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Intitolata semplicemente “Antonello da Messina”, la mostra, aperta fino al 2 giugno nel Palazzo Reale di Milano, curata da Giovanni Carlo Federico Villa e nata dalla collaborazione tra la Regione Sicilia e il Comune di Milano con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira, rappresenta una delle più importanti ricognizioni monografiche dedicate al grande pittore siciliano nel nostro Paese.

Pubblicato in SvelArte
Sabato, 20 Febbraio 2016 12:39

Ritorni al Futuro

Nella primavera 2016, con il nuovo palinsesto culturale intitolato “Ritorni al futuro”. Interrogativi ai quali si propone di rispondere il Comune di Milano, al cinema.

Pubblicato in 16mm
Martedì, 10 Novembre 2015 00:27

Piccolo grande Cinema

Giunge alla ottava edizione "Piccolo grande Cinema", il festival delle nuove generazioni, a cura di Fondazione Cineteca Italiana e MIC – Museo Interattivo del Cinema, che si svolgerà quest’anno dal 13 al 22 novembre 2015 presso Spazio Oberdan e MIC.

"Piccolo Grande Cinema" è il primo festival a Milano e in Lombardia dedicato al cinema per bambini e ragazzi. In programma ci sono tantissime anteprime con il meglio del cinema di animazione, in uscita e da riscoprire, laboratori di fotografia e di poesia, una nuova sezione di film per adulti, e gli omaggi cinematografici a Matteo Garrone e Michel Fuzellier. Per arricchire la selezione di film, inoltre, sono previste visite guidate al nuovo archivio dei film della Cineteca, fruibile con applicazioni di realtà aumentata, l’esclusiva “Notte al Museo”, l’incontro con Matteo Garrone e il make up artist e creature creator del Racconto dei Racconti, un omaggio con musica dal vivo e strumenti giocattolo a Buster Keaton (per i 120 anni dalla sua nascita), il tutto in tre programmazioni distinte, pensate per le scuole e per le famiglie.

Come ogni anno il Festival si compone del programma Family, destinato alle famiglie, ai ragazzi e agli appassionati di cinema: quest’anno propone il meglio del cinema d’animazione italiano ed europeo in anteprima, del programma Scuole (16 – 20 novembre) e, grande novità di quest’anno, di una terza sezione, Neverland, una rassegna di film adatti a spettatori adulti che riflettono sulle difficoltà, il coraggio, i timori e i tremori dell’adolescenza vissuti dal punto di vista dei ragazzi o degli adulti.

Il programma Family si inaugurerà venerdì 13 novembre con l’esclusiva “Notte al MIC”, durante la quale quindici bambini avranno la possibilità di trascorrere una notte all'interno del Museo Interattivo del Cinema, e la proiezione in anteprima milanese di Moomins on the Riviera, film d’animazione con protagonisti i buffi personaggi creati dall’autore finlandese Tove Jansson.

Domenica 22 novembre, alle ore 15, è in programma la tanto attesa proiezione de Piccolo Principe, film d’animazione diretto da Mark Osborne e tratto dal classico di Antoine de Saint-Exupery. Il film uscirà nella sale italiane l’1 gennaio 2016 con un cast stellare che dà le voci ai personaggi: Toni Servillo, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Giuseppe Battiston, Angelo Pintus, Pif e con Alessandro Siani.

Fra le altre anteprime, spiccano Iqbal. Bambini senza paura, meraviglioso film d’animazione interamente prodotto in Italia e liberamente ispirato al romanzo di Francesco D’Adamo “Storia di Iqbal”, che attraverso i toni della commedia e dell’avventura, racconta la storia universale di un bambino senza paura e dei suoi compagni vessati dal sistema corrotto degli adulti; Microbe et Gasoil, ultimo capolavoro del visionario Michel Gondry, e il francesce Phantom Boy, dei realizzatori del bellissimo Vita da gatto.

