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Lunedì, 08 Settembre 2014 13:41

Il Festival Mito 2014 celebra i Pink Floyd

Per l'ottavo anno consecutivo le città di Milano e Torino si sono impegnate a organizzare il Festival MITO SettembreMusica, che offre ai cittadini la possibilità di fruire – a prezzi molto accessibili – della miglior produzione musicale, con interpreti provenienti da decine di Paesi.

 

 

Nerospinto segnala un incontro riguardante uno dei pesi massimi della musica mondiale, i Pink Floyd. Lunedì 9 settembre, alle ore 21.30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, MITO propone una vera e propria lezione musicale con i critici Gino Castaldo e Ernesto Assante per approfondire l’epopea quasi cinquantennale della prima band che è andata oltre l’aspetto sonoro dei propri brani e spettacoli, per offrire al pubblico non solo dischi e concerti, ma esperienze totalizzanti e spiazzanti.

La scelta caduta sul gruppo inglese non è casuale. L’evento di MITO fungerà infatti da traino per la retrospettiva “The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains”, che sarà inaugurata presso la Fabbrica del Vapore. Curata da Aubrey Po Powell, The Pink Floyd Exhibition è la prima mostra autorizzata ufficialmente dai superstiti Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, che hanno scelto per il debutto mondiale del progetto antologico la città di Milano.

Un viaggio multimediale tra video, audio e memorabilia che prende il via con le prime prove dell'incontro tra Roger Waters e Syd Barrett, nei primi anni Sessanta, tocca gli album fondamentali (a quarant'anni da “The Dark Side of the Moon”) e si chiude con “The Division Bell” e lo scioglimento del gruppo nel 1995. Non mancano in mostra parti di scenografie che hanno segnato un'epoca e un modo di fare spettacolo, come i maiali volanti di The Wall o i gonfiabili del leggendario concerto nella laguna di Venezia nel 1989.

L’apertura era inizialmente prevista per il 19 settembre. Attraverso un comunicato, l’ufficio stampa dell’evento ha informato che la mostra è stata rinviata “a causa di ritardi del piano di produzione. Il complesso allestimento della mostra secondo gli standard previsti ha inevitabilmente reso impossibile il rispetto dei tempi. La vendita dei biglietti è, per il momento, sospesa”.

Il comunicato non indica la nuova data di apertura ma invita a seguire l’account Twitter della mostra per aggiornamenti in tempo reale.

Nel frattempo, per ingannare l’attesa possiamo gustare l’antipasto che MITO offre.

 

INFO

MITO

 

Tel. +39.02.884.64725

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Ufficio Stampa

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Biglietti

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Proposte artistiche

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Redazione Web

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Pink Floyd – Their Mortal Remains

Twitter

@PFExhibitionIT

 

Ufficio Stampa

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Organizzazione

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La creazione è un enigma. Spesso non nasce da un'unione, ma da una mancanza, da un buco nero che scava l'anima e rende l'uomo, l'artista, vulnerabile, ferito, un anima nera che si nutre di un fantasma, una presenza che aleggia nell'aria, ma che per qualcuno non è mai esistita.

Per Roger Waters quel fantasma era quello del padre morto nella guerra mondiale quando aveva solo 5 mesi. Eric Fletcher Waters apparteneva alla Compagnia Z, travolta dai cingolati tedeschi in uno spicchio di campagna italiana ai bordi di un fiume che specchiava il sole nato una mattina di febbraio nell'anno 44. Un corpo mai ritrovato, un'anima sacrificata alla sporca guerra, un corpo dimenticato nell'oblio della storia.

Un dolore enorme, quello del bassista dei Floyd, che sublimato ha generato capolavori della musica  contemporanea, fiori splendidi, dolorosi e cupi. Come testimonia la canzone When the tigers broke free che apre il film The Wall (ma che non comparì nell'album), dedicata al padre scomparso, che tradotta fa più o meno così:

 

E il vecchio Re Giorgio mandò alla mamma una lettera

quando seppe che papà era morto

era, ricordo, sotto forma di pergamena,

con la foglia d'oro e altro

ed io la trovai un giorno

nascosta in un cassetto di vecchie fotografie

ed i miei occhi si inumidiscono ancora a ricordare

Sua Maestà firmò

con il suo sigillo di gomma

L'oscurità avvolgeva tutto

quando le tigri irruppero ardite

e nessuno della Compagnia Reale Fucilieri C sopravvisse

furono tutti abbandonati

la maggior parte di loro morti

gli altri morenti

ed è così che l'alto comando

portò il mio papà via da me

 

La storia spesso è crudele, spietata, ma dagli epiloghi imprevedibili e inaspettati. Ora le domande si placano, trovano risposta. Roger Waters ha scoperto dove e come sparì il sottotenente Eric Flechter Waters grazie alla lungimiranza di due persone. Una è il superveterano dell'esercito britannico Harry Shindler, indomito 93enne, trapiantato a Porto d'Ascoli, uno che da 25 anni si preoccupa con rara dedizione di dare una identità a corpi senza nome, di ricostruire piccole-grandi storie lacerate dall'oblio.

