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Esce il singolo di Mondo Marcio Angeli e demoni che vede la partecipazione di Mina. Singolo che anticipa l'uscita del nuovo album UOMO!. La collaborazione con la cantante non è una novità per il rapper infatti nell'album Nella bocca della tigre, pubblicato nel 2014, alcuni brani furono originariamente interpretati da Mina.

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Mercoledì, 06 Maggio 2015 01:27

Levante: l'artista che si prende cura di voi

Levante è borderline, ma commerciale. Parole sue. E' dolce, ma sa tirare fuori le unghie. Durante lo showcase di lancio del disco, oggi a Milano, si presenta come una debuttante al saggio: timida e con tanta voglia di piacere a tutti. Qualche battuta e poi la musica. Quando inizia a cantare tira fuori la grinta di chi crede di aver scritto belle canzoni e non vede l'ora di fartele sentire. Poi, microfono spento, continua ad essere la ragazza di sempre: sorridente, dolce e genuina. E poi conquista tutti commuovendosi a ricordare le sue origini siciliane. E di come a 14 anni ha dovuto abbandonare con la mamma la terra natia per cercare fortuna al nord. Fiumi di ricordi, dolorosi e emozionanti; come quello del padre, scomparso prematuramente, citato in “Biglietto per viaggi illimitati” canzone inserita nel suo nuovo album “Abbi cura di te”. Piccoli scampoli di vita, che la giovane Levante ha vissuto in 27 anni e pochi altri di attenzione mediatica, dopo l'esordio fulminante con “Alfonso” e il brillante debutto “Manuale di distruzione”. Dalla distruzione alla costruzione: “distruggere in senso positivo, per ricostruire cose nuove più belle. Io ci ho provato, partendo da una semplice frase “abbi cura di te” e ho scoperto che la felicità esiste, basta solo volerla”. E le impressioni che si ricevono guardandola davanti al microfono non tradiscono: Levante è una ragazza che sa toccare le corde del cuore con la sua musica e i suoi testi intimisti, nei quali ci si può rispecchiare. La sua musica è pop, ma sono tante le inflessioni rock e folk che Levante non manca di sfoderare su disco e dal vivo. I suoi punti di riferimento, dice, sono Janis Joplin, Feist, Cristina Donà e Carmen Consoli, che in molti associano a Levante, a torto. Musicalmente non è mai noiosa: dosa sapientemente la sua voce graffiante con mid tempo e ballate emozionanti. C'è anche spazio per l'elettronica con due ballad d'eccezione, una prodotta da Sir Bob Cornelius, aka Bloody Beetrots, suo attuale compagno. “Abbi cura di te” è un bel disco: pieno, consapevole e maturo, di una felicità contagiosa. Il pregio della cantante siciliana è proprio questo: saper fare della musica che racconta storie che appartengono a tutti noi: la perdita di una persona cara, l'amore perso e poi ritrovato, insicurezze, fragilità e momenti di esaltazione. Ora Levante si gode l'inizio della sua carriera (lunga speriamo) con i consueti tour di presentazione e show case in giro per l'Italia. Non perdete l'occasione di scoprire un'artista che potrebbe prendersi cura di voi e della vostra anima.

Marco Trabucchi

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Da metà febbraio al Teatro Elfo Puccini andranno in scena due nuovi e attesissimi debutti: Comedians e Io provo a volare.

Comedians è uno spettacolo teatrale originariamente scritto nel 1975 dal drammaturgo britannico Trevor Griffiths. La versione che dal 16 al 22 febbraio verrà messa in scena nella sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini è un libero adattamento del regista Renato Sarti. Una storia divertente che si basa, però, su una riflessione molto seria e attuale: restare fedeli ai propri ideali o tradirli per ottenere successo? Un quesito che viene posto dagli attori, che inscenano un gruppo di di aspiranti comici, allievi di un ex attore impegnato politicamente, alle prese con il provino che potrebbe cambiar loro la vita. Ad esaminarli un pezzo grosso dello show business. Due figure, quella dell'esaminatore e del' ex attore-tutor, che rappresentano due realtà contrapposte: la prima, quella più pragmatica, della comicità intesa come puro svago che non deve impensierire il pubblico; la seconda idealista, invece, portavoce di una comicità graffiante che vuole incidere sulla realtà.

