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La pizza contemporanea di Renato Bosco, la contaminazione con culture diverse, e in autunno, la partecipazione alla quinta edizione inedita di Alessandro Borghese Kitchen Sound. Un po’ artista e un po’ scienziato, pizzaiolo da trent’anni, Renato ha saputo creare consistenze e sapori inusuali, condividendo le sue tecniche nei corsi di cucina; con la sua bravura è riuscito a far apprezzare anche la controversa pizza con l’ananas (fatta a modo suo: pizza doppio crunch con burrata, carpaccio d’ananas alla senape e prosciutto cotto arrosto).

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Presso la Sala Alda Merini - Spazio Oberdan della Provincia di Milano arriva il documentario presentato al festival di Roma 2012: un ritratto divertente, intimo e sincero di Carlo Verdone, che da trent’anni riesce a farci ridere e pensare. Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, autori del film, sono riusciti ad analizzare le molte facce del “mito” Verdone: dell’artista parlano i suoi indimenticabili personaggi, le scene dei suoi film, le molte testimonianze di attori e collaboratori; dell’uomo Verdone parlano i suoi familiari e soprattutto lui stesso, seduto su una sedia, in uno studio teatrale, disposto a confessare i dubbi e le fragilità, a ripercorrere i momenti più importanti della sua vita e della sua carriera, sempre indossando lo sguardo, i gesti, la mimica e il tono di voce di chi sembra quasi non voler disturbare troppo.

 

Scheda del film        

R.: Gianfranco Giagni, Fabio Ferzetti. Mont: Roberto De Bonis. Int.: Carlo Verdone, Margherita Buy,  Pierfrancesco Favino, Goffredo Fofi, Claudia Gerini, Marco Giallini, Eleonora Giorgi, Laura Morante, Micaela Ramazzotti, Toni Servillo, Giulia Verdone, Luca Verdone, Paolo Verdone. Italia, 2012, col, 75’.

Carlo Verdone e il suo cinema visti da dentro. Gli attori, le attrici, i collaboratori, gli amici, la famiglia, le strade e le voci di Roma, il gioco infinito di riflessi da cui nascono personaggi, caratteri, storie. Ma anche la capacità di osservazione, l’uso del corpo e della voce, la nascita e la psicologia dei personaggi maschili, il rapporto complicato con quelli femminili. E poi i film e gli attori di riferimento, il rapporto con il pubblico, la casa in cui è cresciuto, l’importanza della figura paterna, gli studi al Centro Sperimentale. Il tutto ripercorso nei luoghi più tipici del cinema di Verdone, Ostia, Ponte Sisto, Cinecittà, in un viaggio contrappuntato da foto e filmati inediti. Un gioco a tratti spassoso ma serio fra le proprie ansie e quelle dei suoi personaggi, le loro “patologie” e quelle del paese in cui vivono, che forse è la chiave di un cinema molto meno leggero di quanto sembri.

 Calendario

MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE h 21.15

VENERDÌ 20 DICEMBRE h 19.30

DOMENICA 22 DICEMBRE h 17.00

GIOVEDÌ 26 DICEMBRE h 19.00

VENERDÌ 27 DICEMBRE h 17.00

SABATO 28 DICEMBRE h 19.00

 

MODALITÀ D’INGRESSO

Biglietto d’ingresso:intero € 7,00

Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50

Spettacoli delle ore 15 e 17 dei giorni feriali: intero € 5,50, ridotto per i possessori di Cinetessera € 3,50

 

 

Fondazione Cineteca Italiana

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Sala Ada Merini- Spazio Oberdan

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Giovedì, 05 Dicembre 2013 11:00

Recensione Hjaltalìn – Enter 4

Recensione Hjaltalìn – Enter 4 (Sena, 2013)

 

Si dice sempre che il terzo disco è quello più difficile da fare, pensate un po' se a mettersi in mezzo c'è la salute mentale, con i relativi ricoveri psichiatrici, del cantante Högni Egilsson; senza contare che gli altri componenti oltre ai loro progetti laterali avranno avuto delle enormi difficoltà a tenere a galla la ragione sociale Hjaltalìn. 'Enter 4' esce però nel 2012 in Islanda e viene accolto subito bene, anzi benissimo, tant'è che il singolo Crack In A Stone con la cover di Halo di Beyoncé si piazza primo in classifica.

