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Mercoledì, 27 Luglio 2016 11:45

La Terrazza profumata e colorata del 55 Milano

La Terrazza del 55 Milano domina i tetti della città portando con sé i profumi e i colori dell'estate.

Pubblicato in Lifestyle

 La pagina facebook “Il Milanese Imbruttito” , il tipico esemplare che vive e abita a Milano, che ha spopolato conquistando, da poco, 1 milione di like, festeggia con un aperitivo il 27 luglio in Vista Darsena.

Pubblicato in Nigthlife
Mercoledì, 28 Ottobre 2015 13:03

Oro di Scozia organizza la Festa di St. Andrew

“Fin dalla prima volta che ho toccato il suolo di Scozia ho avuto la sensazione di esserci già stato e tutto mi affascinava al punto che mi pareva di avere già visto in sogno i ruderi di un certo castello; la leggenda di William Wallace e la sua lotta per la libertà mi avvincevano tanto da commuovermi;

Pubblicato in Food

Un frizzante aperitivo all’insegna della solidarietà e della musica, ecco la proposta dell’Associazione RTS “una vita speciale” Onlus.

Pubblicato in Eventi
AL MUSEO GARDA DI IVREA LA MOSTRA INTERNAZIONALE “OLTRE”
A CURA DI SABINO MARIA FRASSA'

Sabato 20 febbraio alle ore 16,00, presso il Museo Civico Pier Alessandro Garda di Ivrea - Piazza Ottinetti - il Comune di Ivrea, il Museo Civico Garda di Ivrea e la Fondazione Guelpa presentano la Mostra Internazionale “OLTRE” a cura di Sabino Maria Frassà e organizzata dall’associazione cramum e dalla Fondazione Giorgio Pardi.

Quella di Ivrea è la prima tappa italiana della Mostra OLTRE, presentata a Budapest l’8 Ottobre 2015 e frutto della collaborazione con la Farnesina - Istituto di Cultura Italiano a Budapest - e con il Ludwig Muzeum di Budapest. Per la Mostra di Ivrea però si aggiungono diverse opere, che verranno svelate durante l'inaugurazione e che si aggiungono alle 40 opere esposte a Budapest. Le opere in mostra sono state realizzate da 16 artisti italiani e ungheresi di diverse generazioni, in un allestimento che permetterà di porre a confronto artisti affermati con giovani talenti emergenti.

Gli artisti ungheresi in mostra sono: Szilárd Cseke, artista a cui è dedicato il Padiglione Ungheria dell’attuale Biennale di Venezia, Andi Kacziba, scultrice tessile a cui Milano ha appena dedicato una personale, Zoltán Tombor, fotografo di fama internazionale. Con loro, i giovani talenti David Merényi , Beáta Székely e KamiliaKard. Sono italiani, invece, Eva Sorensen, artista a cui è stato dedicato il Padiglione della Biennale di Venezia del 1981 e che dal 1961 decise di vivere in Italia, Alberto di Fabio, a cui nel 2015 è stata dedicata una mostra personale al Macro di Roma, Elisabeth Scherffig (in Italia dal 1978) e Daniele Salvalai, artisti a cui Milano ha dedicato recenti monografie, HH LIM, presente anche alla Biennale di Venezia 2013 che decise di vivere in Italia dal 1976, Franco Mazzucchelli, già alla Biennale di Venezia 1976, Raffaele Penna, tra i più noti fiber-artist italiani; in mostra, anche i giovani talenti Paolo Peroni, vincitore premio cramum 2014, Francesca Piovesan, vincitrice premio cramum 2015, ed Eracle Dartizio protagonista a gennaio di una mostra site-specific allo Studio Museo Francesco Messina di Milano).

