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Theatre on a line|||

Milano ha una gran voglia di ripartire, lo si percepisce non solo per strada, nei luoghi della cosiddetta movida, ma anche per la partecipazione del pubblico alle iniziative culturali e artistiche. 

Il 21 e 22 agosto a Biel, in svizzera, si svolgerà il primo Body and Freedom Festival, in cui artisti internazionali sfileranno nudi per le strade pedonali della città, in una performance artistica di nudo pubblico che ha lo scopo di infrangere il tabù dello spazio urbano e di portare il nudo fuori dai musei, dove la gente è abituata a vederlo.

Che si tratti di arte, oppure di una semplice esibizione alternativa da strada, questa specie di terapia d’urto mostra il corpo come realmente è, senza imperfezioni o ritocchi fotografici. Come afferma l’artista Thomas Zollinger: “oggi tutto ciò che può essere mostrato ed eseguito in gallerie o teatri può anche essere mostrato ed eseguito in spazi urbani, solo il corpo nudo, sembra rimanere un tabù”.

Semplicemente un corpo nudo alla mercè di un pubblico da strada. Il confine tra arte e stramberia sembra essere davvero sottilissimo e le prime critiche da parte di chi invece non apprezza questo genere di esibizioni non tarda ad arrivare sulle pagine dei social network.

A sostenere questa iniziativa è il dipartimento di Cultura, insieme con altre associazioni correlate, ma, oltre a tutto questo, è stato lanciato anche una campagna di Crowd-Founding per trovare le risorse necessarie a pagare i fotografi, le sistemazioni, i libretti del festival e i manifesti.

Un tipo di arte, questo, che non richiede particolari abilità, infatti è possibile partecipare all’evento pur non essendo professionisti, pagando una cifra che oscilla tra i 100 e i 300 dollari per avere l’occasione di sfilare fuori dalla chiesa insieme con gli altri artisti.

A differenza delle altre volte Thomas Zollinger, l’organizzatore della performance, ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie da parte delle forze dell’ordine, quindi la manifestazione sarà limitata in alcune zone pedonali della città.

Un tentativo, per alcuni considerato estremo, di rompere un tabù, di smuovere un po’ quello status quo al quale si è abituati e di aprire la mente a vedute differenti, senza aver paura di vedere e osservare quello che siamo:  semplicemente uomini e donne.

Per info: http://bodyandfreedom.com/

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Il 2 giugno l’esclusivo Palazzo Marino, sede del comune di Milano, si trasforma in un “Palazzo Museo”, aprendo le porte delle sue “stanze segrete” al pubblico con dei percorsi guidati gratuiti.

L’esclusivo edificio, progettato nel 1553 dall'architetto Galeazzo Alessi, è sede dell’amministrazione comunale della città già dal 1861 ed è uno dei palazzi storici più belli della città.

Oltre alle sale già visitabili - Sala Alessi, con all’interno la mostra Identità Milano di direttamente dalla Triennale, Sala dell’Urbanistica, Sala Gialla, Sala Marra, insieme con il Cortile d’Onore, il Loggiato e la Sala dell’Orologio – sarà possibile accedere ad altri quattro spazi impregnati d’arte: Sala delle Tempere, che vedrà al suo interno quattro grandi tele del 1600 con raffigurati i santi Pietro e Paolo, Sala degli Arazzi, che, come lo stesso nome suggerisce, contengono degli arazzi in onore dell’imperatore Marco Aurelio, Sala della Resurrezione, che al suo interno vanta la mano del manierista Giovanni da Lomazzo e la Sala della Trinità, più simile a una cappella.

Si sfata quindi il mito che Milano sia una città soltanto famosa per i negozi alla moda e povera di arte. In questa città, infatti, le possibilità di entrare a contatto con un patrimonio artistico di tutto rispetto sono molteplici, basta semplicemente imparare a guardarsi intorno e uscire da quello stereotipo che vede Milano come una metropoli grigia e sterile.

In questo caso particolare, inoltre, sarà possibile entrare a contatto con un palazzo che ha visto crescere questa città davanti a sé, situato in pieno centro, sul fronte orientale di Piazza della Scala.

Per coloro che vogliano una spiegazione più dettagliata sono disponibili le audioguide, in oltre 10 lingue, e, come già accennato in precedenza, sarà possibile effettuare delle visite guidate con un accompagnatore, della durata di 45 minuti senza prenotazione o anche di 2 ore con prenotazione obbligatoria.