Il programma Scuole, invece, realizzato in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, prevede il concorso “Cinemondo”: alle classi verranno proposte sei anteprime selezionate dai migliori Festival. Oltre che al giudizio delle classi, le pellicole saranno sottoposte anche ad una speciale giuria formata da 13 studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Lombardia che parteciperanno a uno stage di orientamento professionale nel mondo del cinema.  Il film più votato sarà poi “adottato” da Fondazione Cineteca Italiana, che ne acquisirà i diritti per la diffusione nel circuito non commerciale.

L’importantissima novità di quest’anno è l’Open Day delle Scuole e dei Corsi di Cinema, che si svolgerà sabato 14 novembre, alle ore 15 al MIC, per dare la possibilità alle famiglie di scoprire le professioni del cinema. Le scuole che parteciperanno – tra cui le Scuole Civiche di Cinema, lo IED e la NABA – presenteranno il proprio piano di studi dando un quadro delle professioni del settore cinematografico e dell’audiovisivo.

La terza sezione del Festival, Neverland è la grande novità di questa ottava edizione; i titoli in programma, provenienti da svariati Paesi, tutte opere di assoluta qualità e di recentissima uscita in Italia. Da segnalare tre preziose anteprime: "A testa alta" di Emmanuelle Bercot, un’opera forte ed emozionante che ha aperto il Festival di Cannes 2015, una storia di amicizia e speranza. Human – Il cuore ferito del mondo di Yann Arthus-Bertrand, il più grande fotografo aereo mondiale, un docufilm che lo ha portato a intervistare con la sua équipe 2020 persone in 60 Paesi del mondo in 63 lingue diverse. Infine il film selezionato per rappresentare Cuba agli Oscar 2015, Conducta.

Infine, i pomeriggi al MIC saranno dedicati al cinema d’animazione di Michel Fuzellier: saranno proposti i capolavori dove ha collaborato in qualità di supervisore delle scenografie e art director, come Momo, La Gabbianella e il gatto, Mia e il Migù e Volere volare, che Fuzellier presenterà insieme al regista Maurizio Nichetti.

PICCOLO GRANDE CINEMA Spazio Oberdan: Viale Vittorio Veneto 2, Milano MIC - Museo Interattivo del Cinema: Viale Fulvio Testi 121, Milano Info: 02.87242114 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.piccolograndecinema.it

 

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Pubblicato in Cultura

Martedì 17 marzo 2015 secondo appuntamento della rassegna dedicata a Buster Keaton "Cinema Muto & Live Music: Buster Keaton: fino all'ultimo respiro", presso l'Auditorium San Fedele di Milano.

L'idea della rassegna è quella di presentare tre film muti di Buster Keaton, girati tra il 1927 e il 1929, prima dell’avvento del sonoro, con la presenza di prestigiosi improvvisatori che si occuperanno di creare la colonna sonora per questi tre capolavori. Si rinnova la collaborazione con Jean-Luc Plouvier, pianista residente della Cineteca Reale di Bruxelles, con il fisarmonicista Simone Zanchini, mentre del tutto inedita per San Fedele la presenza di Gabriele Mirabassi (clarinetto), tra i più originali virtuosi del panorama jazzistico internazionale, accompagnato da Peo Alfonsi (chitarra).