 
SUL PROGETTO HANNO AFFERMATO:

Riguardo la Mostra OLTRE, il Segretario Generale della Fondazione Giorgio Pardi e curatore della mostra, Sabino Maria Frassà, ricorda: “Oggi più che mai è importante fare l’Europa. Dopo decenni di regole, è tempo di lavorare alla creazione di una cultura europea, che valorizzi le peculiarità di ogni Paese, senza appiattirle: OLTRE si muove in tale direzione. Dietro OLTRE c’è quindi la ferma volontà di far conoscere e condividere nuove idee e riflessioni: visitare OLTRE significherà percorrere un percorso OLTRE l’apparenza, per conoscere - grazie all’arte - nuovi mondi/realtà, per riflettere su noi stessi ed essere più consapevoli: lo spettatore si troverà ad esempio di fronte alla riflessione sulla forza delle donne Andi Kacziba e Kamilia Kard, sull’universo che è dentro noi di Alberto di Fabio e Eracle Dartizio, potrà pensare al rapporto uomo-natura di Daniele Salvalai e Paolo Peroni, alla rappresentazione di sé con gli autoritratti di Francesca Piovesan ed Elisabeth Scherffig, e alla relatività e difficoltà della comunicazione di H.H. Lim e Franco Mazzucchelli”

Parole che puntano alla dimensione europea anche per il Sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa, che osserva come "in un momento storico in cui l’Europa sembra tornare all’idea di confini e divisioni, il Comune di Ivrea è onorato di ospitare una mostra che promuove il dialogo tra Paesi e tra diverse generazioni di artisti"Il Direttore del Museo, Paola Mantovani, aggiunge che "il Museo, in questi primi due anni di attività, ha cercato di offrire mostre di livello internazionale, ricercando la collaborazione di istituzioni culturali prestigiose: in passato, con la Galleria Sabauda e Palazzo Madama. Ora, grazie alla lungimiranza della Fondazione Giorgio Pardi e dell'associazione cramum, il museo eporediese si apre all'arte contemporanea, ospitando artisti che dialogano con le collezioni permanenti del museo".L'Assessore alla Cultura e al Turismo, Laura Salvetti, sottolinea invece "l'importanza di ospitare sul territorio eporediese mostre ed eventi che con il loro respiro internazionale connettono la Città di Ivrea con nuove tipologie di visitatori, contribuendo a quel lavoro di promozione e apertura alla dimensione turistica e culturale che contraddistinguono l'impegno e la programmazione dell'assessorato".
Il Presidente della Fondazione Guelpa, Daniele Lupo Jallà, nel confermare il sostegno economico al Museo e alle sue attività, afferma: “L’attenzione per il contemporaneo rappresenta per un museo come il Garda di Ivrea un’importante apertura da sviluppare in una dimensione di rete con il polo torinese e gli altri centri del Piemonte attivi in questo ambito”.
Grazie al lavoro di Emiliano Biondelli e Sabino Maria Frassà, la mostra è stata arricchita dalla realizzazione di un libro di artista in 300 copie, lungo oltre 5 metri, che ripercorre l’allestimento originario della Mostra a Budapest. Anche questa pregiata pubblicazione sarà esposta nella Mostra.Il progetto OLTRE è un progetto Fondazione Giorgio Pardi & associazione cramum Partner istituzionali: Museo Garda, Comune di Ivrea e Fondazione Guelpa, Istituto Italiano di Cultura a Budapest. Con il Patrocinio di: Ludwig Museum di Budapest, Accademia di Ungheria a Roma, Studio Museo Francesco Messina. Si ringraziano per il supporto e lavoro: Antonio Frassà, Emiliano Biondelli, Ani Molnár Gallery, ACB Gallery, Galleria Raffaella de Chirico, Galleria Renata Bianconi, Edicola Notte, ZooZone, Ari Kupsus Gallery. Info: 20 febbraio– 29 aprile 2016 Museo Civico Garda - Piazza Ottinetti - Ivrea (TO) Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì: dalle ore 9 alle ore 13 Giovedì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14,30 alle ore 18,30 Aperture il primo week end di ogni mese (sabato e domenica) dalle ore 15 alle 19 Vernice 20 febbraio 2016 ore 16,00 Per informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Cultura
Venerdì, 05 Febbraio 2016 15:14

Ibar Cubetto: Drink a -10° nel cuore di Milano

 

L'inverno 2015-2016 ha registrato in tutta Italia temperature sopra la media, e chi sperava in un'abbondante nevicata natalizia, è rimasto con l'amaro in bocca.

