

in collaborazione con ARTDATE 2015

presenta

Terzo movimento in scala di Nero

di

   CORPICRUDI &  MUSTAFA SABBAGH 

a cura di

Roberto Ratti

 15 Maggio – 30 Giugno 2015 Opening Venerdì 15 Maggio 2015 orario 18:00-21:30

Traffic Gallery

Via S. Tomaso 92  Bergamo 035 0602882 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nel cuore del parco Forlanini, dove un'antica cascina agricola ha resistito a decenni di urbanizzazione, l'associazione Cascinet presenta HUM, un nuovo entusiasmante progetto che in occasione di Expo propone un calendario ricco di eventi. Si spazia dalla musica, all’arte a degli stimolanti workshop.

Perché HUM?

HUM è quel ronzio che si diffonde lento, sordo, incalzante, insistente, una bassa vibrazione, un suono martellante come la musica quando ti prende e non va più via. L’HUM viene percepito all’interno delle abitazioni, specialmente nelle ore notturne e più di frequente nelle aree rurali o suburbane. Per questo motivo, l’HUM a Milano dovrebbe rappresentare il suono della musica, il piacere dello stare insieme e della condivisione che ti trasporta fino alla cascina Sant’Ambrogio.

La tradizione incontra la modernità e l'agricoltura, rinata e valorizzata grazie agli interventi dell'associazione Cascinet rimanda al “nutrire il pianeta” di Expo.

Il ronzio di HUM è pronto a trasformarsi in quell'energia che sarà causa ed effetto delle varie iniziative che contamineranno le serate di chi non saprà resistere al suo ineffabile richiamo.

La musica prima di tutto; e proprio alla musica è dedicato il primo evento dell’8 maggio dove i Black Bottom e Missinred avranno l’occasione di esibirsi e di animare l'incredibile serata.

Ma non finisce qui…le serate sono numerose e per ogni gusto musicale! Si va dal reggae (Zap this night), al folk (HUMus terrae), al funk (We wanna funk), al jazz e allo swing. E c'è anche spazio per il suono del sentimento, nelle serate acustiche di HUMplugged.

Il brusio di HUM si trasforma nel suono di una fragorosa risata, quando sarà di scena HUMor, l'appuntamento con il cabaret, o nella rumorosa attività dei bambini, in occasione dei laboratori o altre attività a loro dedicate.

Non solo di musica è fatto HUM.

Performances, mostre, presentazioni di libri, incontri dedicati al food, ai temi di Expo e ai principali temi di attualità. C'è spazio per tutti!

HUM è l'anima sonora di CasciNet, che nel corso del 2014 è già diventata un punto di riferimento imprescindibile per centinaia di persone, un centro di multiservizi socio-culturale che in moltissimi stavano aspettando.

Seguite il ronzio. Seguite HUM.

 

HUMMilano

Cascina Sant’Ambrogio

Via Cavriana 38, MI

 

Per poter partecipare agli eventi sottoscrivete la tessera socio qui:

http://hummilano.com/tesseramento

Sito Web: http://hummilano.com/

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Dal 5 al 20 maggio 2015 torna a Milano “The Rocky Horror Show”, al Teatro della Luna.

Il celebre "The Rocky Horror Show" dopo dieci anni di assenza e in concomitanza con l’inizio dell’Expo debutterà nel capoluogo lombardo e sarà spettacolo di apertura del prestigioso Ravenna Festival dal 22 al 24 maggio al PalaCredito di Romagna a Forlì.

Saranno le uniche due tappe italiane della tournée europea di questa importante produzione internazionale firmata BB Promotion Gmb, uno dei maggiori punti di riferimento del live-entertainment europeo.

La storia del Rocky Horror non inizia con un film, ma con una piccola produzione teatrale a Londra, scritta da Richard O'Brien per tenersi occupato mentre cercava lavoro come attore. Il suo debutto risale al Royal Court Theatre Upstairs di Londra risale al 16 giugno 1973: era la prima di una serie di anteprime di un nuovo musical, descritto come “una mostruosa ragnatela di mutanti folli, docili travestiti e mostri muscolosi …”.

Si tratta di uno spettacolo leggendario, tradotto in tutte le lingue e visto in 5 continenti da oltre 20 milioni di persone nel mondo, da cui è stato tratto successivamente l’omonimo cult movie “The Rocky Horror Picture Show” (con Tim Curry e una giovane Susan Sarandon), una delle pellicole più proiettate in assoluto, di cui si festeggiano i 40 anni dall’uscita proprio nel 2015. Definito come “la madre di tutti i musical”, The Rocky Horror Show è uno spettacolo unico nel suo genere, con una strepitosa colonna sonora rock che include hit come “The Time Warp” e “Sweet Transvestite”, protagonisti irriverenti e bizzarri, e una speciale capacità di coinvolgere ed interagire con il pubblico.

 

The Rocky Horror Show

Rob Fowler: Frank’n’Furter Harriet Bunton: Janet David Ribi: Brad Stuart Matthew Price: Riff Raff Hannah Cadec: Columbia Maria Franzén: Magenta Vincent Gray: Rocky Charles Brunton: Eddie / Dr. Scott Phantoms: Jenny Perry, Amy Webb, Joshua Dever, Liam Ross-Mills Swings: Paul Knights, Jana Stelley

 

 

Dal martedì al venerdì ore 21 sabato ore 15.30 e 21 domenica ore 15.30

Primo settore  € 69,00 Secondo settore € 51,00 Terzo settore   € 36,00

Teatro della Luna

via G. di Vittorio,  6 - 20090 Assago (MI) 02 48857.7516 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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