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Dal 15 al 29 gennaio 2014 presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, Fondazione Cineteca Italiana presenta in anteprima italiana Je m’appelle Hmmm…, l’emozionante, limpida e pura storia di amicizia fra una dodicenne in fuga dalla famiglia e un camionista quarantenne che una famiglia non ce l’ha più. In concorso nella sezione “Orizzonti” all’ultima mostra del cinema di Venezia, il film rappresenta l'esordio alla regia della stilista e redattrice di moda Agnès Troublé.

Protagonista della storia è Céline, una ragazzina che dice di chiamarsi Hmmm, rinnegando il suo nome e la sua vita, profondamente segnata dagli abusi continui da parte del padre e dall'indifferenza della madre. Il desiderio di evasione la porterà a fuggire e a incontrare Peter, un camionista scozzese distrutto dalla scomparsa della moglie e della figlia. Il loro viaggio senza meta a bordo di un camion rosso li unirà in un'amicizia particolare e unica, grazie alla quale ritroveranno una serenità che pensavano di aver perduto per sempre. Il film affronta con delicatezza e originalità un tema difficile come la violenza sui minori, senza azzardare risposte o giudizi, ma lasciando aperta una porta alla fiducia e alla speranza.

Alla proiezione di venerdì 24 gennaio ore 21 sarà presente in sala la regista Agnès Troublé.

Scheda del film

Je m’appelle Hmmm… R.: agnès b (Agnès Troublé). Sc.: agnes b., Jean-Pol Fargeau. Int.: Douglas Gordon, Lou-Lélia Demerliac, Sylvie Testud, Jacques Bonnaffé, Marie-Christine Barrault. Francia, 2013, col., 120’, v.o. sott. it. Céline è una dodicenne che durante una gita al mare con la scuola decide di fuggire. In un parcheggio trova un autotreno rosso, la portiera è aperta, Céline sale e si nasconde. Il camionista Peter, scozzese sulla quarantina, quando torna a bordo non vede la ragazzina e parte. Accortosi della sua presenza, l’uomo non fa una piega, non le chiede spiegazioni e continua a guidare. Durante il loro viaggio on the road nel nord della Francia, Céline vive per la prima volta, con leggerezza e fiducia, i veri momenti dell’infanzia e con Peter, lentamente, nasce una bellissima amicizia. Quel viaggio si trasforma per lei in una nuova speranza di futuro, per lui in un nobile congedo dalla sofferenza.

Calendario

MERCOLEDÌ 15 GENNAIO h 21.00 GIOVEDì 16 GENNAIO h 17.00 VENERDÌ 17 GENNAIO h 21.15 SABATO 18 GENNAIO h 19.00 DOMENICA 19 GENNAIO h 16.00 MERCOLEDÌ 22 GENNAIO h 17.0 GIOVEDì 23 GENNAIO h 18.45 VENERDÌ 24 GENNAIO h 21.00 SABATO 25 GENNAIO h 15.00 h 19.00 DOMENICA 26 GENNAIO h 21.00 MERCOLEDÌ 29 GENNAIO h 16.15

Sala Alda Merini Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2, Milano

MODALITÀ D’INGRESSO Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

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La ragazza della porta accanto, quella che ha una laurea in tasca ed è costretta a vendere le diavolerie più improbabili per sbarcare il lunario trasformandosi in imbonitrice telefonica nel variopinto e spesso squallido universo dei call center: ecco come si è fatta conoscere dal vasto pubblico l’attrice palermitana Isabella Ragonese, scelta da quasi esordiente per interpretare “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, che coglie nel segno affidandole il ruolo di protagonista. La bellezza poco urlata, incastonata nei tratti delle ragazze comuni della sua generazione ma capace anche di attrarre magneticamente chi guarda, si nutre profondamente dell’espressività di un corpo, di un volto soprattutto, plasmato dalla formazione teatrale e riversato al cinema nell’empatia con lo spettatore.

Arriva con volitiva emozione questa carica umana già a partire dai primi ruoli che in punta di piedi introducono la giovanissima Isabella nel sogno di celluloide, divenuto in un batter d’occhio realtà: brilla la nuova piccola stella sotto il cielo di Venezia, madrina nel 2009 del glorioso Festival del Cinema, mentre regala al pubblico forti prove drammatiche in “Viola di mare” e accanto ad Elio Germano ne “La nostra vita”, dimostrando una straordinaria versatilità dopo l’esilarante accoppiata di “Oggi sposi”, commedia degli equivoci diretta da Luca Lucini.

