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Pubblicato in 16mm
Domenica, 23 Novembre 2014 14:29

CCCP, trent'anni fedeli alla linea

Esce il 25 novembre, a trent’anni di distanza dalla pubblicazione, la ristampa di “Ortodossia”, 45 giri dei CCCP, storica band capitanata da Giovanni Lindo Ferretti che ha saputo rivoluzionare il punk italiano fondendolo con politica, provocazione e testi impegnati.

 

“Ortodossia” fu la prima uscita discografica ufficiale dei CCCP. Conteneva al suo interno “Punk Islam”, canzone che fece inorridire e urlare allo scandalo i più per il rabbioso urlo che Ferretti tirava al suo interno. “Allah è grande, e Gheddafi è il suo profeta!”. Questo era il punk per i CCCP, la voglia di spingere le persone a guardare oltre ciò che l’America indicava, ad aprirsi ad altro. La rivoluzione sarebbe iniziata appena la società occidentale si fosse accorta che al mondo non era l’unica possibile.

I CCCP si imbarcarono allora in un viaggio che li portò da Reggio Emilia, città natale della band, verso Berlino, la Russia e il grande continente asiatico, con il risultato di apparire oggi come fonte di ispirazione per tutta la scena rock indipendente dello Stivale e come splendido e irripetibile unicum della storia della musica italiana.

Per celebrare il trentesimo anniversario, Universal Music ristampa oggi “Ortodossia” in edizione speciale limitata. La replica fedele del 7” in vinile rosso prende posto in un box numerato. All’interno, il libretto realizzato a mano come l’originale, due cartoline, due adesivi e due magneti.

 

Non è tutto, perché lo stesso giorno esce anche “Stati Di Agitazione - 30 Anni di CCCP”, un incredibile box numerato contenente l’intera produzione in 12” in vinile da 180 grammi: “Ortodossia II” in vinile rosso, “Compagni Cittadini Fratelli Partigiani” in picture disc, “Socialismo e Barbarie”, “Canzoni Preghiere Danze…”, “Epica Etica Etnica Pathos” (in doppio vinile) e, per la prima volta in assoluto, “Live In Punkow”, album live pubblicato in CD nel 1996. Non manca quello che è considerato il capolavoro assoluto della band emiliana, “Affinità e Divergenze…” del 1985, disco di rara potenza e forza poetica, considerato da Rolling Stone uno dei migliori album della storia italiana.

Pubblicato in Tête-à-tête
Venerdì, 26 Aprile 2013 18:30

Lo zio muore sempre due volte

“Sto accompagnando la tua ragazza a casa, lei ride per non piangere e dice: come sono finita con una persona il cui senso dello humour peggiora di giorno in giorno?”

Cosi cantava Morrissey nel 1991, anno della pubblicazione del suo secondo album da solista Kill Uncle ,da molti ritenuto un mezzo passo falso rispetto all’esordio sfolgorante di Viva Hate, registrato dall’ex frontman degli Smiths nel 1988.

Nonostante la presenza in studio di mostri sacri del mixer, quali i produttori dei Madness e di Elvis Costello, il disco lasciò l’amaro in bocca ai fan ancora in lutto per lo scioglimento dello storico gruppo capeggiato da Moz e dal chitarrista Johnny Marr.

Ventidue anni dopo, Kill Uncle ritorna nei negozi di dischi, con una nuova copertina, foto inedite e una tracklist diversa dall’originale.  La ristampa si inserisce in un progetto più ampio di restauro del back catalogue del John Keats del rock alternativo targato Madchester, e segue di un anno lavori più maturi quali SouthPaw GrammarMaladjusted, l’antologia Bona Drag e il già citato Viva Hate.

Kill Uncle, uscito in Inghilterra su cd e vinile l’8 aprile su etichetta Parlophone, non manca tuttavia di chicche che faranno la gioia degli amanti del microcosmo messo in versi da Morrissey nelle sue canzoni:giovani in fiore e che si avvicinano timidamente all’amore, ragazzi che trascorrono le lunghe giornate estive leggendo poesie, adolescenti schiacciati dal pugno di ferro dell’Iron Lady e che trovano unico conforto nella bellezza immortale e incorrotta della musica.

La voce di Morrissey, a metà tra il falsetto e il salmodiare di un muezzin, conduce l’ascoltatore in un viaggio sognante tra la ricerca dello stordimento in cui annegare i propri pensieri (Our Frank), la speranza in una morte senza eredi (I’m the end of the family line) e la felicità dopo la morte (There’s a place in hell for me and my friends).

C’è anche spazio per la cover di East West degli Herman’s Hermits e la B-side Pashernate Love.

In contemporanea con l’uscita del disco, Morrissey si è lanciato in un ambizioso progetto, ossia ristampare, in 3 versioni diverse, il singolo del 1989 The Last of the famous international playboys; ogni versione (vinile, cd e digital download) contiene un brano inedito registrato dal vivo per la BBC nel 2011.

Manchester, here we come!

Pubblicato in Musica

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