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Per Robert Doisneau - uno dei più grandi maestri della fotografia europea del Novecento- non sembra affatto un problema trattenersi dallo stare in un tempo magro e sgarbato come quello di una Parigi in fiore nella quale è proprio l’ attimo desiderato e non calcolato  a  sospendersi in una serie di scatti gonfiati da mani, occhi, corpi, espressioni.

 

“ In una città in cui tutto è in movimento, non è semplice contrastare l’istinto gregario. Bisogna avere il coraggio di piazzarsi in un punto e di restarci immobili: e non per qualche minuto, ma per un’ora buona, magari anche due. Bisogna trasformarsi in una statua senza piedistallo, ed è buffo, in quei casi, vedere fino a che punto si riesca ad attirare i naufraghi del movimento.

« Avrebbe mica un cavatappi? »

« Parla francese? »

« Ha visto per caso un cagnolino bianco con un guinzaglio rosso? »

Rispondo sempre con cortesia squisita, sebbene mi secchi essere disturbato: per vedere bene ci vuole un minimo di concentrazione.

Vedere, a volte, significa costruirsi, con i mezzi a disposizione, un teatrino e aspettare gli attori.

Aspettare chi?

Non lo so, però aspetto.

Io spero sempre, e quando uno ci crede con forza è difficile che qualcuno non finisca per arrivare.

Dopodiché la messa in scena viene improvvisata all’insegna della fugacità. Per essere leggibile, un’immagine deve assumere la forma di uno di quei segni utilizzati fin dalla notte dei tempi dai preti, e solo da poco dalla segnaletica stradale.

Può darsi che tutto questo vi sembri leggermente oscuro.

Si tratta di una deliberata manovra per dimostrarvi quanto possa essere delicata la pratica della fotografia […]“

 

E’ “Paris en liberté” la mostra che avrà luogo negli Appartamenti Storici del Palazzo Reale della Reggia di Caserta fino al 23 Settembre nella quale saranno raccolte duecento fotografie originali, rigorosamente in bianco e nero, scattate proprio da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991. Gli scatti di sessant’anni di carriera non seguono un ordine cronologico preciso. Sono accostati per temi, per prospettiva , punti di vista e tutti  trattengono consuetudini o dettagli riparati da una bellezza senza fissa dimora .  Diceva : “ Desidero un mondo di grazia “ oppure “ La bellezza, per commuovere, dev’essere effimera. […]” 

Le strade della capitale francese gli suggeriscono un intruglio di figure e luoghi che egli attraversa con occhi  disusati separandosi dagli screzi dell’abitudine  e che con geniale misura ha interpretato attraverso uno stile fotografico complice, istruito e confidenziale.  La natura artistica dei suoi scatti consiste nell’avvicendarsi di uno scenario quotidiano di cui consegna i tratti  più comuni servendosi  soprattutto della pazienza e del dinamismo che lo contraddistinguono. La fortuna è il tratto casuale a cui l’artista si consegna per guadagnare consistenza in un’attesa che gestisce con invenzione al fine di rendere partecipe lo spettatore di una Parigi che ha vissuto e che tende ad ingrandire valorizzandone l’umanità osservata attraverso una prospettiva piuttosto pragmatica.

La Pasqua si avvicina e per chi non abbia ancora programmi particolari o pranzi in famiglia, ecco alcune idee per passare una domenica piacevole per il corpo e per la mente tra cibi prelibati.

 

Al ristornate ‘Acanto’ dell’Hotel Principe di Savoia dal 5 al 31 marzo si festeggia non solo la Pasqua ma anche la primavera con un menù inedito che ha come protagonista il carciofo bianco di Petrosa, tra i più piccoli e ricercati al mondo.

Viene proposta quindi una degustazione che si tinge di verde e richiama il gusto fresco e pungente di questo ortaggio grazie alle creazioni dello chef esecutivo Fabrizio Cadei, il cui menù prevede carpaccio di branzino con cruditè di carciofo, astice scozzese e carciofi spinosi, petto d’anatra con crema di carciofo e morbido di vaniglia e cioccolato con carciofi disidratati.