La bella fanciulla siciliana non si ferma però a coltivare il mestiere di attrice, scrive di teatro e continua a studiare e sperimentare nuovi linguaggi scenici per nutrire e riempire di senso il percorso artistico intrapreso, perché la popolarità raggiunta con i successi al botteghino non fermi la crescita professionale, non interrompa la fertile ricerca della bellezza che si infrange tra parola e gesto. Continua a muoversi con grazia e senza troppa fretta Isabella, dipingendo sui personaggi interpretati un sorriso leggero e aperto riempito da due occhi che parlano spesso di sentimenti.

La vedremo in veste comica nell’ultimo film di Carlo Mazzacurati “La sedia della felicità”, presentato al Festival del cinema di Torino, nei panni di un’estetista che tira a campare fino alla scoperta inaspettata di un tesoro nascosto. Un traguardo importante per la nostra eroina della nuova generazione del cinema italiano, spinta verso l’alto da un regista come Mazzacurati che fa solo ben sperare per i prossimi passi sulla strada verso la piena maturità artistica.

 

 

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La televisione lo ha introdotto con discrezione al grande pubblico ma è in teatro che si è sudato il mestiere di attore, professato più che svolto sul fronte del puro utilitarismo. Michele Riondino parte da Taranto non con una valigia piena di sogni e in cerca di fortuna nella capitale, ma arriva a Roma deciso a rimanerci per studiare recitazione, e per ottenere un posto alla prestigiosa Accademia Silvio D’Amico si prepara con quella dedizione che gli permette di superare le selezioni e respirare finalmente l’odore del palcoscenico.

L’impegno nei primi ruoli teatrali diventa fertile terreno per coltivare il talento, per curare dettagli e sfumature esplorando con curiosità artistica diverse strade, tra laboratori e training per educare corpo e voce alle più svariate tradizioni espressive. Oltre a fondare una propria compagnia, l’inarrestabile Michele intraprende collaborazioni con registi d’impatto come Emma Dante e Marco Baliani mentre si affaccia alla televisione tra fiction come Incantesimo e Distretto di Polizia, dove la carica di pathos profusa a teatro deve essere contenuta nei ranghi di personaggi di ben altro spessore.

Ma è un passaggio quasi obbligato per arrivare con maggiore consapevolezza al cinema, scegliendo di stare davanti la macchina da presa solo per interpretare ruoli di estrema qualità, anche subendo una maggiore “invisibilità” rispetto ad altri colleghi impegnati in pellicole di più largo consumo. Una scelta o un modo di fare necessità virtù? Il crescendo anche cinematografico del giovane Riondino dimostrerebbe la prima ipotesi, perché partendo da film come “Il passato è una terra straniera”, diretto da Daniele Vicari, passando per la regia di Mario Martone in “Noi credevamo” sino agli ultimi “Bella addormentata” e “Acciaio”, con un ventaglio interpretativo quasi sempre tendente all’inquieto – declinato verso il rabbioso, lo sfuggente, il cupo e l’irrisolto – non ci sono sbavature né scivoloni ma un climax direttamente proporzionale alla maturità raggiunta dopo un decennio di gavetta soprattutto teatrale.

Come un fulmine a ciel sereno, eccolo tornare in tv e sfoderare un’inedita veste ironica come protagonista del prequel della storica e seguitissima serie dedicata al Commissario Montalbano: sfida difficile quella di conquistare milioni di telespettatori abituati ad identificare il rude paladino della giustizia uscito dalla penna di Andrea Camilleri con il volto di Luca Zingaretti. Una grande iniezione di fiducia ripagata brillantemente dal nostro Michele, arrivato con convinzione al mestiere di attore e arrivato in alto pur rimanendo ancorato a terra, quasi a non voler staccare i piedi dalle tavole polverose e affascinanti del palcoscenico che ha dato forza e spina dorsale ai personaggi arrivati dopo sul piccolo e sul grande schermo.

