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Per gli appassionati d’arte asiatica la Milano Asian Art, l’unica manifestazione italiana dedicata alla cultura millenaria d’oriente ormai alla sua sesta edizione, sarà visitabile fino al 30 maggio 2015 al Museo Poldi Pezzoli.

 

Milano Asian Art è nata nel 2010 in occasione della mostra di Palazzo Reale Giappone. Potere e splendore 1568 – 1868. L’impegno di Dalton-Somaré, Giuseppe Piva Gracis con l’ospite Joost van den Bergh, La Galliavola, David Sorgato, Mirco Cattai e Renzo Freschi, condiviso dopo Palazzo Reale da un’altra realtà istituzionale come il Museo Poldi Pezzoli, vuole essere esempio e contributo allo sviluppo di un sistema espositivo e organizzativo sempre più integrato e sinergico, e un tassello importante nell’identificazione di Milano quale città di cultura internazionale. Nei mesi in cui Milano è protagonista sulla scena internazionale con EXPO 2015, questa iniziativa offrirà ai milanesi e al numerosissimo pubblico internazionale di appassionati d’arte e semplici curiosi, un programma di mostre, eventi e iniziative culturali che si snoda nel cuore della città.

 

In questa occasione il Museo Poldi Pezzoli propone un percorso focalizzato sulle collezioni di arte orientale.

 

Gian Giacomo Poldi Pezzoli acquistò numerose opere orientali, incrementate nel corso del Novecento da importanti donazioni. In occasione di Milano Asian Art, i visitatori possono ammirare preziosi oggetti normalmente non esposti. Tra questi spiccano i 100 netsuke più significativi della Collezione Lanfranchi e la raffinata raccolta di metalli islamici del XV secolo. A questi si aggiunge il celebre Tappeto Persiano “di Caccia”, le porcellane cinesi e giapponesi, e, infine, un raro recipiente cinese da vino a forma di tapiro della dinastia Qing.

 

Gli oggetti del “il percorso orientale” sono segnalati con il simbolo dell’evento e descritti in una scheda distribuita all’entrata. L’ingresso è gratuito per i visitatori che presenteranno il biglietto d’invito di una delle Gallerie partecipanti ad Asian Art

 

Milano Asian Art è il collage affascinante del differente interpretare e vivere il comune trasporto di sette antiquari-collezionisti milanesi verso la millenaria cultura orientale. E’ l’insieme di collezioni che sono compendio, forse più immediato e probabilmente più intimo, alle opere di arte orientale presenti nella collezione creata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli. La galleria privata, a differenza del Museo e dalle mostre istituzionali offre l'occasione di innamorarsi di un oggetto, corteggiarlo, toccarlo, sentirlo proprio fino al punto di ambire possederlo... Milano Asian Art spera di unire, come a Londra e New York, la globalità degli appassionati perché è un percorso artistico e culturale rilevante e completo. Le sette mostre, affiancate dalla collezione del Museo Poldi Pezzoli, sono pensate e realizzate con competenza e attenzione critica, offrono una visione composita per matrici culturali perché dal Vicinoall’Estremo Oriente arrivano al sud-est asiatico attraverso il sub-continente indiano, una visione articolata in ordine di tempo spaziando dall’antichità al periodo contemporaneo e completa per tecniche e materiali proponendo bronzimarmi e pietregiade e laccheporcellane e avori, ma anche tappeti, tessuti, dipinti, sculture e la fotografia nella duplice veste di arte e testimonianza storico-sociale. Milano Asian Art è un percorso d’arte che rispecchia l’attualità delle ultime tendenze estetiche che in una matura evoluzione dello spirito minimalista hanno valorizzato la bellezza di queste opere oltre al puro valore intrinseco.

 

Orario: dalle 10,00 alle 18.00

Chiuso il martedì

 

Museo Poldi Pezzoli

Via Manzoni 12 02 79 4889/6334 02 45473811 www.museopoldipezzoli.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Lunedì 25 maggio 2015 alle 17,30: Aborigeni d’Australia poesia + arte + musica per il ciclo EVENTI SPAZIO POLIVALENTE MUDEC a cura del Tavolo Museo delle Culture del Forum Città Mondo.