Il ristorante è in Piazza della Repubblica 17 (zona stazione centrale), ed è aperto dalle 20.00.

(www.hotelprincipedisavoia.com/IT/hotel-m)

 

Per chi ama il sushi in qualunque occasione, il ristornate Wu Taiyo in Viale Monza 23 è aperto anche domenica con la sua varietà di cucina cinese e giapponese, tradizione e modernità e il suo stile inconfondibile. I piatti sono sapientemente combinati in un equilibrio di sapori, dalla cucina classica orientale ai gamberi rossi di Sicilia, e per il pranzo di Pasqua uno speciale menù a 38 euro: insalata di mare con gamberi, salmone, polpo e polpa di granchio, Gunkan all’uova di quaglia avvolto da salmone e pasta Udon saltata con seppia, zucchine e uova.

O ancora Tamago Roll, avocado surimi maionese avvolto nell’omelette, tempura, sushi, sashimi e maki.

L’ambiente è arredato con uno stile che gioca sui toni del metallo, del legno e del tortora, e crea un’atmosfera intima e confortevole, ma allo stesso tempo ricercata.

(http://www.wutaiyo.com/)

 

A coloro che amano dormire anche la domenica di Pasqua non può sfuggire l’originale brunch al ventesimo piano del World Join Center organizzato dal ristorante ‘Unico’.

Uno spazio sospeso nell’azzurro, capace di annullare i confini tra dentro e fuori, tra arredi moderni e ricercati proponendo un breakfast – lunch curato dallo chef stellato Fabio Baldassarre, che spazia dalla colazione alle insalate, dai primi ai secondi, fino ad arrivare al pesce.

Il ristornate si trova in Via Achille Papa, 30 (zona fiera) ed è aperto tutte le domenica dalle 12.00 alle 15.30.

(www.unicorestaurant.it)

 

Allo Spazio Oberdan, per coloro che voglio passare una Pasqua dedicata all’arte, dal 20 febbraio al 5 marzo è possibile ammirare 200 scatti originali del celebre fotografo francese Robert Doisneau. I protagonisti sono Parigi, i suoi abitanti e la sua innegabile magia. L’esposizione condurrà il visitatore in un emozionante passeggiata tra le vie parigine, attraverso fotografie in bianco e nero che ritraggono donne, uomini, bambini, innamorati, animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

Il fotografo è diventato il più illustre rappresentate della fotografia umanistica in Francia, le sue immagini sono esposte in tutto il mondo, come il celebre ‘Bacio dell’Hotel de Ville’ con una coppia colta in un appassionato abbraccio di fronte al municipio cittadino.

La mostra è in Viale Vittorio Veneto 2 (zona Porta Venezia) ed è aperta mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30 e l’ingresso è di 9 euro.

(www.doisneaumilano.it/)

 

Altra tappa per gli amanti dell’arte è la mostra ‘Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter’, presso il Palazzo Reale, che presenta oltre 120 opere per ricostruire il percorso degli artisti che vissero a Parigi nel quartiere Montparnasse agli inizi del ‘900: Modigliani, Soutine, Utrillo, Suzanne, Valadon, Kisling e altri ancora.

Questi capolavori provengono dalla collezione del mecenate francese Jonas Netter, e mettono in risalto un periodo affascinante e fondamentale della storia dell’arte, che verrà definito bhoemien, simboleggiando una pittura che si nutre di disperazione.

La mostra è in Piazza del Duomo 12 (zona centro) ed è aperta dal 21 febbraio all’8 settembre.

Gli orari domenicali sono dalle 9.30 alle 19.30 e l’ingresso è di 11 euro.

