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La prossima settimana Milano sarà la protagonista nella decima edizione della Milano Food Week 2019. Al Just Cavalli si celebrerà la capitale del food con sette aperitivi imperdibili in un percorso enogastronomico tra le regioni italiane.

Dal 13 Ottobre al 1 Novembre, Londra si riempie di storia, bellezza ed eleganza. Mademoiselle Privé è il nome della mostra dedicata a Coco Chanel ospitata dalla Saatchi Gallery.

Mademoiselle Privé, le due parole scritte sulla porta dell’atelier di Gabrielle Chanel di Rue Cambon, sono oggi il richiamo alla scoperta della creatività di quel luogo intimo che ha segnato per sempre la moda di tutto il mondo.

Una mostra che ripercorre i traguardi fondamentali dell’universo Chanel, partendo dalla Haute Couture, fino alla collezione di alta gioielleria “Bijoux de Diamants”, senza dimenticare la fragranza per eccellenza, Chanel N°5.

Il viaggio tra le meraviglie della maison Chanel ha inizio con un giardino inglese curato dai designer Harry e David Rich, che celebra la vita di Coco tramite tre aree distinte, una prima zona Liberty, simbolo della sua grande libertà, una Boy Capel, omaggio al suo grande amore e infine Leo, come il suo segno zodiacale.

La mostra poi si sviluppa all’interno con uno spazio espositivo di tre piani che propone alcune delle migliori creazioni dell’Haute Couture e una riedizione della collezione “Bijoux de Diamants”, l’unica disegnata da Coco nel 1932.

Mademoiselle Privé sarà arricchita anche da alcune creazioni del successore di Gabrielle Chanel, Karl Lagerfeld, oggi custode dell’unicità del mondo Chanel, e da meravigliosi scatti in bianco e nero realizzati appositamente da Karl Lagerfeld alle iconiche muse delle collezioni Chanel. Tra di esse nomi di successo come Julianne Moore, Kristen Stewart, Vanessa Paradis e Lily-Rose Depp immortalate nello storico appartamento parigino di Coco.

Infine uno spazio interamente dedicato all’icona della maison parigina, la fragranza Chanel N°5, intramontabile classico della donna Chanel.

Un’esposizione che ripercorre i segreti e lo stile inconfondibile di un marchio che ha fatto e continua a fare la storia della moda, un’occasione per avvicinarsi ad un universo incantato a cui, nel proprio intimo, ogni donna sogna di appartenere.

 

Info:

Mademoiselle Privé

Dal 13 Ottobre al 1 Novembre

Presso la Saatchi Gallery, Londra.

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Parlare di lusso al giorno d’oggi significa farlo con la piena consapevolezza di ciò che tal concetto ha rappresentato nel passato, evitando anche di inciampare in ricorrenti luoghi comuni. Magnificenza, sofisticatezza, ricercatezza  potrebbero essere considerati nel contempo sinonimi e caratteristiche del lusso.

E’ tuttavia necessario sottolineare che,  se ci si riferisce al lusso inteso come ricchezza e nello specifico ad oggetti costosi, in quel caso si tratterebbe di una ormai superata concezione dello stesso. Non è infatti detto che un oggetto particolarmente caro sia logicamente lussuoso, né tantomeno elegante. Anzi, un’eccessiva esibizione di oggetti del lusso sfocia in volgarità o in cattivo gusto.

Oggi si tende a definire il lusso come un ‘qualcosa’ a cui la nostra mente è rivolta o, più semplicemente, da cui è attratta in quanto manifestazione di una perfezione attraverso cui i nostri sensi si sentono appagati.

Decade il vecchio concetto di status symbol per essere sostituito da quello di style symbol: si vuole entrare in possesso di un oggetto del lusso non per testimoniare l’appartenenza ad una èlite, ma per sentirsi ‘esclusivi’.

