CHIAMACI +39 333 8864490

Presso Spazio Oberdan Milano dal 15 al 24 gennaio 2016 Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con il Festival MIX Milano, presenta l’anteprima di Elephant Song di Charles Binamé, bellissimo film canadese che vede nei panni del protagonista un sempre più sorprendente Xavier Dolan.

 

Tratto da una omonima pièce teatrale, Elephant Song racconta l’incontro-scontro fra un giovane paziente e il suo medico psichiatra sullo sfondo della misteriosa scomparsa di un uomo. In un crescendo di tensione che tiene con il fiato sospeso, il confronto fra i due si fa sempre più serrato, trasformandosi in una più ampia riflessione sul concetto stesso di verità che appassiona e lascia turbati. Straordinaria l’interpretazione dei due attori protagonisti, uno dei quali, come detto Xavier Dolan, conferma la sua eccezionale versatilità per tutto ciò che attiene al linguaggio cinematografico.

 

Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto 2, Milano

ELEPHANT SONG dal 15 al 24 gennaio 2016

IN ANTEPRIMA

 

Elephant Song R.: Charles Binamé. Sc.: Nicolas Billion, dalla sua omonima pièce teatrale. Int.: Xavier Dolan, Bruce Greenwood, Catherine Keener, Carrie-Ann Moss. Canada, 2015, 110’.

Un eminente psichiatra scompare dal suo ufficio; l'ultima persona a vederlo è un paziente turbato di nome Michael. Il direttore dell'ospedale, il dottor Greene, viene chiamato per intervistare Michael. La signorina Peterson, la caposala, capisce fin troppo bene la devastante perdita che tormenta ancora il dottor Greene e lo avverte di non prendere per oro colato tutto ciò che Michael gli dirà. Ma l'abilità e l'intelligenza del ragazzo sembrano avere la meglio, lasciando Green e gli spettatori sempre più attoniti e ansiosi.

 

CALENDARIO:

Venerdì 15 gennaio h 21.15 Sabato 16 gennaio h 16.45 Domenica 17 gennaio h 18.45 Mercoledì 20 gennaio h 18.45 Venerdì 22 gennaio h 21.15 Sabato 23 gennaio h 18.45 Domenica 24 gennaio h 18.45

 

MODALITÀ D’INGRESSO: Biglietto d’ingresso intero: € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto con Cinetessera: € 5,50 Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

 

Pubblicato in Cultura

Nell’ambito della rassegna VARIAZIONI SUL MITO, Paolo Graziosi debutta con “Edipo in compagnia” dal 12 al 24 Gennaio al Teatro Franco Parenti.

 

Proviamo a partire dalla fine. Cosa accade a Edipo dopo la scoperta della verità, dopo la morte di Giocasta, dopo l’accecamento? Cosa succede dopo che tutto è già successo?

Riscrivere ancora una volta la tragedia più nota della cultura occidentale significa farsi qualche domanda in più, entrare nelle pieghe di quello che viene taciuto, guardare il mito con la lente di ingrandimento. In scena Paolo Graziosi (zio di Leopardi nel Giovane favoloso di Martone e attore per Peter Stein) si trasforma in un Edipo enigmatico e sornione. Al suo fianco cammina la giovane Antigone… O forse no? Forse è semplicemente un’attrice, perché Edipo e Antigone sono condannati dal mito a recitare la propria storia ancora e ancora, proprio come fanno i teatranti. E allora forse scopriremo che è possibile guardare la tragedia da lontano e persino riderne: perché, come ci ha insegnato il Novecento, tragico e comico sono territori limitrofi, e il riso e il pianto confinano l’uno con l’altro.