 

Un close-up sulla cultura indigena d'Australia attraverso diverse modalità espressive quali la poesia, le arti visive e la musica. Con l’intervento degli autori saranno presentati come introduzione storica e letteraria sulla cultura indigena d'Australia i libri “Oodgeroo Noonuccal. Con 'We are Going' ” di Francesca Di Blasio e Margherita Zanoletti (Università degli studi di Trento, 2013) e “Inside Black Australia” a cura di Pericle Camuffo e Nicoletta Buttignon (Bologna: QuDu, 2013), incentrati su due pietre miliari della poesia aborigena del XX secolo, rispettivamente del 1964 e del 1988.

Interverrà poi Alberto Bolzani, esperto di arte aborigena australiana, che illustrerà tre quadri provenienti dalla collezione dell'Aboriginal Art Museum di Utrecht e prodotti presso il Papunya Tula Artists Centre, nel deserto centrale australiano. Il dott. Bolzani spiegherà il significato di ciascun dipinto, illustrando la tecnica, i contenuti, la storia e gli artisti coinvolti. Come conclusione è proposto l’ascolto di alcuni brani eseguiti live da Ilario Vannucchi al didgeridoo, strumento tradizionale e di grande suggestione scenografica e acustica.

 

Evento a cura di Università degli studi di Trento, QuDu Libri, in collaborazione con Galleria Bolzani e con la partecipazione di Survival International Italia. Con il patrocinio dell’Ambasciata d’Australia.

 

Aborigeni d’Australia

poesia + arte + musica

lunedì 25 maggio 2015, ore 17,30

MUDEC - museo delle culture

 

via Tortona 56, Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.mudec.it http://tavolomudec.wordpress.com

 

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Dal 19 al 25 maggio 2015: “La notte che il nulla inghiottì la terra”. La storia della ritirata dal Don rivive nel racconto di un alpino. Al Teatro Libero di Milano.

 

Un soldato, come un'apparizione, come un'anima insepolta e costretta a vagare, ritorna per raccontare una storia: la storia della ritirata dal Don, tragico epilogo della campagna di Russia, compiuta dall'esercito italiano tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943, una tragedia lontana e vicina allo stesso tempo, nell'epoca delle "guerre umanitarie" e delle "bombe intelligenti". La narrazione prende le mosse dall'estate 1942, alla vigilia della partenza dell'Armata Italiana in Russia. L'alpino Trentini Rolando è al tempo stesso narratore e protagonista del racconto e nella sua evocazione rivivono i compagni trasportati su verso le steppe della Russia, l'entusiasmo della partenza e la fiducia nel Fascismo, il ricordo del giovane amico d'infanzia Zamboni, del tenente Benvenuti, degli affetti familiari abbandonati in un'Italia lontanissima, delle prime battaglie, della vita quasi normale nella trincea sul fiume Don, dei primi freddi e dei quaranta gradi sottozero del gelido inverno russo. Il racconto di Trentini inizia con uno stile verboso e prolisso, anche se si rifà a un linguaggio popolare, e con il procedere della vicenda diventa sempre più asciutto e preciso, mutandosi in azione. Ripercorrendo l'eroica resistenza di uomini stremati e non equipaggiati, le battaglie disperate per guadagnare la via del ritorno a casa, la bestialità delle condizioni di vita e la profonda umanità di chi, per un calcolo militare irresponsabile, si è trovato a percorrere quasi mille chilometri a piedi nella neve, riporta sulla scena la ferita aperta di un passato ingiusto e insepolto.

Marco Merlini

 

 

Testimonianza di Nelson Cenci (1919-2012), ufficiale degli alpini del Battaglione Vestone e reduce della ritirata di Russia il cui nome ricorre innumerevoli volte nel romanzo di Mario Rigoni Stern Il sergente nella neve: «Sono profondamente commosso perché nello spettacolo ho rivissuto tutta la tragedia che ho sofferto in terra di Russia e mi ha ricordato tanti compagni che abbiamo lasciato nella neve. Attraverso le parole del protagonista - l’alpino Trentini Rolando - interpretato da Michele Bottini, ho rivissuto il viaggio in tradotta, il nostro lungo camminare nella polvere che entrava dappertutto. Ho rivissuto il 1° di settembre quando della mia compagnia di 335 uomini ne sono rimasti soltanto 36, i giorni del ripiegamento quando siamo rimasti di retroguardia sul Don. Ho rivissuto i giorni del dolore quando si partiva al mattino certi che la sera sarebbe finito tutto e alla sera si ringraziava il cielo di essere sopravvissuti. Ma non c’era domani, non importava più di vincere o di perdere. Non importava nulla, importava solo di stendersi sulla neve e attendere in questo modo la morte».

