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A Milano viene presentato il libro "La saga di Medhelan - Il mistero delle due fonti".

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 28 Maggio 2015 18:42

Ricetta Chef Mario Cimino

Ingredienti per 4 persone 280 gr di cous cous 350 cl di Brodo di Verdure 4 scampi freschi 4 gamberoni freschi 1 seppia media 2 calamaretti 200 gr di cozze Timo, prezzemolo, carote, sedano, cipolla bianca, spicchio di aglio, alloro Olio extra vergine q.b. Sale e Pepe q.b.

Procedimento Mettere a bollire il brodo di verdure precedentemente realizzato con le verdure fresche, nel frattempo sgranare con una forchetta il cous cous con dell’olio extra vergine. Appena il brodo inizia il bollore, abbassare la fiamma e versare dentro il cosu cous sgranato girando sempre con una forchetta. Appena il brodo si è consumato spegnere il fuoco e coprire bene la pentola in modo che non esca aria permettendo così al cous cous di cuocersi. Nel frattempo preparate il guazzetto di pesce: sgusciare gli scampi e i gamberi e con le carcasse tirare un ottimo brodo di pesce, tagliare i calamari e le seppi a julienne, aprire le cozze con una foglia di alloro e uno spicchio di aglio. Appena tutto e pronto, in una padella aggiungere un filo di olio, uno spicchio di aglio che andremo a togliere, far scaldare e rosolare tutti i pesci. Sfumare con del vino bianco e aggiungere il fumetto di pesce e il liquido di cottura delle cozze. Far tirare qualche minuto insaporire e tenere da parte. A questo punto il cous cous è pronto, alzare il coperchio della pentola e aiutandovi sempre con una forchette sgranare il cous cous, condire e aiutandovi con un cucchiaio riempire degli stampi di alluminio per ciambelline, capovolgere nel centro del piatto e adagiarvi nel centro il guazzetto di pesce precedentemente preparato.

Sara Biondi

Pubblicato in Food
Venerdì, 27 Febbraio 2015 14:22

Il grande libro della Cucina di Carlo Spinelli

È uscito per 24 ORE Cultura, spin off editoriale de Il Sole 24 ORE, Il grande libro della cucina, ad opera di Carlo Spinelli. Non si tratta di una semplice raccolta, parliamo di un manuale che è al contempo ordinato, funzionale e anticonvenzionale.

Anticonvenzionale perché a scriverlo è un vero e proprio personaggio del gusto. Carlo Spinelli, aka Doctor Gourmeta, non è solo laureato in Lettere Moderne e laureando in Storia e Antropologia dell'Alimentazione ma è anche un appassionato di viaggi, musica, fotografia, ma soprattutto un caro amico. Scrive per Rolling Stone, La Cucina Italiana, Playboy e Wired oltre che sul suo blog ItaliaSquisita. Una personalità a 360 gradi, così come il suo libro che è un viaggio nel mondo della cucina: dal mediterraneo alla Svezia, dal mondo arabo a quello caraibico, dalla cucina vegetariana allo street food.

Dopo una dettagliata introduzione in cui vengono presentati i diversi stili con le loro caratteristiche e gli ingredienti tipici delle diverse tradizioni culinarie, Il grande libro della cucina prosegue con più di 100 ricette da tutto il mondo corredate da immagini che fanno trasparire la passione per la fotografia dell'autore. Il mix non è soltanto geografico, le proposte spaziano da piatti adatti a una cucina veloce e appetitosa fino a portate sontuose ed elaborate per le grandi occasioni.

Le dettagliate ricette hanno un occhio di riguardo per la salute e il benessere, con importanti annotazioni sulle proprietà nutritive degli ingredienti, interessanti aneddoti sulle loro origini e utili consigli per la presentazione e l'accompagnamento di ogni piatto.

Completa il volume una selezione dei migliori chef di alcuni stili, come Gennaro Esposito per il mediterraneo, René Redzdepi per il nordico, Ramzi Choueiry per l'arabico, Lanshu Chen per l'Asiatico, Pietro Leemann per il vegetariano e Khalid Mohammed per il Caraibico.