 

Per la rassegna VARIAZIONI SUL MITO

Sala AcomeA 12 - 24 gennaio 2016 Edipo in compagnia di Alberto Bassetti con Paolo Graziosi, Elisabetta Arosio regia e drammaturgia Alberto Bassetti musiche originali Francesco Verdinelli scena Francesco Ghiso Produzione Pragma Srl

 

In occasione dello spettacolo Edipo in Compagnia:

Mercoledì 13 gennaio, ore 18                                                                     Lunedì 18 gennaio, ore 18,30 Riflessioni sul mito                                                                                     Edipo, il figlio lezione magistrale di Luigi Zoja                                                                  lezione magistrale di Massimo Recalcati (Ingresso con biglietto TFP cortesia 3,50€)                                               (Ingresso con biglietto TPF 3,50€)

ORARI SPETTACOLO Martedì ore 20.45 Mercoledì ore 19.45 Giovedì ore 20.45 Venerdì ore 19.45 Sabato ore 20.45 Domenica ore 15.45

 

BIGLIETTI Intero 25€; Under26/Over60 14€; prevendita 1,50€

INFO Tel : 02 59 99 52 06; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Fb : http://www.facebook.com/teatrofrancoparenti Tw: http://www.twitter.com/teatrofparenti Sito : http://www.teatrofrancoparenti.it App: Teatro Franco Parenti

 

 

Pubblicato in Cultura

Da giovedì 7 a domenica 10 gennaio, Moni Ovadia rende omaggio ad Enzo Iannacci all’Elfo Puccini di Milano.

«Come si fa a cadere nel pessimismo quando c’è la musica?», diceva Enzo Jannacci cantautore, cabarettista e attore ma anche cardiochirurgo, tra i maggiori protagonisti della scena musicale italiana del Dopoguerra. Fin dagli anni ‘50, ha lavorato insieme agli amici Dario Fo e Giorgio Gaber, passando dalla canzone dialettale al rock al jazz, fornendo l’ispirazione anche a personaggi come Renato Pozzetto, Diego Abatantuono, Massimo Boldi.

Tra i suoi brani più noti: Vengo anch’io. No tu no, El portava i scarp del tennis, Ho visto un re, Quelli che. La vita l’è bela... Alcune di queste canzoni, diventate oramai dei classici, sono reinterpretate da Moni Ovadia -   artista versatile e curioso sperimentatore – che  le propone in un’inedita veste.

Lo spettacolo ha debuttato al Festival Astiteatro il 2 luglio 2014, in una versione con la musica dal vivo eseguita dalla Filarmonica Toscanini.

Nella ripresa della stagione 2015/16 le musiche sono eseguite dal vivo da Alessandro Nidi.

 

Questo l’articolo scritto da Moni Ovadia per la Stampa in occasione della morte di Enzo Jannacci nell’aprile 2013: Il bardo dei poveri cristi

 

Il grande, grandissimo Enzo Jannacci ci ha lasciati. Oggi noi milanesi siamo diventati orfani e insieme a noi l'Italia intera ha perso uno dei suoi figli più autentici. È stato in assoluto, a mio parere, il più originale poeta della canzone che abbiamo avuto il privilegio di ascoltare e insieme un artista della scena e del cinema inarrivabile nel suo essere stralunato e surreale. Il suo talento di musicista si esprimeva al meglio nel jazz come nel rock, ma la fonte più intima della sua prodigiosa ispirazione era l'humus poetico-culturale delle periferie urbane e specificamente quelle della sua Milano. La "capitale morale", quando Jannacci fece la sua comparsa sulle scene della canzone e del cabaret, era una metropoli industriale in pieno e impetuoso sviluppo, dava lavoro, chiamava gli immigrati dalle periferie meridionali orientali ed isolane dello Stivale. Ma la stessa orgogliosa città, albergava nei suoi interstizi e nei suoi sottofondi, la povera gente, i disperati, i fuori di testa, gli esclusi, i sognatori  senza voce, i terroni, gli abbandonati dall'amore e dalla vita, le puttane navi scuola da strada e da cinema. Di tutti questi poveri cristi, lui è stato il cantore assoluto. Jannacci ne ha colto, incarnato e raccontato la storia, le emozioni, i sentimenti e la vita vera. Di quel popolo ha interpretato la malinconica, maleducata e balorda grazia, ha rivelato che la poesia dei luoghi, fiorisce nei gesti impropri e sgangherati degli ultimi fra gli ultimi, nella loro grandiosa lingua gaglioffa e sfacciata.

