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Mercoledì, 02 Novembre 2016 06:47

Dal 5 al 7 Novembre Golosaria a Milano

Torna a Milano Golosaria, rassegna culinaria ideata dal giornalista Paolo Massorbio.

Pubblicato in Eventi

Lunedì 13 Aprile 2015, alla Galleria Carla Sozzani dalle 19.30 alle 22.00, Cini Boeri presenta la sua nuova lampada LEDERA per STILNOVO.

 

Modera Decio G. R. Carugati, storico e critico del Design, interviene Marco Maiocchi, docente di Design al Politecnico di Milano, accompagna al saxofono Francesco Ronzio.

 

Scrive Cini Boeri: “Alcune immagini naturali che appartengono alla nostra esperienza visiva quotidiana possono a volte suggerire spunti progettuali, come il profilo di una nuova fonte luminosa, che ci aiuti nello svolgersi della vita”.

 

Questo è stato lo stimolo prodotto dalla linea sinuosa di un ramo d’edera che cresce lungo il muro e che piegandosi segue parte del soffitto. Abbiamo così sviluppato l’idea in studio, semplificando e schematizzando l’immagine, perché la natura è progettista più brava di noi! Una volta definito il modello in carta, abbiamo chiesto a Stilnovo e My Led di credere in questo progetto e di provare a realizzarlo. In quel momento le due aziende, impegnate nella definizione di nuove tecnologie basate sui LED, hanno deciso di sviluppare l’idea di un tubicino luminoso a forma di “ramo”, che emette luce propria, con la possibilità di rendere componibile la lampada e quindi “farla crescere”, proprio come l’edera sul muro”.

 

Cini Boeri è una grande personalità dell’architettura e del design italiano. Laureata al Politecnico di Milano nel 1951, dopo una lunga collaborazione con Marco Zanuso nel 1963 apre il proprio studio. Ha progettato in Italia e all’estero, dedicando grande attenzione allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente. Tra i premi e le onoreficenze ricevute: Product Design Award Resources Council Inc. (1978), Compasso d’Oro Milano (1979), Roscoe New York (1984), Design Stoccarda (1985 e 1990), “the IIC Lifetime Achievement Award” Los Angeles (2008), “Good design award” Chicago (2008), Roma Quirinale “Grande ufficiale al merito delle Repubblica italiana” (2011), XXII Compasso d’Oro ADI, Compasso d’Oro alla Carriera (2012).

 

STILNOVO, marchio storico del design italiano nato nel 1946, tra i più innovativi del design italiano nel peculiare ambito progettuale della luce. Dopo un periodo di inattività, Massimo Anselmi e Roberto Fiorato nel 2014 lo ricostituiscono insieme a un comitato scientifico creato per valorizzarne il patrimonio culturale e rieditandone le icone senza tempo, intatte nella forma estetica ma aggiornate negli apparati tecnologici.

 

LEDERA di CINI BOERI per STILNOVO Lunedì 13 aprile 2015 dalle 19.30 alle 22.00 Galleria Carla Sozzani Corso Como 10, Milano

 

Galleria Carla Sozzani Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.galleriacarlasozzani.org

 

