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Il 28 ottobre alle ore 11.30 presso il  Teatro 7 di via Thaon di Revel, si terrà un evento irrinunciabile per i cultori del mangiar sano che hanno sempre un occhio rivolto alle nuove tendenze culinarie. Claudia Biondini, scrittrice dalla formazione poliedrica maturata grazie all'incontro con le cucine di tutti i continenti,  presenta “I Magnifici 100",  piatti golosi, completi e colorati per mangiare sano. Più che un ricettario, una vera e propria bibbia del piatto unico.

Dimenticatevi le obsolete diciture “primo”, “secondo “e“contorno”. L’autrice presenta cento piatti unici, validi alleati nella vita frenetica di ogni giorno. La cucina diventa veloce e dinamica, senza però rinunciare a gusto e salute, poiché in ogni piatto è contenuta la quantità necessaria di nutrienti che dovrebbe caratterizzare un pasto tradizionale sano.

Un libro che racchiude tutta la filosofia gastronomica di questi tempi. Al suo interno, infatti, si possono trovare ricette sane, colorate, gustose e soprattutto bilanciate, poiché sono state sviluppate con il supporto di una nutrizionista. Il libro è facilmente consultabile, ogni ricetta, infatti, è contrassegnata da simboli che racchiudono le sue caratteristiche: vegetariana, vegana, senza glutine, senza lattosio.

Inoltre c'è un’altra lodevole particolarità: in ogni ricetta la scrittrice passa in rassegna ogni ingrediente, illustrando quanto grandi possono essere i benefici che il corpo riceve da uno stile di vita sano e regolare. Il mangiare bene diventa in questo modo un rituale di bellezza e salute che si nutre di ricercatissimi ingredienti, come i componenti di un preziosissimo siero di bellezza.

Durante la presentazione sarà possibile chiedere consigli e sottoporre curiosità, oltre che acquistare il libro e farlo autografare. A seguire, l’esperienza si farà sensoriale: sarà possibile gustare un delizioso aperitivo e assaggiare una ricetta tratta dal libro, preparata dalla scrittrice stessa.

 Indira Fassioni

Come scrivevo tempo fa su Yogamando, la mia pagina Facebook dedicata al mondo dello yoga e dintorni, esser dritti è un atteggiamento che può esser riportato sia a livello fisico che a livello mentale.

 

Tadasana, la posizione della montagna, perfeziona l'atteggiamento del corpo che normalmente utilizziamo durante l'arco della giornata dal momento in cui ci alziamo a quando andiamo a dormire.

Pestando attenzione a come stiamo in piedi con le braccia lungo i fianchi, semplicemente, vi accorgerete che sicuramente qualcosa è fuori posto: le spalle, il collo, il bacino, le ginocchia o le gambe. Per non parlare della posizione della colonna vertebrale, il pilastro che sorregge il nostro corpo e che ci permette di assumere la posizione eretta sui nostri due piedi.

Tadasana migliora, man mano che si pratica, lo stare in piedi allineando tutte le parti del corpo in un insieme unico e omogeneo che forma una linea armonica che ha come cardini i piedi e il 'Bindu' (il punto più alto del nostro capo).

La Montagna richiama subito nella mente un atteggiamento fermo e radicato a terra, atteggiamento che si riflette anche in uno stato mentale: esser dritti nonostante tutto.

 

Ma cosa vuol dire esser dritti?

Immaginiamo l'ago di una bilancia posizionato nella nostra testa. L'ago quando oscilla troppo a destra o a sinistra crea uno stato di scompenso che sfocia in reazioni mentali 'velenose' per la nostra esistenza, stati che alterano la giusta prospettiva delle cose e che ci fanno compiere le classiche azioni delle quali, pensiamo a posteriori, potevamo farne anche a meno. Tadasana, quindi, ha benefici anche a livello psicologico. La mente è più stabile e meno sottoposta a scompensi originati dai mille stimoli o provocazioni esterne a cui siamo quotidianamente influenzati.