Enzo non era nato povero cristo, aveva fatto ottimi studi in ogni senso, ma quella condizione l'aveva incorporata con arte alchemica. L'aveva assunta nel volto fisso alla Buster Keaton, nei gesti liricamente scomposti, nel modo di suonare la chitarra tenuta bloccata sotto il mento, nella fibra e nel canto della lingua vernacola di cui esprimeva l'anima e di cui aveva trasferito l'umore triste e gagliardo anche nell'italiano. Tutta questa sapienza confluiva nella sua inimitabile voce sguaiata e sul crinale precario della sua intonazione che dava vita ad un capolavoro espressivo e stilistico. Jannacci è stato un caposcuola e il caposcuola di se stesso. Con lui se ne va la Milano più struggente e necessaria. Sarà difficile andare avanti.

 

7 - 10 gennaio, sala Shakespeare

 

Il nostro Enzo ricordando Jannacci con Moni Ovadia e Alessandro Nidi al pianoforte Promo music

 

ELFO PUCCINI, SALA SHAKESPEARE corso Buenos Aires, 33, Milano da Giovedì a Sabato ore 21.00 Domenica ore 16.30 

Intero 30.50 € Ridotto giovani/anziani 16 €  Martedì 20 € Info e prenotazioni: tel. 02.0066.06.06 www.elfo.org

 

 

 

Pubblicato in Cultura

Se con l'Epifania si chiude il periodo delle feste, perché non approfittare ancora del 6 gennaio per trascorrere una giornata speciale, magari dedicandola all'arte e alla cultura?

Milano offre infatti l'opportunità di visitare in questo giorno festivo molte delle sue mostre più belle, grazie ad aperture e orari straordinari.

A Palazzo Reale resta pochissimo tempo per vedere due mostre sicuramente tra le più fortunate a Milano nella seconda metà del 2015, che chiuderanno i battenti il 10 gennaio '16: Mito e Natura: dalla Grecia a Pompei e Giotto e L'Italia visitabili il 6 gennaio dalle 9.30 alle 19.30.

il MUDEC-Museo delle Culture il giorno della Befana prevede l'apertura straordinaria dalle 9.30 alle 19.30 e qua sarà possibile ammirare ben 4 mostreGauguin: Racconti dal Paradiso (fino al 21 febbr.), Barbie. The Icon (fino al 13 marzo), Milano Città Mondo #1 (fino al 10 genn.) e A Beautiful Confluence (fino al 21 febbr.) oltre alla sua collezione permanente.

Altra mostra davvero imperdibile è quella in corso a Palazzo della Ragione, ossia Henri Cartier-Bresson e gli altri. I Grandi fotografi d'Italia (fino al 7 febbr.) visitabile il 6 gennaio dalle 9.30 alle 20.30.

Infine, approfittandone per fare due passi nella Nuova Milano, in esposizione all'Unicredit Pavillion ci sarà la mostra dedicata a un grande fotografo milanese, Gabriele Basilico: Ascolto il tuo cuore, città (fino al 30 genn.), aperta in via eccezionale il giorno dell'Epifania dalle 10.00 alle 19.00.

Pubblicato in Cultura

Se avete ancora voglia dell’atmosfera di montagna e se siete amanti del cibo valtellinese e dei sapori tradizionali e golosi, Sciatt à porter è il locale che fa per voi.

 

Nato alla fine del 2013 da un’idea di Emma Marveggio, valtellinese doc, Sciatt à porter  è una bottega di qualità dedicata alla Valtellina e allo street food di montagna. Un luogo unico e speciale dove ritrovare il piacere del cibo e la cordialità del servizio.

 

Le sue specialità? Sicuramente lo sciatt che, oltre a dare il nome al locale, è una golosa frittella di grano saraceno ripiena di formaggio Casera fuso. Dopo la frittura, gli sciatt vengono serviti in un comodo cono di carta da passeggio.

