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A Los Angeles apre il primo tempio del gelato artigianale, made in Italy. L'idea? Di Gabriele Poli, imprenditore e fondatore del Gelato Festival. L'origine? Fiorentina.

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Love In A Dying World è il titolo di un film e della sua colonna sonora. È il girato dall’artista visiva, performer, art director e musicista Samantha Stella che ha realizzato il video durante un viaggio attraverso i paesaggi desertici e solitari della California. Lui, Marco Mezzadri aka Nero Kane è il musicista dell'album che grazie al mix del suo sound un po' europeo e un po' americano fa da incredibile sfondo al lungometraggio.

Pubblicato in Musica

Parata di celebs per il party con cui la maison ha presentato il nuovo Dior Addict Lacquer Stick al Delilah di Los Angeles.

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Io non ti conosco è il titolo del primo cortometraggio diretto e scritto, insieme a Marianna Cappi e Francesco Bruni, dall’attore Stefano Accorsi che è stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma, nel museo Maxxi. Negli 8 minuti di proiezione viene raccontata la storia di Massimo, interpretato dallo stesso Accorsi, che ancora profondamente innamorato della moglie Viola, Vittoria Puccini, dopo tanti anni di matrimonio decide di farle una sorpresa regalandole dei fiori. Questa vicenda però avrà dei risvolti inaspettati. In pochi minuti vengono raccontati con immagini e colori, emozioni, ricordi, particolari in modo magistrale. Nel cortometraggio, prodotto da YOOX Group e presentato per il sito thecorner.com, compaiono anche Gianfelice Imparato e Gianmaria Martini.  Durante un’intervista l’attore-regista ha confessato che “Quando mi è stato proposto di realizzare un cortometraggio ho accettato senza esitare. Qualche anno fa un fioraio mi raccontò una vicenda che non ha mai smesso di girarmi in testa, una storia semplice che però dice tanto della vita dei protagonisti”. Una sfida importante per l’attore bolognese che per la prima volta, e forse non l’ultima, si cimenta nel ruolo di regista.  “Emozione più che sfida” ammette Accorsi “ Su sei giorni che ho girato, in cinque ero sia davanti che dietro la macchina. Il sesto ero solo dietro la macchina e devo dire che me lo sono goduto tantissimo. Quindi è stata una bella esperienza più che una sfida”.
Pubblicato in Cultura

Tre storie, tre metropoli famose, amori e conflitti in corso per raccontare il modo di vivere di persone del tutto differenti tra loro ma accomunate da conflitti interiori e scelte di vita simili.

Probabilmente condizionato dalle vite parallele di Plutarco, Haggis firma a suo modo un altro lavoro sui sentimenti e sul romanticismo. Solo che questa volta decide di infilarci l’elemento novità del lato più oscuro che accompagna i protagonisti della sua pellicola.

Presentato lo scoro settembre, in anteprima, al Festival del Cinema di Toronto Third Person non ha mancato di stupire gli spettatori e di convincere più di un critico per la capacità straordinaria del regista di muoversi tra soggetti diversi e in location distanti tra loro.

Le storie di Third Person si svolgono a New York, a Parigi e a Roma. Nella pellicola francese, viene presentato agli spettatori un triangolo amoroso complicato ma decisamente originale, nella metropoli americana, la storia ruota attorno a una donna che cerca di riottenere la custodia di suo figlio, dopo che è stata accusata di aver tentato di ucciderlo. La sua tenacia e i suoi sforzi per dimostrare la propria innocenza sono raccontati in maniera intensa e coinvolgente, tanto da risultate quasi impossibile allo spettatore non identificarsi con il suo dramma.  A Roma, invece, la trama si fa più complicata e dal vago sapore della spy story. Un uomo d'affari americano si innamora di una donna italiana e cercare di aiutarla in ogni modo a liberare sua figlia, rapita da un boss locale.

Third Person è quel genere di pellicola che io amo definire trasversale, che può colpire in egual modo la sensibilità femminile e lo scetticismo maschile. Un film da andare a guardare appositamente in coppia e che lascia spazio a ogni ulteriore confronto.

Bellissima la fotografia di Gianfilippo Corticelli che regala stralci di Parigi e New York da lasciare senza fiato. Il direttore della fotografia, però, non il solo italiano a lavorare a questa pellicola che si avvale anche di Dimitri Capuani e Luca Tranchino come Art Director, di Dario Marinelli come compositore della colonna sonora originale e delle scenografie di Raffaella Giovanetti.

Se a questo aggiungiamo una piccola parte nel film di Riccardo Scamarcio possiamo ritenerci davvero soddisfatti. Anche gli autori stranieri amano parlare italiano sul set cinematografico.

