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Venerdì, 17 Maggio 2019 12:09

Commedia, riflessioni e colpi di scena!

Una commedia ad alta tensione che alterna grasse risate ad improvvisi spaventi, adornata da intrighi, delitti e dimenticanze.

Pubblicato in Cultura

Dal 12 al 17 marzo, il Teatro Franco Parenti di Milano ospita una commedia in lingua inglese con sovratitoli in italiano dalla forte impronta goldiana ambientata nel 2002, anno in cui nei paesi europei fu adottato l'euro. The Wily Widow parla di quanto gli esseri umani sono molto umani.

Pubblicato in Foyer

La sedicesima edizione del Monte-Carlo Film Festival de la Comédie inizia oggi, 4 marzo, e proseguirà fino a sabato 9 marzo 2019. A presiedere la giuria ci sarà Emir Kusturica, eclettico sceneggiatore, attore, musicista e pluripremiato regista di fama mondiale. La kermesse cinematografica interamente dedicata alla commedia, avrà sede al Grimaldi Forum del Principato di Monaco.

Pubblicato in 16mm
Mercoledì, 27 Febbraio 2019 13:56

La commedia italiana torna a essere meravigliosa

Sarà per la crasi di due bellissimi romanzi scritti entrambi da Francesco Piccolo e pubblicati da Einaudi e ora adattati a una sceneggiatura perfetta, sarà per l’impegno del cast attoriale, tutti credibili e meravigliosi anche se non conosciutissimi al grande pubblico, tranne Pif, o sarà perché Daniele Lucchetti si è innamorato lui per primo del suo film, ma Momenti di trascurabile felicità è una pellicola deliziosa come non se ne vedevano da tempo nella nostra commedia.

Pubblicato in 16mm

Da oggi, 9 novembre, fino al 26 novembre, al Teatro Manzoni di Milano, va in scena La guerra dei Roses, una commedia pronta a dare vita ad un grande amore.

Pubblicato in SvelArte

Al Teatro Manzoni, da oggi, 24 novembre, fino al 11 dicembre va in scena: Nudi e Curdi, una commedia divertente, dove gli archetipi sfumano in una nuova concezione di se stessi.

Pubblicato in Cultura
Sabato, 02 Febbraio 2013 15:28

Spielberg e Lincoln, connubio perfetto

Quando ho saputo dell’uscita al cinema di Lincoln mi sono detta : un altro film sulla guerra di Secessione americana e un altro film in costume, non ce la possono fare!

Poi, però, ho considerato che la regia è di Steven Spielberg e mi sono fatta forza. E sono stata premiata, perché Lincoln è una grande pellicola. La storia è spietata, realistica in ogni particolare di quegli incredibili e difficilissimi ultimi mesi della legislatura di Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti di America, così come lo è la fotografia filmica e la regia, tutta disposta a scene di interni, con luce soffusa e un gioco di luci e ombre che richiama la tecnica di frammentazione dell’immagine così cara a Eisentejn.

 

Nei precedenti film dedicati alla figura del presidente americano troppo spesso è capitato che lo stesso protagonista venisse offuscato dalle vicende della guerra tra nordisti e sudisti. Troppi militari e comparse in divisa, troppe truppe a cavallo o accampamenti coperti di cadaveri e feriti distoglievano l’attenzione dello spettatore dalla vera figura di Lincoln e dall’affascinante storia della sua vita.

Abramo Lincoln rimane, infatti, una delle figure storiche più importanti di tutti i tempi. Il primo presidente repubblicano degli Stati Uniti e il più conosciuto dagli stessi americani.

Spielberg lo sa ed è per questo che la sua pellicola punta tutto sull’uomo e sul personaggio storico.

 

Il risultato è un film dove la personificazione tra protagonista e spettatore riesce in maniera naturale. Abramo Lincoln è un uomo tormentato che deve risolvere e affrontare una delle questioni universali più importante di tutti i tempi: il tema della schiavitù.

Ed è proprio su questo che si basa la bellezza della pellicola di Spielberg.

Essere abolizionisti è allora non soltanto portare avanti le proprie idee e convinzioni etiche e morali ma raggiungere con i voti necessari alla Camera l’approvazione di una legge nazionale che cancelli la schiavitù e ponga le fondamenta per una nuova nazione.

Per questo il film è scandito da passaggi e monologhi crescenti. Per arrivare all’approvazione definita alla Camera sono necessari venti voti oltre quelli su cui il presidente in carica può già contare.

La griglia narrativa del film è tutta qui. Per venti voti si perde o si vince la battaglia di tutta una vita. La possibilità di entrare nella storia. Il destino di migliaia di persone.

La guerra civile infuria e un uomo solo deve convincere un’intera nazione a cambiare rotta e voltare pagina.

Abramo Lincoln è tutto il film. Non servono effetti speciali o movimenti di macchina straordinari, lo spettatore resta incantato dall’abilità politica e dalla personalità del protagonista, meravigliosamente interpretato da Daniel Day – Lewis, che sovrasta in scene girate quasi tutte in interni e con una fotografia scura e di grande fascino. Bellissima e appropriata anche la musica affidata a John Williams, lo stesso compositore di Star Wars, Harry Potter e altre pellicole di successo.  In poche parole, Spielberg sa fare ancora grande cinema. E non delude mai.

Antonia del Sambro

 

Pubblicato in Cultura

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