 

Trailer dello spettacolo:

  • parte prima
  • parte seconda
 

SKENÉ COMPANY MILANO

Skené Company Milano, compagnia teatrale attiva a Milano dal 2006, nasce da un nucleo di professionisti che circuitavano all’interno del Piccolo Teatro e della Paolo Grassi. Rispecchiandosi nell'ideale strehleriano di teatro, la Compagnia mira a recuperare un modo di fare teatro “onesto”, vicino al sentire quotidiano del pubblico, con uno stile attuale e vivo, in un momento sia storico sia teatrale molto difficile.

 

Dal 19 al 25 maggio 2015

 LA NOTTE CHE IL NULLA INGHIOTTĺ LA TERRA 

di Emanuele Fant e Marco Merlini 

regia Marco Merlini

      con Michele Bottini

costumi Francesca Zucchelli

fisarmonica Davide Baldi

       produzione Skenè Company Milano

 

Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano 02 8323126 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.teatrolibero.it

BIGLIETTI Intero € 21,00 Ridotto under26 e over60 € 15,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00 Allievi altre scuole di teatro € 13,00 Prevendita € 1,50

 

ORARIO SPETTACOLI Da lunedì a sabato ore 21.00 Domenica ore 16.00

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All’interno del palinsesto Expo in città 2015, il Teatro Officina presenta “A Tavola, si mangia! Ma chi mangia…?” in scena il 15 e il 16 maggio ore 21,00.

 

Attraverso un menù di grandi autori della letteratura e della poesia nazionali ed internazionali si riscoprono le tradizioni della cucina “povera”, contadina e popolana. Da Campanile a Scarpetta, da Neruda a Prevert, chiudendo con Camilleri e con un’esilarante carrellata di commenti culinari e ricette di Totò.

 

Da  tre anni il Teatro Officina porta in giro per i cortili del suo quartiere uno spettacolo che intreccia brani di letteratura colta e popolare sul tema del cibo.

Il lavoro del Teatro Officina sul cibo non è una produzione occasionale per EXPO, semmai il contrario: una pratica di Teatro Sociale che si confronta abitualmente con feste popolari di quartiere - spesso auto-organizzate dai cittadini per ridare socialità a territori cosiddetti “a rischio” – inevitabilmente intercetta il cibo come luogo della convivialità, e si pone quindi il compito di indirizzarlo in senso culturale.

 

Questo lavoro teatrale, nato sui marciapiedi di via Padova e di via Crespi, nei cortili di via Celentano e di via S. Elembardo, nel mercato comunale di Viale Monza, viene portato sul palcoscenico mantenendo intatta la relazione “corpo a corpo” con il pubblico, tipica delle feste popolari: gli attori scendono fra il pubblico e si muovono liberamente fra gli spettatori, poi risalgono sul palco e poi riscendono creando una polarità alto/basso che è la medesima su cui i contenuti testuali lavorano: un’altissima letteratura che magnifica le virtù di  cibi raffinati da un lato, una straordinaria cultura poetica e popolare che esalta la semplicità sublime della cucina povera dall’altro.

 

La tappa finale di questo percorso (a ottobre)  sarà una Cena degli ultimi, una sorta di luogo simbolico  per i poveri del mondo. Al  centro il grande tema di una più equa distribuzione delle ricchezze, e la tutela di un cibo semplice e buono, che diviene così anche nutrimento spirituale.

 

 15-16 maggio ore 21

Teatro Officina, via Sant’Elembardo 2

A TAVOLA, SI MANGIA! MA CHI MANGIA..?

