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Le Pulci di Ringhiera vi aspettano questo Sabato 17 settembre con un mercatino e una magnifica festa alla Cascina Sant’Ambrogio.

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Il pesce viene escluso dalla dieta vegetariana, banalmente perché viene ucciso. A differenza dei mammiferi di cui l’uomo si nutre, il pesce non emette alcun grido, ma muore di asfissia e provoca meno empatia rispetto alla morte di un qualsiasi mammifero. Alcuni ricercatori in Irlanda hanno da pochissimo concluso uno studio per determinare se l’aragosta una volta bollita viva soffra o meno. Un vegetariano per definizione non mangia nulla che viene ucciso e di conseguenza non si nutre di pesce. Quelle persone che si nutrono di pesce, ma escludono ogni altro animale dalle loro tavole si definiscono “pescetariani” e non sono vegetariani.

 

Dal punto di vista ambientale la pesca è un bene o meno?

I pesci allevati sono per la maggior parte predatori che richiedono enormi quantità di pesce pescato per essere nutriti. Il futuro stesso della pesca è, di conseguenza, messo a rischio. Tonno rosso, Salmone e Halibut del Pacifico sono tra le specie più minacciate dal saccheggio operato dai pescatori ai danni delle specie di cui questi animali si nutrono. Paradossalmente per tutte queste specie sono in corso delle politiche destinate a sostenerne il recupero perché tutte vittime di un eccesso di pesca. È evidente che se le si priva degli alimenti, qualsiasi politica di recupero sarà vana. (dati Hungry Oceans della FAO)

 

Diciamo che un uso più consapevole di questo alimento sarebbe raccomandato anche per pescetariani o onnivori, proprio per evitare il disastro ambientale che già si intravede nel Mediterraneo.

 

Per la salute il pesce è fondamentale?

In realtà nessun alimento è fondamentale ed è facilmente sostituibile. Ad esempio, i tanto millantati Omega-3, sono presenti in molti alimenti di origine vegetale, come i semi di lino o i semi di canapa. Da questi si estrae un olio che è ricchissimo di Omega-3, ma anche di Omega-6 nel corretto rapporto che serve all’uomo, senza sbilanciare minimamente la dieta. Quanto alle proteine, come in tutte le diete vegetariane,  sono facilmente reperibili in cereali e legumi, o nel caso del vegetarismo in uova e latticini.

 

Un uso consapevole di ogni alimento, contribuisce al benessere del pianeta. Ogni piccolo gesto può produrre effetti inaspettati.

 

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Lunedì, 11 Febbraio 2013 11:44

Come sono composti i Tarocchi

Quando parliamo di tarocchi in genere si parla di un mazzo di carte a cui fa riferimento, il cartomante. I significati delle carte sono molti e molteplici, ma, di base possiamo dire che i tarocchi si dividono in due tipi: Arcani maggiori e Arcani Minori. I primi sono quelli più semplici da leggere, figure vere e proprie con un significato in sé completo. Gli arcani minori entrano maggiormente nel dettaglio del richiedente e richiedono maggiore esperienza nella lettura e nella divinazione.

La cosa più interessante aldilà del significato, per il profano del mondo dei tarocchi, è come siano minuziosamente ricche e cariche di simboli queste carte.  Ogni oggetto all’interno ha un significato, che fa da ponte, da gancio, con l’altra carta. Il cartomante esperto li maneggia con semplicità, il principiante ne scruta i segni e li usa per leggere il non chiaro. È questa forse la principale forma definitiva attualmente usata. Molti tarocchi fantastici si ispirano a quelli marsigliesi. Vale quindi la pena di darne una descrizione più accurata:

I - Il Bagatto (le Bateleur). La parola ha origini latine e sta ad indicare "figura da poco", "bagatella", cosa di nessun conto. Rappresenta un giovane uomo con un grande cappello e abiti vistosi, posto in piedi davanti a un tavolo, su cui figurano monete, vasetti, dadi, coltelli, una borsa. L'uomo regge nella mano sinistra un bastone dorato.

II - La Papessa (La Papesse). È forse una delle figure che ha dato luogo a maggiori discussioni, dal momento che nessuna donna ha mai avuto accesso al soglio di Pietro. In taluni mazzi è stata sostituita da Divinità o altre carte. La donna ha un triregno in capo, è seduta su un trono ricoperto da un velo e ha in mano un libro aperto.

III - L'Imperatrice (L'Imperatrice). Una donna in trono, con la corona in testa, ha in mano uno scettro col globo sormontato dalla croce (da sempre simbolo di impero). Regge con la mano destra uno scudo con un'aquila araldica, e ha due ali aperte sulla schiena.

