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Tra i party più trasgressivi di Milano, a Capodanno il q|LAB promette musica tutta la notte. Marc Leisure, Narcissus e Protopapa in consolle.

Dopo le due date sold out al Forum di Assago (21-22 Marzo), Fedez, il rapper milanese, reduce dal doppio disco di Platino per il suo ultimo album "Pop-Hoolista", torna per l'attesissima data al Carroponte, Martedì 23 Giugno, ore 20.30.

Si preannuncia un concerto ricco di sorprese: ad aprire lo show sono tre artisti della scuderia Newtopia, label discografica di Fedez e J-AxDenny LaHome, Bushwaka e Weedo.

Special guest della serata J-Ax. Sul palco anche la cantante multiplatino Francesca Michielin, che duetta sulle note di "Cigno Nero" e "Magnifico".

I biglietti del "Pop-Hoolista Summer Tour" sono in vendita su ticketone.it.

Carroponte è non solo un'area concerti ma da questo anno diviene anche un grande festival dei sapori all'aria aperta, con una colorata area ristoro Mangia&Bevi, uno spazio per grandi e piccini che da questo anno vede ampliare la propria proposta piatti. A partire dalle 19.00, tre ristoranti con oltre 400 posti a sedere offrono la soluzione ideale per tutti i gusti: dalla storica Pizzeria Pecoranera alla Griglieria Biko, per gli amanti dello street food, al ristorante Siamo Fritti per chiunque sia in cerca di un menù più vario e completo, adatto a vegetariani e non solo.

 

 

Fedez - Pop-Hoolista Summer Tour Martedì 23 Giugno ore 20.30 Carroponte - Via Luigi Granelli, 1, 20099 Sesto San Giovanni MI

 

 

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Venerdì 9 gennaio 2015 il 75Beat ospiterà il live dei The Vickers, rock band fiorentina che nel marzo 2014 ha pubblicato il suo ultimo album "Ghost" per Black Candy Records.

Un rock psichedelico a tutti gli effetti, quello dei Vickers: suoni che sembrano provenire direttamente dagli anni 60 accompagnati da testi allucinati e vagheggianti. Viaggi distorti verso paesaggi coloratissimi si susseguono nei loro pezzi, facendo affiorare anche un pizzico della malinconia tipica degli anni 90.

Il lavoro della band toscana ha ricevuto molte recensioni positive, sia in Italia che all'estero, dove i singoli dei The Vickers vengono anche trasmessi nelle radio nazionali come BBC6 (UK) e KEXP Radio (US).

"Ghost" è il terzo lavoro del gruppo, che nel 2009 ha pubblicato "Keep Clear" per Foolica Records e nel 2011 "Fine For Now", album a cui hanno collaborato diversi professionisti.

I Vickers vantano già di qualche tour all'estero, partecipando a festival del calibro del Primavera Sound di Barcellona.

Questi musicisti visionari, che sembrano catapultati direttamente da un'epoca passata, arrivano al 75Beat venerdì 9 gennaio per un live che come ogni loro esibizione dal vivo non deluderà di certo.

Info:

Apertura porte ore 21.30, inizio live ore 22:00. Ingresso 5 euro con tessera ARCI.

75beat

Via Privata Tirso, 3 - 20141 Milano, Tel. 02 56 8049 13

Per info sulla programmazione dei live: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina FB: https://www.facebook.com/75Beat

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Il 6-7-8 Giugno ritorna il MI AMI, con un’edizione più bella e ricca che mai presso il Circolo Magnolia.

 

Quest’anno tre giorni di musica live, fumetti e molto altro, per festeggiare un compleanno importante. Per il decimo anno consecutivo il MI AMI c’è e dal 6 all’8 giugno porterà sui suoi tre palchi tutti i nomi più importanti della nuova musica italiana: un festival bello e irrinunciabile.

Il manifesto del decennale del Mi Ami Festival è firmato da Alessandro Baronciani, autore della grafica della prima edizione del 2005. Come allora, protagonista del poster 2014 è un bacio, che quest’anno si moltiplica in tre manifesti differenti senza distinzione di genere.

