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Quarta data a Milano, terza data a Roma e doppio appuntamento a Torino, Bari e Firenze. A tre mesi dalle anteprime europee dell’ATLANTICO TOUR di Marco Mengoni, si aggiungono altri nuovi cinque concerti nel nostro Paese. 

Pubblicato in Onstage
Venerdì, 12 Giugno 2015 12:41

Como e la musica

Il Teatro Sociale di Como presenta l’ottava edizione del Festival Como Città della Musica, da titolo Il Canto della Terra. Opera, musica, danza e cinema in centrò città, all’interno della magica cornice dell’Arena del Teatro Sociale. Un calendario ricco di appuntamenti musicali imperdibili che animeranno le serate estive della città di Como.

Ad aprire il festival sarà Pagliacci sulla regia di Michal Znaniecki. L’opera di Leoncavallo è stata scelta per il progetto 200.com che coinvolge oltre 200 coristi non professionisti che da gennaio scorso studiano tutte le settimane in previsione del debutto in Arena l’ 1 luglio (repliche previste il 2, 4 e 5 luglio).

L’orchestra sarà diretta dal maestro Carlo Goldstein. Il 10 luglio, spazio ai giovani, con l’evento promosso da Marker Inside the shadow. Diversi dj, producer e artisti si esibiranno fino a notte fonda per uno spettacolo unico di musica elettronica e visual performance. Sabato 11 luglio protagonista lo spettacolo In_Evolution.

Sul palco la compagnia tutta italiana LiberiDI che affascinerà il pubblico stando sospesa nell’aria, a terra, immersa nell’acqua...in un susseguirsi di coreografie esplosive dove emerge tutta la fisicità del gruppo. Ha fatto ballare tutto il pubblico sul palcoscenico del Sociale con i suoi ritmi suadenti ed il suo sorriso smagliante. Quest’anno torna a riscaldare l’arena il 12 luglio.

Stiamo parlando di Fatoumata Diawara che si esibirà in un travolgente concerto con Roberto Fonseca, pianista del Buena Vista Sociale Club. Il 15 e il 17 luglio il cartellone propone due giorni di danza targati Corea. Per la prima volta in Italia, la compagnia Kim Yong Geol Dance Theater si esibirà in un gala classico con pezzi tratti dalle più celebri coreografie da Giselle a Il lago dei cigni.

In prima europea, la compagnia presenterà poi Inside of life, spettacolo di danza contemporanea dal forte impatto visivo. Sabato 18 luglio sarà possibile fare il Giro del Mondo in 80 minuti con la strepitosa Orchestra di Piazza Vittorio. Un ideale viaggio, intorno al mondo, attraverso gli uomini, gli artisti e le loro musiche. L’ultima serata del festival è dedicata al cinema e alla musica. In collaborazione con il Lake Como Film Festival, il 19 luglio sarà in programma Fellini/Rota e il grande cinema italiano. Sul palco il Cinematic Ensemble, formazione strumentale dell’Orchestra italiana del Cinema.

Sito Web: www.comofestival.org

 

Sara Biondi

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Mercoledì, 20 Maggio 2015 22:03

Letterpress Workers, tipografia formato bambino

Letterpress Workers International Summit è un meeting internazionale di tipografia, che avrà luogo dal 3 al 7 giugno 2015 a Milano. Un raduno annuale di designer e tipografi provenienti da Europa e America Latina, dove i partecipanti lavorano insieme su un tema comune, condividendo le proprie conoscenze e competenze. In poche parole: un social network fisico. Il Letterpress Workers International Summit è partito nel 2012 a cura dell’Officina Tipografica Novepunti e, dal 2014 si tiene presso lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo .

Il tema di quest’anno riguarda le danze e le musiche popolari. Durante il giorno più di 30 designers stamperanno le loro tradizioni musicali mentre la sera le balleranno. Saranno 4 giorni intensi di stampa, conferenze, workshop e balli sfrenati.

