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Il ristoratore italoamericano Bastianich e lo chef Batali inaugurano un nuovo fine dining a Manhattan, all'interno dell'Hotel The Maritime.

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Per chi ama i film di genere e anche per quelli che preferiscono i film di autore l’ultima pellicola di Quentin Tarantino non può deludere. Anche perché i cliché ci sono tutti, dal cacciatore di taglie al confederato razzista e incavolato. E poi c’è la neve, il freddo, le montagne ostili e incantevoli del Wyoming, l’emporio classico targato USA e le pallottole fischianti.

Ah Quentin quanto ci sei mancato!

Essere geniali significa appunto trasformare tutto quello che è ormai banale e superato in un lavoro cinematografico convincente e appassionante dove anche la protagonista femminile invece di indossare pizzi, merletti e cuffiette ottocentesche indossa quattro stracci comodi e informi e ha i capelli da pazza indemoniata. E così anche la sceneggiatura più normale che mette insieme otto furfanti americani con storie personali e segreti inconfessabili diventa una vera e propria drammaturgia dove, in un gioco di specchi realizzato dall’uso sapiente della macchina da presa, i protagonisti si cambiano di posto e di importanza nello scorrere della pellicola.

The Hateful Eight infatti racconta l’incontro e lo scontro tra otto personaggi che, ben lungi dall’essere in cerca di un autore, si prodigano e lavorano per nascondere ognuno di loro la vera identità e che il cammino per raggiungere l’agognata Red Rock sarà una vera impresa.

Siamo a pochi passi dalla fine della guerra civile e una diligenza è costretta a fermarsi nel cuore del Wyoming a causa di una tempesta di neve. Il cacciatore di taglie John Ruth e la sua prigioniera Daisy Domergue sono attesi nella città di Red Rock dove Ruth, noto da quelle parti come “Il Boia”, porterà la donna dinanzi alla giustizia, riscuotendo una taglia di 10.000 dollari. Lungo la strada incrociano due uomini che si uniscono a loro. Ma la tempesta infuria ed i quattro saranno costretti a fermarsi per cercare rifugio presso un emporio dove ad accoglierli troveranno altri quattro sconosciuti.

Se qualcuno dovesse sentire la eco di Django Unchained non si sbaglia, perché il buon, vecchio Quentin dopo qualche esperimento non molto riuscito con attori solo famosi si è ricordato di saper fare ancora i western e pur se anche "The Hateful Eight" ha un cast invidiabile di grandi nomi possiede parimente una bellezza e una forza artistica che riappacifica Tarantino con i suoi fan più fedeli. Ciliegine sulla torta di una pellicola già convincente la straordinaria fotografia di Revenant e la splendida colonna sonora di Morricone. Un film assolutamente da andare a vedere.

Antonia del Sambro

 

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La Fondazione Prada comincia il nuovo anno in grande stile. Al rientro delle festività, infatti, la sede culturale meneghina riapre i battenti con Flesh, Mind and Spirit, una selezione di 15 film realizzata dal regista Alejandro González Iñárritu in collaborazione con Elvis Mitchell, critico cinematografico e curatore del Los Angeles Museum of Art Film. Proposta per la prima volta nel 2009 al Prada Transformer realizzato da OMA a Seoul, la rassegna rappresenta un’occasione unica per rivivere le pulsioni, le suggestioni e le passioni che hanno animato il regista premio oscar nella scoperta e nella visione di queste pellicole.

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“Nonostante la natura estremamente eclettica di questa selezione, si può trovare un elemento in comune: le esperienze ricche di emozioni che i diversi film riescono a suscitare. Tutti hanno provocato in me appetiti che non avrei mai immaginato di avere” - Alejandro González Iñárritu

Le proiezioni sono aperte al pubblico, quotidiane e gratuite dal 13 gennaio al 1 febbraio 2016, e guideranno lo spettatore alla scoperta di una visione inedita sul mondo divisa in tre categorie di grandissima attualità.