(www.mostramodigliani.it/)

 

Laura Girola

Fotografo francese di straordinario talento, esponente della cosiddetta “fotografia umanista”, pioniere del fotogiornalismo insieme a Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau ha legato la sua arte alla sua Parigi. Quella città che lo ha sempre considerato come figlio suo, gli ha regalato spunti per la sua arte, materiale “umano” per i suoi scatti.

“Per tutta la vita mi sono divertito, ho fatto il mio piccolo teatro”, amava ripetere il reporter, cui oggi Milano dedica una straordinaria rassegna antologica, “Paris en liberté”, allestita dal 20 febbraio al 5 maggio presso lo Spazio Oberdan in viale Vittorio Veneto, 2: oltre 200 fotografie originali (selezione delle oltre 450.000 che compongono gli Archivi Doisneau), tutte in bianco e nero, che testimoniano il binomio inscindibile tra uno dei più grandi artisti del Novecento e la città che ha amato e immortalato con il suo obiettivo. Gli scatti sono stati tutti effettuati nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991.

“Il mondo che cercavo di mostrare era quello in cui mi sarei trovato bene”, ripeteva spesso Doisneau, “abitato da persone cordiali e colmo della tenerezza che bramo. Le mie foto costituivano una prova della possibile esistenza di quel mondo”. Ecco dunque che il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, ripercorre i soggetti a lui più cari e conduce il visitatore in una emozionante “passeggiata” tra i giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro, i vicoli e la periferia, negli angoli più nascosti e al tempo stesso curiosi: nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese. E poi tra le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; quella dei clochard, delle antiche professioni, dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés, punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori. Una Parigi umanista, generosa e sublime, che si rivela nella nudità del quotidiano. Una Parigi immortalata nella sua verità quotidiana dall'obiettivo di Doisneau, che ha saputo cogliere con ironia e al tempo stesso con poesia il carattere più intimo dei parigini.

 

Ma “quella di lasciare alle future generazioni una testimonianza della Parigi dell'epoca in cui ho tentato di vivere”, scriveva Doisneau il 23 ottobre 1984, “è stata l'ultima delle mie preoccupazioni. Se mi fossi sistematicamente imposto una missione del genere avrei accumulato milioni di immagini, ma in cambio chissà quante giornate senza piacere. No: nella mia condotta non c'è mai stato nulla di premeditato. A mettermi in moto è sempre stata la luce del mattino, mai il ragionamento. D'altronde che c'era di ragionevole nell'essere innamorato di quello che vedevo”?

Durante tutto il periodo di apertura, l’esposizione sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali dedicati alla capitale francese e alla fotografia; tra questi, fino al 23 febbraio, la rassegna cinematografica “Paris au cinema”, a cura della Fondazione Cineteca Italiana, che presenterà alcuni capolavori ambientati a Parigi, protagonista indiscussa e assoluta delle pellicole: si andrà dalla stravagante Parigi di Zazie dans le metrò (L. Malle) a quella romantica di Ninotchka (E. Lubitsch), dalle atmosfere cupe e già prebelliche di Albergo Nord a quelle dell'amore tragico di Mentre Parigi dorme (entrambi di Marcel Carné), dagli ambienti eleganti e raffinati di Cenerentola a Parigi (S. Donen) a Miss Europa (A. Genina), ai quartieri equivoci di Questa è la mia vita (J-L. Godard) e Perfidia (R. Bresson), dal mondo piccolo borghese de Les 400 coups (F. Truffaut) al sottobosco di una malavita balorda ma irresistibile di Fino all'ultimo respiro (J-L. Godard).

 

Scheda tecnica

ROBERT DOISNEAU. Paris en liberté

 

Milano, Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2)

 

20 febbraio - 5 maggio 2013

 

Orari

martedì e giovedì h 10 – 22; mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10 – 19.30; lunedì chiuso

 

Informazioni al pubblico:

Provincia di Milano/Spazio Oberdan,  tel. 02 7740.6302/6381;    www.provincia.milano.it/cultura

 

http://www.cinetecamilano.it/

Noi di Nerospinto ribadiamo il nostro amore incondizionato per il cinema francese, se poi è accompagnato ad una mostra fotografica è imperdibile!