 

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Lunedì, 13 Gennaio 2014 18:41

Capitan Harlock, il ritorno del pirata in 3d

Per chi era bambino qualche decennio fa rivedere le gesta e le battaglie del pirata spaziale più dark e affascinante di tutti i tempi è un tuffo emotivo e piacevole nel proprio passato, per le nuove generazioni è un modo per conoscere e apprezzare una storia e un personaggio che era moderno già quando venne creato da Matsumoto nel 1976.

Il pirata tutto nero, che comanda una nave spaziale indistruttibile e che ha come equipaggio uomini e donne cittadini delle galassie e pronti a seguirlo in ogni battaglia, anche la più dura e pericolosa.

Capitan Harlock non è il solito eroe positivo e pieno di buone intenzioni. Tutt’altro.

È un pirata, pronto a scontrarsi e a soccombere per i propri ideali. Pronto a immolarsi per la sua causa. Ed qui che il personaggio fantastico e fumettistico assume contorni e aspetti originali, perché Harlock diventa un filoso politico, un rivoluzionario, quasi un terrorista se non si fa davvero attenzione a quello che dice e che comunica agli altri.

Il pirata nero che attraversa le galassie sull’indistruttibile Arcadia allora diventa molto di più di un semplice cartone animato o di un semplice fumetto. Harlock come il Che, come Evita Peron, come Nelson Mandela. Insomma, troppo complicato per lasciare un pensiero sociale e politico di importanza universale a un affascinante uomo immortale, di carta.

Eppure i suoi creatori cinematografici non si fanno scrupolo e realizzano un film animato in 3d da togliere il fiato, con battaglie nello spazio incredibili e colpi di scena da maestro, a conferma che i nipponici in questo genere di opere restano sempre i numeri uno.

Ciò che lascia perplessi è il senso della trama e del personaggio Harlock più vicini a un pensiero socialista che non gli appartiene. Eppure a guardare bene si ritrovano elementi tipici giapponesi quali il sacrificio in battaglia, il senso dell’onore e gli antichi principi samurai ma Capitan Harlock rimane unico e irripetibile nel suo genere.

Il film il 3d ora nelle sale cinematografiche fa ruotare la trama prevalentemente sul desiderio della razza umana sparsa nelle tante galassie di ritornare sulla Terra, pianeta e luogo di origine di tutti loro. Ma la Terra è troppo piccola per poter accogliere e ospitare tutti i suoi figli sparsi nell’Universo, da qui la battaglia tra le varie forze a cui Harlock apporterà come sempre il proprio contributo. Del cartone e del fumetto degli anni ’70 e ’80 i creatori del film lasciano quasi tutto aggiungendo qui e là personaggio minori o maggiori a seconda delle esigenze della storia.

Il risultato è un bel film di animazione, fatto molto bene da chi queste cose le ha praticamente inventate e una bella occasione di conoscere o ricontrare un eroe gotico e noir diverso da tutti gli altri.

 

 

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Peter è stato l’attore più versatile del secolo scorso passando con la stessa facilità e bravura dal palcoscenico al grande schermo e infine alla televisione e interpretando ruoli deferentissimi tra loro con uguale successo e plauso.

Per ogni grande attore arriva però sempre il ruolo giusto e più che perfetto, quello che lo consacra al pubblico internazionale e lo fa diventare divo a tutti gli effetti. La storia del cinema apre le porte a O’Toole per la sua indimenticabile interpretazione di Lawrence d’Arabia e gli assegna un posto che nessun altro attore potrà mai soppiantare in quel ruolo e per quel personaggio.

Irlandese di nascita Peter ha saputo imporsi in quasi tutte le grandi produzioni del cinema inglese tanto da far dimenticare quasi a tutti le proprie origini e farsi riconoscere come uno tra gli interpreti più british del cinema.

Amato e corteggiato dai cineasti più famosi e impegnati degli anni Sessanta e Settanta, Peter gira una pellicola dopo l’altra e si diverte a cambiare genere e personaggio a secondo della trama e dell’esigenze registiche.

Arrivano così le nomination agli Oscar, praticamente per quasi ogni sua interpretazione ma alla fine lo star system hollywoodiano gli preferisce sempre qualcun altro.

Peter O’Toole con la pazienza degli irlandesi e l’umorismo degli inglesi fa spallucce e continua a lavorare sui set delle produzioni internazionali più prestigiose passando da un cast all’altro e girando con tre generazioni di artisti e autori.

