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Domenica, 17 Gennaio 2016 02:48

MOM'S: il primo "family bar" milanese

Finalmente anche Milano ha un vero locale “child friendly”. Si chiama MOM's the family bar ed è nato per iniziativa di due neo mamme che vivono nel territorio meneghino, Rosa Massimo e Paola Tagliaferri.

MOM's non è un asilo nido né un baby parking bensì una caffetteria, aperta a grandi e piccini, ma pensata a misura di bambino. Il modello di riferimento sono i "Kinder Cafè" che hanno spopolato a Berlino, la capitale con il più alto tasso di natalità in Europa,

Vi attendono, allora, ampi spazi con angoli smussati, area bimbi per il gioco, stazione cambio - con fasciatoi attrezzati e pannolini, salviette igienizzanti e pasta protettiva, sgabellini e riduttori wc -, ma anche divanetti per l’allattamento e intrattenimenti studiati ad hoc.

Tra i suoi punti di forza il menu: adatto a gusti ed età diversi, dai biscotti agli omogeneizzati, ai passati di verdure, senza dimenticare i prodotti gluten-free per celiaci.

Il locale, situato in zona Cinque Giornate, si sviluppa in uno spazio di 140 quadrati, di cui 20 riservati ad un’area "baby friendly", ricca di giochi e provvista di box per i bambini che ancora gattonano.

Così, mentre i più piccoli si divertono in tutta sicurezza, i più grandi possono rilassarsi assaggiando stuzzichini e pasticcini da accompagnare a gustosi aperitivi. E approfittare, magari, della consulenza gratuita di una psicologa che collabora con il MOM's o delle diverse attività promosse per stimolare la vitalità di tutti: laboratori per pitturare o cucinare i biscotti insieme ai propri figli ma anche corsi di musica (per bambini 0-18 mesi) e di yoga per le mamme.

E' finita l'era dei ristoranti "off limit" per adulti con figli al seguito, delle carrozzine da chiudere perché occupano troppo spazio e delle cene faticosamente consumate con i bambini in braccio.

 

Mom's the family bar Via Antonio Fogazzaro 11 - 20135 Milano Tel 02.5512799 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Pubblicato in Food

Fino al 28 febbraio Bologna si tuffa nell'eleganza del passato: la galleria Ono Arte Contemporanea ospita una mostra dedicata al fotografo Leo Matiz, celebre per gli scatti in cui ritrae Frida Kahlo.

Un passo indietro fino agli anni '40, quando i tratti della pittrice stregarono il colombiano.

Trentacinque sono gli scatti esposti, e ritraggono Frida Kahlo proprio in quegli anni fondamentali per lei: anni che lei stessa descriveva come il traguardo di un lungo processo di maturazione di fiducia in se stessa. E' il periodo in cui raggiunse l'indipendenza non solo economica ma anche sentimentale e in cui la sua carriera toccò l'apice.

Frida Kahlo nacque a Città del Messico, e proprio fra le vie della sua città accoglie Leo Matiz, aprendogli la porta alla sua personale routine. Il visitatore di trova così di fronte a intimi frammenti di vita quotidiana, che il fotografo ha saputo ritrarre con dolcezza e attenzione.

Protagonista dell'esposizione non è solo Frida Kahlo, ma anche la sua terra: un Messico lontano, coccolato dal sole ma scavato da lotte e rivoluzioni. Mentre la pittrice ha saputo cogliere l'equivalente interiore di quegli scenari, il marito Diego Rivera dipingeva la bellezza umile.

Frida Kahlo. Fotografie di Leo Matiz è in mostra a Bologna fino al 28 febbraio.

ONO ARTE CONTEMPORANEA via Santa Margherita, 10 40123 Bologna T 051262465

ORARI Martedì - giovedì 10 - 13 e 15 - 20 Venerdì e sabato 10 - 13 e 15 - 21 Domenica 16 - 20 Lunedì chiuso

Pubblicato in Cultura
Venerdì, 15 Gennaio 2016 20:13

E' Skin il nuovo volto Sisley

Dopo Fedez, Sisley sceglie di vestire un'altra star reduce da X-Factor. La testimonial che il noto brand italiano ha scelto per la campagna pubblicitaria 2016 è infatti la rockstar inglese, Skin.

