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4 Mamme è il nuovo programma di Fox Life che mette al centro di una sfida televisiva la mamme italiane.

Pubblicato in Lifestyle
Venerdì, 27 Febbraio 2015 14:22

Il grande libro della Cucina di Carlo Spinelli

È uscito per 24 ORE Cultura, spin off editoriale de Il Sole 24 ORE, Il grande libro della cucina, ad opera di Carlo Spinelli. Non si tratta di una semplice raccolta, parliamo di un manuale che è al contempo ordinato, funzionale e anticonvenzionale.

Anticonvenzionale perché a scriverlo è un vero e proprio personaggio del gusto. Carlo Spinelli, aka Doctor Gourmeta, non è solo laureato in Lettere Moderne e laureando in Storia e Antropologia dell'Alimentazione ma è anche un appassionato di viaggi, musica, fotografia, ma soprattutto un caro amico. Scrive per Rolling Stone, La Cucina Italiana, Playboy e Wired oltre che sul suo blog ItaliaSquisita. Una personalità a 360 gradi, così come il suo libro che è un viaggio nel mondo della cucina: dal mediterraneo alla Svezia, dal mondo arabo a quello caraibico, dalla cucina vegetariana allo street food.

Dopo una dettagliata introduzione in cui vengono presentati i diversi stili con le loro caratteristiche e gli ingredienti tipici delle diverse tradizioni culinarie, Il grande libro della cucina prosegue con più di 100 ricette da tutto il mondo corredate da immagini che fanno trasparire la passione per la fotografia dell'autore. Il mix non è soltanto geografico, le proposte spaziano da piatti adatti a una cucina veloce e appetitosa fino a portate sontuose ed elaborate per le grandi occasioni.

Le dettagliate ricette hanno un occhio di riguardo per la salute e il benessere, con importanti annotazioni sulle proprietà nutritive degli ingredienti, interessanti aneddoti sulle loro origini e utili consigli per la presentazione e l'accompagnamento di ogni piatto.

Completa il volume una selezione dei migliori chef di alcuni stili, come Gennaro Esposito per il mediterraneo, René Redzdepi per il nordico, Ramzi Choueiry per l'arabico, Lanshu Chen per l'Asiatico, Pietro Leemann per il vegetariano e Khalid Mohammed per il Caraibico.

Il grande libro della cucina permetterà al vostro menù di casa di beneficiare di una ventata di originalità che farà felici i palati di tutti i vostri ospiti.

Sara Antonelli

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Pubblicato in Stile

Estate 2013, Londra, parco cittadino, la band rock più famosa e longeva del mondo ritorna proprio da dove era partita più di quaranta anni prima. La loro città e l’Hyde Park che li avevano visti protagonisti e consacrati a idoli musicali nel 1969.

L’evento richiama migliaia di fan da tutto il mondo e i Rolling Stone non si risparmiano e non lesinano mettendo in scena un concerto evento di ore e offrendo agli spettatori una scaletta di brani e di esecuzioni da mandare in estasi anche chi di rock e di assoli di chitarre fino a quel momento non ne aveva voluto sapere nulla.

Il potere del mito e il potere della “storia” dunque, capaci di rendere ancora ragazzi musicisti settantenni e richiamare sotto il loro palco quattro generazioni di ammiratori.

L’evento e il concerto sono di una importanza così grande ed eccezionale da richiamare con largo anticipo l’attenzione non solo di tutti i fan della band ma anche degli addetti ai lavori che decidono di trasformare il concerto evento anche in una pellicola evento.

Nasce così Sweet Summer Sun- Hyde Park Live 2013, con la regia di Paul Dugdale e il favoloso montaggio di Simon Bryant. Non una semplice ripresa del concerto, non un semplice racconto in immagini dell’evento ma un vero film, con movimenti di macchina ben precisi, primi piani degli artisti e degli strumenti fatti in maniera professionale e un suono capace di catturare anche il più piccolo scambio di battute tra Mike Jagger e compagni.

