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Il teatro Elfo Puccini dal 23 Ottobre al 25 Novembre mette in scena Afghanistan, dieci storie suddivise in due spettacoli per raccontare i rapporti tra l'Occidente e l'Oriente: Il grande gioco ed Enduring freedom, per la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.

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Martedì 14 Gennaio dalle ore 20:00 presso la Fondazione Forma per la Fotografia di Milano si è tenuto l'evento,

 

FINISSAGE della Mostra “Una luce diversa” di Betta Gancia, che per l’occasione ha riunito in un Private Dinner amici Collezionisti, Galleristi e appassionati di arte e fotografia.

 

FOTO : https://www.dropbox.com/sh/m02xfxol7rvpi47/0z8zevW5g5

 

 

Nelle immagini di Betta Gancia il fascino della forma si esprime nelle tracce luminose di atmosfere notturne e silenziose. Sono scie sospese senza tempo. Intermittenze di luce che provengono dalla strada e confluiscono negli spazi aperti di una percezione visiva, sintetica e seriale, vicina all’idea di una fotografia che riflette sulla fonte primaria della sua stessa natura: la luce. Le fotografie di Betta Gancia nascono da ciò che l’immagine istantanea conserva nella memoria e nell’immaginazione di chi osserva il mondo, traducendosi in scie e punti luminosi che vagano all’infinito.

 

A seguire il Private Dinner, allestito tra le opere della Fondazione Forma per la Fotografia. Due tavoli imperiali “total black” con dettagli gialli nei centrotavola e nei menu. Una sintesi elegante ed essenziale, un design contemporaneo per una serata all’insegna dell’arte e della fotografia.

 

A ricevere gli ospiti, oltre all’artista Betta Gancia con il marito Paolo Fontana, il Presidente e Vicepresidente della Fondazione Forma, Roberto Koch e Denis Curti.

Tra gli artisti presenti, Giovanni Gastel, Maurizio Azzali e Monica Silva – tra i Collezionisti, Giuseppe Iannaccone, Pierluigi Gibelli, Roberto Spada e Fabio Castelli, ideatore e fondatore di MIA – tra i Galleristi, Annette Hofmann, Direttore Lisson Gallery, Paola Colombari dell’omonima galleria, e Luca Maffei – tra i rappresentanti delle case d’asta, il Direttore di Christie’s Italia Renato Pennisi, e i titolari di Porro & C., Stefano e Kimiko Porro – tra i critici e curatori d’arte, Michela Journo Moro e Isabella Villafranca Soissons – tra le istituzioni, il Presidente di Brera, Marco Galateri di Genola con la moglie, il Direttore della comunicazione di Regione Lombardia Patrizia Carrarini, e il Responsabile cultura e arte di Regione Lombardia, Piero Addis.

 

 

 

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La notizia del cambio sede della Fondazione Forma è già stata confermata e discussa, ma, prima che venga messa superficialmente nel dimenticatoio, tornateci almeno una volta.

La Fondazione è ancora aperta e fino al 12 gennaio 2014 propone una curatissima e meravigliosa selezione di fotografie che son già state esposte sui suoi muri, hanno infatti fatto parte del programma espositivo della fondazione dal 2005 a oggi.

 

Una passione fotografica, questo il titolo dell'ultima mostra, inaugurata giovedì 17 ottobre, che porta l'obiettivo di ripercorrere questi otto anni di arte, di grandi autori, di azzardi e di grande e costante impegno.

 

Tutto per la passione che la fotografia movimenta e scatena, per le sue potenzialità, per la sua forza; per identificarla come un'arte, come un mezzo di comunicazione fondamentale per il mondo in cui viviamo.

 

Un linguaggio in grado di esprimere tutto: idee, concetti, stile; un linguaggio in grado di dire tutto anche rimanendo in silenzio, un linguaggio in grado di avvicinarsi a ognuno di noi senza alcun tipo di distinzione, un linguaggio in grado di mostrare, indicare, convincere, sensibilizzare, affermare; un linguaggio che sa voltare pagina.

 

 

Tra le opere esposte sarà possibile rivederne alcune firmate di Richard Avedon, Elliot Erwitt, Maurizio Galimberti, Nino Migliori, Robert Capa, Piergiorgio Branzi, Gianni Berengo Gardin, Stefano Cerio, Lorenzo Cicconi Massi, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, William Klein, Wendy Sue Lamm, Andrew Zuckerman, Massimo  Siragusa, Martin Parr, Erwin Olaf, Phil Stern e altri ancora.

 

 

La mostra sarà aperta con i seguenti orari:

da martedì a domenica,  10 - 20,

giovedì 10 - 22.

