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Giovedì, 10 Gennaio 2019 23:41

Vent'anni senza De André

Sono passati vent'anni da quel giorno d'inverno che ci ha portato via uno dei più grandi cantautori italiani. 

Pubblicato in People

"...Adagia il corpo sul sentiero e nota la macchia di sangue che fuoriesce sotto la scapola dal foro causato dal proiettile... Trovarsi un cadavere tra le braccia non rientra nel programma di allenamento."

Ecco un estratto dal nuovo libro di Massimo Milone, 'Milano corri e muori', edito da Happy Hour Edizioni, romanzo noir che sarà disponibile nelle librerie a partire da settimana prossima.

Protagonista è il commissario Remo Barocci che deve indagare sull'omicidio di una manager americana, avvenuta al Parco Sempione. I suoi colleghi Van Dir, Laganakis e Fossati lo aiutano a trovare indizi, mentre Castoldi e il suo collega Fumagalli cercano di impedire a uno spietato stalker di nuocere alla donna che ha preso di mira.

La storia è incentrata su uno dei problemi più attuali nella società italiana, la violenza sulle donne, nelle sue molteplici sfaccettature, creando un racconto ricco di ironia e suspence.

La copertina del romanzo è affidata al fotografo Stefanino Benni, che si è curato di dare all'immagine un carattere in linea con il romanzo poliziesco.

Massimo Milone vive e lavora a Milano. Ha pubblicato tre romanzi: Un mondo difficile, libro ironico e divertente sull’intreccio tra verità e menzogna nel mondo dei media e della politica; Per una bionda, noir ambientato a Napoli e firmato con lo pseudonimo Max Aniello; Delitto alla Montagnetta, primo romanzo sulle inchieste dell’8° Distretto di Milano. Ha inoltre partecipato alle antologie di racconti Milano Forte e Piano. Tutte le opere citate sono pubblicate da Happy Hour edizioni.

Il libro verrà presentato giovedì 16 maggio durante la rassegna Orasenzombra - Book on stage, alle ore 21.00 presso l'Hotel Admiral in via Domodossola 16 a Milano.

Milano corri e muori Romanzo noir di Massimo Milone Happy Hour edizioni, 2013, pp.176, € 12,50

Pubblicato in Cultura
Sabato, 30 Marzo 2013 13:21

The Following 1x07

Episodio chiave di The Following dopo la scorsa puntata che si poteva definire di transizione.

 

I seguaci di Carroll hanno finalmente un ruolo da protagonisti. Lo dice lo stesso guru della setta. Il progetto di Joe è quello di ricreare lo spirito e la filosofia del romanticismo gotico dove l'amore è sofferenza così tanto quanto la vita stessa. Partendo da Poe e dalle opere del maggior rappresentante letterario del genere, il professor Carroll pone i primi germogli della sua setta. Forma accoliti e affascina platee; in seguito passa alle azioni criminose vere e proprie e infine all'idea di una vera e propria setta, con tanto di seguaci disposti a tutto pur di compiacerlo e far parte del suo gruppo.

 

I follow del serial killer si ampliano e si organizzano in tutto il periodo in cui il loro leader è in carcere e quando Carroll evade e li raggiunge nel loro rifugio collettivo inizia per tutti un nuovo percorso. I seguaci, allora, vengono chiamati a scrivere le pagine ulteriori del libro/percorso cominciato proprio dal loro capo, ognuno a suo modo, ognuno mediante la sua esperienza.

E così che nell'ultimo episodio della serie lo spettatore comprende che i veri follow non sono solo disadattati anonimi o persone escluse dalla società che hanno trovato uno scopo nella setta, né gente così fragile e facilmente influenzabile. Essi sono molto di più. Tutti loro sono già assassini e colpevoli di qualcosa. Sono persone in grado di perpetuare efferati crimini e violenze di ogni tipo. Quello che fa Carroll è solo dargli una struttura nella quale operare, un gruppo al quale appartenere e con il quale collaborare a violenze e omicidi.

 

Joe Carroll lo dice apertamente a tutti loro. Il libro, di ispirazione gotica e romantica, deve essere scritto da tutti loro e ogni pagina sarà la loro personalissima storia.

Gli amici di Emma sono degli assassini ancora prima di conoscere Carroll, Emma lo diventa in seguito ma solo perché è già pronta a diventarlo, la protagonista dell'ultimo episodio ha già ucciso il suo ex marito e l'amante di quest'ultimo. I follow sono tutti assassini. Violenti e psicopatici proprio come il loro leader. La trama della serie allora muta completamente e presenta allo spettatore non più deboli e influenzabili personaggi di secondo piano ma spietati assassini che cercano Carroll per compere il loro destino fino alla fine. Il loro leader lo sa e fa in modo che la sua vendetta diventi quella dei suoi seguaci. Joe Carroll vuole ritrovare l'ex moglie, l'unica donna che ama ( a suo modo), la madre di suo figlio, che però è sotto stretta protezione e sorveglianza del FBI e soprattutto del suo vero antagonista pubblico e privato: l'agente Ryan. Fallito il piano di cattura del giovane agente Mike, questa volta il serial killer ci riprova con un piano diabolico e spietato. Invia una delle sue seguaci a uccidere tutte le donne che portano il nome e il cognome di sua moglie. Inizia così una carneficina assurda e orribile con la polizia e l'FBI impegnati a correre contro il tempo.

