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È stata presentata l’ultima creazione di Christopher Chong, direttore creativo dei profumi di lusso Amouage, presso la loro meravigliosa boutique nel cuore di Brera, a Milano.

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Mercoledì 11 dicembre all’ ESE House by Otzium di Via Tortona 7 a Milano una serata all’insegna dei sapori, della creatività e delle tradizioni italiane. Ospiti della serata: Assunta Corbo, autrice della guida e Alice Cimini, esperta di comunicazione e organizzazione di eventi culturali.

L’Italia più autentica si mette in mostra sui banchi dei mercatini che da Nord a Sudcostellano di vere perle preziose il nostro Bel Paese. Tradizioni, folklore, sapori e magie che raccontano storie del passato e mantengono viva la personalità del territorio italiano. Al di là dei tempi e delle mode, oggi anche più di ieri.

Mercoledì 11 dicembre 2013 alle ore 19, l’essenza italiana approda all’ ESE House by Otzium di via Tortona 7a Milano (www.esehouse.it) , nel cuore del design meneghino. In questa location, la cui filosofia professa l’Arte di vivere e l’Arte del non fare, Assunta Corbo, autrice della guida “1001 Mercatini in Italia da visitare almeno una volta nella vita” (Newton Compton Editori, pagine 480, euro 9,90) racconterà il suo personale viaggio «nella  nostra bella Italia che mi ha aperto le porte di tante piccole stanze dei desideri dedicate alle tradizioni più autentiche, alle esigenze delle nuove generazioni e alle passioni dei collezionisti più autentici» come si legge nell’ introduzione alla guida.

Giornalista freelance che opera nel turismo, Assunta Corbo ha raccolto 1001 esperienze imperdibili suddividendole in 19 capitoli tematici dedicati ai mercatini delle pulci, antiquariato, artigianato, enogastronomici, rionali, collezionismo, auto e moto, bambini, Natale, Pasqua, hobby e creatività, vintage, libri e musica, solidali, rionali, fiori, i più stravaganti e quelli virtuali. Un viaggio affascinante dalle mille personalità che verrà condotto insieme ad Alice Cimini, esperta di comunicazione e organizzazione di eventi culturali.

Qualche chiacchiera insieme al pubblico presente prima di lasciarsi andare a una vera esperienza sensoriale. L’azienda agricola Casa al vento (www.borgocasaalvento.com/) offrirà a tutti gli ospiti una degustazione del suo pregiato vino che condurrà immediatamente nelle atmosfere della splendida Toscana mentre un delizioso mercatino allestito nel cortile del locale consentirà di perdersi tra oggetti artigianali che possono trasformarsi in deliziosi doni da mettere sotto l’albero di Natale. Il  consiglio è: «indossate un paio di scarpe comode e cominciate il viaggio» per vivere l’Italia nelle sue espressioni più autentiche.

 

 

Potete scoprire i mercatini anche su Facebook: https://www.facebook.com/pages/1001-Mercatini-in-Italia-da-visitare-almeno-una-volta-nella-vita/590537791003973?ref=hl

Contatti con l’autrice:  Assunta Corbo – mob. +39 333 4542717 -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Twitter @assunta73  - blog: www.thatsgoodnewsblog.com

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Nerospinto è cultura a 360 gradi, è sguardo sul mondo e sulle tendenze, attento ad ogni cambiamento e trasformazione in atto e, nel suo spirito “cosmopolitartistico”, non poteva non raccontarvi di “God Save The Green”, film documentario prodotto dall’emiliana Mammut Film e distribuito dalla Cineteca di Bologna, con un fitto calendario di proiezioni in circuiti indipendenti.

 

Associazioni culturali, cineteche e amministrazioni pubbliche stanno ospitando in queste settimane l’ultimo lavoro dei filmakers Michele Mellara e Alessandro Rossi, attivi da un ventennio sul fronte del documentario (e non solo), che ci portano in giro per il mondo – Marocco, Brasile, Kenya, Germania e Italia – in una perfetta fusione di realtà e di estetica dell’immagine, in una dimensione insieme poetica e conoscitiva.

 

La terra, nuda e nera, pronta ad accogliere i semi per riempirsi e riempire di verde città, villaggi, persino terrazze metropolitane: da questo punto di partenza - denominatore comune di una ricerca scientifica prima che artistica, portatrice di contenuti con un linguaggio diretto e antididascalico - i personaggi incontrati rivelano come sia ancora possibile guardare in basso, uscire dalla logica dei centri commerciali, dalla povertà e dalla dittatura del cemento semplicemente coltivando la terra.