Già nel 1985 Comedians venne messo in scena all'Elfo, nella storica versione di Gabriele Salvatores. Uno straordinario successo con un gruppo di attori giovanissimi e ancora semi sconosciuti come Paolo Rossi, Claudio Bisio, Silvio Orlando, Antonio Catania, Gigio Alberti… Questo nuovo adattamento di Renato Sarti è nato dall'idea di innovare la messa in scena dello spettacolo, rendendolo più attuale e quindi incisivo. Una comicità di quelle che fa pensare a fondo, quella messa in scena da Renato Sarti dal 16 al 22 febbraio al Teatro Elfo.

con Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio, Claudia Penoni, Nicoletta Ramorino e Rossana Mola

scene Carlo Sala

musiche Carlo Boccadoro

produzione Teatro della Cooperativa

Teatro Elfo Puccini,

Corso Buenos Aires 33, Milano

Sala Shakespeare

Lunedì/Sabato ore 20.30

Domenica ore 16.30

Durata: 120' con intervallo

Prezzi:

Intero: 30.50€   Ridotto giovani/anziani: 16€  Martedì: 20€

Info e prenotazioni:

tel: 0200660606

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Io provo a volare è uno spettacolo omaggio a Domenico Modugno di Gianfranco Berardi, attore pugliese non vedente considerato uno degli astri nascenti del teatro italiano. In collaborazione con la regia di Gabriella Casolari, l'opera teatrale racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia che sull'onda del mito è pronto ad affrontare ogni ostacolo pur di realizzare il sogno di diventare un artista. Basato sulla biografia di Domenico Modugno, Io provo a volare è un vero e proprio viaggio tra divertenti episodi della realtà provinciale e alienanti esperienze metropolitane: i sogni, gli incontri, le prove, la fuga, la scuola, il lavoro, l'amaro rientro al paesino al quale il protagonista è costretto a tornare. La figura di Modugno diventa un simulacro per rendere omaggio, tra poesia e comicità, agli sforzi e al coraggio di tanti che spinti dalla passione, si lanciano all'avventura costantemente.

Dal 17 al 22 febbraio.

di e con Gianfranco Berardi

regia e luci Gabriella Casolari

e la partecipazione di

Davide Berardi voce solista e chitarra, Bruno Galeone fisarmonica

costumi Pasqualina Ignomeriello

Compagnia Berardi Casolari

con il sostegno di Festival Internazionale Castel dei Mondi

Teatro Elfo Puccini,

Corso Buenos Aires 33, Milano

Sala Fassbinder

Martedì/Sabato ore 21.00

Domenica ore 16.00

Durata:70' senza intervallo

Intero: 30.50€   Ridotto giovani/anziani: 16€  Martedì: 20€

Info e prenotazioni:

tel: 0200660606

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Mercoledì, 02 Aprile 2014 23:57

Milano incontra Kitano

Dal 6 al 23 aprile 2014 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta una rassegna dedicata a uno tra i più grandi registi del cinema contemporaneo mondiale “Takeshi Kitano – Made in Japan”.

 

 

Già molto conosciuto nel suo paese come attore e comico, esordisce come regista nel 1989 ma solo nel 1993 viene conosciuto dal pubblico di tutto il mondo grazie al capolavoro “Sonatine”, originale storia yakuza. Il successo vero e proprio arriva insieme con una delle pellicole più particolari e fantasiose del cinema moderno ci abbia regalato, vincitrice del Leone D’Oro al Festival di Venezia, “Hana-bi. Fiori di fuoco”, il film è un’originale celebrazione della leggerezza dell'arte come soluzione alla pesantezza del vivere, filtrata dalla concezione orientale dell’esistenza come coesistenza di opposti.

 

Nel 1999 esce la commedia dedicata all'amicizia tra uno yakuza da quattro soldi, interpretato da Kitano stesso, e un bambino intitolata “L'estate di Kikujiro”, mentre l’anno successivo è il turno della suo unico film americano, “Brother”, che attraverso una gangster story nasconde una sottile critica alla società americana e al contempo a quella giapponese.

Negli anni successivi il regista giapponese cambia diverse volte genere come per il film “Dolls”, caratterizzato da un romanticismo esasperato, o per la pellicola “Zatoichi”, storia di sangue e vendetta ambientata nel Giappone dei samurai.

In “Achille e la tartaruga”, racconto della difficile vita di un pittore costretto a sacrificare il suo talento per compiacere il pubblico, Kitano evidenzia un tema molto importante per lui, l’arte.

