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Questa settimana la nostra Bettinaincucina ci presenta un dessert sfizioso e salutare: il budino ai semi di chia e kiwi.

L'estate è arrivata.

Il caldo anche.

Come ci si rinfresca d'estate quando fa caldo?

Bevendo tanta acqua? Mangiando tanta frutta? Andando in piscina?

Certo, lo si può fare facendo tutte queste cose.

Ma quale miglior rimedio se non quello di stare all'aria aperta e divertirsi?

Il Toilet non va in ferie.

E si sposta nella sua tenuta estiva che, quest'anno, è al Chiringuito Forlanini.

Il battito del Toilet batterà direttamente dall'interno del parco.

Quali sono gli ingredienti?

Musica, colori, suoni, cieli stellati, ospiti, ottimi drink e gustosi panini.

Il tutto condito da ingresso rigorosamente gratuito e nessun obbligo di consumazione.

Sabato 27 luglio lasciate a casa la tessere Arci e andate a sentire il battito del Toilet che pomperà al ritmo dell'estate.

Chi animerà la serata di questo scorcio di fine luglio?

Rispondono all'appello ERIK DEEP e LoZELMO, i Resident dj del sabato sera al Toilet Club, in trasferta nel parco, portano il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90 e frequenze disturbate. Poliedrici, polifonici e polisex, i loro djset sono sempre ricchi di novità e imprevedibili, fanno perdere il senso del tempo e ballare fino al mattino.

Special guest della serata DJ DAMIAN (Rockette) con il suo dj set. Per chi non lo sapesse Rockette è la serata gay friendly Rock a 360º. Rock'n'roll, glam, punk rock, ska, 80/90, elettro, trash, dark, pop, old school e molto altro ancora.

One Night party al Company Club (milano), approda al Battito con i suoi due Dj (Damian e Courtney Hate) per scuotere la nostra estate!

Pronti per scatenarvi?

IL BATTITO DEL TOILET

L'estate BATTE sul dancefloor!

 

Erik Deep & LoZelmo dj set

GUEST STAR: DJ DAMIAN (Rockette) dj set

FREE ENTRY

 

CHIRINGUITO FORLANINI

all'interno del parco forlanini

accesso e parcheggio da via Salesina

Milano

 

Gli album fotografici del Battito del Toilet saranno di Davide Iacobone & Alessandro Lecchi

Per tenervi compagnia anche in quest'ultimo week end prima della stagione estiva che inizierà il 7 giugno, il Toilet Club presenta giovedì 23 maggio alle 22 L'ultimo antibagno - Porta i tuoi cd e vieni a suonare con la Fosca!

 

L'estate è alle porte e la Fosca sta preparando la valigia perché fra poco prenderà la freccia della Versilia per passare la nuova stagione a Forte dei Marmi. Per questa serata sarà permesso a tutti di mettere la musica, senza nessuna scaletta, nessuna playlist, tutto a random e improvvisato. Il Toilet e la Fosca colgono anche l'occasione per ringraziare di cuore tutti quelli che hanno frequentato l'antibagno.

 

Venerdì 24 maggio Cool Kids Can't Die annuncia Confessioni Private. Questo serata è all'insegna delle ragazze svampite e molto molto disinibita! Durante la serata verranno lette dalla consolle le cofessioni private di chiunque voglia farsi sentire.

 

E infine sabato 25 maggio alle 23.30 ci sarà Toilette presenta SQUAT! La fine.

Quest'ultima puntata di questa stagione sarà come il finale dell'episodio pilota di un telefilm che non verrà mai girato. Starring la Nancy, Rovyna, LaZelma, Erik e co-starring Rachele, Croce e Mirkattiva. L'epilogo dell'intrigo dell'anno sarà svelato sabato 25 maggio, l'ultimo sabato del Toilet di questa stagione. Solo se sopravviverai conoscerai la verità.

In consolle i “padroni di casa” Erik Deep e LoZelmo, sempre mentalmente instabili e musicalmente affidabili, con il loro mix Dance/Pop, Elettro/Qualcosa, 90's Heroes, ToiletMusic.

