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È il giovanissimo Lele il vincitore della categoria nuove proposte del 67° Festival di Sanremo, con il brano “Ora mai”.

Dal 7 al 18 aprile 2015 lo Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana ospiterà una rassegna cinematografica dal titolo: Omaggio a Mike Leigh. 10 lungometraggi di uno dei registi più importanti del nostro tempo si susseguiranno in una settimana densa di proiezioni.

Leigh ha cominciato negli anni Settanta, divenendo anche uno dei membri più prestigiosi della "British Renaissance"; il suo cinema è profondamente umanista, correlato alla vita quotidiana, alle persone definibili "normali", ricercando un'essenza celata che si articola tra difficoltà e debolezze ordinarie, tra coraggio e forze che a ben guardare appaiono eccezionali. Una poetica del realismo, quella di Mike Leigh, che nella sua carriera ha vinto una Palma d'Oro e un Gran Premio della Giuria al festival di Cannes e un Leone d'Oro alla Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

La rassegna è composta da 10 pellicole di Leigh: Dolce è la vita, Turner, Segreti e Bugie, Ragazze, Il segreto di Vera Drake, Belle speranze, Naked, Tutto o Niente e Another Year.

"Dolce è la vita" (proiezioni: martedì 7 aprile ore 17.00) parla delle bugie e degli integri di una piccola famiglia dei sobborghi londinesi, che giunti al punto di rottura capiscono che la sincerità e la volontà possono renderli uniti.

"Turner" (proiezioni: 7 aprile ore 21.00; 11 aprile ore 21.00; 13 aprile ore 16.30; 17 aprile ore 21.00) è l'ultimo lavoro di Leigh. Il film racconta gli ultimi 25 anni di vita del pittore inglese Turner.

"Segreti e bugie" (proiezioni: 8 aprile ore 16.45; 18 aprile ore 21.00) ha vinto la Palma d'Oro al festival di Cannes nel 1996. Una ragazza rimasta orfana va alla ricerca della propria madre biologica, trovando una donna fragile e insicura, con una famiglia altrettanto problematica.

"Ragazze" (proiezioni: 9 aprile ore 16.30) è la storia di due amiche che non si vedono da sei anni, e nel momento dell'incontro si susseguono una serie di flashback sul loro passato.

"Il segreto di Vera Drake" (proiezioni: 9 aprile ore 18.30; 12 aprile ore 15.00) racconta la storia di una ragazza che nell'Inghilterra degli anni 50 aiuta delle ragazze ad abortire illegalmente.

"Belle Speranze" (proiezioni: 10 aprile ore 18.15) narra le difficoltà familiari e amorose di due coppie.

"La felicità porta fortuna" (proiezioni: 16 aprile ore 16.30) è una pellicola basata sulla vita di una strana e straordinaria insegnante.

"Naked" (proiezioni: 16 aprile ore 18.45) parla di un uomo nichilista non integrato con la società, ma anzi in perenne conflitto col mondo.

"Tutto o niente" (proiezioni: 17 aprile ore 16.30) è la riscoperta di un amore.

E inline “Another Year" (proiezioni: 18 aprile ore 15.00) è lo sviluppo in un anno di una famiglia apparentemente normale.

Spazio Oberdan Milano

Viale Vittorio Veneto 2, angolo Piazza Oberdan

Info:

Tel: 02.87242114

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito web: www.cinetecamilano.it

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50

Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50.

Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area

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Non so in America ma nel nostro paese la trama e i personaggi de "L’amore bugiardo", ultima fatica cinematografica di Fincher con Ben Affleck e Rosamund Pike, è quasi cronaca quotidiana. Sì perché la trama è semplice e banale nel suo insieme. Un matrimonio all’apparenza perfetto, una coppia invidiata e tutto quello che c’è di più chic a circondarli. Il destino, però, sa essere crudele e si sa. Così tra la crisi economica e le inquietudini familiari, i due protagonisti, Amy e Nick si ritrovano all’improvviso a dover cambiare stile di vita, città, amici e riferimenti. Addio al superfluo e al benessere reale o solo ostentato. Il paradiso può attendere e la coppia si sfascia. E si sfascia nella maniera più clamorosa e cruenta possibile. La bella Amy una mattina scompare, lasciando dietro di sé una scia di sangue e un milione di ipotesi e sospetti. Nick sa o intuisce la verità che si nasconde realmente dietro quel gesto e quella sparizione ma è troppo apatico, troppo stanco e troppo disilluso per farne davvero un dramma e così non fa altro che concentrare su di sé tutti i dubbi e i sospetti della polizia e degli abitanti del luogo. Sembrerebbe una storia già narrata ma David Fincher non è un principiante della suspense e neppure l’ultimo arrivato a tessere trame difficili e psicologiche all’interno dei suoi film. Lo spettatore allora deve ricredersi quando a mano a mano che la trama e la narrazione si dipanano intuisce che c’è ben altro. Anzi, molto altro. Allora si apre con chiarezza e maestria il doppio registro de "L’amore bugiardo". Dove quello che viene narrato sullo schermo non corrisponde alle immagini stesse che vengono fatte vedere allo spettatore. I protagonisti della pellicola sono divisi in due: quelli che pensano di conoscere tutta la verità e che vogliono solo trovare un colpevole e quelli che alla ricerca della stessa verità invece si accingono in un viaggio mentale e psicologico nel quale chiunque vince è sempre un perdente. Quello che piace e che resta impresso nel film di Fincher è la drammatizzazione dell’apparenza. Mostrarsi in un modo del tutto distante a quello che si è e a quello in cui si crede è una tragedia già per sé perché mina e attenta inesorabilmente a qualsiasi fondamento per il futuro, che sia esso di coppia o personale. Fingere e recitare è deleterio. A meno che non ci si prenda affatto sul serio e si menta solo per divertissement. Ma così non è per i protagonisti de L’amore bugiardo e il prezzo che dovranno pagare sarà salatissimo. Una grande lezione di psicologia per tutti gli spettatori coinvolti loro malgrado a fare outing alla fine del film. Ma ne vale la pena!

Antonia del Sambro

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Allacciate le cinture è l’ultima fatica cinematografica del regista turco più italiano che ci sia ed è un vero e proprio omaggio alle donne.

La storia del film non è una storia d’amore come si potrebbe pensare in un primo momento, non è neppure un omaggio al Salento e ai meravigliosi paesaggi pugliesi e non è un film sull’omosessualità e sull’accettazione di essa da parte della società.

La nuova pellicola di Ozpetek è un ritratto veritiero e attuale sulla condizione femminile nel ventunesimo secolo dove le donne si innamorano ancora perdutamente ma devono fare i conti anche con l’essere mamme e figlie di donne che a loro volta pretendono continua attenzione e dedizione.

Chi sono gli uomini di queste donne del duemila?

Semplice: sono uomini vecchi, nel senso di uomini antichi che continuano a tradire, ingannare, corteggiare nel modo sbagliato e pretendere che la propria donna perdoni sempre e comunque.

Capita anche ai protagonisti di Allacciate le cinture dove Antonio è il macho conquistatore e proletario che conquista la bella Elena, donna impegnata, volitiva e moderna.

I due si abbandonano alla passione, si amano profondamente e si sposano.

Ma mentre Elena cresce ogni giorno di più, diventa mamma, donna in carriera e moglie perfetta, Antonio resta il conquistatore superficiale e un po’ becero di quanto era giovane.

Fino a che la malattia colpisce Elena in maniera improvvisa e terribile.

Allora tutto deve cambiare per forza. In una sorta di vite parallele dove l’unico punto fermo e reale resta il profondo amore di Elena per Antonio e viceversa.

Il film è bellissimo per molti motivi, primo tra tutti la trasposizione temporale che Ozpetech sa creare magistralmente e che stupisce e affascina lo spettatore fino all’ultimo fotogramma.

