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Regista, scrittore, intellettuale uomo poliedrico. Omaggio ad Alberto Bevilacqua. Il MIC, museo interattivo del cinema, fa rinascere la Califfa e Margot.

 Domenica 6 ottobre alle ore 19.00 ha inizio l'omaggio cinematografico dedicato al grande regista, scrittore e sceneggiatore italiano Alberto Bevilacqua, scomparso lo scorso 9 settembre a Roma.

 

Uomo di grande cultura e intelletto che, con la sua poliedricità, ha raggiunto e lascia il suo pubblico con meravigliose opere; letterarie, in prosa e poesia, e visive, con i suoi film.

 

Il MIC, museo interattivo del cinema, proporrà per tre giorni (6, 7, e 9 ottobre) La Califfa e Gialloparma, ossia la sua prima (1970) e la sua ultima (1999) opera cinematografica. Opere accomunate anche dalle due figure femminili che animano entrambi i film, cioè la 'Califfa' e la bella Margot: donne forti, costanti e combattive che vivono attraverso le sue inquadrature e le sue parole.

La prima affronta la morte del marito avvenuta in miniera; la seconda invece, vittima di violenze, decide di vendicarsi dei soprusi subiti. 

 

A partire dalle 19.00 di questa domenica sarà proiettato Gialloparma, successivamente, lo stesso giorno, alle 21, La Califfa. Il 7 ottobre sarà possibile rivedere la replica di La Califfa alle 17.00, mentre il 9 ottobre, sempre alla stessa ora, vi sarà l'ultima replica di Gialloparma.

 

Il biglietto d'ingresso intero ha un costo di 5.00€, mentre il biglietto ridotto costa 3.00€.

Per qualsiasi informazione potete scrivere all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure andare direttamente sul sito www.cinetecamilano.it

Pubblicato in Cultura
Domenica, 19 Maggio 2013 11:45

Genesi. Fotografie di Sebastião Salgado

“Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell'uomo in natura. L'ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all'aria, all'acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita”.

 

Una frase che spiega al meglio l'obiettivo della mostra di Sebastião Salgado alla Forma Galleria fino al 6 settembre 2013.

Una meravigliosa selezione di 25 scatti di uno dei fotografi più importanti dei nostri tempi. Un viaggio in tutto il mondo lungo 8 anni: l'Amazzonia, il Congo, l'Indonesia, la Nuova Guinea, l'Antartide, l'Alaska. Dai deserti dell'Africa e dell'America alle montagne del Cile e della Siberia.

 

Grazie anche alla condivisione della vita quotidiana con le popolazioni indigene, è riuscito coglierne i momenti più intimi. Ha osservato e catturato il comportamento di animali selvaggi, ha immortalato paesaggi incontaminati.

 

È un ritratto del pianeta, un omaggio alla Terra. Un bianco e nero talmente forte da risultare un monito rivolto a chiunque: bisogna cambiare presto le nostre abitudini nei confronti della natura, portare un maggiore rispetto all'ambiente che ci circonda per poter mantenere vivi gli splendidi paesaggi che il fotografo ci mostra.

 

Info su orari e costi:

da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00

sabato dalle 12.00 alle 18.00.

 

Ingresso gratuito

 

Tel.: 02.89075420

www.formagalleria.com

 

 

Forma Galleria

Piazza Tito Lucrezio Caro, 1

20136 Milano

 

Pubblicato in Cultura
Martedì, 12 Marzo 2013 18:40

Amori senza fine: Birkin e Gainsbourg

Quando l'amore è stato folle, esclusivo e drammatico non può finire. Neppure a distanza di anni e con la scomparsa di uno dei due protagonisti. Jane Birkin è Serge Gainsbourg si conobbero alla fine degli anni '60 sul set del film Slogan e fu subito amore folle e repulsione caratteriale. Lei era bellissima e di grande fascino, aveva già fatto innamorare mezzo mondo con la scena di nudo nel film di Antonioni del 1966 e aveva una carriera di modella, cantante e attrice già consolidata. Lui era il dannato, tenebroso, arrogante e geniale attore e cantante icona della musica sofisticata, poetica e impegnata degli anni cinquanta e sessanta del Novecento. L'attrazione tra i due fu immediata e travolgente. Così come il declino successivo. Jane e Serge alla fine erano troppo diversi. Lui, affatto bello ma dal fascino fatale, si divertiva a ignorare quasi tutte le donne, le snobbava e non le considerava quasi mai alla sua altezza. La Bardot lo aveva lasciato proprio per questo, stufa di essere considerata una bambolina bionda e basta. Jane, però, era diversa. Non solo era caparbia e molto bella ma anche una straordinaria artista, versatile e brillante, che garantiva successo e fortuna a tutto quello in cui si impegnava. Jane sfilava indossando semplici magliette con coulisse e dopo qualche ora tutte le ragazze di Londra ne volevano una; i fan rubavo spezzoni dei suoi film per poterli rivedere a casa in maniera ossessiva, la sua voce sensuale faceva vendere migliaia di copie di dischi in pochi giorni. Serge Gainsbourg era un intellettuale snob e scorbutico ma non era stupido e capì che con la bellissima Jane avrebbe potuto condividere la vita privata ma anche quella artistica. I due entrarono in sala di incisione e ne uscirono con la canzone scandalo degli anni '70 Je t'aime...moi non plus. Il loro sodalizio, finché durò, fu perfetto. Pellicole, dischi, vita mondana e artistica spinta al massimo e nel 1971 la nascita della loro figlia, Charlotte, oggi tra le attrici più sofisticate e brave della sua generazione. Intanto Jane all'apice della sua carriera gira con i maggiori attori del suo tempo come Hills, Schneider, Delon, Belmondo. Diventa una icona di nome e di fatto perché Hermes, dopo aver dedicato la Kelly alla principessa di Monaco, disegna una borsa tutta per lei, la Birkin ( oggi la borsa più amata dalle attrici di Hollywood), insomma è il periodo d'oro di Jane. Proprio in questo momento, però, tra lei e Gainsbourg qualcosa si rompe. Lui diventa geloso e più aggressivo del solito. Si chiude in se stesso e fa un uso massiccio di alcol. La Birkin capisce che il rapporto non è più recuperabile e che gli alcolici hanno preso nella vita di Serge il posto di lei e della sua arte. Perciò lo lascia e continua la sua vita, sposando e frequentando altri uomini. Fino a che Gainsbourg non la richiama e non le regala tre bellissimi e intensi album, tutti nuovi e da cantare sulla loro storia d'amore e sul loro legame. Jane e Serge così ritornano a loro modo uno nella vita dell'altra, fino al 1991, anno della morte di Gainsbourg. Jane continua la sua carriera di attrice e cantante e nel 2011 decide di omaggiare il grande amore della sua vita (l'uomo del suo destino) con una tournée nei maggiori teatri del mondo dove canta solo le canzoni scritte da Serge. In Italia Jane Birkin si è esibita il 7 e 8 marzo a Roma e Milano, incantando tutti con la sua sofistica voce e con il suo immutato fascino ma soprattutto con i testi di Serge Gainsbourg. E questo è ancora amore.
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