 

Toilet Club

via Lodovico il Moro 171, Milano

 

Ingresso gratuito 
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, FISP
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera Info:
www.toiletclub.it
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Jerry Bouthier è elegante. Non solo perchè ha frequentato le passerelle parigine e londinesi, neanche per il suo lavoro di sound designer per Viviene Westwood, ma per il suo stile musicale. Sostanzialmente lui è uno della vecchia scuola, anni novanta, quando l'house approdava in inghilterra in club come Ministry of Sound, aperto da pochi anni, nel quale, con suo fratello Tom, hanno lavorato per diversi anni. È questa la parentesi di quattro anni in cui Bouthier si afferma internazionalmente, prima, in Francia, ha comunque scatenato il suo estro come pioniere della scena elettronica francese. Immagino quegli anni tra le migliori discoteche del tempo, dal Velvet Underground al Club uk e molte altre, in un turbinio di buona musica, droga e sesso, non dimentichiamoci che quelli sono gli anni migliori del clubbing, nel 1988, addirittura, ci fu l'estate nominata dalla stampa come “Second summer of love”.

 

Il sound eclettico di Jerry appassiona tutti, in un misto di beat dritti e sinfonie acid, ed entra a far parte della grande famiglia Kitsunè. Inizia così un altro capitolo della sua vita, tra moda, cultura e tendenza. Selezionatore di grande esperienza, cultura e stile, si inserisce in circuiti che lo portano a suonare in serate per Jean-Paul Gaultier, Giles Deacon, Nu Look per dirne un paio. Sono gli anni del BoomBox e del Ponystep, di Vivienne Westwood, di Sonia Rykiel, il ritorno a parigi e i viaggi a Tokyo.

 

Jerry, però, non è molto prolifico come produttore, e a parte qualche singolo e un paio di remix, aiutato anche da Andrea Gorgerino, con il quale avvia anche un progetto parallelo JBAG. Non è questo un dato negativo, se da una parte non potremo apprezzare progetti discografici, dall'altra sono tantissimi i mixtape, i set e i minimix che circolano in rete e che possiamo gustarci (il massimo, ovviamente, sarebbe sentirlo dal vivo) ed attraverso questi Bouthier ci apre le porte del suo mondo, in modi sempre diversi, mai banali e al passo con le novità.

 

Jerry Bourhier è il selezionatore per eccellenza. Ricordo bene l'anno scorso al Tunnel Club, il giorno del mio compleanno, non potevo aspettarmi serata migliore. Ai tempi non lo conoscevo e non sapevo cosa aspettarmi, se non la solita qualità offerta dalla serata Le Cannibale, ma gioia per le mie orecchie lo spettacolo fu eccezionale. Il club gremito di gente, inutile dire bella gente (in occasione della settimana della moda a Milano non poteva che essere pieno di modelle e modelli), e lui sul palco, con l'insostituibile cappello,  a danzare con le dita sui cdj. Il set fu pieno di sorprese, tra elettro-house e elettro-clash, tra novità degli ultimi mesi e grandi classici. Il massimo, per me, è stato ritrovarmi La Musique, dei Riot in Belgium, tra gli ultimi pezzi, in chiusura a una magistrale prova d'artista.

 

Jerry Bouthier non passa inosservato e perderlo sarebbe uno scempio per l'anima di un buongustaio dalle orecchie fini. Quest'anno avrete l'opportunità di sentirlo di nuovo al Tunnel Club, questo venerdì (22 Febraio), sempre in occasione della settimana della moda, la serata già da adesso si preannuncia molto calda e la neve fuori sarà solo la cornice di un'altra notte senza tempo.

 

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Anthony Rother è una leggenda. Uno di quei personaggi che con disinvoltura innaturale riescono ad emergere sulla mediocrità e creare qualcosa di nuovo e meraviglioso. Senza alzare polveroni, niente azioni di marketing estremo, come se fossero nati solo per quello.

Diventa anche difficile capire un artista come lui, così criptico e oscuro, per molti versi anche distante dalla mia realtà. Per questo articolo serviva qualcuno capace di interpretarlo, di tradurre in parole ore e ore di musica e emozioni, rendere comprensibile un mondo parallelo, sotterraneo, ci voleva qualcuno che con Anthony Rother ci è cresciuto.

A sintetizzare lo spirito di vent'anni di musica elettro mi aiuterà Albert Hofer, enigmatico personaggio della scena milanese, a cui dobbiamo alcuni dei migliori party a livello nazionale, è lui infatti uno degli organizzatori di Le Cannibale, di cui parliamo ogni settimana. Le sue non saranno orecchie da Dj, ma di musica ne sa a pacchi e ad ascoltare Anthony ci ha passato le ore: “per me Rother è un'emozione che da inizio secolo mi ha accompagnato senza mai tradire”.