E così nel 2003 accetta l’Oscar alla carriera e nel 2007 dopo quarantaquattro anni di nomination arriva la sua prima vera statuetta per il ruolo nel film Versus.

Elegante, raffinato, eclettico e bravo praticamente in ogni ruolo Peter O’Toole è uno dei protagonisti indiscussi del cinema del Novecento, uno degli attori che ancora sapeva dosare con garbo e successo gli insegnamenti ricevuti all’accademia di arte drammatica di Londra con la leggerezza e la sfrontatezza imposti dagli studios di Hollywood.

 

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Era il 1940 quando sulle scene americane appare la pellicola più di successo di Alfred Hitchcock.

Il film è Rebecca la prima moglie, sceneggiatura tratta da un lavoro letterario di du Maurier e la protagonista indiscussa è lei Joan Fontaine, bella, tormentata e magnifica negli abiti di scena creati apposta per darle l’aria più barocca e decadente possibile.

La pellicola è un successo mondiale e la Fontaine viene candidata come migliore interprete.

I tempi per lei non sono però ancora maturi e la statuetta va a una più nota e rampante Ginger Roger che incassa il successo ma comprende bene che quella giovane donna bionda e bravissima le starà di sicuro con il fiato sul collo.

Così è infatti e Joan Fontaine figlia di una attrice britannica e sorella della più famosa Olivia de Havilland scala tutti i traguardi e diventa la musa per eccellenza di Hitchcock aggiudicandosi due anni dopo l’ambita statuetta con Il sospetto.

Da quel momento in poi la carriera di Joan vola e lei interpreta, con successo, qualcosa come cinquanta film, l’ultimo dei quali nel 1994.

Arrivata piccolissima in California con sua madre Lilian e sua sorella Olivia, Joan scopre prestissimo la sua passione per la recitazione e calca il palcoscenico con amore e buoni risultati, fino a che non decide che il fascino del cinematografo è per lei più forte.

Gli anni Trenta del Novecento la vedono interprete di piccoli ruoli o di comparse ma sempre accanto ad attori famosi e questo è il periodo in cui Joan non solo può farsi le ossa con registi bravi e nella recitazione filmica ma anche frequentare il mondo dorato e pieno di occasioni di Hollywood.

Come succede spesso per le interpreti di successo e per le pellicole da cineteca anche per Joan Fontaine il ruolo chiave resterà sempre quello di Rebecca la prima moglie e così vogliano ricordarla anche noi. Fragile ma forte, bella e insicura. La vera rivelazione del cinema noir anni Quaranta.

 

 

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Dalla musica agli abiti, dalle mostre al cinema, il decennio più controverso, irreverente e geniale del Novecento sembra un pozzo senza fondo da cui attingere idee, storie e spunti per il rinnovamento o solo per un revival emozionale.

Succede anche al regista David O. Russell che confeziona per questo inizio di 2014 un poliziesco grottesco e irresistibile sulle gesta di due noti truffatori americani degli anni Settanta e di un ambizioso ed egocentrico agente dell’FBI pronto a incastrarli ma altrettanto pronto ad usarli per mettere le manette a molti politici locali e senatori del parlamento degli Stati Uniti.

La storia e la trama di American Hustle sono in realtà parecchio pasticciate e accanto ai quattro bravissimi protagonisti e attori principali ruota un sottobosco di comparse e di personaggi minori che servono al regista per dare alla sua pellicola l’idea della frenesia e dell’improvvisazione che regnava proprio nel periodo storico presentato e per richiamare l’attenzione dello spettatore sul fatto che ogni finale sarà comunque a sorpresa.

Nella sua frenesia creativa Russell non manca di coinvolgere anche un mostro sacro di Hollywood come De Niro a cui affida un cammeo di pochi minuti ma talmente ben riuscito e intenso da farlo ricordare con precisione a chiunque veda la sua pellicola.

Diciamo allora che il copione regge. La storia è improponibile e grottesca ma l’idea finale che resta agli spettatori è quella di un film non commerciale ma geniale e originale quanto le prime pellicole dei fratelli Coen. In realtà American Hustle non ha nulla della pellicola di autore e Russell è un regista da Studios ma il fumo negli occhi che è riuscito a inviare grazie a una ricostruzione minuziosa dei particolari gli regge benissimo il gioco e l’atmosfera del film è da dieci e lode.