Collateralmente alla mostra DOISNEAU. Paris en liberté, lo Spazio Oberdan ospita, dal 19 al 23 febbraio 2013, la rassegna cinematografica Paris au cinema, a cura della Fondazione Cineteca Italiana e promossa dalla Provincia di Milano.

Il programma vede la proiezione di alcuni capolavori firmati da grandi maestri della settima arte, in cui la capitale francese è protagonista assoluta. Si andrà dalla Parigi stravagante di Zazie nel metro (L. Malle) a quella romantica di Ninotchka (E. Lubitsch), dalle atmosfere cupe, già prebelliche, di Albergo Nord a quelle dell’amore tragico di Mentre Parigi dorme (entrambi di Marcel Carné), dagli ambienti eleganti e raffinati di Cenerentola a Parigi (S. Donen) e Miss Europa (A. Genina), ai quartieri equivoci di Questa è la mia vita (J.-L. Godard) e Perfidia (R. Bresson), dal mondo piccolo borghese de I 400 colpi (F. Truffaut) al sottobosco di una malavita balorda ma irresistibile di Fino all’ultimo respiro (J.-L. Godard).

 

La mostra dedicata a Robert Doisneau, in programma dal 20 febbraio al 5 maggio 2013, nelle sale espositive dello Spazio Oberdan - promossa per iniziativa della Provincia di Milano, dell’Atelier Doisneau, della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e di Civita, con il patrocinio della Ville de Paris - presenta oltre 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991.

Il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, ripercorre i soggetti a lui più cari, e conduce il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese.

I soggetti prediletti delle sue fotografie in bianco e nero sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

La rassegna giunge allo Spazio Oberdan di Milano, dopo essere stata presentata a Parigi all’Hotel de Ville, in Giappone al Mitsukoshi di Tokyo, all’Isetan Museum di Kyoto e a Roma.

Inaugurazione: martedì 19 febbraio, ore 18 (vernice stampa: ore 11.30)

 

Schede dei film

Ninotchka

R.: Ernst Lubitsch. Sc.: Charles Brackett, Billy Wilder, Walter Reisch. Fot.: William H. Daniels. Int.: Greta Garbo, Melvyn Douglas, Ina Claire, Felix Bressart, Sig Rumann. USA, 1939, b/n, 110’.

I ferrei principi di Ninotchka, ispettrice bolscevica inviata a Parigi per controllare l’operato di tre emissari sovietici, vacillano sotto la corte serrata del conte Leon D’Algout, frivolo dandy di irresistibile simpatia. Dopo equivoci e momenti di sconforto, le ragioni della politica finiranno per cedere a quelle dell’amore.

 

Mentre Parigi dorme (Les portes de la nuit)

R.: Marcel Carné. Sogg. e sc.: Jacques Prévert, Joseph Kosma. Fot.:Philippe Agostini. Int.: René Blancard, Pierre Brasseur, Raymond Bussières, Julien Carette, Jane Marken. Francia, 1946, b/n, 120’.

Diégo, tornato a Parigi dopo la guerra per annunciare la morte di un compagno conosciuto durante la guerra, incontra una donna bellissima di nome Malou, che un personaggio misterioso, personificazione del destino, gli ha fatto intravedere. L’incontro tra i due però non ha futuro. La giovane donna, Malou, ha appena lasciato il ricco marito Georges. Diégo e Malou si amano a prima vista, ma sono inseguiti da Georges e dall’ex miliziano Guy Sénéchal, fratello della donna. Malou, sorpresa tra le braccia di Diego, viene uccisa dal marito. Guy, preso dal senso di colpa, si getta sotto un treno. Mentre maturano le umane vicende, il viandante, chiamato "destino", continua il suo viaggio misterioso…

 

Zazie nel metrò (Zazie dans le metrò)

R.: Louise Malle. Sogg.: Raymond Queneau. Sc.: Jean-Paul Rappeneau, Louis Malle. Fot.: Henri Raichi. Int.: Catherine Demongeot, Philippe Noiret, Hubert Deschamps, Carla Marlier, Annie Fratellini. Francia, Italia, 1960, c, 92’.