Spirito libero, originale, controcorrente, sexy, vitale, dinamica e dinamitica. Queste le caratteristiche che l'hanno fatta prevalere sulle rivali. Deborah Anne Dyer, in arte Skin, leader degli Skunk Anansie, pare ideale per rappresentare il mood del brand nel fashion business internazionale.

Skin per Sisley Skin per Sisley

“Ho apprezzato molto il coraggio di un brand come Sisley nello scegliere un personaggio come me per la campagna pubblicitaria. E mi è piaciuta molto l’idea dello shooting, ha carattere. Sono una cantante rock, il movimento, l’energia sono la mia essenza”. - Skin

La campagna, firmata dal fotografo Federico De Angelis è ambientata in un photo boot box. Un “non luogo” dove chiunque può sentirsi libero di esprimere le proprie emozioni senza filtri, liberando il proprio io autentico. Un omaggio al ritratto pre-selfie, dove prevale la spontaneità.

Pubblicato in Lifestyle

Caffè Propaganda, a due passi dal Colosseo, è un connubio perfetto tra cafè parigino e salotto letterario italiano, tipico degli inizi del ‘900. Un locale raffinato e curato nei dettagli, ma allo stesso tempo informale per natura.

Aperto tutti i giorni, lunedì escluso, da mezzogiorno fino a tarda serata, il Propaganda accoglie i suoi clienti, dando loro la possibilità di gustarsi un boccone, a qualsiasi ora: il bancone bar diventa fulcro del locale a pranzo e durante l’aperitivo, mentre nel pomeriggio è possibile godersi qualche momento di relax in compagnia gustandosi i celebri macarons francesi. La sera è  invece un momento magico per godersi una cena a base di eccellenze gastronomiche, tra cui le celebri uova di Parisi, accompagnata da vini pregiati e seguita da un cocktail raffinato.

Tutte proposte culinarie che scoverete sul giornale-menu, un magazine vero e proprio, un omaggio che i titolari offrono ai loro clienti che, ogni mese, avranno la possibilità di trovare interviste e articoli che narrano della filosofia alla guida il locale, dalla creazione dei piatti fino alla scelta delle materie prime, oltre che inserti pubblicitari, tutto rigorosamente in stile vintage.

“L’intenzione è propagandare un’alimentazione e quindi una ristorazione legata al territorio”, racconta Bistocchi. Da qui il nome Propaganda, simbolo di un’offerta composta principalmente da produzioni artigianali, selezionate con l’intento di far conoscere ai palati romani quanto di meglio viene offerto dalla terra laziale e delle regioni vicine, a fronte della scelta di servire piatti della tradizione, che siano freschi e di qualità.

Un progetto decisamente innovativo, alla moda ed affascinante, quello intrapreso dai soci che hanno dato vita al Caffè Propaganda: il celebre Dj Giancarlino, ideatore del Goa ed altri locali di tendenza, Arcangelo Dandini, Maurizio Bistocchi,  che ha partecipato al lancio dei concept romani dedicati a Replay (Store e Caffè), il creativo Richard Ercolani, già titolare de Il Baretto al Gianicolo e del River Bar, ed infine il pasticcere di origini francesi Stéphane Betmon. Parole d’ordine sono gioventù e voglia di fare, caratteristiche che guidano l’intero staff coordinato dagli chef Marco Bravin e Walter Di Ruocco.

Cucina romana e pasticceria francese si incontrano al Caffé Propaganda, un in un perfetto sodalizio tra eccellenze, classe e tradizione.

Francesca Bottin

 

Caffè Propaganda Via Claudia 15, Roma 06/94534255 www.caffepropaganda.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Venerdì, 15 Gennaio 2016 15:04

ANOTHER COUNTRY: L'America di Paolo Pellegrin

Membro di Magnum Photos dal 2005, Paolo Pellegrin è uno dei più celebri e stimati fotografi dei nostri giorni. Leica Galerie di Milano ha deciso di dedicargli la mostra Another Country, visitabile fino al 31 gennaio.

Lo spettatore potrà percorrere, guidato dall'obbiettivo di Paolo Pellegrin, un viaggio alla scoperta degli ideali e dei paradossi che caratterizzano gli USA.