La pellicola è stata mandata in anteprima italiana al Medimex, Salone dell'innovazione musicale di Bari, lo scorso 5 dicembre e ha visto l’introduzione di Ernesto Assante e Gino Castaldo che hanno tenuto una vera e propria lezione di rock.

Un film evento insomma che celebra oltre a una delle band rock più celebri e di lunga vita al mondo anche un fenomeno di cultura e di società che sembra non essersi mai spento nonostante la crisi internazionale, il passare delle mode, l’alternarsi delle generazioni.

 Indira Fassioni

 

 

 

Pubblicato in Cultura

L’estate 2013 del Lago di Como continua a regalare emozioni con Festival e Rassegne musicali di altissimo livello. Cernobbio, in occasione del Festival Cernobbio Città della Musica che prende il via domenica 4 agosto, nella prestigiosa sede di Villa Erba, apre la manifestazione con una straordinaria mostra fotografica dal titolo “JUST A SHOT  AWAY” del rinomato fotografo Alessio Pizzicannella. L’esposizione, presso la storica Villa Bernasconi di Cernobbio, porta in scena 100 scatti del celebre fotografo e racconterà il suo percorso artistico e professionale in giro per il mondo. Nel corso degli ultimi 15 anni, ALESSIO PIZZICANNELLA ha immortalato musicisti e celebrità nazionali e internazionali diventando un punto di riferimento per lo star system. La mostra comprende i suoi lavori più rappresentativi , incluse le fotografie di grandi nomi della musica internazionale: dai Rolling Stones agli U2, dagli Aerosmith ai REM, da Carmen Consoli a Cesare Cremonini, dai Coldplay a Fabri Fibra fino ai Metallica e Zucchero… Per l’artista “la fotografia è un mezzo per poter vivere la musica”… Immortalare la musica e parlare di essa attraverso le immagini!

ALESSIO PIZZICANNELLA, è uno dei fotografi  dei più accreditati periodici musicali mondiali. Il suo lavoro-passione lo porta a viaggiare in tutto il mondo per ritrarre i più celebri musicisti per conto dei più importanti magazine internazionali.

ALESSIO PIZZICANNELLA: il fotografo della Musica!

Informazioni:  fino al 18 agosto, dalle 16.00 alle 21.00, con ingresso libero.

Martedì, 28 Maggio 2013 13:05

Chapeau: la Tape Art di No Curves

“Non sarà mica arte?!”. Questo è in genere il giudizio, o meglio pregiudizio, che la maggior parte delle persone esprimono guardando un’opera di arte contemporanea. Credendosi dei grandi esperti pronunciano a grande voce le loro sterili critiche senza sforzarsi di capire, senza cercare di conoscere l’artista e ciò che vuole comunicare, tenendosi preventivamente alla larga da un mondo che giudicano fatto di gente strana completamente avulsa dalla realtà.

 

Oggi voglio provare a sfatare questo mito e farvi capire come la creatività e l’arte non risiede solo nell’ estetica perfetta. Vi chiedo solo di prendervi due minuti per leggere ciò che sto per dirvi, sforzandovi di guardare oltre, al di là delle apparenze e del comune pensiero, cercando di comprendere a fondo, perché solo in questo modo potrete farvi un vostra opinione.

 

L’artista di cui voglio parlare è considerato e conosciuto come uno dei più interessanti artisti della Tape Art a livello mondiale, nonché uno dei primi in Italia ad avvicinarsi a questa tecnica.

So già che molti di voi stanno storcendo il naso, ma continuate a leggere perché ne sarete piacevolmente sorpresi e stupiti.

