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BeerETTA: come spillare la birra pedalando|||

Se siete dei fan dello street food questa invenzione vi piacerà! È di Giovanni Kahn della Corte il brevetto di BeerETTA, la “birra in bicicletta”. La nuova frontiera dello street-food ci porta a Napoli!

Nerospinto ha riassunto per voi le 10 tendenze più cool che hanno caratterizzato il 2013. Pronte? Partiamo!

Cat Eyes: gli occhi di gatto sono tornati più di moda che mai, grazie alle segretarie sexy di Mad Men e agli occhi bistrati di Cara Delevigne, it girl del 2013. L’eyeliner visto come prezioso alleato di bellezza, arma da usare con maestria e astuzia.

Barba: per gli uomini il 2013 è stato l’anno del ritorno al pelo e all’irsutismo. Per strada, in tv e sui giornali se ne sono viste di tutti i colori: dal solo baffo, alla barba vittoriana al mix barba e baffetti. Un tempo prerogativa dell’intellettuale topo di biblioteca, oggi la barba è divenuta oggetto del desiderio degli uomini più à la page, soprattutto quando essa compensa la mancanza di capelli.

Frangia: Michelle Obama ha lanciato la moda (non tanto nuova, per la verità) della frangia, quella tendina che sottolinea lo sguardo (se fatta bene e sempre ritoccata) e che fa molto anni 70.

Sopracciglia folte: Cara Delevigne ci aveva visto giusto ad inizio 2013. Le sopracciglia folte e scure sono state l’elemento di punta della maggior parte dei look da passerella, da Maison Martin Margiela a Céline, passando per Elio giudice di X Factor 7.

Pixie Cut: il capello corto “da fatina” ha imperversato. Tutte e diciamo proprio tutte hanno dato una sforbiciata alle lunghe chiome, optando per un taglio corto e sfilato, sbarazzino e che toglie un po’ di anni. La celeb con il pixie cut più chiacchierato? Miley Cyrus senza dubbio.

Shatush: Bianca Balti a Sanremo ha tratto il dado. Da lì in poi se ne sono viste delle belle. Punte più chiare e radici più scure, tonalità del biondo o del rosso, fino alle più estrose, che hanno osato sfumature audaci, come quelle sul grigio. Paola Marella docet.

Labbra Mat: i rossetti opachi e dai colori sgargianti (favoloso ossimoro beauty) hanno spodestato i lip gloss e i lucidalabbra sberluccicosi dal podio dei must have beauty del 2013. Molte dame si sono fatte conquistare dalla capacità delle tonalità mat di mascherare le dentature non proprio d’ebano. Nel 2014 ricordarsi di prenotare una seduta di emergenza dal dentista.

I cerchietti gioiello: Chiara de Blasio è stata la vera scoperta trendy del 2013. La figlia del sindaco di New York ha stupito tutti festeggiando la vittoria de padre con dei magnifici cerchietti decorati: fiori, rose e appliques gioiello giocosamente abbinati ad una chioma afro sbarazzina. Chiara rocks.

Make up camaleontici: la colpa è sempre sua. Di chi? Ma di Lady Gaga ovvio! La mama monster è tornata a stupirci nel 2013 con una serie di look cangianti come un cristallo al sole. Look virginale ispirato alla Venere di Botticelli, gran signora della raccolta differenziata, Madama Dali e musa di Jeff Koons. La novella Cicciolina sta scaldando i motori per un 2014 che si preannuncia più roboante che mai.

Sorriso a 18 carati: le placche dorate sui denti non sono più prerogativa dei rappers più duri. Anche le insospettabili come Katy Perry e Rihanna si sono fatte conquistare dal sorriso bling bling che solo una seduta odontoiatrica da Tiffany può regalare.

Quali sono stati i vostri momenti beauty da ricordare del 2013?

Parlare di lusso al giorno d’oggi significa farlo con la piena consapevolezza di ciò che tal concetto ha rappresentato nel passato, evitando anche di inciampare in ricorrenti luoghi comuni. Magnificenza, sofisticatezza, ricercatezza  potrebbero essere considerati nel contempo sinonimi e caratteristiche del lusso.

E’ tuttavia necessario sottolineare che,  se ci si riferisce al lusso inteso come ricchezza e nello specifico ad oggetti costosi, in quel caso si tratterebbe di una ormai superata concezione dello stesso. Non è infatti detto che un oggetto particolarmente caro sia logicamente lussuoso, né tantomeno elegante. Anzi, un’eccessiva esibizione di oggetti del lusso sfocia in volgarità o in cattivo gusto.

Oggi si tende a definire il lusso come un ‘qualcosa’ a cui la nostra mente è rivolta o, più semplicemente, da cui è attratta in quanto manifestazione di una perfezione attraverso cui i nostri sensi si sentono appagati.

