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Black Rebel Motorcycle Club, conosciuti come “I cavalieri oscuri” del rock’n’ roll, tornano in Italia dopo il successo del nuovo album “Wrong Creatures” per l’unica data estiva: il 23 luglio a Cesena.

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Domenica, 31 Marzo 2013 14:30

La realtà e la mente

La Realtà e la Mente sono un vasto argomento trattato da studiosi, filosofi e scienziati nel corso dei secoli.

Il modello oleografico, propostovi nell'articolo scritto la settimana scorsa, viene richiamato dalle scoperte e ricerche in campo psicologico realizzate nell'arco degli ultimi centoventi anni e che influiscono tutt'oggi sulla Naturopatia.

 

Secondo gli studi di Jung, le coscienze umane sono interconnesse tra loro, originate da una collettività che si manifesta tramite la pluralità e varietà degli individui.

Jung introduce l'elemento sincronicità, ovvero "coincidenze talmente insolite e significative da essere difficilmente attribuibili al solo caso".

Egli osserva inoltre come la psiche possa influenzare la realtà, dato che non c'è separazione tra mente e materia: un approccio propositivo e collaborativo dei suoi pazienti durante le sedute, permette loro di mutare le condizioni di salute con notevoli miglioramenti.

È fondamentale un approccio sereno e fluido alle situazioni, agli eventi che si verificano durante la nostra esistenza. Ogni episodio vissuto è prezioso, siamo noi a scegliere come vivere tale insegnamento, se con gioia, o in modo più o meno traumatico.

 

Carl Simonton, oncologo del Cancer Counseling and Research Center di Dallas, applicò la visione di Unione tra realtà "esterna" e mente per aiutare pazienti con tumori ad affrontare tale stato con maggior serenità.

L'immaginazione e la mente intervengono sull'aspetto fisico del paziente, il quale influisce direttamente sul proprio essere. Attraverso tecniche di rilassamento, meditazione e visualizzazione che accompagnavano il malato tumorale durante il percorso di cura, Simonton ottenne ottimi risultati sui pazienti che parteciparono alle varie sperimentazioni.

 

Si dice che il filosofo Epitteto, così come altre tradizioni filosofiche, sostenne tale concetto: le persone non sono disturbate dall'evento in sé, ma dall'interpretazione che ne danno.

 

Negli anni Sessanta, ricercatori americani dimostrarono che l'aumento di stress (capacità di adattamento a situazioni) comporta maggiore produzione di cortisolo dalle ghiandole surrenali.

Tale risultato venne studiato sul caso di uno studente interrogato da un professore a scuola: gli studiosi si chiesero dunque che cosa effettivamente accada in noi durante situazioni di maggior pericolo.

Vennero presi in esame piloti di carri armati in servizio nel conflitto in Vietnam, e i risultati furono sorprendenti: il livello di ormoni corticosteroidei erano al di sotto della norma. Intervistati i militari, essi giustificarono la loro tranquillità indicando che si sentivano al sicuro sulla terraferma, si decise dunque di riproporre gli stessi esami ai piloti di elicotteri.

Il risultato, anche qui, fu di nuovo rappresentato da un livello base di produzione di cortisolo e altri ormoni surrenali non superiore alla norma. Intervistati anch'essi, diedero la stessa spiegazione dei soldati di terra: stare in aria faceva loro sentire al sicuro, dato che con elicotteri era per loro più semplice rispetto allontanarsi dal pericolo rispetto alle truppe di terra.

La mente ha un ruolo chiave, con tutte le convinzioni che porta con sé.

Il corpo dei soldati rispondeva a rassicurazioni mentali senza aver bisogno di produrre valori alti di ormoni surrenali perché i militari si sentivano al sicuro anche in condizioni non del tutto distese e serene.

 

Lo stesso approccio può essere anche associato a come si vive il dolore: una persona che "pensa" di essere malata, tende a vivere ogni minimo disturbo con maggior disagio rispetto a una che "pensa" di essere sana.

La risonanza degli eventi si manifesta in noi proprio attraverso l'interpretazione dell'evento che, per una persona può essere insignificante, per un'altra decisamente traumatico.

 

Concludo segnalando che il medico Larry Dossey sostiene che noi, oltre a intervenire con la mente sulla realtà tramite pensieri, abbiamo un altro strumento fondamentale: la Consapevolezza.

Essa permette di vedere la malattia non come separazione, ma segnale di un insieme di comportamenti, scelte, dieta, esercizi fisici, pensieri e relazioni con il mondo fisico e con chi lo abita che ha dato come risultante tale stato.

Intervenendo sui vari aspetti dell'Insieme, è più semplice intraprendere la via della Guarigione.

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Il significato della nostra esistenza sulla Terra, la necessità umana di dare un senso globale al mondo, la conoscenza e la comprensione della realtà nella sua essenza piú profonda. Sono solo alcune, e forse le meno risolte, delle questioni  filosofiche esistenzialistiche che da sempre arrovellano la mente di pensatori, teologi e filosofi. Se ci si rende conto dell'assenza di senso di cui è afflitta la vita umana, il mondo diventa irrazionale, enigmatico ed illogico e quella dell’uomo una sorte inesorabilmente assurda.

