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Mercoledì, 26 Settembre 2018 10:16

Weekend tra Brescia e Lago di Garda

Un week end alla scoperta della Bassa Bresciana, territorio pianeggiante a sud di Brescia e a un’ora dal Lago di Garda.

Pubblicato in Lifestyle
Domenica, 25 Giugno 2017 07:14

Peaches gratis all'ArenaSonica di Brescia

Sabato 29 luglio, Peaches si esibirà sul palco dell’ArenaSonica di Brescia con un imperdibile live gratuito.

Pubblicato in Musica

Questa sera i Ministri saranno a Brescia per un imperdibile concerto nell’area feste di via Serenissima.

Pubblicato in Onstage
Martedì, 03 Maggio 2016 11:44

Roger Ballen e la sua idea di “Casa”

Sabato 14 Maggio Roger Ballen ritorna con una seconda mostra a Brescia, presentando 43 foto che danno vita al libro “The House Project”.

Pubblicato in SvelArte

Si dice che il peso dell'anima sia 21 grammi. Ma dal 27 febbraio 21 grammi sono molto di più. Sono un sogno che si realizza, sono spirito di rivalsa, sono il nuovo spazio interamente gestito da un gruppo di ragazzi con la sindrome di Down.

Ha aperto a Brescia 21 grammi: panetteria, gastronomia, bar e anche piccolo ristorante gestito da chef e mastri fornai formati dall'Istituto Mantegna e sostenuti dal Centro Bresciano e dalla Cooperativa Big Bang. I genitori di questi ragazzi, infatti, hanno creato un'associazione con un obiettivo ben preciso: favorire l'inserimento dei loro figli nella società, cominciando proprio dal lavoro.

I ragazzi di 21 grammi riescono finalmente a guardare al futuro con serenità e ottimismo.

21 grammi è un innovativo progetto di business sociale, che consente ai giovani affetti da sindrome di Down di rafforzare le loro capacità relazionali e creative e, soprattutto, è un ottimo trampolino di lancio per future occasioni lavorative. La cooperativa Big Bang sa che deve affrontare una sfida per nulla semplice: deve riuscire a incentivare fra le imprese l'impiego di questi ragazzi, aiutandoli a diventare completamente autonomi.

21 grammi è il posto da segnare in agenda, se si decide di fare una gita fuori porta a Brescia. E' un luogo speciale, un sogno che può crescere ancora.

 

21 GRAMMI Viale Italia 13 Brescia Lunedi-sabato | 07:30-19:30

Beatrice Bellano

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Pubblicato in Food

Venerdì 10 luglio 2015 dalle ore 19.00 al Mono Bar di via Lecco 6, 20124 Milano, viene inaugurata la mostra di Lara Orrico, in arte "Il Broccolo Volante": "People: The Rhythm of the Night".

Lara Orrico, caustica illustratrice di spiccato talento, nasce nel 1991 a Savona. Frequenta il liceo sociopsicopedagogico, e nel 2010 si iscrive all’Istituto Europeo di Design di Torino, dove frequenta il corso di Illustrazione. Nel 2011 partecipa al concorso promulgato dall’Ozu Film Festival Disegna il tuo finale classificandosi seconda, reinterpretando in chiave scherzosa il finale del film The Truman Show di Peter Weir. Sempre nel 2011 si qualifica terza al concorso Matite Per La Pace indetto dalla scuola del fumetto Comics di Firenze, con la partecipazione di Emergency, con le illustrazioni dal titolo La guerra non è un gioco, che costituiscono una riflessione sul tema dei bambini soldato. Nel 2012 partecipa a diversi concorsi di illustrazione indetti dall’Associazione Italiana Illustratori e alla selezione per la mostra degli illustratori alla fiera del libro per ragazzi di Bologna.

Il suo stile caratteristico si vede chiaramente nel fumetto Resource – La rinascita: qui in chiave scherzosa e ironica Lara racconta il suo ricovero di un mese presso l’ospedale Molinette di Torino, avvenuto nel maggio 2010. Attualmente Lara vive a Milano dove frequenta il II anno del corso di Illustrazione e animazione presso lo IED.

Da tempo l'artista ha contaminato la città con i suoi brillanti progetti: ultimo “illbar”, con il Collettivo Collottola, la meravigliosa mostra itinerante nata per illustrare gli angoli più remoti della città di Milano, mostrarne ogni sfaccettatura che la caratterizza, ammaliante e incongruente allo stesso tempo.

La mostra “People: The Rhythm of the Night” costituisce invece un omaggio al mondo della notte e ai protagonisti che la animano. Attraverso il suo sguardo sardonico e ammiccante, Lara rielabora particolari del quotidiano e racconta con le sue illustrazioni gli stereotipi della Milanodabere: dal dj al PR, dal blogger al barman e agli avventori dei locali notturni. Il divertimento consisterà nel tentare di individuarli deducendo l'interpretazione ironica dell'artista milanese.