“La maggior parte dei cortometraggi affrontano il tema della famiglia in crisi. La forza dei legami familiari è un elemento chiave per interpretare il modo in cui Iñárritu lavora, pensa e sente come regista e come persona” - Elvis Mitchell

Flesh, Mind and Spirit si fa così emblema dello sguardo mutevole di un regista da sempre attivo in ambito sociale e del proprio intorno creativo dal 1955 ad oggi.

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FONDAZIONE PRADA Largo Isarco 2 20139 Milano T +39 02 56 66 26 13 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

- Serena Savardi -

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Presso Spazio Oberdan Milano dal 15 al 24 gennaio 2016 Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con il Festival MIX Milano, presenta l’anteprima di Elephant Song di Charles Binamé, bellissimo film canadese che vede nei panni del protagonista un sempre più sorprendente Xavier Dolan.

 

Tratto da una omonima pièce teatrale, Elephant Song racconta l’incontro-scontro fra un giovane paziente e il suo medico psichiatra sullo sfondo della misteriosa scomparsa di un uomo. In un crescendo di tensione che tiene con il fiato sospeso, il confronto fra i due si fa sempre più serrato, trasformandosi in una più ampia riflessione sul concetto stesso di verità che appassiona e lascia turbati. Straordinaria l’interpretazione dei due attori protagonisti, uno dei quali, come detto Xavier Dolan, conferma la sua eccezionale versatilità per tutto ciò che attiene al linguaggio cinematografico.

 

Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2, Milano

ELEPHANT SONG dal 15 al 24 gennaio 2016

IN ANTEPRIMA

 

Elephant Song R.: Charles Binamé. Sc.: Nicolas Billion, dalla sua omonima pièce teatrale. Int.: Xavier Dolan, Bruce Greenwood, Catherine Keener, Carrie-Ann Moss. Canada, 2015, 110’.

Un eminente psichiatra scompare dal suo ufficio; l'ultima persona a vederlo è un paziente turbato di nome Michael. Il direttore dell'ospedale, il dottor Greene, viene chiamato per intervistare Michael. La signorina Peterson, la caposala, capisce fin troppo bene la devastante perdita che tormenta ancora il dottor Greene e lo avverte di non prendere per oro colato tutto ciò che Michael gli dirà. Ma l'abilità e l'intelligenza del ragazzo sembrano avere la meglio, lasciando Green e gli spettatori sempre più attoniti e ansiosi.

 

CALENDARIO:

Venerdì 15 gennaio h 21.15 Sabato 16 gennaio h 16.45 Domenica 17 gennaio h 18.45 Mercoledì 20 gennaio h 18.45 Venerdì 22 gennaio h 21.15 Sabato 23 gennaio h 18.45 Domenica 24 gennaio h 18.45

 

MODALITÀ D’INGRESSO: Biglietto d’ingresso intero: € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto con Cinetessera: € 5,50 Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

 

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Dal 7 al 26 gennaio 2016, presso lo Spazio Oberdan, la Fondazione Cineteca Italiana propone una rassegna dedicata a Michelangelo Antonioni e Marco Ferreri, due dei più grandi registi della storia del cinema e autentici innovatori del linguaggio filmico.

 

Fin dal suo esordio (Cronaca di un amore, 1950), il ferrarese Michelangelo Antonioni ha saputo rinnovare l’estetica neorealista, per poi inserirsi, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, con stile assolutamente personale, nella grande onda di sperimentazione linguistica che vide coinvolte varie cinematografie europee. Quello di Antonioni possiamo definirlo un cinema del “vuoto”: il vuoto interiore dei protagonisti (spesso afasici nei gesti e nelle parole, come ammutoliti, sopraffatti), i vuoti nella struttura drammatica (i celebri “tempi morti” che regolarmente interrompono e dilatano la progressione narrativa attraverso lunghe inquadrature o intere sequenze in cui l’azione è rarefatta fino a scomparire) e il vuoto degli spazi, quando lo sguardo del regista indugia su luoghi, paesaggi, edifici, periferie che si ergono a protagonisti della visione.

