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La redazione di Nerospinto.it non poteva fermarsi a osservare dal salotto milanese la più grande manifestazione canora nazional popolare. 

Nerospinto ha deciso di offrire un servizio davvero unico che vi spingerà a incollarvi alla nostra homepage per tutta la durata del festival! 

Ogni giorno una nostra webcam, accesa 24 ore su 24, documenterà tutto ciò che accadrà attorno all’Ariston e più precisamente, tutto ciò che accadrà dall’inizio di Piazza Colombo sino al red carpet: il viavai degli artisti con relativi outfit pre e dopo concerto, i vari giornalisti, i possibili intoppi e, sorpresa sorpresa, i concerti che si terranno in piazza, bypassando l’esclusiva Rai che sarà concentrata solo su determinati aspetti delle serate.

Si, oltre all’interno del teatro, per tutte le serate della competizione, vi saranno brevi concerti di star della canzone italiana che si esibiranno extra festival, dei quali conosciamo già i nomi ma che non possiamo svelare, non possiamo nemmeno dire che, probabilmente ci sarà colui che ha preferito altri Santi, come non possiamo dirvi che il Salento aprirà la serie delle performance. Insomma, un Grande Fratello ligure tutto di nostra proprietà e che sarà costantemente aggiornato sui nostri social con anticipazioni su chi e cosa accadrà.

Volete già curiosare? Fatelo a questo link: https://www.nerospinto.it e cercate la diretta YouTube!

Pubblicato in Cultura
Lunedì, 13 Gennaio 2014 18:41

Capitan Harlock, il ritorno del pirata in 3d

Per chi era bambino qualche decennio fa rivedere le gesta e le battaglie del pirata spaziale più dark e affascinante di tutti i tempi è un tuffo emotivo e piacevole nel proprio passato, per le nuove generazioni è un modo per conoscere e apprezzare una storia e un personaggio che era moderno già quando venne creato da Matsumoto nel 1976.

Il pirata tutto nero, che comanda una nave spaziale indistruttibile e che ha come equipaggio uomini e donne cittadini delle galassie e pronti a seguirlo in ogni battaglia, anche la più dura e pericolosa.

Capitan Harlock non è il solito eroe positivo e pieno di buone intenzioni. Tutt’altro.

È un pirata, pronto a scontrarsi e a soccombere per i propri ideali. Pronto a immolarsi per la sua causa. Ed qui che il personaggio fantastico e fumettistico assume contorni e aspetti originali, perché Harlock diventa un filoso politico, un rivoluzionario, quasi un terrorista se non si fa davvero attenzione a quello che dice e che comunica agli altri.

Il pirata nero che attraversa le galassie sull’indistruttibile Arcadia allora diventa molto di più di un semplice cartone animato o di un semplice fumetto. Harlock come il Che, come Evita Peron, come Nelson Mandela. Insomma, troppo complicato per lasciare un pensiero sociale e politico di importanza universale a un affascinante uomo immortale, di carta.

Eppure i suoi creatori cinematografici non si fanno scrupolo e realizzano un film animato in 3d da togliere il fiato, con battaglie nello spazio incredibili e colpi di scena da maestro, a conferma che i nipponici in questo genere di opere restano sempre i numeri uno.

Ciò che lascia perplessi è il senso della trama e del personaggio Harlock più vicini a un pensiero socialista che non gli appartiene. Eppure a guardare bene si ritrovano elementi tipici giapponesi quali il sacrificio in battaglia, il senso dell’onore e gli antichi principi samurai ma Capitan Harlock rimane unico e irripetibile nel suo genere.

Il film il 3d ora nelle sale cinematografiche fa ruotare la trama prevalentemente sul desiderio della razza umana sparsa nelle tante galassie di ritornare sulla Terra, pianeta e luogo di origine di tutti loro. Ma la Terra è troppo piccola per poter accogliere e ospitare tutti i suoi figli sparsi nell’Universo, da qui la battaglia tra le varie forze a cui Harlock apporterà come sempre il proprio contributo. Del cartone e del fumetto degli anni ’70 e ’80 i creatori del film lasciano quasi tutto aggiungendo qui e là personaggio minori o maggiori a seconda delle esigenze della storia.

Il risultato è un bel film di animazione, fatto molto bene da chi queste cose le ha praticamente inventate e una bella occasione di conoscere o ricontrare un eroe gotico e noir diverso da tutti gli altri.

 

 

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L’Amore.

Quando è un inganno tradisce il sogno. Brutalmente lo lacera, e poi lo strappa.

Prima a colpi di silenzio. Poi di parole, affilate e taglienti.

