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Nessun posto è come casa. "Them" è la serie tv horror antologica evento dell'anno, da vedere assolutamente su Prime Video, nata dal creatore di successo Little Marvin e dall'executive producer Lena Waithe

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È in arrivo a maggio su Amazon Prime Video l’attesissima limited series Amazon Original "The Underground Railroad", del Premio Oscar Barry Jenkins, basata sul’omonimo romanzo premio Pulitzer di Colson Whitehead

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Non rendere mai l'arma il bersaglio. Da oggi 4 febbraio 2021 è disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video "ANNA", il nuovo film di Luc Besson che, dopo Nikita, torna con un action movie mozzafiato. Protagonisti sono Sasha Luss, il premio Oscar Helen Mirren, Cillian Murphy e Luke Evans

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Inseguendo qualcosa di reale. Scritto e diretto da Mike Cahill, venerdì 5 febbraio 2021 arriva su Prime Video "Bliss", il nuovo film sci-fi Amazon Original con protagonisti Owen Wilson e Salma Hayek

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Una sfida fra dieci comici professionisti che dovranno restare seri provando, contemporaneamente, a far ridere i loro avversari: è "LOL: Chi ride è fuori", il nuovo comedy show Amazon Original Italiano in uscita su Amazon Prime Video nel 2021

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Buon 2021! Su Amazon Prime Video tante novità in arrivo: dalla terza stagione di "American Gods", la serie che racconta le gesta dei Vecchi e Nuovi Dei, fino a "One Night In Miami", il film di Regina King presentato alla 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

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Un dicembre ricco di novità per Amazon Prime Video, tra serie tv, show originali Amazon e nuovi film originali in esclusiva. Ecco quelle da non perdere assolutamente

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Adolescente. Spia. Eroe. Tratta dai romanzi best seller di Anthony Horowitz, esce oggi 12 novembre oggi su Amazon Prime Video "Alex Rider", la serie tv Amazon Original su una spia adolescente

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Bisogna essere molto cinefili per amare i lavori di Carax e non perché sono intrisi di movimenti di macchina antichi e superati né perché il regista è un cineasta alla vecchia maniera, quella che ricorda le opere cinematografiche dei maestri del cinema del Novecento.

 

 

 

 

Ma perché le storie in immagini che racconta Carax scrollano gli spettatori dal tutto già visto a cui sono stati abituati negli ultimi decenni e li portano a pensare che il buio della sala cinematografica non serve per dormire o distrarsi con il cellulare ma ancestralmente è ancora il luogo deputato all’onirico dell’intelletto.

Così quando si guarda Holy Motors, ultima fatica del genio filmico di Leos Carax ci si stupisce e ci si delizia insieme. La trama confusionaria in maniera ordinata induce lo spettatore a chiedersi come mai bisogna perennemente indossare una maschera ed essere sempre qualcun altro in questo mondo.

E non solo nella nostra società contemporanea ma quasi sempre nella storia dell’umanità.

Le molteplici personalità assunte dal protagonista della storia Monsieur Oscar sono un omaggio alla creatività e insieme una condotta di vita che dalle maschere della commedia dell’arte fino ai personaggi del cinema muto non hanno mai mancato di sottolineare la necessità dell’uomo di nascondersi e camuffarsi a seconda della necessità del momento.

Per questo, alla fine, Monsieur Oscar è un uomo solo.

Un attore triste che interpreta ruoli affascinanti e meravigliosi ma che finiscono irrimediabilmente per nascondere la sua vera identità.

Perché in Holy Motors il leit motiv è appunto celarsi continuamente agli altri. Così come fa l’unico essere umano del film che ha contatti stretti con il protagonista, ovvero la sua autista, una affascinante e misteriosa donna bionda di cui anche lo stesso Oscar non sa praticamente nulla.

La genialità della narrazione filmica si basa appunto su questo particolare che rende speculari Celine e Oscar in un gioco di maschere e trasposizioni dove nessuno è mai ciò che appare.

Holy Motors è l’essenza del cinema tradizionale, primitivo ed essenziale.

Un viaggio nel passato per tutti i cinefili più convinti e pervicaci e una straordinaria scoperta per i nuovi spettatori che possono così scoprire la finzione cinematografica più pura.

 

 

Antonia del Sambro

 

 

 

 

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Che fatica il rifacimento di pellicole mitiche! Massimo Venier se lo sarà detto mille volte quando ha pensato di riproporre in chiave moderna una delle commedie più riuscite e divertenti di Dino Risi.

Eppure armato di coraggio e di buoni propositi ce l’ha messa tutta e, a suo modo, ha ri-confezionato Il Vedono, anno 1959, in un film moderno e attuale chiamando a interpretare il ruolo della moglie ricca e dominatrice la Lucianina nazionale e volendo come marito succube ma di belle speranze, Fabio De Luigi. E per le nuove generazioni la pellicola potrebbe anche avere un senso e funzionare meravigliosamente. I due attori contemporanei sono bravissimi, divertenti, calati alla perfezione nella parte e molto credibili. La Littizzetto con chignon e tailleurini su misura incarna benissimo la ricca sciura imprenditrice e altezzosa, e De Luigi è magnifico nel ruolo del marito vessato, vanesio, impacciato ma adorabile e se io avessi qualche anno in meno direi che Aspirante vedovo si candida ad essere uno dei film più divertenti di questa fine anno.

Il fatto è che io, come molti altri italiani, conosciamo quasi a memoria il vecchio film di Dino Riso che oltre ad avere una sceneggiatura originale ha come protagonisti due “mostri sacri” del nostro cinema, i più bravi, due attori premiati e consacrati anche dal cinema internazionale e allora i paragoni e i confronti non solo sono inevitabili ma nascono davvero spontaneamente.

La pellicola del 1959 ha come protagonisti, appunto, Franca Valeri, che il ruolo della sciura milanese l’ha praticamente inventato e portato al cinema, che è passata con nonchalance assoluta dal teatro al grande schermo, alla televisione e poi ancora al teatro trasformando in oro tutto quello che toccava e da nientedimeno che Alberto Sordi, cioè la storia della commedia italiana, l’attore per antonomasia, il piacione sfigato ma adorabile.

Pertanto, tutto il talento, la bravura, la versatilità di Luciana Littizzetto e di Fabio De Luigi non possono bastare, è evidente. Non fosse altro che per quanto si impegnano sullo schermo quei ruoli sono già stati interpretati da altri e in una maniera così sublime che neppure un miracolo potrebbe far reggere il paragone. E infatti non è questa la strada.

Aspirante vedovo di Venier va visto perché ha un senso sociale e umano comunque attuale, quello che il regista mostra sullo schermo è la nostra Italia, il Paese del 2013 dove gli arrivisti continuano a mietere successi e tutti gli altri vanno dietro con il fiatone per poter raccogliere solo le briciole.

Il film di Massimo Venier va visto perché è divertente e fatto bene a prescindere da tutto e perché è inquietante e di grande sgomento comprendere quanto in Italia non sia mutato granché dal 1959.

Ultima considerazione, Aspirante vedovo come il film originale pone all’evidenza dello spettatore non solo una trama dove la ricca e potente signora sottomette il marito spiantato e di bell’aspetto ma il perenne conflitto di maschi contro femmine e viceversa. Un film visto e rivisto anche nella vita reale di ogni giorno e per questo assolutamente da rivedere anche sul grande schermo.

 

 

 

 

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