Decade il vecchio concetto di status symbol per essere sostituito da quello di style symbol: si vuole entrare in possesso di un oggetto del lusso non per testimoniare l’appartenenza ad una èlite, ma per sentirsi ‘esclusivi’.

Quello del lusso e quello del design sono due mondi che viaggiano di pari passo, incontrandosi e scontrandosi, portando alla luce nuove realtà estetiche che trascendono il necessario. Ci si ritrova improvvisamente colti da un desiderio: quello di cedere alle lusinghe che alcuni oggetti esercitano su di noi. Automobili dal design d’avanguardia, collier in oro impreziositi dai diamanti più ricercati, yacht arredati come alberghi a cinque stelle e, perché no, abiti. Già, anche - o meglio soprattutto -  la Couture è legata al mondo del lusso. Nell’ambito specifico della Moda, il lusso deve essere oggi interpretato come l’occasione per cimentarsi nella sperimentazione finalizzata alla ricerca di nuove soluzioni che non risultino scontate o già viste - rischio che si è riproposto spesso e volentieri negli ultimi anni anche a causa della nascita di aziende di ‘fast fashion’. Proprio per contrastare questo mercato  che inevitabilmente induce ad una forma di globalizzazione/omologazione, nell’ultimo decennio si è pensato di poter trovar rifugio nell’artigianalità. Parlare di artigianalità implica parlare del lusso, un po’ come un’equazione matematica: un abito, un accessorio, una scarpa pensati e realizzati a mano e su misura diventano oggetti di lusso.

A cadenza stagionale, puntualissima come da calendario,  la Moda si fa spazio nei principali centri: New York, Londra, Milano, Parigi. Ogni collezione presentata sulle passerelle esprime il tentativo di voler reinterpretare l’identità della maison e, contemporaneamente, offrire al pubblico il frutto di nuovi studi relativo alle forme, ai volumi, dettagli, lavorazioni, stampe e ricami. La necessità di intraprendere nuove strade tesa ad una continua evoluzione è propria del prêt-à-porter di un certo tipo, ossia quello che si identifica come ‘alto’ in quanto a creatività e qualità, ed anche dell’Haute Couture.

Sulle passerelle sfilano abiti che, per la qualità e la meticolosità della manifattura, comunicano un’idea di lusso e di sofisticatezza.

Ne sono sicuramente un esempio i capi delle ultime collezioni firmate da Riccardo Tisci, direttore creativo del marchio francese Givenchy. Lo stilista italiano concretizza l’incontro fra la sua immaginazione ispirata dall’ osservazione del mondo e lo studio delle culture e delle sub-culture contemporanee da cui si lascia contaminare. Non mancano mai riferimenti letterari, musicali, cinematografici e artistici. Gli abiti non sono semplici ‘ritagli di stoffa cuciti’, ma uno strumento attraverso cui raccontare delle storie, delle emozioni, delle visioni.

Abiti che impressionano per la precisione dei ricami tridimensionali che li caratterizzano, per le lavorazioni ottenute attraverso gli intrecci con la pelle o il visone rasato, per i giochi di frange in nappa, per la preziosità dei tessuti di cui son fatti, per le ricercate ed equilibrate geometrie costruttive finalizzate alla definizione di silhouette contemporanee. Ed è proprio nella minuziosità di questi dettagli che si nasconde il lusso.

Lo stesso discorso potrebbe essere fatto se ci si riferisce al duo composto dagli stilisti Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, a capo della storica maison Valentino. Attraverso le loro collezioni di prêt-à-porter e di Alta moda si percepisce come il concetto di lusso inteso come classe e discrezione nella ricchezza sia stata la svolta attraverso cui poter re-interpretare il marchio romano. Nel loro caso specifico si potrebbe parlare di lusso dell’artigianalità: nell’ ultima collezione estiva di Haute Couture emerge ancora una volta la straordinaria creatività del duo se non l’eccezionale bravura delle mani delle première che hanno saputo parafrasare attraverso costruzioni, cuciture e sperimentazioni di ricami la storia immaginifica che era alla base dell’ispirazione. Ne sono un chiaro esempio i capi impreziositi dal disegno di una cancellata reso attraverso un piping  cucito con la tecnica del sottopunto o da fiori croché in 3D e paillettes di ceramica che si confondono fra le iridescenze madreperlacee dei tessuti, rimandando così a quell’idea di giardino, quasi onirico, da cui ha avuto vita il racconto.

La Moda è capace di regalare forti emozioni come in un climax ascendente sia a chi sa interpretarla o sia a chi, semplicemente, si limita ad osservarla. Un po’ come quando ci si ritrova dinanzi a “La zattera della medusa” di Géricault o si assiste ad un film di Lars von Trier: non si finisce mai con lo stupirsi. E di fronte a tutto ciò, forse, diventerebbe superfluo chiedersi perché la Moda sia un lusso.

 

Luigi Gentile

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