 

Ha un costo si soli 4 €: per otto anni di mostre, direi che è il minimo.

 

Per ulteriori informazioni potete chiamare ai numeri

02.58118067

02.89075419

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La Fondazione Forma per la Fotografia ha inaugurato mercoledì la mostra Paradise del fotografo italo-svedese Joakim Kocjancic, che durerà fino al 23 giugno.

Nelle immagini dell'artista la città di Stoccolma avvolge le figure, con tracce di graffiti, saluti al paesaggio, messaggi da coloro che sono invisibili, catturati dal fotografo che è sia una parte dell'immagine, sia un elemento estraneo a essa, una persona sola che vede oltre la materia e che vuole andare fino in fondo, esplorare l'anima della città e delle persone che la animano.

Paradise offre un tour gratuito nel paese delle meravigliose illusioni, un incontro tra cielo e terra, tra bianco e nero, attraverso fotografie di vita in movimento, tentando di opporre resistenza a ciò che ci distrugge, i poteri e il tempo.

Joakim Kocjancic nasce a Milano nel 1975, dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze e Carrara, si sposta per diverse città europee e consegue un master di fotogiornalismo alla London College of Communication. Nel 2006 si stabilisce a Stoccolma e realizza alcune mostre, trovando la sua ispirazione nella fotografia di strada con riferimenti alla tradizione americana, giapponese e ovviamente al neorealismo italiano. Nel 2009 è membro dell'agenzia fotografica Linkimage ed è stata selezionato due volte al Foto Festival di Roma. Nel 2010 vince in Svezia il premio per la migliore fotografia in bianco e nero.

Dal 29 maggio al 23 giugno Fondazione Forma per la Fotografia Piazza Tito Lucrezia Caro 1 Milano

Info: www.formafoto.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0258118067 0289075419

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Venerdì, 10 Maggio 2013 15:30

LIFE: GRANDI FOTOGRAFI IN MOSTRA A ROMA

Nel nuovo spazio AuditoriumExpo la mostra “Life: i grandi Fotografi”, una retrospettiva sugli autori e le immagini che hanno fatto della rivista Life un mito della fotografia internazionale, visitabile fino al 4 agosto.

 

Non è esagerato affermare che la rivista Life è stata il social network dei tempi che furono: una “gallery” aperta su vizi e virtù a stelle e strisce, ma anche grandi fotoreportage di guerra e sui cambiamenti sociali del secolo scorso. Lo sguardo inedito del cambiamento; come una finestra sul mondo, quando ancora la televisione non esisteva e varcare i confini territoriali era cosa da pochi e coraggiosi eletti.

 

Dal 1936 la rivista Life voleva “Vedere la vita, vedere il mondo” (il motto sul primo numero): mostrare ai lettori, attraverso gli occhi di grandi fotografi, le immagini del nuovo secolo. E così fu effettivamente, fino agli anni Settanta, attraverso istantanee di un'epoca irripetibile, opere uniche che travalicano il loro valore artistico, diventando icone di un'epoca.

 

Non a caso, i fotografi di questa rivista hanno impresso una svolta nella maniera di comprendere l’attualità, di vederla e di raccontarla attraverso immagini eccezionali. Gli anni Trenta della Depressione, gli anni Quaranta, la Seconda guerra mondiale, il difficile dopoguerra, il Vietnam.

 

Life: i grandi Fotografi è visitabile dal 1 maggio al 4 agosto nel nuovo spazio AuditoriumExpo. La mostra, una produzione Fondazione Forma per la Fotografia e della Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Life e Contrasto, conta di circa 150 fotografie di 99 tra i più grandi fotografi della storia: da Eisenstaedt a Bourke-White, da Mydans a Parks, da W. Eugene Smith a Robert Capa fino a Morse e a McNally con il recente servizio sul Ground Zero - una produzione inedita, “una retrospettiva ragionata ed emozionante sugli autori e le immagini che hanno fatto di Life un mito e un riferimento della fotografia internazionale”, messa a punto proprio per questa occasione.

 

 

Life. I grandi fotografi

Auditorium Parco della Musica - Viale Pietro de Coubertin 30 - Roma

Dal 01 Maggio al 04 Agosto 2013

Info: 06 80241574

 

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Mercoledì, 16 Gennaio 2013 02:29

Fashion Photography [Parliamone]

La fashion photography fa parte della nostra cultura visiva. Fin dalla sua istituzione nel 1880 è stata sempre oggetto di critiche: ritenuta applicazione impura della forma d'arte e colpevole delle sue finalitá troppo commerciali, veniva respinta poiché frivola e promotrice di stereotipi non sempre positivi. Eppure è stata capace di generare alcune delle immagini più ampiamente riconoscibili, provocatorie e durature del nostro tempo. Realizzata per potersi accattivare tutta la nostra attenzione anche solo per un attimo, non è solo frutto di uno stratagemma ben riuscito per poter vendere qualcosa e fare in modo che quel qualcosa possa diventare oggetto dei nostri desideri, ma uno scatto puó diventare una vera e propria piéce teatrale immobile in grado di descrivere uno stile di vita. Banale considerarla come una mera guida alla shopping, essa è una vera e propria arte capace di registrare sulle carte patinate dei piú illustri magazine di moda i sogni e la cultura di un’epoca.