Per ulteriori informazioni sul programma completo della rassegna visitare il sito: http://www.cinetecamilano.it

 

Un evento che ti offre la possibilità di conoscere, o rivedere, film di un regista di fama mondiale…da segnare sicuramente in agenda!

 

 

 

“Takeshi Kitano – Made in Japan”

dal 6 al 23 aprile 2014 presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema situate nella Ex Manifattura Tabacchi di Viale Fulvio Testi 121 a Milano

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso intero: € 5,50

Biglietto d’ingresso ridotto: € 4,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0

 

 

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Giovedì, 09 Maggio 2013 16:30

The following 1x12-13 - ultimi episodi

Ultimi due episodi della prima serie di The Following, il prodotto televisivo americano più originale degli ultimi anni.

Il successo poggia su vari fattori che vanno dalla credibilità e bravura dei protagonisti, Bacon e Purefoy, alla singolarità del soggetto, alla costruzione delle puntate che rendono la serie un poliziesco senza esserlo realmente.

 

Gli ultimi due episodi hanno basato quasi tutto sulla resa dei conti tra il serial killer Carroll e l’agente dell’FBI Hardy. Uno speculare all’altro, entrambi innamorati della stessa donna, tutti e due alla fine dei perdenti.

Gli spettatori così apprendono che l’antagonismo tra i due protagonisti della serie è stato creato ad arte dagli sceneggiatori, è finalizzato solo allo spiegamento degli eventi, all’azione cinematografica.

Carroll e Hardy in realtà non possono essere nemici veramente, né combattersi fino in fondo perché sono troppo simili e perché le loro vite, che si chiamano destini, hanno già scelto per loro nel momento stesso in cui si incontrano.

E così il serial killer si sgola con minacce e violenze per far confessare a Hardy e alla sua ex moglie Claire quando è stato il momento in cui i due si sono innamorati, e lo hanno colpito alle spalle; quando la bella moglie ha scoperto che lui era il serial killer più violento e ricercato d’America.

Claire ovviamente non lo sa. Come non sa perché e come si è innamorata dell’agente speciale Ryan Hardy. È così che doveva andare, punto.

 

Torna prepotente, allora, il vero senso e significato della serie: le miserie dell’uomo.

La volontà di emergere e sovrastare sugli altri. La ricerca vana e insulsa della felicità e dell’amore.

Senza questi sentimenti ancestrali e primordiali i follower di Carroll non potrebbero esistere.

Dare un senso all’esistenza umana diventa il “progetto” primario dei following, l’amore è morte, la morte è vita, la vita va sacrificata per il bene comune e per la rinascita.

E se questo significa far parte del libro capolavoro di Joe Carroll va bene lo stesso.

I seguaci della setta vogliono avere uno scopo ultimo. Partecipando alla stesura del libro e conquistando il mondo con il loro personale sacrificio. In mezzo a tutto questo c’è la morte di innocenti, la strage di intere comunità, la propria redenzione attraverso lo spargimento di sangue di altri, le violenze e gli omicidi a catena.

 

Un'insensata e inutile scia di morte che alla fine fa rinsavire anche il più vicino dei seguaci di Carroll. Jacob, socio della più temibile e sanguinaria dei follower, Emma.

Il ragazzo non vuole morire, non vuole sacrificarsi per contribuire alla stesura del libro di Carroll e dopo tante morti e sacrifici umani vuole lasciare la setta e vivere la sua vita da uomo libero anche se comunque da assassino. Emma così uccide anche lui. Nessuno può lasciare la setta e naturalmente nessuno può lasciare Carroll e la stesura del suo capolavoro.

Tutto inutile, perché Carroll muore. O almeno così viene detto agli spettatori. E ovviamente a ucciderlo è Ryan Hardy che salva anche Claire nell’inutile e vana speranza di poter vivere finalmente una normale vita insieme. Carroll però non è mai stato l’unico né il solo nemico.

La setta è fatta da follower, da seguaci, da tante altre mani pronte ad agire e uccidere.

Il nemico è alla porta accanto, si nasconde nella vicina di casa di Ryan, la premurosa amica di letto dell’agente dell’FBI, reclutata da Joe anni prima e pronta a “completare” il libro per lui.

Claire soccombe sotto gli occhi atterriti di Ryan che colpito a morte può fare poco.

L’ultimo fotogramma della prima serie ci consegna la vittoria di Joe Carroll.

Ma è solo finzione.