 

Per parlare di questo leggendario produttore di Francoforte bisogna scavare fino al lontano 1997, quando usciva il suo primo album: “Sex with the machines”. Tutto è partito da lì, tutto in analogico, tutto nuovo e vecchio allo stesso tempo. Anthony non dimentica le sue origini ed è da lì che parte la sua rivoluzione musicale. I Kraftwerk per primi, come non smette mai di ricordare, lo hanno sedotto tra atmosfere surreali e temi al limite dell'umano. Non penso sia sbagliato pensare a questo primo album come un omaggio al quartetto di Dusseldorf, uno splendido omaggio che ha piantato le fondamenta della carriera di Anthony, lanciandolo come pioniere dell'elettro, gigante dell'underground, visionario del cyberpunk.

 

La formula di Rother è questa: vocoder, synth potenti e atmosfere futuristiche; una formula vincente che lo ha accompagnato per due decadi e sedici dischi, riproposta sotto punti di vista differenti, in un'evoluzione personale che lo ha accompagnato fino ai confini con l'elettropop. Anthony è riuscito a esplorare tutte le sfumature dell'elettro, da quelle più oscure a quelle più luminose. Tra Human Made (Sex with the machines - 1997) e Cinema (Popkiller II - 2010), due canzoni agli antipodi della sua carriera, passa, infatti, un abisso. La prima molto rigida, abbottonata per un esordio da prima classe, dalla fortissima matrice Kraut, la seconda invece, già dal primo riff, esplode in una solare melodia quasi house, sfumata dal vocoder e una linea di basso che non lasciano dubbi sulla paternità del pezzo.

“Il suo grande merito è saper fare tutto, rimanendo sempre ancorato ad una fortissima identità.” sottolinea Albert.

 

Il dj tedesco ha aperto una strada seguita poi da molti e per farlo ha anche fondato la fortunata etichetta DataPunk, per sfuggire alle meccaniche di mercato e riuscire a proporre una musica nuova e senza restrizioni: “Ho creato la mia etichetta quando ho capito che nessuno avrebbe pubblicato quello che avrei voluto fare io [...]” (estratto da un'intervista)

Grazie a lui abbiamo artisti come Gregor Tresher e Xenia Baliaieva, molto apprezzati da Albert, che ripercorrono i passi di Anthony e personalizzano il suo stile, forse attualizzandolo.

 

“La musica è conversazione” dice in un'altra intervista e sinceramente non vedo l'ora di immergermi in un'attento dialogo con lui, tra beat suadenti e vocoder meccanici. Si suderà parecchio questo venerdì al Tunnel Club, anche perchè in consolle ci sarà anche Uabos, che immagino si starà preparando per fare bella figura con un dj che adora, in un dj set a sei mani con Mitsu e Frsh Csh.

 

Evento ufficiale

 

http://www.youtube.com/watch?v=6nCJZM82V_Y

 

““No love no life” è la canzone della mia amicizia con tre persone. Amici genovesi molto cari, con cui ho vissuto un'importante fase della mia vita professionale. Uno di loro è, tra l'altro, ormai un dj affermato su scala europea, Mass_prod, e anche gli altri hanno poi avuto un bel percorso nella musica. Per me Rother è un ricordo dei vicoli di Genova, all'alba”.

 

Immagino il Portogallo un poco come la California: onde oceaniche, tanto sole, cocktail freschi, surf, ombrelloni, feste sulla spiaggia. Non è quindi un caso che l'artista di questa settimana, nato a Lisbona, sia così solare e ritmato: Moullinex.

 

Dai primi ascolti si capisce subito la sua vocazione per le armonie, che sono il suo segno distintivo, e non si può far a meno di immaginarlo a comporre sotto un ombrellone in mezzo a una spiaggia assolata. Luis Clara Gomes, però, non è uno sprovveduto e il suo lavoro è frutto di anni e anni passati dietro a un giradischi, ad ascoltare, ascoltare, ascoltare. Una ricerca estenuante per il proprio sound.