L'altro è il suo amico Emidio Giovannozzi, già responsabile della libreria Rinascita di Ascoli Piceno, demiurgo della piccola casa editrice indipendente Librati. Il vulcanico librario e il vecchio veterano, un sodalizio che è riuscito a stanare e riportare alla luce ricordi di un attimo congelato, una bomba che esplode e poi il silenzio, l'oblio.

 

Waters non aveva mia rinunciato a scoprire l'epilogo, a dare un colore alla memoria, a colmare quel buco nero. La svolta arriva dopo il ritrovamento di Herry del diario di guerra del comandante del plotone di cui faceva parte il padre di Roger. Subito dopo il certosino lavoro di Giovanozzi ha dato i suoi frutti: incroci tra mappe dell'epoca, ricostruzioni e pazienza. Finalmente qualcuno ha individuato il luogo esatto in cui Waters padre perì sotto il fuoco nemico.

 

Un fazzoletto di campagna al bordo di un torrente nel territorio del Comune di Aprilia. Proprio dove  verrà collocata una targa in memoria di Eric Fletcher Waters e di tutti i caduti alleati dei quali non sono mai state trovate le spoglie. E sulla riva di quel torrente, il prossimo 18 febbraio ci sarà anche Roger. Lo ha promesso al suo nuovo amico Harry al quale ha donato una poesia. Questa.

 

Quando il vento falcia le messi/

E gli uomini validi cadono/

E i bimbi impauriti e increduli si rannicchiano nelle braccia tenere delle madri/

A proteggersi dalla lama incurante dei banditi/

Mio padre, ora distante/

Ma vivo, e caldo e forte/

In una bruma uniforme tabacco/

Parla./

Figlio mio, dice./

Non opporti al dolore del tuo lutto/

Ma affilane e appuntane la lama./

Che /

Tu non sfugga mai/

Obnubilato, crudele,/

A sfide ardue da sostenere./

Che prezzo ha un figlio?/

Quale?/

Il tuo o il mio?/

Questo a casa?/

L’uccellino implume che ingolla scodelle di vermi di pasta/

Oppure/

Quello in tv, morto e sgranato in qualche fosso dei Balcani/

Non riuscire a capire che il lutto di altri padri/

Nega i legami forgiati in sangue filiale/

E il vessillo lucente passato da uomo a bambino/

Al posto d’onore, forte, privo di meschinità e  rancore./

Quindi/

Raccogli le tue lacrime, dice mio padre/

Raccogli in una coppa quella medaglia di sale/

Sgorga da un unico fiume/

Su quel fiume figlio mio/

Mi sono giocato la vita.

Pubblicato in Musica
Mercoledì, 26 Giugno 2013 17:18

Bellagio summer live music 2013

Un’estate a ritmo rock sul Lago di Como con la seconda edizione di musica live al Libe Music Club di Bellagio.

Bellagio accoglierà per la seconda stagione estiva il “Bellagio summer live music 2013”: i mercoledì del LiBe all’insegna della musica nella splendida cornice del Lido di Bellagio. Da mercoledì 26 giugno a mercoledì 14 agosto, rinomate Tribute Band si alterneranno sul palco del LiBe per regalare emozioni ai comaschi e ai turisti che ogni estate arrivano sul bellissimo Lago di Como.

Il Comune di Bellagio in collaborazione con il Lido, sotto la direzione artistica della giovane realtà comasca News-Eventicomo Relazioni Pubbliche, ha deciso di proporre una rassegna di concerti tributo a band italiane ed internazionali totalmente gratuiti per il pubblico! La location del Lido, con il patrocinio del Comune, accoglierà tributi italiani: da Vasco ai Negramaro, da Max Pezzali & 883 a Ligabue fino ai Litfiba.