Carroll sembra però fallire  ancora per mano di Ryan ma non è così.

Il luogo segreto dove è tenuta la sua ex moglie gli viene rivelato da un suo seguace.

Moriranno altri innocenti? Gli ultimi episodi della prima serie saranno i più difficili da seguire.

 

Antonia del Sambro

Pubblicato in Cultura
Mercoledì, 20 Marzo 2013 12:58

The following 1x06

La setta di Carroll è l'incubo del FBI.

Lo confessano apertamente gli stessi investigatori scelti che nonostante tutti gli sforzi mancano il bersaglio ripetutamente. Eppure sembrano andarci sempre così vicini. Come afferma, però, l'ennesimo componente della setta, morto suicida negli uffici del Bureau, sarà difficile per gli agenti trovare Carroll o i suoi complici più stretti e importanti, perché la setta del serial killer è immensa e composta da persone del tutto insospettabili. “Siamo noi a cercare voi e non viceversa”, dice il  follow  prima di avvelenarsi, e gli investigatori sanno che dice la verità.

Così, mentre l'FBI brancola nel buio, Joe Carroll e i suoi assistenti più importanti ideano e mettono in pratica il rapimento di uno degli investigatori protagonisti della serie. Il braccio destro di Ryan, l'uomo che sa dove si trovano i testimoni messi sotto stretta sorveglianza e protezione. E Carroll vuole proprio lui per poter arrivare a sua moglie. Alla sua ex moglie per la precisione. Da un pazzo omicida e psicopatico però non ci si può aspettare lucidità e raziocinio, pertanto nella mente del serial killer la sua ex moglie è ancora sua proprietà e legata a lui tramite il figlio di sette anni, anche lui ostaggio nella grande villa occupata dai follow.

A farne le spese è l'agente Mike, pestato a sangue e pronto a essere immolato dai seguaci di Carroll perché ostinato a non confessare il rifugio dove è tenuta nascosta dal FBI la moglie del killer.

La morte sembra ormai inevitabile per il giovane agente ma a salvarlo arriva Ryan che ha intuito il luogo dove lo tengono segregato dopo averlo rapito dall'albergo.

Inevitabile sparatoria e inevitabile fuga del nuovo luogotenente di Carroll. Lo sceriffo Roderick, capo della polizia della sperduta città della Virginia dove si nasconde la setta del killer.

L'attuale sceriffo è stato allievo di Carroll all'università e complice nell'uccisione di tre ragazze quattordici anni prima. Il suo mentore e insegnante, però, si assume tutta la responsabilità degli omicidi e così il giovane allievo non solo non va in carcere, ma può far carriera nelle forze dell'ordine e diventare il punto di riferimento più importante per la setta e per lo stesso Carroll.

Nonché suo debitore per sempre.

Ancora, dunque, un insospettabile e ancora un pazzo criminale come il proprio mentore, pronto a uccidere a sangue freddo e a punire come gli è stato insegnato e ordinato.

Joe Carroll, deluso e sconfitto ancora una volta dall'agente Ryan, che sventa il rapimento del suo braccio destro, e frustrato dal non aver raggiunto l'informazione sul rifugio dove è tenuta protetta l'ex moglie, decide di punire uno dei rapitori che avrebbe dovuto uccidere l'agente Mike.

E lo fa con estrema lucidità e piacere e con il benestare e la complicità dello stesso membro della setta, che decide di immolare la propria vita per la causa di Carroll e per dare un significato alla propria esistenza. E' la scena che segna l'apoteosi del pensiero del killer, della sua capacità di monopolizzare la mente e i corpi dei suoi adepti e della sua onnipotenza materiale.

Il male come arte della maieutica. E nessuno ne è al riparo.

 

Pubblicato in Cultura

Due ragazzi come tanti, un unico desiderio: quello del cambiamento, quello di rendere la cittá di Milano un posto migliore in cui vivere. Un sogno  comune che li ha legati non solo ad un’amicizia vissuta fra le mura del centro sociale Leoncavallo, uno dei luoghi in cui il bisogno di migliorare la societá dell’epoca costituiva la prioritá dell’aggregazione. Ad unirli é una tragedia consumatasi quel  lontano 18 marzo 1978, quando ancora diciottenni credevano che un mondo diverso fosse possibile e lo volevano a tutti i costi. Lo dimostravano attivamente, fino all’ultimo istante della loro troppo e maledettamente breve vita. A coinvolgerli a quel tempo, era infatti un’iniziativa che voleva combattere il traffico della droga del quartiere Lambrate legato alla destra eversiva.