Ma la pellicola è bellissima anche per tutti i personaggi minori e di contorno che arricchiscono e valorizzano i due protagonisti e la loro vita.

L’amico del cuore gay, l’amante popolana e divertente, l’amica fragile e bugiarda, la mamma onnipresente e protettiva e la zia svampita e seguace delle tendenze, la compagna di stanza di ospedale improbabile e meravigliosa e la dottoressa conosciuta quando ancora era solo una studentessa.

Ognuno di questi personaggi è interpretato da attori di grande bravura e di lunga gavetta come Elena Sofia Ricci e Luisa Ranieri, Carla Signoris e Paola Minaccioni, Filippo Scicchiatano e Giulia Michelini. Insomma un cast eccezionale che dà vita al più bel film corale di Ozpetek.

Bravissimi, credibili e intensi Kasia Smutniak e Francesco Arca a riprova di quanto essere dei bravi registi vuol dire anche immaginare per primi gli attori in quel preciso ruolo.

In Allacciate le cinture vincono le donne, anche quelle che si abbandonano alla malattia, anche quelle tradite, anche le amanti abbandonate e le zie svampite e inconcludenti.

Ancora una volta viva Ozpetek.

 

 

 

“She’s got Bette Davis’ Eyes” cantava Kim Carnes nel 1981: gli occhi della célèbre attrice di Hollywood tornano ad essere protagonisti in un mostra cinematografica dedicata alla diva dai grandi occhi blu.

Dal 20 al 29 dicembre 2013 MIC – Museo Interattivo del Cinema, infatti, presenterà la rassegna Gli occhi di Bette Davis dedicata all’attrice che a soli ventitré anni varcò la soglia di Hollywood per cimentarsi nel ruolo di diverse personalità femminili.

Grazie alla sua grandissima capacità di interpretazione, Bette Davis riusciva a fare suo ogni ruolo con cui era chiamata a cimentarsi,  capacità che le permise di trovare parti significative in ogni stagione della sua esistenza, passando, con eguale bravura, dalla commedia al dramma ed al melodramma, rigenerando storie e dando spessore umano a vicende con le variegate risorse della sua recitazione, grazie alla genialità del temperamento, all'inflessibile autodisciplina artistica e allo sguardo ambiguo che sempre l’hanno caratterizzata.

 

Un talento nato in film degli anni ’30 e ’40, con colossi come La figlia del vento e Piccole Volpi , cresciuto negli anni ’50, con il film, pluripremiato agli Oscar, Eva contro Eva, per esplodere nei film che l’anno fatta entrare nell’olimpo delle star, come Lo scopone scientifico di Luigi Comencini, Che fine ha fatto Baby Jane e Piano piano... dolce Carlotta, in cui l'interpretazione della grande attrice americana coincide in modo magistrale con i sentimenti dei suoi personaggi, caratterizzati da un'impronta inconfondibile.

Completano il programma il film di Frank Capra Angeli con la pistola e Le balene d’agosto di Lindsay Anderson.

 

 

Ecco il calendario con le schede dei film in proiezione:

 

Venerdì 20 dicembre

h 15.00 Le balene d’agosto (Lindsay Anderson, Usa, 1987, 94’)

Da mezzo secolo due anziane sorelle vedove trascorrono l'estate in un cottage sulla costa del Maine. Qui ricevono le visite di un'amica estroversa e maligna, di un vecchio gentiluomo russo e di un energico idraulico.

 

h 17.00 La figlia del vento (William Wyler, Usa, 1938, 104’)

A New Orleans la bella ereditiera Julie Marston è la donna più chiacchierata della città e, con il suo comportamento, mette spesso in imbarazzo il fidanzato ufficiale Preston Dillard. Dopo una furibonda scenata a un ballo di gala, Preston abbandona la donna e si trasferisce al Nord. Julie spera in un ripensamento, convinta che l'amore trionfi, ma Preston torna in città accompagnato dalla moglie.

