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Ideato e prodotto da Ivano Fossati, Giorgio Gaber-Le donne di ora è il disco realizzato in collaborazione con Fondazione Gaber.

Pubblicato in Cultura

Lungometraggio di grande impatto emotivo, Vergine giurata fa accapponare la pelle agli spettatori moderni e occidentali ma fa conoscere anche l’esistenza e la morte dei sensi e della volontà che ancora vivono tante donne nel mondo e a due passi da casa nostra.

Nelle montagne dell’entroterra albanese vige ancora, infatti, la legge del Kanun, una regola arcaica, miserrima e ingiusta che mortifica le donne nella società e nella famiglia e fa sì che le stesse siano del tutto assoggettate agli uomini, soprattutto ai propri parenti.

Una condizione di degrado psicologico e fisico che porta Hana, la protagonista della pellicola a ribellarsi nella maniera più estrema e radicale che conosca e ad accettare il codice Kanun fino alla fine. La giovane orfana, accolta in casa da un montanaro retrogrado e ignorante e dalla famiglia di quest’ultimo, decide di giurare di rimanere vergine per sempre e non solo, di diventare uomo e conquistarsi così, con la forza, tutti i privilegi e i diritti che una società vecchia e ancestrale riserva solo alle persone di sesso maschile.

La scelta di Hana allora diventa il punto di partenza sociale e psicologico su cui costruire l’intero lungometraggio adattando a essa luoghi e dialoghi, fotografia filmica e paesaggi, suono e colori.

Il risultato è un lavoro cinematografico sconvolgente e crudo che riporta lo spettatore al cinema puro dell’avanguardia italiana.

La femminilità può essere anche maschile, coperta da abiti non muliebri e nascosta da sguardi indiscreti e si può manifestare in gesti e sguardi che portano i protagonisti a vivere e amarsi in mille altri modi non convenzionali.

Senso ed eros non sono raccontati a voce ma solo attraverso movimenti di macchina colti e accennati, sfumati in una regia che decide tutte le scelte narrative e che trasforma il lungometraggio in racconto per immagini.

Perfetta e quasi scontata l’ormai onnipresente Alba Rohrwacher, troppo brava alla fine nei ruoli in cui si parla il meno possibile e troppo a suo agio con i maglioni sformati da persona che vive alla fine del mondo. In ogni caso Vergine giurata è da vedere, non fosse altro per cultura personale.

 Antonia del Sambro

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Giovedì, 07 Marzo 2013 12:09

The Following, 1x04

L'ultimo incredibile episodio di The Following ha permesso agli spettatori di fare un ulteriore e prezioso passo in avanti per comprendere la psicologia della setta di Carroll e intuire cosa ci si può aspettare dalle prossime puntate.

 

I seguaci sono stati presentati fin dal primo episodio come un gruppo unito, compatto e assolutamente motivato dal loro leader e dalla sua mission. Ciascuno di loro agisce, però in maniera libera e autonoma.  Ogni follower ha un compito ben preciso e un percorso criminoso per delineato da seguire.

Questo è  l'esercito di Joe Carroll. Follower pronti a tutto pur di portare a termine il loro compito e ad agire per lo scopo ultimo della setta.

 

Essendo la serie costruita in flashback, tutte le volte che appare un nuovo seguace e un nuovo pericoloso protagonista viene mostrato allo spettatore  come è avvenuto il suo incontro con il serial killer. Molti di loro sono stati affascinati dal Carroll docente universitario e esperto di Poe e della sua poetica, altri lo hanno incontrato in rete e ne sono divenuti seguaci e discepoli, tanto da volerlo poi incontrare in carcere. Nessuno, però, ha mai incontrato o conosciuto gli altri seguaci o almeno il regista fa credere agli spettatori che ogni discepolo ha la sensazione di avere un rapporto unico e particolare con il proprio leader, pur non ignorando la presenza degli altri membri della setta, ai quali sa di doversi interfacciare nel momento in cui gli verrà ordinato o richiesto da Carroll.

Unica eccezione è  Emma, che fin dal primo episodio collabora con l'ex coppia di finti fidanzati gay per il rapimento del figlio del serial killer. La donna,  anche se non esplicitamente detto, viene identificata dallo spettatore come il braccio destro di Carroll. È  la follower più preziosa e più “esaltata”, pertanto, la più pericolosa.

Emma sembra essere il filo sottile e invisibile che collega tutti i follower, l'unica a ricevere informazioni dagli altri e a condividerle con tutti a sua volta, fino all’ ultimo episodio.  Da questo momento in poi nella storia e nell'evoluzione della sceneggiatura cambia tutto. Qualcuno tradisce i due ragazzi che sono con Emma nella casa rifugio del New Jersey. La ragazza dopo una breve telefonata scappa dalla porta di servizio insieme con il figlio di Carroll che tiene in custodia e lascia i suoi coinquilini alla loro sorte. I due vengono feriti da agenti dell'FBI e un attimo dopo salvati da altri finti agenti seguaci di Carroll e membri anche loro del gruppo, per poi essere nuovamente lasciati al loro destino e inseguiti dalle forze dell'ordine. Emma, invece, riesce a mettersi in salvo aiutata da altri follower inviati dal serial killer e smette di rispondere al telefono ai due ragazzi.

 

Il tutti per uno e uno per tutti che sembrava tenere insieme ogni membro della setta di Carroll è sparito. Considerando che nessun seguace disobbedisce al leader della setta e che nessuno di loro agirebbe mai di propria iniziativa, perché Emma ha abbandonato i suoi complici e amici?

Ci sono follow di serie A e follow di serie B, alcuni membri della setta sono sacrificabili, quali? E soprattutto lo hanno saputo fin dall'inizio o sono anch'essi niente altro che vittime dello stesso Carroll?

Tutte domande senza risposta  per ora, ma i prossimi episodi saranno certamente da non perdere.

 

 

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