Non mancheranno grandi tributi internazionali per un pubblico straniero: dai Pink Floyd ai Pearl Jam fino a Bon Jovi. Le band che si esibiranno a Bellagio sono tribute band conosciute ed apprezzate, non solo sul territorio comasco, ma anche in tutta Italia e in Europa come i New Jersey considerati il tributo europeo a Bon Jovi! L’estate musicale del Lido di Bellagio si prospetta molto interessante!

CALENDARIO CONCERTI

GIUGNO 2013

Mercoledì 26 giugno

LA COMPAGNIA DEL BLASCO, tributo a Vasco Rossi

 

LUGLIO 2013

Mercoledì 3 luglio

LO STRANO PERCORSO, tributo a Max Pezzali & 883

 

Mercoledì 10 luglio

NEGRABAND , tributo ai Negramaro

 

Mercoledì 17 luglio

EFFETTO LIGA, tributo a Ligabue

 

Mercoledì 24 luglio

MIGHTY DOGS, tributo ai Pearl Jam

 

Mercoledì 31 luglio

DESMOG, tributo ai Pink Floyd

 

AGOSTO 2013

 

Mercoledì 7 agosto

NEW JERSEY, tributo a Bon Jovi

 

Mercoledì  14 agosto

DOCTOR M, tributo ai Litfiba

 

 

 

Pubblicato in Onstage

Musicava in immagini Il grafico fondatore di Hipgnosis, deceduto per un cancro a 69 anni.

 

Quando ancora le copertine erano opere d'arte, c'era lui, Storm Thorgerson, fotografo e grafico autore della maggior parte delle memorabili cover dei Pink Floyd, e quelle di molte altre grandi band. Uno stile unico, un inconfondibile marchio di fabbrica. Avere tra le mani un artwork di Thorgerson, fatto di copertina, retrocopertina, interno e disco, significava entrare in un mondo surreale, dai rimandi artistici precisi (c'è tanto dell'estetica visionaria di Man Ray nei suoi lavori), vasi di pandora che scoperchiavano mondi onirici tra lo stupore, il sogno e l'incubo.

 

La spiaggia sconfinata con i letti che creavano un fiume nella copertina di “A momentaru laps of reason”; la famosa stretta di mano di “Wish you were here”, enigmatica e inquietante; “Ummagumma” una foto dei Floyd che si ripete in un gioco di scatole cinesi, o, se preferite, di ricorsività. Il maiale volante di “Animals”, la mucca di “Atom Heart Mother” e tutte le altre. Una completa sintonia con la visione artistica dei Floyd che Thorgerson “musicava” in immagini.

 

Il suo tocco surreale fece scuola anche al di la del clan dei Floyd. Lo chiamarono a realizzare copertine anche Led Zeppelin, Black Sabbath, Scorpions, Genesis e più recentemente Dream Theater, Cranberries, Audioslave, Megadeth, Offspring e Muse.

 

Così dichiarò in un'intervista recente: “La cosa più interessante, dal mio punto di vista, è il fatto che con le copertine dei dischi intere generazioni di ragazzi sono entrate in qualche modo in contatto con il mondo dell’arte visuale, con la grafica, la pittura e la fotografia”.

 

GALLERY

 

Scorpions, Lovedrive (1979)

 

Pink Floyd, wish you were here (1975)

 

Pink Floyd, The Dark Side of The Moon (1973)

 

Pink Floyd, Delicate Sound of Thunder (1988)

 

Pink Floyd, A Momentary Lapse Of Reason (1987)

 

Pink Floyd, Ummagumma (1969)

 

Pink Floyd, Animals (1977)

 

Peter Gabriel, Peter Gabriel, (1977)

 

Muse, Absolution (2003)

 

Led Zeppelin, Houses of the Holy, (1973)

 

Dream Theater, Falling into Infinity (1997)

 

Cranberries, Bury the Hatchet (1999)

 

 

Pubblicato in Cultura

Il 12 e 13 aprile alle ore 21.00, al Teatro della luna di Milano una grande orchestra composta da oltre settanta elementi della Compagnia Rockopera riproporrà ‘The Wall’, uno degli album più significativi dei Pink Floyd.

Uscito nel 1979, è l’undicesimo disco prodotto dalla band e esprime l’alienazione e la follia quotidiana, formando insieme a ‘The dark side of the moon’ e ‘Wish you were here’ una specie di triologia.

Pink è il protagonista dei brani, è un artista, che deve affrontare avvenimenti tragici come la morte del padre, la vita da rockstar, il divorzio dalla moglie … , e cerca protezione dietro un muro psicologico che però lo soffoca portandolo alla follia. Le canzoni raccontano tutte le tappe della sua esistenza, e si conclude con la ballata ‘Outside the wall’, una poesia che spiega quanto sia difficile restare sani di mente.

