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Grandi Giardini Italiani, il network che da sempre seleziona i migliori giardini, per il 2022 registra l’ingresso nel circuito di cinque capolavori di peculiare bellezza. 

Il Giardino dell’Impossibile sull’isola di Favignana è nato nel 1969 attorno alla villa di famiglia di Maria Gabriella Campo. Si sviluppa lungo quattro ettari di cave dismesse di calcarenite (tufo bianco) diventando un giardino nella roccia, formato da un tripudio di piante mediterranee ed esotiche che legano in un unico percorso più cave. L’enorme lavoro di rimozione dei detriti, raccordo dei livelli, messa in sicurezza e piantagione è stato anche un omaggio alle pirrere (cave), che hanno rappresentato per secoli la principale attività economica di Favignana, insieme alle tonnare e un ricordo del padre, che in quelle cave aveva lavorato. Appassionata di botanica, la signora Campo ha ampliato la dotazione di verde con collezioni di Hibiscus plumerie, vasche di acquatiche e ninfeepelargoni odorosi, alberi esotici di ogni tipo, ovvero un giardino botanico di oltre 500 specie diverse.

Villa di Montruglio nota come “Pigafetta-Camerini”, sui Colli Berici a 18 km da Vicenza, è uno dei grandi giardini storici del Veneto tra Seicento e Settecento, i secoli che conobbero lo stile barocco e rococò. Opera del Muttoni, con statue attribuite al Marinali e affreschi nelle sale di Francesco Aviani, la villa è circondata da un grande prato affacciato sul paesaggio, un brolo e un parco ottocentesco di cedri del Libanolecciquerce e cipressi. Intrigante l’intervento recente, che si innesta sull’impianto antico e lo completa, del paesaggista Ermanno Casasco, che ha restaurato lo spazio interno della Corte retrostante il portico della Barchessa. Nella vallata esposta a sud dietro il giardino, si estende un vigneto di 10 ettari da cui provengono vini pregiati recanti sull'etichetta il nome della Villa.

 Di qualche decennio antecedente è Villa Bell’Aspetto a Nettuno (Roma), progettata nel 1647 dall’architetto Antonio de Rossi al di sopra delle alture a picco sul mare. L’acquisto negli anni trenta dell’Ottocento, da parte di Camillo Borghese e Paolina Bonaparte, ha determinato importanti modifiche alla villa, ma il parco è rimasto lo stesso, tra boschi informali e un meno formale giardino all’italiana. Un arricchimento della già ricca dotazione di verde mediterraneo con specie esotiche è stato voluto da Lydia Borghese e continua con la sua discendenza, mentre all’architetto paesaggista Paolo Pejrone è stato demandato il compito di rendere fiorito nelle diverse stagioni il piazzale principale.

 Villa Rezzola Lerici di Lerici proprietà signorile documentata sin dal Settecento. Situata in una scenografica posizione panoramica, ha subito modifiche nei secoli, soprattutto a partire dal 1900, quando è stata acquistata dagli inglesi Helen Lavinia e William Percy Cochrane. Trentacinque anni dopo è passata ai conti Braida Carnevali, che di recente l’hanno lasciata in eredità al FAI. Ricco e diversificato il giardino a terrazze, che adornato da un roseto, una lunga pergola di glicine, un vasto prato, aiuole di fiori da taglio prodotti nelle serre della villa, un grande viale, una terrazza davanti alla villa ornata di vasi e conche fiorite, un bosco di lecci e numerose piante arboree e arbustive volute dall’ultima proprietaria, Pupa Carnevale Miniati, appassionata di botanica. 