Il grande libro della cucina permetterà al vostro menù di casa di beneficiare di una ventata di originalità che farà felici i palati di tutti i vostri ospiti.

Sara Antonelli

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Pubblicato in Stile

Nelle loro meravigliose confezioni, questi mélange offrono un delizioso momento di benessereper prendersi cura di se. Il regalo perfetto per dimostrare a qualcuno che lo amate.

Per questo Saint-Valentin, scegliete Løv!

 

Tè verde alla Rosa

Questo mélange è elaborato su una base di tè verde a foglie intere e petali di rosa. Fiorito e delicato, è ideale per l’afternoon tea.

Ingredienti:Tè verde, petali di rosa*, aroma naturale di rosa

 

Rooibos alla Rosa

Molto popolare nell’Africa del Sud, suo paese d’origine, il Rooibos è una bevanda dal gusto dolce e rotondo, naturalmente senza caffeina, è riconosciuto per le sue proprietà rilassanti. Profumato alla rosa, questo mélange esalta un’ aroma inebriante. Perfetto per l’afternoon tea.

Ingredienti: Rooibos*, aroma naturale di rosa

 

Tiglio-Rosa

Questa infusione inedita unisce la dolcezza delle foglie e dei fiori di tiglio ad un delicato profumo di rosa con una punta di lavanda. Perfetto per il pomeriggio come raffinato momento di puro piacere.

Ingredienti:Morceaux de pommes, tilleul,lavande, aroma naturale di rosa

 

Packaging : Boite in metallo da 100g: 13.20€ / Confezione da 20 sachets : 11.10€

Preparazione : Temperatura Té verdi : 75°C – Tempi di infusione: 3 minuti

Temperatura Infusi: 90°C - Tempi di infusione: 4-5 minuti

 

Punti Vendita : Boutique Løv Organic – Via Victor Hugo 3, 20121 Milano

Food Market- 7^ piano LaRinascente Duomo, Milano

Boutique Løv Organic - 15, rue Montorgueil - 75001 Paris

 

Vendita On-Line : www.lov-organic.com

Les produits Løv Organic sont certifiés bio par Ecocert et ne contiennent que des arômes naturels.

Pubblicato in SvelArte
Venerdì, 05 Luglio 2013 19:01

Food Design Applicato all'Io/Ego

“Il corpo non è la prigione dell'anima ma il tempio dello Spirito.” (Pavel Nikolaevič Evdokimov).

Con questa frase potrei anche finir qua l’articolo. Ma come mai il corpo è così importante nella pratica dello Yoga? Perché una disciplina che tocca la sfera spirituale pone un accento così forte con la parte più esterna e superficiale dell’essere umano?

Il  Buddhismo, afferma, che il nostro “ego” è composto da un insieme di più parti spazzando via la percezione errata di un sé o di un unico ego che sussiste di per sé o assolutamente immutabile. Difatti asserire “io” nel Buddhismo è un concetto in partenza errato se non si pensa che, come qualsiasi piatto della nostra tradizione mediterranea, è composto da più ingredienti.

Facciamola semplice e facile facile perché fa caldo e il cervello è già in fumo. Il così detto IO (=lasagna) è formato da tante parti (=INGREDIENTI): avete mai visto una lasagna che è prodotta già lasagna all’origine?

Gli ingredienti di base sono le parti esteriori mentre la tecnica di preparazione i 5 sensi per poi proseguire fino al “trucchetto della nonna” che consiste nel tener uniti gli ingredienti tra loro ottenendo un risultato meravigliosamente buono al palato: mozzarella non troppo acquosa, parmigiano, pan grattato o una buona besciamella. Se tutto ciò non è dosato bene una parte prevale sull’altra e rischiamo di avere un piatto troppo “solido” (uomo razionale completamente attaccato alla materia, un cavallo con i paraocchi) o un piatto troppo liquido (uomo completamente perso nel magico mondo dell’irrazionalità, un’Alice imbruttita).

Insomma senza il “trucchetto della nonna” il piatto rischia di diventare malmostoso o troppo leggero per sfamarci.

