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Finalmente l'amato cantautore italiano Biagio Antonacci ritorna a Milano al Mediolanum Forum di Assago con tre appuntamenti live, davvero, imperdibili!

Da qualche anno a questa parte, una delle idee regalo che va per la maggiore all’interno dei negozi di qualsiasi genere è proprio la “gift box”: quel cofanetto regalo che al suo interno contiene una vasta gamma di prodotti, o di locations nel caso dei  travel gift boxes, inerenti al tema del regalo che si è scelto di acquistare.

Dalla passione per l’arte e per l’arredamento di Giulia Brusio, designer di interni formatasi all’Accademia di Brera con diploma di Master in Interior Design presso il Politecnico di Milano, nasce oggi un nuovo tipo di “gift box”, che renderà felici tutti coloro che desiderano rinnovare, ristrutturare o ri-arredare la propria casa: il GIULIA BRUSIO GIFT BOX, il nuovo concept legato al mondo del Design.

Questa inziativa, promossa con entusiasmo da Crisalide Press, che ha addirittura indetto un concorso tramite newsletter CHI E CHI, lo scorso 23 aprile 2015, offre due tipologie di scelta il Gift Box restyle, per rinnovare e la Gift Box rebuild, per ricostruire. L’idea è quella di una consulenza a 360 gradi, rivolta al cliente sia per quanto riguarda la riorganizzazione e il rinnovo degli spazi, sia per la ricostruzione nel caso di ristrutturazione totale. Inoltre, per tutti coloro che entreranno a far parte di questo nuovo concept artistico, è riservata una vasta gamma di sconti sui mobili di arredo nelle più prestigiose aziende del settore.

Insomma, Giulia Brusio, una professionista dell’Interior Design e Stylist, cercherà di valorizzare al meglio il vostro spazio, realizzando la casa che avete sempre sognato.

Un’idea originale, creata su misura per tutti coloro che desiderano cambiare  o che debbano ristrutturare la propria casa, un regalo utile e innovativo, pensato per chi ama realizzare  sogni o per chi voglia donarli.

È possibile ricevere i cofanetti ad un prezzo lancio, collegandosi direttamente al sito giftbox.giuliabusio.com, e quindi iniziare subito questo viaggio tra gli arredi e i mobili, che renderà la vostra casa come l’avete sempre sognata.

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È un appuntamento che farà restare senza parole quello con il Gran Festival del Cinema Muto, fondato e diretto a Milano da Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa, giunto ormai al V anno di vita. Anche quest’anno il Festival, che si svolge dall’11 settembre al 5 ottobre 2014, continuerà nel suo percorso itinerante e coinvolgerà diverse location milanesi.

 

 

 

L’edizione 2014 del Festival sarà dedicata alla produzione inglese di Alfred Hitchcock degli anni Venti, con sei dei suoi nove lungometraggi muti, opere importanti che ebbero un grande successo di pubblico e che anticiparono le tematiche del lungo percorso cinematografico di Sir Alfred. Tutti i film saranno proiettati in edizioni restaurate e accompagnati con musica dal vivo su partiture composte da Rossella Spinosa.

Il Festival si aprirà giovedì 11 settembre presso il Teatro Dal Verme con la proiezione di The Manxman (1929), considerato uno dei film precursori di alcuni dei più famosi titoli del regista inglese, fra cui il celeberrimo Vertigo. Il film sarà accompagnato da una partitura originale per pianoforte e orchestra, in collaborazione con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali e con la partecipazione solistica della stessa pianista-compositrice Rossella Spinosa, sotto la direzione della esperta bacchetta di Alessandro Calcagnile.

Dopo l’appuntamento inaugurale, domenica 14 settembre avranno inizio le proiezioni del Festival presso Spazio Oberdan, con la proposta di altri tre titoli: Champagne – Tabarin di lusso (1928), Blackmail (1929) e The Lodger (1927). Noi della redazione segnaliamo quest’ultima pellicola, thriller ispirato al personaggio di Jack lo Squartatore. Venne considerato dallo stesso Hitchcock il suo “primo vero film”, tanto che lo firmò con la prima delle sue apparizioni divenute in seguito celeberrime. In questi film Hitchcock diede prova di una già acquisita maturità estetica fondata soprattutto sul rigore del montaggio e scelte di illuminazione di chiara derivazione espressionista.

Negli appuntamenti in Oberdan la sonorizzazione sarà con pianoforte, affidato all’esecuzione e alla creatività di Rossella Spinosa.