Questa è la scena di consapevole ineluttabilità e di perenne conflitto tra l’uomo e il mondo che lo circonda,  in cui si radica la quintessenza dell’innovativo teatro beckettiano che fa dell’assurdo il leitmotif predominante delle sue opere.  Samuel Beckett (1906-1989), premio Nobel per la Letteratura nel 1969, partendo da questa visione, supera i precedenti tentativi di affrontare la condizione umana propri del teatro epico, che rappresentavano l’essere umano in un contesto storico, sociale e culturale coerente, definito e generalmente familiare, e attua quella che è stata una vera e propria svolta nella storia del teatro. Le sue opere non si preoccupano di trasmettere informazioni o di presentare i problemi ,i destini e le avventure dei personaggi, che esistono solo al di fuori del mondo dell'autore, non riguardano la rappresentazione degli eventi e la loro narrazione. Centro dell’interesse della rappresentazione diventa, infatti, la condizione di base dell’individuo, l’intuizione individuale dell'essere umano e come esso la sperimenta. Per questi motivi i suoi personaggi sono spesso isolati, in una situazione di sospensione statica e immobile, in uno stato di apparente alienazione. Ció che li circonda non é altro che un simbolo che mostra allo spettatore il loro mondo interiore, gli anfratti della loro mente, di cui loro ne sono la proiezione. In altre parole, ad essere inscenata è la realtà nonché la situazione in cui il personaggio appare e nella quale faticosamente vive l’assurdo della sua vita ovvero l’assenza di certezze. E’ una realtà psicologica espressa in immagini che sono la proiezione verso l'esterno di stati mentali.

 

RESPIRO.  Nessun copione, nessun attore. Il suono del  vagito di un neonato, quello di un respiro ansimante. Entrambi  accompagnati da una luce che aumenta e diminuisce d’intensitá.  Breve sketch scritto nel 1970 dietro una cartolina poi spedita direttamente all’autore Kenneth Tynan  per la sua rassegna teatrale erotica d’avanguardia ‘’Oh!Calcutta!’’ alla quale parteciparono con i loro lavori Edna O’Brien, Jules Feiffer, Leonard Melfi e John Lennon.

IMPROVVISO DELL’OHIO. Due uomini di aspetto simile, due gemelli, o due aspetti di un solo uomo. Si siedono insieme vicino ad un tavolo. Uno legge un libro ad alta voce, l'altro ascolta e a volte dá dei colpi sul tavolo. Quando lo fa, il lettore ripete il verso appena letto. Aspetta fino a quando l'ascoltatore bussa di nuovo, e poi continua a leggere. La lettura che culla, il bussare improvviso che spaventa. Il disagio che ne consegue.

ATTO SENZA PAROLE. Un uomo viene gettato in scena contro la sua volontá. Si siede arrendevole in un deserto. Comincia la sua lotta per raggiungere una caraffa d'acqua e altri oggetti, che restano ostinatamente fuori dalla sua portata. Eppure, nonostante la delusione continua, lui non si arrende per molto fino a quando non tenta il suicidio invano. Rassegnato torna a sedersi.

L’ULTIMO NASTRO DI KRAPP. Uno scrittore che non ha mai smesso di registrare il suo pensiero e vari episodi della sua vita su dei nastri audio ogni anno, da quando ne aveva ventiquattro. Registrato e numerato, ripone ogni singolo nastro in un cassetto della scrivania di casa. L’uomo li riascolta presentando la sua vita, pensando a come è cambiata e che uomo ne è stato il risultato.

 

Quattro atti unici, due dei quali, Respiro e Improvviso Ohio, rappresentati rare volte, preceduti da un Prologo in cui è Beckett stesso che interagisce col pubblico, rivisitati e messi in scena da Glauco Mari e Roberto Sturno. L’uomo verrá posto di fronte alla sua esistenza diventata banale, meccanica a causa della quotidianitá e senza senso. Ma non è proprio questo profondo ‘Nonsense’ ai limiti del grottesco ad aprire uno scorcio di infinito? Un dramma dell’assurdo che non vuole amareggiare il pubblico lasciandolo in balía del quotidiano sforzo di vivere, sconcertato dalla confusione delle risposte non date alle domande esistenziali fondamentali. Questo è il teatro che vuole essere un tentativo di avvicinare lo spettatore alla realtà aiutandolo a trovare il suo "senso" della vita, qualunque esso sia: come dice Beckett, "Niente è più reale del niente.".

 

DA KRAPP A SENZA PAROLE   dal 13/03/2013 al 24/03/2013

Teatro Carcano Corso di Porta Romana, 63

Intero poltronissima 34 € / intero balconata 25 €

Ridotto poltronissima 18 €  / ridotto balconata 18 €

 

Due le iniziative a ingresso libero organizzate per approfondire le tematiche del teatro beckettiano:

giovedì 14 marzo alle 18 in teatro proiezione del film "Silence to silence";

venerdì 15 marzo alle 18 presso Mondadori Multicenter (piazza Duomo) Glauco

Mauri e Roberto Sturno incontrano il pubblico

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