Tra  i “trucchetti della nonna” posso annoverare discipline antiche e raffinate come la meditazione, la preghiera, i mantra, la recitazione di un rosario e lo Yoga.

Azioni che collegano le diverse parti dell’uomo: che siano due o mille quasi tutte le grandi religioni affermano l’importanza che ha un giusto collegamento tra le diverse parti dell’essere umano; che sia anima e corpo semplicemente, o aggregati di vario genere, il link resta sempre importante e indiscusso nella vita di ogni uomo. Eppure ci sono barriere che tengono le diverse sfere separate…i diversi ingredienti nel congelatore non permettendoci di scongelare e mettere tutto insieme in un armonico insieme.

La radice stessa della parola Yoga significa unione: mettendo alla prova il nostro corpo, combinato con il respiro e la mente e con il continuo susseguirsi di Asana e momenti meditativi il  meccanismo di congelamento automatico si spegne pian piano facendoci godere di una qualità di vita maggiore dominata da una consapevolezza che non immaginavamo neanche. Avere la sensazione di muovere il corpo non solo in gesti meccanici è la grande scoperta/qualità dello Yoga: una scoperta fatta millenni fa e che ancora oggi diviene concetto raffinato e contemporaneo allo stesso tempo; un motivo di ricerca che spinge sempre più a oltrepassare in modo equilibrato i propri limiti non solo fisici ma anche mentali.

Tutti gli uomini partono con ingredienti “buoni” di base che man mano, e con il tempo, tendono a deteriorarsi lasciandoli là a marcire in dispensa oppure scegliendo un libro di ricette sbagliato che non fa dosare bene gli ingredienti. E la paura di tirarli fuori o pensare che non siano abbastanza per la pratica dello Yoga è uno dei limiti che ci poniamo per non incominciare mai o non provare anche se in noi c’è un barlume di voglia di cambiar qualcosa.

Ovviamente non potrà andar bene a primo colpo…o forse si, le vie del Karma sono infinite, ma applicare i giusti principi del Food Design al nostro corpo è un piacere, ma anche un dovere.

Regalare metodi di cottura yogici per i nostri aggregati umani è un modo per viver meglio, per rilassarsi meglio e per cogliere al meglio i nostri momenti felici e affrontare al meglio i nostri momenti di infelicità.

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di

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Pubblicato in in[sano]

La primavera, che tanto si è fatta attendere, sta finalmente sbocciando e con lei molte varietà diverse di fiori che riempiono di colore gli spazi intorno a noi.

 

Il periodo di maggio è da sempre associato al fenomeno del rifiorire di diverse tipologie di piante e boccioli: dalle rose, simbolo inequivocabile del mese e delle festività che celebra, ai gladioli, dai meravigliosi iris, ai profumati fiori d'arancio, i narcisi, le orchidee e i rami di glicine che si snodano in tortuose decorazioni attraverso balconate e recinzioni.

 

Questo spettacolo meraviglioso non è piacevole solo alla vista, riempiendo il nostro sguardo di tante pennellate vivaci, o all'olfatto, nel momento in cui l'aria è ricolma di inebrianti profumi: lo spettro dei nostri sensi può essere stimolato in una modalità nuova e desueta.

Per chi ama sperimentare in cucina, infatti, la componente floreale può essere presente anche sulle nostre tavole, solleticando il nostro gusto in alcune pietanze.

Determinati fiori, o solo parti di essi, sono commestibili e possono essere utilizzati come eleganti guarnizioni o ingredienti (in quantità più consistenti) per dare freschezza e un tocco in più ai nostri piatti.

 

I fiori di zucca e zucchina sono forse i più comunemente utilizzati nelle nostre cucine, ma molti altri possono essere adoperati nella preparazione di sfiziose insalate o cotti per insaporire gustosi primi, contribuendo anche in modo benefico al funzionamento del nostro organismo.

La borragine ad esempio, molto utilizzata in cucina per insaporire ripieni o zuppe, contiene fitoestrogeni utili a regolare la funzione ormonale in donne con problematiche quali ovaio policistico o endometriosi, ma anche con funzione protettiva contro la formazione di noduli al seno.