Domenica 28 settembre il festival si sposterà al MIC-Museo Interattivo del Cinema con la proposta di The Farmer’s Wife (1928), commedia caratterizzata da un caustico umorismo con la quale Hitchcock si appassionò alla descrizione grottesca dei personaggi. In scena I Solisti Lombardi in formazione cameristica.

Presso il Politecnico di Milano, giovedì 18 settembre, in programma The Ring (1927), pellicola ricca di finezze registiche e dotata di straordinarie qualità dinamiche del montaggio. Ad accompagnare la proiezione I Solisti Lombardi in ensemble, diretti ancora da Alessandro Calcagnile.

Fuori programma presso il Museo del Novecento, il 25 settembre. Una conferenza sui rapporti fra Hitchcock e Bernard Hermann, il grande compositore e direttore d’orchestra newyorkese autore delle colonne sonore di alcuni dei più celebri lungometraggi del regista inglese. Relatori i direttori artistici del Gran Festival del Cinema Muto, i maestri Alessandro Calcagnile e Rossella Spinosa.

 

 

INFO

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www.cinemato.it

Tel. 0289122267 - Tel. 3294385134

Fax. 028465450

BIGLIETTI

Da 5€ a 10€

 

 

 

Elita attracca sul Naviglio e svela il suo nuovissimo progetto: ELITABAR 17 – 02 spazio reinventato per ospitare drink e cibo di qualità e numerose attività. L'apertura del ritrovo quotidiano della community di elita, sarà celebrata con un grande flash mob in chiave disco, giovedì 12 Settembre a partire dalle ore 19.30.

 

Ospiti d'eccezione i Soul Clap, star e grandi agitatori delle console internazionali, che per una lunga serata animeranno il pubblico dei Navigli.

 

Un punto di ritrovo quotidiano per la community di Elita in uno luogo reinventato che offre drink e cibo. Cucina aperta oltre la mezzanotte, con una proposta trasversale di piccoli piatti che partono dalla cucina italiana e attraversano i sapori di tutto il mondo. Un luogo dove ci si può incontrare intorno ad un grande tavolo formato "social" per condividere l'esperienza tra amici o conoscerne di nuovi. La ristrutturazione ed il design sono stati affidati a Sopa Design, una crew di giovani designer del Politecnico di Milano.

Elita è prima di tutto musica e anche in questo nuovo spazio non mancheranno selezioni musicali di livello ed una colonna sonora con playlist d'autore mai lasciate al caso. Qui ci si potrà informare sulle attività proposte in città, trovare le liste per le serate, acquistare i biglietti per i concerti. Poi in Via Corsico magari ci si può andare anche a correre e magari per giocare a calcetto!

 

Facebook Event

 

Nasce Milano Green Point,  un  luogo di formazione, confronto, approfondimento, crescita e discussione, che raccoglie l’esperienza trentennale del landscape architect Patrizia Pozzi. 150 mq situati nel cuore della vecchia Milano (Porta Venezia), al numero 3 di via Frisi. Al loro interno un luogo di produzione e progettazione del paesaggio, un’officina aperta, un laboratorio di idee, con uno spazio anche per la ristorazione e una libreria internazionale con testi di agronomia, botanica e landscape contemporaneo.

 

Milano Green Point propone corsi, tavole rotonde, incontri, workshop dedicati al rapporto tra natura, architettura, arte, paesaggio, territorio ecc.

Primo appuntamento: workshop "Abitare la Natura: Nuove Visioni" (dal 3 al 7 giugno 2013), rivolto a professionisti provenienti da formazioni diverse (fotografi, esperti di lettere e cinema, pianificatori, agronomi, paesaggisti, architetti) curato da Patrizia Pozzi con The Flat Massimo Carasi. L’iniziativa, legata al Master Paesaggi Straordinari diretto da Elisabetta Bianchessi e Marco Scottini,  rientra all’interno del programma formativo di Naba-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e del Politecnico di Milano.

Obiettivo del workshop è avvicinare e sensibilizzare i progettisti al mondo della Natura e dell’Arte. Il sito scelto per la realizzazione del progetto è l’area davanti alla Triennale di Milano, dove nel 2003 Giuliano Mauri creò la grande volta Zenobia, oggi distrutta. Ai professionisti è stato chiesto di pensare a uno “spazio” partendo dall’osservazione dell'elemento naturale, per poi trasformarlo, attraverso il progetto, in architettura di uno spazio aperto. Un luogo visibile da più punti di vista. Fruibile a diverse velocità. Vivibile come zona sedentaria o di passaggio, che può trasformarsi per effetto degli elementi naturali utilizzati e persista nel tempo, nel rispetto dei ritmi della natura.

