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Da venerdì 12 dicembre a domenica 4 gennaio 2015 al Teatro Elfo Puccini di Milano andrà in scena "Frost/Nixon", con la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. Si tratta dello spettacolo che nel 2014 ha vinto il premio Ubu (il riconoscimento più importante nel teatro italiano) come "Migliore novità straniera".

Nella pièce è centrale l'intervista di David Frost a Richard Nixon del 1977, in cui l'Ex-Presidente degli Stati Uniti d'America (dimessosi nel 1974) confessa per la prima volta lo scandalo Watergate, esplicitando i limiti degli aspetti morali nell'ambito del potere. È il primo caso storico di giornalismo inteso come spettacolo.

"Frost/Nixon" è stato scritto nel 2006 da Peter Morgan e ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tanto da portare anche alla realizzazione di un adattamento cinematografico di grande successo. In Italia questo spettacolo ha debuttato il 18 ottobre 2013, grazie al lavoro di regia a quattro mani di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani

Info: Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

• Orari: mar-sab 20:30 / dom 16:30 / 26 dicembre 16:30 / 31 dicembre 20:30 • Durata: 110' senza intervallo • Prezzi: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto 65 anni € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50 • PROMOZIONE SPECIALE PER NATALE: biglietti limitati in vendita solo ON-LINE a € 17.16 per le repliche di sabato 20 e domenica 21 dicembre • È valido l'abbonamento Invito a Teatro - tagliando Elfo Puccini • Repliche per le scuole • Gli abbonamenti Elfo Puccini e Invito a Teatro non sono validi per il 31 dicembre • ATTENZIONE: Lo spettacolo non andrà in scena dal 22 al 25 dicembre e il 1˚ gennaio

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Dal 16 al 21 dicembre sarà in scena all'Elfo Puccini di Milano "Scende giù per Toledo", avvincente invenzione letteraria del grande Giuseppe Patroni Griffi, per la regia di Arturo Cirillo. L'opera narra la storia di un travestito napoletano, Rosalinda Sprint (interpretato da Arturo Cirillo), una sorta di personificazione della sua città, che viene ritratta nelle sue stravaganze e nelle sue fragilità. La narrazione dà vita al personaggio e alle sue vicende oscillando tra immedesimazione e straniamento, alternando prima e terza persona: Il risultato è un flusso di parole che diventano danza, più precisamente un tango disperato, in una Napoli rappresentata come un luogo metafisico, figurato, invenzione di un posto che non c'è.

Arturo Cirillo ha lavorato come interprete con Massimo Castri, Pierpaolo Sepe, Annalisa Bianco e con Carlo Cecchi, restando nella compagnia di quest'ultimo dal 1993 al 2000. Successivamente è stato regista, specializzandosi nella rivisitazione del repertorio napoletano, da Scarpetta a Ruccello. Ha ricevuto diversi riconoscimenti: premi Ubu come regista e come interprete, premio Hystryo, premio Vittorio Mezzogiorno e premio dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nel cinema ha recitato con Mario Martone, Silvio Soldini, Wilma Labate, Tonino de Bernardi. Con il Teatro Stabile delle Marche ha diretto e interpretato "Otello" di William Shakespeare (2009), "L'Avaro" di Molière (2010), "La Purga" di George Feydeau (2012).

 

 

Scende giù per Toledo

di Giuseppe Patroni Griffi,

interpretazione e regia di Arturo Cirillo

 

Teatro Elfo Puccini,

sala Fassbinder

Corso Buenos Aires 33 - Milano 02 00660606

orari: martedì/sabato ore 21.00 domenica ore 16.00

costo: intero: 30.50 euro ridotto giovani/anziani: 16 euro martedì: 20 euro

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Dall’11 al 21 dicembre andrà in scena nella sala Bausch dell’Elfo Puccini "Il marito smarrito".