Bellissimi i costumi, le pellicce non vere ma molto ben fatte, le complicate acconciature delle protagoniste, le tutine con profondi scolli davanti della bella Amy Adams e i riccioli artificiali e nerissimi del grande Bradley Cooper, quasi irriconoscibile con il look di Tony Manero.

Indovinate anche le ambientazioni disco e il clima italo americano del New Jersey proprio degli anni Settanta dove tra politici, elettori, poliziotti e procuratori i cognomi italiani la facevano da padrone e il senso di piccola comunità si sposava con il patriottismo americano delle seconde generazioni. E così che David O. Russell regala agli spettatori un film quasi da sfogliare come un libro di Ellroy, dove c’è la pupa e il boss, il poliziotto accanito e il politico corrotto ma c’è anche tutto il glamour e il fascino di un decennio che ha inventato la modernità e la trasgressione.

Bellissimo e coraggioso.

 

 

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Fondazione Cineteca Italiana, grazie alla collaborazione con Museo Poldi Pezzoli e Gallerie d’Italia, è lieta di valorizzare l’esposizione “Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi”, organizzando, dal 5 gennaio al 6 febbraio 2014, una rassegna cinematografica a tema presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano.

La Cineteca di Milano ha scelto di interpretare il tema seguendo due anime della Wunderkammer, una che si orienta nel fantastico e sconfina nella magia, nella sorpresa, l’altra legata all’aspetto più meccanico, a quell'orwelliana visione del rapporto uomo-macchina che riproduce la meraviglia del ricreare la realtà, la cui massima espressione è l’automa.

Il filone del “meraviglioso al cinema” sarà scandagliato presso Spazio Oberdan e sarà composto da vari film tra cui spicca Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il Diavolo del maestro Terry Gilliam, strabiliante inventore di immagini. Il film è un inno alla fantasia che Gilliam inonda con il suo cinema eccessivo ed estremo, ironico e colorato. Non manca il più recente Mood Indigo – La schiuma dei giorni, fiaba surreale che solo tramite il talento visionario di Michel Gondry avrebbe potuto trovare una degna trasposizione cinematografica.

Il MIC subirà invece il “fascino degli automi” e vedrà alternarsi capolavori come Metropolis di Fritz Lang, che con i suoi congegni retro-futuribili sarà uno degli autori con la più straordinaria capacità visionaria, il cult movie Blade Runner di Ridley Scott e Hugo Cabret di Martin Scorsese,una meraviglia per gli occhi con un cuore meccanico.

Per tutta la durata della rassegna sarà eccezionalmente esposto presso il MIC l’automa presente nel film La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, pellicola che inaugura il programma e che ben rappresenta il tema. Il pluripremiato capolavoro di Tornatore sembra un gioco di specchi sul cinema, sul confine tra arte e vita, tra vero e falso, verità ed artificio, e ben si inserisce la meravigliosa riproduzione dell'automa che dovrà, insieme ai personaggi, fare i conti con il rapporto tra la realtà e la sua riproduzione.

Ecco il programma dettagliato:

IL MERAVIGLIOSO AL CINEMA

-       Domenica 5 gennaio ore 15 (proiezione per bambini)

Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie (Z. Helm, USA, 2007, 96’)

-       Domenica 12 gennaio ore 18.30

Presentazione della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi” con Lavinia Galli (curatore della mostra) e Gabriele Mazzotta.

A seguire Mood Indigo – La schiuma dei giorni (M. Gondry, Francia, 2013, 125’)

-       Domenica 19 gennaio ore 18.30

Il fauno (F. Mari, Italia, 1917, 70’, muto) Proiezione con accompagnamento dal vivo al pianoforte

A seguire Finalmente il cinema (J. Prieur, Francia, 2011, 52’)

-       Domenica 26 gennaio ore 18.30

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (T. Gilliam, USA, 2009, 122’)

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA

IL FASCINO DEGLI AUTOMI

-       Domenica 5 gennaio ore 17

La migliore offerta (Giuseppe Tornatore, Italia, 2013, col., 124')

-       Lunedì 6 gennaio ore 21

Metropolis (Fritz Lang, Germania, 1927, b/n, 117' ed. restaurata)