Molto interessante è il laboratorio per bambini organizzato da ABiCiDi. La danza è movimento, è espressione, colore, ritmo e divertimento. Lo stesso avviene nella tipografia e nel suo cuore pulsante chiamato alfabeto. Il laboratorio offre uno spazio fisico e mentale nel quale il bambino può sperimentare e giocare liberamente con i caratteri mobili in legno.

Il 6 giugno alle ore 11, ABiCiDi ha pensato ad workshop per bambini: Cartoline di Carattere. Le lettere sono dei segni, dei disegni che ci permettono sia di formare delle parole, sia di creare nuove forme, immagini e mondi ad essi correlati: il carattere e la stampa diventano nuovi mezzi espressivi. Il laboratorio è riservato ai bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni.

Il tema è quello di risolvere la monotonia che spesso mettiamo nella creazione di biglietti d’auguri di compleanno e cartoline che raccontano i ricordi delle vacanze. Esprimere un sentimento vero non è facile, ma le lettere possono essere utili sempre. Se non si ha la parola giusta, si può far diventare la M un’onda, MM il mare, VV rovesciate un albero di Natale e CC un abbraccio. Insomma, largo alla fantasia!

Durante il laboratorio, i genitori al seguito verranno accompagnati da Officina Novepunti in tour tra i tipografi.

L’evento è a cura di ABiCiDi, Spazio Bk, 9PT.

Costo 10 euro

Per info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito: http://www.letterpressworkers.net/

 

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Venerdì, 25 Ottobre 2013 20:20

Gentleman's Dub Club - L'intervista

In questi lunghi pomeriggi mi ritrovo sempre più spesso a collassare sul divano senza preoccuparmi particolarmente delle scadenze, dei doveri e degli impegni presi. Verso le tre migro dalla scrivania al divano, una birra in mano e una sigaretta nell'altra. Allungo le gambe e con i piedi su una sedia mi dedico all'ozio, che mi piacerebbe fosse otium letterario, ma a conti fatti mi limito a procrastinare.

L'unico aspetto positivo di quest'attività è il poter ascoltare buona musica da un ottimo impianto con la cassa dei bassi più grande dello schermo del mio computer. E' in uno di questi pomeriggio che ho scoperto i Gentleman's Dub Club. Guardando il cielo grigio fuori dalla finestra cercavo giustificazioni per il mio pessimo comportamento e i GDC si spandevano nell'appartamento col loro sound prettamente inglese e un poco mi è sembrato di essere a Londra, in periferia, o a Edimburgo, in un appartamento per studenti accanto al Royal Mile, vista sul castello e malinconia a catinelle.

 

Oggi però sacrificherò il mio ozio per parlarvi proprio del gruppo che mi ha tanto contagiato nell'ultimo periodo. Non sono reggae, non sono dub, non sono ska, sono tutto questo e molto di più. I Gentleman's Dub Club: un club di gentiluomini dediti a nient'altro che la musica, la loro musica.

 

Sono in nove i protagonisti di questo viaggio, nove ragazzi di Leeds che hanno conquistato il pubblico di mezzo mondo con il loro sound variegato e profondamente radicato nella più pura tradizione Dub inglese.

Il 12 ottobre hanno suonato a Milano, al Leoncavallo, e il 18 è uscito il loro primo album, preceduto solo da 2 Ep. Ne abbiamo approfittato e, grazie agli amici di Low Fi Promotion, organizzatori dell'evento, ci siamo procurati un'intervista che vi proponiamo senza censure! W: Com'è possibile gestire un gruppo di 9 membri? Non è difficile prendere delle decisioni e trovare il sound giusto che vada bene a tutti? GDC: Si, può essere difficile, sebbene condividiamo tutti una passione per la dub e la musica reggae, per questo tiriamo avanti da sette anni. Sappiamo cosa va bene per i GDB e cosa no. In passato abbiamo sperimentato diversi modi per scrivere e registrare la nostra musica, ma alla fine ci limitiamo a suonare qualsiasi cosa funzioni al meglio Live e che faccia uscire di testa il pubblico!

 

W:  Come descrivereste il vostro sound?