Il corpo è dritto e quando siamo in piedi ad aspettare il tram pensiamo due volte prima di caricare il peso su una gamba piuttosto che sull'altra oppure portare troppo in avanti il bacino piuttosto che chiudere le spalle in una noiosa e antiestetica curva della spina dorsale. La posizione delle spalle, in particolar modo, è un classico sinonimo di chiusura nei confronti dell'ambiente esterno.

Oltre a un miglioramento estetico Tadasana, come molte altre posizioni yogiche, affonda i propri benefici anche a livello psicologico e mentale confermando le Asana come un prezioso strumento a disposizione dell'uomo.

 

 

Namaste Vittorio Pascale Studioso e praticante di Yoga Integrale presso il centro Parsifal di Milano, viale Gorizia 6, Milano Studioso e praticante di Buddismo tibetano Fondatore della pagina Fb Yogamando Hai domande? Vittorio_pascale@alice.i

I segnali del corpo ci vengono spesso in aiuto per capire meglio chi abbiamo di fronte, per aiutare la persona a riconoscersi e stare meglio.

 

Per l'operatore olistico i segnali del corpo sono fondamentali per capire chi ha di fronte e per capire quale deve essere il trattamento più adatto all'occasione.

Uno di questi segnali è dato dalla predominanza della nostra parte destra o sinistra del corpo.

 

In medicina cinese e indiana il valore che viene attribuito a questi elementi è psicologicamente molto profondo e da questo, come sempre nelle discipline orientali, se ne ricavano le cause di disturbi fisici e/o psicologici a volte anche gravi.

 

 

La destra per le filosofie antiche rappresenta la parte maschile, attiva, l'azione, tutto ciò che è materiale, il rapporto con gli altri.

La sinistra al contrario rappresenta la parte femminile, passiva, le emozioni, tutto ciò che è spirituale, il rapporto che abbiamo con noi stessi.

 

Non è casuale che tutti i dolori, le fratture, i blocchi di qualsiasi tipo in una persona vengano sempre a destra o sinistra.

Davanti a certi avvenimenti c'è da chiedersi se il nostro rapporto con gli altri o con noi stessi non sia esattamente in equilibrio. Partendo da questo quesito (all’apparenza semplice) la persona può iniziare ad aiutarsi rimettendosi in discussione e facendo un percorso mentale e spirituale idoneo.

 

E’ interessante notare la posizione dei piedi nelle altre persone quando sono sdraiate, in spiaggia, a letto.

I piedi difficilmente saranno entrambi con la stessa angolatura.

Questo è un semplice ma efficace esame di una persona.

 

Un piede destro che è molto aperto verso destra e quello sinistro che invece punta più verso l'alto ci vuole dire che il soggetto sicuramente blocca la sua parte emotiva, non si vuole guardare dentro, si punisce e non cerca un incontro con la sua parte più spirituale.

Un altro esempio è dato da due piedi apparentemente ben distesi e rilassati ma dove il piede sinistro è poco o molto più aperto rispetto al destro. In questo caso ci troviamo davanti ad una persona troppo trasparente, forse un po' vittima di se stessa e che dovrebbe non farsi attaccare gratuitamente dagli altri.

E ancora…due piedi che puntano entrambi verso l'alto e magari con e gambe vicine ci parlano di un personaggio che non permette che gli si legga dentro, che si protegge per paura o perché non è abituato ad aprirsi.

 

La posizione dei piedi cambia in base al nostro stato mentale e di questo ne è prova molto evidente quello che accade durante i massaggi ovvero durante quei momenti in cui la persona si lascia andare e il nostro intelletto non governa le nostre azioni.

Durante i trattamenti molto spesso i piedi cambiano la loro inclinazione portandosi inizialmente in una posizione che testimonia il proprio "io" e in seguito in una posizione di relax totale in cui i piedi sono equamente distesi.

Nel momento in cui il massaggio ha termine e il cervello riprende il controllo ecco che i piedi si riportano immediatamente nella posizione originale.

 

Certo è che dei piedi che sono in verticale o che volgono a destra di certo mancano di un rapporto con la propria parte spirituale in quanto viene rinnegata per i più disparati motivi e si preferisce dedicarsi a tutto ciò che è materiale perché sicuramente non é in apparenza destabilizzante.