Proiezione con musica dal vivo di Francesca Badalini

-       Domenica 12 gennaio ore 17

Hugo Cabret (Martin Scorsese, USA, 2011, col., 127')

-       Domenica 19 gennaio ore 15

L'uomo bicentenario (Chris Columbus, USA, Germania, 1999, 131’)

-       Domenica 26 gennaio ore 17

Il mondo dei robot (Michael Crichton, USA, 1973, col., 88')

-       Domenica 6 febbraio ore 21

Blade Runner (Ridley Scott, USA, 1982, col., 117')

SPECIALE PROMOZIONE:

I possessori del biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”” potranno accedere alle proiezioni della rassegna Wunderkammer e Cinema presso Spazio Oberdan al prezzo ridotto di € 5,50 invece di € 7, e presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema al prezzo ridotto di € 3 invece di € 5. Viceversa, i possessori di Cinetessera 2014 potranno accedere alla mostra al prezzo scontato di € 6 invece di € 9.

MODALITÀ D’INGRESSO SPAZIO OBERDAN:

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 5,50

MODALITÀ D’INGRESSO AL MIC:

Biglietto d’ingresso: intero € 5,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o con il biglietto della mostra “Wunderkammer. Arte, natura, Meraviglia ieri e oggi”: € 3,00

Dal 5 gennaio al 6 febbraio presso il MIC-Museo Interattivo del Cinema di Milano sarà esposto l’automa presente nel film di Giuseppe Tornatore La Migliore Offerta. Un pannello multimediale descriverà le caratteristiche di questo prezioso manufatto.

INFOLINE 0287242114   -   EMAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   -   WEB www.cinetecamilano.it

SPAZIO OBERDAN Viale Vittorio Veneto 2 MM1 Porta Venezia

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121 MM5 Bicocca

 

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Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano, la sera di Capodanno il pubblico potrà festeggiare l'arrivo del 2014 con uno dei titoli più celebri della storia del cinema, Baciami stupido, irresistibile commedia degli equivoci firmata dal maestro Billy Wilder, che qui dà il meglio di sé quanto a humour, cinismo e irriverente cattiveria.

 

Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

 

BACIAMI STUPIDO E OMAGGIO A KIM NOVAK

DAL 31 DICEMBRE 2013 AL 12 GENNAIO 2014

 

Protagonista femminile una sfolgorante Kim Novak, diva di assoluto primo piano dello star system americano degli anni '50 e '60. Nel 2013 la Novak festeggia gli 80 anni, così abbiamo pensato di renderle omaggio proponendo oltre al film di Wilder (che sarà proiettato in sei passaggi) altri cinque titoli da lei interpretati. Tutti firmati da grandi registi, in tutti la Novak ha modo di mettere in mostra le sue straordinarie doti di seduttrice, di cui cadono “vittime” due volte James Stewart e Jack Lemmon (L'affittacamere, Una strega in paradiso, La donna che visse due volte), sempre due volte Frank Sinatra (Pal Joey, L'uomo dal braccio d'oro), Dean Martin (Baciami stupido).

Schede dei film

 

Baciami stupido

R.: Billy Wilder. Sc.: Billy Wilder, I.A.L. Diamond. Int.: Dean Martin, Kim Novak, Ray Walston, Felicia Farr, Cliff Osmond. 1964, b/n, 126', v. o. sott. it.

Per proteggere la moglie dalle galanti attenzioni di un celebre cantante, che è costretto a ospitare in casa propria per una notte, Orville, maestro di pianoforte nella cittadina di Climax, decide di ricorrere a uno stratagemma: sostituire, cioé, l'ignara moglie con l'arrendevole cameriera del Belly-Button Café. La manovra riesce e Orville dovrebbe ritenersi soddisfatto. Invece, per difendere la dignità della propria moglie, anche se impersonata da un'estranea, Orville finisce con lo scacciare di casa l'illustre e intraprendente ospite, il quale terminerà la notte insieme a colei che crede la compiacente cameriera del caffé ma che invece è la moglie legittima di Orville, decisa a rendergli pan per focaccia...

 

L'affittacamere

R.: Richard Quine. Sc.: Blake Edwards, Larry Gelbart, dal romanzo The Notorious Tenant di Margery Sharp. Int.: Kim Novak, Jack Lemmon, Fred Astaire, Lionel Jeffries, Estelle Winwood. USA, 1962, b/n, 123’.