O, ancora, i fiori di tarassaco, il dente di leone che illumina i nostri campi in questa stagione, sono utilissimi per le loro proprietà epatoprotettrici e diuretiche, e (come i fiori di zucca) sono ricchi di carotenoidi e vitamina A.

Poco conosciute sono inoltre le proprietà insite nei fiori di piante aromatiche molto utilizzate quali rosmarino, timo e maggiorana che hanno potere antiossidante.

 

Per chi abbia voglia di cimentarsi nella preparazione di profumate portate, Nerospinto propone un menu sfizioso per 2 in cui conciliare gusto e benessere in poche portate:

 

Fiori di glicine in tempura

fiori di glicine

farina 0

acqua frizzante ghiacciata

olio di arachidi per friggere

 

Preparate la pastella e lasciatela riposare in frigorifero per un paio d'ore (è necessario che sia molto fredda).

Immergete nella pastella i fiori a grappoli, lasciando sporgere il picciolo e  friggerli, pochi alla volta, in abbondante olio.

Appena sono dorati toglieteli, asciugateli su carta da cucina, salate e servite.

 

Riso ai petali di rosa

150 g di riso Carnaroli o Arborio 1 cucchiaio di burro mezzo scalogno finemente tritato 70 ml di vino bianco secco brodo vegetale 4 cucchiai di petali di rose

 

Lavate bene i petali e lasciateli per 10 minuti in una tazza d'acqua tiepida. Soffriggete nel burro lo scalogno,aggiungete il riso e fatelo dorare. Alzate il fuoco e bagnate il riso prima con il vino, che lascerete evaporare, con 1 mestolo di brodo bollente e poi coll'acqua di rose, quindi continuate a rimestare.

Poco prima di togliere il riso dal fuoco, aggiungete dei petali freschi. Una volta cotto, toglietelo dal fuoco, e lasciatelo mantecare. Il sale è bene aggiungerlo in ultimo.

Palline di ricotta con fiori di rosmarino

100 gr di ricotta

200 gr di caprino

nocciole tritate

fiori di rosmarino

sale, pepe

 

Amalgamate la ricotta e caprino, quindi insaporite con sale e pepe. Aiutandovi con le mani, formate delle palline grandi come una noce e passatele con le nocciole tritate e i fiori di rosmarino.

Conservate in frigorifero fino al momento di servirle.

 

Biscotti al tarassaco

100 gr di farina

un pizzico di lievito

50 gr di fiocchi d'avena o muesli

70gr di miele millefiori

olio di semi

10 fiori di tarassaco

scorza di 1/2 limone

1 uovo

 

Preriscaldate il forno a 160-170°. Lavate i fiori e poneteli su un canovaccio ad asciugare.

In una ciotola sbattete brevemente le uova, il miele  e un filo d'olio; aggiungete poi la scorza del limone e i petali del tarassaco, scegliendo solo quelli più gialli. Unite la farina, il lievito e i fiocchi d'avena.

Con l'ausilio di un cucchiaio, disponete l'impasto su una teglia in modo da lasciare i biscotti ben distanziati tra loro.

Fate cuocere in forno per 15-20 minuti, finché non saranno dorati. Fateli poi raffreddare su una gratella.

 

 

È importante sottolineare che, per quanto i fiori abbiano generalmente un effetto protettivo sul sistema immunitario, la presenza dei pollini preclude a chi soffre di allergie di poter degustare pietanze simili.

Altro consiglio prioritario è quello di non acquistare i fiori dal fiorista per usarli in cucina: questi, infatti, vengono preservati con lacche e pesticidi che posso solo arrecare danno al nostro organismo. Data la natura piuttosto comune delle specie floreali menzionate, il suggerimento è quello di coglierle dal proprio giardino o in aperta campagna.

 

Se siete alla ricercate ulteriori informazioni sulle proprietà specifiche dei singoli fiori o curiosità sul tema, potete rivolgervi alla Dott.ssa Arianna Rossoni che saprà darvi maggiori ragguagli in merito o suggerirvi nuove golose ricette: http://www.alimentazioneinequilibrio.it/

 

Buona primavera e buon appetito!