Sono passati trentacinque anni da quel giorno, dal giorno in cui Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci decidono di passare la serata come era loro solito, quattro chiacchiere, un concerto, tanti amici. Cenano insieme, intorno alle 20.00 escono di casa, un edicolante li sente parlare a proposito dei fatti che in quei giorni erano testimonianza viva delle grandi contraddizioni storico politiche del nostro paese. Quei fatti storici avvenuti proprio in quei giorni e che hanno segnato la storia italiana profondamente, uno tra i quali il rapimento dell’onorevole Aldo Moro. Percorrendo le vie del quartiere Lambrate, diretti al centro sociale Leoncavallo, raggiungono via Mancinelli. E’ esattamente qui, pressappoco al numero 8, che i loro sogni si imbattono nella furia omicida dei loro spietati carnefici, la quale identitá è rimasta ancor oggi un mistero. Tre persone che agiscono con freddezza e professionalità, due dei tre vestono cappotti chiari. Pochi scambi di parole, la situazione si colora di rosso, il colore del sangue di due persone appena diciottenni.

Un massacro impunito che continua ad essere un enigma, una giustizia che per negligenza e scarso interesse non ha saputo dare delle risposte, considerandolo forse un caso di ‘serie b’. Tra le poche certezze emerse dalle indagini, condotte inizialmente dal sostituto procuratore Armando Spataro e presto capitolate in un vicolo cieco e alla definitiva archiviazione nel 2000, è quella che Fausto e Iaio quella notte furono stati giustiziati. Troppo scomodo l’impegno di controinformazione che i due amici stavano svolgendo a proposito dei traffici di eroina che erano diventati il morbo del quartiere. A qualcuno il loro attivismo dava molto fastidio. Da Roma non tarda ad arrivare una rivendicazione da parte dei Nar, Brigata Franco Anselmi, fondata dallo stesso Anselmi  che dodici giorni prima era stato ucciso durante una rapina a un’armeria, sempre a Roma. Rabbia e sgomento seguirono i giorni successivi il loro omicidio. Centinaia di migliaia i cittadini che il 22 marzo 1978, giorno dei funerali, non mancarono di scendere in piazza a manifestare il loro cordoglio. Un forte pianto collettivo, profondo sgomento e una ferita indelebile.

Il senso della speranza dei due amici che si spense sotto i colpi di otto proiettili Winchester calibro 7,65, ma il senso della loro lotta è ancora vivo in una cittá come Milano che non vuole dimenticare, che non deve ‘archiviare’ il ricordo, ma che sulla base di quello, necessita costruire un futuro fruttuoso, impegnato nell’opposizione di ogni logica neofascista. Pisapia definisce questo dramma di matrice inequivocabilmente politica, una sconfitta dello Stato, della giustizia e della democrazia, un fatto non accettabile, un caso che non ha mai visto  la verità: ‘’non sono mai state svelate le trame ma solo lasciate intravedere.‘’

A Fausto e Iaio sono stati dedicati i giardini di piazza Durante, a due passi da piazzale Loreto, nel cuore del quartiere Casoretto, inaugurati un anno fa dal sindaco di Milano in onore dei suoi ‘’per sempre ragazzi.’’ Quest’anno Nerospinto consiglia lo spettacolo ‘Viva l’Italia’: una riflessione su quel passato che vuole farsi presente. Un testo inedito di César Brie, regista e attore argentino di lungo corso che vive e fa teatro a Milano. Uno spettacolo che presenterà la vita di 5 personaggi realmente vissuti e che metteranno in scena i segreti e i retroscena di uno dei delitti emblematici di un’Italia dal clima rovente. Un’Italia paese delle ingiustizie di stato e delle stragi fasciste rimaste impunite, ma che attraverso il teatro vuole dimostrare di non essere vigliacca. Alla sua elaborazione, oltre a documenti e libri che testimoniano i fatti, ha contribuito anche Maria Iannucci, sorella di una delle due vittime e presidente della ‘Associazione amici e familiari di Fausto e Iaio’. Al teatro Puccini  l’uomo sará posto al centro della rappresentazione con i suoi sogni, gli errori e gli orrori, con un unico intento che mira a volerli trasformare in una speranza, ossia quella della possibile realizzazione di una societá libera dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. La stessa per la quale Fausto e Iaio hanno combattuto e che sognavano per l’Italia.

VIVA L’ITALIA

le morti di Fausto e Iaio di Roberto Scarpetti, regia di César Brie

Dal 18 marzo al 14 aprile 2013 al Teatro Elfo Puccini

Corso Buenos Aires 13

Mart/sab. ore 21.00, dom. ore 16.00

Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16

LA MOSTRA

Dal 18 marzo al 14 aprile, in occasione dello spettacolo Viva L’Italia sarà allestita un'installazione realizzata da alcuni studenti del Liceo artistico di Brera ispirata allo spettacolo e all'atmosfera degli anni 70.

Foyer della Sala Fassbinder . Ingresso libero

Pubblicato in Cultura

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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