Il corso ha previsto la partecipazione di alcuni artisti contemporanei quali Giuliano Mauri, attraverso la testimonianza della nipote Francesca Regorda responsabile dell’Archivio, dello scultore Simon Benetton e di Filippo Armellin, artista emergente e fotografo che espone in questi mesi alcuni suoi lavori alla Galleria The Flat.

 

 

Milano Green Point contatti:

Patrizia Pozzi con  Maddalena Boatto, Sabina Chiodi, Roberta Natali, Tiziana Ronchi

Via Paolo Frisi 3, 20129 –Milano Tel | Fax: 02 7600 3912 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.patriziapozzi.it

Blog  http://paesaggi-design.blogautore.repubblica.it

Comunicazione e Ufficio Stampa Alessandra Pozzi  Tel 3385965789. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Quando si parla di Gae Aulenti è immediato il collegamento con Milano, l’architettura, il design, la razionalità tipica di chi fa del proprio lavoro la propria vita. Ambrosiana di adozione, Gae Aulenti, studia alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, luogo dove entra in contatto con alcune personalità determinanti per la sua carriera, uno su tutti Ernesto Nathan Rogers, anch’egli architetto, che lei stessa definisce il suo mentore, o meglio, suo “padre” accademicamente e professionalmente parlando. La sua ricerca stilistica si spinge oltre il razionalismo tipico del dopoguerra per aspirare al neo liberty: insieme ad altri architetti e designer in quegli anni realizza attraverso un utilizzo figurato delle forme, sia gli allestimenti per la XIII Triennale di Milano del ’64, sia svariati arredamenti durante gli anni Settanta. In un ambiente fortemente maschilista, Gae Aulenti emerge per le sue indiscusse abilità, per la sua innata capacità di giungere a soluzioni funzionali ed esteticamente apprezzabili. É una donna “Severa, e rigorosa, maschile nei tratti, i capelli tagliati come quelli dell’Auriga di Delfi. La “ magicienne des formes”, come la chiamano in Francia, miscelatrice di simmetrie e asimmetrie. La “pendolare del bello”, secondo un’altra etichetta, l’architetto della ragione, è una donna insieme aspra e cordiale, di semplicità francescana se non claustrale. Se le chiedi qual è il suo odore preferito, quello più inebriante, non ha esitazioni: l’odore del cemento. Il suo punto d’arrivo è la semplicità (“uno dei traguardi più difficili”). Dal particolare al generale, dal cucchiaio alla città era il motto del suo maestro Ernesto Nathan Rogers”, come riporta Laura Laurenzi, giornalista negli anni dell’ascesa dell’architetto. Pioniera in Italia e all’estero, collaborò con Renzo Piano ed altre figure di spicco come Joe Colombo, Marco Zanuso, Gaetano Pesce: realizza diversi pezzi di design per studi milanesi ed entra in contatto con Achille Castiglioni e Pierluigi Cerri. Negli anni centrali della sua carriera si delinea la vera personalità di Gae Aulenti, un architetto che non può prescindere dallo studio dell’arte, della letteratura, del teatro (collabora anche con Luca Ronconi), materie della quali “non può non interessarsi”. La sua ricerca si fonda sulla commistione di ragione ed estro, una fusione profonda tra reale e immaginario, osservazione del concreto e viaggio onirico. Gae Aulenti muore a 84 anni, dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti a livello italiano ed internazionale. Rimane un simbolo di genialità ed emancipazione, noi di Neropsinto non possiamo che amarla.

Per riassumere il suo pensiero ecco una delle sue citazioni più sentite, il suo modo di vedere la sua professione, grande amore e passione della sua intera esistenza:

«L’architettura nella quale mi piacerebbe riconoscermi deriva da tre capacità fondamentali di ordine estetico e non morale. La prima capacità è quella analitica nel senso che dobbiamo saper riconoscere la continuità delle tracce urbane e geografiche sia concettuali che fisiche, come essenze specifiche dell’architettura […]. La seconda capacità è quella sintetica cioè quella di saper operare le sintesi necessarie a rendere prioritari ed evidenti i principi dell’architettura, in grado di contenere qualsiasi variazione e cercando di allontanare così dal progetto quel tanto di arbitrario che esso naturalmente possiede. La terza capacità è quella profetica, propria degli artisti, dei poeti, degli inventori. Se la tradizione di una cultura non è qualche cosa che si eredita passivamente, ma qualche cosa che si costruisce ogni giorno, questa terza capacità non può che essere una aspirazione. Una aspirazione a creare un effetto di continuità della cultura, a costruire le sue forme e le sue figure, con un contenuto personale e contemporaneo.»

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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