Spettacolo preludio all’ Ultima Cena: La cena degli ultimi

Testi scelti da Maurizio Meschia

Regia Massimo de Vita

Con Massimo de Vita, Tano Avanzato, Lorenza Cervara, Maria Letizia Dorsi,

Anna Lisa Iodice, Stefano Grignani, Sebastian Luque Herrera, Adriano Rizzo,

Luana Spagnoli

 

INFO:

Orari spettacoli: Feriali ore 21.00 – Festivi ore 16.00 Ingresso con tessera associativa annuale €10 Prenotazione gratuita e obbligatoria sul sito www.teatroofficina.it

 

Teatro Officina via S. Erlembardo, 2 MM1 Gorla | Bus 44 e 86

Informazioni e prenotazioni: LUN-VEN: 9.30-17.30 tel: 02.2553200 | fax: 02.27000858 | cell: 3491622028 | e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | sito web: www.teatroofficina.it

 

 

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Il 12 maggio 2015 l’associazione cramum e la Fondazione Giorgio Pardi, insieme a Comune di Milano, Città Metropolitana di Milano, Edicola Italiana, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Studio Museo Francesco Messina e Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, presentano a Palazzo Isimbardi la Mostra internazionale FRANGIT NUCEM & 3° edizione del premio cramum. Le opere in mostra rispondono al tema di questa edizione è “Cos’è l’arte contemporanea?”.

 

Il progetto, ideato da Sabino Maria Frassà e Andi Kacziba, è volto a sostenere i migliori giovani artisti in Italia, mettendoli in mostra con 10 artisti di fama internazionale. Per la 3° edizione gli artisti di fama internazionale fuori concorso sono: Alberto Di FabioAndi Kacziba (Ungheria), Ingar Krauss (Germania), H.H. Lim(Cina, Biennale di Venezia 2013), Franco Mazzucchelli (Biennale di Venezia 1976), Paolo Peroni (vincitore Premio cramum 2014), Cheryl Pope (USA), Gerda Ritzmann (Svizzera),Daniele Salvalai (vincitore Premio cramum 2013), Eva Sørensen (Danimarca, Biennale di Venezia 1982). I 10 giovani (under 35) finalisti del Premio cramum, provenienti dal tutto il Mondo, che hanno vissuto o lavorato nel nostro Paese: Alessio Barchitta, Ilaria Beretta, Alex Bombardieri, Juri Ceccotti, Michele Ciardulli, Adam Nathaniel Furman (Regno Unito),Rafael Megall (Armenia), Chiara Piantoni, Francesca Piovesan, Luisa Turuani.

 

Il vincitore del Premio vince un cubo realizzato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano con il Marmo di Candoglia e ha facoltà, a due anni dalla sua vittoria, di allestire una mostra site-specific presso lo Studio Museo Francesco Messina. Quest’anno la mostra site-specific è quindi allestita da Daniele Salvalai, vincitore del Premio Cramum 2013. La mostra, intitolata “SQUARTO – Carne da macello” verrà inaugurata mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 (Via San Sisto 4, Milano).

 

Il 12 maggio viene presentata anche la pubblicazione <<FRANGIT NUCEM – Cos’è l’arte contemporanea?>> edita SKIRA, curata da Sabino Maria Frassà. La risposta è data attraverso i testi critici di Leonardo Capano, Cristiana Collu, Julia Fabényi, Sabino Maria Frassà, Angela Madesani, Demetrio Paparoni e gli estratti dal corto “Indagine sull’arte, oggi”: Michela Moro, Antonello Negri, Renato Rizzo.

 

“…l’arte contemporanea, oggi, non riesce più ad essere né promessa futurista né verità rivelata. Essa è piuttosto origine di sempre nuovi pensieri deboli, che attraverso un processo continuo di interpretazione e reinvenzione “muovono” l’uomo ad evolversi al di là del proprio tempo.” Sabino Maria Frassà

 

FRANGIT NUCEM & 3° premio cramum

COS'E' L'ARTE CONTEMPORANEA?

Palazzo Isimbardi, Corso Monforte 35, Milano

Inaugurazione e premiazione: martedì 12 maggio ore 17.30

La mostra è aperta dal 13 al 18 maggio 2015 10.00 – 18.00

Promotori: Fondazione Giorgio Pardi & Associazione Cramum

Curatore e Direttore Edizione 2015: Sabino Maria Frassà

Ideatori: Sabino Maria Frassà & Andi Kacziba

Pubblicazione: SKIRA

 

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 Il sogno di un uomo ridicolo, racconto onirico, surreale, fantascientifico di Dostoevskij, viene riarrangiato sotto forma di pièce teatrale omonima da Gabriele Lavia, in un intenso spettacolo, proposto per l'unica data dell'11 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano

  

Difficile esprimere le emozioni suscitate dal testo di Dostoevskij, così complesso ed affascinante, eppure Lavia con la sua celebre interpretazione quel malessere esistenziale lo incarna alla perfezione, raccontando la storia di un uomo rinchiuso in un manicomio, che dopo aver desiderato il suicidio si abbandona ad un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della verità. In scena una profonda riflessione sulla condizione umana.