 

Altrettanto rivoluzionario è stato il milanese Marco Ferreri, ma in modo diverso. Anche le sue opere sono profonde e caustiche analisi socio-antropologiche sulla condizione esistenziale dell’individuo moderno, sulla sua alienazione prodotta da un sistema consumistico che ne azzera progressivamente l’umanità, ma lo stile è qui più provocatorio, venato di humor nerissimo, vicino alla lezione del surrealismo storico (si pensa a Buñuel) nella costruzione di universi di kafkiana incomprensibilità. Segnaliamo che fra i film di Ferreri in programma, proponiamo in più passaggi, grazie alla collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca nazionale, un’opera rarissima: quel Break-Up – L’uomo dei palloni che il regista realizzò nel 1968 a partire da un corto inserito nel 1965 nel film collettivo Oggi, domani e dopodomani e che già all’epoca ebbe una distribuzione assai sporadica per poi essere praticamente dimenticato.

 

CALENDARIO

 Break-Up - L’uomo dei palloni R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Rafael Azcona. Int.: Marcello Mastroianni, Catherine Spaak, William Berger, Ugo Tognazzi, Marco Ferreri. Italia/Francia, 1968, 86’. In proiezione: Mercoledì 13 gennaio h 21.15 / Sabato 16 gennaio h 15 / Domenica 17 gennaio h 21 / Giovedì 21 gennaio h 19

 

La cagna R.: M. Ferreri. Sc.: Ennio Flaiano, Jean-Claude Carrière, M. Ferreri. Int.: Marcello Mastroianni, Catherine Deneuve, Michel Piccoli, Corinne Marchand. Italia/Francia, 1972, 100’. In proiezione:  Giovedì 7 gennaio h 17 / Sabato 23 gennaio h 15

 

Dillinger è morto R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Sergio Bazzini, da un’idea di Rafael Azcona. Int.: Michel Piccoli, Anita Pallenberg, Annie Girardot, Gino Lavagetto, Carla Petrillo, Carol André, Adriano Aprà. Italia, 1969, col., 95’. In proiezione:  Domenica 10 gennaio h 21 / Venerdì 22 gennaio h 17

 

La donna scimmia R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, R. Azcona. Int.: Ugo Tognazzi, Annie Girardot. Italia/Francia, 1964, b/n, 90’. In proiezione:  Sabato 9 gennaio h 16.45

 

La grande abbuffata R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, R. Azcona. Int.: Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philippe Noiret, Andrea Ferréol. Italia/Fr., 1973, col., 123’. In proiezione:  Lunedì 25 gennaio h 21

 

Marcia nuziale R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Rafael Azcona, Diego Fabbri. Int.: Ugo Tognazzi, Catherine Faillot, Gaia Germani, Tecla Scarano, Alexandra Stewart, Gianni Bonagura. Italia/Francia, 1965-‘66, 83’. In proiezione:  Venerdì 15 gennaio h 17

 

Una storia moderna - L’ape regina R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Rafael Azcona, da un’idea di Goffredo Parise (l’atto unico La moglie a cavallo). Int.: Ugo Tognazzi, Marina Vlady, W. Giller, L. Sini, Riccardo Fellini, G. Polidoro. Italia/Francia, 1962, b/n, 91’. In proiezione:  Lunedì 11 gennaio h 19

 

Storie di ordinaria follia R.: M. Ferreri. Sc.: M. Ferreri, Sergio Amidei, dall’omonimo libro di racconti di Charles Bukowski. Int.: Ben Gazzara, Ornella Muti, Tanya Lopert, Susan Tyrrell, Katya Berger, Carlo Monni. Italia/Francia, 1981, 101’. In proiezione Lunedì 11 gennaio h 19

 

Le amiche R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Suso Cecchi D’Amico, Alba De Cespedes, dal racconto Tra donne sole (in La bella estate) di Cesare Pavese. Int.: Valentina Cortese, Eleonora Rossi Drago, Madeleine Fischer, Yvonne Forneaux, Gabriele Ferzetti, Franco Fabrizi. Italia, 1955, b/n, 90’. In proiezione:  Venerdì 8 gennaio h 17

 