IV - L'Imperatore (L'Empereur). Un uomo barbuto, seduto in trono di profilo, con una gamba incrociata sull'altra, regge uno scettro con la destra. Sotto al Trono è appoggiato uno scudo con un'aquila araldica.La carta è evidentemente collegata col potere terreno.

V - Il Papa (Le Pape). Seduto in posizione frontale, il Pontefice col Triregno regge un pastorale a croce con tre traverse. Ai suoi piedi, di statura notevolmente inferiore, sono inginocchiati due chierici. Il Papa ha la barba canuta, probabile allusione alla sua saggezza.

VI - L'innamorato (L'Amoreux). Sotto un grande cupido alato, pronto a scoccare la sua freccia, un giovane sta in piedi tra due figure femminili, una vestita più poveramente dell'altra. I critici sono concordi nell'identificare questa lama col mito di Ercole, che dovette scegliere tra Vizio e Virtù.

VII - Il Carro (Le Chariot). Un carro visto in modo rigidamente frontale, è condotto da un giovane guerriero incoronato, mentre trattiene saldamente due cavalli, uno blu ed uno rosso, che tendono a scartare in posizioni opposte.

VIII - La Giustizia (la Justice). È questa una delle quattro Virtù cardinali citate nel mazzo, da cui manca la Prudenza. Una donna in trono regge con la mano sinistra una bilancia dai piatti allineati, e con la destra una spada. Questo Trionfo contiene in sé l'idea di equilibrio e di punizione.

IX - L'Eremita (L'Hermite). Un vecchio barbuto, appoggiandosi ad un bastone, avanza reggendo una lampada. Non si può fare a meno di pensare a Diogene che, reggendo una lampada, affermava di cercare l'uomo.

X - La Ruota della Fortuna (La Roue de Fortune). Questa immagine, largamente conosciuta e rappresentata nel Medioevo, raffigura una ruota sormontata da una sfinge alata con corona e spada, con due esseri mezzo uomo e mezzo animale arrampicati ai suoi lati. Già in epoca medievale la Ruota era usata per ricordare la vanità delle conquiste e dei beni terreni.

XI - La Forza (La Force). Una donna con un ampio cappello in testa chiude le fauci di un leone. È una delle quattro Virtù cardinali raffigurata nel mazzo.

XII - L'Appeso (Le Pendu). Un uomo è appeso per un piede a un palo retto da nodose travi di legno. La gamba libera è piegata verso l'interno. La carta raffigura una pena praticata realmente durante il Medioevo, sia dal vero sia in effigie, a chi si rendeva reo di tradimento. Questo tipo di pittura, detta infamante, era solitamente affidata a mestieranti, ma a volte ad artisti di rilievo, come Sandro Botticelli e Andrea del Sarto.

XIII - La Morte (a volte lasciata senza scritta) - Uno scheletro con una falce cammina in un campo cosparso di mani e di teste. La figura è collegata con l'iconografia medievale del Trionfo della Morte molto diffusa nel Medioevo e nel Rinascimento, in cui uno o più scheletri si trascinano, in fila o in una danza macabra, regnanti, Papi e altri soggetti solitamente di alto livello sociale.

XIV - La Temperanza (La Temperance). Altra virtù cardinale. Un Angelo con la veste bipartita in due zone di colore blu e rosso, versa un liquido da un'anfora all'altra reggendole entrambe con le mani.

XV - Il Diavolo (Le Diable). Un essere cornuto dal viso sghignazzante, le ali di pipistrello, i seni femminili, i genitali maschili, le gambe caprine, sta in cima a un piccolo ceppo a cui sono legati due diavoletti. Gli zoccoli e il ghigno osceno sono mutuati dalle classiche immagini greche del dio Pan.

XVI - La Casa di Dio (La Maison Dieu). Una torre che ha come tetto una corona, viene scoperchiata da una lingua di fuoco, mentre due figure umane cadono al suolo e piccole sfere riempiono l'aria. La costruzione evoca la Biblica torre di Babele, talmente alta che Dio punì gli uomini confondendo il loro linguaggio.

XVII - La Stella (L'etoile). Con questa carta si abbandona il mondo umano e si entra in quello spiritualmente superiore. Otto stelle, di cui la centrale molto più grande, sormontano una donna nuda che versa per terra acqua da due anfore. Sul fondo, un minuscolo albero su cui canta un piccolo uccello.

XVIII - La Luna (La Lune). Seconda lama della serie degli astri la Luna splende rotonda in cielo, ma con il volto raffigurato di profilo, mentre gocce colorate partono dalla terra verso di essa. In primo piano un Gambero, legato zodiacalmente al segno del Cancro, esce da una pozza d'acqua. Due cani ululano e due torri sullo sfondo sembrano custodire il paesaggio.