Nel cinema di Keaton, il personaggio da lui creato è caratterizzato da un misto di sprovveduta imperturbabilità, di comicità e di pathos. Nei tre film presentati, i più riusciti e compiuti della sua produzione, colpisce la determinazione del protagonista nell'affrontare le più improbabili avversità: è una costante delle sue pellicole, la perseveranza con l’intento di portare avanti fino in fondo un suo progetto, una sua convinzione, un suo modo d’essere. Fedeltà a una promessa, a un impegno, a un sogno e la sorte gli arride e ricompensa nei finali tanta pazienza. Più che Happy End, le conclusioni dei suoi film sono una rappresentazione del possibile snodo vincente anche nelle situazioni che sembrano votate al tracollo. Metafora della perseveranza ricompensata nell'America degli anni ’20, scrive Keaton: "Nei miei film, io non ero né un barbone (Charlot) né un disadattato (Harold Lloyd): quando trovavo lavoro, la mia regola di condotta era di far del mio meglio per soddisfare, come se avessi avuto l’intenzione di fare quel lavoro per tutto il resto della vita. Se mi capitava di guidare una locomotiva, cercavo di farlo bene: Chalrot, invece, l’avrebbe condotta verso il deposito più vicino e avrebbe lasciato perdere tutto."

Il primo appuntamento della rassegna presentato da San Fedele Musica e San Fedele Cinema, si è tenuto lo scorso 3 marzo, durante il quale è stato proiettato "The General"  del 1926, accompagnato dal pianoforte di Jean-luc Plouvier, riscuotendo un buon successo. Questa volta il film proposto sarà "The Cameraman", il film più moderno del grande attore e regista statunitense, e a "sonorizzarlo" toccherà al clarinettista Gabriele Mirabassi, uno dei massimi virtuosi odierni del suo strumento, presente sulle più importanti scene mondiali del jazz, e sarà accompagnato alla chitarra da Peo Alfonsi.

"The Cameraman", conosciuto anche in Italia con il titolo di "Io... e la scimmia", è considerato uno dei grandi capolavori di Keaton, che in questo film veste i panni di un goffo operatore che con la sua macchina da presa tenta in tutti i modi di realizzare uno scoop con l’intento di impressionare la ragazza di cui è innamorato, ed è il primo lungometraggio per la Metro-Goldwyn-Mayer, e il suo penultimo film muto. Sarà anche l'ultimo realizzato in condizioni di relativa indipendenza, e alcuni critici lo considerano già leggermente inferiore rispetto ai precedenti capolavori. Il muto sta finendo, il contratto firmato improvvidamente limita di fatto l'autonomia del comico, e dopo lo squilibrato "Spite Marriage" ("Io… e l'amore", Edward Sedgwick 1929) inizierà un rapido e inarrestabile declino, tra alcolismo e drammi privati. Sebbene alcuni keatoniani preferiscano limitare il discorso metacinematografico del Cameraman, ponendo l'accento sul tema più generale e caro all'autore dei conflitti tra la realtà e l'illusione, la riflessione specifica sul cinema, peraltro già presente in Sherlock Jr. ("Calma, signori miei!" o "La palla n. 13", 1924), lascia trasparire qualcosa di più che un semplice pretesto illustrativo: è difficile, ad esempio, resistere alla tentazione di vedere nella sequenza della prima proiezione alla MGM un'affettuosa e raffinata parodia del cinema d'avanguardia. Nel finale, l'orgoglio tecnologico dell'operatore è spazzato via dalla semplice e straordinariamente premonitrice constatazione, che l'atto di girare un film è alla portata di chiunque, persino di una scimmia. "The Cameraman" è anche il formidabile racconto della città moderna, oscillante tra pieni e vuoti nei quali Buster si barcamena, con la contraddittoria grazia di chi è al contempo vittima e sovrano, stretto nel minuscolo spogliatoio della piscina e sperduto nell'immenso campo di baseball, tra autobus e automobili, grattacieli e porte girevoli, viali gremiti di folla e poliziotti, sale di proiezione e bettole cinesi, scale scese e salite dal seminterrato al tetto, il tutto letteralmente percorso a tamburo battente. Emblematico in tal senso l'attraversamento fulmineo dell'intera città per raggiungere Sally ancora al telefono, cui Woody Allen mezzo secolo dopo rese un celebre omaggio in Manhattan.

Il terzo e ultimo appuntamento della rassegna, si terrà martedì 21 Aprile e verrà proiettato "Spite Marriage" (1929), accompagnato dalla fisarmonica di Simone Zanchini.