Quello del lusso e quello del design sono due mondi che viaggiano di pari passo, incontrandosi e scontrandosi, portando alla luce nuove realtà estetiche che trascendono il necessario. Ci si ritrova improvvisamente colti da un desiderio: quello di cedere alle lusinghe che alcuni oggetti esercitano su di noi. Automobili dal design d’avanguardia, collier in oro impreziositi dai diamanti più ricercati, yacht arredati come alberghi a cinque stelle e, perché no, abiti. Già, anche - o meglio soprattutto -  la Couture è legata al mondo del lusso. Nell’ambito specifico della Moda, il lusso deve essere oggi interpretato come l’occasione per cimentarsi nella sperimentazione finalizzata alla ricerca di nuove soluzioni che non risultino scontate o già viste - rischio che si è riproposto spesso e volentieri negli ultimi anni anche a causa della nascita di aziende di ‘fast fashion’. Proprio per contrastare questo mercato  che inevitabilmente induce ad una forma di globalizzazione/omologazione, nell’ultimo decennio si è pensato di poter trovar rifugio nell’artigianalità. Parlare di artigianalità implica parlare del lusso, un po’ come un’equazione matematica: un abito, un accessorio, una scarpa pensati e realizzati a mano e su misura diventano oggetti di lusso.

A cadenza stagionale, puntualissima come da calendario,  la Moda si fa spazio nei principali centri: New York, Londra, Milano, Parigi. Ogni collezione presentata sulle passerelle esprime il tentativo di voler reinterpretare l’identità della maison e, contemporaneamente, offrire al pubblico il frutto di nuovi studi relativo alle forme, ai volumi, dettagli, lavorazioni, stampe e ricami. La necessità di intraprendere nuove strade tesa ad una continua evoluzione è propria del prêt-à-porter di un certo tipo, ossia quello che si identifica come ‘alto’ in quanto a creatività e qualità, ed anche dell’Haute Couture.

Sulle passerelle sfilano abiti che, per la qualità e la meticolosità della manifattura, comunicano un’idea di lusso e di sofisticatezza.

Ne sono sicuramente un esempio i capi delle ultime collezioni firmate da Riccardo Tisci, direttore creativo del marchio francese Givenchy. Lo stilista italiano concretizza l’incontro fra la sua immaginazione ispirata dall’ osservazione del mondo e lo studio delle culture e delle sub-culture contemporanee da cui si lascia contaminare. Non mancano mai riferimenti letterari, musicali, cinematografici e artistici. Gli abiti non sono semplici ‘ritagli di stoffa cuciti’, ma uno strumento attraverso cui raccontare delle storie, delle emozioni, delle visioni.

Abiti che impressionano per la precisione dei ricami tridimensionali che li caratterizzano, per le lavorazioni ottenute attraverso gli intrecci con la pelle o il visone rasato, per i giochi di frange in nappa, per la preziosità dei tessuti di cui son fatti, per le ricercate ed equilibrate geometrie costruttive finalizzate alla definizione di silhouette contemporanee. Ed è proprio nella minuziosità di questi dettagli che si nasconde il lusso.

Lo stesso discorso potrebbe essere fatto se ci si riferisce al duo composto dagli stilisti Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, a capo della storica maison Valentino. Attraverso le loro collezioni di prêt-à-porter e di Alta moda si percepisce come il concetto di lusso inteso come classe e discrezione nella ricchezza sia stata la svolta attraverso cui poter re-interpretare il marchio romano. Nel loro caso specifico si potrebbe parlare di lusso dell’artigianalità: nell’ ultima collezione estiva di Haute Couture emerge ancora una volta la straordinaria creatività del duo se non l’eccezionale bravura delle mani delle première che hanno saputo parafrasare attraverso costruzioni, cuciture e sperimentazioni di ricami la storia immaginifica che era alla base dell’ispirazione. Ne sono un chiaro esempio i capi impreziositi dal disegno di una cancellata reso attraverso un piping  cucito con la tecnica del sottopunto o da fiori croché in 3D e paillettes di ceramica che si confondono fra le iridescenze madreperlacee dei tessuti, rimandando così a quell’idea di giardino, quasi onirico, da cui ha avuto vita il racconto.

La Moda è capace di regalare forti emozioni come in un climax ascendente sia a chi sa interpretarla o sia a chi, semplicemente, si limita ad osservarla. Un po’ come quando ci si ritrova dinanzi a “La zattera della medusa” di Géricault o si assiste ad un film di Lars von Trier: non si finisce mai con lo stupirsi. E di fronte a tutto ciò, forse, diventerebbe superfluo chiedersi perché la Moda sia un lusso.

 

Luigi Gentile

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