L’arte è di tutti e non serve essere per forza degli esperti per potersi permettere una “gita” a Palazzo Marino, anzi, bisogna cogliere ogni occasione per vivere a pieno Milano, la città dai mille volti e dalle mille opportunità: perché l’arte. per prima cosa, è condivisione.

 INFORMAZIONI SULLA MOSTRA A PALAZZO MARINO

visite guidate gratuite senza prenotazione: martedì, mercoledì e venerdì, ore 9:30-10:30-11:30-14:00-15:00, durata 45 min.

visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria: lunedì e giovedì, durata fino a 2 ore.

Contatti per prenotazioni o informazioni: tel. 02 88456617 - fax 02 88450288 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Sabato 23 maggio nell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, aprirà al pubblico il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC), museo che conserva il più grande patrimonio culturale visivo e progettuale in Italia del Novecento. All'interno, in occasione dell'inaugurazione, si potranno trovare oltre 12 milioni di materiali divisi in cinque sezioni: Arte, con sculture e dipinti di ogni genere; Fotografia, Moda, suddivisa tra abiti, disegni, schizzi e riviste, Progetto, con disegni, maquettes e moltissimi oggetti e Media, in cui troviamo manifesti cinematografici, fumetti e disegni di satira e per illustrazioni.

Fondato da Arturo Carlo Quintavalle nel 1968dal 2007 il museo si trova all'interno dell'Abbazia di Valserena, comunemente chiamata "Certosa di Parma" e rappresenta qualcosa di nuovo ed unico in Italia. Uno spazio multifunzionale in cui un archivio, un museo e un centro di ricerca e di didattica si fondono in un'unica grande struttura in cui comunità scientifica, ricercatori e studenti daranno il loro valido supporto garantendone una crescita continua.

Il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione pensa proprio a tutti organizzando progetti didattici per le scuole e aperture straordinarie con iniziative speciali. Inoltre, per non fare mancare niente agli ospiti, è stata allestita una foresteria in quelle che in passato erano le celle dei monaci, un ristorante - caffetteria per chi vuole fare una pausa durante la visita, e un bookshop dove si potranno acquistare i cataloghi delle mostre realizzate dallo CSAC dal 1969 ad oggi.

Apertura al pubblico da sabato 23 maggio 2015

ORARI:

mercoledì, giovedì, venerdì dalle 10 alle 14

sabato e domenica dalle 10 alle 19

INGRESSO:

€10 / riduzioni per gruppi, under 18, studenti, docenti e persone con disabilità / gratuito per bambini sotto i 12 anni 

INFO:

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione - Abbazia di Valserena - strada Viazza di Paradigna, 1 Parma

tel. 0521 033652

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www.csacparma.it

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Apre la settima edizione di Piccolo Grande Cinema, il festival dedicato al cinema per l'infanzia e per i ragazzi. Quest’anno l’iniziativa si svolgerà dal 21 al 30 novembre 2014 presso le tre sale della Cineteca di Milano.

 

Allo Spazio Oberdan, al MIC e all’Area Metropolis 2.0 sono previsti tanti appuntamenti atti ad avvicinare il mondo filmico agli occhi dei più piccoli. Laboratori di cinema, film in anteprima, una mostra, eventi speciali e incontri si susseguiranno per un momento che si preannuncia di svago per bambini e famiglie.

Il programma si apre con l’anteprima di Vicky il Vichingo, proiezione accompagnata da una cena in stile vichingo e dalla speciale Notte al MIC, che darà ai bambini la possibilità di passare, come Ben Stiller nel quasi omonimo film, una notte all’interno del museo del cinema con caccia al tesoro vichingo annessa.

Il MIC nei giorni di Piccolo Grande Cinema diventa una vera e propria roccaforte anti-grandi, esclusi infatti dall’ingresso al nuovo Piccolo Grande Club Vietato ai Maggiori, luogo in cui la domenica pomeriggio alle 15 è prevista una proiezione per bambini dai 5 ai 10 anni e ai cui genitori è proibito partecipare.