Tratto da George Dandin di Molière, la storia tratta di un sedicente villico arricchito, classico esponente di una borghesia nascente ancora molto volgare. Giorgio Dandini oltre ad una casa di plastica, un giardino di moquette e meno di un metro quadrato di terra, ha anche acquistato una moglie, Angelica, ragazza dal carattere effervescente figlia di due aristocratici decisi a spennarlo. Angelica tradirà suo marito con Clitadtro, con cui sfogherà le sue voglie; Giorgio, pur scoprendo l’inganno, a causa della sua ignoranza e della furbizia della moglie non riuscirà a dimostrare nulla, anzi verrà addirittura umiliato dai servi. Filippo Renda, autore di "Shitz Pane, amore e… salame", rilegge la trama di Molière in una chiave avvincente e divertente. Mentre la storia originale sembra quasi sfiorare la tragedia con il finto suicidio di Angelica, la versione della compagnia Idiot/Savant porta alle sue estreme conseguenze il gioco della finzione. Filippo Renda nasce a Palermo, consegue il diploma di attore presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano. Appassionato di regia e drammaturgia inizierà la sua carriera affiancando Luca Ronconi, Roberto Rustioni, Bruno Fornasari, ecc. Ha da poco intrapreso un percorso di progettazione culturale con Benedetto Sicca. Fondatore della compagnia Idiot Savant vince il premio della giuria Scintille del Festival di Asti con "Alice Cara Grazia" e "Shitz Pane, amore e… salame".

Lo spettacolo andrà in scena da martedì a sabato alle ore 19.30, domenica alle ore 15.30. Prezzo intero 15 euro, ridotto scuola Milano 11,50 euro

 

 

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Un grande spettacolo dal 6 al 18 Maggio all’Elfo Puccini: La ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde.

 

La Sala Fassbinder ospita La Ballata del Carcere di Reading da Oscar Wilde, con la regia di Elio De Capitani. In scena Umberto Orsini e Giovanna Marini. Lo spettacolo  è una produzione della Compagnia Umberto Orsini srl. La traduzione e l’adattamento è a cura di Elio De Capitani e Umberto Orsini.

 

Nel 1895 Oscar Wilde, in seguito a una causa per diffamazione da lui intentata al Duca di Queesberry, fu a sua volta accusato di comportamento contrario alla morale pubblica e condannato a due anni di carcere, che scontò nella prigione di Reading.

Ballata del carcere di Reading nasce da questa terribile esperienza ed è una delle sue opere più autentiche e scopertamente sincere. La ballata è un lamento poetico in due momenti: l'impiccagione di un giovane detenuto, il rituale assurdo e feroce dell'esecuzione, e la meditazione, profondamente religiosa, sul male e la redenzione.

 

 

Dall'incontro di Umberto Orsini e Giovanna Marini in un altro spettacolo, Urlo di Pippo Delbono, dove Orsini aveva portato la sapienza dei suoi frammenti di Wilde e Shakespeare e Giovanna la sua antica esperienza del canto degli umili, nasce l'idea di portare in scena questo testo di Wilde.

Elio De Capitani è stato coinvolto nel progetto, che aspettava solo un’ultima spinta per affrontare qualcosa a cui pensava da tempo, “"il dilemma, o meglio il paradosso di Wilde”. Così nel 2005 lo spettacolo ha preso corpo, andando in scena nel mese di giugno al Festival AstiTeatro (co-prodotto allora Emilia Romagna Teatro Fondazione e dal teatro Eliseo).

 

Come entrarci in questo gioco, tragico e leggero? Come reggere il metro popolare della ballata e il lirismo spietatamente wildiano?

"Giovanna Marini ha scritto cinque ballate, ha preso in parola Wilde, componendo una musica che sta tra la ballata irlandese e l'elisabettiano John Dowland, arrivando e fino a Schubert, per passare anche per i Beatles.

Umberto Orsini interpreta Wilde con una leggerissima distanza, giocando con la vertigine sapiente dell'emozione e cogliendo il frutto più piacevole e più difficile al tempo stesso: il lato artistico-estetico, la bellezza dei versi, per lasciare allo spettatore di fare i conti con il resto".

De Capitani immagina e studia una scrittura che sia "strategia di dislocazione sapiente delle forme e dei materiali da combinare con le parole cantate di Giovanna, con la sua musica altrettanto ostinata e precisa".

 

Magda Poli sul Corriere della Sera definisce lo spettacolo: “La traduzione, curata come l'adattamento da De Capitani e Orsini, è in prosa con poche rime e restituisce un senso di ragionata semplicità. Ed è la ragione che domina l'interpretazione di Orsini: una esposizione pacata dei sentimenti che un carcerato, la voce narrante, prova spiando gli ultimi giorni di vita del giovane assassino, il suo bere l'aria del mattino, il suo rubare con lo sguardo quel pezzo d'azzurro che in carcere è chiamato cielo. Dall'annullamento di ogni enfasi, dal lucido controllo ricercato dall'ottimo Orsini, si esalta l'orrore per la crudeltà della vita in prigione, la pietà e la simpatia, in senso etimologico di sofferenza partecipata e schierata, per il mondo dei reietti. La voce di Giovanna Marini cesella in cinque ballate le suggestioni del poema, con la sua musica colta e popolare che unisce evocazioni di antichi temi irlandesi a Lieder schubertiani. L'allestimento scarno e la bravura degli interpreti esaltano la voce di Oscar Wilde che chiede rispetto per ogni essere umano, anche se assassino.”