Milano ha trovato la soluzione perfetta per tutti gli amanti del freddo: fino al 30 aprile Piazza Liberty ospita l'Ibar Cubetto, un suggestivo locale completamente di ghiaccio in cui sorseggiare drink (o una cioccolata calda per i più freddolosi) a una temperatura di -10 gradi.

 

ibar - gallery - nerospinto

 

Dopo l'esperienza a Expo 2015, Alessandro Rosso Group, in collaborazione con Townhouse Hotel, ripropone nel capoluogo lombardo l'incredibile progetto dell'ice bar, portando temperature polari nel cuore della città.

Per vivere un'indimenticabile esperienza fra i ghiacci, non serve il passaporto: basta indossare l'elegante mantella termica e scegliere uno dei deliziosi cocktail serviti naturalmente in bicchieri di ghiaccio.

L'appuntamento è in pieno centro a Milano: l'Ibar Cubetto vi aspetta dalle 10 alle 21 fino al 30 aprile.

INFO I prezzi dei cocktail variano da 10 a 15 euro. Piazza Liberty (Via San Paolo angolo Via Agnello) Milano

 

 

Beatrice Bellano

La bellezza di una città come Milano è che ti offre infinite possibilità per passare la serata in mille modi differenti. C’è spazio per tutti e si riesce ad appagare i desideri di ognuno. Lunedì sera, per esempio, siamo andati a vedere l’ultimo spettacolo della compagnia Lost Movement, fondata e diretta dal giovane e talentuoso Nicolò Abbatista. “Vissi D’Arte – Balletto per concerto” è stata una piacevolissima sorpresa: gli otto componenti della compagnia, infatti, hanno danzato su musica dal vivo - cosa che, ahimè, in Italia si riesce a vedere molto poco - e sulle possenti corde vocali del soprano Antonella D’Amico e del tenore Damiano Lombardo, che hanno fatto tappa a Milano direttamente dall’Arena di Verona. Sette arie liriche, accompagnate dal pianoforte di Vittoria Primavera, hanno messo in luce il tema centrale di tutta la serata: l’Amore.

Facendo due chiacchere con Nicolò, è emerso che il centro delle sue creazioni è proprio la DONNA, vista come figura portante all’interno di questa frenetica società. Riflessione intensa e interessante, confermata poi da quel che abbiamo visto sul palco.

Le sette arie di opera lirica interpretate dagli artisti avevano come filo conduttore proprio questa approfondita visione della vita. Passando da una romantica “Tu che m’hai preso il cor” e dall’emozionante “O let me weep forever weep” – in cui ho particolarmente apprezzato l’utilizzo scenografico del “filo rosso” che andava a enfatizzare il legame tra tutti i danzatori, rendendolo ancora più forte e dinamico – fino ad arrivare all’intramontabile “Casta Diva”, interpretata egregiamente sia da Antonella D’Amico che dalle danzatrici, brillanti fluide e perfettamente in sintonia tra di loro.

Ogni passaggio era intervallato dal silenzio, in cui si riusciva a sentire il respiro dei danzatori, cosa che rendeva ogni coreografia particolarmente intensa ed emozionante. Il teatro danza incontra la danza contemporanea più tecnica, creando un movimento fluido ed espressivo che racchiude in sé tutto un particolare significato.

L’ultimo quadro è il meraviglioso “Libiamo ne’ lieti calici” dalla Traviata di Giuseppe Verdi: ironica sia nelle espressioni che nei movimenti, così da restare in tema perfettamente con l’ebrezza del brano, questa coreografia giocava moltissimo sulle dinamiche e sui cambi di livello e direzione, cosa che personalmente amo moltissimo.

Uno spettacolo non lunghissimo e decisamente ben riuscito, che con poco – senza grandissime luci, scenografie mozzafiato e costumi da cirque du soleil – è comunque riuscito a tenere alta l’attenzione del pubblico per tutto il tempo, senza pretendere troppo, né annoiare, cosa che di questi tempi è rara.