XIX - Il Sole (Le Soleil). Un grande sole radiante sparge gocce su due gemelli ritti in piedi vicino a un basso muretto in mattoni.

XX - Il Giudizio (Le Jujement). Un angelo esce da un nembo colorato suonando la tromba, mentre tre piccoli corpi sorgono da un avello Anche questa immagine, frequentissima nel Medioevo, può farsi risalire ai numerosi miti sulla fine del mondo presenti in molte religioni antiche. Il più importante riferimento è certamente l'Apocalisse di San Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento. Questa carta corrisponde all'Angelo di altri mazzi da gioco.

XXI - Il Mondo (Le Monde). La carta rappresenta una donna seminuda che regge due bastoncini nelle mani. Essa è circondata da una mandorla di foglie, mentre ai quattro lati della carta compaiono i simboli Tetramorfi degli Evangelisti: un Angelo (San Matteo) un'Aquila (San Giovanni) un Toro (San Luca) e un Leone (San Marco). La carta compendia, se pur in forma elementare due figure geometriche, il cerchio e il quadrato, che erano considerate il simbolo della perfezione.

XXII - Il Matto (Le Fou). La lama non è numerata e può essere inserita sia all'inizio sia alla fine del mazzo. Un giullare girovago, col cappello a sonagli, che regge su una spalla un fagottino con le sue poche cose, si avvia verso una strada non meglio identificata, rincorso da un cane che gli sta lacerando una calza. Una figura analoga si trova nel tarocco del Mantegna, ma è chiamato il Misero.

Per gli amanti dell’arte e per chi vuole lasciarsi sedurre da questo mondo misterioso, segnaliamo la mostra“Il segreto dei segreti. I tarocchi Sola Busca e la cultura ermetico-alchemica tra Marche e Veneto alla fine del Quattrocento” in corso presso la Pinacoteca di Brera –con durata fino al 17 febbraio 2013.

Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica

Ingressi: € 10 /€ 7

Info: tel. 02/72263.257

Catalogo: Skira editore

www.brera.beniculturali.it

 

Lunedì, 04 Febbraio 2013 12:02

Tarocchi perché farseli leggere?

Generalmente la gente ha paura di farsi leggere le carte, perché ha paura di sapere cose negative. Non prendendo quasi mai che il cartomante, leggendo le carte, possa dire invece cose positive. Questa paura nasce da secoli e secoli di terrorismo psicologico nei confronti della negromanzia, stregoneria, e scienze occulte in genere perpetrate dalla chiesa. Molte discipline orientali sono anch’esse tacciate di stregoneria, o a volte indicate come mano diabolica, seppur di largo consumo e sapendo che sia assodato che facciano bene alla salute (yoga, discipline ayurvediche ecc.)

 

 

Il cartomante altro non fa, in genere se ben preparato, che leggere i segni contenuti all’interno delle carte, o lame. Ogni Carta dei tarocchi ha un significato specifico in sé. Accostati l'uno all’altro assumono significati diversi, ma non univoci. Ogni cartomante infatti, oltre a conoscere il significato delle carte in sè, deve lasciarsi guidare dalla propria esperienza. Nelle sue prime esperienze, sicuramente, ha imparato a riconoscere alcuni segni ricorrenti che gli permetteranno di focalizzare meglio le situazioni del richiedente.

 

 

La filmografia, molti libri, hanno decisamente rafforzato le paure di molte persone, e fuorviato il mezzo divinatorio dei tarocchi da quello che è a quello che serviva nel film o nel libro ai fini narrativi. I tarocchi nascono come un gioco. Sono delle indicazioni, assumono il valore che ogni persona vuole donargli. Le indicazioni sono molto chiare e precise, ma non definitive o incontrovertibili.

 

 

La base della credenza sul destino o meno, è proprio l’elemento chiave di ogni divinazione, sia esso con le carte, con le rune, sassi ecc. Se una persona crede che il proprio destino sia già scritto, ha paura che gli venga svelato dalle carte. Se una persona crede di fare da sè il proprio destino, si fa leggere le carte e usa il gioco per guidarsi su una strada, piuttosto che su un’altra. Se avete paura del vostro destino e non volete farvi leggere le carte, non preoccupatevi. Se è il destino a fare il vostro cammino, voi non avete colpe, che temete allora?

Mirko Ciotta

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Tante volte mi sono sentito fare questa domanda. Noi vegetariani/vegani a volte ci sentiamo isolati e soli nella nostra scelta non sapendo che siamo moltissimi.

Basta chiedere ai vostri amici quanti vegetariani o vegani conoscono e ne saltano fuori sempre due o tre almeno.

