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Giovedì, 13 Novembre 2014 14:28

L'ultimo viaggio del Drugo

Si è spento a 67 anni Warren Clarke, attore inglese noto al grande pubblico per la sua interpretazione in Arancia Meccanica, film del 1971 del maestro Stanley Kubrick.  Da poco tempo lottava contro un male incurabile.

 

Meno conosciuto rispetto a Malcolm McDowell, suo partner nel film di Kubrick, Clarke era riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nelle serie tv inglesi e in alcuni film hollywoodiani. Recitò, agli inizi della sua carriere, nella soap opera Coronation Street, prima di acquisire grande fama in Gran Bretagna per il suo ruolo da protagonista nella serie televisiva “Dalziel and Pascoe”. Fu anche il capitano Lee nel film “Robinson Crusoe” del 1989.

 

Memorabile rimane il ruolo di Dim, personaggio di Arancia Meccanica che lo ha consegnato di diritto alla storia del cinema. Teppista pavido e succube del comandante indiscusso Alex DeLarge, Dim è il primo del gruppo a ribellarsi. È protagonista di una delle scene più famose del film, quando Alex, irritato per una battuta detta da Dim poco prima, decide di ferirlo a una mano e gettarlo in un lago artificiale, dal quale riesce ad uscire a malapena.

 

Questa volta Warren Clarke non ce l’ha fatta, ma ha ottenuto in cambio un posto nel Pantheon del cinema.

 

Pubblicato in Cultura
Venerdì, 26 Aprile 2013 18:30

Lo zio muore sempre due volte

“Sto accompagnando la tua ragazza a casa, lei ride per non piangere e dice: come sono finita con una persona il cui senso dello humour peggiora di giorno in giorno?”

Cosi cantava Morrissey nel 1991, anno della pubblicazione del suo secondo album da solista Kill Uncle ,da molti ritenuto un mezzo passo falso rispetto all’esordio sfolgorante di Viva Hate, registrato dall’ex frontman degli Smiths nel 1988.

Nonostante la presenza in studio di mostri sacri del mixer, quali i produttori dei Madness e di Elvis Costello, il disco lasciò l’amaro in bocca ai fan ancora in lutto per lo scioglimento dello storico gruppo capeggiato da Moz e dal chitarrista Johnny Marr.

Ventidue anni dopo, Kill Uncle ritorna nei negozi di dischi, con una nuova copertina, foto inedite e una tracklist diversa dall’originale.  La ristampa si inserisce in un progetto più ampio di restauro del back catalogue del John Keats del rock alternativo targato Madchester, e segue di un anno lavori più maturi quali SouthPaw GrammarMaladjusted, l’antologia Bona Drag e il già citato Viva Hate.

Kill Uncle, uscito in Inghilterra su cd e vinile l’8 aprile su etichetta Parlophone, non manca tuttavia di chicche che faranno la gioia degli amanti del microcosmo messo in versi da Morrissey nelle sue canzoni:giovani in fiore e che si avvicinano timidamente all’amore, ragazzi che trascorrono le lunghe giornate estive leggendo poesie, adolescenti schiacciati dal pugno di ferro dell’Iron Lady e che trovano unico conforto nella bellezza immortale e incorrotta della musica.

La voce di Morrissey, a metà tra il falsetto e il salmodiare di un muezzin, conduce l’ascoltatore in un viaggio sognante tra la ricerca dello stordimento in cui annegare i propri pensieri (Our Frank), la speranza in una morte senza eredi (I’m the end of the family line) e la felicità dopo la morte (There’s a place in hell for me and my friends).

C’è anche spazio per la cover di East West degli Herman’s Hermits e la B-side Pashernate Love.

In contemporanea con l’uscita del disco, Morrissey si è lanciato in un ambizioso progetto, ossia ristampare, in 3 versioni diverse, il singolo del 1989 The Last of the famous international playboys; ogni versione (vinile, cd e digital download) contiene un brano inedito registrato dal vivo per la BBC nel 2011.

Manchester, here we come!

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Martedì, 12 Marzo 2013 18:40