Trenta sono gli scatti in mostra, tutti appartenenti alla collezione personale del fotografo, iniziata sei anni fa durante un viaggio nel Sud Ovest degli Stati Uniti. Proprio i territori al confine col Messico sono punto di arrivo per molti immigrati del Centro e del Sud America: hanno in testa il sogno americano, e quello è il primo passo per realizzarlo. Pellegrin ritrae luoghi con una triste storia alle spalle: sono le terre che più di tutte hanno subito le tensioni razziali; sono terre in cui la polizia tiene in pugno le minoranze e gli emarginati, che cercano l'American dream, e trovano drammatiche illusioni.

 

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Another Country diventa così un grido di denuncia, oltre che un reportage sociale. La mostra mette in evidenza le enormi contraddizioni che dominano la cultura e la comunità americana. Il sogno americano si trasforma in violenze, ribellioni, tensioni razziali. Un incubo, che si porta via anche la libertà.

Parte dell'intenso lavoro di Paolo Pellegrin è dedicato al carcere di sicurezza che ha ispirato alcuni scatti dell'artista fra il 2006 e il 2012, e all'intera baia che lo ospita, Guantanamo.

L'America ha stregato il fotografo, che per anni vi ha fatto ritorno ogni sei mesi. L'America, col suo spirito ricco di ideali e paradossi, ha saputo regalargli una storia che lui - dichiara - nemmeno cercava.

Per scoprire questa emozionante storia, l'appuntamento è fino al 31 gennaio presso Leica Galerie. L'ingresso è libero.

LEICA GALERIE Via Mengoni 4 Milano T 02 89095156

ORARI Lunedì: 14:30-19:30 Martedì-sabato: 10:30-19:30

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Milano si prepara alla Fashion Week con un weekend ricco di eventi esclusivi, musica e moda insieme sotto i riflettori. Tra tipi bizzarri e affascinanti, tu che tipo sei?

#ImbucaMI

Quando arriva la Fashion Week, Milano cade in quello stato di febbrile eccitazione che pervadeva le signorine nei porti americani quando sbarcavano i marines. Così, tutti, nessuno escluso, si travestono da gente che conta nel tentativo di imbucarsi in sfilate e cocktail pieni zeppi di bellissime gambe e addominali scolpiti. Barcamenarsi tra il fitto calendario pubblicato dalla Camera Nazionale della Moda non è una missione impossibile.. In bocca al lupo!

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INFORMAZIONI UTILI www.cameramoda.it

 

#FashionVictim

Al Super Studio di Via Tortona torna la vetrina outsider della moda contemporary internazionale. Aprono le porte agli addetti del settore il White Man and Woman, e tutti si improvvisano cool hunter.

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INFORMAZIONI UTILI www.whiteshow.it Orari: sabato e domenica 9.30-18.30

 

#AllaCorteDiReGiorgio

Per festeggiare i 40 anni del suo brand, il king della moda internazionale apre le porte del suo tempio al grande pubblico. Non perdete l’occasione di partecipare a una visita guidata all'Armani/Silos.

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INFORMAZIONI UTILI www.armanisilos.com Sabato e domenica 11.00 / 19.00 Via Bergognone, 40 (Milano) 02 91630010 Biglietti da 12€

 

#ForeverTeen Alla Mondadori di piazza Duomo, la musica pop incontrano il pubblico. Sia Alessandra Amoroso che gli Skunk Anansie al gran completo, presentano i loro ultimi lavori discografici. La caccia al selfie con l’artista è aperta. Teneteci aggiornati.

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#TrèsChic Al Blue Note di Via Pietro Borsieri arrivano gli Incognito, band di culto della scena acid jazz britannica. Per una serata all’insegna delle sonorità bles, jazz, punk … insomma un concentrato di energia pura.

incognitoINFORMAZIONI UTILI www.bluenotemilano.com

 

Buon Weekend !

- Serena Savardi -

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A due anni e mezzo da Amore puro, dopo un tour oltreoceano e un'operazione riuscita alle corde vocali, Alessandra Amoroso torna sul palco con un nuovo album Vivere a Colori, presentato oggi 14 gennaio in Piazza Città di Lombardia a Milano, con un concerto gratuito. Una compilation musicale fatta di pillole di ottimismo dove l'artista si rivela in una veste del tutto nuova e ci mette letteralmente la faccia.