 

Diciamo che il disco non è così immediato, non parla di elfi e non vi fornisce immagini sonore dei fantastici paesaggi islandesi ma pesca nei chiaroscuri della mente del cantante. Voi ora non andate subito a prendere la famosa Bjork o i conosciuti Mum, perché qui si mescolano elettronica, un soul dannatamente caldo e l'orchestra che ci eravamo già abituati a sentire nei lavori passati degli Hjaltalìn. Ve lo dico subito: quest'album scotta e dovete stare attenti, ascoltate bene, vi prenderà sicuramente.

 

Bisognerebbe seguire uno schema ma non importa, partiamo dall'ultima canzone 'Ethereal' (mai titolo fu più azzeccato): due voci in tre momenti, strumentale compreso e un po' di silenzio, sembra quasi di sentire la presenza di Antony & The Johnsons. 'We' è cantata dalla fantastica voce di Sigríður Thorlacius, che si solleva a tratti da un ritmo pulsante, aspettando la calma momentanea di Egilsson. 'Lucifer/He felt like a woman' entra subito in testa, sensuale ma in modo bizzaro; 'I Feel You' si mette a giocare con i fantasmi nascosti nell'ombra e le voci interagiscono alla perfezione (guardatevi anche il bel video uscito da poco). 'Myself' è delicata con un lieve retrogusto trip-hop, insomma un altro centro clamoroso, e non c'è una canzone che possa far abbassare il livello di questo bel disco.

 

Pensate quindi al già citato Antony & The Johnsons, prendete i Portishead, Brian Eno e mischiate tutto con un bel po' di caldo Soul, ma ancora non sarete arrivati al dunque: fate prima a comprarvelo, un disco simile, e a tenervelo assai stretto.

 

 

Andrea Facchinetti

 

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Conosco AnnaRock un sabato pomeriggio in un bar vicino a parco Sempione, in precedenza mi ero messa in contatto con lei solo per email e non avendo idea di che tipo fosse avevo cercato di studiare bene il caso per non arrivare impreparata!

Sapevo che aveva cantato il 26 Aprile al Toilet interpretando alcuni testi di Gianna Nannini dopo essere stata al suo concerto al Mediolanum Forum.

Grazie alla sua pagina facebook scopro che Annalisa Carelli, in arte AnnaRock, è nata e vissuta a Crema, che all'università ha frequentato l'ISEF e che aveva iniziato a prendere lezioni di canto con Giulio Garghentini.

Nel 2010 fonda “Le Giannissime” si esibisce con loro per 2 anni e dopo prosegue come solista con il progetto GiannaRock.

La somiglianza di Anna con Gianna Nannini già dalle prime foto che vedo appare impressionante.

Le mie conoscenze sulla Giannona nazionale invece si esaurivano ben prima: un paio di ritornelli vecchi come il cucco cantati innumerevoli volte con le amiche, qualche aneddoto sulla sua vita privata che i media avevano fatto entrare in testa a chiunque, e una profonda stima per il fatto che anche lei come me fosse toscana. Era un punto di partenza su cui lavorare..

 

Ci diamo appuntamento per le tre, io arrivo un po' prima con un'amica nel locale scelto.

Come al solito inizio ad alternare capatina fuori dalla porta, sigaretta e rilettura delle domande in modo automatico e forse un po' troppo ansioso.

Alla seconda sigaretta vedo avvicinarsi due figure sotto un ombrello giallo, una delle quali molto familiare, era lei, ed era uguale alla Gianna.

Un po' imbarazzata ed impressionata mi presento, ci accomodiamo e la situazione si fa interessante. Gian.., emh, Anna.. e la sua amica ordinano un dolce accompagnato da un bicchiere di Morellino di Scansano, un vino prodotto dalle mie parti e già da li inizio a pensare che la casualità ci avrebbe accompagnato e incuriosito per tutto il pomeriggio. Confesso questo particolare a lei che scoppia a ridere e rivelo che anche io come la Nannini sono originaria di Siena, lei continua a ridere divertita, mi trasmette molta energia, si vede che è una donna grintosa, mi chiedo se anche questo faccia parte del personaggio, a fine intervista capirò che lei e Gianna hanno molto di più in comune che i tratti fisici e la voce..

 

“AnnaRock è la formula, la risposta concreta. È l'espressione di Annalisa nel mondo dello spettacolo” Questa è la citazione introduttiva che hai inserito nella presentazione della tua pagina facebook, appena l'ho letta mi ha molto incuriosito, sembrerebbe che tu scindi Annalisa da AnnaRock se fosse così, cosa hanno di diverso?