Un segretario dell'ambasciata americana a Londra prende in affitto un appartamento e si innamora della  proprietaria che vive sola. La gente sospetta che abbia ucciso il marito, che in realtà è vivo e si è reso colpevole di furto e omicidio. Il suo ritorno avrà gravi conseguenze e richiederà l'intervento di Scotland Yard. Solo dopo un vibrante inseguimento si riuscirà a far luce sulla vicenda.

 

La donna che visse due volte

R.: Alfred Hitchcock. Sc.: A.Coppel, S.A.Taylo, M. Anderson, dal romanzo omonimo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac. Int.: James Stewart, Kim Novak, Barbara Bel Geddes, Tom Helmore, Henry Jones, Raymond Bailey, Ellen Corby, Konstantin Shayne. USA, 1958, col., 128’, v.o. sott. it.

L’agente di polizia John Ferguson ha una certa predisposizione alle vertigini, e tale sua particolarità è causa di un incidente che provoca la morte di un suo collega. In seguito a questo fatto Johnny dà le dimissioni. Un suo amico lo incarica di vigilare sulla propria moglie Madeleine, che da qualche tempo si comporta in modo strano. I suoi atteggiamenti sembrano dar credito ad un’incredibile supposizione: che in Madeleine riviva lo spirito di una sua bisnonna morta suicida in tragiche circostanze.

 

Pal Joey

R.: George Sidney. Sc.: Dorothy Kingsley, dal romanzo Pal Joey di John Henry O'Hara. Int.: Frank Sinatra, Kim Novak, Rita Hayworth, Elizabeth Patterson, Bobby Sherwood, Barbara Nichols. USA, 1957, col., 116'.

Joey Evans, giovane cantante squattrinato e pieno di sé, si reca a San Francisco dove trova un posto in un locale notturno. Qui fa la conoscenza di Linda, una ballerina, che si innamora di lui. Una sera Joey incontra Vera Simpson, ex ballerina e vedova di un miliardario e si unisce a lei nella speranza che lo aiuti ad aprire un locale tutto suo. È l'inizio di un triangolo amoroso che causerà tensioni e litigi e porterà Joey a compiere scelte decisive per il suo futuro.

 

Una strega in paradiso

R.: Richard Quine. Sc.: Daniel Taradash. Int.: James Stewart, Kim Novak, Jack Lemmon, Ernie Kovacs, Hermione Gingold. USA, 1958, col., 106'.

Alla vigilia del matrimonio con Merle, il giovane editore Shep è vittima dell'incantesimo gettato su di lui da Gil, un'allieva stregona che ha messo in pratica gli insegnamenti della zia Queenie. Shep rinuncia al matrimonio e si innamora di Gil che in seguito si pente e decide di confessargli la verità. Dopo l'arrabbiatura iniziale, Shep si accorgerà di amare veramente Gil, la quale rinuncerà alla stregoneria per stargli accanto come una donna comune.

 

L’uomo dal braccio d’oro

R.: Otto Preminger. Sc.: Walter Newman, Lewis Meltzer, Ben Hetch, dal romanzo omonimo di Nelson Algren. Int.: Frank Sinatra, Eleanor Parker, Kim Novak, Arnold Stang, John Conte, Robert Strauss. USA, 1955, col., 119’, v.o. sott. it.

Frankie, giocatore di carte professionista torna nella sua città dopo un periodo di detenzione. In prigione, oltre ad aver imparato a suonare la batteria, si è anche disintossicato dall'eroina. Deciso a cominciare una nuova vita, ricade invece nei vecchi vizi a causa della situazione che lo circonda: una moglie molto possessiva che, pur di non perderlo, lo ricatta psicologicamente fingendosi costretta su una sedia a rotelle; il gestore della bisca clandestina che lo rivuole al lavoro per la sua abilità; e, non ultimo, il suo vecchio spacciatore che lo induce in tutti i modi a ricominciare. Unico "raggio di sole" è la giovane Molly, che nonostante tutto resterà al suo fianco.