 

Si tratta della storia di un uomo che ripercorre la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. Perciò corteggia l’idea del suicidio e, giunto all’età di 46 anni, decide di metterla in pratica. Invece si addormenta davanti la pistola carica e inizia un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘verità’. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti che sono puri e innocenti, e in quella purezza lui per la prima volta non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui lui proveniva.

 

L'uomo ridicolo è l'uomo del ‘sottosuolo’, cioè di quell’inferno sulla terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri. Essi si sottomettono alle pene di questo inferno, come per una fatalità crudele e misteriosa e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un’esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente.                                                                            

    Gabriele Lavia

 

 

Lunedì 11 maggio 2015

Ore 20.30

Sala Grande

Gabriele Lavia

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

di Fëdor Dostoevskij

 

 

Prezzo Intero 40€/32/25€ Ridotto Over60 20€/18€ (+2€ pr); Under26 18€/15€ (+2€ pr);

 

INFO via Pier Lombardo, 14 02 59995206 www.teatrofrancoparenti.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Secondo e terzo appuntamento della rassegna Contagio: dal 9 al 14 maggio con gli spettacoli Desideranza e Chi ha paura delle badanti? al Teatro Elfo Puccini.

  

9 - 11 maggio

DESIDERANZA

di e con Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi produzione Teatrialchemici Segnalazione speciale Premio Scenario 2007

 

L’azione si svolge nella soffitta di una casa in un paese indefinito e racconta, in piano sequenza, 50 minuti della vita di Pino e Sergio, due fratelli (uno sano e uno con difficoltà psicofisiche) da sempre costretti in casa dall’infermità della loro madre, forse per vergogna, forse per necessità. Pino, privato di una vita propria, per sopravvivere a una situazione familiare insostenibile, ha elaborato col tempo un codice di comunicazione col fratello malato che prevede un continuo ricorso al gioco. Il loro rapporto simbiotico, logorato negli anni di continua solitudine e vicinanza forzata, li ha resi uno indispensabile all’altro, per questo Pino ha bisogno di Sergio anche per questo ultimo disegno che ha in mente.

È la festa di S. Antonio e i due si preparano al passaggio della processione del Santo Patrono che avverrà da lì a poco sotto la loro finestra; una preparazione giocosa, frenetica e paradossale, un pretesto per chiudere i conti col passato e per farsi trovare puliti e pronti, vuoti e leggeri, senza cibo nello stomaco e zavorre nella testa, quando il Santo, la banda e il popolo dei fedeli passeranno sotto i loro occhi, testimoni scelti della loro rivincita, della loro ultima spettacolarizzazione verso la tanto desiderata felicità.

 

 

12 - 14 maggio

CHI HA PAURA DELLE BADANTI?

testo e regia Giuseppe Massa con Emiliano Brioschi, Simona Malato, Cristiano Nocera luci Cristian Zucaro suono Vincenzo Aiello produzione A. C. Sutta Scupa

 

Un dramma sulla schiavitù moderna. In Italia la stragrande maggioranza delle migranti rumene trova occupazione come badante presso le abitazioni di anziane bisognose di cure o nelle case di giovani donne afflitte da handicap. Per i rumeni di sesso maschile trovare lavoro risulta invece assai più complicato. Questa semplice analisi occupazionale compiuta sulla comunità col maggior numero di presenze in Italia, mi ha rimandato con sorpresa alle Serve di Jean Genet, e in particolare al suo gioco delle apparenze portato alle estreme conseguenze.

Nello spettacolo dunque, Emil e George fingono di essere due donne riuscendo ad accaparrarsi i due posti di badante di cui Olga, una giovane italiana paraplegica sin dalla nascita, ha bisogno. Qui si genera un prima finzione teatrale, in verità preceduta da altre finzioni: i migranti rumeni sono interpretati da due attori italiani; Olga da una “sanissima” attrice. Questa scelta mi ha permesso di affrontare la materia da un punto di vista più prettamente politico, rifuggendo a priori tutto ciò che sarebbe potuto scadere in uno smielato buonismo. Olga controlla, spia, ruba frammenti di vita a Emil e George. L’erotica morbosità con la quale osserva i due migranti potrebbe essere la risposta al perché faccia finta di non accorgersi che in realtà di fronte a lei si trovano due uomini che, a loro volta, fingono di essere due donne. Giunti a questo punto, la domanda che ci siamo posti è stata la seguente: quali conseguenze provoca nell’animo umano vivere in un costante clima di umiliazione e alienazione? Ne è uscita fuori quasi una commedia degli equivoci che attraverso il lato grottesco della realtà prova a rendere manifesta la tragedia di tutti i popoli migranti.