Il Mono Bar, locale gay friendly caratterizzato dagli arredi vintage anni 60 nel cuore di Porta Venezia, presenta dalle ore 19.00 Dj Tosi con una particolare selezione anni '90 e dalle ore 22.00, in consolle PUPPEN con la serata synth/OMO “music from the age of innocence”.

Le opere della mostra “People: The Rhythm of the Night” rimarranno esposte presso il Mono Bar fino al 24 luglio 2015.

 

 

People: The Rhythm of the Night di Lara Orrico, in arte "Il Broccolo Volante" Venerdì 10 luglio 2015 dalle ore 19.00 Mono Bar via Lecco 6, 20124 Milano

 

 

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Pubblicato in Cultura

Scatolabianca è una realtà riconosciuta a livello nazionale, rivolta alle Arti Contemporanee, alla formazione e alla cultura. Opera con frequenza sempre più crescente in tutto il territorio e in importanti capitali europee e internazionali. Ha come protagonisti la critica e curatrice Martina Cavallarin direttrice artistica di scatolabianca, Federico Arcuri Art Director, Roberta Donato PR &comunicazione, l’artista Gianni Moretti Coordinamento progetti.

Via Curiel 8 è un film d’animazione che nasce dalla collaborazione delle autrici e illustratrici Mara Cerri e Magda Guidi: un cortometraggio in animazione della durata di 10 minuti. La storia del film è tratta dal libro illustrato Via Curiel 8 di Mara Cerri, pubblicato nel febbraio 2009 dalla casa editrice romana Orecchio Acerbo e descritto sulle pagine della rivista “Lo Straniero”, diretta dal critico Goffredo Fofi, come “un racconto per immagini armonico e speculare. Di grande economia e di massima tensione simbolica, secondo un’idea di magico oggi sempre più rara, per via della sua delicatezza e profondità e della sua capacità di andare oltre il reale verso un’idealità insolita”.

Il film è una co-produzione franco-italiana ed è stato realizzato secondo la tradizionale tecnica del cinema d’animazione: più di 4000 disegni originali, dipinti a mano nell’arco di due anni dalle due autrici.

Come descritto dal critico cinematografico Federico Rossin, il film è “bello perché fragile, delicato come un sogno, misterioso come una visione, leggero come una folata di vento, malinconico come una carezza ricordata”. “La seconda volta che ho visto il film mi sono fatto prendere dai buchi narrativi, da tutto ciò che non dite, non mostrate, non raccontate. E la testa parte davvero a costruire infinite altre immagini, a cercare ai lati dello schermo quello che non c’è, a immaginarsi cosa è accaduto/potrebbe accadere/non accadrà mai”: così descrive le sue sensazioni Emilio Varrà, presidente dell’Associazione Culturale Hamelin di Bologna.

La mostra rimarrà fino al 5 aprile 

Sono esposti numerosi disegni originali che compongono il corto, selezionati e disposti in sequenze progressive che svelano e raccontano il movimento dei personaggi nelle sbavature e nella stratificazione del colore, alcune pitture in tecnica mista su tavola che ritraggono e rielaborano personaggi e scene del film e a coronamento della mostra viene proiettato in loop il film Via Curiel 8, nella sua versione definitiva.

Mara Cerri nasce a Pesaro nel 1978. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte/Scuola del Libro di Urbino, nella sezione Cinema d’animazione, e frequenta successivamente il Biennio di Perfezionamento in Cinema d’animazione. Nel 2003 inizia a lavorare come illustratrice di libri per ragazzi, collaborando con diverse case editrici italiane (Orecchio Acerbo, Fabbri, El, Emme, Carthusia, Fatatrac) e straniere (Grimm Press, Milan). Espone presso le biennali internazionali d’illustrazione di Bologna, Bratislava e Lisbona. Pubblica i suoi disegni su riviste e quotidiani, tra cui Il Manifesto, Internazionale, Carta. Nel 2008 riceve il Premio “Lo Straniero”, assegnato dall’omonima rivista di arte, cultura e società diretta da Goffredo Fofi, con la quale ha un rapporto continuativo. Collabora con l’agenzia americana Riley Illustration, realizzando illustrazioni per riviste e pubblicità.

Sempre nel 2008, inizia a lavorare a Via Curiel 8, la storia per un albo illustrato di cui è autrice unica (illustrazione e testi) e che sarà pubblicato dalla casa editrice Orecchio Acerbo nel febbraio 2009. Nel frattempo, realizza un progetto filmico dallo stesso soggetto, che vince il Premio della Giuria e il Premio Arte France al prestigioso Festival d’Animazione di Annecy (Francia).

Dal settembre 2009 al settembre 2011 collabora alla realizzazione del film con l’autrice di cinema d’animazione Magda Guidi, realizzando più di 4000 disegni dipinti a mano. Nel dicembre 2011, il film Via Curiel 8 vince la sezione Corti Italia del Torino Film Festival. Ha realizzato il video per lo spettacolo di teatro danza “You and me and everywhere”, una collaborazione con la regista performer Mara Cassiani . Lo spettacolo ha visto il suo debutto durante il Festival Santarcangelo dei Teatri 2012, con il sostegno di AMAT e L’Arboreto-Teatro Dimora.