 

Per Tape Art si intende letteralmente l’arte di disegnare con il nastro adesivo. Si tratta di una tecnica molto giovane e ancora sottovalutata, che trae ispirazione dalla cultura dei surfer e degli skater della west coast americana che utilizzavano il nastro adesivo per decorare le loro tavole, già a partire dagli anni 70/80. È  difficile incasellare e dare una definizione univoca di questa forma d’arte a metà strada tra esperienze street, performance, pittura e per alcuni versi scultura, ma proprio in questa sua varietà e mutevolezza sta il bello di questa tecnica. Ogni artista dà libero sfogo alla propria creatività e alle proprie idee, utilizzando il nastro adesivo come uno strumento per poter indagare l’uomo di oggi in tutte le sfaccettature e contraddizioni.

 

Abbiamo l’onore di avere in casa nostra uno dei massimi esperti di questa forma d’arte: No Curves-Niente curve, questo lo pseudonimo scelto dal tape-artist che già ci dice molto di lui, della sua arte e delle sue opere.

 

Con il nome No Curves l’artista si cela l’elemento fondamentale della sua estetica: la linea come strumento di astrazione per arrivare alla totale sintesi geometrica delle forme del reale, captando così l’essenza delle cose.

Il suo avvicinamento alla Tape Art nasce proprio da questa ossessione per la linea e la grafica. Insoddisfatto dalla pittura, che non gli permetteva di raggiugere quel livello di pulizia e sintesi che tanto auspicava, l’artista si spinge alla ricerca di un nuovo strumento con il quale esprimere al meglio la sua arte.

Così avviene il suo avvicinamento al mondo della Tape Art, che non abbandonerà più. Nel nastro adesivo No Curves trova lo strumento che al meglio esprime la sua poetica in una sintesi di astrattismo, pulizia formale, resa pittorica e movimento.

 

L’indubbia creatività e capacità di lavorare il nastro gli sono valse la nomea di più grande artista di Tape Art al punto da essere stato scelto da diversi brand internazionali per campagne pubblicitarie ed eventi di arte urbana (come Adidas, Converse, Smart-Mercedes,Firetrap, Rolling Stone e molti altri) e da Tesa, azienda tedesca leader nel mercato mondiale del nastro adesivo, come artista rappresentativo per l’evento dei suoi 75° anni svoltosi nel 2011 ad Amburgo. Nel 2010 è stato finalista del Premio Cairo – Arte Contemporanea.

 

Non si smentisce con il suo ultimo show "TOP OF THE LINES" mostra  dedicata ai grandi maestri della linea, design e l'architettura, che No Curves omaggia con dei ritratti realizzati, ovviamente, con il nastro adesivo.

 

 

Ora che sapete chi è, perché il vostro giudizio sia ben fondato, non vi rimane che vedere dal vivo le sue opere.

Immergetevi nella Tape Art di No Curves sabato 1 giugno dalle ore 22.00 all’evento Chapeau organizzato da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto Arte& Comunicazione presso la prestigiosa location Spazio Giulio Romano (via Giulio Romano 8, MM Porta Romana).

 

 

 

 

| NO CURVES | Tape Art

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Venerdì, 19 Aprile 2013 14:40

Get Lucky - Daft Punk Nuovo Singolo

Finalmente è uscito! La notizia è di ieri notte, direttamente su Rolling Stone dopo la diretta radio di un'emittente olandese. Get Lucky, finalmente!

Dopo i tutti gli arrangiamenti e i fake, tra cui ricordiamo il più famoso, che ha tratto in inganno anche me, di Fabio Nirta, dj e promoter calabrese, il singolo più atteso degli ultimi dieci anni è online.

Non nascondo l'emozione provata nell'ascoltarla, immagino sia un poco come vedere il crollo del muro di Berlino, la morte di un papa o la vittoria dei mondiali. Vivere consapevolmente un momento di storia. L'attesa. La soddisfazione.

 

Buon ascolto.