Amori senza fine: Birkin e Gainsbourg

Quando l'amore è stato folle, esclusivo e drammatico non può finire. Neppure a distanza di anni e con la scomparsa di uno dei due protagonisti. Jane Birkin è Serge Gainsbourg si conobbero alla fine degli anni '60 sul set del film Slogan e fu subito amore folle e repulsione caratteriale. Lei era bellissima e di grande fascino, aveva già fatto innamorare mezzo mondo con la scena di nudo nel film di Antonioni del 1966 e aveva una carriera di modella, cantante e attrice già consolidata. Lui era il dannato, tenebroso, arrogante e geniale attore e cantante icona della musica sofisticata, poetica e impegnata degli anni cinquanta e sessanta del Novecento. L'attrazione tra i due fu immediata e travolgente. Così come il declino successivo. Jane e Serge alla fine erano troppo diversi. Lui, affatto bello ma dal fascino fatale, si divertiva a ignorare quasi tutte le donne, le snobbava e non le considerava quasi mai alla sua altezza. La Bardot lo aveva lasciato proprio per questo, stufa di essere considerata una bambolina bionda e basta. Jane, però, era diversa. Non solo era caparbia e molto bella ma anche una straordinaria artista, versatile e brillante, che garantiva successo e fortuna a tutto quello in cui si impegnava. Jane sfilava indossando semplici magliette con coulisse e dopo qualche ora tutte le ragazze di Londra ne volevano una; i fan rubavo spezzoni dei suoi film per poterli rivedere a casa in maniera ossessiva, la sua voce sensuale faceva vendere migliaia di copie di dischi in pochi giorni. Serge Gainsbourg era un intellettuale snob e scorbutico ma non era stupido e capì che con la bellissima Jane avrebbe potuto condividere la vita privata ma anche quella artistica. I due entrarono in sala di incisione e ne uscirono con la canzone scandalo degli anni '70 Je t'aime...moi non plus. Il loro sodalizio, finché durò, fu perfetto. Pellicole, dischi, vita mondana e artistica spinta al massimo e nel 1971 la nascita della loro figlia, Charlotte, oggi tra le attrici più sofisticate e brave della sua generazione. Intanto Jane all'apice della sua carriera gira con i maggiori attori del suo tempo come Hills, Schneider, Delon, Belmondo. Diventa una icona di nome e di fatto perché Hermes, dopo aver dedicato la Kelly alla principessa di Monaco, disegna una borsa tutta per lei, la Birkin ( oggi la borsa più amata dalle attrici di Hollywood), insomma è il periodo d'oro di Jane. Proprio in questo momento, però, tra lei e Gainsbourg qualcosa si rompe. Lui diventa geloso e più aggressivo del solito. Si chiude in se stesso e fa un uso massiccio di alcol. La Birkin capisce che il rapporto non è più recuperabile e che gli alcolici hanno preso nella vita di Serge il posto di lei e della sua arte. Perciò lo lascia e continua la sua vita, sposando e frequentando altri uomini. Fino a che Gainsbourg non la richiama e non le regala tre bellissimi e intensi album, tutti nuovi e da cantare sulla loro storia d'amore e sul loro legame. Jane e Serge così ritornano a loro modo uno nella vita dell'altra, fino al 1991, anno della morte di Gainsbourg. Jane continua la sua carriera di attrice e cantante e nel 2011 decide di omaggiare il grande amore della sua vita (l'uomo del suo destino) con una tournée nei maggiori teatri del mondo dove canta solo le canzoni scritte da Serge. In Italia Jane Birkin si è esibita il 7 e 8 marzo a Roma e Milano, incantando tutti con la sua sofistica voce e con il suo immutato fascino ma soprattutto con i testi di Serge Gainsbourg. E questo è ancora amore.
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Creature di Nerospinto che amate il teatro della dissacrazione,  dell’ eccesso e della follia non potete perdervi l’appuntamento con “Il Don Giovanni - Vivere è un abuso, mai un diritto” diretto e interpretato da Filippo Timi in scena fino al 24 Marzo al Teatro Parenti.

 

Dopo l’Amleto, con il Don Giovanni, Filippo Timi continua il suo percorso di riscrittura e di reinterpretazione di testi classici  intervenendo sull’opera mozartiana con una forte carica di humor nero. L'artista riscrive a modo proprio il mito del celebre seduttore che, consapevole della propria morte, si trova semplicemente a rincorrerla, mentre attorno a lui si muovono le donne della sua vita.

 

Il Don Giovanni di Timi è il prototipo di una umanità volubile e licenziosa, che ha fame di potere e ama la mistificazione e l’autoinganno, proprio perché sa che è condannata ad estinguersi e non potrà esimersi dal suo appuntamento con la morte. Egli ha capito che la vita è ingiusta, una farsa che si trasforma in tragedia, e che la vita è giustificata solo dalla morte.

 

Lo spettacolo offre una scenografia ricca e azzardate contaminazioni musicali, e vede tra i protagonisti Marina Rocco, frizzante volto femminile della scena attoriale italiana.

 

Con il Don Giovanni Filippi Timi si conferma l’artista più irriverente e amato del panorama italiano, ovunque vada, qualunque cosa faccia, stupisce grazie alla sua capacità di appropriarsi dei testi classici e trasformarli in prove d’autore personali in cui i personaggi sono un’esplosione di bizzarria, eccesso e anticonformismo.

 

 

 

 

IL DON GIOVANNI

Vivere è un abuso, mai un diritto

Regia e scena : Filippo TimiE con : Umberto Petranca, Alexandre Styker, Marina Rocco, Elena Lietti, Roberta Rovelli, Roberto Laureri, Matteo de Blasio e Fulvio Accogli. 

Produzione Teatro Franco Parenti/Teatro Stabile dell’Umbria

Spettacolo nato dal laboratorio in collaborazione con CRT Centro di Ricerca per il Teatro.

Dal 27 Febbraio al 24 Marzo – Teatro Parenti, Via Pier Lombardo 14, Milano

Orarimar h.20.45; merc h. 19.30; da giov a sab h.20.45; dom h.16.30

Prezzi  poltronissima €40; intero; €32: over60/under25 €16 convenzioni* €22, *Arci, Feltrinelli e Coop non valide nei giorni di venerdì e sabato; TFPcard 30% di sconto dal lunedì alla domenica

 

Maggiori informazioni: tel. biglietteria02 59 99 5206 – sito web: http://www.teatrofrancoparenti.it – prenotazioni on line: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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