 

Sono ideali per una merenda in piedi, passeggiando nel vicino corso Como, ma si possono gustare anche comodamente seduti nel locale, al tavolino o al bancone o seduti su alti ceppi dalla funzione di sgabelli.

 

Ma i piatti della tradizione valtellinese non finiscono qui. Immancabili i pizzoccheri, una sorta di tagliatelle ricavate da un impasto preparato con farina di grano saraceno e di frumento. Vengono serviti con verze, patate e formaggio Casera fuso. Da non farsi sfuggire il chisciol: lo stesso impasto degli sciatt viene steso e cotto in padella, sempre farcito di morbido formaggio e servito già affettato in piattini di materiale biodegradabile. Ampia la scelta di taglieri di salumi e formaggi tipici.

 

Da bere vini del territorio e birra di grano saraceno.

 

Ingolositi? Sciatt à porter vi aspetta per farvi respirare profumi di montagna e riscoprire bontà nostrane.

 

Aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.30 alle 24.00

 

Sciatt à porter

Viale Montegrappa 18

02/ 63470524 www.sciattaporter.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. FB/ Sciatt à porter

 

 

Pubblicato in Food
Sabato, 02 Gennaio 2016 20:12

Il "Festival della Magia" al Teatro Manzoni

DAL 2 AL 6 GENNAIO 2016

AGIDI e SHOWLAB presentano RAUL CREMONA

Quale miglior auspicio per il nuovo anno se non iniziarlo all'insegna della magia?

Dall’estro di Raul Cremona, sì attore comico, ma anche autentico prestigiatore, nasce il primo Festival della Magia dedicato al pubblico milanese. Dal 2 al 6 gennaio il palcoscenico del Teatro Manzoni si trasformerà in una vera e propria arena delle meraviglie dove si alterneranno la poesia di Carillon, gli incantesimi di Zio Potter e le grandi illusioni di Ottavio Belli, le magie di Mirco Menegatti e Shezan, e i trucchi della più giovane prestigiatrice italiana, Gaia Elisa Rossi.

Un viaggio surreale e fantastico tra piccoli scrigni stregati, colombe fatate, esibizioni suggestive al confine tra danza e magia. Lasciatevi accompagnare per mano da Raul Cremona che, insieme alle incursioni di Felipe, renderà questo Festival un appuntamento imperdibile con la magia italiana e con la fantasia: un tuffo in un mondo antico che non smette mai di incantare.

www.agidi.it - www.raulcremona.it

ORARI: Feriali ore 20,45; Domenica e 6 Gennaio ore 15,30; Lunedì riposo

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 31 Dicembre 2015 00:48

Humans 3D New Years Eve 2016 @Q21

Humans 3D New Years Eve 2016

La notte di Capodanno, a partire dall'1, Q21 e q | LAB vi aspettano per festeggiare con una serie di dj che si alterneranno dietro la consolle fino all'alba. I resident dj Carlo Mognaschi e ИARCISSUS saranno affiancati rispettivamente in Room 1 da Fabrizio Bertero, B-toy, Elle Vegas e in Room 2 da Enea NDimension, Ornella Bonante e dallo staff di CIAONE.

Durante la serata si potrà accedere a SALTO, il tappeto elastico interattivo largo 3 m creato dai visual artist Ilaria Vergani e Paolo di Giacomo. Un'incredibile esperienza multisensoriale che vi immergerà in uno spazio visivo e sonoro mutevole a seconda del vostro salto. Una maniera unica per passare dall'anno vecchio a quello nuovo, come un viaggiatore cosmico che si sposta da una galassia all'altra.

capodanno qlab 1-gallery-nerospinto2

INGRESSO CON CONSUMAZIONE: in prevendita valido tutta la notte (numero limitato): 20 € in lista entro le ore 2.30: 25 € intero e dopo le ore 2.30: 30 € 

Q21 è un contenitore internazionale per creativi, un event location con un "tono berlinese" e un abito vintage nero. Può vestirsi da temporary shop, può mostrarvi i volti dell'arte e della moda, esporvi le mille sfumature del design o prestarsi per eventi unconventional. Vive di notte, ma anche di giorno, nessun giudizio, non pone limiti alla creatività ed ha molte storie da raccontare. In via Padova 21, ad un passo da Loreto.