"Vivere a Colori" - Alessandra Amoroso "Vivere a Colori" - Alessandra Amoroso

"Questo è un progetto che mi ha fatto crescere moltissimo come persona. Dopo che ho scoperto il mio lato grigio, quando ho temuto di perdere per sempre il mio timbro di voce, ho imparato a dar più valore ai colori della mia vita." Alessandra Amoroso

Alessandra Amoroso Alessandra Amoroso

Ad anticipare il progetto artistico "Vivere a colori", il singolo "Stupendo fino a qui", uscito lo scorso 12 novembre e già in testa alle classifiche. Ma "Vivere a colori" non è solo un album, è molto di più: è un processo di maturazione della cantante pugliese che in questa occasione ha collaborato con grandi artisti e compositori della canzone italiana come Elisa, Tiziano Ferro ma anche Federico Zampaglione ( frontman dei Tiromancino), Michael Tenisci e tanti altri.

"Sono una ragazza esagerata in tutto quello che faccio, sia che io pianga o rida ma, quando si tratta di raccontare la mia vita privata divento introversa, e allora la canto. In ogni canzone c'è molto di mio: dai miei testi, dalle mie note si puo' capire che periodo sto attraversando.. Ed io, ora, dopo tutto, sono davvero felice" - Alessandra Amoroso

Oltre ai firmacopie del tour instore al via il 15 gennaio da Milano, sono già fissate due anteprime live della tournée a maggio, il 27 al PalaLottomatica di Roma e il 30 al Mediolanum Forum di Assago a Milano. Nemmeno quest'anno la vedremo tra i concorrenti del Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, ed è fuori discussione anche una sua partecipazione nella scuola di Amici. 

" Per il momento ho bisogno di stare con la mia famiglia.. Non è in cantiere nemmeno una mia partecipazione ad Amici, ho ancora tanto da imparare" - Alessandra Amoroso

62 ^ Festival di Sanremo:  Duetto Emma Marrone - Alessandra Amoroso 62 ^ Festival di Sanremo: Duetto Emma Marrone - Alessandra Amoroso

- Serena Savardi -

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Il corpo delle donne è un'opera d'arte, e molti sono gli artisti che si sono piegati al suo fascino. Merano Arte, dal 6 febbraio al 10 aprile, ospita GESTURES - Women in Action, mostra interamente dedicata alla Body Art femminile.

Quaranta sono le opere che ripercorrono la magia artistica dagli anni '60 a oggi, attraverso fotografia, collage, oggetti e video.

Il fil rouge è il corpo femminile, che diventa un mezzo dotato di incredibile espressività e capace di farsi portavoce di un pensiero che mira al sovvertimento dei valori costituiti.

Sono presenti i capolavori di tutti i più grandi esponenti della Body e Performance Art: Yoko Ono, Marina Abramovic, Valie Export, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Gina Pane, Carolee Schneemann, Charlotte Moorman. Oltre ai celebri nomi del passato, non mancano esperienze di artiste di tempi recenti, fra cui Sophie Calle, Jeanne Dunning, Regina José Galindo, Shirin Neshat, Silvia Camporesi e Odinea Pamici.

Il visitatore si trova di fronte a un magnifico tanto quanto tortuoso percorso artistico, che scava nella natura concettuale delle opere d'arte in mostra. Quello introdotto dalla Body Art è stato un cambiamento profondo nella storia dell'arte contemporanea.

Le opere esposte hanno un forte valore socio-culturale e sono caratterizzate da uno strettissimo legame all'hic et nunc: sono effimere, e proprio qui risiede la loro bellezza.

La condizione della donna nel mondo viene studiata in profondità, abbattendo i confini fra spettacolo, comunicazione, teatro e arte.

Con la Body Art, la rivoluzione culturale ha una protagonista unica e ben precisa: la donna. L'arte non può più fare a meno di lei: diventa una scelta anche politica, e l'arte si erge così a sostenitrice della parità di sesso. E' una presa di posizione importantissima in quelli che sono gli anni del movimento femminista.

Le artiste della Body Art vogliono colmare la distanza con il pubblico: l'arte diventa un mezzo di comunicazione sociale, mostrando come uno specchio tutti i cambiamenti di quegli anni. Il pubblico assume un ruolo attivo, come parte integrante dell'opera; perde la sua connotazione di spettatore passivo.

