CHIAMACI +39 333 8864490

Esce il singolo di Mondo Marcio Angeli e demoni che vede la partecipazione di Mina. Singolo che anticipa l'uscita del nuovo album UOMO!. La collaborazione con la cantante non è una novità per il rapper infatti nell'album Nella bocca della tigre, pubblicato nel 2014, alcuni brani furono originariamente interpretati da Mina.

Pubblicato in Musica
Giovedì, 16 Maggio 2013 13:30

Paul Newman: sex symbol degli anni sessanta

Joanne Woodward diceva: “le mie figlie sono più belle di me? Certo, mio padre non è Paul Newman”. Ovviamente lo diceva con tutto l’orgoglio di madre e di una donna che se pur molto bella, e attrice apprezzata a sua volta, era riuscita a far innamorare e anche a sposare l’uomo più sexy e desiderato del pianeta.

 

Sono i primi anni Sessanta, la rivoluzione è alle porte e Newman e la Woodward sono la coppia più bella di Hollywood ma anche del cinema di quegli anni, tanto che i responsabili della 66esima edizione del Festival del cinema di Cannes hanno deciso di omaggiare Paul Newman e i suoi film scegliendo come immagine la locandina di Il mio amore con Samantha, pellicola del 1963 che il bell’attore americano interpreta proprio al fianco di sua moglie Joanne.

 

L’omaggio al divo più divo del cinema mondiale è del tutto giustificato perché Newman non è stato solo il sogno proibito di quattro generazioni di donne ma anche il più intelligente e moderno degli attori della sua epoca. Ciò che lo ha caratterizzato, oltre ai suoi meravigliosi occhi e alla sua faccia da angelo, è stata la capacità di scegliere solo copioni e pellicole adatte a lui.

 

Non si è fatto incantare da ingaggi facili e da contratti milionari e non si è scoraggiato neppure quando per tutto il periodo degli anni ’50 James Dean e Marlon Brando gli hanno rubato tutti i ruoli da protagonista nei film che a lui sarebbe piaciuto interpretare.

 

I rivoluzionari e indimenticabili anni Sessanta lo vedono, però, protagonista indiscusso delle pellicole di maggior successo del tempo: Lo spaccone, Nick mano fredda, Il sipario strappato, Le avventure di un giovane, Detective’s story, Intrigo a Stoccolma. Un trionfo dopo l’altro una Nomination dopo l’altra. Newman vola sulle ali dell’affermazione assoluta come attore, come sex symbol e come immagine del divo americano per definizione. Gira spot pubblicitari, alcuni anche al fianco della bella moglie Woodward, fa innamorare di se i maggiori stilisti del mondo e fa vendere decappottabili.

 

Sembra che Paul sia il tipico fenomeno di costume di un’epoca, il bello che quando non sarà più considerato giovane e attraente verrà delegato in ruoli e comparse di secondo e terzo ordine dall’industria del cinema internazionale. Newman però non ci sta e forte dei successi conquistati e della maturità interpretativa acquisita si propone e viene scelto per i film più belli e importanti degli anni Settanta e Ottanta. Tanto da meritarsi un Oscar alla carriera nel 1986 e un Oscar come miglior attore protagonista nel 1987 per il sequel de Lo spaccone.

 

Paul Newman è un attore sempre più bravo e sempre più impegnato anche nel sociale. Insieme allo scrittore Hotchner, nel 1982 fonda la "Newman's Own", un'azienda alimentare specializzata in produzioni biologiche i cui ricavati che ammontano a centinaia di milioni di dollari vengono devoluti in beneficenza per scopi umanitari ed educativi e che nel 1994 gli fa ricevere il Jean Hersholt, un particolare premio Oscar per contributi a cause umanitarie.

 

Tra gli anni ’90 e il 2000 arrivano pellicole come Le parole che non ti ho detto, Era mio padre, La vita a modo mio dove Newman è perfetto come attore maturo, con le rughe e i capelli bianchissimi. Attraente e meraviglioso come sempre. Tanto che tra pellicole impegnate, famiglia sempre più unita e numerosa e responsabilità nel campo della beneficenza dichiara: “questa storia dell’essere sexy è una delle cose più ridicole che potevano capitarmi”. Parole di un ultraottantenne che ha preso dalla vita, dall’amore e dal cinema tutto quello che di meglio potevano offrirgli ma che fa anche comprendere quanto lavoro e impegno ha dovuto metterci per dimostrare al mondo intero che Paul Newman era un vero uomo anche e soprattutto fuori dagli studio hollywoodiani. Il Festival di Cannes 2013 lo omaggia con documenti, immagini e film tra i più significativi; una scelta intelligente e che permetterà alle adolescenti di oggi di comprendere come era davvero un divo di Hollywood.