I Lost Movement, nonostante abbiano soltanto 4 anni di attività alle spalle, vantano già di 2 produzioni affermate che hanno fatto il giro d'Italia (Rossophilia e PopOff) e che a breve torneranno a calcare i nostri palcoscenici.

Lost Movement

Direzione artistica: Nicolo Abbatista

Danzatori: Chiara Borghini, Susanna Pieri, Samuele Arisci, Eleonora Mongitore, Mirta Boschetti, Christian Consalvo, Manuela Colleoni, Giorgia Varano.

www.lostmovement.it

Adele Di Giovanni

Pubblicato in Cultura

Ha inaugurato, giovedì 28 gennaio, la stagione lirica 2016 presso il Pavarotti Milano Restaurant Museum, sito nella spettacolare cornice di Galleria Vittorio Emanuele II. Una serie di concerti, che si terranno ogni giovedì sera dalle ore 22, nei quali si esibiranno tenori, soprani e musicisti della Fondazione Luciano Pavarotti sul palco della Sala Big Luciano.

Cominciate lo scorso anno, le cene con concerto hanno reso questo ristorante-museo un polo del panorama enogastronomico milanese, ma soprattutto di quello culturale. Le serate del giovedì perseguono la missione promossa dallo stesso Pavarotti già con l’evento musicale “Pavarotti and friends”: restituire la lirica al bagaglio culturale di molti e non limitarla unicamente ad un’elite ristretta.

Pavarotti Milano Restaurant Museum nasce da un’idea della moglie Nicoletta Mantovani e Alessandro Rosso (noto per l’ambizioso progetto “Seven Stars Galleria Italia”), con l’obbiettivo di ricordare la gloriosa vita del tenore modenese.

All’interno di un incantevole edificio storico in Galleria Vittorie Emanuele II, a cui si accede tramite gli ingressi in Piazza Duomo 21 e da Via Silvio Pellico 2, le pareti del ristorante ricordano quelle di un museo vero e proprio: citazioni, oggetti, disegni e anche alcuni abiti appartenuti al Maestro, un percorso lungo tutta la sua carriera artistica, accompagnato da un’altra delle sue passioni, la cucina.

Una cena alla carta, elaborata dallo chef Luca Marchini, accompagnata in sottofondo dalle arie più famose cantate da Pavarotti, che propone eccellenti piatti della tradizione emiliana abbinati ad una fine e ricercata cantina di vini.

A dare il via alla stagione concertistica, il 28 gennaio, è stata Elena D’angelo, soprano, sulle note della pianista Claudia Mariano. La cantante lirica, soubrette dal 2004 della Compagnia Italiana D’Operetta, padroneggia un vasto repertorio che comprende, tra le altre, canzoni che vanno dagli inizi del 900 fino agli anni ’50, ma anche musica sacra e musical.

Elena D’Angelo, insieme a Claudia Mariano e Ettore Leccese (tromba), sarà di nuovo sul palco della Sala Big Luciano 31 marzo preceduta, nelle altre serate, da egregi soprani e tenori quali Elisa Maffi, Giuseppe Riveras, Oreste Cosimo, Spero Bongiolatti, Elisa Balbo e Monica Mariani.

Francesca Bottin

 

Pavarotti Milano Restaurant Museum Piazza Duomo 21, Milano http://www.pavarottimilano.com/ La prenotazione è consigliata specialmente per le cene del giovedì

Primavera 2016

04 febbraio – Elisa Maffi. Soprano

11 febbraio – Giuseppe Riveras. Tenore

18 febbraio – Oreste Cosimo. Tenore

25 febbraio – Spero Bongiolatti. Tenore

03 marzo – Elisa Balbo. Soprano

10 marzo – Elisa Maffi. Soprano

17 marzo – Monica Mariani. Soprano

24 marzo – Elisa Maffi. Soprano

31 marzo – Elena D’Angelo. Soprano, Claudia Mariano. Pianoforte, Ettore Leccese. Tromba

 

Pubblicato in Food

Per chi ama i film di genere e anche per quelli che preferiscono i film di autore l’ultima pellicola di Quentin Tarantino non può deludere. Anche perché i cliché ci sono tutti, dal cacciatore di taglie al confederato razzista e incavolato. E poi c’è la neve, il freddo, le montagne ostili e incantevoli del Wyoming, l’emporio classico targato USA e le pallottole fischianti.