 

 

Uno spettacolo imperdibile dal 6 Maggio aspetta tutti gli appassionati di teatro! Nerospinto consiglia di segnarlo in agenda.

 

 

 

Elfo Puccini

Corso Buenos Aires 33

 

Martedì/sabato ore 21.00, Domenica ore 16

 

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20

 

Info e prenotazioni: 02/0066.06.06 - www.elfo.org

 

Dal 5 al 25 maggio debutta in prima nazionale, nella sala Bausch dell’Elfo Puccini, Addèla Ole, da la Storia di Elsa Morante, un progetto a due voci tra testo e canto che segue il filo di questa riflessione: la storia non rispetta la vita e la vita si rifiuta di riconoscere la necessità della storia.

 

Agnese Grieco, autrice, drammaturga e regista già conosciuta al Teatro dell’Elfo, ha coinvolto nel suo progetto l'attrice Ida Marinelli, chiamata a "recitare/raccontare, ricordare, né viva, né morta, figura che diviene trasparente per farsi attraversare da altre figure", e la cantante Anne Lisa Nathan, "mezzosoprano classico che ama sperimentare", che evoca in scena la memoria ebraica della protagonista, la sua genealogia attraverso la musica.

Addèla Ole! è una performance tra parole e musica, non la sceneggiatura teatrale del grande "romanzo popolare" della storia di Elsa Morante, ma un'esplorazione del cosmo morantiano, un'evocazione di alcuni frammenti seguendo il filo rosso del concepimento, della nascita e della trasfigurazione del bambino Useppe.

Frutto della violenza carnale di un soldato tedesco su una donna ebrea, Ida Ramundo, nella Roma della Seconda Guerra Mondiale, questo bambino diviene figura divina, piccolo Buddha dostoevskiano a passeggio per il quartiere Testaccio.

Il bambino Useppe, la madre Ida Ramundo, vedova Mancuso, il figlio Nino e la cagna Bella formano l’irregolare "sacra famiglia“ che è il cuore della storia narrata da Elsa Morante. Una Storia che alla sua pubblicazione negli Anni Settanta divise la critica e subito si rivelò un grande successo di pubblico.

La storia ha come sottofondo un’ambientazione cruda e dura, nella Roma della guerra e dell’immediato dopo guerra, tra l’avvento delle leggi razziali, la presenza dell’esercito del Terzo Reich, la fatica di sopravvivere e l’attesa del futuro. Ma parallelamente siamo, soprattutto, nel mondo della poesia, che secondo la scrittrice è da sempre l’unico mondo non abitato dall’irrealtà dilagante.

A questo nucleo poetico, radicale nella sua fantasia anarchica e luminosa bellezza, attinge questo incredibile e toccante spettacolo. Nella lingua di Useppe la "bandiera tricolore“ si trasforma infatti nel più musicale “addèla ole“, segnale che altre trasformazioni e ribaltamenti sono possibili e benvenuti. Chi sono i vivi e chi sono i morti, i bambini e i “grandi”, i perdenti e i vincitori? Che cosa ci ha raccontato il nostro Novecento? E come aprire lo scrigno delle memorie per riattivarle?

La Storia è anche una delle grandi narrazioni ebraiche del Novecento italiano e la cangiante lingua di Elsa Morante incontra in scena la tradizione musicale sefardita, spagnolo ladina, evoca citazioni verdiane e accoglie echi degli inni coloniali.

 

Un imperdibile spettacolo teatrale, da non perdersi, in cui una cantante recita quello che non può essere detto e un’attrice rivive e racconta quello che la memoria ha registrato.

 

 

Elfo Puccini

corso Buenos Aires 33, Milano

Martedì/sabato ore 19:30 (domenica 15:00)

 

Prezzi:

intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16

Martedì € 20

Info e prenotazioni: 02/0066.06.06 - www.elfo.org

Grandi debutti all’Elfo Puccini: Aldo Morto e Educazione Siberiana saranno in scena fino a domenica 2 Marzo nel teatro milanese.