 

Venerdì 6 Giugno i cancelli apriranno alle 18.00. Grandi ospiti come: Tre Allegri Ragazzi Morti, Diaframma, Aucan, Yakamoto Kotzuga e molti altri.

 

Sabato 7 Giugno l’apertura dei cancelli sarà alle 16.30 e il Mi Ami ospiterà grandi band e incredibili cantanti come Mellow Mood, Foxhound, The Remington, Ghemon, Nitro e non solo.

 

Domenica 8 Giugno alle 16.00 i cancelli saranno già aperti e i palchi di Magnolia avranno l’onore di ospitare Le luci della centrale elettrica, Marta sui tubi, Pocket Chestnut, Rockit All Starz e altri grandi nomi.

 

Il Mi Ami non è solo musica, undici grandi nomi della scena contemporanea dell’arte/fumetto/illustrazione: Gianluca Folì, Jacopo Rosati, Virginia Mori, Anna Deflorian, Roberta Zeta, Roberto La Forgia, Alessandro Baronciani, Davide Toffolo, Francesca Capellini e Marco Mazzone. Reporter a fumetti del festival sarà Lucia Whena Biagi.

Un grande ospite del festival sarà Il Collettivo Mammaiuto (Claudia Nuke Razzoli e Francesco Guarnaccia).

Ogni giorno in AREA MI FAI (all’entrata del Circolo a destra) disegneranno dal vivo con proiezioni giganti, come fosse l'ultima volta che MI AMI così.

Davide Toffolo, creatore del MI FAI, tornerà re di quest'edizione nella veste di Ritrattista 4 stelle, dipingendo su carta i profili dei festivalieri assolati e contenti che si metteranno in fila per ottenerlo!

 

Non perdetevi le altre esclusività del MI FAI come i visual dei concerti principali realizzati dal vivo dai disegnatori e la passeggiata #backintime lungo i dieci anni del MI AMI disegnati su grandi pannelli tutti i pomeriggi. I festivalieri potranno partecipare al contest SZIGET Festival: vieni a disegnare in Area MI FAI su tema #valetutto e vinci un biglietto SZIGET FESTIVAL (viaggio incluso)!

 

Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.rockit.it/miami/2014/index.php o l’evento facebook https://www.facebook.com/events/630764087012524/?ref=3&ref_newsfeed_story_type=regular

 

Un festival imperdibile, una contaminazione di musica e arte, nel favoloso Magnolia immerso nel verde! Nerospinto consiglia di non mancare e segnarsi in agenda l’evento.

 

 

 

 

 

MI AMI 2014

Circolo Magnolia

via Circonvallazione Idroscalo 41, 20090 Segrate

 

6 giugno - 9 giugno

Inizia alle ore 16.00 · Termina alle ore 4.00

 

Scrivere all'uscita del terzo album di un gruppo che si pensava sarebbe stato una moda passeggera è un bell'impegno. Si potrebbe scrivere della sfida di due giovani di Toronto, di quanto si siano evoluti dal primo anno, dei loro live sempre sorprendenti o delle collaborazioni più varie tra beat chiptune, rubati alle community online, e Robert Smith. Eppure, ascoltando il loro terzo album, sembra che alla fine non siano stati all'altezza delle aspettative, innovativi o almeno pronti a guardarsi in faccia e farsi due calcoli.

 

Non c'è niente che non vada in effetti, forse sono troppo severo, ma dopo due album da cui si poteva estrapolare una sorta di evoluzione verso un sound più definito, questo terzo esercizio di stile proprio non ci voleva (non è un caso che i tre album abbiano lo stesso titolo? - Crystal Castles).