La mostra è organizzata secondo un ordine cronologico, con una sola eccezione. Prima di accedere alle sale, infatti, oltre ad essere esposto il violoncello di Charlotte Moorman, musicista statunitense, è proiettato il video esplicativo che lascia scoprire ai visitatori l'uso che faceva l'artista americana di tale strumento.

Trionfante, domina il pian terreno una fotografia di Marina Abramovic, tratta da Delusional (1994).

Nella prima sala è possibile ammirare le immagini e i video di Cut piece (1965) di Yoko Ono, caposcuola della Body Art, già attiva a metà del XX secolo. Faceva parte di Fluxus, movimento dalle pionieristiche premesse espressive e sensibili. Non mancano immagini da Bed In (1969), la performance eseguita con il celeberrimo compagno di vita John Lennon.

 

Gestures - gallery - nerospinto Yoko Ono

 

Yoko Ono e il marito John Lennon Yoko Ono e il marito John Lennon

 

Yoko Ono e il marito John Lennon Yoko Ono e il marito John Lennon

 

Seguono le fotografie delle performance estreme di Marina Abramovic, artista in grado di esplorare i limiti del corpo, della sua sopportazione, ma anche artista attratta dalla mente, dalle sue potenzialità e concentrazione.

Nella prima sala si trova anche Mario Carbone, con il video di Imponderabilità (1977) realizzato con l'artista Ulay.

Passando poi nella seconda sala, gli occhi sono immediatamente conquistati dai lavori di Ana Mendieta, artista cubana famosa per la sua performance Blood Sign (1972). Le sue origini la portano ad interessarsi alle culture indigene e le sue opere sono caratterizzate da una radice trans-culturale. Le immagini ritraggono il corpo in solitudine che si confronta con la natura e l'ambiente che lo circonda.

E' capace di dialogare perfettamente con quest'ultima opera, una fotografia tratta da Azione sentimentale (1973) di Gina Pane, artista del filone italiano della Body Art. Il suo lavoro sa combinare tecniche differenti, cerca un equilibrio dialettico con il pubblico che deve essere coinvolto non solo fisicamente ma anche e soprattutto mentalmente.

 

Gestures - gallery - nerospinto Gina Pane

 

Non mancano inoltre i tratti ossessivi tipici di Yayoi Kusama, artista hippie giapponese celebre per i suoi atteggiamenti osé.

L'esposizione arriva poi a toccare il delicato tema della protesta femminile contro la sofferenza psichica e fisica che le donne subivano: ne è portavoce Valie Export, artista che ha rinnegato sia il cognome paterno sia quello del marito, inventandosi uno pseudonimo tratto dal una nota marca di sigarette austriache.

 

Gestures - gallery - nerospinto Valie Export

 

Carolee Schneemann è un'altra grande protagonista della mostra: artista americana che ha incentrato il suo lavoro sulla sessualità e sui generi. Ice naked skating (1972) e Eye Body (1963) sono le due performance da cui sono tratte le sue immagini.

Padroneggiano il centro della sala due fotografie di Orlan, francese celebre per il suo corpo modificato da plastiche facciali e altre numerose operazioni di chirurgia estetica. L'artista si è concentrata su un tema che la rende unica in mezzo alle sue colleghe: il corpo come ibrido fra natura e tecnologia.

 

Orlan Orlan

 

Di un'altra francese sono le opere a cui  si trova di fronte il visitatore proseguendo il suo percorso. Si chiama Sophie Calle, e con Mon Ami (1984) ha esplorato l'intimità e l'identità femminile. Le sue immagini sono cariche di voyeurismo e invitano il pubblico a interrogarsi sulla linea di confine che separa le esperienze pubbliche da quelle private.

 

Sophie Calle Sophie Calle

 

La sala grande del secondo piano è dedicata a Balkan Baroque (Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 1997), opera di Marina Abramovic: l'artista, per realizzare questa performance, trascorse diverse ore al giorno seduta in montagna, intonando canzoni serbe.

In contrasto, per dimensioni, con l'immagine di Marina Abramovic, c'è quella di Jeanne Dunning. Il suo lavoro Long Hole (1994-1996) nasce dallo studio della relazione che lega ogni uomo con i suoi aspetti più intimi: oltre che la fisicità, l'identità e la sessualità. Da questo confronto emergono aspetti stranianti che l'artista esplora in profondità.