 

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Molti pensano che l'olio venga utilizzato durante i massaggi solo per far scorrere meglio le mani sul corpo, ma in realtà questo è un vero e proprio nutrimento per il nostro organismo.

La sua scelta è molto importante, così come importante è sapere quale scartare completamente dalle proprie abitudini di vita.

 

Innanzitutto è importante capire che, per la propria salute, l'olio deve essere naturale.

 

Per spiegarvi quanto questo concetto sia fondamentale, faccio notare come l'olio durante il massaggio ad un certo punto scompare.

Non si è volatilizzato e tanto meno è stato asciugato con il lenzuolo dal quale si viene coperti.

 

L'olio viene totalmente assorbito dal corpo umano.

 

Questo significa che, dalla pelle, il liquido viene assorbito per poi penetrare nei muscoli, nei tendini, nelle ossa, nel sangue e viene portato in tutto il corpo. Da qui l'importanza del materiale che viene utilizzato.

 

Esistono molti oli in commercio, marche molto famose e che vengono usate anche per i neonati. Petrolio. Puro.

 

L'elenco degli ingredienti non è casuale: il primo a venire elencato è quello presente in maggior percentuale rispetto agli altri nel prodotto.

Se ponete attenzione alla lista di componenti sul retro, noterete che il primo in elenco è sempre la paraffina liquida. Petrolio, appunto.

 

Quando dopo la doccia, durante un massaggio, etc., veniamo cosparsi di questi "oli" stiamo avvelenando il nostro corpo.

 

L'assorbimento dei liquidi sulla pelle è anche indice di quanto siamo idratati o disidratati e di quanto necessitiamo di bere, idratare gli organi interni, rinnovare i liquidi che compongono il sangue, i succhi gastrici e via dicendo.

 

Una persona che in media beve quotidianamente un litro e mezzo di acqua è sufficientemente idratata e l'olio non verrà per nulla assorbito dal soggetto in quanto il corpo, macchina perfetta, respinge eccessi inutili.

Al contrario, persone che non bevono mai vedranno grandi quantità di olio venire assorbite completamente e senza lasciare traccia di unto.

 

Per questi motivi è sicuramente meglio usare l'olio di oliva piuttosto che altri prodotti.

"Ma l'olio di oliva per cucinare?", chiederete. Ebbene sì!

Quell'olio che viene usato per cibare il nostro corpo e fornirgli sostanze nutritive, ha effetti benefici sia che entri attraverso la bocca o permei la nostra pelle.

Contrariamente a quello che si pensi l'olio non lascia odori e non lascia aloni o unto addosso.

 

Esistono in commercio, soprattutto nei negozi di alimentari asiatici, tanti tipi di olio, ricchi di sostanze preziose e a costi davvero irrisori, che possono essere usati per condire i cibi, idratare la propria pelle (e quindi il nostro corpo), fare benefici impacchi sui capelli.

 

Grazie all'Ayurveda (millenaria medicina naturale indiana) consiglio tra tutti l'olio di sesamo che è quello che penetra più profondamente nel corpo e in tempi molto veloci e, per la stagione calda, l'olio di cocco.

Quest'ultimo presenta delle caratteristiche molto curiose: al di sotto dei 21 gradi solidifica e per questo motivo deve essere utilizzato necessariamente durante la stagione calda quando torna allo stato liquido.

La solidificazione non implica che l'olio sia scaduto o andato a male.

 

Un piccolo consiglio di bellezza per la propria chioma: versare abbondante olio su capelli e cuoio capelluto. Assicurarsi che tutta la lunghezza del capello sia unta. Intingere un asciugamano in acqua molto calda, strizzare e usarlo come turbante raccogliendo i capelli. Tenere in posa per almeno un'ora e lavarsi come d'abitudine.

I capelli saranno morbidissimi, lucenti e puliti come mai prima.

Provare per credere.

Un piccolo potente rimedio fai da te con pochi soldi.

 

WWW.MASSAGGIMILANO.IT

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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