Anche i draghi fanno la loro parte. In occasione dell’uscita di Dragon Trainer 2 in home video, sabato 29 novembre il MIC si trasforma in una Casa dei Draghi, in cui ci si può immergere nel villaggio di Berk e incontrare i protagonisti Hiccup e Sdentato.

 

Durante il Dragon Weekend i partecipanti possono prendere parte a un vero e proprio laboratorio di paleontologia, in cui un paleontologo professionista risponde a tutte le curiosità sui draghi.

Un altro workshop è situato all’interno dell’esposizione “Cortology”, la mostra-evento allestita presso Spazio Oberdan interamente dedicata alla storia del cinema con quiz e giochi interattivi.

 

Durante l’evento di chiusura del Festival, domenica 30 novembre alle ore 17.00, sarà consegnato un premio alla società di distribuzione Satine Film per la distribuzione di Difret, film che racconta la storia vera di una ragazzina etiope che sfida le leggi della “telefa”, il rituale del rapimento e del matrimonio tramite violenza, e di una donna avvocato che l’aiuta a difendersi.

 

 

Nel 1951 Blache Dubois, interpretata da Vivien Leigh nel film di Elia Kazan, lascia la cittadina nella quale abita per far visita a sua sorella Stella che vive con il marito a New Orleans. Arrivata in stazione Blanche cerca il tram che la porterà a destinazione; quel tram si chiama Desiderio.

 

 

Dal film di Kazan alla Milano dei giorni nostri dove il tram diventa uno dei protagonisti dell' evento Piano City Milano iniziativa che il 16-17-18 maggio trasformerà il capoluogo lombardo nella residenza d'eccezione del pianoforte regalando alla città l'inconfondibile bellezza della musica ripensata però all'interno di luoghi simbolici come musei, edifici storici, barche, parchi, bibilioteche ma anche abitazioni private. Il programma prevede iniziative rivolte a tutti dai bambini, ai cultori della musica, ai semplici curiosi e le location che ospiteranno i concerti mantengono il loro immutato fascino sottolineato da una colonna sonora che varia dal jazz al classico passando per la musica leggera, rock e il tango, mentre il tram, mezzo di trasporto per eccellenza, si trasforma in un luogo d'incontro in cui la musica diventa elemento di socializzazione, collante tra la vita di tutti i giorni e canale prescelto di una cultura in cui ciò che conta non è l'appartenenza ad una élite ma la necessità di arricchire il proprio bagaglio esperenziale ed emozionale vivendo la città con occhi diversi. Il pianoforte diventa il cuore pulsante di una location insolita eppure familiare in cui si può riscoprire il potere dell'ascolto e l'importanza di sentirsi parte di un tessuto sociale che non rifiuta o prova a dimenticare ma abbraccia la diversità di ognuno avendo come punto d'incontro la musica. Piano City Milano permette alla musica di diventare il fulcro di una località in cui i rumori si accavallano e si annullano a vicenda concedendo tanto ai cittadini quanto ai turisti la possibilità di ascoltare il battito della città senza i filtri del caos giornaliero. Infine non bisogna tralasciare l'impatto che una tale iniziativa può avere nei confronti del pubblico giovane poco abituato a confrontarsi con generi musicali che vengono percepiti come lontani dai gusti e dalle mode contemporanee e che invece hanno ancora molto da raccontare alle generazioni di oggi e a quelle di domani,. Potete prenotare il vostro House concert o concerto in cortile a partire da martedì 22 aprile e sempre su prenotazione, attraverso il sito www.pianocitymilano.it , sono disponibili i concerti presso la Sala azionisti di Edison, sulla Torre Bianca e Piano Boat.

Con l'Expo alle porte questo è un evento di respiro internazionale e anche voi potrete raccontare il vostro punto di vista durante i concerti utilizzando l'hastag #pianomi2014.

Se Roland Barthes scriveva: “Ci sono due tipi di musica: quella che si ascolta, quella che si suona”, Piano City Milano ve ne offre una terza irrinunciabile: quella che si vive!