L’avventura R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Elio Bartolini, Tonino Guerra. Int.: Monica Vitti, Gabriele Ferzetti, Lea Massari, Dominique Blanchard, Lelio Luttazzi. Italia/Fr., 1959, b/n, 140’. In proiezione:  Giovedì 7 gennaio h 21 / Martedì 19 gennaio h 17

 

Blow-Up R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra (con la collaborazione di Edward Bond), dal racconto di Julio Cortàzar La bava del diavolo. Int.: David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, Peter Bowles, Verushka. Italia/GB, 1966, col., 110’. In proiezione:  Domenica 17 gennaio h 14.45 / Martedì 26 gennaio h 18.45

 

Cronaca di un amore R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Daniele D’Anza, Silvio Giovaninetti, Francesco Maselli, Piero Tellini. Int.: Lucia Bosé, Massimo Girotti, Ferdinando Sarmi, Gino Rossi. Italia, 1950, b/n, 110’. In proiezione:  Mercoledì 13 gennaio h 16.45

 

Il deserto rosso R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra. Int.: Monica Vitti, Richard Harris, Carlo Chionetti, Xenia Valderi, Aldo Grotti. Italia/Fr., 1964, col., 120’. In proiezione:  Domenica 24 gennaio h 14.45

 

L’eclisse R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra, con la collaborazione di Elio Bartolini e Ottiero Ottieri. Int.: Alain Delon, Monica Vitti, Francisco Rabal, Lilla Brignone. Italia/Fr., 1962, b/n, 125’. In proiezione:  Domenica 10 gennaio h 14.30

 

Il grido R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Elio Bartolini, Ennio De Concini. Int.: Steve Cochran, Alida Valli, Dorian Gray, Betsy Blair, Lyn Shaw. Italia, 1956, 102’. In proiezione:  Lunedì 11 gennaio h 17 / Martedì 26 gennaio h 16.45

 

La notte R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Ennio Flaiano, Tonino Guerra. Int: Jeanne Moreau, Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Bernhard Vicki. Italia/Fr., 1961, 122’. In proiezione:  Sabato 9 gennaio h 18.30 / Giovedì 14 gennaio h 16.45

 

Professione reporter R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Mark People, Peter Wallen. Int.: Jack Nicholson, Maria Schneider, Jenny Runacre, Ian Hendry . Italia/Fr./Sp., 1975, col., 124’. In proiezione:  Sabato 23 gennaio h 21.15 / Lunedì 25 gennaio h 16.45

 

Zabriskie Point R.: M. Antonioni. Sc.: M. Antonioni, Tonino Guerra, Fred Gardner, Sam Shepard, Clare People. Mont.: M. Antonioni, con la collaborazione di Franco (Kim) Arcalli. Int.: Mark Frechette, Daria Halprin, Rod Taylor, Harrison Ford. Italia/USA, 1970, col., 110’. In proiezione:  Martedì 12 gennaio h 18.45 / Domenica 24 gennaio h 21

 

MODALITÀ D’INGRESSO:

Biglietto d’ingresso intero: € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto con Cinetessera: € 5,50 Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano. I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.

 

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Per dieci giorni, dal primo gennaio, lo Spazio Oberdan di Milano in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana propone il lungometraggio Mountain.

Mountain è la bellissima pellicola della regista israeliana Yaelle Kayam, presentata all'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Yaelle Kayam mette in scena una storia solo apparentemente semplice, ma in realtà profonda e a tratti anche inquietante. L'ambientazione è molto particolare, è un luogo ricco di significato, che accoglie le tre religioni monoteiste principali: è il cimitero ebraico sul Monte degli Ulivi a ospitare le vicende di una famiglia di Gerusalemme. Il paesaggio è solo un espediente per esplorare i personaggi che si trasformano; la regista si concentra soprattutto sulla figura di una donna e sul suo turbamento non solo fisico ma anche spirituale. La separa dal marito un'enorme distanza, che la madre di famiglia cerca di colmare con lunghe passeggiate nel cimitero, anche notturne. Proprio durante una notte, coglierà una coppia giacere su una lapide, e questo risveglierà in lei una forte eccitazione. La donna non riuscirà a lungo a conservare una facciata di normalità durante la sua routine.