Magda Guidi nasce a Pesaro nel 1979. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte/Scuola del Libro di Urbino, nella sezione Cinema d’animazione e frequenta, successivamente, il Biennio di Perfezionamento in Cinema d’animazione. In seguito realizza alcuni cortometraggi animati, selezionati in numerosi festival italiani e internazionali: Sì, però... (2000) 2° premio al Pesaro Film Festival del (sezione “L’attimo fuggente”) e 2° premio a Videocinema di Pordenone del 2001; “Nuova identità” (2003), videoclip per la band italiana Tre allegri ragazzi morti, premio della giuria a Videozoom di Tornaco (NO) 2003; Ecco, è ora (2004), gran premio “Castelli Animati” di Roma 2004.

Nel 2005 disegna una sequenza in animazione per il cortometraggio "Il nano più alto del mondo", diretto da Francesco Amato e prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Nel 2009, insieme ad Andrea Petrucci e Sergio Gutierrez, realizza un film d’animazione di 45 minuti per lo spettacolo teatrale L’ultima volta che vidi mio padre, per la regia di Chiara Guidi (Socìetas Raffaello Sanzio).

Camilla Falcioni nasce a Bournemouth (GB) nel 1976. Si laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università degli studi di Bologna, sede di Ravenna. Dal 2004 al 2009 coordina l'ufficio di Pesaro di Arthemisia, societa' leader nell'ideazione e produzione di mostre ed eventi culturali.

Dal 2010 è responsabile dell’ufficio stampa e promozione di Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive di Pesaro. Si occupa di organizzazione eventi e convegni e collabora con Mara Cerri e Magda Guidi da gennaio 2012.

Pubblicato in Cultura

Non è più mia intenzione consumare ogni singolo evento per poi risputare a casaccio i nomi di coloro che erano presenti, magari in ordine gerarchico. In una città in cui il presenzialismo è la regola occorre una netta presa di posizione al ribasso.

Non è snobismo, è una costatazione del tempo che ci troviamo a vivere. Il privilegio di poter partecipare ai cosiddetti eventi - ai vernissage, alle iniziative, ai drink, alle inaugurazioni - è in realtà una gabbia che ci tiene costantemente prigionieri nell’ obbligo, spirale viziosa, di dover dire di sì al tizio taldeitali o non deludere la PR del caso.

Il presenzialismo è una malattia e io ne sono stato contagiato per lungo tempo. Ho avuto la fortuna/sfortuna di nascere nella città “presenzialista” per eccellenza. Milano, nel lavoro come nel tempo libero, continua a essere una città che coagula “le solite facce nei soliti posti”. Vivere costantemente nella proiezione di un mondo fatto di pubbliche relazioni e di eventi. A maggior ragione se fai il giornalista, se devi costantemente tenerti aggiornato sulle novità che ci sono in giro.

Una condanna, specie se poi non ci trovi un effettivo guadagno, né un reale arricchimento culturale. Dunque cosa rimane? Cosa fare quando i tuoi paradigmi, le tue priorità cambiano? Ricominciare? O ri-buttarsi nella spirale dell’entertainment per acquisire contatti utili al cambiamento?

Capite che può essere una spirale senza fine. Forse è meglio guardare alla finestra questa città con un occhio disincantato. Perché si ci si consuma ogni giorno che si ripetono le stesse cose, che si ci si affanna verso le stesse mete. Quindi amici PR, non prendetevela con me, ho solo iniziato a spezzare le catene che ci uniscono. Non è colpa vostra, lo so. E’ inevitabile che prima o poi ci si stanchi, si abbia voglia di altro, di fare qualcosa che comporti nuove sfide.

E come sarebbe bello se la mia città cambiasse con me, cambiasse il suo paradigma di socialità e di aggregazione. Negli anni ’90, periodo in cui ero adolescente, ci si riuniva per gruppi di affinità. Divisi, ma uniti, la piazza era il nucleo aggregativo che ci uniformava. Crescendo hai bisogno di rapportarti ad un modello vincente, di avere la situazione sotto controllo e dire sempre SI.

E dunque mi piacerebbe osservare Milano da lontano, come quella serie di incontri che si tengono con cadenza mensile all’Informagiovani, “Milano vista da lontano”, dove lo sguardo lucido appartiene a persone che a Milano ci passano, la vivono e poi ripartono per altre mete, arricchendo quello sguardo disincantato che ti permette maggiore lucidità.

D’altronde se la vera libertà e poter scegliere dove vivere io avrei deciso: Milano per lavorare, altrove per vivere. E se si potesse vivere a Milano? Quelli della mia generazione se lo chiedono da tempo, e spesso non trovano una risposta.

Pubblicato in Nigthlife

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Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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