Secondo i dati in circolazione, per ora parrebbe che di vegetariani propriamente detti in Italia ne vivano 7 milioni; i vegani sarebbero circa 800 mila con forte concentrazione al Centro-Nord, in particolare a Roma e Milano.

Quando si organizzano eventi rivolti al mondo vegetariano vi consiglio di partecipare e andare a conoscere altre persone che hanno fatto questa scelta. Il mondo vegan/vegetariano è composto di persone sensibili ai temi dell’animalismo e dell’alimentazione e possiede al suo interno gente proveniente dalle estrazioni più vaghe. Anche gli stili di vita sono i più diversi, essendo la vita vegetariana e vegana personale e basata su una filosofia.

Alle cene vegan/vegetariane non di rado vi capiterà di vedere allo stesso tavolo un avvocato con un hippy o un medico con un seguace di dottrine orientali. Queste differenze a volte sono fonte di arricchimento personale mentre altre volte sono viste come un limite: si può ragionare e relazionarsi con la persona che si ha davanti per quello che è, oppure si può essere soggetti a congetture o parametri sociali. In base al proprio punto di vista, infatti, varia la percezione positiva, o negativa degli incontri vegetariani.

 

Ma oltre all’aspetto numerico quanti tipi di vegetarismo esistono?

 

Il termine “vegetariano” fece la sua prima comparsa nel 1847, più precisamente il 30 settembre di quell’anno, quando venne ufficialmente utilizzato da Joseph Brotherton a Nothwood Villa, nel Kent, Inghilterra, in occasione della riunione inaugurale della Vegetarian Society del Regno Unito. La parola deriva dal latino “vegetus”, che significa integro, sano, vigoroso, vivo. Prima del 1847 chi non si nutriva di carne era generalmente denominato “pitagorico” o “aderente al ‘sistema pitagorico’”, in riferimento a Pitagora, antico filosofo-matematico greco e vegetariano. La definizione originale di “vegetariano” comprendeva anche la dicitura “con o senza uova o latticini” e tale definizione viene utilizzata ancora oggi dalla Vegetarian Society. Tuttavia, la maggior parte dei vegetariani in India esclude il consumo di uova dalla propria dieta, così come avviene anche nei Paesi del Mediterraneo, analogamente a quanto faceva Pitagora.

 

Nella società di oggi i vegetariani vengono così classificati:

 

Vegetariano o Lacto-Ovo vegetariano è colui che esclude l’utilizzo di animali uccisi (carne, pesce, salumi ecc..) e parti del suo corpo (strutto, lardo, bottarga, …)

 

Ovo-vegetariano è un vegetariano che esclude il consumo di latte e latticini dalla propria dieta (burro, latte, mozzarella, formaggi, …) e per coerenza utilizza solo uova biologiche ripudiando la pratica dell’allevamento in batteria e a terra.

 

Lacto-vegetariano è un vegetariano che esclude dalla sua dieta le uova ma usa latte e latticini.

 

Vegan/Vegano/Vegetaliano è colui che decide di non nutrirsi di nessun alimento di origine animale, considerato superfluo, e si ciba di tutto ciò che il mondo vegetale ha da offrire. Questo tipo di dieta non  mostra alcun tipo di carenze fatta eccezione della vitamina B12 che va integrata. Le condizioni igieniche di frutta e verdura di oggi non consentono all’uomo di assumere la quantità  necessaria di vitamina B12. Per quanto sia rara la carenza di questa vitamina consiglio di integrare questo tipo di alimentazione con latti vegetali o cereali fortificati per mantenersi in salute.

All’interno della famiglia vegana troviamo i Crudisti che si nutrono esattamente come i vegani solo che i loro alimenti non passano attraverso la fiamma. Nulla nell’alimentazione crudista viene cotto. Questa pratica ha il vantaggio di mantenere intatto l’apporto vitaminico, proteico e minerale degli alimenti. Non essendo sottoposto a cottura il cibo conserva tutte le sue proprietà. Bilanciare questo tipo di dieta richiede informazione e, salvo la monotonia che potrebbe portare, è salutare tanto quanto quella vegana o vegetariana.

 

Fruttariano a differenza di quello che hanno fatto credere in un film, non mangia solo frutta, nè tantomeno solo ciò che cade dagli alberi. Il fruttariano si nutre di tutti quegli alimenti vegetali che per essere raccolti non rovinano la pianta d’origine. Per lo più si cibano di frutta (da lì il nome) e sono tutti crudisti.

 

Tutto ciò che discosta da questa classificazione non è da considerarsi vegetariano, cibarsi saltuariamente di alimenti animali non fa parte del mondo vegetariano così come nutrirsi di pesce.

 

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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