 

Come in tutte le discipline olistiche ci bastano pochi e chiari segnali che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno per dare una mano a noi stessi.

Questo è il passo più difficile. Il resto vien da se.

 

 

Walter Zanca

Massaggi, campane tibetane, reflessologia plantare.

 

Massaggi ayurvedici, rilassanti, linfodrenanti, energizzanti, californiani, hot stone, per donne in gravidanza, di bellezza.

Trattamenti di campane tibetane.

telefono 349.4487760

 

http://www.almamatters.it/

 

Tra i molteplici atteggiamenti che rubiamo dalla sala di pratica uno a cui tengo particolarmente è la consapevolezza, punto sul quale, molti dei maestri che ho intervistato ( es. Sw. Virananda o la mia maestra di Yoga Manuela Leoni) hanno posto un accento decisamente “accentuato” .

Ma cosa si intende per consapevolezza?

Facciamola breve: sapere esattamente cosa si sta facendo o dicendo coordinando armonicamente la mente con il corpo. “ Eh, facile”...iniziamo a pensare. Ma andiamo un attimo oltre. Abbiamo la sicurezza che tutto ciò che diciamo sia assolutamente e consapevolmente sotto il nostro controllo? Quante volte agiamo seguendo in automatico il modello ON-OFF di un interruttore elettrico? Ammetto che, oggigiorno, siamo tutti un po' lobotomizzati e in modalità pilota automatico. Basta pensarci e rifletterci: è il primo passo verso la consapevolezza che abbraccia azioni e parole; e che comunque dovrebbe estendersi anche in azioni inconsapevoli come il sonno, durante il quale, in teoria, noi non agiamo. Vi rimando, in questo caso, e per approfondimenti, all'articolo “Il bello (finto) addormentato: Lo Yoga Nidra o sonno consapevole.

La mente si coordina con il corpo: un elemento non-concreto e invisibile agisce con un elemento concreto e tangibile che ha in sé il set completo dei 5 sensi. E' questo che fa lo Yoga ponendosi come lo “start” del viaggio verso la consapevolezza. Ovvio, dopo una lezione non si vedono gli effetti nella nostra vita quotidiana della pratica; un po' come pretendere che un medicinale sia un “pronti, via, assunto, malattia passata”. Ogni cura, breve o lunga che sia, ha il suo tempo di fioritura e osservare la sua evoluzione con pazienza e costanza fa sbocciare in noi altre qualità utili da riversare nella quotidianità.

Tuttavia, posso assicurare, che dopo la prima lezione di Yoga si esce leggeri, rilassati ma “stanchi” allo stesso tempo. Perché? Oltre all'utilizzo di fasce muscolari che non pensavamo neanche di avere, e che si rispolverano come le vecchie argenterie della nonna, il punto focale della stanchezza mentale e fisica è proprio la circostanza di essersi trovati a dover far collaborare la nostra capoccia con il sistema muscolare per raggiungere un Asana. E non è una questione da poco perché si tende a considerare il corpo e la mente come due entità separate che non hanno nulla in comune: peccato che la mente risieda nel nostro corpo da quando siamo nati e normalmente la si lascia “cazzeggiare” un po' troppo. Non ci si rende conto, invece, che la mente non è altro che un corrispettivo di un braccio o di una gamba, un arto: quindi quando non c'è bisogno di utilizzarla semplicemente si lascia a riposo...ma tutto ciò accade? Normalmente no.

Iniziando a prender atto della felice collaborazione che ci può essere tra il corpo e la mente si inizia poco a poco a rendersi conto di cosa sia la consapevolezza rubandola dalla sala di pratica e portandola via via nella nostra vita. Si comincia a osservare consapevolmente, a camminare consapevolmente, ad agire consapevolmente e a compiere molte altre azioni a cui posso abbinare la parola “consapevolmente”. La mente è più allineata e snella e tende a non ingolfarsi diventando un elefante in uno spazio di 1 cm quadrato. Il corpo si muove con più disinvoltura ed eleganza poiché, durante una Sadhana (pratica Yoga), lo sfidiamo mettendo a nudo le nostre paure di muoversi o assumere determinate posizioni, gioendo anche del limite superato o del raggiungimento di un grado di osservazione più profondo del sistema muscolare o respiratorio.