 

PIANO CITY MILANO

 

16-17-18 maggio 2014

Mail

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Infoline

+39 366 977 133 8

Lun-Ven (Esclusi i festivi) 10.30 - 13.00 / 14.30 - 19.00

Sabato 17/5 e Domenica 18/5 9.00 - 22.00

 

LE PRENOTAZIONI PER I CONCERTI NEI CORTILI E PER GLI HOUSE CONCERT SONO APERTE DAL 22 APRILE ALLE ORE 12.00 FINO AL 15 MAGGIO ALLE ORE 18.00

 

 

L’appartamento di via Jan

Prosegue il viaggio di Nerospinto tra le antiche dimore milanesi, veri e propri scrigni di tesori dell'arte e della cultura del passato, meraviglia ed orgoglio per il capoluogo lombardo. Per questa seconda tappa parliamo della casa museo che si trova in via Jan, nelle vicinanze di Corso Buenos Aires e quindi facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. La visita è gratuita e guidata, assolutamente consigliabile. La Casa museo è allestita al secondo piano del Palazzo dei Boschi Di Stefano, palazzo da loro stessi abitato, e usato come sede della imponente e prestigiosa collezione di artisti del 900 italiano.

L’appartamento dei coniugi Boschi Di Stefano è collocato all’interno di una palazzina progettata tra il 1929 e il 1931 da Piero Portaluppi, uno degli architetti più attivi a Milano tra gli anni venti e gli anni trenta. La mano dell’architetto è riscontrabile nei dettagli decorativi degli interni, dai mosaici dei pavimenti, agli infissi, ma soprattutto nel doppio bow-window della sala. Gli arredi originali di Casa Boschi, oggi in buona parte perduti, non godevano di particolare attenzione da parte dei proprietari e, ad eccezione di alcuni elementi, non erano opera di Portaluppi.

Senza seguire l’originale destinazione degli spazi, per l’apertura della casa museo gli ambienti sono stati allestiti con arredi coevi all’appartamento tra cui spiccano la ex stanza degli ospiti (oggi dedicata al Novecento italiano), arredata con uno studio Déco progettato negli anni trenta da Ernesto Basile e la stanza dedicata a Sironi allestita con una sala da pranzo progettata dallo stesso artista per la triennale di Milano del 1936. Resta nella sala centrale il pianoforte a coda Bechstein grazie al quale venivano organizzati piccoli concerti.

La Casa-Museo

La Casa Museo Boschi Di Stefano nasce dalla generosità di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano che nel 1973 donarono la loro collezione di arte contemporanea con la clausola che il Comune di Milano aprisse un museo nell’appartamento di famiglia nella palazzina di via Jan 15. La collezione spazia dal futurismo agli anni cinquanta con opere di Soffici, Boccioni, Sironi, Severini e Dottori, del “Novecento italiano”, di Mario Sironi, cui è dedicata una stanza monografica, di Morandi, De Pisis, “Corrente” e del chiarismo lombardo. Nella sala centrale, opere di de Chirico, Campigli, Savinio e Paresce ricostruiscono l’apporto italiano alla Parigi degli anni trenta mentre una stanza è interamente dedicata a Lucio Fontana. Nell’ultima sala gli acquisti più recenti, tra cui una serie di Achrome di Piero Manzoni.

Storia:

Tra la fine degli anni venti e la fine degli anni sessanta, arco di tempo nel quale si forma la collezione di Marieda Di Stefano e Antonio Boschi, Milano è la città italiana più indirizzata verso l’arte contemporanea. Sulla scorta della tradizione che ha visto nel 1909 nascere a Milano il movimento futurista, nella città viene fondato nel 1922 il Novecento Italiano. Nel 1933 viene firmato da Sironi, Campigli, Funi e Carrà il Manifesto della Pittura Murale, mentre nel 1947 Lucio Fontana vi pubblica il Manifesto dello Spazialismo.

Marieda Di Stefano (1901-1968) proveniva da una famiglia di costruttori originaria delle Marche. Dal padre Marieda ereditò il gusto per l’arte e il collezionismo che dopo il matrimonio iniziò a condividere con il marito. Allieva dello scultore Luigi Amigoni, Marieda lavorò per tutta la vita come ceramista esponendo in varie gallerie e fondando al piano terra di via Jan una scuola di ceramica tuttora gestita dalla figlia di Amigoni. Antonio Boschi (1896-1988) laureato in ingegneria al Politecnico, lavorò alla Pirelli nel campo della produzione e lavorazione della gomma, elaborando importanti brevetti che gli valsero nel 1963 la Medaglia d’Oro al Lavoro e al Progresso Economico della Camera di Commercio.