Ah Quentin quanto ci sei mancato!

Essere geniali significa appunto trasformare tutto quello che è ormai banale e superato in un lavoro cinematografico convincente e appassionante dove anche la protagonista femminile invece di indossare pizzi, merletti e cuffiette ottocentesche indossa quattro stracci comodi e informi e ha i capelli da pazza indemoniata. E così anche la sceneggiatura più normale che mette insieme otto furfanti americani con storie personali e segreti inconfessabili diventa una vera e propria drammaturgia dove, in un gioco di specchi realizzato dall’uso sapiente della macchina da presa, i protagonisti si cambiano di posto e di importanza nello scorrere della pellicola.

The Hateful Eight infatti racconta l’incontro e lo scontro tra otto personaggi che, ben lungi dall’essere in cerca di un autore, si prodigano e lavorano per nascondere ognuno di loro la vera identità e che il cammino per raggiungere l’agognata Red Rock sarà una vera impresa.

Siamo a pochi passi dalla fine della guerra civile e una diligenza è costretta a fermarsi nel cuore del Wyoming a causa di una tempesta di neve. Il cacciatore di taglie John Ruth e la sua prigioniera Daisy Domergue sono attesi nella città di Red Rock dove Ruth, noto da quelle parti come “Il Boia”, porterà la donna dinanzi alla giustizia, riscuotendo una taglia di 10.000 dollari. Lungo la strada incrociano due uomini che si uniscono a loro. Ma la tempesta infuria ed i quattro saranno costretti a fermarsi per cercare rifugio presso un emporio dove ad accoglierli troveranno altri quattro sconosciuti.

Se qualcuno dovesse sentire la eco di Django Unchained non si sbaglia, perché il buon, vecchio Quentin dopo qualche esperimento non molto riuscito con attori solo famosi si è ricordato di saper fare ancora i western e pur se anche "The Hateful Eight" ha un cast invidiabile di grandi nomi possiede parimente una bellezza e una forza artistica che riappacifica Tarantino con i suoi fan più fedeli. Ciliegine sulla torta di una pellicola già convincente la straordinaria fotografia di Revenant e la splendida colonna sonora di Morricone. Un film assolutamente da andare a vedere.

Antonia del Sambro

 

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 03 Febbraio 2016 13:14

BOMAKI: Un delizioso mix nippo-brasiliano

Il trend che ha ormai conquistato il capoluogo meneghino è un delizioso mix di cucina giapponese e brasiliana, e Bomaki, l'uramakeria di Milano, ha deciso di triplicare la sua presenza in città.

Si fa in tre e conquista le zone più alla moda di Milano: corso Sempione, Garibaldi e Marghera. Tante sono le novità per gli affezionati e per i curiosi, senza dimenticare il must di Bomaki: il burrito rivisitato in chiave orientale.

 

Bomaki di Via Sanzio Bomaki di Via Sanzio

 

Il menù è ricco, sa combinare due gustose culture conquistando i palati senza far piangere il portafogli: per otto squisiti roll bastano una decina di euro e la scelta include salmone, tonno, gamberi in tempura, branzino, granchio, astice, gamberi rossi di Sicilia, capesante e c'è anche una proposta vegetariana. Per chi volesse accompagnare gli ottimi piatti dall'anima nippo-brasiliana con un drink colorato, una birra o un frullato, i prezzi vanno dai 4 ai 7 euro.

L'ideatore di questo incredibile mix di successo è lo chef Jeric Bautista, che sa abbinare delizie in costante evoluzione alla cortesia dello staff.