 

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Giovedì, 21 Marzo 2013 11:05

Mary Pickford: la prima fidanzata d'America

Nel film Passerotti del 1926 una quasi adolescente, minuta e con una lunga treccia bionda, aiuta un gruppo di bambini a sfuggire alle grinfie di una coppia di criminali che schiavizza minorenni dopo averli rapiti. La quasi adolescente è Mary Pickford e in realtà di anni ne ha ben trentaquattro, ha già girato decine di pellicole ed è al suo secondo matrimonio. Tutto questo non ha importanza per gli spettatori dell'epoca che privi di giornali di gossip, social network e internet continuano a vedere nella Pickford la fidanzatina d'America, la perenne adolescente dallo sguardo dolce e dai grandi occhi luminosi e timidi. È così fino all'avvento del sonoro. Mary Pickford è il “cinema muto”. Non solo perché le sue sessanta pellicole sono dei successi internazionali, ma perché la bravissima Pickford esattamente come il suo illustre socio in affari, Charlie Chaplin, in tutta la sua carriera riesce meravigliosamente a scindere il suo “personaggio” cinematografico dalla sua vita privata e reale.

Dopo le prime pellicole di successo dirette dal grande Griffith Mary capisce che il pubblico l'adora, anzi, che ha nei suoi confronti una vera e propria venerazione. I suoi fan sono sparsi in tutto il mondo e lei riceve lettere d'amore e biglietti da ammiratori scritti in lingue differenti. Le donne dell'epoca l'ammirano e la emulano e i suoi film, dove interpreta sempre e solo il personaggio della povera ragazza sola e indifesa, diventano la realtà vera nella mente e nel cuore degli spettatori.

Mary Pickford aveva patito la fame e gli stenti, girando con la compagnia teatrale di famiglia in lungo e in largo per il Canada prima ( dove era nata nel 1892) e per gli Stati Uniti. L’attrice non si monta la testa per il grande successo che la investe. Una volta passata dal teatro al cinema, da donna pratica e realista quale è, decide di sfruttare la sua fama per farsi conoscere e apprezzare anche come donna e soprattutto come imprenditrice. Diventa prima manager di se stessa, contrattando da sola con registi e produttori e facendosi levitare i suoi ingaggi a cifre impressionanti e vertiginose per l'epoca, e poi decidendo di investire i proventi dei suoi film in case di produzione, tra le più prestigiose degli Studios di Hollywood. Tra queste ricordiamo la casa di produzione che fonda con il suo collega e amico Chaplin, altro intelligentissimo imprenditore e produttore dell'epoca.

Charlie Chaplin, fuori dallo schermo e dalla “maschera” cinematografica di Charlotte, è un uomo pragmatico, scaltro, oculato e perfezionista. La sua scelta di condividere una impresa economica con Mary Pickford consacra quest'ultima come la donna più potente e di maggior prestigio del cinema muto internazionale.

Mary, intanto, porta avanti con successo la sua carriera di attrice, contesa dai registi più importanti del tempo, e prosegue in modo gratificante anche la sua vita privata, sposando uomini bellissimi, come lei attori di grande fama del cinema muto.

Con l'avvento del sonoro la Pickford intuisce che la sua epoca è finita. Da donna d'affari astuta quale è decide di ritirarsi dalle scene e di dedicarsi esclusivamente all'impresa cinematografica che rifonda completamente a Hollywood, cambiando di netto la concezione di produzione filmica e facendo entrare gli Studios nell'era moderna del cinema. Con il sonoro venne introdotto il concetto di diffusione e di distribuzione delle pellicole.

Nel 1955 Chaplin vende le sue quote della casa di produzione fondata con Mary e incassa una bella cifra, ma niente a paragone della vendita del rimanente cinquanta per cento da parte della Pickford avvenuta l'anno dopo.

Mary incassa tre milioni di dollari al netto, una cifra astronomica per il 1956.

In realtà a conoscere e apprezzare l'imprenditrice e la manager sono solo gli addetti ai lavori di Hollywood e pochi altri cineasti e registi internazionali. Per il resto del mondo e per i suoi ammiratori più affezionati Mary Pickford resterà per sempre la dolce “Fanciulla del West”, la piccola ragazza con i capelli d'oro e gli occhi color del mare che ha saputo emozionare e commuovere un'intera generazione. La fidanzata ideale dei ragazzi del primo ventennio del '900.

Questa è la vera grandezza di Mary Pickford, ragazza per sempre, che l'American Film Institute considera la star più importante di tutti i tempi.

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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