Nonostante la distanza dal lusso e le iniziali modeste condizioni economiche i coniugi Boschi da subito si dedicarono ai primi acquisti in campo artistico. Per comprare una serie di opere di de Chirico, Sironi e Funi arrivarono persino a vendersi l’automobile. Il vero collezionismo spesso sconfina nelle frequentazioni private e infatti i Boschi si circondarono del contesto culturale della loro epoca, il salotto della casa di via Jan era infatti sede di piccoli concerti e di serate di scambio intellettuale frequentate da artisti.

La Collezione

La collezione, che spazia da opere futuriste dei primi anni dieci alle opere informali della fine degli anni cinquanta, è stata suddivisa negli spazi per movimenti e correnti. L’ingresso di casa Boschi è dedicato alla figura dei due collezionisti ed è l’unica stanza che conserva gli arredi originari tra cui una grande ceramica di Marieda. Alle pareti una serie di ritratti dei coniugi tra cui quelli realizzati da Remo Brindisi, Il corridoio ospita le opere futuriste ereditate da Marieda dalla collezione del padre tra cui un Boccioni giovanile, due Severini e un Soffici.

La stanza successiva, che originariamente era la stanza degli ospiti, è allestita con una selezione di opere di artisti del Novecento italiano divise per generi. Da qui si accede ad una ricca stanza monografica dedicata a Mario Sironi con opere dagli anni venti agli anni quaranta tra cui la “Venere dei Porti” (1919), capolavoro metafisico. Nella sala da pranzo sono allestite una serie di opere di artisti vicini alla rivista “Corrente” (Sassu, Guttuso, Birolli) e due pareti monografiche, una dedicata a Morandi ed una a De Pisis. La sala centrale presentala Scuola di Parigi, ovvero gli artisti italiani che tra gli anni venti e trenta lì soggiornarono, tra cui Campigli, de Chirico, Savinio e Paresce. Lo studio dell'ingegner Boschi ospita una serie di opere di Fontana, artista che i Boschi frequentavano abitualmente.

Lo studio di Marieda è oggi dedicato al Picassismo degli anni quaranta e al Nuclearismo con una serie di opere di Baj, Dova e Dangelo e Crippa. L’ultima stanza, originariamente la stanza da letto dei coniugi, ospita le opere appartenenti al clima Informale degli anni Cinquanta con dipinti di Vedova, Turcato, Chighine e una coeva parete di “Achrome” di Piero Manzoni.

Eventi

Le “serate musicali” offerte dai coniugi Boschi nella loro casa sono rimaste nella memoria. Così è nata l’idea di riproporre quel “clima” ai giorni nostri con alcuni concerti: da un lato con lo scopo di far vivere la casa, come se fosse ancora abitata dai due collezionisti; dall’altro suggerire maggiori relazioni e corrispondenze fra musica e arti figurative nel periodo in cui la collezione si è formata, attraverso musiche da camera del Novecento di diversa provenienza e generi.

Curiosità

Durante la visita sono presenti i volontari del Touring Club, accoglienti e  preparati ad introdurvi alla storia della casa e della collezione, fornendo accurate spiegazioni.

 

Casa Museo Boschi Di Stefano via Jan, 15 - Milano www.comune.milano.it www.fondazioneboschidistefano.it

Orari Aperta da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 Chiuso: tutti i lunedì, 1/1, 1/5, 25/12

Biglietti Gratuito Prenotazione obbligatoria per i gruppi

 

La Villa 

Inizia con questo articolo il viaggio di Nerospinto tra le abitazioni più affascinanti e preziose di Milano, che sono delle vere e proprie "Case-Museo" e che fanno parte del patrimonio culturale ed artistico della città, luoghi d'elezione da tenere d'occhio e da visitare nel capoluogo lombardo.

La prima tappa di questo percorso tra i tesori della Milano storico-artistica è Villa Necchi Campiglio, considerata patrimonio del territorio dal Fai (Fondo Ambiente italiano), e che si trova in via Mozart al numero 14, proprio nel cuore di Milano, un posto incantevole nascosto tra le vie che si snodano tra San Babila e Palestro.