 

Martedì 17 Marzo ore 20.454

Cinema Muto & Live Music Buster Keaton: fino all'ultimo respiro

The Cameraman (1928) Gabriele Mirabassi, clarinetto, Peo Alfonsi, chitarra Lingua originale con sottotitoli

Due grandi improvvisatori per sonorizzare il film più moderno di Buster Keaton. Il clarinettista Gabriele Mirabassi è uno dei massimi virtuosi odierni del suo strumento, presente sulle più importanti scene mondiali del jazz. Film visionario, in cui domina il tema dei conflitti tra la realtà e l'illusione, la riflessione specifica sul cinema. The Cameraman è anche il formidabile racconto della città moderna, oscillante tra pieni e vuoti nei quali Buster si barcamena, con la contraddittoria grazia di chi è al contempo vittima e sovrano, stretto nel minuscolo spogliatoio della piscina e sperduto nell'immenso campo di baseball, tra autobus e automobili, grattacieli e porte girevoli, viali gremiti di folla e poliziotti, sale di proiezione e bettole cinesi…

 

Auditorium San Fedele via Hoepli, 3B - Milano 02 86352231 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Biglietti: Cineforum 3, ingresso 7 € / 4 € (ridotto) Auditorium 3 e 17 marzo, 21 aprile ore 20.45 Prevendita online o in Auditorium (via Hoepli 3A)

 

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Pubblicato in Cultura

Al via la stagione musicale 2013/2014 dell’Auditorium San Fedele di Milano.

Martedì 26 novembre alle ore 20, 30 BUSTER KEATON SECONDO SIMONE ZANCHINI Performance alla fisarmonica su Frozen North e Seven Chances

Anche quest’anno la stagione musicale di San Fedele propone alcuni grandi film della storia del cinema muto, opere che presentano aspetti d’attualità capaci di rivolgersi all’uomo di oggi coinvolgendolo. Oltre che da vedere, il cinema muto è anche da ascoltare con interpretazioni live che sappiano evidenziare i caratteri e i momenti salienti dei film; le sonorizzazioni sono sempre affidate a prestigiosi improvvisatori di fama internazionale. Per questo appuntamento, viene presentato uno dei film più visionari della storia del cinema muto: “Seven Chances” di Buster Keaton proposto con l’accompagnamento musicale del fisarmonicista  Simone Zanchini, tra i più originali e acclamati improvvisatori e interpreti del panorama jazzistico italiano. Sempre di Buster Keaton avremo modo di riscoprire il corto “The Frozen North” esilarante parodia del cinema western americano dell’epoca.

Tra le iniziative che connotano la programmazione dell’attività di San Fedele Musica, c’è quella di rivisitare i grandi capolavori del cinema muto con l’intervento di musicisti impegnati in performance live. La scelta ricade su quegli interpreti capaci di improvvisare creando un intenso dialogo con le sequenze delle immagini e l’andamento narrativo del film. Attraverso l’interpretazione musicale di Simone Zanchini avremo modo di rivivere la surreale comicità di Buster Keaton con un approccio nuovo e carico di suggestioni. Lo spettacolo Buster Keaton secondo Simone Zanchini non vuole essere soltanto una rievocazione della consuetudine d’inizi 900 di accompagnare in sala la proiezione dei film muti, ma intende elaborare una nuova esperienza capace di coniugare le emozioni che gli spettatori vivono in una sala cinematografica così come quelle che si provano durante un’esecuzione concertistica.  La fisarmonica di Simone Zanchini (che si arricchisce anche di interventi in live elettronics da lui gestiti), sarà dunque la colonna sonora dal vivo di due capolavori di Buster Keaton, Seven Chances (1922) e The Frozen North (1925) due pellicole visionarie sospese tra sogno e incubo, nelle quali si rivela il talento del grande attore americano di far convivere la commedia e la parodia con i sentimenti e la riflessioni più profonde sulle dinamiche di relazione tra gli individui.