Le stesse tematiche sono riproposte nel film ‘Pink Floyd The Wall’ di Alan Parker, uscito nel 1982, che a trenta anni di distanza dimostra come la solitudine, l’alienazione e la contraddizione siano ancora problemi attuali che si fondono con i rapidi cambiamenti della nostra epoca.

Non perdete questo spettacolo, originale e suggestivo, che fonde le originali atmosfere e sonorità dell’album con la dimensione orchestrale, supportato dalla regia video in diretta su grande schermo che aggiunge emotività, avvicinando il pubblico alla performance dei musicisti.

I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del Teatro della Luna (Mediolanum Forum di Milano/Assago) o nei punti vendita TicketOne a partire da 24 euro.

 

www.rockopera.it/

 

Teatro della Luna

Via Giuseppe Di Vittorio 6

Assago (Milano)

Pubblicato in Musica

Ha compiuto 40 anni (pubblicato in UK il 24 marzo 1973) e continua ad essere il disco più popolare della storia della musica: 1.600 settimane nelle classifiche mondiali e 89 milioni di copie vendute. 30 anni di permanenza nelle classifiche degli album in UK. Un americano su 12 lo ha comprato nell’ultimo ventennio. I numeri impressionanti contribuiscono ad alimentare la leggenda. Ma ci sono degli elementi oggettivi che rendono questo disco “Il disco” dei Floyd. Le canzoni: "le migliori che avessimo mai scritto" disse una volta il compianto tastierista Richard Wright, "canzoni che parlano dello stress e dell'alienazione della vita moderna, cose in cui si possono rispecchiare milioni di persone, e sentirle proprie". Poi il suono: non una semplice raccolta di canzoni, ma un flusso ininterrotto, che all'epoca fu una novità assoluta, grazie anche al tecnico Alan Parsons che con il nuovo sedici piste appena allestito negli studi di Abbey Road fece autentici miracoli. Senza poi parlare degli arrangiamenti perfetti e assolo passati alla storia (quello vocale di Claire Torry in The Great Gig In The Sky, quelli chitarristici di Gilmour in Money e Time). E poi i misteri mai svelati: negli ultimi 30 secondi dell’album un’orchestra suona in sottofondo Ticket to ride dei Beatles. Perchè? I Floyd non hanno mai voluto spiegarlo. D'altronde Dark Side, più che un album, è una scatola magica, un universo di suoni, voci, suggestioni, citazioni da film, allusioni colte, viaggi lisergici e un concept di fondo: ognuno di noi ha un suo lato oscuro. E il tuo riesci a vederlo?

 

Ecco il lato oscuro di alcune canzone di Dark Side of the moon:

 

Speak to Me

La canzone (come l'album) è disseminata di parlati misteriosi. Sono le voci dello staff dei Pink Floyd, chiamato a registrare in sala d’incisione le risposte ad alcuni quesiti che Roger Waters aveva consegnato a tutti tipo: “Qual è l'ultima volta che sei stato violento?”. Lo stesso Paul McCartney fu "vittima" dell'interrogatorio-esperimento, ma le sue risposte furono considerate troppo scherzose.

 

Brain damage

Il riferimento diretto è all'ex leader e cantante dei Floyd Syd Barrett, che uscì dal gruppo per la pazzia provocata dall’uso smodato di Lsd.

 

Any colour you like

Il brano cita Henry Ford che, nel 1908, presentando al pubblico l’auto Model T, disse ironicamente: «Potete averla di qualunque colore vi piaccia, purché sia nera».

 

Time

Inizia con il suono di decine di sveglie registrato in un negozio londinese di orologi e pendole antiche. Nel brano i temi della morte e del tempo vengono trattati avendo come riferimento il filosofo tedesco Martin Heidegger (1889-1976).

 

The Great Gig In The Sky

Con l'assolo vocale di  Claire Torry entrato nella storia del rock. I suoi vocalizzi superbi portarono la canzone strumentale oltre la semplice performance. A parte qualche indicazione da parte dei musicisti, Clare improvvisò la melodia e nel giro di due ore terminò il suo lavoro totalmente ignara di quello che sarebbe diventato poi quel pezzo. La ragazza fu pagata 30 sterline per tre ore di lavoro.

 

 

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Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.

1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.

2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).

3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.

4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.

5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione.  Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.

6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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