AnnaRock è il mio sogno musicale, una mia idea. Quando ho capito che fisicamente e potenzialmente avevo le caratteristiche adeguate per creare qualcosa di concreto, di vero.. ho deciso di gettarmi in questa sfida e così è nata AnnaRock, un personaggio che indossa i panni di questo ruolo e porta avanti questo percorso iniziato dalla volontà di Annalisa.

 

Nella vita di tutti i giorni quando non sei sul palco come convivono queste due personalità?

Si incontrano, è difficile che rimangano due elementi separati. In questo momento AnnaRock è il mio lavoro principale, il mio obiettivo in cui metto il massimo per riuscire ad ottenere dei risultati, ma per adesso non basta e quindi continuo anche a fare l'insegnante di fitness in palestra a Crema.

 

Giusto, infatti se non ho studiato male tu hai fatto l'ISEF, vero?!

Hai studiato bene, io ho fatto l'ISEF e sono felice di questa scelta perché lo sport, oltre che essere il mio lavoro e una mia passione, mi ha aiutato molto anche per il cammino che ho intrapreso, mi ha infatti insegnato cosa vuol dire avere costanza, dover darsi degli obiettivi e cosa significa continuare ad andare avanti per cercare di superarsi e migliorarsi.

 

Apparentemente sport e canto sembrano due mondi paralleli, e invece hanno molto in comune, ma dunque raccontaci come è nato questo amore per il canto?

Tutto è cominciato verso la fine del 2006 quando dei miei amici che avevano saputo che avrei voluto iniziare canto mi avevano regalato delle lezioni private.

Vedi.. quando inizi un percorso non puoi mai sapere cosa ti aspetta, dove ti porterà, a cosa vai incontro. Io ho iniziato non sapendo bene quali potevano essere le mie potenzialità, inoltre il mio era un insegnante di musica rock, ed è molto difficile come genere inizialmente per chi non ha mai fatto canto, ma già dopo le prime lezioni mi ero posta un obiettivo, stavo lavorando su me stessa perché credevo e credo in quello che faccio. Ho iniziato a studiare con l'idea che cantare doveva diventare un lavoro, altrimenti se dovevo farlo tanto per passare il tempo non avrei continuato: considera che da allora non ho più smesso di esercitarmi e adesso è il mia sfida principale, quello che voglio.

 

Hai avuto degli incoraggiamenti nel portare avanti questa tua passione per la musica o hai dovuto lottare per far valere le tue ambizioni, non sempre il talento artistico viene incoraggiato purtroppo.. tu come hai vissuto questa scelta?

Beh, io ero molto decisa di quello che volevo quindi ero abbastanza ferma sulle mie decisioni. Sicuramente un grande ringraziamento va a Giulio Garghentini il mio insegnante di canto che credendo in me è riuscito a far sbocciare questo mio lato legato alla musica e al palcoscenico...è riuscito a far emergere anche quella parte anche un po' più egocentrica e grintosa che quando canto esce allo scoperto e invade tutto. Il mio insegnante è stato molto bravo nel seguirmi..vedi io sono una a cui devi fare il... cioè insomma, devi starmi dietro ecco!!! In questo genere di esperienze non è facile riuscire a far combaciare carattere e ciò che si vuole, avere accanto persone valide e competenti è molto importante.

 

È molto bello e sopratutto molto importante che tu sia riuscita a capire la tua strada, se vogliamo anche un po' per caso non pensi?

Beh, ad essere sinceri non troppo per caso, o meglio io sono convinta che la fatalità giochi una parte nella sfida, ma poi alla fine tutto torna.

 

Cosa intendi dire?

Vedi,  fin da piccola avevo il sogno di esibirmi davanti ad un pubblico e di stare davanti alla telecamera, ricordo ancora quando mi mettevo difronte alla tv cantando le canzoni di “Non è la Rai” ! Da ragazza ho praticato danza moderna e hip-hop.. Come ti ho detto prima, lo sport mi ha formata ed è grazie anche alla danza che ho imparato a stare sul palco, a mantenere la concentrazione e i nervi saldi..Pensa che per il saggio dell' ultimo anno ISEF al Palalido di Milano,di fronte a centinaia di persone, hanno diffuso la registrazione dell'inno dell'istituto che avevo inciso , è stato incredibile, però non mi bastava, volevo di più..

 

Maturava in te già da tempo l'idea di gettarti in questa avventura, che insomma, siamo onesti, è un'impresa difficile confrontarsi con una voce e una personalità come quella di Gianna Nannini, anche solo per la grinta che caratterizza un personaggio come il suo..