 

 

 

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Mercoledì, 11 Settembre 2013 01:11

Il saluto di Miyazaki al Festival di Venezia

Il  Festival del Cinema di Venezia è ormai terminato e, oltre che per l'attribuzione di premi e riconoscimenti, è stato teatro di una grande e inaspettata rivelazione: attraverso un portavoce, il regista giapponese Hayao Miyazaki, che all'evento ha presentato il suo ultimo lungometraggio Kaze Tachinu (Si alza il vento), ha dato la notizia del proprio abbandono della macchina da presa.

 

La rivelazione è stata sorprendente, nonostante l'età non poco avanzata del regista (ormai 72enne), poiché si chiude con quest'ultima produzione un percorso molto florido che gli è valso, in patria e all'estero, il paragone di "Walt Disney nipponico" per la grande originalità dei personaggi cui dava un volto e la capacità di creare mondi al contempo fantastici, ma estremamente reali; a tratti onirici eppure in un sottile equilibrio con una semplice quotidianità.

 

Alla sconcertante dichiarazione ha fatto seguito un'affermazione più rassicurante: pur consapevole di aver raggiunto la propria maturità artistica come regista, non disdegnerà la possibilità di collaborare ancora con lo Studio Ghibli (lo studio cinematografico d'animazione fondato nel 1985 con il collega e mentore Isao Takahata) scrivendo sceneggiature e producendo nuove pellicole.

 

In questo ultimo film sono raccolti i grandi temi che da sempre stanno a cuore al maestro: il volo, la meccanica, l'avversione ai conflitti armati e l'amore. Un amore che per la prima volta si fa più maturo, abbandonando rappresentazioni fanciullesche e platoniche prediligendo una manifestazione più adulta.

Tematiche e valori sono sviluppati e resi al massimo delle proprie possibilità quasi fossero il lascito testamentario richiesto ad una grande opera ultima che si rispetti.

 

Conservando nel cuore la speranza che si tratti di una notizia non decisiva e che, per qualche ragione, il grande regista ci ripensi, non ci resta che attendere l'uscita nelle sale italiane di Si alza il vento e rivivere nel frattempo i magici universi che il maestro ha saputo creare lasciandosi catturare dall'illusione di fare la conoscenza con improbabili vicini guardiani di un bosco, venire ospitati in un castello errante, incontrare draghi, spiriti in una magica città o semplicemente scoprendo l'incanto che si può celare dietro lo scorrere lento e mutevole della nostra vita.

 

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Giovedì, 07 Febbraio 2013 16:28

Il primo lake Como film festival

Festival del Cinema. Venezia? Roma ? Cannes? No, Como con la sua prima edizione del Lake Como Film Festival. Il lago di Como per bellezza e storia è stato set di importanti pellicole cinematografiche internazionali come Casinò Royal, Una vita difficile, Guerre stellari, Ocean’s Twelve e tantissimi altri capolavori. Registi del calibro di Woody Allen, Sergio Leone, Alfred Hitchcok, Luchino Visconti hanno scelto la cornice comasca per scene di alcuni loro film.

Le ville e le dimore storiche del Lario (da Villa Pliniana a Villa del Balbianello, da Villa Serbelloni a Villa Olmo e non solo) sono state anche per numerosi spot pubblicitari di noti brand del mondo della moda, un nome su tutti Hermes.

Il lago di Como sale così alla ribalta con la prima edizione del Lake Como Film Festival, un Festival dedicato al Cinema di paesaggio con proiezioni di pellicole classiche, anteprime e mostre che si svolgerà a luglio 2013. Ideato ed organizzato dall'Associazione culturale “Lago di Como Film Festival”, l’evento proporrà un vasto ed interessante programma con pellicole di alto livello in location da sogno. Filo conduttore e tema del Festival è “Cinema e Paesaggio”: preponderante la sezione “Panoramiche Film”, che si svolgerà dal 15 al 25 luglio a Villa Olmo con 7 serate di proiezioni all’aperto.

Gli spettacoli saranno preceduti e seguiti da incontri e aperitivi con registi, attori, sceneggiatori. Unita a Villa Olmo, attraverso “Il Kilometro della Conoscenza”, la bellissima Villa del Grumello che ospiterà la sezione ‘Panoramiche Doc”, proiezioni pomeridiane di 7 documentari focalizzati sul tema del paesaggio. Dal 1° al 14 luglio vi sarà un’anticipazione della rassegna, dal titolo “I giardini del cinema” con un itinerario che si snoda tra i luoghi del Lago di Como.

L’idea di valorizzare il cinema a Como con la creazione del Lake Como Film Festival, è nata nel 2012 con la pubblicazione della guida “Le stelle del Lago di Como”, edita dalla Camera di Commercio di Como. La guida presenta una quindicina di film girati in splendide location del Lago e ha come obbiettivo la valorizzazione del cineturismo lariano.

Pubblicato in Cultura

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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