Riappropriandosi del corpo, il primo strumento che in assoluto controlliamo, ma che paradossalmente muoviamo in automatico senza cognizione di causa, non è altro che l'effetto di agire con una consapevolezza che concilia corpo e mente. La mente collabora con una qualità diversa con il corpo e quest'ultimo ci libera da limiti o da blocchi che di solito ci autoimponiamo per assurde e inconsistenti idee di non riuscire a fare determinate cose.

Riprendendo la natura etimologica della parola Yoga, “unione”, il processo che mette in atto la consapevolezza è proprio questo: unire il corpo assieme alla mente facendo tornare l'essere umano ad essere un unicuum continuo. Un insieme omogeneo e non un minestrone che ribolle e trapela da una pentola a pressione pronta a scoppiare da un momento all'altro: c'è sempre stata una bella differenza tra minestrone e passata di verdure!

Lasciando la pratica dello Yoga sfidatevi in questo modo: provate, da quando vi svegliate a quando andate a dormire, a pensare e a rendervi conto di ogni azione che fate: dal prender il caffé al percorso che fate andando a lavoro, a quando camminate, ecc ecc. Alla fine della giornata la mia domanda è: siete riusciti a mantenere una consapevolezza costante delle vostre azioni e parole senza cadere in automatismi o perdervi a un certo punto? Tutto ciò è alquanto stancante, no? (Nel Buddhismo questo esercizio viene chiamato “meditazione consapevole”).

Namasté, Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano Fondatore della pagina Fb: Yogamando Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Molti pensano che l'olio venga utilizzato durante i massaggi solo per far scorrere meglio le mani sul corpo, ma in realtà questo è un vero e proprio nutrimento per il nostro organismo.

La sua scelta è molto importante, così come importante è sapere quale scartare completamente dalle proprie abitudini di vita.

 

Innanzitutto è importante capire che, per la propria salute, l'olio deve essere naturale.

 

Per spiegarvi quanto questo concetto sia fondamentale, faccio notare come l'olio durante il massaggio ad un certo punto scompare.

Non si è volatilizzato e tanto meno è stato asciugato con il lenzuolo dal quale si viene coperti.

 

L'olio viene totalmente assorbito dal corpo umano.

 

Questo significa che, dalla pelle, il liquido viene assorbito per poi penetrare nei muscoli, nei tendini, nelle ossa, nel sangue e viene portato in tutto il corpo. Da qui l'importanza del materiale che viene utilizzato.

 

Esistono molti oli in commercio, marche molto famose e che vengono usate anche per i neonati. Petrolio. Puro.

 

L'elenco degli ingredienti non è casuale: il primo a venire elencato è quello presente in maggior percentuale rispetto agli altri nel prodotto.

Se ponete attenzione alla lista di componenti sul retro, noterete che il primo in elenco è sempre la paraffina liquida. Petrolio, appunto.

 

Quando dopo la doccia, durante un massaggio, etc., veniamo cosparsi di questi "oli" stiamo avvelenando il nostro corpo.

 

L'assorbimento dei liquidi sulla pelle è anche indice di quanto siamo idratati o disidratati e di quanto necessitiamo di bere, idratare gli organi interni, rinnovare i liquidi che compongono il sangue, i succhi gastrici e via dicendo.

 

Una persona che in media beve quotidianamente un litro e mezzo di acqua è sufficientemente idratata e l'olio non verrà per nulla assorbito dal soggetto in quanto il corpo, macchina perfetta, respinge eccessi inutili.

Al contrario, persone che non bevono mai vedranno grandi quantità di olio venire assorbite completamente e senza lasciare traccia di unto.

 

Per questi motivi è sicuramente meglio usare l'olio di oliva piuttosto che altri prodotti.

"Ma l'olio di oliva per cucinare?", chiederete. Ebbene sì!

Quell'olio che viene usato per cibare il nostro corpo e fornirgli sostanze nutritive, ha effetti benefici sia che entri attraverso la bocca o permei la nostra pelle.

Contrariamente a quello che si pensi l'olio non lascia odori e non lascia aloni o unto addosso.