La psicologia dietro una fotografia di moda come vetrina per la vendita è un qualcosa di ben piú articolato che una semplice immagine che mette in mostra una borsa, un abito o dei gioielli: lo spettatore deve rimanere colpito, deve credere in essa. Non importa quanto sia artificiale l'impostazione, lo scatto deve persuadere degli individui ad indossare quegli abiti, utilizzare quel prodotto o accessorio, facendo loro la realtà della fotografia che stanno osservando. E’ rappresentazione di un certo stile di vita che sia glamour , un’accettazione sociale attraverso il più recente, il più costoso, o la più irraggiungibile chiave del successo.

Le opere dei fotografi di moda si possono considerare delle creazioni che vanno ben oltre il regno delle tendenze del momento. Essi sono dei veri artisti che spesso hanno subito le influenze di diverse correnti artistiche che riguardano l’arte in tutte le sue espressioni. Uno fra questi il celebre Edward Steichen che inizió la sua carriera nel 1925 collaborando con Vogue nel suo studio parigino. Non appena il suo stile si è evoluto, è cresciuto fino a comprendere i simboli architettonici della classicità greca che hanno caratterizzato le sue composizioni attentamente strutturate che rimandano alle tele del pittore surrealista Giorgio de Chirico. Lo stesso vale per il suo collega e amico Horst P. Horst, che puó vantare una formazione di tutto rispetto da attribuire niente di meno che all’architetto modernista Le Corbusier. Creatore di alcune delle fotografie piú famose di Vogue,le immagini di Horst presentano complesse strutture di grazia con un uso impressionante dell’ombra spesso caratterizzate dalla sua firma dagli effetti trompe-l'œil.

Il leggendario editore Condé Nast, responsabile del successo delle carriere di svariati fotografi che sono stati lanciati dalle pagine dei suoi giornali, uno fra i tanti Vogue. Il primo fotografo incaricato dalla società, nel 1914, fu il barone Adolphe de Meyer, seguito nei decenni successivi da luminari come lo stesso Edward Steichen, Man Ray, George Hoyningen-Huene, Cecil Beaton e Erwin Blumenfeld. L'editore divenne così un talent scout di talento che operava a New York, Parigi e Londra in laboratori di creatività, impiegando gli artisti desiderosi di catturare e mostrare le gemme di haute couture fino ai giorni nostri. A New York, Parigi, Londra o Milano, Deborah Turbeville, Bruce Weber, Peter Lindbergh, Ellen Von Unwerth, Corinne Day, Mario Testino, Steven Meisel, Nick Knight, Tim Walker, Miles Aldridge, Sølve Sundsbø o Willy Vanderperre, sono solo alcuni che hanno contribuito non solo alla storia delle riviste di moda, ma anche a quella della fotografia.

Con l'accesso senza precedenti agli archivi Condé Nast di New York, Parigi e Milano, la fotografa storica Nathalie Herschdorfer ha raccolto stampe originali e selezionato pagine di riviste per fornire l'opportunità unica di ripercorrere il lavoro di più di ottanta fotografi dall'inizio della loro carriera. Da Cecil Beaton fino a Guy Bourdin e Peter Lindbergh, Herschdorfer mette in mostra l’evoluzione di una produzione di lungimiranza, immagini innovative e artistiche che hanno saputo inventare nuove tecniche d'avanguardia, riadottate da altri generi fotografici.

A noi di Nerospinto piace e vi proponiamo questa mostra perchè non rappresenta solo moda, trattandola come un mero prodotto commerciale, ma un percorso fotografico che mette in luce un vero e propio stile di vita.

Fashion Photography

Fondazione Forma per la Fotografia, piazza Tito Lucrezio Caro, 1 zona Ticinese. Dal 17 gennaio al 7 aprile, costo del biglietto euro 7.50, tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Se qualcuno fosse interessato ad approfondire l'argomento qui il libro della curatrice: Fashion. Un secolo di straordinarie fotografie di moda dagli archivi Condé Nast, Herschdorfer Nathalie, Editore Contrasto DUE.

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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