 

 

CONTAGIO – Relazioni intercorse tra Milano e Palermo - è una proposta ideata da Phoebe Zeitgeist e presentata per la prima volta allo Spazio Tertulliano di Milano nel 2013. Allora gli spettacoli presentati erano stati: Preghiera - atto osceno, Desideranza e Chi ha paura delle badanti?. Nell'edizione 2015 per Nuove storie si aggiunge Paranza (Il miracolo).

CONTAGIO è l'occasione di vedere riunite in un unico contesto ricerche diverse in esiti e provenienze, accomunate da uno studio particolare della parola e dall'intento di ridiscutere la contemporaneità attraverso il lavoro della messinscena. La rassegna è caratterizzata infatti da drammaturgie originali in cui il linguaggio è indagato in molte delle sue direzioni: la poesia, il tecnicismo, il meticciato, sono alcune delle frontiere di questa escursione.

 

Dal martedì al sabato: ore 19,30 Domenica: ore 15,30 Intero 15€ Ridotto 11,50€

 

Teatro Elfo Puccini Sala Bausch Corso Buenos Aires 33 02.00660606 www.elfo.org

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Hernandez Art Gallery, in collaborazione con il Consolato Generale del Perù a Milano, presenta il progetto artistico "Il Tempio dell’Apu" dell’artista peruviano Alejandro Fernandez, una doppia mostra con due incredibili inaugurazioni.

La prima il giorno 9 maggio, alle ore 19:00, presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore di Milano. L’artista, oltre a esporre alcune opere, eseguirà la performance “La Montagna dell’Apu”: un'installazione composta da sacchi di juta colmi di sabbia, simbolo della terra e del raccolto, che verranno sferzati con tagli dall'artista e successivamente dai visitatori, chiamati a partecipare attivamente, diventando così parte integrante della performance. Il taglio che ognuno deciderà di dare al sacco, sia esso deciso, timoroso, sfuggente, svelerà la natura del destino di ognuno di noi. L'Apu (montagna, in lingua Inca) che si formerà dalla caduta della sabbia, rappresenta tutti gli Apu a cui, ancora oggi in Perù, vengono portati doni e offerte per augurare un buon raccolto. Questa simbologia viene ripresa nelle opere di Alejandro Fernandez: il gesto del taglio, durante la performance, è analogo alle spatolate gestuali sulle tele, entrambi rimandano alle casualità del destino di ognuno di noi.

La seconda inaugurazione si terrà il 21 maggio 2015, ore 19:00, presso gli spazi dell’Hernandez Art Gallery di Milano, in via Copernico 8, dove la mostra vera e propria proseguirà sui due piani della galleria. Durante la serata, vi sarà una performance a sorpresa dell’artista e un aperitivo a base di Pisco, tipico liquore andino.

Oltre alle due esposizioni, si svolgeranno tre incontri che ruoteranno sul tema del cibo, presso la Sala Conferenze della Fabbrica del Vapore, organizzati dal Consolato Generale del Perù, in collaborazione con gli Uffici Commerciali dell'Ambasciata Peruviana in Italia. L’evento, espressamente richiesto durante il periodo Expo 2015, ha l’obiettivo di far comprendere alla città di Milano e al mondo intero la complessità e la vivacità della cultura peruviana che affonda le radici nel proprio passato, senza dimenticare la contemporaneità e il futuro. L'intero progetto si propone di far conoscere, attraverso le opere e le performance dell'artista, le tradizioni e i simboli che sono alla base della cultura Inca, ponendo l'attenzione su un tema importante come l'alimentazione. Infatti, dall’osservazione attenta dei lavori dell’artista si possono scorgere mezze lune e soli, simbologie alla base della cultura Inca, che determinano e raffigurano il passare del tempo e delle stagioni, fondamentali per i cicli dei raccolti.