 

Esistono in commercio, soprattutto nei negozi di alimentari asiatici, tanti tipi di olio, ricchi di sostanze preziose e a costi davvero irrisori, che possono essere usati per condire i cibi, idratare la propria pelle (e quindi il nostro corpo), fare benefici impacchi sui capelli.

 

Grazie all'Ayurveda (millenaria medicina naturale indiana) consiglio tra tutti l'olio di sesamo che è quello che penetra più profondamente nel corpo e in tempi molto veloci e, per la stagione calda, l'olio di cocco.

Quest'ultimo presenta delle caratteristiche molto curiose: al di sotto dei 21 gradi solidifica e per questo motivo deve essere utilizzato necessariamente durante la stagione calda quando torna allo stato liquido.

La solidificazione non implica che l'olio sia scaduto o andato a male.

 

Un piccolo consiglio di bellezza per la propria chioma: versare abbondante olio su capelli e cuoio capelluto. Assicurarsi che tutta la lunghezza del capello sia unta. Intingere un asciugamano in acqua molto calda, strizzare e usarlo come turbante raccogliendo i capelli. Tenere in posa per almeno un'ora e lavarsi come d'abitudine.

I capelli saranno morbidissimi, lucenti e puliti come mai prima.

Provare per credere.

Un piccolo potente rimedio fai da te con pochi soldi.

 

WWW.MASSAGGIMILANO.IT

Il Danae Festival è un progetto che cerca di dare risalto a esperienze artistiche nuove della scena contemporanea, proponendo artisti nazionali e internazionali che si esprimono attraverso differenti linguaggi dal teatro alla danza, dalla performing art alla musica, dalla videoarte al cinema.

 Giunto alla sua quindicesima edizione sarà aperto dalla compagnia Teatropersona che presenterà lo spettacolo ‘A U R E’ dal 17 aprile al 2 maggio al Teatro Out Off di Milano.

 A U R E è l’ultimo capitolo della trilogia del silenzio e della memoria, ispirato all’ opera ‘Alla ricerca del tempo perduto’ di Marcel Proust, nella quale tutto si agita, si muove  e si sposta in un mondo reale che però appartiene anche all’ altra sfera, quella dei sogni, che trae dalla realtà nutrimento, rubandone le immagini, e creando delle aure, ossia aloni di vita che avvolgono ogni cosa.

 Regia, drammaturgia, scena, luci e suoni sono curati da Alessandro Serra, mentre l’autore dello spazio e delle figure è Vilhelm Hammershoi, pittore danese del silenzio, capace di permeare la scena di tempo. Nei suoi interni il tempo fluisce come fatto luminoso, tutto è al contempo immobile e vibrante, nella camera oscura interiore si accende una speciale luce, ossia il corpo dell’attore che non si vede, ma fa vedere.

 Regia, drammaturgia, scena, luci, suoni: Alessandro Serra con Chiara Michelini, Francesco Pennacchia, Valentina Salerno

Produzione: Teatropersona, Regione Lazio, Bassano Operaestate Festival, Teatro Fondamenta Nuove Venezia, Rete teatrale aretina, Teatro Comunale Castiglion Fiorentino, Fondazione Ca.Ri.Civ.

 Mercoledì 17 aprile ore 21.00

Durata 55’

DANAE FESTIVAL XV edizione

a cura di Teatro delle Moire

intero 10 euro, ridotto 8 euro

Teatro Out Off

via Mac Mahon, 16

20155 Milano

tel. 0234532140

www.teatrooutoff.it

Ad Agra, Lugano, si trova la Collina d’oro, un posto magico con una vista spettacolare sul Lago di Lugano…

Proprio qui domina il Resort, la nuovissima struttura firmata dal’architetto Ettore Mocchetti e voluta da Silvio Tarchini.

Venticinque ettari, un hotel con 30 suites e 16 camere doppie , 43 appartamenti in vendita-affitto e mille metri quadrati di SPA sono i numeri che fanno del Resort Collina d’Oro una location “da mille e una notte”.

Il Resort dispone di un moderno ed innovativo Centro Well-Aging, dotato di piscina interna ed esterna, sale per trattamenti e fitness.

