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“Viviamo in un'epoca dove trionfano le sensazioni. Quello che si prova o si teme, conta più di ciò che è reale e verificato. Il mio nuovo disco? Molta musica e una scrittura meno contorta di un tempo. Sono molto soddisfatto”. Pensieri e parole di Pacifico, vero nome Luigi De Crescenzo, intervistato da Nerospinto in occasione dell'uscita del suo ultimo album “Bastasse il cielo”, il sesto in 18 anni di carriera. Pacifico, che vanta collaborazioni con alcune delle voci più belle della musica italiana (Gianna Nannini, Samuele Bersani, Malika Ayane...), ci ha parlato del nuovo disco - anticipato in radio dal singolo “Semplicemente” - della sua poetica e di Sanremo 2019.

Pubblicato in Cultura
Giovedì, 20 Novembre 2014 11:53

Palazzo Reale mostra la bellezza di The Cal

Capita a volte che si invecchi ma si riesca sempre a ostentare bellezza e glamour. È il caso del Calendario Pirelli, The Cal, per gli amici. Pubblicato senza scopi commerciali fin dal 1964, con una pausa di dieci anni tra gli anni Settanta e Ottanta, è capace di rinnovarsi e stupire ogni anno.

 

Per celebrare l’uscita del Calendario Pirelli 2014, Palazzo Reale ha deciso di inaugurare il prossimo 21 novembre"Forma e Desiderio - The Cal Collezione Pirelli", mostra dedicata alle oltre 200 immagini realizzate dai più grandi maestri della fotografia mondiale, come Peter Lindbergh e Annie Leibovitz.

L’esposizione segue idealmente quella precedente, risalente al 1997. Il materiale è stato suddiviso in cinque sezioni. Si parte con L'incanto del mondo, luogo in cui le immagini richiamano mondi sognati, ad un altrove lontano. Si passa poi a Il fotografo e la sua musa, l’arte capace di sedurre. Si prosegue con Lo sguardo indiscreto, dove gioco e provocazione si fondono all’interno delle foto. Si continua poi con La natura dell'artificio, in cui predomina la componente astratta, per terminare con Il corpo in scena, incentrato sul corpo femminile e il fascino che ne deriva.

 

Un viaggio non solo dentro la bellezza e l’arte, ma anche intorno ai fenomeni sociali e di costume che in un modo o nell’altro sono sempre riusciti ad entrare nel Calendario, creando così veri e propri spaccati delle varie epoche.

Pubblicato in Stile
Mercoledì, 20 Marzo 2013 16:40

Gli esperimenti corporei di Luca Cassarà

Ci sono artisti che si fossilizzano e altri che hanno improntato la loro crescita sulla continua ricerca, Luca Kronos Cassarà ha scelto questa via. Il corpo è per lui lo strumento sul quale sperimentare, tramite il quale provare a raccontare il suo mondo e la sua fotografia.

MAB: Il corpo è al centro della tua ricerca fotografica, l’interpretazione del corpo come figura statuaria è parte di un tuo progetto di ricerca, da dove sei partito e chi ti ha ispirato se sei stato ispirato in qualche modo?

LC: Ciao Marco e innanzitutto grazie per questa inaspettata intervista che senz'altro mi lusinga. Potrei facilmente darmi un tono rispondendoti di esser stato influenzato dalla ricerca fotografica di Robert Mapplethorpe (di lui stimo più il famoso "The X Portfolio" ), in realtà non è cosi. L'idea di "Absolute" è nata osservando le modelle durante gli istanti in cui stavano cercando una posa: il loro corpo era in continuo movimento e dava vita a delle forme astratte, a volte sembrava scomparire la testa, a volte un braccio...così una notte pensai l'idea di un progetto in cui il corpo venisse snaturato per creare forme diverse, per andare oltre la visione di un bel corpo nudo. Dopo tanti progetti più estremi e complessi era nata l'esigenza in me di un attimo di puro minimalismo, quasi fosse una tisana depurante. Proposi la mia idea a una modella amica, provammo, realizzai il primo scatto e il primo pensiero fu "Sembra una scultura astratta di marmo bianco"...qualcosa di incorruttibile, puro, solido, perfetto...Assoluto.

MAB: Quanto è importante la luce nei tuoi progetti e in questo specificatamente?

LC: La luce è uno degli elementi fondamentali dei miei progetti. A volte in modo ossessivo. Non è solo l'elemento fotograficamente utile a illuminare bene un soggetto,  ma spesso il catalizzatore dell'emozione stessa impressa in quella foto. In Absolute, paradossalmente, la luce non è co-protagonista, non crea giochi particolari, tende a volte ad appiattire ombre e volumi che in altri progetti sono fondamentali. La luce qui ha la funzione di rendere tutto ancora più asettico e a-temporale perchè è il corpo-forma il protagonista. È lui che deve solleticare l'immaginazione di chi lo guarda.

MAB: Quale è il tuo modo di porti di fronte al corpo delle persone che fotografi?

LC: Questa è una domanda dalle mille sfumature che mi vien posta spesso nel quotidiano: da chi con superficialità mi chiede come faccio a fotografare i corpi nudi di donne cosi belle, a chi mi chiede cosa penso in quel momento, cosa vedono i miei occhi, quali siano le mie emozioni. Proverò a dare un'unica risposta a tutte quelle sfumature. Il corpo della persona che ho di fronte è un magnifico blocco di argilla, ogni volta con una sua specifica sostanza e consistenza. Di fronte ad esso è un continuo scavare tra le emozioni tue e della modella, i vostri pensieri, le vostre aspettative, paure e insicurezze. Questo vortice di emozioni diventano mani che modellano quell'argilla. In questo vortice, rispondendo ai curiosi che vi sono sempre, le pulsioni sessuali sono davvero l'ultima cosa a cui penseresti

MAB: In un momento storico in cui l'immagine più è urlata più è ascoltata, un progetto minimalista ed estremamente elegante, come riesce a essere "ascoltato"?

LC: Amo gli estremi e la continua ricerca, per cui quasi contemporaneamente ad "Absolute" ho portato avanti  "Libero et compos mentis", progetto in cui le immagini urlano e veicolano messaggi anticlericali, provocatori, satirici, sarcastici. Probabilmente quest'ultimo ha suscitato più scandalo e fatto più "rumore", ma alla fine entrambi sono stati ascoltati e apprezzati in eguale misura, ma da pubblici diversi. È come scegliere tra la voce vivace di una ragazza e quella sensuale di una bella donna: sono diverse e, anche se si vive in una società che sbava dietro l'immagine della ragazza-velina, ci saranno sempre tantissimi ad apprezzare e preferire la sensualità e bellezza di una donna

MAB: Corpo e pubblicità sono da sempre un accoppiata vincente adatta per presentare ogni prodotto, sia sulle pagine delle riviste che attraverso gli schermi televisivi. Ma il corpo veicola ancora messaggi o è usato come "carne da macello"?

LC: E' un buon 50%, dipende anche qui dall'ambito, dall'artista, dal committente.

http://www.lucacassara.it http://www.facebook.com/luca.kronos.cassara

Pubblicato in SvelArte

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