Il corto The Frozen North del 1922,  di vena surrealistica e ammirato da Luis Buñuel, appare come una pungente critica del cinema western del periodo, ma non solo: Keaton ridicolizza il personaggio del duro e i tratti cinematografici che accentuano il cinismo e l’arroganza del più forte. Non a caso, alla fine appare per un attimo l’attore nei panni di un sadico ufficiale prussiano tipico dei film di Erich von Stroheim, altro grande regista dell’epoca del cinema muto. Ma si tratta di un sogno, e il risveglio finale si svolge, guarda caso, in una sala di cinema.

La serata prosegue con uno dei film più visionari del cinema muto: Seven Chances del 1925, dove la realtà si trasforma in un travolgente incubo che si ingrandisce fino ad assumere proporzioni gigantesche con uno dei più assurdi inseguimenti della storia del cinema: migliaia di donne in furia cercano di raggiungere il timido Jimmy (Buster Keaton), erede di una immensa fortuna, per sposarlo e nella corsa travolgono ogni cosa.

Buster Keaton (1895-1966), nome d'arte dell'attore e regista cinematografico statunitense Joseph Francis Keaton. Attore di musical, passò al cinema recitando dal 1917 a fianco di Roscoe Arbuckle e, dal 1920, in una serie di cortometraggi da lui stesso diretti, che ebbero un rapido successo. Dotato delle qualità del ballerino, dell'acrobata, del clown e del mimo, Keaton creò una personale forma di comicità fondata sul contrasto tra la maschera imperturbabile dell'attore e la convulsa, insensata mutevolezza del mondo che lo circonda. Con l’avvento del sonoro, l’attore cadde in un irreversibile declino. Alla fine della sua vita interpretò il celebre ruolo dell’uomo che cancella se stesso nell’unico film di Samuel Beckett.

 

THE SEVEN CHANCES

Jimmy Shannon (Buster Keaton) eredita una grossa fortuna ma il lascito è subordinato al fatto che si sposi entro il giorno del suo 27° compleanno, che ovviamente è lo stesso giorno in cui apprende la notizia. Egli è innamorato di Mary Browman, le fa quindi la proposta, ma quando lei apprende la storia dell’eredità rifiuta. Jimmy fa la stessa proposta a sette ragazze che conosce, poi a tutte quelle che incontra per strada, ma inutilmente. Bill, un suo amico, fa pubblicare l’appello sul giornale e dà appuntamento in chiesa alla ragazza che voglia sposarlo. Nel frattempo Mary cerca di mettersi in contatto con Jimmy. La chiesa di riempie di centinaia di donne vestite da sposa. Jimmy riceve finalmente un biglietto da Mary e fugge, inseguito da tutte le concorrenti. Dopo un lungo inseguimento, raggiunge Mary e la sposa appena in tempo.