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Pubblicato in Cultura

Quando si parla di Gae Aulenti è immediato il collegamento con Milano, l’architettura, il design, la razionalità tipica di chi fa del proprio lavoro la propria vita. Ambrosiana di adozione, Gae Aulenti, studia alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, luogo dove entra in contatto con alcune personalità determinanti per la sua carriera, uno su tutti Ernesto Nathan Rogers, anch’egli architetto, che lei stessa definisce il suo mentore, o meglio, suo “padre” accademicamente e professionalmente parlando. La sua ricerca stilistica si spinge oltre il razionalismo tipico del dopoguerra per aspirare al neo liberty: insieme ad altri architetti e designer in quegli anni realizza attraverso un utilizzo figurato delle forme, sia gli allestimenti per la XIII Triennale di Milano del ’64, sia svariati arredamenti durante gli anni Settanta. In un ambiente fortemente maschilista, Gae Aulenti emerge per le sue indiscusse abilità, per la sua innata capacità di giungere a soluzioni funzionali ed esteticamente apprezzabili. É una donna “Severa, e rigorosa, maschile nei tratti, i capelli tagliati come quelli dell’Auriga di Delfi. La “ magicienne des formes”, come la chiamano in Francia, miscelatrice di simmetrie e asimmetrie. La “pendolare del bello”, secondo un’altra etichetta, l’architetto della ragione, è una donna insieme aspra e cordiale, di semplicità francescana se non claustrale. Se le chiedi qual è il suo odore preferito, quello più inebriante, non ha esitazioni: l’odore del cemento. Il suo punto d’arrivo è la semplicità (“uno dei traguardi più difficili”). Dal particolare al generale, dal cucchiaio alla città era il motto del suo maestro Ernesto Nathan Rogers”, come riporta Laura Laurenzi, giornalista negli anni dell’ascesa dell’architetto. Pioniera in Italia e all’estero, collaborò con Renzo Piano ed altre figure di spicco come Joe Colombo, Marco Zanuso, Gaetano Pesce: realizza diversi pezzi di design per studi milanesi ed entra in contatto con Achille Castiglioni e Pierluigi Cerri. Negli anni centrali della sua carriera si delinea la vera personalità di Gae Aulenti, un architetto che non può prescindere dallo studio dell’arte, della letteratura, del teatro (collabora anche con Luca Ronconi), materie della quali “non può non interessarsi”. La sua ricerca si fonda sulla commistione di ragione ed estro, una fusione profonda tra reale e immaginario, osservazione del concreto e viaggio onirico. Gae Aulenti muore a 84 anni, dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti a livello italiano ed internazionale. Rimane un simbolo di genialità ed emancipazione, noi di Neropsinto non possiamo che amarla.

Per riassumere il suo pensiero ecco una delle sue citazioni più sentite, il suo modo di vedere la sua professione, grande amore e passione della sua intera esistenza:

«L’architettura nella quale mi piacerebbe riconoscermi deriva da tre capacità fondamentali di ordine estetico e non morale. La prima capacità è quella analitica nel senso che dobbiamo saper riconoscere la continuità delle tracce urbane e geografiche sia concettuali che fisiche, come essenze specifiche dell’architettura […]. La seconda capacità è quella sintetica cioè quella di saper operare le sintesi necessarie a rendere prioritari ed evidenti i principi dell’architettura, in grado di contenere qualsiasi variazione e cercando di allontanare così dal progetto quel tanto di arbitrario che esso naturalmente possiede. La terza capacità è quella profetica, propria degli artisti, dei poeti, degli inventori. Se la tradizione di una cultura non è qualche cosa che si eredita passivamente, ma qualche cosa che si costruisce ogni giorno, questa terza capacità non può che essere una aspirazione. Una aspirazione a creare un effetto di continuità della cultura, a costruire le sue forme e le sue figure, con un contenuto personale e contemporaneo.»

Pubblicato in Cultura
L’utilizzo della plastica per creare complementi di arredo è stata una vera e propria rivoluzione: ha aperto le porte a una concezione più dinamica e innovativa dei materiali, ai materiali che si sottomettono al designer e non il contrario. Proprio per celebrare questa storia fatta di creatività e coraggio è stato scritto un libro “Kartell - The culture of Plastic”, che narra gli eventi che hanno portato la famosa azienda italiana a diventare una vera e propria auctoritas nel campo del design, vera pioniera dell’arredamento in plastica e dell’interior fitting. Fondata nel 1949 da Giulio Castelli, Kartell nata con l’intento di incarnare l’intuizione materica di Fontana, lo spirito innovatore del Futurismo e la voglia di osare. Una storia che è partita da un ingegnere chimico Giulio Castelli e che, anno dopo anno, ha collegato come un filo rosso i nomi di alcuni tra i più grandi designer al mondo, da Joe Colombo a Philippe Starck, da Gae Aulenti a Ettore Sottsass e poi ancora Marco Zanuso, Ron Arad, Antonio Citterio e Vico Magistretti. "Volevo fare qualcosa di nuovo con i nuovi materiali che il mercato stava rendendo disponibili, cercando di generare attraverso i miei prodotti bellezza, innovazione e soprattutto sorpresa”, dice il fondatore. Un libro importante arricchito anche da due saggi introduttivi: “I love Kartell” di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, e “La cultura della plastica” di Silvana Annichiarico. Il libro è un viaggio nella storia del marchio condotto attraverso il contributo di storici, architetti, designer e responsabili di produzione di uno dei nomi che hanno reso l'Italia celebre nel mondo. Un must have da collezione e un esempio lampante del migliore sogno Made in Italy.
Pubblicato in Cultura

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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