Zazie, un’impertinente bambina di dodici anni, trascorre due giorni a Parigi a casa di alcuni parenti in modo che la madre possa passare un po’ di tempo col suo amante. Zazie, abituata a vivere in provincia, sogna di andare in metrò e quando lo trova chiuso per sciopero sfugge alla custodia della zio. L’incontro con vari personaggi stravaganti scatena in lei brillanti osservazioni che rivelano l’assurdità del mondo degli adulti. Al termine del suo soggiorno dirà: “Sono invecchiata”.

 

Fino all’ultimo respiro (À bout de souffle)

R. e sc.: Jean-Luc Godard. Sogg.: François Truffaut. Int.: Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Jean-Pierre Melville. Francia, 1960, b/n, 89’.

Michel Poiccard, dopo aver rubato un’automobile, fugge col proposito di recarsi in Italia. Inseguito da due agenti ne uccide uno e torna a Parigi. Dopo aver recuperato del denaro da degli amici, ritrova Patrizia, un’amica americana di cui si era innamorato e insieme si nascondono. Quando Patrizia si rende conto di non amare il giovane non esita a denunciarlo, permettendo così alla polizia di trovarlo.

 

Albergo Nord (Hôtel du Nord)

R.: Marcel Carné. Sc.: Henri Jeanson, Jean Aurenche. Fot.: Louis Née, Armand Thirard. Int.: Annabella, Jean-Pierre Aumont, Louis Jouvet, Arletty, Paulette Dubost. Francia, 1938, b/n, 95’.

Renee e Pierre, una giovane coppia, decidono di suicidarsi in una stanza dell'Hotel du Nord, sul canale Saint-Martin a Parigi. Dopo aver sparato a Renee, Pierre, non trovando il coraggio di farla finita, fugge. È un altro cliente dell'albergo, il procuratore Monsieur Edmond, a scoprire la ragazza agonizzante. Dimessa dall'ospedale, Renee viene impiegata come cameriera in quello stesso albergo. Monsieur Edmond s'innamora di lei, ma il cuore della giovane batte ancora per Pierre....

 

I quattrocento colpi (Les quatrecents coups)

R.: François Truffaut. Sc.: F. Truffaut, Marcel Moussy. Int.: Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier, Patrick Auffay, Jacques Monod. Francia, 1959, b/n, 101’.

L’inizio della saga di Antoine Doinel, qui ragazzino di dodici anni che non sopporta i soprusi della scuola e di una famiglia che non lo ama. Il suo spirito ribelle lo porta a commettere un piccolo furto, per il quale finisce in riformatorio. Ma riuscirà a fuggire, correndo incontro alla libertà e ad altri formidabili film.

 

Miss Europa (Prix de beauté)

R.: Augusto Genina. Sc.: René Clair, Georg W. Pabst. Int.: Louise Brooks, Georges Charlia, Jean Bradin, Augusto Bandini, André Nicolle. Francia, 1930, b/n, 109’.

Questa volta la Brooks veste i panni di una semplice impiegata, Lucienne, che si ritrova proiettata nel dorato mondo dello spettacolo dopo essere stata eletta Miss Europa. Il suo fidanzato è all’oscuro di tutto, ma all’inizio Lucienne resiste alle lusinghe della notorietà, si sposa e accetta di dedicarsi alla casa. Solo che quella vita è troppo dura, e un giorno Lucienne se ne va, torna dal principe che l’aveva corteggiata e grazie al suo aiuto inizia una carriera cinematografica. Il marito, disperato, non smetterà di cercarla e quando alla fine la ritroverà tutto finirà in tragedia.

