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Osteria del Ponte: cucina milanese in una cascina country chic a Trezzano sul Naviglio

A Trezzano sul Naviglio, alle porte di Milano, c’è un grazioso ristorante dal sapore country chic nascosto in un’antica cascina ricca di storia: si chiama Osteria del Ponte ed è figlia della stessa famiglia di Antica Osteria Il Ronchettino, che continua fieramente a farsi portavoce della milanesità, tra storia e cucina.

Siamo alle porte di Milano, nel piccolo paese appoggiato sulle sponde del naviglio Grande: Trezzano sul Naviglio. Qui nasce l’Osteria del Ponte, sorella del Ronchettino, alla periferia sud di Milano, che rappresenta insieme a questa la sintesi di una tradizione familiare che dal 2001 interpreta a tavola un’orgogliosa milanesità.

Staff

Attraverso una cucina tradizionale, di quelle semplici ma mai banali, trasmessa di generazione in generazione, che contempla ricette custodite gelosamente e tramandate di madre in figlia. Esattamente da mamma Wanda (una buona cuoca di casa conosciuta da tutti come la “Sciura Meazza”) alla figlia Patrizia Meazza, anima e colonna portante dei due ristoranti, che da qualche anno può contare sull’aiuto dai suoi due figli, Alessia e Francesco Angelillo. Devoti alla milanesità di tradizione, ma vogliosi di imprimere un twist giovanile al menu e alla carta dei vini di Osteria del Ponte.

Il Ronchettino

Entrando al Ronchettino, si respira la storia di Milano. L’ambiente è caldo e accogliente, complici i mattoni a vista, le stufe a legna, i mobili d’epoca e gli arredi antichi. E si compone di due ali, una con spazi più ampi, i cui interni si sviluppano in 3 sale, e l’altra con spazi più contenuti, in un saliscendi di salette più intime dal sapore shabby chic.

Sala

Le prime testimonianze legate alla sua esistenza, come bottega storica, risalgono al 1929. Pare che il nome tragga origine dallo zoccolo rotto - appunto il “ronchetto” - di Napoleone, che nel 1600 vi si sarebbe fermato per pernottare. Qui, infatti, sorgeva originariamente una stazione di posta dove venivano ferrati i cavalli e, successivamente, una panetteria, poi una macelleria, infine una trattoria con annessa bocciofila.

Quando, all’inizio degli anni Novanta, l’attività viene rilevata dalla famiglia Angelillo, quello che all’epoca era un bar-paninoteca viene trasformato in un locale di successo, teatro di spettacoli di cabaret ad opera anche di artisti noti.

Sale 2

L’aspetto ludico sembra prevalere su quello della ristorazione, ma è l’entrata in scena di Patrizia, quasi 20 anni fa, a cambiare le carte in tavola. Con lei, la pittoresca cascina seicentesca alle porte di Gratosoglio cambia direzione e si trasforma in una tipica osteria milanese. Il menù, a dir poco confusionario, senza né capo né coda, cede il passo a una cucina “di casa”, espressa con piatti tradizionali come i mondeghili, la cassoeula, la trippa alla milanese con fagioli borlotti, i risotti e la cotoletta, che Patrizia aveva imparato a cucinare dalla mamma Wanda.

Il Ronchettino diventa così in poco tempo un indirizzo di riferimento per gli amanti della cucina milanese.

La cucina del Ronchettino

Il menù consta di una parte fissa (stagionale), che cambia ogni 4 mesi e che punta sulla storicità della cucina milanese. Tutto, ovviamente, è rigorosamente fatto in casa. Tra i piatti signature: il risotto con ossobuco di vitello in gremolada; la cotoletta, esclusivamente di vitello pregiato, nella duplice versione “Orecchia d’Elefante” o “Imperiale”, la più grande di Milano (circa 2 kg), porzionata direttamente al tavolo come se fosse un pesce; il fritto misto, comprendente animelle, cervella e mondeghili, fritti in burro chiarificato e più piccoli rispetto a quelli della tradizione, ma di gran lunga più morbidi, cremosi e succulenti.