Pubblicato in Nigthlife

La mostra "Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau", ospitata al Palazzo Reale di Milano fino al 20 marzo, consente di immergersi nel mondo pregiato ed elegante del Liberty, lo stile che a cavallo tra Otto e Novecento caratterizzò il mondo dell'arte, soprattutto dell'architettura, ma anche dell'artigianato e dell'arredo, raggiungendo in tutta Europa punte di invitta grazia.

La mostra di Milano converge sulla figura dell'artista ceco Alfons Mucha, uno dei maggiori esponenti dell'Art Nouveau. Formatosi nella nativa Moravia, dove inizia la sua carriera come decoratore, nel 1887 Mucha si trasferisce a Parigi, dove si impegna principalmente nel produrre cartelloni pubblicitari, manifesti teatrali, pannelli decorativi, copertine per riviste, calendari, illustrazioni librarie. Qui compaiono immagini femminili di suprema eleganza, definite da una linea nitida che delimita squisitamente i contorni. Si afferma così un inconfondibile "stile Mucha", che ottiene grande fortuna anche in America, ove il pittore soggiorna tra 1906 e 1910. Rientrato in Europa, si stabilisce a Praga, rimanendovi fino alla morte, avvenuta nel 1928. Qui si dedica al grandioso progetto dell'Epopea slava, una serie di tele consacrate alla storia del popolo slavo.

La mostra di Palazzo Reale racconta il percorso artistico di Mucha attraverso le 149 opere prestate per l'occasione dalla Richard Fuxa Foundation. Arricchisce l'esposizione un'ampia selezione di ceramiche, vetri, sculture, mobili, ferri battuti, disegni di artisti e manifatture europei che testimoniano quello stile floreale che caratterizzò, secondo le varie declinazioni nazionali (francese, belga e italiana soprattutto), il Modernismo internazionale. Un itinerario tra oggetti e immagini per ricreare gli ambienti e le decorazioni di quel mondo fulgente della Belle Epoque, che ancora oggi desta stupore e fascinazione.

Info: Palazzo Reale, Piazza del Duomo, 12, Milano Biglietto con diritto di prenotazione € 12,00

Chiara Zanetti

 

Pubblicato in Cultura
Martedì, 29 Dicembre 2015 15:19

BURLESQUE… Night Creatures

Anche quest’anno sta per concludersi e la domanda che risuona nelle menti di tutti è sempre la stessa “che fai a capodanno?”. Ogni volta la stessa storia. Chi cerca il divertimento sfrenato, chi un cenone completo, chi un evento spettacolare e chi musica ad alto volume per scatenarsi in balli sfrenati.

Questa volta forse esiste un evento che riesce a racchiudere tutti questi elementi in un’unica serata. Come di consueto negli ultimi tre anni infatti la Fondazione Egri per la Danza propone un dinner show senza precedenti. Al Teatro Vittoria, uno spazio esclusivo dedicato alla musica nel cuore pulsante di Torino, questa volta infatti l’ambiente si trasforma, catapultando gli ospiti in un’altra dimensione… quella magica e luccicante del Burlesque.

BURLESQUE… Night Creatures è la serata diversa che tutti cercano. La serata che non ti aspetti, dove la cena non è soltanto una cena e lo spettacolo non è soltanto una cornice. Diretti da Raphael Bianco, condirettore e coreografo della compagnia storica Egribiancodanza che si esibirà anche come performer, i dieci ballerini che brilleranno sul palco trasformeranno l’ultimo dell’anno in una vera e propria avventura… Rigorosamente con musica dal vivo, grazie alla collaborazione dell’Ivan Bert O-rchestra.

Tutto curato nei minimi dettagli, dalla scelta delle musiche, alle coreografie e ai costumi, il tutto senza trascurare l’aspetto culinario. Il cenone infatti è firmato dallo chef Andrea Aimonetto del Melograno di Cherasco e sarà il giusto arricchimento per una serata già scintillante.