Benessere, relax ed armonia in una struttura elegante, dove il cliente è coccolato da professionisti del Beauty e del Fitness.

E' la location ideale per rigenerare mente e corpo e trovare un nuovo equilibrio psico- fisico, benessere e amore per la cucina!

Il Ristorante del Resort è un angolo di paradiso per gli amanti dei piaceri della tavola.

Lo chef Arcangelo Gioia, giovane promessa della cucina italiana, propone menù studiati ad hoc per garantire un equilibrato apporto di calorie. La tradizione della cucina italiana si intreccia alla ricercatezza di nuovi sapori nel segno della leggerezza e della qualità.

Resort Collina d’Oro: un nuovo concetto di Benessere in cui trovare la perfetta sintonia tra mente e corpo in un ambiente affascinate ed armonioso .

 

Per informazioni: www.resortcollinadoro.com

 

Sara Biondi

 

 

 

La Realtà e la Mente sono un vasto argomento trattato da studiosi, filosofi e scienziati nel corso dei secoli.

Il modello oleografico, propostovi nell'articolo scritto la settimana scorsa, viene richiamato dalle scoperte e ricerche in campo psicologico realizzate nell'arco degli ultimi centoventi anni e che influiscono tutt'oggi sulla Naturopatia.

 

Secondo gli studi di Jung, le coscienze umane sono interconnesse tra loro, originate da una collettività che si manifesta tramite la pluralità e varietà degli individui.

Jung introduce l'elemento sincronicità, ovvero "coincidenze talmente insolite e significative da essere difficilmente attribuibili al solo caso".

Egli osserva inoltre come la psiche possa influenzare la realtà, dato che non c'è separazione tra mente e materia: un approccio propositivo e collaborativo dei suoi pazienti durante le sedute, permette loro di mutare le condizioni di salute con notevoli miglioramenti.

È fondamentale un approccio sereno e fluido alle situazioni, agli eventi che si verificano durante la nostra esistenza. Ogni episodio vissuto è prezioso, siamo noi a scegliere come vivere tale insegnamento, se con gioia, o in modo più o meno traumatico.

 

Carl Simonton, oncologo del Cancer Counseling and Research Center di Dallas, applicò la visione di Unione tra realtà "esterna" e mente per aiutare pazienti con tumori ad affrontare tale stato con maggior serenità.

L'immaginazione e la mente intervengono sull'aspetto fisico del paziente, il quale influisce direttamente sul proprio essere. Attraverso tecniche di rilassamento, meditazione e visualizzazione che accompagnavano il malato tumorale durante il percorso di cura, Simonton ottenne ottimi risultati sui pazienti che parteciparono alle varie sperimentazioni.

 

Si dice che il filosofo Epitteto, così come altre tradizioni filosofiche, sostenne tale concetto: le persone non sono disturbate dall'evento in sé, ma dall'interpretazione che ne danno.

 

Negli anni Sessanta, ricercatori americani dimostrarono che l'aumento di stress (capacità di adattamento a situazioni) comporta maggiore produzione di cortisolo dalle ghiandole surrenali.

Tale risultato venne studiato sul caso di uno studente interrogato da un professore a scuola: gli studiosi si chiesero dunque che cosa effettivamente accada in noi durante situazioni di maggior pericolo.

Vennero presi in esame piloti di carri armati in servizio nel conflitto in Vietnam, e i risultati furono sorprendenti: il livello di ormoni corticosteroidei erano al di sotto della norma. Intervistati i militari, essi giustificarono la loro tranquillità indicando che si sentivano al sicuro sulla terraferma, si decise dunque di riproporre gli stessi esami ai piloti di elicotteri.

Il risultato, anche qui, fu di nuovo rappresentato da un livello base di produzione di cortisolo e altri ormoni surrenali non superiore alla norma. Intervistati anch'essi, diedero la stessa spiegazione dei soldati di terra: stare in aria faceva loro sentire al sicuro, dato che con elicotteri era per loro più semplice rispetto allontanarsi dal pericolo rispetto alle truppe di terra.