 

Andiamo con ordine, cerchiamo di capire meglio cosa è successo. I Crystal Castles nascono per caso. Leggenda vuole che, dopo aver rilasciato online una prova di registrazione dell'attuale cantante, Alice Glass, diverse case discografiche li abbiano contattati proponendo un contratto. Vinse la Lies Record che produsse una raccolta di singoli già rilasciati con l'aggiunta di un paio di canzoni registrate per l'occasione. E la storia puzza subito di bruciato, sia per i premi e i riconoscimenti avuti, sia per la curiosa storia dell'immagine di copertina: l'opera dell'artista Trevor Brown, la Madonna con l'occhio nero, utilizzata senza permessi con un'attitudine da “bhè, che problema c'è?”. Il problema è stato risolto con l'acquisto dei diritti dell'opera. Sembra strano, però, che un'etichetta spenda tanti soldi per finanziare un gruppo al primo album, ma non facciamo i maliziosi e proviamo a pensare che magari i giovani, ai tempi poco più che ventenni, erano talmente promettenti da giustificare un'azione del genere.

Purtroppo non è questo l'unico caso di infrazione di copyright, si parla anche di beat rubati per la realizzazione di Insectica e  Love and Caring, ma tutto si è risolto felicemente (per i Crystal Castles) e i due hanno continuato indisturbati a vendere dischi e magliette, una bella soddisfazione per la Lies.

 

Nonostante questi problemucci il prodotto è andato alla grande e si è conquistato un posto nel cuore di giovani troppo punk per ascoltare techno e troppo radical chich per i Bad Religion, ma pieni di entusiasmo per le droghe chimiche e i rave.

 

Incredibilmente in un paio di anni Alice Glass e Ethan Kath raccolgono sempre più seguaci grazie alle loro performance esplosive tra batterie distrutte e stage diving e con partecipazioni mirate a festival e seguendo in tuor band come, tra i più famosi, i Nine Inch Nails.

 

Il secondo album del 2010 (Fiction Records) è, però, nettamente più maturo e sembra che i due stiano per fare il salto di qualità per essere santificati a un pubblico meno drogato e più interessato alla musica. Il caotico miscuglio di synth e voci distorte viene organizzato in pezzi più strutturati e le melodie frenetiche si trasformano in un omaggio alle atmosfere eurodance e eighty. Ma anche a due anni di distanza le mosse di marketing non mancano e la featuring di Robert Smith in Not In Love fa riflettere. Ci sarebbe anche da chiedersi a chi è servita questa partecipazione del gigante dei The Cure, ai Crystal Castles per darsi un tono da musicisti navigati o al ciccione (emo) per riconquistarsi una fetta di mercato più giovane?

 

Ed arriviamo, infine, al terzo album che ci regala tracce che proseguono per il filone synthpunk e chiptune, con qualche richiamo al secondo album in tracce come Wrath of God con dei bei tastieroni europei. Il tutto è condito con una buona dose di impegno sociopolitico dalla copertina di Samuel Aranda, fotoreporter d'assalto, che immortala una madre che abbraccia il figlio piegato in due dai gas lacrimogeni durante le manifestazioni in Yamen, a canzoni di protesta adolescenziale come Child I will hurt you. Il tutto sembra voler dire: il mondo è un posto brutto e cattivo, ma nasconde tante bellezze e noi sintentizziamo questo spirito, ravers cattivi, incazzati, stronzi, ma dall'animo tenero e coccoloso. Violent Youth è proprio un manifesto a questa predisposizione con un bel beat rimato e il testo snocciolato come una ninna nanna, una cantilena in cui questa generazione di hipster-indie, stronzi ma alla ricerca della vera bellezza (quelli che vanno alle feste dei crookers già vomitati), potranno riconoscersi.

 

Unica nota positiva le basi, soprattutto quella di Insulin, canzone dalle distorsioni poderose, forse troppo break, e troppo breve un minuto e quarantasette secondi di confusione che richiamano un po' i primi pezzi come Excuse Me del primo album che visto da questa prospettiva sembra il più autentico e originale dei tre.

 

I Crystal Castles, nonostante tutte queste critiche, rimangono un pezzo della storia della musica contemporanea, un piccolo tuffo nell'adolescenza disperata della periferia distrutta di una grande città in decadenza. Un ritorno alla piccola guerra interiore di tutti i giorni. Se non costassero trenta euro andrei anche a vederli all'Alcatraz il 24 febbraio, di sicuro ne varrebbe la pena, anche solo per le acrobazie dell'Alice che rimane comunque un gran bell'animale da palco.

Crystal Castles all'Alcatraz 

 

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