 

 

CALENDARIO 

Lunedì 30 Dicembre  h 17.00 L'affittacamere

Martedì 31 Dicembre h 14.45 L’uomo dal braccio d’oro h 17.00 Pal Joey h 21.00 Baciami stupido

Giovedì 2 Gennaio h 18.45 Baciami stupido

Venerdì 3 Gennaio h 16.45 Pal Joey

Sabato 4 Gennaio h 18.15 Baciami stupido

Domenica 5 Gennaio h 16.45 La donna che visse due volte

Lunedì 6 Gennaio h 21.15 Baciami stupido

Mercoledì 8 Gennaio h 17.00 Baciami stupido

Venerdì 10 Gennaio h 16.45 Baciami stupido

Sabato 11 Gennaio h 14.30 L'affittacamere h 21.15 La donna che visse due volte

Domenica 12 Gennaio h 14.30 Una strega in paradiso h 21.30 L’uomo dal braccio d’oro

 

INFO

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T 02 87242114

 

MODALITA' D'INGRESSO

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50

Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

Cinetessera annuale: € 5,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.

 

 

Pubblicato in 16mm

Presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano, dal 4 al 12 gennaio 2014, Fondazione Cineteca Italiana propone in tenitura Per altri occhi, il nuovo docu-film di Silvio Soldini e Giorgio Garini, un viaggio in un mondo di persone straordinarie che hanno in comune il fatto di non vedere, ma anche una curiosità, un coraggio e una determinazione uniche.

 

Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

 

PER ALTRI OCCHI

Avventure quotidiane di un manipolo di ciechi

Programmazione senza Barriere®

 

 

Chi avrebbe mai osato immaginare che senza il dono della vista si può sciare, scolpire opere d'arte, giocare a rugby e persino tirare con l'arco? E’ quanto racconta questo emozionante film, che con allegria, leggerezza e uno sguardo sempre complice, presenta ogni storia con grazia, rispetto e sensibilità.

Nel film emergono dieci ritratti di uomini e donne le cui vite imprevedibili sono lontane dagli stereotipi comuni. Mostrando come ogni difficoltà possa essere affrontata con caparbietà e ironia, le testimonianze raccontate in diretta dagli straordinari protagonisti trasmettono un messaggio positivo anche ai vedenti, riuscendo ad abbattere le barriere nei confronti della diversità.

Grazie alla collaborazione con “Cinema senza Barriere®” by AIACE, tutte le proiezioni del film saranno con audiocommento in cuffia per i non vedenti. Domenica 12 gennaio alle ore 16.30 unica proiezione sottotitolata per i non udenti. Alla proiezione di lunedì 6 gennaio alle ore 18 saranno presenti i due registi Silvio Soldini e Giorgio Garini, oltre ad alcuni protagonisti del film, fra i quali Gemma Pedrini, che eseguirà alcuni brani musicali dal vivo.

 

 Per altri occhi

R. e sc.: Silvio Soldini, Giorgio Garini. Int.: Enrico Soso, Giovanni Bosco, Luca Casella, Felice Tagliaferri, Mario Santon. Italia, 2013, col., 95.

Enrico fa il fisioterapista ma appena può scappa in barca a vela, Giovanni è un piccolo imprenditore con la passione dello sci e del godersi la vita, Felice è uno scultore che gioca baseball, Luca un musicista-fotografo, Loredana una centralinista-arciera, Mario è uno sportivissimo ex centralinista in pensione, Gemma studia violoncello e fa gare di sci. Altri occhi racconta le avventure quotidiane di un gruppo di persone non vedenti che vivono con una serenità, una passione e un coraggio tali da rendere le loro vite più ricche di tante altre.

 

CALENDARIO

 

Sabato 4 Gennaio h 21.00 Domenica 5 Gennaio h 19.15 Lunedì 6 Gennaio h 18.00 Mercoledì 8 Gennaio h 19.15 Giovedì 9 Gennaio h 21.15 Venerdì 10 Gennaio h 19.00 Sabato 11 Gennaio 19.15 Domenica 12 Gennaio 16.30

INFO

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www.cinetecamilano.it

Tel: 02 87242114

MODALITÀ D’INGRESSO

Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

Tutte le proiezioni del film saranno con audiocommento in cuffia per i non vedenti. Per prenotazione cuffie telefonare a 02.87.24.21.14 (giorni feriali); 02.77406316 (sabato e domenica).

 

Pubblicato in 16mm
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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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