SIMONE ZANCHINI

Fisarmonicista tra i più interessanti e innovativi del panorama internazionale, la sua ricerca si muove tra i confini della musica contemporanea, acustica ed elettronica, sperimentazione sonora, contaminazioni extracolte, sfociando in un personalissimo approccio alla materia improvvisativa. Diplomato con lode in fisarmonica classica al Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro, con il maestro Sergio Scappini. Strumentista eclettico, esercita un’intensa attività concertistica con gruppi di svariata estrazione musicale (improvvisazione, musica contemporanea, jazz, classica). Ha suonato in numerosi festival e rassegne in Italia e nei più importanti festival internazionali. Vanta collaborazioni con molti musicisti di fama internazionale e di differenti estrazioni: Thomas Clausen, Gianluigi Trovesi, Massimo Manzi, Tamara Obrovac, Krunoslav Levacic, Vasko Atanasovski, Paolo Fresu, Antonello Salis, Art Van Damme, Mario Marzi, Andrea Dulbecco, Giovanni Tommaso, Gabriele Mirabassi, Frank Marocco, Bill Evans, Jim Black. Dal 1999 collabora stabilmente con i Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con cui compie regolarmente tournées in ogni parte del mondo. All'attività concertistica e di ricerca, Zanchini affianca anche quella didattica, tenendo workshop sulla fisarmonica e sull'improvvisazione. Nel 2006 pubblica Bebop Buffet (Wide Sound) in duo con Frank Marocco, disco esemplare del linguaggio Bebop espresso con la fisarmonica. Nel 2009 Meglio solo! (Silta Records) nel quale sperimenta le possibilità timbriche del suo strumento attraverso l’uso di una particolare fisarmonica midi, live-electronics e laptop, nello stesso anno esce anche Fuga per Art 5et (Dodici Lune Records) l'unico disco tributo di Zanchini, omaggio al suo grande maestro, nonchè uno dei massimi esponenti della fisarmonica jazz: Art Van Damme. Nel settembre 2010 pubblica il disco The way we talk (In+Out Records), con un quartetto internazionale che coinvolge musicisti europei e statunitensi: Ratko Zjaca alle chitarre, Martin Gjaconovski al cbasso e Adam Nussbaum alla batteria.Nel Maggio 2012 viene pubblicato My Accordion's Concept (Silta Records), l'ultimo lavoro di Zanchini, un progetto costruito su improvvisazioni radicali per fisarmonica acustica e live-electronics, tentativo coraggioso di Zanchini di sovvertire il comune codice espressivo attraverso il suo strumento, tra i più fortemente radicati nella musica cosiddetta riconoscibile.

SAN FEDELE MUSICA 

Il settore musicale della Fondazione Culturale San Fedele è nato nel 2010,e in pochi anni è diventato un punto di riferimento della città di Milano. L’unicità di San Fedele risiede nel disporre di due spazi con differenti soluzioni acustiche: la Chiesa cinquecentesca, completamente restaurata, e il nuovo Auditorium, riaperto in settembre 2010 dopo un importante intervento di riqualificazione acustica e l’installazione di un dispositivo di diffusione per la musica elettronica unico in Italia. Tuttavia, lo spazio è al servizio di un progetto umano. In questo senso le attività musicali riprendono le linee di fondo del Centro Culturale San Fedele, attento al dialogo tra fede e cultura, alla promozione della giustizia e alla formazione dei giovani con il Premio San Fedele Giovani Artisti. I concerti in Chiesa propongono soprattutto le grandi pagine del repertorio sacro dal Cinquecento all'Ottocento, concepite per uno spazio riverberante e in sintonia con la spiritualità del luogo.

Diversa è la prospettiva delle attività musicali in Auditorium, dove si cerca infatti un punto d’incontro tra il repertorio storico della musica da camera e l’attualità della creazione musicale. ovvero un approccio che presenti itinerari di ascolto ben articolati e in legame con i linguaggi musicali di altre epoche. Le opere musicali fondatrici del Novecento verranno, da una parte, confrontate con brani del passato e con opere in creazione o recentissime, e, d’altra parte, inserite in un tema programmatico.  Quindi, alcuni concerti della stagione propongono delle drammatizzazioni musicali: successione di brani senza interruzione attorno a un tema, con lo scopo, appunto, di rendere più dinamico l’ascolto. Il repertorio delle serate è ampio, dal Rinascimento all’era digitale, per seguire il cammino drammatico dell’uomo nella storia attraverso la musica. Altra caratteristica della programmazione di San Fedele Musica riguarda l’interazione con gli altri linguaggi del nostro tempo, in particolare il cinema e le artivisive. Vengono organizzati dei cicli di Cinema Muto & Live Music e Cin’acusmonium, in cui i grandi film della storia del sonoro vengono diffusi tramite una proiezione acusmatica. Nel 2011 è stato costituito il Centro di Elettroacustica e Interazioni Digitali di San Fedele (CEID) che presenta programmi con opere storiche e alcune creazioni.