Pubblicato in Cultura
Sabato, 27 Aprile 2013 15:30

Natalie Wood: tormento e mistero

Chi non si ricorda di Deannie, giovane liceale, bella e sfortunata, protagonista del miglior film drammatico di Elia Kazan?

Natalie Wood offre probabilmente in Splendore nell’erba la sua migliore interpretazione cinematografica, rendendo la pellicola un capolavoro e conquistando per sé una nomination come migliore attrice protagonista.

La pellicola è del 1961 e Natalie è al suo trentesimo film, avendo cominciato a recitare giovanissima in capolavori come Happy land, Il miracolo della 34esima strada, Sentieri selvaggi e Le colline bruciano e accanto ad attori del calibro di James Dean, Cary Grant, Clark Gable e William Holden.

 Il successo di Natalie è decretato dalla sua indiscussa bellezza, ereditata dai suoi genitori russi, ma soprattutto dal suo tormento interiore che le fa sposare per ben due volte lo stesso uomo, intraprendere relazioni clandestine e improvvise e trasportare tutto questo, poi, sul grande schermo. Le interpretazioni della Wood sono tanto realistiche quanto verosimili e così Jude, la fidanzata del protagonista di Gioventù bruciata, interpretato da James Dean, diventa l’icona di buona parte delle adolescenti americane ed europee degli anni ’50, e fa conquistare all’attrice anche l’ennesima nomination agli Oscar, in una parallelismo tra realtà e finzione che rende Natalie una delle artiste simbolo della sua generazione.

Il 1961 è anche l’anno di West side story e la Wood fa praticamente il pieno di nomination e consensi, facendo contemporaneamente impennare le vendite di foulard colorati negli Stati Uniti tra le adolescenti, tutte emuli di Maria, la protagonista dell’indovinato musical.

Natalie è orami per tutti l’icona della ragazza Giulietta, la shakespeariana protagonista che ama disperatamente il ragazzo inviso dalla famiglia o che viene osteggiata dalla famiglia dello stesso.

La Wood è bella, tormentata e drammaticamente credibile in questi ruoli. Nessun’altra riuscirà a pareggiarla, nessuna riuscirà a ricreare sul grande schermo la Deannie di Splendore nell’erba.

Come succede, però, a tutte le grandi icone del cinema anche per Natalie la vita reale finisce con l’avere il sopravvento sulla finzione filmica e l’attrice muore misteriosamente annegata nel 1981 nella baia dell’isola di Santa Catalina mentre è a bordo del suo yatch insieme al marito, l’attore Wagner, e al loro comune amico, l’attore Christopher Walken.

L’attrice ha solo quarantatré anni e naturalmente la sua morte crea scalpore e sospetti.

Si parla insistentemente anche di "triangolo amoroso" tra lei, suo marito e Christopher Walken, una relazione finita appunto in tragedia a bordo dello yatch dei coniugi.

Venne aperta un’inchiesta ma le testimonianze di Walken e Wagner sull'incidente furono perfettamente coincidenti. E l’annegamento fu dichiarato come tragico incidente, fino al 2011 quando nuove informazioni sulle circostanze della morte della Wood riportano alla riapertura del caso. Gli investigatori incaricati del cold case però non trovano nuovi indizi e ricongelano il dossier. Ma i figli di Natalie non si danno per vinti e lo scorso gennaio fanno nuovamente riaprire le indagini sulla morte della loro madre.

Una nuova autopsia condotta sul corpo rivela così la presenza di lividi sulle braccia, sui polsi e sul collo, che fanno ipotizzare un'aggressione. Il medico legale però non si sbilancia. Gli enigmi e le ipotesi non possono ancora essere svelati né scioli e sulla morte dell’attrice icona degli anni cinquanta continua ad aleggiare l’ombra del più assoluto mistero.

 

Pubblicato in Cultura

coupon-code-amazon-deal-codici-sconto-amazon

immobili sanremo

Instagram

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

nerospinto

 

 

Direttore Responsabile
INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.