 

Il primo spettacolo che debutta il 24 Febbraio nella Sala Fassbinder dell’Elfo Puccini è Aldo Morto con la regia, drammaturgia e interpretazione di Daniele TImpano, con la collaborazione artistica di Elvira Frosini. Vincitore del Premio Rete Critica 2012, segnalazione speciale Premio IN - BOX 2012 e finalista al Premio Ubu 2012 come “migliore novità italiana” si presenta come un evento imperdibile.

L’attore protagonista, giovane negli anni del tragico sequestro di Albo Moro, non ha alcun ricordo personale del periodo storico ma si confronta con l’impatto che questo evento ha avuto nell’immaginario collettivo. Una scena molto minima: il suo corpo, pochi oggetti e la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna retorica o pietismo.

«Desolato, io non c'ero quando è morto Moro» afferma Daniele Timpano. «Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto. Ma dov'ero io quel 9 maggio? E cosa facevo? A che pensavo? E soprattutto a voi che ve ne importa? È una cosa importante cosa facevo e che pensavo io a tre anni e mezzo? Aldo è morto, poveraccio. Aldo Moro, lo statista. Che un certo Moro fosse morto l'ho scoperto alla televisione una decina di anni dopo, grazie a un film con Volontè. Un film con Aldo morto. Ci ho messo un po' a capire fosse tratto da una storia vera. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni '70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?».

E così con Aldo Morto ci consegna la pièce più coraggiosa e sensazionale, ma anche più irritante, che la scena teatrale italiana ci abbia regalato negli ultimi anni.” scrive Katia Ippasso, Altri. La sinistra Quotidiana.

 

 

Il secondo spettacolo che debutta il 25 Febbraio in sala Shakespeare dell’Elfo è Educazione siberiana di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro, con la regia Giuseppe Miale di Mauro con Luigi Diberti e con Elsa Bossi, Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Stefano Meglio, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti.

Il grande successo letterario di Nicolai Lilin è stato stravolgente: venduto in 24 paesi stranieri e tradotto in 19 lingue, è diventato un film diretto da Gabriele Salvatores. Il libro è il crudo resoconto di ciò che significa per l’autore far parte degli Urka siberiani: uomini che si definiscono “criminali onesti”, gente motivata da un’etica forte e antica, capace di brutalità ma anche di esprimere un codice etico che paradossalmente si dichiara incorrotto. Educazione Siberiana si presenta come un moderno romanzo di formazione.

L’adattamento teatrale dello spettacolo si articola intorno alla storia di due fratelli, molto diversi tra loro: il primo è Boris, quello giusto, quello legato agli insegnamenti della tradizione siberiana, quello che rispetta gli anziani e che cerca di somigliare in tutto a loro. Il secondo è Yuri, quello ribelle, quello con lo sguardo proiettato al futuro, quello pronto ad infrangere ogni regola e a tradire la sua stessa famiglia per amore del Dio denaro, quello rapito dal mito americano.

In mezzo ai due fratelli il vecchio Nonno Kuzja cerca di far resistere la tradizione dei criminali onesti, nonostante il devastante impatto della società con il moderno delirio del consumismo occidentale.

La storia di Boris e Yuri rappresenta metaforicamente il modello del tipico conflitto che si sviluppa nel periodo post sovietico sia dentro una singola persona che nella società intera. La fine dell’URSS e i fattori politico-sociali hanno creato il caos nel popolo stremato dalla dittatura e affamato di libertà, quella libertà che ha spinto le persone verso atti estremi fino al drammatico degrado delle anime.

 

Due spettacoli caratterizzati da storie drammatiche, profonde e coinvolgenti vi aspettano dal 24 Febbraio all’Elfo Puccini.

 

Aldo Morto 

Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore  21, domenica ore 16.30 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.0602/0066.06.06 - www.elfo.org

 

Educazione Siberiana

Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Martedì /sabato ore  20.30, domenica ore 16.00 - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20 - Info e prenotazioni: 02/0066.06.0602/0066.06.06 - www.elfo.org

 

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Se sei un appassionato di teatro, se vuoi assistere a qualcosa di nuovo e sorprendente non perdere i quattro spettacoli di Febbraio del teatro milanese Elfo Puccini.