Il ruolo sociale della donna è invece la tematica affrontata dall'iraniana Shirin Neshat, che si concentra sulla figura femminile in un contesto islamico contemporaneo. La mostra accoglie inoltre un cortometraggio. Il titolo è Pulse: risale al 2011 ed è una visione tanto oscura quanto intima.

L'esposizione ospita anche Il sale della terra (2006), opera di Silvia Camporesi, fotografa italiana, creatrice di un universo unico nella sua delicatezza e poesia e di cui proprio l'artista è abitante. La chiave di lettura è teatrale, intimista.

Ballo per Yvonne è la performance di un'altra italiana. Odinea Pamici sa provocare, gioca molto col corpo e sfrutta gli stereotipi femminili: il matrimonio, la cucina.

 

Odinea Pamici Odinea Pamici

 

Nell'ultima sala il visitatore scopre le immagini di Regina Josè Galindo, artista guatemalteca che ama definire le sue opere atti di psicomagia. Le sue performance sono ricche di carica emotiva e traspare grande sofferenza: Regina Josè Galindo gestisce i suoi limiti fisici e psicologici fino a trasformare il suo corpo in un eterno campo di battaglia.

Il meraviglioso progetto a cura di Valerio Dehò GESTURES - Women in Action nasce dalla collaborazione con The Cultural Broker e 123 Art. La mostra viene inaugurata alle ore 19 di venerdì 5 febbraio e sarà ospitata dall'Edificio Cassa di Risparmio di Merano Arte fino al 10 aprile. ARTISTE Marina Abramovic, Sophie Calle, Silvia Camporesi, Jeanne Dunning, Valie Export, Regina José Galindo, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Charlotte Moorman, Shirin Neshat, Yoko Ono, Orlan, Odinea Pamici, Gina Pane, Carolee Schneemann.

INFO T 0473 212643 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.kunstmeranoarte.org

EDIFICIO CASSA DI RISPARMIO Portici 163 39012 Merano (MB)

ORARI Dalle 10.00 alle 18.00 Lunedì chiuso.

INGRESSO Intero: 6,00 euro Ridotto (Over 65, guestcard): 5,00 euro Studenti fino a 26 anni: 2,00 euro Bambini fino a 14 anni: gratuito

 

Beatrice Bellano

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 13 Gennaio 2016 15:04

Giacobazzi si racconta al Teatro Manzoni

Dopo il successo del tour teatrale di Apocalypse, Giuseppe Giacobazzi torna in teatro e si racconta con un nuovo one man show: Un po’ di me, genesi di un comico. In scena dal 2 al 7 febbraio 2016.

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Dopo 20 anni di onorata carriera, il comico ha infatti deciso di parlare di sè e svelare la propria intimità al grande publico del Teatro Manzoni di Milano. Non è nostalgia quella che pervade la scena ma semplicemente un racconto cronologico per chiedersi che ne sarà del futuro della comicità. Dai ricordi di bambino  alle vacanze al viagra, dal laoro nel fashion business al reposabilità di essere padre: Giuseppe Giacobazzi fa una lucida analisi della vita di un uomo, la sua.

 

INFORMAZIONI UTILI:

Teatro Manzoni

Dal lunedì al venerdì ore 20.45 - domenica ore 15.30

Biglietti da 18 €

 

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 13 Gennaio 2016 13:29

Dude Club si veste di Jazz

Dal 14 Gennaio il Jazz trova una nuova dimora a Milano. Per un giovedì al mese, infatti il Dude Club, da appuntamento con COMPANIONSHIP, un progetto a cura del musicista e producer Gerardo Frisina, presso l’Osservatorio Astronomico del club che per la prima volta apre le sue porte a concerti live.

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Il primo appuntamento di COMPANIONSHIP vedrà sul palco il quintetto Astral Travel guidato dal batterista e compositore Tommaso Cappellato, le cui sonorità sono un tributo allo Spiritual Jazz, una corrente partita da lavori come "A Love Supreme" di John Coltrane e dall'immensa produzione di Sun Ra.

 

Astral Travel Astral Travel

 

INFORMAZIONI:

Dude Club

Apertura Club: 22.00

Ingresso con Consumazione: 10€

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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