Il nome del locale deriva da una combinazione di due termini: uno portoghese (bom, che significa buono) e uno giapponese (maki, il tipico roll della cucina nipponica). Bomaki ricorda uno dei ristobar in stile giapponese che si possono trovare nelle grandi città brasiliane, da Rio de Janeiro a Sao Paulo e la sua proposta culinaria fa venire l'acquolina in bocca solo sfogliando il menù.

Crepes di soia al salmone, pollo o picanha grigliata con guacamole, jalapeno o cheddar cheese sono solo alcune delle delizie che prepara lo chef Jeric Bautista. Ma anche inediti temaki con tonno maracuja (tartare di tonno, insalata e salsa maracuja), salmone e tartufo (salmone, avocado, Philadelphia e carpaccio di tartufo) o salmone al mango (cubetti di salmone, avocado, insalata, mango e salsa al mango). I palati più fini saranno conquistati dalla tartare ceviche, una fresca variante di crudi da lasciare a bocca aperta (polipo, branzino, gambero rosso di Sicilia, pomodoro, mango, cipolla rossa e coriandolo). Ma fra le righe del menù è possibile scovare ogni sorta di roll: dal tonno teriyaki (con carpaccio di tonno scottato, gamberi in tempura, spicy cream, avocado, teriyaki) al salmone tobiko (tartare di salmone, insalata, mango, avocado e crema di mango), dal branzino ceviche (con dadolata di branzino marinato, lime, zenzero, coriandolo, cipolla rossa, gambero in tempura) al granchio e tonno (granchio intero fritto, carpaccio di tonno e maionese), fino agli speciali come l’astice gratinato (astice alla fiamma, gambero in tempura, avocado, tobiko, salsa teriyaki, maionese).

Mix di uramaki Mix di uramaki

 

Burrito spicy salmon Burrito spicy salmon

Inoltre molti di questi curiosi mix possono essere gustati anche sotto forma di temaki (a partire da 6€), mentre ai più esigenti Bomaki propone il sashimi exotic (dodici pezzi di pesce misto con salsa di gazpacho al mango e passion fruit), il carpaccio flambè (tonno, branzino o salmone scottato con salsa ponzu, olio d’oliva e sesamo) o il mix di involtini di gamberi (in salsa dolce, piccante e curry).

Per i più golosi anche qualche dolce tipico brasiliano come il tris di brigadeiros (cioccolato fondente, bianco e al latte), il quindim (crème caramel al cocco) o le cheesecake al mango o al maracuja. Il coperto a 1€ comprende anche acqua naturale o frizzante in brocca gratuita.

Panna cotta al mango Panna cotta al mango

 

Bomaki è l'ideale per degustare innovativi uramaki, ma anche per un veloce aperitivo o per una cena leggera in compagnia di un sorso di favolosi cocktail (caipirinha, caipiroska e speciali mojito al limone, alla papaya, all’ananas, ai frutti di bosco, alla fragola, al maracuja, al mango e alla goyaba). Le pareti con ceramiche azulejos e le colorate carte da parati che ricordano la vegetazione brasiliana sanno creare l'atmosfera perfetta prima di avventurarsi nella movida milanese.

Ognuno dei tre locali ha una sua peculiarità: se in Largo la Foppa si trova un intimo soppalco e un dehors per cenare sotto gli archi che si affacciano sulla movimentata nightlife della zona, in via Sanzio è possibile ammirare uno splendido murales, opera dell’artista poliedrico Riccardo Poli.

La deliziosa e innovativa cucina di Bomaki è aperta dalle 12:30 alle 15 e dalle 19:30 a mezzanotte e aspetta solamente di essere assaggiata.

INFO: www.bomaki.it Servizio wi-fi disponibile. E' caldamente consigliata la prenotazione.

BOMAKI SEMPIONE: C.so Sempione 10 20154 – Milano Tel. 02 33603346

BOMAKI FOPPA: Largo la Foppa 1 20121– Milano Tel. 02 39663308

BOMAKI SANZIO: Via Raffaello Sanzio 24 20149 – Milano Tel. 02 39563318

 

Beatrice Bellano

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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