 

 

Ingresso: € 7 / € 4 (studenti)

info e prevendite: Biglietteria Auditorium lun-ven 10/12.30 - 14/18

tel.0286352231 fax. 0286352803 -  www.centrosanfedele.net

acquisto on line:

www.webtic.it

 

 

Per informazioni al pubblico:

Fondazione Culturale San Fedele

Piazza San Fedele 4, 20121 Milano

Auditorium: via Hoepli 3/b, 20121 Milano

Segreteria Centro Culturale San Fedele

Alessandra Gorla tel.0286352231 fax. 0286352803

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Un sodalizio lungo oltre quarant’anni quello tra Woody Allen e il cinema, scelto dal regista, attore e sceneggiatore newyorkese per raccontare temi universali- l’amicizia, la morte, il sesso, la religione – che sembrano aver perso la loro autenticità, diluiti nella realtà massmediatica. E’ infatti nella finzione cinematografica che si rivelano tutte le contraddizioni della cultura di massa: le nevrosi dei protagonisti delle pellicole alleniane svelano come la vita non corrisponda per nulla all’immagine patinata offerta dalla tv, ormai vero surrogato del reale, ma nasconda, ad un livello più profondo, sofferenze esistenziali che lo stesso Allen condivide. Ecco allora che allo spettatore è offerta la possibilità di affrontare un’autoanalisi, viaggiando sul registro comico dei personaggi nati dalla sua vivace vena creativa, in un continuo tributo stilistico alla storia del cinema – dalla comicità di Chaplin a quella di Buster Keaton e Jerry Lewis, fino ai cineasti europei – e non solo. La musica jazz, grande passione del regista, entra infatti prepotentemente, con tutto il suo bagaglio culturale, nei suoi film, così come la letteratura e la filosofia occidentale, tappe intellettuali di una costante ricerca di senso, in bilico tra i toni della commedia e quelli del dramma.

E’ nell’ultima produzione del regista americano che sembra accentuarsi la vena cinica caratteristica dei suoi copioni più celebri – da Io e Annie a Manhattan e Hannah e le sue sorelle – condannando i personaggi a un’infelicità senza salvezza.

L’inquietudine e le continue domande sul senso della vita - che per Allen sembrano trovare conciliazione solo nella pratica cinematografica, vera panacea per i suoi mali esistenziali – scorrono tra i paesaggi e le strade della sua città, New York, protagonista viva delle vicende raccontate, luogo dell’anima insieme a Parigi e Venezia, che contendono alla Grande Mela il cuore del regista, autore di un felice incontro fra le tre città nel riuscito musical Tutti dicono I Love You , brillante omaggio alla commedia Vecchia Hollywood.

Un inedito binomio, negli ultimi anni della sua ancora prolifica carriera, caratterizza l’incursione di Allen nelle tinte più fosche del genere drammatico e del thriller: a fare da sfondo ai dilemmi sulla colpa e la morale.

Al centro di Match Point e Sogni e Delitti è infatti Londra, location prescelta anche per Scoop, film cucito addosso a Scarlett Johansson, scelta anche per affiancare la coppia Penelope Cruz-Javier Bardem nell’incursione spagnola di Allen di Vicky Cristina Barcelona, e nuova musa del regista dopo Diane Keaton e l’ex moglie Mia Farrow.

Anche Parigi torna prepotentemente a invadere l’immaginario filmico di Allen, divenendo, come New York, ispirazione assoluta per un viaggio nel tempo del protagonista, aspirante scrittore di Midnight in Paris, finalmente pronto, insieme a Woody, a riconciliarsi con la realtà, nonostante tutto. Ancora una volta attraverso il cinema.

 

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