 La Biblioteca degli alberi di Milano - BAM – è un giardino botanico realizzato nell’ambito della riqualificazione urbana nel quartiere di Porta Nuova e consegnato definitivamente alla popolazione milanese nell’ottobre 2018; con il proposito di far vivere agli abitanti un’esperienza culturale a contatto con la natura, anche in ottemperanza agli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 dell’ONU. Progettato dallo studio olandese Inside Outside e realizzato in parte con la piantagione partecipata degli abitanti e un importante intervento del paesaggista-vivaista Piet Oudolf, ha nell’elenco floristico oltre 100 specie vegetali, più di 500 alberi che formano 22 foreste circolari e 135.000 piante erbacee e arbustive, rampicanti, acquatiche, bulbose. Gestito in partnership pubblico-privato, la Biblioteca degli Alberi di Milano è il terzo parco della città per dimensioni e rappresenta per l’Italia un nuovo modello di verde urbano e di fruizione culturale della natura.

 Con l’adesione di questi cinque giardini sale a 147 il numero complessivo di grandi giardini del circuito di Grandi Giardini Italiani. Judith Wade, che da 25 anni ne è l’anima, invita con rinnovata convinzione a vivere i giardini, di svago a contatto con il verde, circondati da arte e cultura, immersi nella bellezza che consola e aiuta a crescere in consapevolezza. Due anni di pandemia ci hanno insegnato ad apprezzare davvero ciò che ritenevamo un patrimonio dell’Italia sempre disponibile e il cui ruolo abbiamo compreso solo nel momento in cui ci è stato negato. 

“Il 2022 – afferma Wade – darà ai Giardini Italiani di Prestigio la definitiva consacrazione come luoghi di piacere e di consolazione dai crucci quotidiani. I giardini offriranno alla rinascita post pandemica cibo per lo spirito degli italiani e dei visitatori della nostra nazione”. 

L’ex Dire Straits David Knopfler ha annunciato di aver aggiunto altre quattro date italiane, oltre a quella già prestabilite del 13 luglio a Reggio Calabria, all’interno del programma per il suo Electric Guitar Tour 2013.

L’artista di Glasgow, accompagnato da Martin Ditcham alla batteria, Pete Shaw al basso e Harry Bogdanovs alla chitarra, porterà il suo rock a spasso per il Bel Paese, suonando in prestigiose location, sia in grandi città che in piccoli comuni.

Evento particolarmente interessante quello della data calabrese, la quale si svolgerà nel contesto del festival Fatti di Musica Radio Juke Box, arrivato alla sua ventisettesima edizione. Sede dell’evento, la meravigliosa Arena dello Stretto, splendida cornice appositamente scelta per regalare agli avventori un’esperienza indimenticabile, di musica ed emozioni.

Anche Mark Knopfler, fratello di David e con lui fondatore dei Dire Straits, band di culto del rock britannico anni ’80, ha suonato in Italia (Milano e Torino) e ha in programma un mini tour di 5 date, in partenza il 13 luglio.

 

Di seguito i dettagli di entrambi i tour:

 

David Knopfler

6   luglio  - Rovello (SA) - Ravello Festival - Belvedere di Villa Rufolo 10 luglio  - Roma - Festival Roma Vintage - Parco San Sebastiano 11 luglio - Calvello (PZ) - Le Parole dei Suoni - Castello 13 luglio - Reggio Calabria - Fatti di Musica - Arena dello Stretto 14 luglio- Marsala (TP) - Festival Città Europea del Vino - Complesso Monumentale S.Pietro

Mark Knopfler

 

12 luglio  - Anfiteatro Camerini (Villa Contarini) Piazzola sul Brenta - Padova 13 luglio -  Ippodromo delle capannelle - Roma 14 luglio - Napoli 16 luglio -  Teatro Antico - Taormina 19 luglio -  Piazza Napoleone "Summer Festival" - Lucca

Siamo alla quarta edizione del Rock in Roma, ormai tra i più affermati festival di musica rock del Bel Paese, in grado di rinfrescare a suon di bella musica e bella gente la calda estate capitolina. Più di un mese di intensa programmazione regala al festival la possibilità di vantare una programmazione lunghissima, ma non solo, perchè la qualità sarà la caratteristica fondamentale. E quest'anno c'è veramente da leccarsi i baffi.