GDC: Ci ispiriamo alla dub, alla dubby-dubstep, roots, levers e allo ska. Non vogliamo limitarci a un genere, semplicemente suoniamo la musica che ci favenire voglia di ballare!

 

W: Chi sono gli artisti che vi hanno influenzato di più?

GDC: Tutti, da King Tubby a Mala, dai Iration Steppas a J DIlla, dai Madness ai Beach Boys, dai Channel One  a Capleton. E tutto quello che ci sta in mezzo. SIamo in 9 e abbiamo background musicali molto diversi, le nostre influenze sono tantissime.

 

W: Quali sono i punti forti della vostra carriera? GDC: Abbiamo rilasciato 2 EP negli ultimi anni, ma ad ottobre abbiamo rilasciato "FourtyFour", il nostro album di debutto e siamo molto eccitati per questo. Sono sette anni che lo prepariamo e adesso abbiamo aspettato fin troppo...! Questo è un importante passo per la band. Siamo stati abbastanza fortunati da poter suonare in alcuni locali e festival impressionanti negli anni. I più famosi sono l'Outlook Festival in Croazia (n.d.r. Il più grande festival di Bass music d'Europa), il Glastonbury Festival e il Bestival.

 

W: Cosa c'è dietro al nuovo album? GDC: In passato non abbiamo rilasciato molto materiale e la ragione è che volevamo intrappolare l'energia di un Live anche nelle produzioni. Tuttavia la soluzione è arrivata dal nostro bassista Toby Davi, che ha prodotto le registrazioni ed è responsabile della gestione di ricreare l'energia dei live nel disco. Questo è stato un grosso passo avanti per noi nella produzione dell'album, ma volevamo anche mostrare gli altri lati della band, infatti in "44" abbiamo inserito dub, ska, lovers e digi-dub.

 

W: Ho sentito la preview dell'album su ITunes e sembra avere molte più influenze electro delle altre produzioni, ho sentito bene? GDC:Certo. Negli ultimi anni la band è stato più che influenzata dall'EDM di tutti i tipi e abbiamo assorbito le influenze riportandole nei nostri show live e nelle produzioni. E' qualcosa che penso esploreremo ancora di più in futuro.

 

W: Perchè si chiama "44"?

GDC:Ottima domanda! Abbiamo cominciato a suonare a Leeds e ci riunivamo nel seminterrato di Niall e Toby, che è al 44 di Otley Road... Abbiamo voluto lasciare una traccia di come abbiamo cominciato e delle idee originali dietro il progetto, così "44" sembrò un ottimo titolo.

 

W: Qual'è la storia della canzone e del video dietro il singolo dell'album, Riot? GDC: ovviamente, la canzone Riot stata influenzata da quello che è successo a Londra 2 anni fa. Tutti nella band vivono a Londra e sono stati coinvolti in quello che è successo. La traccia (e il video) non sono una dichiarazione politica, ma solo una riflessione su quello che è successo.

 

W: Quanto è influenzata la vostra musica dalla politica e dalla lotta sociale?

GDC: Non scriviamo niente di apertamente politico, tantomeno le nostre lyrics. Sentiamo che il fatto stesso di suonare musica sia abbastanza un atto politico e una protesta.

 

W: Se foste le ultime persone sulla terra, cosa fareste? GDC: Ci faremmo una birra e una Jam! E proveremmo a trovare qualche ragazza...

 

Buon ozio con i Gentleman's Dub Club!

 

 

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Mercoledì, 04 Settembre 2013 15:16

Chinese Man feat. Taiwan MC @Leoncavallo

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Abbiamo imparato ad apprezzare i Chinese Man con la famosissima "I've got that tune", un pezzo electroswing con contaminazioni trip hop e tanti scratch nel miglior stile chinese man.