Fondata da Susanna Egri, la Egribiancodanza ancora una volta cerca di superare i propri limiti e si reinventa. Dopo SHOWDINNER, dove l’intero teatro era stato catapultato indietro nel tempo agli anni ’50, e il viaggio nel mondo della passata edizione, questa volta è il turno di BURLESQUE… Night Creatures.

Una serata chic e ristretta, solo per coloro che amano l’arte e il divertimento e che anche solo per una notte vogliono lasciarsi stregare dalla magia del Burlesque. Il Teatro si trasformerà completamente, per regalare un ultimo dell’anno degno di essere festeggiato.

La serata fa parte della ricca programmazione de IPUNTIDANZA 2015/2016, la fitta e ricchissima programmazione artistica curata dalla Fondazione Danza Egri, giunta quest’anno alla sua tredicesima edizione. Un calendario di eventi itineranti, così come prevede il carattere fondante di questa iniziativa, che tocca ben dieci città in tre differenti regioni, tra cui, oltre alle abituali Torino, Moncalieri, Rivoli, Cuneo, Asti e Aosta, da quest’anno anche Biella, Genova, Pinerolo e Giaveno.

Quella di Burlesque è solo una delle ventiquattro serate che arricchiranno questa stagione da tenere sott’occhio. Non perdetevi quindi l’occasione per lasciarvi ammaliare e sedurre dalla magia della danza. La Egribiancodanza sarà in scena con tre diverse formule di serata, le prime due che saranno solo un assaggio dello show integrale, dal 29 al 31 dicembre 2015, dove potrete trovare 80 posti a 150€ a persona per un cenone di capodanno che non dimenticherete tanto facilmente!

BURLESQUE… Night Creatures Teatro Vittoria, Via Gramsci, 4, Torino.

29 Dicembre 2015 – ore 22:00 – formula After Dinner 30 Dicrembre 2015 – ore 19:00 – formula Aperitivo 31 Dicembre 2015 – ore 21:30 – SHOWDINNER, CENA E SPETTACOLO.

Per info e prenotazioni tel. +39 366 4308040 (anche WhatsApp) website: www.egridanza.com  mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. MSG PVT pagine Facebook Susanna Egri - Fondazione Egri o Compagnia Egribiancodanza

Adele Di Giovanni

Pubblicato in Cultura

 

“Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia” è la mostra allestita fino al 7 febbraio 2016, curata da Giovanna Calvenzi presso Palazzo della Ragione Fotografia, promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo della Ragione, con Civita, Contrasto e GAmm Giunti. La recente esposizione volge a chiudere un percorso fotografico rivolto all’Italia in occasione di EXPO 2015 e iniziato nel marzo scorso con “Italia Inside Out”, dedicata all’obiettivo dei fotografi italiani.

Un’esposizione chiara e diretta che, nonostante l’allestimento “improvvisato”, offre una panoramica completa degli sguardi di fotografi internazionali rivolti al nostro Paese, in un arco temporale di circa ottant’anni. Sette aree tematico-linguistiche accompagnano il visitatore all’interno di una retrospettiva che si sviluppa anche attraverso una storia indiretta della fotografia e dei linguaggi che le appartengono.

Si parte dal Maestro, Henri Cartier-Bresson il quale, nel 1933, compie un viaggio in Italia, alla scoperta dei volti e delle scene che la rappresentano, creando un immaginario che, riferendosi alla cultura visiva del subitaneo dopoguerra, rimarrà a lungo identificativo del nostro Paese; a seguire Robert Capa, padre del fotogiornalismo, con il suo celeberrimo reportage a seguito dell’esercito statunitense nella Campagna d’Italia del 1943, già reso noto dalla mostra del 2013 “Robert Capa in Italia 1943 – 1944”, in occasione del settantesimo sbarco degli Alleati. Inoltre David Seymour, Cuchi White, Herbert List, William Klein e Sebastião Salgado il quale, grazie alla sua abilità di rilettura della realtà umana, racconta i volti e le gesta dei pescatori nelle tonnare siciliane, riportando immediatamente alla memoria i “Contadini del mare” (1955) di Vittorio De Seta.