 

Nelle edizioni precedenti si sono esibiti sul palco del festival romano musicisti del calibro di Radiohead, Incubus, The Cure, Korn, Slash, The Cranberries, The Killers e moltissimi altri. Nella storica location dell’ippodromo delle Capannelle, la quale ha visto varcare i suoi cancelli a più di 600 mila persone in occasione delle edizioni precedenti, sono attese solo quest’anno circa 300 mila persone; 60 i giorni effettivi di durata, 20 le serate in programmazione, 3 i palchi allestiti. Questi i numeri confermati fino ad ora (lo so che voi volete i nomi, ma vi faremo penare nell'attesa ancora un po', sforzatevi di arrivare in fondo all'articolo e la sorpresa sarà più bella!) Per farvi capire: "Quest’anno fortunatamente – ha dichiarato Bucci – siamo riusciti a prendere tutto ciò che potevamo e volevamo, e questo è stato possibile grazie ai successi degli anni scorsi. Abbiamo cercato di raccontare, in un certo senso, la storia del rock degli ultimi 40 anni. E mi pare che ci siamo riusciti”.

 

Moltissime le novità della manifestazione, primo fra tutte il premio Rock in Roma: una Gibson, già di per sé oggetto di grande valore, firmata da alcuni degli artisti presenti, verrà regalata a colui che, secondo il direttivo artistico e alcuni giornalisti, avrà realizzato qualcosa di importante per la città di Roma. In collaborazione con un progetto AIED (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) contro la violenza sulle donne, si ricercherà il vincitore tra i giovani (18-29 anni) che abbiano proposto soluzioni concrete a questa piaga culturale purtroppo enormemente diffusa.

 

Infine, pensando all’ambiente, moltissime sono le iniziative per rendere facili, poco dispendiosi, ma soprattutto sostenibili, gli spostamenti per e da Capannelle. Prime fra tutte le ferrovie dello Stato applicheranno sconti sull’alta velocità per coloro in possesso di un biglietto del festival; il comune di Roma renderà gratuiti i percorsi interessati sulle linee metropolitane; sarà allestito un servizio di bus e navette prenotabile che colleghi l'ippodromo con la stazione e con Ciampino. In ultimo, ma, come si suol dire, non meno importante, l'associazione Carpooling.it si è messa in moto per realizzare un sistema di condivisione auto che vi permetta di lasciare a casa la vostra ed andare, senza pensieri, a godervi la magia di questo evento imperdibile! …Pensavate ci fossimo dimenticati, eh? Eccola, la line-up completa…prendete e gioitene tutti! GREEN DAY + ALL TIME LOW - 5 GIUGNO THE KILLERS + STEREOPHONICS - 11 GIUGNO TOTO - 21 GIUGNO KORN - 25 GIUGNO IGGY AND THE STOOGES - 4 LUGLIO MAX GAZZE' + IL CILE - 5 LUGLIO RAMMSTEIN + DJ JOE LETZ - 9 LUGLIO ARCTIC MONKEYS + MILES KANE + THE VACCINES - 10 LUGLIO BRUCE SPRINGSTEEN and The Street Band - 11 LUGLIO MARK KNOPFLER and Band - 13 LUGLIO THE SMASHING PUMPKINS + MARK LANEGAN BAND - 14 LUGLIO ATOMS FOR PEACE + OWINY SIGOMA BAND - 16 LUGLIO SKA-P + CASINO' ROYALE - 18 LUGLIO DEEP PURPLE - 22 LUGLIO DANIELE SILVESTRI - 23 LUGLIO NEIL YOUNG + DEVENDRA BANHART - 26 LUGLIO SIGUR ROS - 28 LUGLIO BLUR - 29 LUGLIO

Il cantante, chitarrista ed ex-leader dei Dire Straits è stato protagonista di due spettacoli a Torino (2 Maggio) e a Milano (3 Maggio). Tornerà nel nostro paese a Luglio per altre cinque date.