Get Lucky - Daft Punk

Random Access Memories

Voce di Pharrell Williams e chitarra di Nile Rogers

 

Pubblicato in Musica
Giovedì, 21 Febbraio 2013 15:11

Lykke Li follows rivers

Forse conoscerete l’artista Lykke Li per il singolo I Follow Rivers, o per il video della canzone, che da tempo spopola su Facebook e i compagni social.

Forse non sapete, però, che il suo nome per intero è Li Lykke Timotej Svensson Zachrisson, che è svedese, che è in attivo dal 2007, che ha pubblicato il primo album, Youth Novels, nel 2008 e che ad oggi ha contribuito alle produzioni di artisti come i Kings of Leon, lo svedese Kleruup, il famosissimo duo elettronico Röyksopp e il rapper, nonché produttore discografico, Kanye West. E che proprio lei, nel 2010, è stata una dei volti ufficiali per la collezione Levi's Curve ID, insieme a Pixie Geldof e a Miss Nine.

 

Sorpresi? Non avete ancora sentito tutto. Lykke Li vanta anche collaborazioni in campo cinematografico e televisivo: una versione remixata della sua canzone I’m Good, I’m Gone è stata inserita come Sound Track del film horror Patto di Sangue del 2009, così come la canzone Possibility, scritta nel 2009 per il film The Twilight Saga: New Moon; Get Some è stata utilizzata nel film Senza Freni di David Koepp del 2011, nelle serie tv Hawaii Five-0 titled , Pretty Little Liars, The Vampire Diaries, Teen Wolf e nel trailer per il video game, Batman: Arkham City; Until We Bleed, in featuring con il cantante Kleerup, nei telefilm Misfits e Ringer. La cantante ha inoltre partecipato ai due più importanti show serali concorrenti in America, il Tonight Show presentato da Jay Leno e il Late Show di David Letterman.

 

Ma torniamo alla musica, Li ha inciso il suo secondo disco Wounded Rhymes nel 2011, ed è subito stato annoverato tra i best albums dell’anno da riviste quali l’ Observer, il New York Times e Rolling Stone. Wounded Rhymes contiene dieci tracce, tra cui I Follow Rivers che, divenuta immediatamente successo mondiale, ha ispirato numerose cover, tra le più famose quella del gruppo belga Triggerfinger e la versione remix dei The Magician inserita nel film di De rouille et d'os di Jacques Audiard del 2012, in competizione al festival di Cannes.

 

Perché tutto questo successo? La canzone è un flusso perpetuo di parole come, appunto, il corso di un fiume. Nel video, diretto da Tarik Saleh, Li vestita e velata di nero insegue un uomo (l’attore Fares Fares) attraverso un paesaggio arido e innevato. La canzone continua a ripetere “I follow you” con voce straziata, tutto è freddo intorno a loro, lui scappa disperato, forse spaventato dalla figura che sembra evocare dolore e potrebbe significare tutto ciò che di oscuro c’è in una relazione. Lei non lo lascia andare, lo segue, se dovesse servire lo farebbe fino al fondo dell’oceano dove l’acqua è “scura come una condanna a morte”, si toglie le scarpe per riuscire a muoversi meglio, riesce a raggiungerlo e per lui è la fine della corsa, il momento della resa, dell’abbandono a lei che sembra recargli tanta sofferenza, ma dalla quale è impossibile scappare. Lui piange inerme, lei lo stringe con forza, l’inquadratura si chiude in un abbraccio soffocato dal pianto. Questo è il motivo del suo successo. È proprio così che ci si sente ascoltando questa canzone, presi da una trance ossessiva, dal pensiero della persona amata, desiderata, forse impossibile da raggiungere, ma pronti a inseguirla persino tra le acque impervie di un fiume in piena.

 

Noi di Nerospinto amiamo Lykke Li perché è un’icona contemporanea in fiore in grado di dare voce alle nostre emozioni e ai nostri desideri più profondi attraverso la sua sensuale allure e la sua voce accesa e intensa.

 

Pubblicato in Musica

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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