 

Il 13 Febbraio alle 21 per il progetto Teatro e Carcere, Mimmo Sorrentino presenta la sua creazione Terra e Acqua. Sul palco della sala Shakespeare i detenuti della Casa Circondariale di Vigevano, Ciro, Dante, Jorge, Ilir, Rachid, Silvano, Salvatore e Angelo raccontano di come il carcere oltre a essere un luogo fisico, sia un luogo dell’anima. Secondo l’autore e regista Mimmo Sorrentino la libertà va educata a partire dal linguaggio e per questo ha chiesto ai detenuti di scrivere una preghiera, utilizzare quindi un linguaggio forse ancora più libero della poesia e del canto. A partire dalle loro preghiere nasce lo spettacolo Terra e acqua.

 

Dal 15 al 23 Febbraio torna in scena Paolo Poli con il suo Aquiloni. Gli attori in scena saranno Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco.Paolo Poli sfoglia la letteratura tra otto e novecento per rivelare i risolti ironici e i sottintesi che si nascondono anche nelle pagine più innocenti.

Sul Corriere della Sera lo spettacolo viene descritto così da Magda Poli: “Al poeta Giovanni Pascoli, Paolo Poli dedica il suo Aquiloni applicando quella che si può definire la «formula Poli»: l'impianto scenico fisso con fondali e quinte dipinte del grande Emanuele Luzzati, le musiche birichine e colte di Jacqueline Perrotin, i costumi di Santuzza Calì, sempre colmi di fantasia e colore, le coreografie, ironiche e straniate di Claudia Lawrence, e le canzonette d'epoca che si intrecciano con alte parole coeve di poeti e scrittori. Quattro boy, sgambettano, cantano e recitano.”

 

Dal 18 al 23 Febbraio sarà in sala Fassbinder lo spettacolo di Tindaro Granata Invidiatemi come io ho invidiato voi e in Sala Bausch Peli di Carlotta Corradi, regia di Veronica Cruciani.

Invidiatemi come io ho invidiato voi, che debutterà al Festival delle Collin Torinesi 2013, è ispirato a un celebre caso di pedofilia accaduto qualche anno fa in provincia di Perugia. Granata non si limita a descrivere l’aspetto giudiziario del caso ma cerca di sottolineare, con la sensibilità che lo caratterizza come regista e interprete, i moti interiori e i sentimenti che muovono i protagonisti: vittime e carnefici.

Lo spettacolo Peli di Cruciani viene descritto da Rodolfo di Gianmarco come: "Peli gioca con originalità sul concetto di gender ponendo al centro della sua drammaturgia due donne coinvolte in una partita a carte che le spoglia lentamente dai rituali delle conversazioni borghesi, e dei loro abiti, per trascinarle in un universo di sensazioni in cui ogni singolo contatto fisico va al di là dei generi." 

 

Una rassegna eterogenea e innovativa caratterizzerà il mese di Febbraio dell’Elfo, non perdetela!

 

 

ELFO PUCCINI 

(Corso Buenos Aires 33, Milano)

- Per lo spettacolo Terra e Acqua il Posto unico €15, ridotto abbonati Elfo €10

- Sala Shakespeare -  Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00 - Durata 120' con intervallo - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

- Sala Fassbinder - Feriali ore 21:00, domenica ore 16:30 - Durata: 90' senza intervallo - Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 Martedì € 20

- Sala Bausch - Martedì/sabato ore 19.30  - Domenica ore 15.00 - Durata 60' - Posto unico € 15

Info e prenotazioni: 02.0066.06.0602.0066.06.06 - www.elfo.org

 

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 GIOCANDO CON ORLANDO

adattamento teatrale e regia di Marco Baliani

con Stefano Accorsi e Marco Baliani

scene Mimmo Paladino

costumi Alessandro Lai

produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola di Firenze

 

Stefano Accorsi e Marco Baliani, di nuovo insieme a giocare con i versi dell'Ariosto.

Attore, regista e drammaturgo, Baliani ha trasformato i 38.746 versi dell’Orlando Furioso e ‘le donne i cavalier, l’arme, gli amori’ in questo nuovo spettacolo, un’inedita ballata in ariostesche rime e una singolar tenzone per il palcoscenico da condursi corpo a corpo, rima dopo rima con Accorsi.