L'anteprima di Mountain è in lingua originale, ma sottotitolata.

 

INGRESSO: Biglietto intero: 7 euro Biglietto ridotto con Cinetessera: 5,50 euro La Cinetessera ha un costo di 6 euro e durata annuale. Vale anche per le proiezioni all'Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano. I biglietti possono essere acquistati in prevendita presso lo Spazio Oberdan, a partire da una settimana prima dell'inizio dell'evento nei giorni e orari di apertura della biglietteria.

 

ORARI PROIEZIONI: Venerdì 1 gennaio h 21.15 Sabato 2 gennaio h 19.45 Domenica 3 gennaio h 15 Lunedì 4 gennaio h 19 Martedì 5 gennaio h 21.15 Mercoledì 6 gennaio h 17 Giovedì 7 gennaio h 19 Venerdì 8 gennaio h 21.15 Sabato 9 dicembre h 15 Domenica 10 dicembre h 19

SPAZIO OBERDAN Viale Vittorio Veneto, 2 20124 Milano T 0277406316

 

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Sopravvivere al pranzo di Natale non è un’impresa semplice. Ecco qualche consiglio cinematografico da degustare tra una portata e l’altra, in grado di mettere a tacere discussioni e, magari, anche il chiasso dei più piccoli. Nell’attesa dell’arrivo di amici e parenti, mentre l’ansia da prestazione sale, è consigliabile la visione di Pranzo di Natale di Danièle Thompson, ovvero, l’occasione migliore per litigare. Il film narra la storia di tre sorelle che approfittano della festività per stare insieme dopo tanto tempo ma, già durante la preparazione delle pietanze, l’armonia lascia il posto ad antichi dissapori sviscerando un’ironica riflessione sulle choses de la vie.

pranzonatale-gallery-nerospinto Per superare le controversie bisogna essere camaleontici ce lo insegna Ogni maledetto Natale, da vedere preferibilmente tra gli antipasti e la prima portata. Questa commedia surreale e satirica, scritta e diretta dai creatori di Boris, narra la storia di Massimo e Giulia che, fidanzati da pochissimo, si dividono tra parenti e suoceri. Ma la vera sorpresa in quello che sembra essere il più classico dei Xmas Movie, si rivela nella seconda parte del film. Qui lo spettatore scopre che gli attori che interpretano i parenti di Massimo sono gli stessi che hanno interpretato quelli di Giulia, solamente vestiti di panni letteralmente diversi. In fondo bisogna ammettere che è la famiglia, di qualsiasi estrazione sociale e provenienza geografica essa sia, l’elemento che più terrorizza le giovani coppie nel giorno di Natale.

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Tra il proverbiale riposino tra primo e secondo poi, c’è sempre qualcuno che comincia a sentire gli effetti del vino e si ritrova a filosofeggiare sull’attualità. A questo punto, l’unico modo per mettere a tacere le polemiche è sintonizzare la TV su Il Pranzo di Natale, un reportage nato dal basso che mixa linguaggi diversi, da immagini amatoriali a video realizzati da professionisti. A tirare le fila di questo film-partecipato da 50 minuti, Piera Degli Esposti. L’attrice teatrale osservando il Natale italiano del 2011 cerca di scavare nel presente sospeso di un Paese che annaspa alla ricerca di una nuova direzione.

ilpranzodinatale-gallery-nerospito Per il dolce rinunciate pure alle pellicole d’autore! A Natale anche per i cinefili più accaniti arriva il momento di essere meno critici e concedere ad amici e parenti un buon cine-panettone. Solo tra un ammazza caffè e l’altro, quando ormai gran parte della ciurma avrà battuto in ritirata, per i sopravvissuti, si consiglia un enorme salto indietro nel tempo fino al 1946, anno in cui Frank Capra debuttò con “

”. Un film capace di ricordarci quanto, nonostante tutto, sia delizioso questo gran baccano chiamato Natale.