La mente ha un ruolo chiave, con tutte le convinzioni che porta con sé.

Il corpo dei soldati rispondeva a rassicurazioni mentali senza aver bisogno di produrre valori alti di ormoni surrenali perché i militari si sentivano al sicuro anche in condizioni non del tutto distese e serene.

 

Lo stesso approccio può essere anche associato a come si vive il dolore: una persona che "pensa" di essere malata, tende a vivere ogni minimo disturbo con maggior disagio rispetto a una che "pensa" di essere sana.

La risonanza degli eventi si manifesta in noi proprio attraverso l'interpretazione dell'evento che, per una persona può essere insignificante, per un'altra decisamente traumatico.

 

Concludo segnalando che il medico Larry Dossey sostiene che noi, oltre a intervenire con la mente sulla realtà tramite pensieri, abbiamo un altro strumento fondamentale: la Consapevolezza.

Essa permette di vedere la malattia non come separazione, ma segnale di un insieme di comportamenti, scelte, dieta, esercizi fisici, pensieri e relazioni con il mondo fisico e con chi lo abita che ha dato come risultante tale stato.

Intervenendo sui vari aspetti dell'Insieme, è più semplice intraprendere la via della Guarigione.

Ci sono artisti che si fossilizzano e altri che hanno improntato la loro crescita sulla continua ricerca, Luca Kronos Cassarà ha scelto questa via. Il corpo è per lui lo strumento sul quale sperimentare, tramite il quale provare a raccontare il suo mondo e la sua fotografia.

MAB: Il corpo è al centro della tua ricerca fotografica, l’interpretazione del corpo come figura statuaria è parte di un tuo progetto di ricerca, da dove sei partito e chi ti ha ispirato se sei stato ispirato in qualche modo?

LC: Ciao Marco e innanzitutto grazie per questa inaspettata intervista che senz'altro mi lusinga. Potrei facilmente darmi un tono rispondendoti di esser stato influenzato dalla ricerca fotografica di Robert Mapplethorpe (di lui stimo più il famoso "The X Portfolio" ), in realtà non è cosi. L'idea di "Absolute" è nata osservando le modelle durante gli istanti in cui stavano cercando una posa: il loro corpo era in continuo movimento e dava vita a delle forme astratte, a volte sembrava scomparire la testa, a volte un braccio...così una notte pensai l'idea di un progetto in cui il corpo venisse snaturato per creare forme diverse, per andare oltre la visione di un bel corpo nudo. Dopo tanti progetti più estremi e complessi era nata l'esigenza in me di un attimo di puro minimalismo, quasi fosse una tisana depurante. Proposi la mia idea a una modella amica, provammo, realizzai il primo scatto e il primo pensiero fu "Sembra una scultura astratta di marmo bianco"...qualcosa di incorruttibile, puro, solido, perfetto...Assoluto.

MAB: Quanto è importante la luce nei tuoi progetti e in questo specificatamente?

LC: La luce è uno degli elementi fondamentali dei miei progetti. A volte in modo ossessivo. Non è solo l'elemento fotograficamente utile a illuminare bene un soggetto,  ma spesso il catalizzatore dell'emozione stessa impressa in quella foto. In Absolute, paradossalmente, la luce non è co-protagonista, non crea giochi particolari, tende a volte ad appiattire ombre e volumi che in altri progetti sono fondamentali. La luce qui ha la funzione di rendere tutto ancora più asettico e a-temporale perchè è il corpo-forma il protagonista. È lui che deve solleticare l'immaginazione di chi lo guarda.

MAB: Quale è il tuo modo di porti di fronte al corpo delle persone che fotografi?

LC: Questa è una domanda dalle mille sfumature che mi vien posta spesso nel quotidiano: da chi con superficialità mi chiede come faccio a fotografare i corpi nudi di donne cosi belle, a chi mi chiede cosa penso in quel momento, cosa vedono i miei occhi, quali siano le mie emozioni. Proverò a dare un'unica risposta a tutte quelle sfumature. Il corpo della persona che ho di fronte è un magnifico blocco di argilla, ogni volta con una sua specifica sostanza e consistenza. Di fronte ad esso è un continuo scavare tra le emozioni tue e della modella, i vostri pensieri, le vostre aspettative, paure e insicurezze. Questo vortice di emozioni diventano mani che modellano quell'argilla. In questo vortice, rispondendo ai curiosi che vi sono sempre, le pulsioni sessuali sono davvero l'ultima cosa a cui penseresti

MAB: In un momento storico in cui l'immagine più è urlata più è ascoltata, un progetto minimalista ed estremamente elegante, come riesce a essere "ascoltato"?