LaVilla è stata costruita tra il 1932 e il 1935 dall’architetto milanese Piero Portaluppi, è giunta a noi perfettamente  conservata, sia nell’ampio giardino esterno - corredato da tennis e piscina -, sia nella ricca infilata di sale interne. Architettura, arti decorative, arredi e collezioni restituiscono, nel loro armonioso insieme, l’elevato standard di vita dei proprietari, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda. Nello stesso tempo il fervore delle quotidiane attività domestiche è adeguatamente testimoniato dalla sequenza delle sale di servizio, office, cucine e bagni, ancora dotati degli impianti tecnici originari. Lo stile dell'architettura e degli interni è quello dei primi anni trenta, influenzato in parte dal nascente  razionalismo, che all’esterno della villa è evocato dal rigoroso disegno di linee e superfici, mentre all’interno si intreccia briosamente a elementi déco. Una brillante fantasia creativa e il gusto degli anni venti sono infatti componenti costanti nell’opera di Portaluppi,

Con il secondo dopoguerra, i Necchi Campiglio mostrano però un orientamento di gusto diverso e ricolmano gli interni della loro dimora con mobili e oggetti d’arte antichi, per lo più del XVII e XVIII secolo, rimuovendo integralmente gli arredi dell’epoca originaria. Il processo di “antichizzazionesottolinea un preciso interesse dei proprietari per una veste sfarzosa della loro casa, i Necchi Campiglio mostrano scarsa attenzione per le vicende artistiche novecentesche, preferendo acquisire arredi e dipinti presso il tradizionale mercato antiquario

Due importanti donazioni contribuiscono all’arricchimento del patrimonio artistico della Villa: la preziosa raccolta di arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta de’ Micheli, allestita in una sala del primo piano e lo straordinario gruppo di dipinti e sculture degli anni ‘20/’40 di Claudia Gian Ferrari, collocato nelle stanze del piano terra. All’interno della Villa è inoltre possibile vedere due quadri importanti, un Canaletto della prima metà del Settecento ed “Oreste ed Elettra” di De Chirico, del 1923.

La Storia:

Il periodo di maggior vitalità imprenditoriale e sociale dei Necchi Campiglio copre l’intervallo dagli anni venti alla fine degli anni sessanta del Novecento. Nonostante la crisi economica del ‘29 e le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, la storia di Milano di questo arco di tempo è immancabilmente segnata da grande energia e operosità. I Necchi Campiglio (le sorelle Gigina e Nedda Necchi e Angelo Campiglio, marito di Gigina) sono stati i tipici esponenti di quell’alta borghesia imprenditoriale che ha avuto un ruolo determinante nella Lombardia novecentesca: dirigenti e industriali che hanno fatto grande Milano con le loro imprese economiche ma che dimostravano anche sensibilità e interesse nei confronti dell’assistenza civica. Una borghesia che amava la mondanità, si intrecciava alle antiche casate lombarde, partecipava a balli e battute di caccia, frequentava la Scala e i circoli privati.

Gli eventi:

La Villa Necchi Campiglio ospita tutti gli anni verso febbraio la manifestazione AgruMi, mostra-mercato che rende omaggio ai frutti protagonisti delle tavole invernali. Una giornata caratterizzata da profumi avvolgenti e colori intensi, che presenta agli ospiti l'intero universo di aromi e sapori degli agrumi: piante, frutti, marmellate, mieli, mostarde, profumi, cosmetici e raffinati decori.

Per informazioni sulla manifestazione:

www.fondoambiente.it

Curiosità:

Prima o dopo la visita di Villa Necchi Campiglio è possibile rilassarsi a bordo piscina e sorseggiare un buon bicchiere di vino preso direttamente dalla Caffetteria, che è anche perfetta per pranzetti che non si dimenticano facilmente.

 

Villa Necchi Campiglio via Mozart, 14 - Milano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.fondoambiente.it

 

Orari Da mer a dom: 10.00-18.00 Ultimo ingresso: 17.15 Giorni festivi: consultare  www.fondoambiente.it

Biglietti - Adulti € 9,00 - Aderenti FAI e Soci National Trust Gratuito - Bambini (4-14 anni) € 4,00 - Scolaresche € 3,00 - Scolaresche aderenti FAI € 1,50

I gruppi sono ammessi previa prenotazione. La visita si svolge con una guida in gruppi di massimo 15 persone. Durata della visita: 50 minuti. In caso di manifestazioni il prezzo può variare.