 

BIOGRAFIA

Alejandro Fernández Centeno nasce nel 1969 ad Ayacucho, paese tra le montagne peruviane. Dopo gli studi di Arti Plastiche, presso la Scuola Superiore di Belle Arti del Perù, si trasferisce a Milano, dove tuttora vive e lavora. A oggi è uno dei principali artisti contemporanei della sua Nazione, protagonista di numerose Esposizioni Collettive in Italia, in Perù e in Svizzera, oltre ad essere vincitore di rinomati Premi, tra i quali “Medaglia d’oro” Banco de Crédito en la Escuela Nacional de Bellas Artes del Perù, secondo premio “Estàndar Internacional Club Peruano de Orquìdeas”, Lima Perù e terzo premio pittura alla “Primera Conferencia Internacional del Orquìdeas”, Vancouver, Canada.

 

Hernandez Art Gallery

Prima inaugurazione 9 maggio 2015 ore 19:00 presso la Sala Nono Uno della Fabbrica del Vapore In mostra fino al 21 giugno 2015 alla Fabbrica del Vapore Via Procaccini 4, MI

CONTATTI Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: http://www.fabbricadelvapore.org/it/

Seconda inaugurazione 21 maggio 2015 ore 19:00 In mostra fino all’ 11 giugno alla Galleria Hernandez Via Copernico 8, MI

CONTATTI Telefono: 02.67430252 / 338.5805011 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sito Web: www.galleriahernandez.com

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Il 9 maggio, la Fondazione Prada inaugurerà la sua nuova sede a Milano, in Largo Isarco. Creata da Miuccia Prada e dal marito Patrizio Bertelli, è un’istituzione dedicata all'arte contemporanea e più in generale alla cultura, e promuove mostre ed eventi culturali.

La sede milanese della Fondazione è stata progettata dallo studio OMA di Rotterdam, do Rem Koolhaas, architetto di fama mondiale, e sarà composta da edifici pre-esistenti appartenenti a una distilleria risalente ai primi Novecento, combinati sapientemente con tre nuove costruzioni (Podium, Cinema e Torre), per una superficie totale di 19mila metri quadri, di cui 11mila destinati ad attività espositive. All'ingresso, il pubblico sarà subito accolto da due spazi, nati da preziose collaborazioni: un’area didattica dedicata ai bambini è stata sviluppata con gli studenti dell’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles, mentre il Bar Luce porterà l'eccellente firma del regista statunitense Wes Anderson, che ha ricreato l’atmosfera dei tipici caffè di Milano: la decorazione del soffitto e delle pareti riprodurrà in “miniatura” uno dei simboli della città, la Galleria Vittorio Emanuele, mentre gli arredi interni in formica, le sedute e il pavimento in terrazzo saranno omaggio al cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta.

In occasione dell’inaugurazione, Fondazione Prada presenterà la mostra "Serial Classic", curata da Salvatore Settis in collaborazione con Anna Anguissola, che attraverso più di 60 opere, indagherà la serialità nell'arte classica e il rapporto tra originale e copia, specialmente in riferimento alla produzione romana della tarda Repubblica e dell’Impero, quando era diffusa la consuetudine di replicare i grandi capolavori scultorei dell’arte greca. Saranno tre inoltre i progetti espositivi che si susseguiranno: "An Introduction" (9 maggio 2015 – 10 gennaio 2016), mostra nata da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant, "In Part" (9 maggio-31 ottobre 2015), a cura di Nicholas Cullinan, e "Trittico" una strategia espositiva dinamica concepita dal Thought Council (Shumon Basar, Nicholas Cullinan, Cédric Libert).

Per quanto riguarda il cinema invece, la Fondazione "ospiterà" "Roman Polanski: My Inspirations", un documentario concepito dal regista per la Fondazione Prada e diretto da Laurent Bouzereau, ripercorre le fonti d’ispirazione della sua opera cinematografica. In più, ci saranno le attività di un’Accademia dei bambini e gli splendidi spazi raccolti della Haunted House.