 

Come per qualsiasi altro gruppo, però, la loro canzone più famosa non rispecchia e sicuramente non rende giustizia a tutto il resto della loro produzione. I Chinese Man non sono electroswing, non sono hip hop, non sono trip hop. I Chinese Man sono un collettivo nel pieno senso del termine. Una commistione di generi, personaggi, influenze. Un meeting point di culture differenti e differenti modi di sentire la musica. Dal jazz alla lounge, dall'hip hop al tribal, dall'elettronica alla dubstep con tratti di d'n'b, è giusto quindi considerarli nella loro interezza come artisti a tutto tondo, grande tecnica e grandi emozioni.

Questa settimana i Chinese Man approdano per la prima volta a Milano grazie a Low Fi promotion. Sabato 7 settembre saranno gli ospiti d'eccezione sul palco del Leoncavallo insieme a Taiwan MC che li accompagna sempre nei live.

Sul palco insieme a loro anche Tommy TumbleDj KamMissin Red.

Un'apertura di stagione coi fiocchi per il Leoncavallo con una data da non perdere!

 

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Mercoledì, 18 Settembre 2013 20:15

Chinese Man in Milano - La videointervista

Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita l'emozione di aspettare il proprio gruppo preferito per anni prima di poterlo vedere dal vivo. Dopo aver scaricato la discografia e aver consumato le cuffie a furia di sentire sempre gli stessi pezzi, si attende. Magari si considera anche il viaggio intelligente, la vacanza a Berlino/Madrid/Parigi con la scusa di vedere dal vivo i propri idoli. Poi capita che per la prima volta qualcuno si convince a portarli in Italia, ma ovviamente le prime due date non sono nella tua città, ma, restando fedeli alle leggi di Murphy, non ci si riesce proprio a fare la trasferta. Ecco, in questo caso parliamo proprio dei Chinese Man, il collettivo di dj francesi che sta facendo impazzire il pubblico di mezzo mondo con i loro beat a cavallo tra reggae, hip hop, dubstep, d'n'b, soul, jazz, insomma un bel mix che forse potrebbe lasciare col dubbio, ma non in questo caso...

 

Finalmente i Chinese Man sono approdati a Milano, dopo due date esplosive a Bologna e Roma, dove hanno fatto sold out e scatenato il panico tra la folla in delirio. Le aspettative erano altissime e l'occasione troppo ghiotta per farseli scappare, così mi sono ingegnato per intervistarli. L'agenzia che li ha portati in Italia è la LowFi Promotion, ragazzi simpaticissimi, che mi hanno permesso di intervistarli prima del concerto. Così inizia la nostra serata, alle 20.30 di fronte al Leoncavallo, spazio pubblico autogestito, con il sorriso sulle labbra, l'eccitazione di un bambino, e i miei fedeli collaboratori al seguito.

 

Vedere il locale vuoto è stato già una piccolo colpo al cuore. Sul palco i tre giradischi montati uno di fianco all'altro davanti al telo bianco per le proiezioni. Un enorme spazio che nel giro di poche ore si sarebbe riempito fino a scoppiare. Le pareti trasudavano le emozioni di migliaia e migliaia di persone, come se il posto potesse parlare, una tensione statica ci pervadeva, penso ci si senta così entrando in una casa infestata dai fantasmi.

Seguiamo High Ku, il biondino del gruppo, fino al backstage e lì incontriamo gli altri, Sly e Zé Mateo. Mi ero preparato una battuta per l'occasione, avrei dovuto scherzare sul fatto che "non siete cinesi in realtà", ma, per fortuna, ho realizzato in tempo che sarebbe stato uno scherzo davvero triste.

chinese man in milano

 

I tre si siedono al tavolo e iniziano a prepararsi per l'intervista accendendosi una sigaretta speciale, mentre io e il regista sistemiamo l'apparecchiatura. Iniziamo a scherzare e prepariamo il mood per la nostra piccola chiacchierata. Loro sono molto rilassati e sembra che gli piaccia scherzare, si lasciano andare ed ecco cosa è successo:

 

http://youtu.be/mpep4YJFpfo

 

Se avete ascoltato fino alla fine avrete scoperto il vero scoop della serata, l'annuncio del nuovo album: Groove Session number 3, previsto per aprile del 2014 in occasione dei dieci anni dell'etichetta.