Gianna  ha una vocalità imponente e quando ti confronti con una figura come la sua sei comunque  in meno, cioè insomma è Gianna Nannini! É una grande sfida cercare di migliorarsi per raggiungere certi obiettivi..per questo non si può mai smettere di imparare, ma è anche proprio questa sfida che mi piace e che mi dà la forza di continuare..

 

Certo, diventa un impegno a tempo pieno, inoltre la sua voce è molto particolare, e questa tua passione per Gianna come nasce, da quanto tempo sei una sua fan?

Ad essere sincera è nata dopo la passione per Gianna! Inizialmente non ero una sua fan, certo mi piaceva, la ascoltavo, ma non avevo per lei la passione che ho adesso. Quando ho iniziato a cantare il mio obiettivo principale era emergere, la mia voce e la mia personalità hanno trovato avvio nel personaggio di Gianna Nannini, ma quella è solo una parte di AnnaRock da cui si è sviluppato il progetto GiannaRock.

In futuro non so cosa può aspettarmi, vedi io amo il palco e le sensazioni che mi regala, non c'è giusto e non c'è sbagliato è così come ti ho spiegato prima: i segni di questo amore li avevo già visti con la danza.

 

La tua somiglianza con la cantante senese è impressionante questo sicuramente ha aiutato molto la tua scelta..

Sì, sicuramente, infatti è una parte di me, ma AnnaRock non è solo Gianna, io non mi sento solo un personaggio o una cantante che imita Gianna Nannini, ho la possibilità fisica e vocale di farlo e dunque ben venga, per adesso il tour che sto portando avanti con il progetto GiannaRock mi sta regalando grandi soddisfazioni, ho intenzione di investire molto in questo, ma ti ripeto è solo una parte di me. Sono felicissima quando la gente mi ferma per strada e mi chiede di fare le foto perché le assomiglio, o quando vedo che cantando il pubblico si lascia trasportare dalla mia grinta e dalle sue canzoni come se fosse a un suo concerto, è la mia esaltazione personale, perché poi alla fine sono io che parlo con le persone, loro abbracciano me e cantano con me, io voglio quello stop.

 

Vorresti incontrarla per parlarci, chiedergli alcuni consigli o curiosità?

Negli ultimi anni ho seguito Gianna in molti concerti, ne ho visti già quattro quest'anno, due settimane fa l'ho seguita fino a Stoccarda per un concerto! Nel 2012 l'ho anche incontrata ovviamente da fan ero consapevole di non poterla trattenere a lungo, ma mi ha comunque fatto molto piacere anche se so che lei non approva molto questo genere di cose.. In Italia esistono molti cantanti che interpretano altri cantautori storici italiani, alcuni apprezzano questi tributi altri meno come lei.. In un certo senso io questo comportamento lo capisco, Gianna viene da un altro tipo di generazione dove non c'erano questo genere di cose, ma io vivo la mia esperienza in modo semplice senza pretendere di essere come lei, come ti dicevo prima io non sono lei ed è giusto così, a me e al pubblico piace quello che interpreta AnnaRock nei panni di Gianna Nannini.

 

Mi piacerebbe concludere l'intervista chiedendoti quale canzone senti più tua nelle varie interpretazioni che fai?

Oddio ce ne sono così tante non farmi scegliere!!! Non saprei..beh, una di quelle che sento più mia è America.. ho iniziato con questa ad interpretare i testi di Gianna, ho un legame speciale con questo brano, e penso che anche il pubblico lo capisca perché quando la canto non so..accade qualcosa.. proprio ieri vedi ho cantato in un locale dalle mie parti.. e sul pezzo America sono impazziti tutti! Si era creata proprio un'atmosfera diversa intorno a me.. e poi la canzone è del '79 come me perfetto no?!

 

Magari non è un caso!

Non ci credo molto al caso, le occasioni non vanno perse, quando ti capitano devono essere prese.

 

 

Poco dopo ci siamo salutate, presto potrò rivederla in uno dei suoi giannissimi live!