 

 

 

Quello che ne è uscito fuori è un bel misto di elettro e elettrofunk con particolari influenze dance, tra

Moullinex 5

chitarre disperate e sintetizzatori smielati. Il tutto è contornato da collaborazioni con grandi amici musicisti, basti pensare che il favoloso basso funkettone è merito del duro lavoro di Luis Calcada e le chitarre son fatte niente meno che da Xinobi. Con quest'ultimo, tra le altre cose, ha anche fondato l'etichetta Discotexas, sempre alla ricerca di nuovi gruppi e producer dalle sonorità elettrofunk, elettropop, french touch e dance. Tra gli artisti pubblicati troviamo Justin Faust, piuttosto che Kamp! e Appaloosa.

 

 

Ma Moullinex non è solo questo, il suo vero

Moullinex 4spirito va ricercato nell'eclettismo dei suoi lavori, come lui stesso ribadisce: “Se c'è un tratto unico in tutta la buona musica, è sicuramente l'abilità di superare le linee di confine tra genere, tra dancefloors e divani, tra dodici pollici e video di youtube.”

Luis è un guerriero della luce, la sua ricerca nell'arte, nella musica, non può che non renderlo nobile ai nostri occhi e agli occhi degli altri artisti. Un viaggio sperimentale, sempre puntato verso i nuovi orizzonti, tra paesaggi stellati, cieli sterminati e tanta vitalità, ma con un pizzico di malinconia.

Moullinex 1

 

Anche questa settimana l'artista che proponiamo lo potrete ascoltare al Tunnel Club, venerdì 1 Febbraio, a Le Cannibale. A dividersi la consolle con Andrea Ratti e il mitologico Uabos.

 

Evento ufficiale

 

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Era estate quando conobbi per la prima volta i ragazzi di The Mad. Atomic Bar, caldo torrido, serata in fermento e tante aspettative. Sono arrivati direttamente dall'after del giorno prima, o quasi, in un due macchine. Sgommata di fronte al locale (ndr: la sgommata potrebbe essere frutto della fantasia dell'autore) ed eccoli uscire in strada. Una ciurmaglia di loschi individui si parano davanti a me, giacche di pelle, creste e rasta. Ci salutiamo e già l'alone di cattiveria svanisce, affettuosissimi tutti e soprattutto beneducati, qualità rare ormai. Il dubbio però rimaneva: cosa avrebbero suonato? Già immaginavo una selezione rock duro con picchi di metal e una spruzzata di ska, che non fa mai male. Il pubblico avrebbe apprezzato? Abituato com'è a una serata elettro e turbofunk?

 

Somma gioia e sorpresa nel sentire questo:

 

Quello che avete appena ascoltato è il pezzo di dj EBF edito per la DAM records , tutt'altro che Gun's 'n Roses o Metallica.

I Set dei due dj, EBF e Fist, è stato un misto tra pezzi dubstep, techno, minimaltechno e house, una goduria per le orecchie e, vi posso assicurare, si è sudato molto quella sera.

 Questi sono i ragazzi di The Mad: un'adolescenza passata ad ascoltare il meglio del rock, sui murazzi a far casino con gli amici e trovare un modo per passare le estati. Come idoli James Hetfield, Jimi Hendrix e Jim Morrison, eroi di un tempo in cui si compravano i dischi ed era stupendo trepidare in attesa delle nuove uscite.

Bello direte voi, ma prima o poi deve finire la pacchia e bisogna guardare avanti, un lavoro onesto, in ufficio, sveglia alle sette e cravatta stirata. E invece il bello viene proprio adesso che non sono più ragazzini, ora che hanno fatto del divertimento il loro lavoro e molti amici, da tutte le parti del mondo, si sono uniti alla loro ciurma.

The Mad infatti è un'associazione culturale che promuove a tutto tondo la cultura della musica e delle arti a Torino (e non). The Mad Club, The Mad Live e The Mad Incontra: tre facce della stessa medaglia (paradossale eh?), una medaglia fatta di passione, sudore e tanto divertimento.

Sito Ufficiale

Non c'è modo a Torino di non conoscerli, tra le serate sui murazzi negli storici locali come l'Acua e l'Alcatraz, e i progetti più alternativi come Torino Sotterranea, per le band emergenti.

Da quest'anno preparatevi a vederli sempre più spesso a Milano, perchè i ragazzi hanno sete di conquista e dopo il Piemonte, anche la capitale della moda è sotto attacco.

 

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Il primo appuntamento è lunedì 28 all'Atomic Bar, zona porta Venezia, all'interno della serata Human, per una notte in grande stile.

Evento Ufficiale

Rimanete Umani, rimanete Vivi!

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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