 

Ci congediamo stremati dalla tensione e ci concediamo una pausa prima del concerto. Le ore passano e i dj del Leoncavallo si alternano nel warm up, il locale inizia a riempirsi e l'aria si riempie di elettricità, un climax che esplode quando il trio sale sul palco, fiero e ispirato. Saremmo stati in almeno tremila sotto il palco ad alzare le braccia a tempo e a sculettare a ritmo. Tutto inizia con i pezzi più mainstream, sample swing su basi dritte, Artichaut la canzone di riferimento, il pubblico in delirio e le loro mani veloci sui giradischi.

Chinese man in milano 5

Sul telo si alternano le proiezioni legate ai loro pezzi, stralci di video da cui sono stati presi i sample vocali, uno tra tutti Fight Club. Vedere il faccione insanguinato di Tyler Durden che snocciola le regole del suo club segreto di fronte a migliaia di persone è stata un'emozione incontenibile. Il pubblico in estasi e finalmente sul palco arriva l'MC Taiwan. Un artista che ha collaborato in diversi pezzi dell'album, racing with the sun, e che li accompagna spesso nei live set.

 

mc taiwan

Spesso si sottovaluta la figura di un maestro di cerimonia, lo si associa sempre agli ambienti esclusivamente hip hop e ci si dimentica che in fondo un vocalist bravo è sempre un artista di tutto rispetto.Canzoni di riferimento Miss Chang, capolavoro a mio avviso, e In my Room, favolosa anche questa, entrambe immerse in atmosfere reggae che Taiwan arricchiva con le sue rime e la sua voce inconfondibile.

 

I've got That Tune, la loro canzone più famosa, commerciale se volete, è stata lasciata per il gran finale, grandioso, "gli angeli con le trombe e gli arcangeli coi tromboni". Non hanno concesso nessun bis e il pubblico è sfollato lentamente, col sorriso sulle labbra e il ritmo che ancora li faceva ballare nella via del ritorno a casa.chinese man in milano 6

 

Un ringraziamento particolare va alla LowFi Promotion che ha permesso l'intervista, a James L. C. Baker per le riprese e il supporto e a Mia Labate per le foto e la pizza!

 

 

 

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Due ragazzi come tanti, un unico desiderio: quello del cambiamento, quello di rendere la cittá di Milano un posto migliore in cui vivere. Un sogno  comune che li ha legati non solo ad un’amicizia vissuta fra le mura del centro sociale Leoncavallo, uno dei luoghi in cui il bisogno di migliorare la societá dell’epoca costituiva la prioritá dell’aggregazione. Ad unirli é una tragedia consumatasi quel  lontano 18 marzo 1978, quando ancora diciottenni credevano che un mondo diverso fosse possibile e lo volevano a tutti i costi. Lo dimostravano attivamente, fino all’ultimo istante della loro troppo e maledettamente breve vita. A coinvolgerli a quel tempo, era infatti un’iniziativa che voleva combattere il traffico della droga del quartiere Lambrate legato alla destra eversiva.

Sono passati trentacinque anni da quel giorno, dal giorno in cui Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci decidono di passare la serata come era loro solito, quattro chiacchiere, un concerto, tanti amici. Cenano insieme, intorno alle 20.00 escono di casa, un edicolante li sente parlare a proposito dei fatti che in quei giorni erano testimonianza viva delle grandi contraddizioni storico politiche del nostro paese. Quei fatti storici avvenuti proprio in quei giorni e che hanno segnato la storia italiana profondamente, uno tra i quali il rapimento dell’onorevole Aldo Moro. Percorrendo le vie del quartiere Lambrate, diretti al centro sociale Leoncavallo, raggiungono via Mancinelli. E’ esattamente qui, pressappoco al numero 8, che i loro sogni si imbattono nella furia omicida dei loro spietati carnefici, la quale identitá è rimasta ancor oggi un mistero. Tre persone che agiscono con freddezza e professionalità, due dei tre vestono cappotti chiari. Pochi scambi di parole, la situazione si colora di rosso, il colore del sangue di due persone appena diciottenni.