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 - Serena Savardi -

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GRANDI CARTONI ANIMATI DI OGGI è il progetto che il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta dal 26 dicembre al 6 gennaio e che riporta in sala quattro film di animazione che negli ultimi anni hanno avuto successo.

Nel corso dei giorni si succederanno quattro pellicole, e sarà Inside Out ad aprire la rassegna. Il film di Pete Docter ha emozionato grandi e piccini, viaggiando alla scoperta delle emozioni che governano la mente di Riley, ragazzina di undici anni che dal Midwest è costretta a trasferirsi a San Francisco. Gioia, Paura, Rabbia, Tristezza e Disgusto vivono nella testa della giovane protagonista e sono spesso in conflitto fra loro.

Non mancherà il divertimento con i Minions, il terzo capitolo della serie inaugurata da “Cattivissimo me”. Il film esplora la vita degli ultimi esemplari di mostriciattoli gialli rimasti in vita e senza padrone, caduti dunque in una profonda depressione.

Mia e il Migù è la terza pellicola scelta. Il regista si rifà al tema della riscoperta della naturalezza, sulla scia di Gauguin, Cezanne e Van Gogh, dai quali trae ispirazione anche per l'utilizzo di colori caldi nei suoi disegni dai tratti artigianali. Mia è una bimba di dieci anni che lascia l'America del Sud per andare alla ricerca di suo padre, ma la strada per trovarlo è lunga e popolata da misteriose creature.

L'ultimo film in programma si allontana dalle case di produzione americane: Iqbal. Bambini senza paura è stato interamente creato a Milano ed è tratto dal romanzo “Storia di Iqbal”, scritto da Francesco D'Adamo. Narra le vicende di bambini coraggiosi che lottano contro la corruzione del mondo degli adulti. Iqbal Masih, infatti, è un bimbo pakistano simbolo della ribellione contro lo sfruttamento infantile.

 

CALENDARIO: Sabato 26 dicembre, ore 16 – Inside Out (Pete Docter, USA, 2015, animaz., 102’) Domenica 27 dicembre, ore 15 – Minions (Kyle Balda, Pierre Coffin, USA, 2015, animaz., 91’) Martedì 29 dicembre, ore 15 – Mia e il Migù (Jacques-Rémy Girerd, Francia, 2008, animaz., 91’) Mercoledì 30 dicembre, ore 15 – Iqbal. Bambini senza paura (Michel Fuzellier e Babak Payami, Ita./Fr., 2015, animaz., 90’) Venerdì 1 gennaio, ore 15 – Replica di Inside Out Sabato 2 gennaio, ore 15 – Replica di Iqbal. Bambini senza paura Domenica 3 gennaio ore 15 – Replica di Minions Martedì 5 gennaio, ore 15 – Replica di Mia e il Migù Mercoledì 6 gennaio, ore 15 – Replica di Minions

 

BIGLIETTI: Intero: 5,50 euro Ridotto: 4,00 euro Adulto + bambino: 6 euro

 

INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it 0287242114

 

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA Viale Fulvio Testi 121 Milano

 

Beatrice Bellano

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UGO, NESSUNO E CENTOMILA è la cine-rassegna, organizzata da Fondazione Cineteca Italiana, dedicata a Ugo Tognazzi, che si terrà dall’8 al 31 dicembre 2015 al MIC – Museo Interattivo del Cinema.

Così come rimanda il titolo dell’evento, Tognazzi era sia attore di cinema, personaggio televisivo a fianco di Raimondo Vianello, ma anche grande attore teatrale che, nel corso della sua carriera, ha interpretato “centomila” ruoli differenti, rappresentando tutte le sfumature che sono intercorse nel passaggio dal Neorealismo cinematografico alla Commedia all’italiana. Ugo fu abile interprete, in chiave comica,  di vizi e virtù della società a lui contemporanea; il suo volto, dai lineamenti contadineschi e contemporaneamente borghesi, rispecchiava perfettamente quell’intera generazione di uomini, tipicamente delle province settentrionali, “fatti da sé”, i “self-made men” del boom economico.