 

 

 

Il 2 Maggio mi trovavo a Torino per una serie di piacevoli coincidenze: era molto tempo che un mio caro amico mi invitava a trovarlo nel capoluogo piemontese, in cui si è trasferito da qualche anno, e ho pensato di andare a fargli visita durante il ponte del Primo Maggio; non ero mai stato a Torino, mi ha sempre incuriosito come città e devo dire che ne sono rimasto gradevolmente sorpreso; alla mia ragazza piace Mark Knopfler, ha comprato due biglietti e mi ha chiesto di accompagnarla.

Dopo quarantotto ore passate tra la Mole Antonelliana, Piazza Carlo Alberto e Piazza Castello, e in un turbinio di sapori fantastici tra gelato alla gianduia, fassone alla bagna càuda e barolo doc, mi dirigo in dolce compagnia al Palaolimpico dove il cantautore scozzese comincerà il suo show alle 21 in punto.

Sarà stata la stanchezza per aver visitato troppo in fretta la città, sarà stato lo shock di aver pagato un mediocre panino e una birra calda 10 euro da uno degli innumerevoli paninari parcheggiati fuori dal palazzetto, saranno stati i posti non proprio vicini al palco (terzo livello non numerato), sarà che io non sono un grande fan dei Dire Straits e di Mark Knopfler in particolare, ma il concerto mi ha un po’ deluso.

 

Mi aspettavo uno show zeppo di blues, arpeggi infiniti e coinvolgenti... Knopfler comincia bene, con una trascinante

, uno dei pochi singoli della sua discografia che mi sia rimasto in mente. Seguono poi alcuni brani tratti dal suo ultimo album in studio Privateering che, devo ammettere, non conosco e non ho ascoltato; e considerando i miei gusti forse ho fatto bene: per carità, Mark Knopfler è un bravissimo chitarrista e la sua bravura l’ha dimostrata nel corso dell’intero concerto; ma una serie di canzoni costantemente accompagnate da flauti e cornamuse, in pieno stile celtico (di cui pare permeato lo stesso album) ha un effetto soporifero su me e su parte del pubblico, che si scalda solo per il doveroso applauso tra una canzone e l’altra.

La svolta sembra arrivare quando Sir Knopfler tira fuori dal cilindro

.

 

Ad un certo punto il pubblico, comodamente ed educatamente seduto in platea, si alza e si accalca sotto il palco. Al che la mia perfida mente si è chiesta: lo hanno fatto per stare più vicini al loro idolo o per non addormentarsi? Perché, anche se mi vergogno un po’, ve lo devo confessare: stavo per appisolarmi. Non per giustificarmi ma la stanchezza, la visuale non ottimale, la voce un po’ monotona (e anche un po’ mono-nota, come direbbe Elio), le canzoni guidate da violini e cornamuse mi hanno fatto socchiudere gli occhi più di una volta.

 

Il concerto giunge alla sua fine e Mark Knopfler e la sua band ci congedano con

, tratta dalla colonna sonora del film Local Hero del 1983. La sensazione è quella di aver assistito ad uno spettacolo di due ore in cui la tecnica del protagonista ha fatto da padrone, quando molti, come me, si aspettavano qualcosa di diverso e di più coinvolgente, qualcosa dove gli assoli di chitarra fossero un mezzo per trasmettere emozioni.

 

Due date a Maggio e altre cinque date a Luglio (il 12 in provincia di Padova, il 13 a Roma, il 14 a Napoli, il 16 a Taormina e il 19 a Lucca): Mark Knopfler ci tiene molto a far conoscere le sue ultime fatiche agli italiani. E il consiglio che vi do, da discreto frequentatore di concerti è questo: se volete assistere ad un suo live dovete tenerci molto, conoscere molto bene i suoi album solisti e non aspettarvi le sferzate blues rock alla Dire Straits. Perché rischiereste non solo di rimanere delusi, ma anche di cadere nelle braccia di Morfeo, facendo una pessima figura.

 

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