Coincidenze, occasioni e imprevisti hanno generato questa nuova avventura, che parte dal successo dell’edizione di Furioso Orlando, e raccoglie la necessità e la rinnovata sfida di provare a esplorare il testo in una direzione ancor più radicale dove l’arte sublime del giullare e dell’improvvisazione fa risuonare i corpi in scena attraversati da rime, versi, suoni, rumori trasformandoli in uno e in tutti i personaggi e nei mostri e nelle creature magiche del celebre ‘cantare’.

“Lo scorso luglio ero ad Asti – racconta Baliani – per la regia della stagione estiva del Furioso Orlando, ma quel giorno l'attrice – Nina Savary – non è riuscita a prendere l'aereo, le scenografie non sono partite da Napoli e c'erano più di ottocento prenotazioni…Il produttore Marco Balsamo e gli organizzatori erano disperati, con Stefano Accorsi ci siamo messi a tavolino: siamo andati in scena così, senza costumi e luci, improvvisando. Io, che non conoscevo a memoria il testo, ho recitato le parti femminili e ho riprodotto con il suono della voce tutti i rumori di scena. Lì è nata l’idea di creare una nuova messinscena, con soltanto noi due attori in scena, tornando un po’ al fondamentalismo del mio Kohlhaas. È un nuovo esperimento, una nuova tappa di lavoro.”

Stefano Accorsi sarà ancora il paladino Orlando, ma anche il cantore che aggancia i vari episodi nel flusso della storia, Marco Baliani sarà invece un fool, un regista in scena, pronto ad essere spalla e comprimario, a tendere trappole e inventare strofe.

Lo spettacolo parte sempre dalle due storie d’amore principali: il paladino Orlando che insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante innamorata di Ruggiero, cavaliere saraceno destinato alla conversione, per poi moltiplicare i personaggi, creandone altri intorno, mostri compresi, per condurli a giocare sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale, con rime difficili da trovare, con gesti difficili da compiere.

Mimmo Paladino con i suoi celebri cavalli, realizza la giostra per i duelli, gli amori, gli scontri e gli incontri dei cavalieri che appaiono e scompaiono nel girotondo che il gioco impone. In un impianto scenico firmato da Daniele Spisa si muovono i costumi di Alessandro Lai nel disegno luci di Luca Barbati.

 

Elfo Puccini,

sala Shakespeare,

corso Buenos Aires 33

- Da martedì 4 a domenica 9 febbraio –

Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00 –

 

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

Doppio appuntamento con il teatro a Milano. Il Teatro Elfo Puccini mette in scena il 18 novembre due debutti, Road Movie e Vocazione, per la regia rispettivamente di Sandro Mabellini e Danio Manfredini.

 

Road Movie è in programma alle 19.30 in sala Bausch. Si tratta del pluripremiato spettacolo di Godfrey Hamilton, scritto negli anni Novanta, affresco di un’epoca offuscata dalla minaccia dell’AIDS, che stava assumendo in quel periodo i connotati di una vera e propria epidemia. È un testo commovente, che descrive la complessità dell’amore e della morte, specie quando i due sentimenti sono legati. Racconta la storia di Joel, gay trentenne, imbarcatosi in viaggio allo scopo di incontrare il suo amato Scott. È l’inizio di un’avventura in un percorso che lo trasformerà profondamente attraverso l’incontro con uomini e donne che hanno fatto esperienza della perdita degli affetti più cari.

Attore protagonista, in tutti i sensi, Angelo Di Genio, che grazie all’allestimento curato da Sandro Mabellini è in grado di interpretare tutti i personaggi del testo, accompagnato da Piero Salvatori, fenomeno del violoncello.

 

Vocazione è in cartellone alle 21.00, in sala Fassbinder. È uno spettacolo ideato, curato e realizzato da Danio Manfredini, con l’obiettivo di tracciare un quadro sulla figura dell'attore teatrale, dei vari stadi che attraversa e che lo conducono alla creazione. Un ambizioso progetto che studia come si contaminano i piani della vita con quelli dell'arte e viceversa. Quando spesso la vocazione non basta e il talento non è sufficiente, Manfredini mette a nudo l’attore, oltre che il personaggio, con l’aiuto di testi emblematici presi in prestito dalla storia del teatro, dalla Nina del Gabbiano di Cechov, all'anziano divo del Minetti di Thomas Bernhard, fino all'ex-attore nel testo di Fassbinder Un anno con 13 lune.