La rassegna si aprirà martedì (8/12) alle ore 15.00 con “Il fischio al naso” (1967), sceneggiatura importante sia per la sua carriera, che con questo film si apre anche alla regia, sia per il peso del contenuto, tratto dal celebre racconto “Sette piani” di Dino Buzzati: l’inquietudine del malato terminale viene rivisitata in chiave comica, con un risultato allo stesso tempo riflessivo ed esilarante.

La programmazione risulta ricca di capolavori di importanti registi del panorama italiano del tempo, che portano la firma interpretativa dell’attore, tra i quali: “Il vizietto” (1978), commedia scritta e originariamente interpretata da Jean Poiret, “La grande abbuffata” (1973), con l’altrettanto celebre Marcello Mastroianni, la commedia nazional-popolare di Monicelli, “Romanzo popolare” (1974), e l’intramontabile secondo atto di “Amici miei” (1982), manifesto di un’intera generazione. Un continuo salto avanti e indietro nel tempo per rivivere le grandi interpretazioni del comico, tra le quali, secondo la critica, la migliore si può trovare in “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981) di Bernardo Bertolucci, che gli valse la Palma d’oro per la miglior interpretazione al Festival di Cannes.

Un uomo dal rapporto con il pubblico senza mezzi termini, non rimaneva indifferente, poteva solo essere amato o odiato, ma senza dubbio, anche tra chi non lo apprezzava, Ugo Tognazzi ha lasciato un segno indelebile, quello di un comico, interprete della sua epoca, che con ironia rifletteva, senza troppi mezzi termini, sulla complessità della vita stessa.

 

UGO, NESSUNO E CENTOMILA Dall’8 al 31 dicembre 2015 MIC – Museo Interattivo del Cinema

 

INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cinetecamilano.it Telefono 02 87242114

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50 Biglietto ridotto: € 4,00 Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,00

Martedì 8 dicembre h 15.00 Il fischio al naso (Ugo Tognazzi, Italia, 1967, 113’ con Ugo Tognazzi e Tina Louise) h 17.00 Venga a prendere il caffè da noi  (Alberto Lattuada, Italia, 1970, 113’ con Ugo Tognazzi e Milena Vukotic)

Mercoledì 9 dicembre h 15.00 Il vizietto (Edouard Molinaro, Fr./Ita., 1978, 103’ con Ugo Tognazzi e Michel Serrault) h 17.00 La stanza del vescovo (Dino Risi, Italia, 1977, 110’ con Ugo Tognazzi e Ornella Muti)

Venerdì 11 dicembre h 15.00 La donna scimmia (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1964, b/n, 90’ con Ugo Tognazzi e Annie Girardot) h 17.00 Il federale (Luciano Salce, Italia, 1961, b/n, 100’ con Ugo Tognazzi, Gianni Agus) h 19.00 Una storia moderna-L’ape regina (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1963, b/n, 91’ con Ugo Tognazzi e Marina Vlady)

Sabato 12 dicembre h 16.00 Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli, Ita./Fr./RFT, 1965, b/n, 109’ con Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli) h 18.00 La tragedia di un uomo ridicolo (Bernardo Bertolucci, Italia, 1981, 110’ con Ugo Tognazzi e Anouk Aimée)

Domenica 13 dicembre h 17.00 Nell’anno del signore (Luigi Magni, Italia, 1969, 117’ con Ugo Tognazzi e Nino Manfredi) h 19.15 L’udienza (Marco Ferreri, Italia, 1971, 112’ con Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale)

Martedì 15 dicembre h 15.00 Marcia Nuziale (Marco Ferreri, Italia, 1966, b/n, 80’ con Ugo Tognazzi e Gaia Germani) h 17.00 La grande abbuffata (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1973, 123’ con Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni)

Mercoledì 16 dicembre h 17.00 Romanzo popolare (Mario Monicelli, Italia, 1974, 102’ con Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Michele Placido)