Proseguendo nel percorso espositivo si approda alla seconda sezione, quella dedicata a “La poesia del bianco e nero”: il reportage sembra abbandonarci, ma non la fascinazione per la pellicola bicromatica delle macchine fotografiche di Claude Nori, George Tatge, Helmut Newton e Guy Mandery che, attraverso una visione classica, ci regalano ricordi, ricerche metafisiche e armonie visive.

“L’interpretazione diventa un atto d’amore” e la tecnologia si mette al servizio dei fotografi che, attraverso diverse tecniche, offrono una loro rielaborazione personale dell’immaginario italiano, in particolare delle città d’arte: Venezia è protagonista nei lavori di Alexey Titarenko e Hiroyuki Masuyama; Abelardo Morell, mediante il foro stenopeico, crea delle contaminazioni tra interno ed esterno che danno vita ad immagini quasi surreali. Bernard Plossu ci racconta dell’Italia attraverso il finestrino del treno per poi proporcela in stampe realizzate con tecniche ottocentesche; un ritorno alle origini, con l’utilizzo del bianco/nero, anche da parte di Gregory Crewdson, nei suoi ritratti di Cinecittà, e Sarah Moon, dedicatasi alle atmosfere da sogno di Reggio Emilia, onirismo ripreso anche da Irene Kung, a confronto con i monumenti del presente e passato di Milano.

“La nobile tradizione documentaria” non poteva non essere rappresentata dagli scatti di Paul Strand in quella sensazionale opera che fu “Un Paese”, il primo foto-libro italiano realizzato insieme a Cesare Zavattini nel 1953, dedicato alla quotidianità contadina di Luzzara, in Emilia-Romagna. Insieme, vi sono anche documentari di Thomas Struth, John Davies, Jordi Bernadó, Mark Power, Axel Hütte e Joan Fontcuberta.

L’inquietudine dello sguardo si esprime attraverso i lavori e le indagini di Art Kane, Michael Ackerman e Jay Wolke, che sin dalla fine degli anni Sessanta, raccontano del degrado crescente in alcune zone italiane, a favore della mercificazione e del disfacimento come nel caso veneziano fissato da Kane. A bilanciare questa visione disfattista vi è “lo sguardo positivo” proposto, primo tra tutti, da Steve McCurry, proprio nei confronti della stessa Venezia e dell’intesa estetica che si crea tra persone e ambiente, ma anche gli scatti di Hans van der Meer, Joel Meyerowitz, Maggie Barret, Harry Gruyaert e Martin Parr.

Per concludere, l’ultima sezione è dedicata all’autoritratto e alla narrazione autobiografica perseguita da Nobuyoshi Araki, anch’egli affascinato dalla laguna, Sophie Zénon che ripercorre la storia della sua famiglia attraverso i luoghi di provenienza dei suoi nonni, e dagli autoritratti nel paesaggio di Elina Brotherus, idealmente ricollegabili a quello celebre di Henri Cartier-Bresson, che ha dato il via a questo lungo percorso attraverso l’Italia.

Un viaggio affascinante che ci rivela “lo stupore che la nostra penisola suscita all'estero, in culture e sensibilità diverse dalla nostra, costringendoci a riflettere sul valore del nostro patrimonio naturale, artistico, storico e sociale”.

Francesca Bottin

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l'Italia fino al 7 febbraio 2016 - Palazzo della Ragione, Milano Biglietti: € 12,00 intero, € 10,00 ridotto, € 6,00 ridotto speciale Lunedì chiuso  Mar - Mer - Ven - Dom dalle 9:30 alle 20:30 Gio - Sab dalle 9:30 alle 22:30

Festività Giovedì 31 dicembre 9.30 – 14.30 Venerdì 1 gennaio 14.30 – 20.30 Mercoledì 6 gennaio 9.30-20.30

 

Pubblicato in Cultura
Pagina 4 di 138

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.