 

Perfidia (Les Dames du bois de Boulogne)

R. e sc.: Robert Bresson, da un episodio di Jacques le fataliste di Diderot. Fot.: Philippe Agostini. Int.: Maria Casarès, Paul Bernard, Eléna Labourdette. Francia, 1944, b/n, 90’.

Lasciata dal suo amante Jean, la ricca Hélène prima lo fa innamorare della giovane Agnès, che mantiene la madre grazie ai propri accompagnatori, per poi rivelargli la verità sulla ragazza.

 

Cenerentola a Parigi (Funny Face)

R.: Stanley Donen. Sc.: Leonard Gershe. Fot.: Ray June. Int.: Audrey Hepburn, Fred Astaire, Kay Thompson, Michel Auclair, Robert Flemyng. USA, 1957, c, 103’.

Maggie Prescott, intraprendente direttrice di una importante rivista di moda, ha bisogno di una nuova modella che abbia qualche cosa di diverso dalle altre. Trova questi requisiti in Jo, una commessa di libreria. Con l’aiuto del fotografo, Dick Avery, Maggie porta Jo a Parigi, la educa, la rende una donna sofisticata. Jo dal canto suo, è entusiasta perché potrà finalmente incontrare il famoso filosofo francese Bartre. Mentre Jo rimane sola con il filosofo e capisce che è solo un ciarlatano, Dick si innamora della ragazza…

 

Questa è la mia vita (Vivre sa vie)

R. e sc.: Jean-Luc Godard, dall’inchiesta giornalistica Où en est avec la prostitution?. Fot.: Raoul Coutard.Mont.: Agnès Guillemot. Int.: Anna Karina, Sady Rebbot. André S. Labarthe, Guylaine Schlumberger, Brice Parain. Francia, 1962, b/n, 85’.

La ventiduenne Nana, aspirante attrice, lavora come commessa in un negozio di dischi. Dopo aver speso inutilmente i propri soldi per delle fotografie da usare per entrare nel mondo del cinema, si ritrova squattrinata. Comincia così a guadagnarsi da vivere sul marciapiede e si affida al protettore Raoul, che la introduce professionalmente alle regole e ai rituali del mondo della prostituzione. Quando Nana decide di abbandonare quella vita, Raoul, che non vuole lasciarla libera, tenta di cederla a un altro protettore. Ma durante la "vendita", a causa di un disaccordo sul prezzo, scoppia uno scontro a fuoco.

 

Calendario proiezioni

Martedì 19 febbraio

ore 21 Ninotchka

 

Mercoledì 20 febbraio

ore 16.45 Mentre Parigi dorme

ore 19 Zazie nel metrò

ore 21.15  Fino all’ultimo respiro

 

Giovedì 21 febbraio

ore 17 Ninotchka

ore 19 Albergo Nord

ore 21.15 I quattrocento colpi

 

Venerdì 22 febbraio

ore 17  Fino all’ultimo respiro

ore 18.45 Mentre Parigi dorme

ore 21.15  Miss Europa

Sabato 23 febbraio

ore 15Perfidia

ore 16.45 Cenerentola a Parigi

ore 18.45 Questa è la mia vita

 

 

Modalità d’ingresso

 Orari mostra: martedì e giovedì h 10 – 22; mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10 – 19.30; lunedì chiuso.

Biglietti mostra: € 9,00 intero - € 7,50 ridotto - € 3,50 ridotto speciale scuole.

Audioguidadella mostra gratuita per tutti i visitatori.

Biglietti proiezioni: € 7,00 intero - € 5,50 ridotto con Cinetessera - € 5 Cinetessera annuale

 

Informazioni al pubblico:

- Civita, tel. 02.4335.3522; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

- Provincia di Milano/Spazio Oberdan, tel. 02 7740.6302/6381/6316;

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