 

Inoltre, in occasione dei debutti di Road Movie e Vocazione, LILA Milano offre al pubblico la possibilità di eseguire gratuitamente il test salivare per l'HIV, a partire dalle 20.00 fino alle 23.00. L’esame è effettuato da professionisti qualificati attraverso un semplice prelievo di saliva, che consentirà di ricevere l’esito nei 20 minuti successivi.

 

 

INFO

Teatro Elfo Puccini

C.so Buenos Aires, 33 – Milano

 

Road Movie

Dal 18 al 27 novembre

Durata: 90'

Orari: martedì – sabato 19:30 / domenica 15:30

Prezzi: 15 €

 

Vocazione

Dal 18 al 23 novembre

Durata: 85' senza intervallo

Orari: martedì – sabato 21:00 / domenica 16:00

Prezzi: intero € 30.50 / martedì posto unico € 20 / ridotto € 16 / scuole € 12 / sostenitore € 40.50

 

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Photo credits: Manuel Scrima

Al teatro Elfo Puccini arriva un classico del Novecento: “Morte di un commesso viaggiatore”, in prima nazionale al teatro meneghino, all’interno del programma “Autunno Americano”.

Elio De Capitani, regista e protagonista, si confronta con l’opera di Miller dopo il lavoro su Tennessee Williams, per proseguire una personale riflessione sulla vita d'oggi e sul tema dei rapporti tra giovani e adulti attraverso la drammaturgia americana d'ogni epoca.

Accanto a lui nel ruolo della moglie Linda Loman, la sua compagna d'arte e di vita Cristina Crippa, protagonista dei suoi recenti allestimenti di Improvvisamente, l’estate scorsa e della Discesa di Orfeo; i figli dei protagonisti (Biff e Happy) sono interpretati da Angelo Di Genio e Marco Bonadei, giovani attori dell'applauditissimo gruppo di The history boys, come lo sono anche Vincenzo Zampa (Howard) e Andrea Germani che è Bernard, il figlio di Charlie, l'amico-antagonista, interpretato da Federico Vanni. Da History boys arriva anche Gabriele Calindri, da alcuni anni presenza costante nelle produzioni dell'Elfo, che qui è lo zio Ben. Due giovani attrici completano il cast: Alice Redini (già protagonista all'Elfo in Viva l'Italia) e Marta Pizzigallo, premio Hystrio 2013.

 

 

Miller racconta gli ultimi due giorni di vita di un commesso viaggiatore, prima del suo suicidio, riuscendo a mettere in luce, oltre alla precarietà della sua condizione socio-economica  il dramma di un fallimento esistenziale. Brillante venditore dalla lingua sciolta, Loman si ritrova improvvisamente incapace illudersi e illudere,  distruggendo così la propria carriera e ritrovandosi escluso dal grande “sogno americano” che aveva sempre inseguito.Ormai incapace di stare nella realtà - con i piedi ben piantati "sui gradini della metropolitana"  - Willy non distingue più tra presente e passato, sogni e ricordi, tra quanto si agita nella sua testa (il titolo avrebbe dovuto essere proprio The inside of his head) e la vita vera. Per mettere in scena questo groviglio di emozioni, Arthur Miller sceglie una via totalmente innovativa: tutto quello che "accade" nella mente di Willy, viene messo concretamente in scena, senza distinzioni tra flash-back, ricordi o visioni future.

La regia e l'interpretazione di De Capitani seguono questa strada, come anche la scena di Carlo Sala che non individua luoghi deputati, ma ridisegna il palco con una parete obliqua, da cui emergono pochi elementi e arredi, per definire uno spazio (e un tempo) che è mentale e fisico, dentro e fuori, presente e passato.

 

Morte di un commesso viaggiatore

di Arthur Miller

traduzione di Masolino d'Amico

regia Elio De Capitani

scene e costumi Carlo Sala

luci Michele Ceglia

suono Giuseppe Marzoli

con Elio De Capitani, Cristina Crippa, Angelo Di Genio, Marco Bonadei, Federico Vanni (sostituito da Massimo Brizi a partire dal 21 gennaio), Andrea Germani, Gabriele Calindri, Alice Redini, Vincenzo Zampa, Marta Pizzigallo

produzione Teatro dell'Elfo

 

Elfo Puccini, sala Shakespeare,

corso Buenos Aires 33, MI

 

Da venerdì 10 gennaio a domenica 2 febbraio

Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00

Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20

 

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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