Ecco a voi tutte le date:

 

Live “GiAnna Rock” – Gianna Nannini Tribute

-          Ven 7 Giugno : Fiera San Pantaleone, Crema (CR)

-          Dom 9 Giugno: Gaverina Terme (BG)

-          Giov 13 Giugno : bar Sottovento , Crema (CR)

-          Sab 22 Giugno : Oratorio di Ombriano, Fraz di Crema (CR)

-          Sab 29 Giugno : Ristorante Le Tre Gemelle, Zavattarello (PAVIA)

-          Dom 30 Giugno : Caffè Verdi, Crema (CR)

-          Ven 5 Luglio: Old River, Perino, Fraz di Coli (Piacenza)

-          Ven 12 Luglio: Cò del Ponte, Bobbio (Piacenza)

-          Dom 21 Luglio: Festa della birra di Orio Litta (Lodi)

-          Sab 27 Luglio: Ristorante Rossi , Cencerate, Frazione di Brallo di Pregola (Pavia)

-          Ven  23 Agosto: Cò del Ponte, Bobbio (Piacenza)

 

Contatti AnnaRock (Annalisa Carelli):

http://www.facebook.com/AnnaRock.music

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

3804604522

 

Contatti “GiAnna Rock”:

www.facebook.com/GiAnnaRock.band

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3804604522

 

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In India, i partecipanti ad una lezione di yoga hanno stabilito un vero e proprio Guinness World Record: pensate che, nello stato del Madhya Pradesh, si è svolta una lezione in simultanea che ha coinvolto oltre dieci milioni di persone. Mai successa una cosa simile.

 

Si tratta di un evento richiesto dal responsabile dello stato indiano, mirato proprio a superare il record precedente, detenuto dal Kazakistan, con una lezione di massa di aerobica, oltre che ovviamente ad eseguire il “saluto al sole”, di grande aiuto per trovare armonia sia fisica che mentale.

 

Nonostante si trattasse di una manifestazione assolutamente pacifica, c’è stato anche chi ha tentato di boicottare l’evento.

I responsabili del tentativo sono un gruppo di minoranza musulmana, che non hanno voluto partecipare alla lezione di yoga collettiva, appellandosi al fatto che adorare il sole si trattasse di una fede pagana.

Ma i realizzatori dell’evento di yoga hanno puntualizzato più volte che non vi era compreso alcun fine religioso.

 

Non resta che attendere il verdetto del Guinness World Record, che sta facendo i suoi conti per l’anno 2012.

 

Anche New York, che non delude mai in fatto di “eventi curiosi”, ha indetto una lezione collettiva di Yoga in Times Square raggiungendo però a malapena 14.000 persone. Poche paragonato a ciò che è successo in India.

La manifestazione si ripeterà il 21 Giugno, giorno del solstizio di Primavera, a Broadway tra la 42esima e la 47esima strada.

 

 

Namasté,

Vittorio Pascale

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando

Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Per molti riconoscere la propria passione è difficile, un lavoro di anni; altri invece già da piccolissimi riescono a vedere oltre, trovano, tra i mille stimoli della vita, quell’attività che non li stanca mai, un mondo in cui trovare ispirazione e verso il quale saranno sempre curiosi, appunto, come bambini.

 

Per Marika Guida è stato così: fin da piccola sviluppa la passione per il disegno e per il lavoro artigiano mentre osserva il padre e la nonna alle prese con questa attività spesso dura, ma in grado di dare moltissime soddisfazioni.

Così Marika si indirizza verso gli studi creativi e, una volta laureata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino in scenografia e costume, dirige le sue attenzioni artistiche verso il mondo del design frequentando un master presso lo IED di Torino.

 

Completata la sua formazione Marika comincia a produrre quelle che è lei stessa a definire “sculture tessili”; si tratta di capi d’abbigliamento per la vita di tutti i giorni, accessori, costumi per lo spettacolo e gioielli.

Il tratto distintivo delle sue creazioni è l’unicità, nel modello e nel materiale, in un tentativo di distacco dalla produzione in serie, noiosa agli occhi della stilista.

La sua ultima recentissima collezione è uscita a marzo 2013 e vanta dei pezzi esclusivi dal sapore primaverile e un po’ retrò: elegantissimi cappelli, orecchini grandi e colorati, pantaloni con cuciture a cannone e splendidi vestiti.

 

Dopo aver ricevuto nel 2012 l’onorificenza  “Eccellenza Artigiana” e aver poi continuato a disegnare tra l’Italia e l’America, la designer diffonde le sue creazioni grazie ad internet e ai social network: Twitter, Facebook ed Etsy sono tra i metodi più veloci per entrare in contatto con lei.

 

La possibilità di toccare con mano ed indossare un abito o un accessorio sognando di essere la donna pensata appositamente per loro tuttavia non batterà mai nessun sito di e-commerce, ed è per questo che Marika invita chiunque lo volesse a visitare il suo Atelier nel cuore di Torino e noi di Nerospinto vi suggeriamo di venire a conoscerla Sabato 13 aprile all’aperitivo organizzato allo spazio Giulio Romano 8, in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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