 

Dopo il grande successo dell'anno passato, quest'anno sarà il Museo Minguzzi di Milano ad ospitare la ormai conosciutissima mostra fotografica Wildlife photographer of the year 2013.

 

Grandi fotografi, chi più noto chi meno, ci raccontano attraverso lo sguardo della loro macchina fotografica le meraviglie della natura.

Lo spettatore viene completamente immerso e reso piccolo intruso di spazi incontaminati e spettacolari, gli viene data la possibilità di sentirsi parte, anche solo per un istante, di un attimo privato di un mondo a lui sconosciuto.

Il tutto realizzato e reso ancora più coinvolgente dall'artisticità degli autori, dalle loro competenze, dalla loro passione per la natura, dalla loro pazienza (infinita) e sopratutto dalla loro sensibilità.

La mostra è articolata su quattro piani, consentendo così allo spettatore di intraprendere un vero e proprio viaggio in un ambiente ignoto, sconosciuto e, forse, anche inimmaginato.

La mostra è stata organizzata da Roberto Di Leo, presidente dell'Associazione culturale Radicediunopercento, il quale ha scelto Museo Minguzzi per accoglierla: uno spazio suggestivo all'altezza di ospitare le cento fotografie premiate di quest'anno.

 

Il concorso è indetto dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine: il tema del concorso è la fotografia naturalistica.

Il Wildlife photographer of the year si tiene dal 1964, e, ad oggi, conta 98 paesi partecipanti e più di 48.000 concorrenti.

Gli scatti son giunti fin qui grazie all'esclusiva concessa dal Museo londinese alla PAS EVENTS di Torino.

 

Oltre alle immagini bidimensionali della mostra sarà possibile ammirare le affascinanti sculture di animali di Michele Vitaloni, scultore iperrealista di livello internazionale, nonché rappresentante di spicco della Wildlife Art.

 

L'esposizione ha inaugurato il  7 dicembre alle 19, dove il giornalista e scrittore Viviano Domicini ha accolto il pubblico con una breve conferenza sul tema 'animali trascinati in tribunale'.

La mostra resterà aperta fino al 22 dicembre 2013 e dall' 8 al 24 gennaio 2014, in via Palermo 11, al Museo Minguzzi.

 

Per ulteriori informazioni potete:

visitare il sito : http://www.wpymilano.it

chiamare al numero : 02. 36 56 54 40

oppure scrivere a : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il biglietto intero costa 6,00 € - ridotto 4,00 €

I protagonisti noir anni Sessanta tornano per una rassegna dedicata agli albi per adulti pubblicati in Italia dal 1964 al 1970, da Fantax a Genius fino a Spetterus e Zakimort, attraverso un itinerario di 12 cartelloni dedicati ognuno a un diverso personaggio, con teche contenenti volumi originali correlati da descrizioni dettagliate dei materiali esposti.

La mostra dal titolo ‘Avventure noir’ si terrà dal 13 aprile al 12 maggio al piano terra dello Wow Spazio Fumetto, museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata di Milano.

E’ una rassegna che ripercorre tutta la produzione nata sulla scia del successo di Diabolik ed è ispirata all’ omonimo saggio di Luca Mencaroni, curatore anche dell’esposizione, che ha voluto rendere omaggio agli anni ’60 e ’70 catalogando tutte le testate pubblicate nel periodo e valorizzando gli autori e gli editori di tali storie.

I pannelli sono dedicati a Fantax, Mister-x, Demoniak, Sadik, Spettrus, Jnfernal, Zakimort, Dany Coler, Dennis Cobb, Joe Sub, Genius e Killing, storie che contengono sesso e violenza, che sono tematiche basilari di questo tipo di narrazione.

Il noir infatti è conosciuto anche come romanzo nero, ed è un genere letterario poliziesco, il cui scopo però non è soltanto di raccontare e risolvere un crimine, ma deve portare il lettore a riflettere sulla realtà che lo circonda in base alle informazioni che ha raccolto durante la lettura, attraverso il percorso affrontato dal protagonista, che spesso è un antieroe mascherato.

Se siete volete rivivere una parte della storia dell'editoria italiana e se semplicemente siete curiosi, visitate questa originale esposizione!

Ingresso gratuito

WOW SPAZIO FUMETTO

Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano Viale Campania 12, Milano.

Orario mostra: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00.

 

Info: 02 49524744/45

 

www.museowow.it

 

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