Infine, arrivano le mani.

Non più setose e carezzevoli. Ma ruvide e graffianti.

Arrivano a marchiare il corpo di un malato e vile abuso di potere.

 

Sylvia Plath, poetessa americana morta suicida nel 1963, confidava alle pagine dei suoi diari il timore di perdere la propria dignità e identità a causa di un unione matrimoniale che le implicava l'adempimento passivo ad un ruolo servile.

Perché anche questo è violenza.

 

Da una riflessione sul tema della violenza -psicologica e fisica- subita all'interno delle mura domestiche, nasce L'Aspirante, una performance ideata da Giovanna Lacedra.

Questa trae origine da una reinterpretazione dell'omonima poesia della Plath, scritta tra gli anni 50 e 60, tradotta da Giovanni Giudici nel 1976.

 

La rilettura contemporanea chiama in causa i soprusi (e gli abusi) subiti in silenzio dalle donne, quando la relazione diventa disfunzionale, quando la vita coniugale è sopraffazione.

La violenza che nasce da un atteggiamento prevaricante, da una visione della donna come oggetto funzionale anziché come individuo dotato di personalità.

 

 

Giovanna Lacedra e Roberto Milani in

L'Aspirante - Live Performance

giovedì 12 settembre ore 18.30

 

Info:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.amyd.it

 

Amy-D Arte Spazio

via Lovanio 6, Brera District

Milano

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Da qualsiasi punto di vista lo si osservi, Juan Francisco Casas è un artista che stupisce.

Delle sue opere colpiscono l’irriverenza  e la freschezza;  il forte contrasto, voluto e ricercato, tra la banalità dei soggetti e le enormi dimensioni dei quadri, riservate al tema storico o religioso, come ci insegna il mondo accademico; stupiscono la maestria della tecnica e l’iper-realismo con cui sono realizzate.

Tuttavia sono sicura che la cosa che vi colpirà di più sarà scoprire di quale strumento si serve per realizzarle; dimenticate Photoshop e programmi di grafica, scordatevi tavolozza e pennello, carboncino e matita: nell’astuccio di Juan Francisco Casas c’è solo una penna bic, rigorosamente blu.

 

Avete presente quegli scarabocchi che disegnavamo durante le ore di lezione, al liceo? Le caricature della professoressa o qualche presa in giro al compagno di banco? Ecco, Casas ha a disposizione quello stesso piccolo, sottovalutato strumento.

E in fondo anche lui scarabocchia, solo che lo fa su pannelli due metri per due, solo che il risultato è del tutto identico ad una fotografia.

 

Juan Francisco Casas nasce nel 1976 a La Carolina, nel sud della Spagna. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Granada nel 1999 e con una borsa di studio si trasferisce a Roma. Già dal 2002 arrivano il successo e le esposizioni in siti importanti, dalla rinomata galleria Fernando Pradilla di Madrid a El Museo di Bogotà. Negli anni successivi porta la sua arte scanzonata in giro per l’Europa e per il mondo intero, attirando l’attenzione positiva della critica e di numerosi artisti, tra cui anche gli stimati Maurizio Cattelan, Damien Hirst e Neo Rauch.

 

La tecnica di Casas consiste nell’immortalare il suo soggetto in momenti del tutto ordinari, per poi riprodurre la fotografia con le biro blu; ne esaurisce almeno tre o quattro per ogni quadro, dichiara.

Le sue Madonne sono ragazze divertite e divertenti, belle e senza schemi, che ammiccano e provocano l'osservatore con l’affascinante freschezza della gioventù. Uomini anche, pochi c’è da dire, ma sempre leggeri e spensierati.

 

A guardare le opere una di seguito all’altra sembra quasi di curiosare nell’album dei ricordi di un ragazzo che ama fotografare i momenti belli della vita, nella loro semplicità. Sono attimi e situazioni che ognuno di noi potrebbe aver vissuto, nulla di straordinario; gli  amici, le serate, le donne che ama, anche solo per una notte. Ciò che tuttavia le rende speciali sono la frizzante gioia di vivere e la totale libertà d'espressione che trasmettono, che insieme scacciano ogni rischio di banalità.

Ogni personaggio ritratto sprigiona un’energia e una vitalità che spiazzano e sfidano chi li osserva a lasciarsi andare, a non prendersi troppo sul serio. A chi coglie la sfida, riescono facilmente a strappare un sorriso, per gli altri..beh, è un peccato perché ridere allunga la vita e lo sguardo corrucciato fa venire le rughe!

 

 

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INDIRA FASSIONI

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