LC: Amo gli estremi e la continua ricerca, per cui quasi contemporaneamente ad "Absolute" ho portato avanti  "Libero et compos mentis", progetto in cui le immagini urlano e veicolano messaggi anticlericali, provocatori, satirici, sarcastici. Probabilmente quest'ultimo ha suscitato più scandalo e fatto più "rumore", ma alla fine entrambi sono stati ascoltati e apprezzati in eguale misura, ma da pubblici diversi. È come scegliere tra la voce vivace di una ragazza e quella sensuale di una bella donna: sono diverse e, anche se si vive in una società che sbava dietro l'immagine della ragazza-velina, ci saranno sempre tantissimi ad apprezzare e preferire la sensualità e bellezza di una donna

MAB: Corpo e pubblicità sono da sempre un accoppiata vincente adatta per presentare ogni prodotto, sia sulle pagine delle riviste che attraverso gli schermi televisivi. Ma il corpo veicola ancora messaggi o è usato come "carne da macello"?

LC: E' un buon 50%, dipende anche qui dall'ambito, dall'artista, dal committente.

http://www.lucacassara.it http://www.facebook.com/luca.kronos.cassara

Forse uno degli artisti più controversi che la storia mondiale ricorda nell'ultimo secolo. Un artista che ha sconvolto molti con fotografie a dir poco provocatorie e che ha lasciato un segno indelebile, seppur breve, nelle generazioni a venire.

Robert nasce nel 1946 da una famiglia cattolica, crescendo con altri 5 fratelli; sin dall'adolescenza capisce che le sue attenzioni sessuali non sono rivolte al sesso femminile e questo lo porta, con gli anni, ad osservare e a vivere il mondo del sadomaso americano. Siamo nella metà degli anni 60, l'artista non ha nemmeno 20 anni e si rifiuta di accettare le sue inclinazioni; conosce Patti Smith e i due diventano amanti. Questo rapporto sarà forse il più importante della vita dell'artista e lo accompagnerà fino alla sua morte, nel 1989. Le conoscenze che fece negli anni delle rivoluzioni studentesche e delle lotte per liberare l'omosessualità lo portarono a produrre i suoi primi scatti; tra questi è doveroso menzionare la copertina del primo album di Patti, "Horses".

La sua fama crebbe grazie a curatori che lo finanziarono e al suo storico amante, Sam Wagstaff, che gli permise un diverso stile di vita e gli regalò la sua Hasselblad, con la quale immortalò celebrità come Arnold Schwarzenegger, Iggy Pop, Andy Warhol e molti altri e con la quale produsse la sua opera più controversa, "The X Portfolio", una serie di fotografie sadomaso tra le quali un autoritratto con una frusta tra le natiche.

La potenza comunicativa delle opere di questo artista è sconfinata; che si parli di fotografie del copro nudo, di still life, di paesaggi o di ritratti di bambini la purezza e la perfezione sono innegabili. Si può forse affermare che la perfezione sia stata una regola per ogni suo scatto; bianchi e neri quasi eterei, stampati al platino, che si spingono per cercare un punto d'incontro tra scultura e pittura.

Mapplethorpe morì da complicazioni conseguenti all'AIDS alla giovanissima età di 43 anni. Moltissimi fotografi e artisti in genere si sono dichiaratamente ispirati al suo lavoro nel corso dei decenni successivi alla sua morte; continuano anche oggi.

La Robert Mapplethorpe Foundation gestisce le sue opere e promuove la lotta contro l'AIDS. Una famosa esposizione è stata organizzata a Firenze nel 2009; le fotografie dell'artista sono state esposte assieme ai capolavori di Michelangelo nella galleria dell'Accademia.

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