Un massacro impunito che continua ad essere un enigma, una giustizia che per negligenza e scarso interesse non ha saputo dare delle risposte, considerandolo forse un caso di ‘serie b’. Tra le poche certezze emerse dalle indagini, condotte inizialmente dal sostituto procuratore Armando Spataro e presto capitolate in un vicolo cieco e alla definitiva archiviazione nel 2000, è quella che Fausto e Iaio quella notte furono stati giustiziati. Troppo scomodo l’impegno di controinformazione che i due amici stavano svolgendo a proposito dei traffici di eroina che erano diventati il morbo del quartiere. A qualcuno il loro attivismo dava molto fastidio. Da Roma non tarda ad arrivare una rivendicazione da parte dei Nar, Brigata Franco Anselmi, fondata dallo stesso Anselmi  che dodici giorni prima era stato ucciso durante una rapina a un’armeria, sempre a Roma. Rabbia e sgomento seguirono i giorni successivi il loro omicidio. Centinaia di migliaia i cittadini che il 22 marzo 1978, giorno dei funerali, non mancarono di scendere in piazza a manifestare il loro cordoglio. Un forte pianto collettivo, profondo sgomento e una ferita indelebile.

Il senso della speranza dei due amici che si spense sotto i colpi di otto proiettili Winchester calibro 7,65, ma il senso della loro lotta è ancora vivo in una cittá come Milano che non vuole dimenticare, che non deve ‘archiviare’ il ricordo, ma che sulla base di quello, necessita costruire un futuro fruttuoso, impegnato nell’opposizione di ogni logica neofascista. Pisapia definisce questo dramma di matrice inequivocabilmente politica, una sconfitta dello Stato, della giustizia e della democrazia, un fatto non accettabile, un caso che non ha mai visto  la verità: ‘’non sono mai state svelate le trame ma solo lasciate intravedere.‘’

A Fausto e Iaio sono stati dedicati i giardini di piazza Durante, a due passi da piazzale Loreto, nel cuore del quartiere Casoretto, inaugurati un anno fa dal sindaco di Milano in onore dei suoi ‘’per sempre ragazzi.’’ Quest’anno Nerospinto consiglia lo spettacolo ‘Viva l’Italia’: una riflessione su quel passato che vuole farsi presente. Un testo inedito di César Brie, regista e attore argentino di lungo corso che vive e fa teatro a Milano. Uno spettacolo che presenterà la vita di 5 personaggi realmente vissuti e che metteranno in scena i segreti e i retroscena di uno dei delitti emblematici di un’Italia dal clima rovente. Un’Italia paese delle ingiustizie di stato e delle stragi fasciste rimaste impunite, ma che attraverso il teatro vuole dimostrare di non essere vigliacca. Alla sua elaborazione, oltre a documenti e libri che testimoniano i fatti, ha contribuito anche Maria Iannucci, sorella di una delle due vittime e presidente della ‘Associazione amici e familiari di Fausto e Iaio’. Al teatro Puccini  l’uomo sará posto al centro della rappresentazione con i suoi sogni, gli errori e gli orrori, con un unico intento che mira a volerli trasformare in una speranza, ossia quella della possibile realizzazione di una societá libera dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. La stessa per la quale Fausto e Iaio hanno combattuto e che sognavano per l’Italia.

VIVA L’ITALIA

le morti di Fausto e Iaio di Roberto Scarpetti, regia di César Brie

Dal 18 marzo al 14 aprile 2013 al Teatro Elfo Puccini

Corso Buenos Aires 13

Mart/sab. ore 21.00, dom. ore 16.00

Prezzi: Intero € 30.50 - Martedì € 20 - Ridotto giovani e anziani € 16

LA MOSTRA

Dal 18 marzo al 14 aprile, in occasione dello spettacolo Viva L’Italia sarà allestita un'installazione realizzata da alcuni studenti del Liceo artistico di Brera ispirata allo spettacolo e all'atmosfera degli anni 70.

Foyer della Sala Fassbinder . Ingresso libero

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INDIRA FASSIONI

Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it

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