Giovedì 17 dicembre h 15.00 Il maestro e Margherita (Aleksandar Petrović , Italia/Jug., 1972, 100’ con Ugo Tognazzi, Mismy Farmer) h 17.00 La vita agra (Carlo Lizzani, Ita./Fr., 1963, b/n, 100’ con Ugo Tognazzi e Giovanna Ralli)

Venerdì 18 dicembre h 15.00 Una storia moderna-L’ape regina (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1963, b/n, 91’ con Ugo Tognazzi e Marina Vlady) h 17.00 La donna scimmia (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1964, b/n, 90’ con Ugo Tognazzi e Annie Girardot) h 19.00 La stanza del vescovo (Dino Risi, Italia, 1977, 110’ con Ugo Tognazzi e Ornella Muti)

Sabato 19 dicembre h 18.00 Amici miei atto II (Mario Monicelli, Italia, 1982, 129’ con Ugo Tognazzi e Gastone Moschin)

Domenica 20 dicembre h 19.00 La grande abbuffata (Marco Ferreri, Ita./Fr., 1973, 123’ con Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni)

Martedì 29 dicembre h 17.00 Il federale (Luciano Salce, Italia, 1961, b/n, 100’ con Ugo Tognazzi, Gianni Agus)

Mercoledì 30 dicembre h 17.00 L’udienza (Marco Ferreri, Italia, 1971, 112’ con Ugo Tognazzi e Claudia Cardinale)

Giovedì 31 dicembre h 17.00 Il fischio al naso (Ugo Tognazzi, Italia, 1967, 113’ con Ugo Tognazzi e Tina Louise)

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Avete mai sognato di rivivere da protagonisti le scene dei film che hanno fatto la storia del cinema?

 

Da oggi questo è possibile presso il Caffè di Cinecittà, un piacevole angolo di ristoro e sosta, con uno stile unico e irripetibile.  Situato in via Tuscolana 1055, tra set monumentali e palazzine storiche, come quella intitolata a Federico Fellini, Cinecittà, simbolo e leggenda della storia del cinema.

 

Progettato dall’architetto Emanuela Zitkowsky, il Caffè di Cinecittà nasce come concept store, un luogo dove respirare l’aria dei set e dei teatri di posa più grandi e fascinosi d’Europa, il tutto reso possibile da un arredamento costituito da gran parte dei materiali recuperati dai set dismessi:  il pavimento, le passerelle da cui si calano luci e scenografie, le capriate del Teatro5, le travi, gli infissi. Con i flaycase, i bauli per il trasporto di luci e proiettori, è stato realizzato il bancone del bar e gli espositori degli oggetti in vendita all’interno (anche libri e dvd). Ai tavoli sedie da regista, ma più glamour, in bianco e in nero, rendendo ancora più piacevole il momento di relax per godersi un buon caffè.

  E non finisce qui. Il tocco di classe arriva con la presenza di tovagliette sui cui sono riportate le frasi più celebri dei film di Ettore Scola, Nanni Moretti, Peter Greenaway, Ridley Sott, Woody Allen.

 

Memorabile quella tratta dalla pellicola di Coppola, ispirata al libro di Mario Puzo: “Lascia la pistola, prendi un cannolo”, consiglia Richard Castellano nella parte del gangster Peter Clemenza.

 

Una buona mise en place che consente  la  degustazione di ottimi piatti della cucina italiana. Si possono consumare, oltre a pasti veloci perfetti per un gustoso pranzo light, menù tematizzati ispirati al mondo del cinema, ma anche sfiziosi aperitivi e degustazioni tipiche accompagnate da vini di produzione propria come l’esclusivo Chardonnay “Teatro 5” acquistabile presso il concept store della mostra.

 

Lo studio dell’offerta gastronomica è stato affidato al foodesigner Francesco Subioli che ha coniugato cibo, cinema e romanità in menù anche combinati: Fish&Cine con filetto di baccalà, verdure fritte e un bicchiere di chardonnay, Teatro 5, Lasagna story, Fresh movie, Summer set. Immancabile la pizza bianca con la mortadella e la mozzarella dell’Agro Pontino.

 

Caffè Cinecittà Via Tuscolana, 1055 00173 - Roma

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INDIRA FASSIONI

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