 

h 19.00 Eva contro Eva (Joseph L. Mankiewicz, Usa, 1950, 138’)

Una famosa attrice di Broadway prende sotto la sua protezione una giovane, ambiziosa e astuta arrampicatrice, che a poco a poco la scalzerà dal trono.

 

Domenica 22 dicembre

h 16.30 Che fine ha fatto Baby Jane? (Robert Aldrich, Usa, 1962, 132’)

Baby Jane è una bambina prodigio che si esibisce sui palcoscenici dei teatrini e del varietà. Il successo però la fa diventare viziata e prevaricatrice nei confronti della sorella Blanche. Le parti si invertono quando, da adulte, è Blanche ad avere successo come stella del cinema, mentre Jane viene dimenticata. Un incidente interrompe la carriera di Blanche, costringendo le sorelle a una convivenza forzata piena di rimpianti, di odio e di acredine.

 

h 19.00Piccole Volpi (William Wyler, Usa, 1941, 116’)

Vicende di una famiglia borghese della Louisiana, nella quale due fratelli e una sorella lottano ferocemente per la conquista della ricchezza. In vista di un lauto affare il terzetto cozza contro l'imprevista visita del marito infermo della donna e della figlia. 

 

Lunedì 23 dicembre

h 15.00 Lo scopone scientifico (Luigi Comencini, Italia, 1972, 116’)

Uno straccivendolo romano e la moglie si battono ogni anno a scopone con una vecchia e dispotica miliardaria americana in coppia con il suo segretario. In un primo tempo la posta in palio è fittizia, ma poi si fa sul serio: si giocano tutti i risparmi della borgata.

 

h 17.00 Piano Piano... dolce Carlotta (Robert Aldrich, Usa, 1964, 135’)

Il fidanzato di Carlotta, giovane e bella ereditiera del Sud, non è ben visto dalla famiglia della ragazza. Durante un party viene orribilmente massacrato a colpi di accetta. Anni dopo, Carlotta anziana vive nella stessa casa e non ha superato il trauma. La visita di una cugina non migliorerà le cose, e anzi farà uscire alla luce una orribile macchinazione

 

Giovedì 26 dicembre

h 15.00 Angeli con la pistola (Frank Capra, Usa, 1961, 132’)

Un gangster amico di una mendicante decide di aiutarla quando arriva in città sua figlia, convinta che la madre sia una signora dell’alta borghesia. Ultimo film di Frank Capra e remake del suo "Signora per un giorno" (1933).

 

h 17.00 La figlia del vento (William Wyler, Usa, 1938, 104’) Replica

h 19.00 Lo scopone scientifico (Luigi Comencini, Italia, 1972, 116’) Replica

 

Venerdì 27 dicembre

h 15.00 Che fine ha fatto Baby Jane? (Robert Aldrich, Usa, 1962, 132’) Replica

h 17.00 Eva contro Eva (Joseph L. Mankiewicz, Usa, 1950, 138’) Replica

h 19.00 Piano piano... dolce Carlotta (Robert Aldrich, Usa, 1964, 135’) Replica

 

Sabato 28 dicembre

h 17.00 Piccole Volpi (William Wyler, Usa, 1941, 116’) Replica

h 19.00 Angeli con la pistola (Frank Capra, usa, 1961, 132') Replica

 

Domenica 29 dicembre

h 17.00 La figlia del vento (William Wyler, Usa, 1938, 104’) Replica

h 19.00 Che fine ha fatto Baby Jane? (Robert Aldrich, Usa, 1962, 132’) Replica

 

 

 

 

INFO

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www.cinetecamilano.it

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso intero: € 5,00

Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

 

GLI OCCHI DI BETTE DAVIS

Dal 20 al 29 dicembre

Presso il MIC- Museo Interattivo del Cinema

Viale Fulvio Testi 121,

Milano

 

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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