Organizzata su quattro livelli, questa “casa degli spettri” ha due-tre piccoli ambienti per ogni piano, ognuno dei quali ospiterà una o due opere (di Louise Bourgeois e Robert Gober). È davvero insolito vedere l'arte esposta in un percorso verticale ma il respiro che viene da questo tipo di organizzazione spaziale è piacevolissimo: dà infatti il giusto rilievo a ogni oggetto/installazione e, al visitatore, costretto a muoversi su scale o con un montacarichi, il tempo di assorbirlo e di tenerlo dentro di sé. La Galleria Sud invece, sarà adibita ad ospitare la collezione permanente della Fondazione, dove l'allestimento è molto suggestivo. Si parte dagli anni Sessanta e si finisce in una grande “quadreria” con decine di opere più contemporanee esposte tutte insieme. Al centro di questo percorso, però, uno studiolo della fine del Quattrocento crea un piacevole legame con il passato e “rompe” il divenire cronologico della collezione. Dietro una porta nell'ultima stanza della Galleria Sud, poi, si cela un vero e proprio gioiello: un deposito con“veicoli d'artista”, macchine realizzate da Elmgreen & Dragset, Carsten Höller & Rosemarie Trockel, Tobias Rehberger, Gianni Piacentino e Sarah Lucas.

 

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Si rinnova dunque la ormai consolidata collaborazione tra Fondazione Cineteca Italiana e Trento Film Festival, grazie alla quale torna per il sesto anno l’appuntamento a Milano con l’appena conclusosi Trento Film Festival 2015. Un gemellaggio che ha portato anche quest’anno, sul fronte del cinema per ragazzi, alla presentazione, durante la 63esima edizione del Festival a Trento, di una selezione di titoli per l’infanzia scelti tra i maggiori successi del Festival Piccolo Grande Cinema, organizzato annualmente dalla Cineteca di Milano, e dai classici conservati dalla Cineteca.

La rassegna in programma a Spazio Oberdan è frutto di una selezione dei film presentati alla sessantatreesima edizione del Festival, realizzata in accordo con il Direttore Luana Bisesti e il Responsabile del Programma Cinematografico Sergio Fant. Tante opere provenienti da ogni parte del mondo, quasi tutte in anteprima per Milano.

 

Tra i titoli proposti, con i registi che saranno presenti in sala, il documentario Qui di Daniele Gaglianone, sul rapporto tra gli abitanti della Val Susa e gli attivisti No Tav; Alberi che camminano di Mattia Colombo, da un’idea di Erri De Luca, che indaga il rapporto tra gli alberi e l’uomo, distribuito da Feltrinelli Real Cinema; Ninì, di Gigi Giustiniani e Raffaele Rezzonico, storia della devozione per l’alpinismo di Ninì Pietrasanta e dei filmati da lei girati; Grimpeurs di Andrea Federico, ricostruzione di una delle pagine più drammatiche dell’alpinismo, la tragedia del Pilone Centrale del Freney sul Monte Bianco. Per finire, il grande documentarista Folco Quilici presenterà il suo ultimo lavoro, Animali nella Grande Guerra, tragico resoconto dello sfruttamento degli animali nel corso di azioni militari durante la Prima guerra mondiale, e Alfredo Covelli racconterà la sua lotta contro la paralisi in With Real Stars Above My Head.

 

Tra i film internazionale più interessanti troviamo Valley Uprising, uno dei più bei documentari sull’arrampicata, ambientato nello scenario mozzafiato della Yosemite Valley. Ma c’è anche lo spettacolare L’ultimo lupo del regista de Il nome della rosa Jean-Jacques Annaud, straordinario e spettacolare racconto del rapporto tra un insegnante nella Cina contadina e un cucciolo di lupo da lui salvato dal massacro della specie ordinato dal governo. In programma anche, in anteprima a Trento e successivamente a Milano, il film Senza sole né luna (Luciano Ricci, 1963), dedicato all’impresa del traforo del Monte Bianco che fu presentato proprio al Festival di Trento nel 1964 e che sarà riproposto in edizione restaurata dalla Cineteca Italiana.

 

E per gli appassionati di alpinismo è da non perdere l’incontro con Nives Meroi, autentica leggenda dello sport italiano, che presenterà il suo libro Non ti farò aspettare, edito da Rizzoli. Un’occasione per ascoltare direttamente dalla voce della propria protagonista i racconti di una vita spettacolare, interamente passata tra le vette sempre alla ricerca di nuove straordinarie imprese.

 

 

VI edizione

TRENTO FILM FESTIVAL A MILANO

DAL 18 AL 24 MAGGIO

Spazio Oberdan

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

  

INFO:

02.87242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.cinetecamilano.it

 

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera, possessori di tessera CAI e studenti universitari: € 5,50 Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari € 3,50. Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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