 

Un nuovo modo di stare insieme, di condividere tempo e spazi ma anche di guadagnare, inventandosi nuove tecniche di coltura a costo zero, come è successo alle donne di Teresina, in Brasile, felici di dedicarsi insieme alla produzione di nuovi ortaggi, in una valorizzazione dell’ambiente che diventa anche riqualificazione sociale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si viaggia a Berlino, dove può succedere di trovare gruppi di cittadini chini sul terreno per curare le piante disseminate in uno spazio comune, dove tutti possono essere parte di un orto dai confini urbani, esperienza che anche in Italia si sta facendo largo negli ultimi anni da nord a sud, riscoprendo un valore in via di estinzione in contesti cittadini, laddove le nuove generazioni scoprono frutta e verdura tra le corsie dell’ipermercato perdendo sapori, odori e sensazioni di antichissima tradizione.

 

Ma in Italia, nel pieno centro di Torino, c’è chi ha sfidato qualunque legge agronomica e ci mostra in tutto il suo splendore un giardino pensile pieno di colore, invasione di campo positiva nelle strette maglie urbane. E c’è chi si spinge addirittura oltre, come Franziska, che a Berlino scatena una guerilla a suon di fiori con il pacifico obiettivo di portare il bello dove regnano sterpaglie e abbandono.

 

Il cambiamento è in atto, è possibile insomma, ad ogni latitudine, basta solo guardarsi intorno e soprattutto guardare in basso, scendere dagli ascensori e dalle scale mobili dei Supermalls per riconquistare la terra, perché “God Save The Green” è storia di tutti, o almeno aspira a diventarlo, contaminando pensiero e azione.

 

Per il calendario delle proiezioni e per altre informazioni sul film è visitabile il sito web ufficiale http://godsavethegreen.it/italiano/.

 

 

Pubblicato in Cultura

Mercoledì 13 marzo 2013 ore 19.30, inaugurazione del nuovo ristorante TAIYO di Viale Monza 23.

A fare gli onori di casa la famiglia Wu, presente da molti anni sul territorio milanese, vanta una lunga esperienza in ristorazione asiatica e fusion. È nel mix tra modernità e tradizione che si rispecchia la nuova cucina di Taiyo. Una versione contemporanea del classico ristorante giapponese, dove i piatti sono sapientemente combinati in un equilibrio di sapori, dalla cucina giapponese classica a incontri più raffinati come gamberi rossi di Sicilia, tonno impanato al sesamo, ricciola al pistacchio, carpaccio di angus, sweat heart maki, exotic roll, astice roll, ikkameshi, calamaro ripieno, tempura, manzo alla coreana.

I ristoranti Wu Taiyo si distinguono per lo speciale connubio tra cucina orientale di alta qualità e preziose location.

In particolare, nella nuova location di Viale Monza il legame tra tradizione e modernità è rafforzato dal design, magistralmente curato dall’architetto, scenografo e designer Maurizio Lai. Di forte impatto visivo, il sushi Restaurant Taiyo si ispira a un’estetica internazionale e all’avanguardia. Ricco di molteplici elementi scenografici che ne caratterizzano le atmosfere, l’ambiente è formato da una grande sala centrale e due sale secondarie, fortemente impreziosito di allestimenti luminosi e materici. Degno di nota il particolare del soffitto in maglia metallica a disegno geometrico retroilluminato.

Wu Taiyo risulta essere, quindi, non solo un ristorante, ma un percorso itinerante attraverso tutti i sensi.

Il grafema TAIYO significa sole, ma anche Levante e arancio (il caldo leit motiv che decora i ristoranti Wu-Taiyo) ed è sinonimo di felicità e di fantasia. Il Sole, quindi, per la famiglia Wu include una sfera di significati che rappresentano il lato positivo della vita e, ovviamente, l ’amore per il cibo.

Questa la filosofia Wu Taiyo, amore per la cucina, per i clienti (tutto il personale del ristorante giapponese Taiyo parla correttamente italiano, per meglio comprendere le singole esigenze del cliente), amore per l’estetica e per i dettagli, e, soprattutto, amore generato dall’incontro tra cultura orientale e occidentale, specchio della realtà attuale, che Wu Tayio si propone di rappresentare in tutto il suo splendore.

 

Il nuovo ristorante di Viale Monza è un oasi pacifica situata nel centro di Piazzale Loreto, un’occasione per prendersi una pausa dal traffico cittadino e assaporare deliziose creazioni, facilmente raggiungibile con i mezzi.

 

Ad accompagnare la serata l’intervento musicale dei Deejay WestBanhof e Hell’s Shoes.

 

L'evento è realizzato in collaborazione con Uber, sito: www.uber.com

 

Taiyo Sushi Restaurant

Viale Monza 23, Milano

02-26113972 Sito: http://www.wutaiyo.com

 

Pubblicato in Nigthlife

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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