Accanto ai piatti iconici, ci sono le proposte “fuori menù” (ribattezzate “Fuori Milano”) realizzate con prodotti freschi scelti dallo chef Federico Sisti (romagnolo, classe 1981) sulla base della periodicità del mercato oltre che della sua formazione e del suo estro creativo. In sala, a “coccolare” gli ospiti, ci sono Diego Ramponi, maître di lungo corso, e Diego Laguzzi, sommelier e formatore ONAV, pronto a suggerire la bottiglia più adatta in una “divertente” selezione al bicchiere.

L’Osteria del Ponte

Nel maggio del 2018 Patrizia e i suoi figli prendono in gestione la cascina, di proprietà della famiglia Salterio, aprendo di lì a qualche mese l’Osteria del Ponte. Anche qui si nasconde una storia millenaria.
Il luogo nasce come castello intorno al 1380 e si narra poi che, intorno al 1500, fosse stato riconvertito a monastero. Testi storici rivelano alcuni passaggi (1480) di Ludovico Maria Sforza, detto Il Moro, che spesso e volentieri si sarebbe fermato qui a pernottare quando transitava da queste parti per raggiungere le sue terre di caccia nel Pavese.

Interni

Con l’inizio della gestione della famiglia Angelillo, l’Osteria del Ponte ha subito una grande ristrutturazione, rispettosa però della storia millenaria del posto. Lo stile ricorda quello del Ronchettino, con mattoni a vista ripuliti dell’intonaco per far risaltare la struttura antica, mentre al piano superiore sono stati mantenuti, dove possibile, i pavimenti originali in cotto.

L’arredamento provenzale e lo stile shabby chic rendono la cascina versatile e adatta a qualunque occasione, dal pranzo in famiglia alla cena romantica di coppia, dal business meeting alla festa di compleanno, fino al matrimonio.

Cascina

La cucina di Osteria del Ponte

Il cuore della cucina dell’Osteria del Ponte è sempre la tradizione gastronomica milanese con le storiche ricette di Patrizia Meazza. L'Executive Chef della casa è il rodigino Simone Zanon, 34 anni, di cui 15 trascorsi ai fornelli. Che oltre proporre i grandi classici della tradizione, esprime il suo estro creando alcuni fuori menù, ribattezzati “Oltre il Ponte”, che tradiscono le sue origini venete. Come la parmigiana di biete e coste e lo gnocco ripieno di faraona servito con salsa “peverada” (realizzata con soppressa e interiora di pollo).

Risotto

I piatti cucinati da Zanon sono semplici, ma preparati nella maniera giusta e con i tempi giusti (gli gnocchi, ad esempio, necessitano di una preparazione di tre giorni), usando sempre prodotti di qualità, selezionati e ricercati, acquistati da piccoli fornitori. Le paste fresche sono autoprodotte, così come il pane, i grissini e i dolci, realizzati senza l’utilizzo di semilavorati. A guidare la sala, invece, c’è Enrico Nicifero, che spesso e volentieri è solito intrattenere gli ospiti con interessanti racconti sulla storia del posto, di cui si considera un grande conoscitore.

Cotoletta

Osteria del Ponte
via Vittorio Veneto, 22 - Trezzano sul Naviglio (MI)
Tel. 02.4455637
www.osteriadelponte.it

Antica Osteria Il Ronchettino
Via Lelio Basso, 9 - Milano
Tel. 342.5643955
www.ronchettino.it

Photo Credits: Fusillo Lab

Martina Zito

Lucana di nascita, casertana per 16 anni e milanese d'adozione da 3.
Sono cresciuta a pane e libri, per cui le tre cose a cui proprio non posso rinunciare sono, nell'ordine: mangiare, sguazzare tra le parole, e bivaccare sul divano.
Pignola (sempre), pessimista (quasi sempre), chiacchierona (quando voglio)

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